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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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venerdì 2 dicembre 2011

MENORAH DEL TEMPIO DI GERUSALEMME, IL MISTERO CONTINUA







Cari amici ed amiche.


Il mistero della Menorah del Tempio di Gerusalemme continua.


Ho ricevuto un commento molto interessante all'articolo redatto su questo blog il 13 novembre scorso ed intitolato "Il mistero della menorah del Tempio di Gerusalemme" che recita:


"Aggiungo che secondo una leggenda la Menorah sarebbe tenuta nascosta dal Vaticano (che smentisce)o seppellita con Alarico, Re dei Goti che saccheggiò Roma nel 410 d.C., nel letto del fiume Busento. Personalmente ritengo che siccome a Roma (Ostia Antica) stava la più antica e numerosa comunità ebraica d'Europa è difficile credere che in tanti secoli questa comunità non sia riuscita a ottenere la Menorah e nasconderla".


Il commento è interessante ma vanno fatte alcune considerazioni.

La prima riguarda Alarico, il re dei Visigoti, che nel 410 AD saccheggiò Roma che morì in Calabria.

Alarico era un cristiano (se pur ariano) e quando diede l'ordine ai suoi uomini di saccheggiare Roma disse esplicitamente di non toccare le chiese.

Quindi, sarebbe da scartare l'ipotesi che dice che la menorah possa essere sepolta nel greto del fiume Busento, fiume che si trova pressa Cosenza.

Potrebbe essere successo che la menorah potesse essere stata in Vaticano per un po' di tempo.

In seguito, potrebbe essere finita proprio a Costantinopoli, come dice anche la ricerca fatta da Morris Sonnino, ricerca che ho citato nel succitato articolo.

Nel 1204 Costantinopoli fu saccheggiata nella IV Crociata. I crociati di allora furono peggiori dei Visigoti di Alarico.

Questi ultimi non rispettarono le chiese costantinopolitane e arrivarono a stuprare le suore.

Lo stesso Papa condannò la cosa.

Addirittura, volle scomunicare l'esercito crociato.

Non lo fece perché lo scopo della Crociata era quello di riportare la Terra Santa in mano ai cristiani.

Quindi, la Menorah potrebbe essere partita da Costantinopoli insieme ai crociati, se non, addirittura, insieme ai Cavalieri Templari.

Questi ultimi avrebbero potuto nasconderla in ogni dove.

Ora, il commento cita la comunità ebraica di Roma, una comunità ebraica molto antica e numerosa.

In realtà, nel Medio Evo, c'erano comunità ebraiche importanti anche in altre zone, come Messina, Praga e Mantova.

Proprio nella Provincia di Mantova c'è una zona particolare.

Questa zona si trova proprio nel mio Comune, a Roncoferraro.

Essa viene chiamata "Valle dei Signori", una zona vicina al fiume Mincio che si dice essere stata abitata da mercanti e da genti molto ricche.

Qui c'è una specie di piccola collinetta, un cumulo di terra, forse un tumulo o forse altro, che potrebbe nascondere qualcosa.

In questa zona si intrecciano le storie di due comunità, quella degli ebrei e quella dei catari.

Questi ultimi erano presenti nella zona di Bagnolo San Vito, che si trovava (e si trova ancora oggi) sulla sponda sud del fiume Mincio.

Roncoferraro si trovava (e si trova) esattamente sulla sponda opposta.

Ora, sia i catari che gli ebrei erano borghesi, quindi uomini benestanti.

Infatti, il catarismo rifiutava i beni del mondo materiale perché quest'ultimo era ritenuto dai suoi adepti come l'opera del demonio.

Però, i catari non vivevano di elemosina. Solo i "perfetti" , ossia coloro che scelsero di vivere una vita strettamente religiosa, non si sposavano e arrivavano anche a morire di fame.

I "credenti", invece, vivevano una vita più laica.

Anzi, paradossalmente, pur disconoscendo il matrimonio, in quanto esso (nella visione catara) avrebbe comportato la procreazione di figli (quindi la prosecuzione dell'opera demoniaca), i "credenti" catari accettavano i rapporti sessuali, spesso in libertinaggio. In provenzale l'uomo e la donna che fanno una coppia catara erano chiamati "amic e amasia", "amico ed amica".

Inoltre, proprio nella Provenza, la zona che fu del catarismo per eccellenza, gli ebrei godevano di ampi diritti.

Della Provenza medioevale parlerò in seguito.

