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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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martedì 14 agosto 2012

Terzo segreto di Fatima, due parole

Cari amici ed amiche.

Voglio parlavi del Terzo Segreto di Fatima.
Le parole riportate da suor Lucia Dos Santos (1907-2005,  una dei tre veggenti, insieme ai fratelli Francisco e Giacinta Marto) recitano:

"Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva grandi fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo intero; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l'Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c'era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c'erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio."

Ora, per molti, il Terzo Segreto non si è ancora avverato.
Per alcuni, in realtà, esso potrebbe essere rivolto principalmente al clero.
Com'è noto, secondo alcune informazioni, chi di dovere avrebbe dovuto svelare il segreto nel 1962, anno in cui sarebbe iniziato il Concilio Vaticano II.
Forse, la Vergine Maria ha voluto metterci in guardia dai pericoli del Concilio stesso.
Ricordo che, ad esempio, il Concilio Vaticano II non condannò il comunismo.
Inoltre, certi preti post-conciliari non rispettano più il loro mandato.
Ad esempio, essi non mostrano la loro obbedienza al Papa e si occupano più di politica che non delle cose di Dio.
Inoltre, la figura dell'angelo che vuole incendiare tutto, ricorda quello che accadde a Sodoma e Gomorra.
Secondo alcuni, però,  la nostra generazione ha superato quella di Sodoma e Gomorra, in fatto di perversione.
Basti pensare alla non difesa dei valori della famiglia e della vita da parte delle autorità o all'edonismo di molti giovani.
Inoltre, sempre secondo alcuni, la figura del vescovo vestito di bianco (forse il Papa) che sale su una montagna, sulla cui cima c'è una grande croce, e che viene ucciso, potrebbe non essere Papa Giovanni Paolo II.
Papa Giovanni Paolo II si salvò.
Forse, questa allegoria potrebbe significare che per la Chiesa ci saranno tempi difficili.
Effettivamente, è vero.
Nella Chiesa di oggi ci sono divisioni e scontri tra fazioni politiche.
Forse, il messaggio di Fatima potrebbe essere un avvertimento.
Se l'uomo non cambia la sua condotta, potrebbe finire male.
Vi invito a guardare il video qui sotto. 
Cordiali saluti. 



Ebrei e cristiani? Devono affrontare insieme le sfide!

Cari amici ed amiche.

L'8 agosto 2012 è comparso questo testo di Camillo Langone sul quotidiano "Il Foglio":

"Scopro grazie a Fiamma Nirenstein (evidentemente per preoccuparsi dei cristiani ci vuole un’ebrea) che il gruppo terroristico maomettano Boko Haram ha intimato al presidente nigeriano (cristiano) di convertirsi all’Islam, altrimenti saranno altre bombe e massacri. E’ sempre la stessa storia da quattordici secoli. A cominciare dal fondatore, i coranisti non sono capaci di convertire che per mezzo della violenza (e come potrebbero convertire per mezzo della verità se la verità non possiedono?). Io non ho ricette per l’Africa però ne ho una per l’Italia a rischio di africanizzazione. L’ha scritta San Giovanni Evangelista: “Se qualcuno viene a voi e non porta questo insegnamento [di Cristo], non ricevetelo in casa e non salutatelo; poiché chi lo saluta partecipa alle sue opere perverse”. Non si riceva l’immigrazione musulmana in Italia.".

Ora, il fatto che a preoccuparsi di noi cristiani sia un'ebrea (una grande persona,  per il suo costante impegno politico) come l'onorevole Fiamma Nierenstein, ci deve fare riflettere.
Bisogna capire che ci dovrà essere un grande lavoro di squadra tra noi cristiani ed i nostri amici ebrei.
Questo lavoro dovrà essere finalizzato alla difesa dei nostri valori, valori che sono comuni tra noi cristiani e gli ebrei.
Qui non è gioco tanto la sopravvivenza di una religione piuttosto che di un'altra.
Qui è in gioco la sopravvivenza della nostra civiltà.
Intendiamoci, io non voglio sembrare razzista.
Ma voglio solo dire che la nostra civiltà è messa in pericolo dal relativismo buonista che, per esempio, in alcuni Paesi (come il Regno Unito) ha fatto sì che si introducesse la Shari'a o che (come nel caso della Francia o dei Paesi Bassi) ha fatto sì che certe chiese siano trasformate in moschee.
Il rischio è la fine della nostra civiltà.
Noi cristiani, insieme ai nostri amici ebrei, dobbiamo impegnarci a mantenere saldi i nostri valori, come la difesa della famiglia e della vita.
Qui c'è in ballo molto.
Io, nel mio piccolo, lo sto facendo e grazie al cielo ho trovato degli ottimi interlocutori.
Cito, ad esempio, Morris Sonnino, un ragazzo di ventisette anni che fa parte della Comunità ebraica romana ed è una persona molto preparata e seria, la signora Sara Astrologo, sua madre, l'amico Riccardo Di Giuseppe, un ragazzo impegnato in politica nella sua città (Roseto degli Abruzzi, Teramo), la signora Luciana Stella, la professoressa Anat Hila Levi e l'amica Francesca Padovese, una ragazza che è impegnata nel sociale e in politica nel suo paese (Concordia Sagittaria, in Provincia di Venezia) e che gestisce il blog " Stand up and fight".   
Vorrei citare altri, come Angelo Fazio, Fabio Trinchieri, Irene Bertoglio e Filippo Giorgianni, Anna Castaldo Morville, Francesca Romana Norcia Castaldo ed Emanuele Bignardi.
Sono tutti interlocutori di primissimo livello e mi piace confrontarmi con loro attraverso Facebook e non solo. 
Io penso che sia giusto difendere i nostri valori.
Cordiali saluti.

Gli eroi cristiani contro il nazismo

Cari amici ed amiche.

