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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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sabato 5 marzo 2016

Al vilan et San Giuani ad Nepomuk/Il villano e San Giovanni Nepomuceno



Acsì, dal "Galiot" par la farina crunpà...

cun la roncola 'n vilan l'era gnì...
indua bianch al ris senpar vegn...
ma bona l'era mia dal forment cla polvar...
et cume 'n bis lü adventava...
et quand ad Nepomuk San Giuani 'l eva vist...
martyr ancora 'l eva fat cal povret sant negà...
cun la roncola via la man 'l eva taià...
ma vindicta somma l'era gnì sü cal vilan...
cun al cor stracà...al büser l'era arrivà...
par lü catar sü...parchè dla so ora 'l eva fat fera...
la siora Mors...cun gens irae...ch'l eva mis ad sira!


Italiano:

Così, dal "Galeotto" per la farina comprar...
il villano col falcetto era venuto...
ove bianco il riso sempre viene...
ma bona non era del grano quella polvere...
e come una serpe egli diventava..
e quando San Giovanni Nepomuceno aveva scorto...
martire ancora l'aveva fatto quel poveretto santo affogato...
col falcetto via la mano che aveva tagliato...
ma vendetta somma era venuta su quel villano..
con il cuore fiaccato...il becchino era arrivato...
per egli portare via...perché della sua ora aveva fatto fiera...
la signora Morte...con la gente d'ira che l'aveva messo di sera!

Nelle mie poesie, a me piace mischiare le parole dei dialetti con quelle latine.
Lo faccio più spesso con il siciliano, che è il dialetto che uso di più per le poesie, ma ora provo a farlo anche con il dialetto mantovano.
Imito un po' Teofilo Folengo.
La poesia parla della statua di San Giovanni Nepomuceno che si trova sulla Pila del Galeotto.
La Pila del Galeotto è un'antica riseria (risalente al secolo XIX) che si trova nel Comune di Bigarello, in Provincia di Mantova.
Oggi, essa è un agriturismo.
Uno degli elementi più caratteristici è la statua di San Giovanni Nepomuceno che si trova sulla facciata.
San Giovanni Nepomuceno era un prete boemo vissuto tra il 1349 ed il 1393 che fu canonico della cattedrale di Praga. Nel 1393, il suo arcivescovo lo nominò vicario generale.
Egli si mise contro il re di Boemia (che divenne Re dei Romani) Venceslao IV (1361-1419), il quale voleva fondare una nuova diocesi per un suo favorito.
Venceslao ordinò che alla morte dell'abate Racek non si eleggesse nessun abate e che l'abbazia diventasse sede vescovile.
Nel 1393, Racek morì.
Contrariamente a quanto volle Venceslao, in quell'abbazia un abate venne eletto e,  in quanto vicario generale della cattedrale di Praga, San Giovanni Nepomuceno confermò l'elezione.
Venceslao si adirò e rispose ordinando l'imprigionamento del vicario-generale, del vicario della cattedrale, il prevosto Wenceslaus di Meissen, dell'assistente dell'arcivescovo e successivamente anche del decano dei canonici della cattedrale.
Giovanni fu torturato ma resistette.
Venceslao lo condannò a morte, facendolo annegare nella Moldava.
Venne gettato in catene dal Ponte Carlo di Praga.
Canonizzato da Papa Benedetto XIII nel 1729, San Giovanni Nepomuceno è patrono dei confessori e protettore contro le alluvioni.
Ora, sulla facciata della Pila del Galeotto vi è una statua che lo ritrae.
Sappiamo tutti dei problemi che ci sono con i fiumi nel territorio mantovano.
Quella statua ha un particolare: le manca una mano.
Qui vi è la storia della poesia.
Si disse, infatti, che quella mano fosse stata tagliata con un colpo di falce da un contadino arrabbiato per avere ricevuto della farina non di buona qualità.
Per ironia della sorte, poche ore dopo quel contadino era morto, forse d'infarto.
Si era provato a riattaccare l'arto ma la cosa non era riuscita.
Vale il detto che recita: "Scherza con i fanti ma lascia stare i santi".
Cordiali saluti.

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Ringrazio un caro amico di questa foto.