Quindi, può darsi che a Roncoferraro si fosse creata una sorta di "Piccola Provenza" in cui catari, ebrei e cattolici coesistevano.

Come ho già scritto, i catari non vivevano di elemosina ma del proprio lavoro.

Erano, spesso, tessitori e mercanti, come lo erano anche gli ebrei.

Quindi, potrebbe essere successo che la menorah potesse essere arrivata attraverso i Cavalieri Templari, che pare fossero stati legati ai catari e tramite questi ultimi potrebbe essere arrivata agli ebrei.

Questa è solo un'ipotesi ma credo che valga la pena di fare delle verifiche nella zona della Valle dei Signori, a Roncoferraro.

Faccio appello all'amministrazione Comunale di Roncoferraro, alla Provincia di Mantova e a tutti gli altri enti, perché si faccia chiarezza.

Cordiali saluti.















giovedì 1 dicembre 2011

SARKOZY: L'UNIONE EUROPEA RISCHIA DI ESSERE SPAZZATA VIA!

Cari amici ed amiche.

Su "Affaritaliani.it", è comparsa la notizia intitolata "Sarkozy: l'Europa rischia di essere spazzata via".
Con questa notizia, il presidente francese Nicolas Sakozy, lancia un allarme di rischio di crollo dell'Unione Europea.
Questa notizia fa il paio con quella intitolata "Euro, Londra si prepara al crac. Anche Goldman Sachs è in allarme" , come fa il paio con quella che dice che la Germania starebbe ristampando nuovi "Deutschmark" .
Quindi, c'è un rischio di fallimento di questo progetto europeo.
L'Unione Europea di oggi può essere paragonata al "gigante con la testa d'oro, il petto e le braccia d'argento, il ventre di bronzo, le gambe di ferro ed i piedi di ferro e d'argilla" di cui parla la Bibbia, nel libro di Daniele.
Vi invito a leggere questo testo sul blog di Triskel 182 che è intitolato "Il gigante con i piedi d'argilla".
Pur non condividendo molte delle idee del blogger in questione, devo riconoscere che, su questo tema, egli ha ragione.
In questa Europa c'è un problema di confini.
Essa, infatti, vorrebbe estendersi ad est, inglobando anche Stati deboli.
Ora, è noto che la forza di una catena è comparata a quella del suo anello più debole.
Questa Europa è una "catena con tanti anelli deboli".
Inoltre, vi è anche un problema di identità.
L'unica cosa che unisce l'Europa è la comune appartenenza alla tradizione giudaico-cristiana che, però, è stata colpevolmente omessa dalla sua Costituzione, in nome della "laicità".
Per finire, vi è anche la questione dell'Euro.
I valori di cambio tra le monete nazionali preesistenti e l'Euro favorirono gli Stati come Francia e Germania.
Se poi aggiungiamo anche la questione migratoria, che vede la Germania come il "ventre molle" dell'Europa, in quanto richiama molti Turchi e stranieri di altre nazioni che hanno il passaporto turco, e la mancanza di una politica comune per ciò che riguarda la gestione delle emergenze, come quella delle ondate migratorie dal Nord Africa all'Italia, il quadro è completo.
Tanta parte di questa immigrazione è povertà. Si sa, la povertà chiama altra povertà.
Questa Europa, così com'è, è quantomeno a rischio di fallimento, per non dire che sia già destinata a fallire.
Cordiali saluti.

ITALIA CHIAMA ITALIA, LA MIA RECENSIONE


Cari amici ed amiche.