Durante il nazismo, ci furono tante morti ma tante persone lottarono.
Basti pensare al cardinale Clemens August von Galen (1878-1946), Sophie Scholl (1921-1943), Dietrich Bonhoeffer (1906-1945), padre Giuseppe Girotti (195-1945), Klaus Schenk von Stauffenberg (1907-1944) ebbero molte cose in comune.
Essi furono cristiani e vissero gli orrori dei nazisti.
Ora, visto che oggi vi è la ricorrenza, voglio farvi leggere un testo preso dall'amico Giovanni Covino (SEFT) e che fu scritto da padre Massimiliano Kolbe (1894-1941) che è intitolato "Zelo apostolico per la santificazione delle anime":

" Sono pieno di gioia, fratello carissimo, per l'ardente zelo che ti spinge a promuovere la gloria di Dio. Nei nostri tempi, constatiamo, non senza tristezza, il propagarsi dell'«indifferentismo». Una malattia quasi epidemica che si va diffondendo in varie forme non solo nella generalità dei fedeli, ma anche tra i membri degli istituti religiosi. Dio è degno di gloria infinita. La nostra prima e principale preoccupazione deve essere quella di dargli lode nella misura delle nostre deboli forze, consapevoli di non poterlo glorificare quanto egli merita.
La gloria di Dio risplende soprattutto nella salvezza delle anime che Cristo ha redento con il suo sangue. Ne deriva che l'impegno primario della nostra missione apostolica sarà quello di procurare la salvezza e la santificazione del maggior numero di anime. Ed ecco in poche parole i mezzi più adatti per procurare la gloria di Dio nella santificazione delle anime. Dio, scienza e sapienza infinita, che conosce perfettamente quello che dobbiamo fare per aumentare la sua gloria, manifesta normalmente la sua volontà mediante i suoi rappresentanti sulla terra.
L'obbedienza, ed essa sola, è quella che ci manifesta con certezza la divina volontà. E' vero che il superiore può errare, ma chi obbedisce non sbaglia. L'unica eccezione si verifica quando il superiore comanda qualcosa che chiaramente, anche in cose minime, va contro la legge divina. In questo caso egli non è più interprete della volontà di Dio.
Dio è tutto: solo lui è infinito, sapientissimo, clementissimo Signore, creatore e Padre, principio e fine, sapienza, potere e amore. Tutto ciò che esiste fuori di Dio ha valore in quanto si riferisce a lui, che è creatore di tutte le cose, redentore degli uomini, fine ultimo di tutte le creazioni. Egli ci manifesta la sua volontà e ci attrae a sé attraverso i suoi rappresentanti sulla terra, volendo servirsi di noi per attrarre a sé altre anime e unirle nella perfetta carità.
Considera, fratello, quanto è grande, per la misericordia di Dio, la dignità della nostra condizione. Attraverso la via dell'obbedienza noi superiamo i limiti della nostra piccolezza, e ci conformiamo alla volontà divina che ci guida ad agire rettamente con la sua infinita sapienza e prudenza. Aderendo a questa divina volontà a cui nessuna creatura può resistere, diventiamo più forti di tutti.
Questo è il sentiero della sapienza e della prudenza, l'unica via nella quale possiamo rendere a Dio la massima gloria. Se esistesse una via diversa e più adatta, il Cristo l'avrebbe certamente manifestata con la parola e con l'esempio. Il lungo periodo della vita nascosta di Nazareth è compendiato dalla Scrittura con queste parole: «e stava loro sottomesso» (Lc 2, 51). Tutto il resto della sua vita è posto sotto il segno dell'obbedienza, mostrando frequentemente che il Figlio di Dio è disceso sulla terra per compiere la volontà del Padre.
Amiamo dunque, fratelli, con tutte le forze il Padre celeste pieno di amore per noi; e la prova della nostra perfetta carità sia l'obbedienza, da esercitare soprattutto quando ci chiede di sacrificare la nostra volontà. Infatti non conosciamo altro libro più sublime che Gesù Cristo crocifisso, per progredire nell'amore di Dio.
Tutte queste cose le otterremo più facilmente per l'intercessione della Vergine Immacolata che Dio, nella sua bontà, ha fatto dispensatrice della sua misericordia. Nessun dubbio che la volontà di Maria è la stessa volontà di Dio. Consacrandoci a lei, diventiamo nelle sue mani strumenti della divina misericordia, come lei lo è stato nelle mani di Dio.
Lasciamoci dunque guidare da lei, lasciamoci condurre per mano, tranquilli e sicuri sotto la sua guida. Maria penserà a tutto per noi, provvederà a tutto e allontanando ogni angustia e difficoltà verrà prontamente in soccorso alle nostre necessità corporali e spirituali.".

Il cristiano non può essere indifferente di fronte al male.
Un cristiano che non dice nulla di fronte al male non è degno di essere chiamato tale.
Egli non deve condannare il peccatore (semmai, quel compito spetterà a Dio)  ma il peccato, ossia il male.
Il cardinale von Galen, Sophie Sholl e padre Kolbe, furono esempi di ciò.
Essi non tacquero di fronte al male.
Certo, qualcuno di loro pagò con la vita ma morì in santità.
Certe cose sono peggiori della morte.
Peggio della morte c'è una vita fatta tra le omissioni ed il silenzio di fronte al male. 
Cordiali saluti. 



Dal sito di "Nuova Italia", ecco tutta la verità che nessuno racconta sui poteri della Bce di Renato Brunetta

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo del sito di "Nuova Italia" che è intitolato "Ecco tutta la verità che nessuno racconta sui poteri della Bce di Renato Brunetta":

"Si parla tanto della Banca Centrale Europea, ma si conosce ancora troppo poco del suo Statuto, del suo modo di agire; di quello che la banca può fare, come lo può fare e quello che non può fare. Colpa della non perfetta trasparenza della Bce,che adotta una politica comunicativa del tutto diversa rispetto a quella della Federal Reserve americana. Ma, a ben vedere, basta un po’ di pazienza per leggere i documenti ufficiali e si riesce a capire tutto quello che succede all’interno dell’Eurotower e anche dell’Eurozona.

