Cari amici ed amiche.
Nelle Messe di oggi e di domani sarà letto il seguente brano del Vangelo secondo Matteo (capitolo 22, versetti 34-40):
"[34] Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme
[35] e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova:
[36] "Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?".
[37] Gli rispose: "Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente.
[38] Questo è il più grande e il primo dei comandamenti.
[39] E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
[40] Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti". "
Essere cristiani non significa solo andare a Messa alla domenica e alle feste comandate e fare del bene.
A fare ciò sono bravi tutti.
Essere cristiani significa amare Dio ed il prossimo come sé stessi.
Infatti, Dio è amore. La stessa prima lettera enciclica del del Santo Padre Benedetto XVI (di cui ho una copia) è intitolata "Deus Caritas Est".
Dio è amore.
Se non ci si rende conto di ciò, andare a Messa alla domenica e alle feste comandate e fare del bene perde di valore.
La legge di Dio si fonda su quei due comandamenti di cui Gesù parlò.
Oggi, si tende a volere ripagare il male con altro male.
Oggi è molto facile "peccare senza peccare".
Ad esempio, una persona può usare le leggi tramite gli avvocati ma spesso non si rende conto che essa può nuocere sia alla persona che, a suo dire, le ha fatto il torto e sia a sé stessa, perché potrebbe avere commesso un errore. Si abusa di "legittima difesa".
Il male fatto si ritorce sempre contro chi lo fa, indipendentemente dal fatto che sia un'azione o una reazione.
Questa non è "caritas" come non sono esempi di "caritas" l'egoismo verso il prossimo che viene presentato come "diritto di tutelarsi" e il non ascolto dell'altro.
Un cristiano non deve fare ciò.
Allora, queste sante parole di Gesù devono farci riflettere.
Cordiali saluti.
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