Voglio fare una recensione al quotidiano online "Italia chiama Italia", il giornale fondato e diretto da Ricky Filosa, un giovane italiano che risiede in Repubblica Dominicana.
Questo quotidiano è stato fondato nel 2006.
Esso si occupa delle tematiche inerenti agli italiani nel mondo e del loro rapporto con il nostro Paese.
Tocca temi di vario tipo, dalla cultura alla politica, dallo sport fino alla televisione e al gossip.
Quindi, è un giornale a tutto campo.
Esso porta a noi le notizie delle varie comunità italiane sparse per il mondo e a queste ultime quelle che riguardano il nostro Paese.
Fare informazione significa tutelare i cittadini.
"Italia chiama Italia" fa esattamente questo poiché cerca di portare all'attenzione di tutti noi che stiamo qui in Italia tutte le problematiche inerenti agli italiani all'estero e a questi ultimi, invece, riporta tutti gli avvenimenti che ci sono qui in Italia.
A questo giornale possono rivolgersi tutti.
Il direttore ha sempre avuto una grande disponibilità al confronto.
Questi avrà pure le sue idee politiche ma ha sempre dato spazio a tutti nell'ambito del suo quotidiano.
Ciò non è cosa da poco.
Certo c'è chi in malafede sostiene il contrario.
Un esempio fu un fatto del 2008, in cui un lettore, un tale Massimiliano Gandini, aveva praticamente accusato il direttore Filosa di non obiettività ed il giornale di essere network di partito, di Forza Italia.
In questa querelle mi inserii io, con un articolo intitolato "Commento alla lettera del lettore Massimiliano Gandini - di Antonio Gabriele Fucilone", con cui difesi l'operato del giornale.
Purtroppo, il lettore incominciò a tartassare la mia e-mail con mail con accuse assurde nei miei confronti e nei confronti del direttore e di tutti quanti.
Arrivò a rompere l'anima anche a Giuseppe Sagliocco, scrivendo sul suo blog, "Liberalmind".
Le varie notizie che compaiono sul giornale smentiscono certe tesi "fantasiose".
Quanto a me, io venni a conoscenza di "Italia chiama Italia" nel 2008, quando iniziai a fare una campagna di sensibilizzazione in favore di una comunità italiana residente a Tacuarembò, Uruguay.
Vidi subito le potenzialità di questo network che non aveva mai avuto (e non ha nessun timore) a dialogare con con chiunque.
Da lì, iniziai a scrivere su quel giornale, un giornale realmente libero, che divenne anche un po' il mio "trampolino di lancio" nella politica (sia per ciò che riguarda il territorio del mio Comune, Roncoferraro, in Provincia di Mantova e sia per tutto il resto) e sia nella rete.
"Italia chiama Italia" offre uno scorcio di quell'"italianità fuori dall'Italia" a noi e del nostro Paese ai nostri connazionali all'estero, in totale libertà di pensiero.
Quel giornale agisce in totale libertà di pensiero, come tanti altri network seri e come questo mio blog, "Italia e mondo".
A tale proposito, vi annuncio che ho ripristinato la possibilità di commentare i vari posts da parte di tutti.
Anche chi usa la mondalità "anonimo" può commentare, a patto che non sia offensivo.
I commenti offensivi verranno cestinati.
L'esperienza di "Italia chiama Italia" insegna questo, ossia il rispetto di tutti e la possibilità di esprimersi da parte di tutti.
Cordiali saluti.

INDIGNADOS? NO, CONFUSIONARI, NON SANNO NEMMENO PERCHE' MANIFESTANO!


Cari amici ed amiche.

Guardate il video sul sito Wat. tv .
Questo video mostra degli "Indignados" che manifestano a Perugia.
Gli "Indignados" vengono intervistati da un giornalista e non sanno nemmeno il motivo per cui manifestano.
Girano con le bandiere rosse dei comunisti ed urlano slogan.
Ciò smentisce chi dice che essi non abbiano nessuna caretterizzazione politica.
Per resto, dalle loro bocche sono uscite solo vacue parole che non dicono nulla.
Grazie a Dio, queste persone non rappresentano noi giovani.
Ringrazio pubblicamente Tommaso Tartaglione che ha messo il video su Facebook, portandolo alla mia attenzione.
Cordiali saluti.

UNA E INDIVISIBILE, COMMENTO AL LIBRO DEL PRESIDENTE GIORGIO NAPOLITANO


Cari amici ed amiche.