Il presidente Mario Draghi ha dato il via all’interpretazione autentica dello Statuto della Bce il 26 luglio scorso a Londra alla Global Investment Conference, quando affermò che “nell’ambito del proprio mandato la Bce è pronta a fare tutto il necessario per preservare l’euro, e sarà abbastanza”.La cosa destò allora molta impressione e causò un virtuoso tonfo degli spread di oltre 60 punti. Il gioco interpretativo riprese il 2 agosto, quando il presidente Draghi aggiunse un altro tassello: “Se il premio pagato sul funding governativo impedisce la trasmissione della politica monetaria, allora questo rientra nel mandato della Bce”. In questo caso l’effetto immediato fu disastroso, salvo poi cambiare ancora di segno nella giornata successiva.

Nel bene e nel male le parole di Mario Draghi hanno condizionato i mercati. C’è da dire, dunque, che, proprio per questa loro duplice valenza, c’era forse bisogno di più chiarezza. Proprio per questo sarebbe bene che da parte di tutti si procedesse a interpretare le affermazioni del presidente della Bce, non in astratto, ma sulla base dello Statuto.

Innanzitutto gli obiettivi: quello principale della Banca Centrale Europea è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Già in questo primo punto la Bce differisce dalla Federal Reserve americana, che ha invece come obiettivo primario quello di garantire il livello massimo di occupazione e crescita e tassi di interesse di lungo termine contenuti. La stabilità dei prezzi è il terzo degli obiettivi, tutti di pari importanza, assegnati dal Congresso americano, al momento della fondazione, alla Fed: non l’unico e supremo.

Il trattato di Maastricht non ha precisato il significato dell’obiettivo della Bce, ma nell’ottobre 1998, il Consiglio direttivo ha dato una definizione quantitativa di stabilità dei prezzi: “Un aumento sui 12 mesi dell’Indice armonizzato dei prezzi al consumo (Iapc) per l’area euro inferiore al 2%”. Il Consiglio direttivo ha altresì precisato in tale occasione che la stabilità dei prezzi deve essere preservata “su un orizzonte di medio termine”.

E ancora, gli strumenti che la Bce ha a disposizione per mantenere la stabilità dei prezzi sono quelli offerti dalla politica monetaria, tra cui il più importante è rappresentato dalle operazioni di mercato aperto, che servono a influenzare i tassi di interesse, regolare la liquidità del mercato finanziario, segnalare l’orientamento di strategia della banca centrale. Seguono le operazioni di finanziamento, o di deposito, attivabili su iniziativa delle controparti (banche) e la richiesta, da parte della Bce agli enti creditizi, di detenere riserve obbligatorie, al fine di stabilizzare i tassi di interesse del mercato monetario e creare, o ampliare, il fabbisogno strutturale di liquidità.

In particolare, le variazioni dei tassi di interesse si ripercuotono direttamente sulle banche e indirettamente sui tassi attivi e passivi offerti dalle banche alla clientela; influenzano le decisioni di risparmio e investimento di famiglie e imprese e determinano le variazioni di consumi, in quanto modificano il rapporto tra il livello della domanda e dell’offerta di beni e servizi e, se la domanda supera l’offerta, sono probabili pressioni al rialzo sui prezzi.

Sempre secondo la philosophy dell’Eurotower, per il successo della politica monetaria è necessario il buon funzionamento dei mercati finanziari,così che le decisioni della Bce possano ripercuotersi sull’economia e, soprattutto, sul livello dei prezzi (meccanismo di trasmissione). E questo è un nodo centrale cui si riferiva Mario Draghi a Londra, non ancora sufficientemente capito o valutato, di cui parleremo dopo.

Sempre su questo punto nodale, ancora la Bce ci spiega chela banca centrale può ricorrere a qualsiasi strumento compatibile con il Trattato. Si tratta di misure non convenzionali, che formano parte degli strumenti propri di attuazione della politica monetaria della Bce, ma che per definizione sono di natura straordinaria e temporanea. Ed è a questi strumenti che si riferiva il presidente della Banca Centrale Europea a Londra, nel pieno rispetto del proprio mandato.

Tra essi rientra l’erogazione di liquidità a tasso fisso predeterminato alle banche (cosa che abbiamo visto fare dalla Bce a dicembre 2011 e a febbraio 2012, per 1.000 miliardi); la riduzione dei requisiti minimi applicabili alle garanzie richieste alle istituzioni finanziarie per i prestiti loro concessi; maggiore frequenza ed estensione della scadenza delle operazioni di rifinanziamento a lungo termine; erogazione di liquidità in valuta estera, se le banche da sole hanno difficoltà di reperimento; acquisto definitivo di attività generalmente richieste in garanzia e intervento sui mercati dei titoli di debito dei settori pubblico e privato dell’eurozona.

Fin qui lo Statuto e la spiegazione dello Statuto. Non è, quindi, proprio vero che la Bce è disarmata nei confronti della speculazione internazionale. Il bazooka ce l’ha, eccome! Anche se a premere il grilletto devono essere in tre: banca centrale, istituzioni nazionali e istituzioni europee. Tanto più c’è sincronia e cooperazione, tanto più il bazooka è potente. Ed è qui che finora abbiamo fallito.

Proprio per mettere a punto questi strumenti di intervento sono a lavoro tre Comitati, quello monetario, quello per la gestione del rischio e quello per le operazioni sui mercati, che fanno capo al Comitato esecutivo della Bce. Speriamo bene.

