Cari amici ed amiche.Il presidente Berlusconi ha espresso una critica sulla Magistratura e subito si è sviluppato il solito vespaio di polemiche.
Vorrei fare un breve commento a riguardo.
Quando esprime commenti sulla Magistratura e, in particolare, sui Pubblici Ministeri (i P.M.), il presidente Berlusconi si riferisce solo a quei magistrati che tendono a sconfinare e che, anziché fare il mestiere che a loro compete, fanno politica e puntano a fare pressione sulla sfera politica.
Purtroppo, questo è un problema reale e va risolto con una buona riforma della giustizia.
Qui è rischio la stessa impalcatura democratica dello Stato.
Dopo quello che successe all'inizio degli anni '90, in cui il mondo politico fu travolto dallo scandalo di "Tangentopoli", la politica di oggi è più debole.
Ora, che il ceto politico di allora non fosse stato immacolato è vero ma è vero anche che oggi la politica è molto più debole e quella stessa magistratura che si eresse a "difensore della moralità" abbia acquistato un peso tale da inficiare l'azione della politica stessa che viene, di fatto, annientata da certe azioni giudiziare molto discutibili e fondate su prove farraginose ed inconistenti e che si concludono con l'assoluzione della persona colpita da esse, dopo un lungo ed umiliante processo (anche mediatico) a cui quest'ultima viene sottoposta.
E' saltato l'equilibrio tra politica e magistratura.
Questa situazione mette a rischio la democrazia.
Quindi, il presidente Berlusconi sta difendendo solo le prerogative della politica che è espressione della democrazia, in quanto formata da organi elettivi, come il Parlamento.
La Magistratura non è un organo elettivo.
Con questo, però, il presidente Berlusconi non ha attaccato la Magistratura tout court.
Infatti, ci sono tanti giudici che lavorano seriamente e che fanno il proprio dovere, senza troppe manie di protagonismo.
Quindi, smettiamola con le ipocrisie!
C'è un problema e va risolto.
Cordiali saluti.
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