di Ettore Roesler Franz (Roma 1845 - 1907) IL GHETTO - 1888 "LA VIA RUA, IN FONDO IL PORTICO D'OTTAVIA" |
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"Un saggio racconta i rapporti tra i credenti delle due fedi fra il XVI° e il XIX° secolo
Marina Caffiero ha pubblicato un libro di grandissimo interesse sui rapporti tra ebrei e cristiani, Chiesa cattolica e rabbini, dal XVI° al XIX° secolo. Il libro, edito dalla Einaudi, si intitola "Legami pericolosi. Ebrei e Cristiani tra eresia, libri proibiti e stregoneria" .
Ha lavorato per anni negli archivi: ne ha desunto infiniti particolari, novità, scandali, storie romanzesche, che modificano sensibilmente le nostre idee tradizionali sull'argomento.
Credevamo che ebrei e cristiani avessero vissuto per secoli come popoli isolati, religioni contrapposte, e dal libro della Caffiero apprendiamo che sono stati legati da rapporti strettissimi nelle idee e nella vita quotidiana.
Per diciannove e più secoli, gli ebrei sono stati, per la maggioranza dei cristiani, un popolo perverso, perfido, che uccise Gesù sulla croce, e da allora complottò incessantemente contro i cattolici.
Il loro crimine consisteva, in primo luogo, nei libri che avevano scritto. Le autorità ecclesiastiche sostenevano che il Talmud nascondeva pratiche magiche e stregonesche : se le prime tre parti erano tollerabili, la quarta conteneva "favole ingiuriose nei confronti di Gesù Cristo, la Vergine , i Santi e la fede cristiana". Si temeva che i cristiani fossero contaminati e contagiati dalla lettura.
C'era solo un rimedio : requisire i Talmud presenti nelle singoghe e nelle case; nel maggio del 1753, a Roma, trentotto carri portarono via i testi talmudici e cabbalistici. Alcuni di questi libri erano espurgati da censori, spesso di origine ebraica. La maggior parte venivano mandati al rogo, come raccomandava un decreto del 1553, "de combustione Talmud", promulgato dall'Inquisizione romana. I cristiani,che stampassero o leggessero questi testi, venivano scomunicati.
Se gli ebrei avvelenavano le anime, avvelenavano anche i corpi dei cristiani.
La peste del 1348, che causò trenta milioni di morti, veniva attribuita agli ebrei, che avrebbero diffuso la malattia per mezzo di polveri e veleni gettati nelle acque. Nei secoli successivi, questa accusa non li abbandonò più.
Adulteravano e avvelenavano i cibi, per cui venne proibito loro di gestire negozi alimentari; e i loror medici, per i quali si aveva tuttavia una grandisima considerazione,potevano avviare egualmente alla morte.
Tutto ciò che era magico e stregonesco discendeva dall' insegnamento ebraico: in parte non senza ragione, perchè i testi cabalistici risuonarono di allusioni magiche.
Credevano nella trasmigrazione delle anime, nella trasformazione delle anime dei malvagi in demoni: interpretavano i sogni; conoscevano formule misteriose e indecifrabili con le quali addentrarsi nella vita quotidiana.
Tutti quelli che erano affascinati dalla magia e dalla stregoneria, si rivolgevano agli ebrei come ai loro maestri naturali.
Tra i cristiani erano diffuse le più diverse specie di superstizioni antisemite, che avevano una maggiore eco negli ambienti popolari.
Vi era una leggenda antica e famosissima. Gli ebrei venivano accusati di confezionare il pane azzimo della Pasqua impastando la farina col sangue di bambini cristiani, che venivano uccisi q questo scopo.
Un'altra leggenda era meno nota. Quando balie cristiane allattavano i figli degli ebrei, venivano costrette, per alcuni giorni dopo aver ricevuto il sacramento dell'eucarestia, a gettare nelle latrine il latte dei loro seni, cos' da impedire che i bambini venissero impregnati e contagiati dall'ostia.
Un gruppo sociale era fortemente antisemita: i pescivendoli. Specialmente durante il periodo del carnevale, inscenavano carri e rappresentazioni teatrali, dette, giudiate, che deridevano i riti, le istituzioni, le immagini, le credenze, le preghiere, i personaggi del mondo ebraico.
Specie in alcuni periodi, la Chiesa cattolica, coltivò un sogno impossibile : quello di abolire ogni rapporto tra mondo ebraico e mondo cristiano. Una bolla del 1555 proibiva agli ebrei di avere una sia pur minima famigliarità con i cristiani: non dovevano frequentarli, visitarli, parlare con loro,giocare con loro, mangiare con loro, e soprattutto avere rapporti sessuali. Le pene erano severissime: multe pesanti, evirazione.