Ma perché tutto questo? Perché finora interventi non sincronizzati della Bce e delle istituzioni nazionali ed europee hanno finito per essere neutralizzati dalla speculazione, senza sortire gli effetti sperati. Bisogna dunque ricominciare daccapo. Il punto nodale è che, per l’assenza di sincronia degli attori in campo, è mancata la trasmissione della politica monetaria implementata dall’Eurotower alle economie dei paesi.

Ecco cosa abbiamo imparato da questa lunga crisi: nel breve termine la trasmissione della politica monetaria è compito della banca centrale, mentre nel lungo termine questo compito spetta agli Stati e, quindi, all’Unione europea.

Pertanto, nell’immediato diventa un must assoluto governare il mercato dei titoli dei debiti sovrani a breve termine. Nel medio-lungo termine la responsabilità passa agli Stati, cui spetta sanare gli squilibri e gestire la redistribuzione attraverso riforme strutturali, soprattutto del mercato del lavoro (ahi ahi Fornero!), ma non solo. E qui è il problema: impotenza della Bce, al contrario della Fed americana, nel medio-lungo termine e parallela inadeguatezza dell’architettura europea a questo riguardo. Questa la vera debolezza del nostro sistema.

Chiarito tutto quanto sopra, arriviamo così a definire la teoria dei compiti a casa in maniera più precisa. Semplificando un po’: ogni attore in questo gioco complesso deve fare la propria parte. E cioè: la Bce deve intervenire da subito sui mercati dei titoli di Stato nel segmento a breve termine.

Sul medio-lungo termine devono intervenire gli Stati e le istituzioni europee. Si definisce così una sorta di specializzazione strategica: la banca centrale nel breve termine e nel lungo gli Stati e le istituzioni dell’Unione, che devono fare le riforme per far funzionare i mercati. Per le istituzioni europee, per esempio, la road map è già tracciata.

Una visione di lungo periodo per l’Europa basata su quattro pilastri fondamentali: unione bancaria; unione fiscale; unione economica; unione politica. Compiti a casa, dunque, per tutti. Questo potrebbe essere lo slogan dei prossimi mesi.

A questo punto ci si pone il grande quesito: non sarebbe meglio modificare lo Statuto della Banca Centrale Europea e dotarla in via ordinaria degli strumenti attualmente utilizzabili in circostanze straordinarie ed eccezionali? Basterebbe seguire, ancora una volta, il modello americano, perché l’attuale dualismo si presta a comportamenti opportunistici, egoistici, che finiscono per scaricare tutti gli oneri di stabilizzazione dell’eurozona sulla Bce.

Le cose sono chiare e Mario Draghi, in maniera fortemente innovativa, ce lo ha spiegato. Forse anche i mercati dimostrano di averlo capito, sempre a loro modo e sempre in attesa di vedere i fatti, che potrebbero essere assolutamente positivi se l’Eurotower comunicasse ai mercati gli esiti dei tre gruppi di lavoro per la governance del funding governativo di breve periodo e se questa comunicazione fosse accompagnata da una parallela, precisa, roadmap delle istituzioni europee circa l’unione bancaria, economica (eurobond, chi li ha visti?), finanziaria e politica. Il libretto di istruzioni su come usare il bazooka e su come premere il grilletto insieme.

Potremmo essere dunque a un passo dalla soluzione. Ma come ben noto, l’ultimo passo è anche il più difficile. Occorre far presto, perché nel frattempo stiamo continuando a farci del male, tra fughe di capitali e sensibili rischi per la congiuntura tedesca. La tempesta perfetta potrebbe scoppiare da un momento all’altro proprio perché siamo a un passo dalla soluzione. Sarebbe bene che a fine agosto-primi di settembre un Consiglio europeo facesse chiarezza su come si agirà insieme, Bce, Stati e istituzioni dell’Unione. Siamo sicuri che basterà?
".

Per farvi capire lo stato di crisi in cui ci troviamo, vi invito a leggere l'articolo del blog dell'amico Fabio Trinchieri "Zoom Italia" che intitolato "Benzina gratis a Bergamo, preso d'assalto il distributore". 
Inoltre, vi sono altri dati.
Per esempio, secondo le statistiche, la gente va meno al ristorante e più alle sagre paesane.
Inoltre (e questo è un dato allarmante) la disoccupazione è aumentata.
Questo non è solo un dato che riguarda i giovani sotto i trenta anni. ma anche i trentenni (e qui ci sono anch'io, che sono disoccupato) e persino i quarantenni.
Le aziende chiudono. 
Questo è molto grave.
Questo avviene perché noi abbiamo una moneta che non funziona, l'Euro.
L'Euro è una moneta apolide e non ha uno Stato di riferimento.
Infatti, non esiste l'Europa come Stato.
Questa moneta è alla mercé dei poteri forti delle banche, poteri che non si trovano qui in Italia ma in altri Paesi, Germania in primis.
Questi Paesi possono fare il bello ed il cattivo tempo e possono mettere in ginocchio gli altri Stati, come e quando vogliono.
Questo ci sta mettendo in ginocchio.
Inoltre, l'Italia soffre di un grave problema endemico.
Nel nostro Paese non è stata fatta nessuna riforma, né a livello del mercato del lavoro né alle istituzioni, per i veti delle varie "caste".
Ad esempio, se si tocca il mercato del lavoro, i sindacati protestano (per difendere il loro privilegi), se si vuole fare il federalismo, i comunisti e tutti gli antifederalisti protestano e parlano di "attacco alla Costituzione"  (in realtà, essi vogliono difendere i loro privilegi), se si decide di tassare le cooperative come le altre aziende, queste protestano (perché vogliono difendere un loro privilegio), se si decide di fare un'infrastruttura, arriva il piccolo comitato di paese che protesta perché teme gli si "deturpi il paesaggio" e così via!
Questo crea problemi al nostro Paese.
I veti continui hanno contribuito a provocare la crisi. 
Oggi, noi ne paghiamo il prezzo. 
Cordiali saluti. 

I nuovi marrani d'Europa di Deborah Fait

Rogo di un ebreo e della sua famiglia
Cari amici ed amiche.

L'amica Maria Venera ha messo su Facebook questo brano di Deborah Fait:

" Un triste pensiero sta attraversando la mia mente, cari amici, penso all'Inquisizione spagnola, penso al divieto per gli ebrei di seguire la propria religione, pena la morte, penso a quelli che per terrore si convertivano al cristianesimo e di nascosto restavano ebrei.

Penso alla caccia all'ebreo, ai contadini che quando ne beccavano uno gli calavano i pantaloni per essere sicuri della sua "identità" e poi lo linciavano o lo consegnavano alle autorità religiose e l'ebreo veniva messo a morte, in vari modi, in genere sul rogo, oppure, per farlo patire di più, chiuso vivo in una stufa messa sul fuoco (tortura dedicata soprattutto ai Marrani).

L'ebreo, rinchiuso là dentro, impossibilitato a muoversi, arrostiva pian pianino fino alla morte liberatoria. I più fortunati tra gli ebrei erano quelli che, a seguito editto di espulsione, riuscivano a lasciare la Spagna e il Portogallo prima di essere catturati dalla marmaglia che dava la caccia agli "assassini di Cristo".

I marrani, ebrei battezzati dopo aver giurato di abiurare la loro antica fede, potevano restare a loro rischio e pericolo perchè, se venivano scoperti a praticare ancora vita ebraica, era morte sicura dopo torture disumane.

L'Inquisizione si propagò a tutta l'Europa cristiana e gli ebrei furono perseguitati, ammazzati, espulsi da ogni paese dove erano riusciti a insediarsi.

Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia, i famosissimi Re Cattolici, affidarono al loro confessore personale, Tomas de Torquemada, nominato Inquisitore Generale da Papa Sisto IV, il compito di scovare i marrani (termine che tradotto significa maiali) che continuavano a vivere come ebrei.

Si dice che furono mandati a morte 13.000 marrani, celebrati più di 100.000 processi, fino al 1492, anno dell'editto che decretava l'espulsione degli ebrei dalla Penisola Iberica. L'Inquisizione durò quattrocento anni, mica un mese, mica un anno, no, quattrocento, capite? Quattrocento anni, quattro secoli, e fu abolita nel 1834. Nessun ebreo mise piede in Spagna fino al 1858.

Perchè vi racconto queste cose? Perchè l'Europa ci sta riprovando.

Certo, niente roghi nelle piazze della capitali d'Europa, niente stufe in cui infilare l'ebreo, il nazismo, nella sua perfetta teutonica organizzazione, le trasformò in qualcosa di molto più raffinato e ampio, le stufe individuali furono trasformate in forni crematori dove gettare milioni di ebrei dopo averli gasati. Il nazismo doveva eliminare gli ebrei d'Europa, e se possibile, del mondo, mica bazzeccole, quindi pensava in grande.

Ma ritorniamo a bomba perchè ancora vi chiederete dove voglio arrivare. Come saprete un giudice di Colonia ha deciso qualche tempo fa che la circoncisione non può essere legale, che si tratta di un atto barbaro, una mutilazione, verso minori incapaci di decidere. Senza por tempo in mezzo, come si dice, questo decreto del giudice di Colonia è stato subito apprezzato e copiato, la convinzione che la circoncisione sia illegale e barbara si sta allargando in Europa a macchia d'olio, dalla Germania, alla Svizzera, all'Austria, alla Scandinavia e altri certamente seguiranno. I bravi benpensanti non fanno mai difetto, si sa, adesso è arrivato il turno della circoncisione, ed eccoli pronti a scandalizzarsi e mettersi a urlare alla tortura se a un bambino ebreo, all'età di 8 giorni, viene circonciso il pisellino.



A meno di 150 anni dalla fine dell'Inquisizione, a 70 dalla Shoà, l'Europa si appresta a emanare un nuovo editto contro gli ebrei che per seguire la Legge della Torà dovranno far circoncidere di nascosto i loro figli maschi, probabilmente andando in Israele per la cerimonia, dando vita a un nuovo genere di moderni marrani.

Ci sono tanti metodi per mandare via la gente da un paese che non la desidera e la civilissima e politicamente corretta Europa li sta trovando con pazienza ma inesorabilmente. Un giorno vietando la macellazione secondo il rito ebraico, un altro giorno vietando la circoncisione che per gli ebrei è simbolo di identità e di appartenenza.

Cosa si inventeranno nei prossimi mesi e anni per avere un'Europa finalmente judenrein?

I divieti riguardano anche i musulmani ma non si sono sentite proteste da parte loro probabilmente perchè l'Islam se ne frega delle leggi degli infedeli e continua a praticare le proprie tradizioni incurante di proibizioni e decreti, anzi le sta imponendo a molti paesi europei dove ormai la Sharia, la legge islamica, la fa da padrona.

Nelle scuole inglesi non si festeggia più il Natale per non offendere i musulmani, non si insegna più la Shoà, il genocidio degli ebrei, per non offendere i musulmani.

Ormai "non offendiamo l'islam" è diventata la parola d'ordine di molti governi della tremebonda Europa.

Gli ebrei no, gli ebrei non se ne fregano delle leggi, gli ebrei, storicamente, sono sempre stati cittadini leali, rispettosi delle regole dello Stato, e continuano ad esserlo perciò, per non andare contro i nuovi divieti e restare comunque fedeli alla loro religione, dovranno emigrare oppure restare e seguire di nascosto le norme basilari della fede ebraica. Si faranno mandare la carne casher da Israele e quelli che non vorranno o non potranno abbandonare il paese europeo in cui vivono dovranno andare a circoncidere i loro bambini in Israele per poi tornare dove non viene permesso loro di seguire le tradizioni millenarie del Popolo ebraico. Saranno i nuovi marrani d'Europa. Ebrei che fingeranno di non essere ebrei.