Nel 1606, un teologo famoso, Prospero Farinacci, giunse a sostenere che il rapporto sessuale di un ebreo con una donna cristiana doveva venire punito con la morte.
Il sogno della Chiesa cattolica non si realizzò mai. Gli ebrei, che si pretendeva di chiudere nei ghetti, andavano e venivano attraverso lo Stato Pontificio e l'Italia senza nessuna soggezione e timore, e senza chiedere licenza al vescovo o all'inquisitore, come avrebbero dovuto.
Gli ebrei visitavano le monache e i monasteri: i cristianivisitavano amici e amiche nei ghetti; e li amavano, sebbene contro la legge. Discorrevano di argomenti religiosi, che li affascinavano profondamente: ora erano d'accordo su alcuni punti essenziali, specie di natura morale; ora litigavano con violenza, soprattutto a proposito della morte di Gesù o della venuta del Messia.
Alcuni ebrei si fingevano cattolici e si confessavano e si comunicavano: oppure si spacciavano per sacerdoti, e giungevano a confessare e assolvere i cristiani.
Molto spesso cambiavano nome. Secondo la legge, avrebbero dovuto esercitare le loro attività commerciali solo all'interno dei ghetti: invece affittavano case e magazzini fuori dai ghetti, avevano servitori cristiani, acquistavano proprietà immobiliari, non portavano il segno giallo che doveva distinguerli.
Tutto era mobile, mescolato, confuso, illegale, come se ebrei e cristiani volessero deridere le leggi antisemite che cercavano di separarli.
(articolo di Pietro Citati dal "Corriere della Sera" del 2 agosto 2012)".
Ora, io esprimo un mio parere a riguardo.
Che in passato tra cristiani ed ebrei ci siano stati momenti di tensione è cosa certa.
Tuttavia, va detto che i maggiori episodi di antisemitismo ci furono nei momenti di crisi della Chiesa cattolica.
Pensiamo a quello che accadde nella Germania del XIV secolo, quando ci fu la "Morte Nera", la peste del 1348.
Ora, il contesto di quegli anni fu particolare.
La Chiesa visse un periodo di crisi, per via della "Cattività avignonese" dei Papi (1309-1377), a cui seguirà lo Scisma d'Occidente (1378-1417).
La peste aggravò la situazione.
I preti mancavano ed i morti non ricevevano più le esequie né i malati ricevevano l'Unzione degli infermi.
Così, si sviluppò a livello popolare un movimento, quello dei Flagellanti.
Questo movimento di predicatori prendeva il nome dal fatto che i suoi appartenenti si flagellassero.
Essi predicavano e predicavano l'odio verso gli ebrei, che venivano accusati di essere agenti del demonio e di portare la peste.
La Chiesa non riuscì a controllare questi movimenti che fecero un vero e proprio scempio.
Molti morirono per mano della gente aizzata dai Flagellanti.
Tra le vittime ci furono anche molti ebrei.
Anche quello che accadde nel XVI, citato nella nota, ebbe le stesso clichet.
Anche qui la Chiesa visse un periodo buio, quello della Riforma protestante.
La cristianità occidentale non fu più unita.
Molti re e principi di vari Stati europei adottarono il protestantesimo, più per una questione di potere, e frammentarono l'Europa.
Già indebolita, dopo quello che accadde nel XIV secolo, la Chiesa non riuscì a controllare la situazione.
I principi ed i re protestanti non obbedirono più ad essa.
Anche i re ed i principi cattolici crearono problemi.
Era chiaro che in quel momento religione e politica si fossero mischiate.
Essere di una religione diversa da quella del re di un Paese significava essere contro il re stesso.
La Chiesa cattolica si trovava ad essere bersagliata dai protestanti e alla mercé dei re cattolici e dovette agire secondo certi voleri.
Il discorso si protrasse anche nei secoli a venire.
Gli ebrei, purtroppo, si trovarono in mezzo a questa questione.
Essi furono perseguitati sia nei Paesi protestanti che in quelli cattolici.
Ad essi fu addebitata la sconfitta dei cristiani da parte dei Turchi a Moahcs (1526).
In realtà, però, tra ebrei e cristiani non ci fu sempre tensione.
Basti pensare ai re medioevali che avevano nella loro corte la figura dell'"Ebreo di Corte", il dignitario di religione ebraica che serviva ad interloquire con la comunità ebraica.
Inoltre, ricordo che il primo ghetto fu aperto nel 1555 a Roma.
Quindi, prima di quell'anno gli ebrei convissero con i cristiani.
Questo ci deve fare riflettere.
Cordiali saluti.
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