La solita Europa. L'Europa del politicamente corretto, del Tel Aviv capitale di Israele, del Gerusalemme capitale della Palestina, del minuto di silenzio negato per gli atleti ebrei massacrati a Monaco, l'Europa schiava dell'Islam, ammiratrice innamorata di terroristi palestinesi.

I Torquemada trasformatisi oggi in giudici, non potendo più preparare roghi, si divertono a porre limiti alla libertà religiosa di una parte di loro concittadini, gli ebrei, i soliti ebrei che, con le loro stupide tradizioni, disturbano la serenità della vita degli "altri".

Una volta bastava l'editto di un re per far vagare gli ebrei di paese in paese, sempre in fuga, sempre all'erta, sempre in pericolo di vita, oggi i governi usano la vasellina per liberarsene, lo fanno un passo alla volta, con delicatezza, con attenzione, una legge oggi, una domani fino al momento in cui le assimilazioni o le fughe saranno totali.

Gli ebrei oggi hanno però una fortuna enorme rispetto a quelli di un tempo non lontano, possono lasciare l'Europa senza il pericolo di diventare erranti o di essere ammazzati, per il semplice motivo che esiste Israele.



Ma lasciamo stare la circoncisione di cui credo si parlerà ancora molto, dimentichiamo per un momento i marrani antichi e moderni e ritorniamo proprio in Israele, anzi in Sinai.

Avete notato amici come è assordante il silenzio dei media, dei pacifinti e dell'UE sui raid egiziani contro i terroristi? Avete notato che adesso che l'Egitto li ammazza non li chiamano più guerriglieri o miliziani ma usano finalmente il nome giusto, TERRORISTI?

Vi ricordate amici come starnazzavano quando Israele bombardava i tunnel di Gaza e inseguiva i terroristi che ammazzavano cittadini israeliani? Vi ricordate i criminali pacifinti dell’ISM che venivano a fare da scudi umani ai terroristi palestinesi? Giorni e giorni, mesi, anni di starnazzate, i telegiornali andavano a nozze, i giornali mettevano titoli cubitali contro le azioni israeliane, i pacifisti si facevano venire crisi isteriche, la Baronessa (Ashton) non perdeva occasione per condannare lo stato ebraico. Una persecuzione mediatica vera e propria, un'ossessione antisraeliana talmente enorme da diventare antisemita, da essere antisemita.

E con l'Egitto invece? Quale è la reazione adesso che è l'Egitto a correre dietro ai terroristi? Niente, una notiziola data en passant e subito dimenticata. Terroristi salafiti, palestinesi, beduini e qualche pakistano hanno ammazzato 16 soldati egiziani per rubare armi e blindati, entrare in territorio israeliano e ammazzare ebrei a più non posso. Grazie all'esercito israeliano non ci sono riusciti, hanno sparato contro le case dei civili israeliani, non sono riusciti ad ammazzare nessuno perchè i soldati di Gerusalemme avevano già evacuato la zona. Benissimo! Adesso l'Egitto sta accoppando tutti i terroristi che trova, ne ha ammazzati venti in un solo raid sul Sinai, ha bombardato e sigillato centinaia di tunnel di hamas, il braccio palestinese di Al Qaeda.

Niente, amici, niente, nessuno scandalo, nessun "Egitto nazista e assassino", nessuna condanna al governo del Cairo. Nessun pacifista isterico, nessuna barca diretta ad Alessandria d'Egitto o al Cairo. La Baronessa non ha detto una parola. Silenzio assoluto.



La solita Europa dei Torquemada e dei Chamberlain, dei pacifisti vigliacchi, dei neonazisti, La solita Europa che non sa chi odiare di più, se gli ebrei o il paese degli ebrei. Si salvi chi può.



http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90
."

L'Inquisizione spagnola fu un prodotto di un'Europa che si stava scristianizzando.
La Chiesa aveva perso potere e pesavano sempre di più gli Stati.
L'ebreo, purtroppo, venne visto come nemico dello Stato.
Era chiara l'impostazione di tutto ciò.
Anche i preti, che formalmente erano con il Papa, dovettero sottostare alle leggi dello Stato. 
L'Inquisizione altro non fu che il preludio dei tristi regimi del XX secolo, i regimi totalitari, come nazismo e comunismo.
Lo Stato dettava ogni cosa al cittadino.
Anzi, lo Stato diventava quasi il "nuovo dio" del cittadino.
Se questi sgarrava anche solo di una virgola, egli era punito.
In quanto "difforme dai canoni dello Stato", la cultura ebraica venne vista come una minaccia.
In quanto "diverso", l'ebreo ricordava  ai cittadini non ebrei di essere uomini (esseri pensanti) e non semplici esecutori dei voleri dello Stato.
In pratica, l'ebreo era visto come la "pietra dello scandalo".
Per questo, gli Stati cercarono in tutti i modi di eliminare gli ebrei, anche attraverso processi brutali, come la Shoah o l'Holodomor.
Oggi, l'antisemitismo è presente ma sotto un'altra forma.
Esso è mascherato da "non condivisione della politica di Israele".
Ora, coloro che osteggiano Israele dicono che tale Stato stia facendo "campi di concentramento per gli Arabi".
Ora, ciò è una menzogna ma mentre altri Paesi fanno atti di pura violenza (e ciò è provato) ed i "pacifisti" stanno zitti, non appena un soldato israeliano spara un colpo per difendere il proprio Paese dagli attacchi terroristici, subito i  "pacifisti" si muovono con manifestazioni, spesso becere.
Questo è antisemitismo a tutti gli effetti ma ciò non si può dire perché le succitate persone protestano.
Ciò è vergognoso!
Cordiali saluti. 



lunedì 13 agosto 2012

L'Assunzione di Maria


Cari amici ed amiche.

Nelle Sante Messe di questa sera e di domani, saranno letti i seguenti brani della Bibbia:

"[19] Allora si aprì il santuario di Dio nel cielo e apparve nel santuario l'arca dell'alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine. 
1] Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. 

[2] Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. 

[3] Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; 

[4] la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna che stava per partorire per divorare il bambino appena nato. 

[5] Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e il figlio fu subito rapito verso Dio e verso il suo trono. 

[6] La donna invece fuggì nel deserto, ove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. 

[10] Allora udii una gran voce nel cielo che diceva: 
"Ora si è compiuta 
la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio 
e la potenza del suo Cristo, 
poiché è stato precipitato 
l'accusatore dei nostri fratelli, 
colui che li accusava davanti al nostro Dio 
giorno e notte. (Apocalisse, capitolo 11, versetto 19, capitolo 12, versetti 1-6.10)",

"[1] Al maestro del coro. Su "I gigli...". Dei figli di Core. 
Maskil. Canto d'amore. 
[2] Effonde il mio cuore liete parole, 
io canto al re il mio poema. 
La mia lingua è stilo di scriba veloce. 

[3] Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo, 
sulle tue labbra è diffusa la grazia, 
ti ha benedetto Dio per sempre. 

[4] Cingi, prode, la spada al tuo fianco, 
nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte, 

[5] avanza per la verità, la mitezza e la giustizia. 

[6] La tua destra ti mostri prodigi: 
le tue frecce acute 
colpiscono al cuore i nemici del re; 
sotto di te cadono i popoli. 

[7] Il tuo trono, Dio, dura per sempre; 
è scettro giusto lo scettro del tuo regno. 

[8] Ami la giustizia e l'empietà detesti: 
Dio, il tuo Dio ti ha consacrato 
con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali. 

[9] Le tue vesti son tutte mirra, àloe e cassia, 
dai palazzi d'avorio ti allietano le cetre. 

[10] Figlie di re stanno tra le tue predilette; 
alla tua destra la regina in ori di Ofir. 

[11] Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, 
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre; 

[12] al re piacerà la tua bellezza. 
Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui. 

[13] Da Tiro vengono portando doni, 
i più ricchi del popolo cercano il tuo volto. 

[14] La figlia del re è tutta splendore, 
gemme e tessuto d'oro è il suo vestito. 

[15] È presentata al re in preziosi ricami; 
con lei le vergini compagne a te sono condotte; 

[16] guidate in gioia ed esultanza 
entrano insieme nel palazzo del re. 

[17] Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; 
li farai capi di tutta la terra. 

[18] Farò ricordare il tuo nome 
per tutte le generazioni, 
e i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. (Salmo 45)", 

" [20] Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. 

[21] Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti; 

[22] e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo. 

[23] Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo; 

[24] poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza. 

[25] Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. 

[26] L'ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte. (I Lettera di San Paolo ai Corinzi, capitolo 15, versetti 20-26)",

" [39] In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 

[40] Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 

[41] Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 

[42] ed esclamò a gran voce: "Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 

[43] A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 

[44] Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 

[45] E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore". 

[46] Allora Maria disse: 
"L'anima mia magnifica il Signore 

[47] e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 

[48] perché ha guardato l'umiltà della sua serva. 
D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. 

[49] Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente 
e Santo è il suo nome: 

[50] di generazione in generazione la sua misericordia 
si stende su quelli che lo temono. 

[51] Ha spiegato la potenza del suo braccio, 
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 

[52] ha rovesciato i potenti dai troni, 
ha innalzato gli umili; 

[53] ha ricolmato di beni gli affamati, 
ha rimandato a mani vuote i ricchi. 

[54] Ha soccorso Israele, suo servo, 
ricordandosi della sua misericordia, 

[55] come aveva promesso ai nostri padri, 
ad Abramo e alla sua discendenza, 
per sempre". 

[56] Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua. (Vangelo secondo Luca, capitolo1, versetti 39-56)".

Il brani sono stati presi dal sito della Santa Sede.
Domani, si festeggerà l'Assunzione di Maria in cielo.
Ella, che fu colei che generò il Cristo, ebbe il privilegio e l'onore di essere l'Immacolata, la donna nata senza il peccato originale.
Ella dovette soffrire per la morte del proprio figlio e gioì per la sua resurrezione.
Il suo ruolo, però, non si limitò a ciò.
Maria guidò suo figlio, come ogni madre fece, pur essendo conscia di chi fosse realmente il proprio figlio.
Questo suo "stare al suo posto" santificò nei fatti la figura di Maria, facendone la "Coredentrice".
A dimostrazione di ciò, sta il fatto che negli esorcismi gli indemoniati si mettano ad urlare quando sentono il nome di Maria.
Questa è la dimostrazione della sua santità.
Maria fu la Nuova Arca dell'Alleanza.
Per questo, noi dobbiamo capire il significato della sua esistenza.
Vorrei terminare, invitando tutti ad andare alla Fiera dell'Assunta che si sta tenendo qui in Provincia di Mantova, presso il Santuario della Beata Vergine Maria Assunta delle Grazie di Curtatone

Andate lì, pregate e divertitevi.
I proventi saranno devoluti ai terremotati.
Ho una notizia dal terremoto.
Questa notizia è arrivata attraverso il quotidiano "La Voce di Mantova" e dice che la chiesa di Moglia sia già stata demolita, come mostra la foto qui sotto.
Sono solidale con il parroco don Alberto Ferrari, già parroco di Roncoferraro, il Comune in cui abito.
Quindi, andate se andaste a Grazie, oltre a pulirvi l'anima, fareste un'opera di bene.  
Cordiali saluti. 


Sicilia, elezioni regionali e mie proposte

Cari amici ed amiche.


Quella della candidatura di Gianfranco Miccichè alla presidenza della Regione Sicilia è una notizia clamorosa.
Dopo mille diatribe che hanno portato alla rottura tra il Popolo della Libertà e lui (che ha fondato il partito Forza del Sud, poi Grande Sud), Micchichè si candida con il centrodestra e, quindi, sarà sostenuto dal PdL (proprio quel PdL con cui aveva rotto) e dagli altri partiti ad esso alleati.
Io penso che questa candidatura (che pare sia voluta dal presidente Berlusconi) sia stata dettata da esigenze strategiche.
Ora, con l'Unione di Centro, Futuro e Libertà per l'Italia ed il Movimento per l'Autonomia che non si alleeranno con il centrodestra, il rischio è quello di consegnare la Sicilia al centrosinistra.
Ciò sarebbe una tragedia per l'isola.
Il programma della sinistra è fondato sull'assistenzialismo.
La Sicilia non ha bisogno di assistenzialismo. Anzi, è stato proprio l'assistenzialismo a rovinarla.
Serve, quindi, una coalizione in grado di garantire una vittoria sicura ed un programma diverso.
La Sicilia non è terra di sinistra.
In Sicilia la sinistra è minoranza.
Però, questa minoranza rischia di vincere se il centrodestra corre diviso.
Se dare la candidatura a Miccichè significa potere vincere le elezioni regionali, ben venga tale scelta.
Certo, io avrei visto bene anche il presidente della Provincia di Catania Giuseppe Castiglione, un uomo che ben visto dal PdL siciliano e non solo.
Però, ci sarebbe anche la geopolitica.
Miccichè è comunque un personaggio di peso e potrebbe accontentare tutte le zone dell'isola.
Castiglione, invece, potrebbe non ricevere i consensi di alcune aree.
Si sa, a volte certi campanilismi pesano e per esperienza personale posso confermarlo.
Si sa che tra palermitani e catanesi c'è un certo campanilismo.
Io, se è possibile, vorrei proporre alcune cose al candidato presidente.
Io penso che la Sicilia abbia bisogno di alcune cose importanti:

  1. Infrastrutture. In Sicilia ci sono molte infrastrutture inefficienti. Basti pensare all'Autostrada A20 Messina-Palermo, le cui gallerie cadono a pezzi.  Inoltre, non ci sono ferrovie moderne. Ad esempio, sarebbe consono fare una ferrovia ad Alta Velocità che unisca lo Stretto di Messina a Palermo.  Questa opera, come l'ammodernamento delle autostrade, dovrà essere funzionale anche alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina, un'opera necessaria. La cosa dovrà avvenire in sincronia con i lavori di ammodernamento delle infrastrutture del versante calabro, come l'Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.  Inoltre, riguardo alla gestione dei rifiuti, bisogna costruire anche gli impianti di compostaggio ed i termovalorizzatori, oltre a potenziare la raccolta differenziata. 
  2. Lavoro per i giovani. Per i giovani siciliani, come per quelli del resto d'Italia, la situazione è dura. Anche un'istituzione come la Regione può fare molto. importanti. Per esempio, si potrebbe valorizzare l'istituto della "Borsa Lavoro", attraverso l'inserimento di vouchers per inserire i giovani nel mondo del lavoro.
  3. Sussidiarietà. Uno dei mali della Sicilia è l'assistenzialismo. In quanto Regione a statuto speciale, la Sicilia può tenersi i suoi soldi. Eppure, essa è sempre in deficit. Questo avviene perché tanta parte dei suoi soldi vengono spesi in progetti inutili. Io credo che sia ora di cambiare metodo.  Ad esempio, ad un giovane che vorrebbe aprire un'impresa, la Regione dovrebbe dare dei soldi. Certo, quel giovane dovrà poi attuare il suo progetto e la Regione dovrà vigilare. Se non lo facesse, verrebbe sanzionato.
  4. Ambiente. Oltre ai termovalorizzatori e agli impianti di compostaggio, bisogna migliorare altre situazioni. Ci sono zone, come Milazzo (in Provincia di Messina) o Priolo Gargallo (Siracusa) e Gela (Caltanissetta), che sono molto inquinate, a causa della presenza di grossi impianti petrolchimici. Bisogna iniziare a bonificare le zone, senza (tuttavia) dovere perdere dei posti di lavoro.  Inoltre, bisogna potenziare anche l'adozione dell'illuminazione pubblica con le lampade a diodi LED, cosa che già si sta facendo in certi Comuni siciliani, come Galati Mamertino,  Comune della Provincia di Messina. Qui può valere il principio della sussidiarietà. La Regione potrebbe dare un contributo per l'illuminazione a diodi LED  ai Comuni che lo richiedono. Questi ultimi dovranno installare i nuovi impianti di illuminazione. 
  5. Agricoltura. La Sicilia dovrebbe incominciare a farsi valere in sede nazionale (e possibilmente in quella europea) per la tutela dei suoi prodotti agroalimentari. Le direttive europee hanno danneggiato l'agricoltura siciliana. La Regione dovrebbe incominciare a fare pressione per fare valere i propri prodotti. 
  6. Turismo. La Sicilia ha tante risorse turistiche. Ha parchi naturali, spiagge e monumenti. Tuttavia, essi non sono valorizzati. Ad esempio,  a Messina c'è la statua di don Giovanni d'Austria. Sotto di essa ci sono bivacchi e sporcizia. Lo stesso discorso può valere per la Chiesa dei Diecimila Martiri a Palermo, un monumento in cattivo stato. Per esempio, si potrebbe fruire della Chiesa dei Diecimila Martiri di Palermo, riutilizzandola (ad esempio)  come museo. 

Riguardo a Miccichè, chi vivrà vedrà!
Sarà il voto a dire se la scelta di Miccichè sia azzeccata o meno. 

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.