Avvalendomi dell'articolo sul blog dell'Istituto di ricerca storica delle Due Sicilie, che è intitolato ""Una e indivisibile", riflessioni (poco accorte) sui 150 anni della loro Ita(g)lia!", commento il libro scritto dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che è intitolato "Una e indivisibile. Riflessioni sui 150 della nostra Italia".
In questo libro, il presidente Napolitano ha fatto una raccolta dei discorsi pronunciati da lui da Trieste a Lampedusa sull'unità del nostro Paese.
Il libro porta all'attenzione i vari personaggi del Risorgimento, da Garibaldi a Cavour e parla della forte partecipazione di tutta la società italiana dell'epoca.
Tocca tutte le tematiche, comprese l'attuale situazione di squilibro tra Nord e Sud e l'esigenza di una politica autonomista.
Tuttavia, io vorrei fare una riflessione.
Qui non deve essere messa in discussione l'unità del nostro Paese.
L'unità del nostro Paese è un valore a cui non si può rinunciare poiché per millenni la nostra penisola fu abitata da genti italiche.
Invece, deve essere messo in discussione il processo di unificazione del nostro Paese, un processo che il presidente della Repubblica, a mio modesto parere, ha presentato in chiave positiva.
La realtà, la storia vera, dice il contrario.
Il processo di unificazione fu fatto nel segno di un forte anticlericalismo (per non dire anticattolicesimo) e di una politica espansionistica implementata da uno Stato (il Regno di Sardegna) ai danni degli altri Stati italiani e dell'Impero Austro-Ungarico.
Quindi, non ci fu un naturale processo di unificazione ma una vera politica di aggressione da parte del Regno di Sardegna ai danni degli altri Stati italiani e dell'Impero Austro-Ungarico.
In pratica, la monarchia dei Savoia diventò casa regnante in Italia dopo avere attaccato e distrutto gli altri regni (che erano non meno legittimi del loro Stato) ed imposto la loro legge sui loro territori e contro la Chiesa.
Un processo di unificazione naturale non avrebbe comportato l'uso delle armi ed il nuovo Regno d'Italia sarebbe stato il prodotto della fusione dei regni preesistenti ed avrebbe preso il meglio di ciascuno di loro.
Inoltre, il re (a prescindere dal fatto che fosse stato un Savoia o meno) avrebbe dovuto farsi incoronare dal Papa, il capo visibile della Chiesa universale.
Infatti, non è credibile la tesi che dice che coloro che stavano nel Regno di Sardegna fossero liberi, civili e bene amministrati mentre gli altri fossero prigionieri, poveri e da civilizzare.
E' una tesi che non sta né in cielo né in terra.
Ad esempio, la mia Mantova fu un possedimento degli Asburgo (Impero Austro-Ungarico) e non stette così male. Anzi, la corte di Vienna parlava anche l'italiano. Inoltre, l'attuale divisione dei Comuni intorno al capoluogo della provincia virgiliana risale al tempo degli Austriaci. Basti pensare ai Comuni di San Giorgio, Porto Mantovano e Virgilio che nacquero proprio nel periodo dell'Impero Austro-Ungarico. Infatti, furono separati da Mantova, per gestire meglio territorio.
Lo stesso discorso può valere anche per il Regno delle Due Sicilie.
Ricordo che, sotto i Borboni, Napoli fu una città prospera.
Invece, la storiografia ufficiale, che è un ottimo strumento di propaganda, dà solo una visione parziale.
Forse, cercando di capire quello che accadde nel XIX, si possono comprendere certi mali del nostro Paese.
Uno di questi è lo scarso senso civico.
Esso è causato dal fatto che tanta parte degli italiani senta queste istituzioni come non sue.
Infatti, l'Italia nacque contro la Chiesa.
Nei primi anni del Regno d'Italia ci fu uno scontro tra la monarchia e la Chiesa. Ora, tanta parte degli italiani si trovava a dovere scegliere se essere prima italiana o cattolica.
Inoltre, un lombardo o un siciliano a cui furono imposte le regole del Regno di Sardegna si sentiva quasi sottomesso ad uno Stato straniero.
Da qui si può anche capire l'esigenza di una maggiore autonomia delle varie parti del nostro Paese.
Quindi, la storia vera non è raccontata dalla storiografia ufficiale.
Com'è noto, Roncoferraro (il Comune in cui abito, in Provincia di Mantova) è un Comune risorgimentale.
Ivi nacque Giuseppe Nuvolari, il luogotenente di Garibaldi.
Mi sarebbe piaciuto organizzare un evento culturale che avrebbe contemplato anche la storia raccontata da fonti diverse da quella della storiografia ufficilale.
Avevo fatto anche un'istanza in Comune.
Peccato che non sia stato ascoltato.
La storia va letta e capita così com'è.
Se la si propone solo interpretandola in un modo si rischia solo da dare una visione parziale...e di fare della propaganda.
Cordiali saluti.

mercoledì 30 novembre 2011

ITALIA COLONIA TEDESCA, COMMENTO ALL'ARTICOLO DI GIUSEPPE SAGLIOCCO


Cari amici ed amiche.

Sul suo blog "Liberalmind", l'amico Giuseppe Sagliocco (Consigliere del Popolo della Libertà nel Comune di Lodi) ha scritto questo articolo intitolato "Povera Italia !!!" .
Concordo con Giuseppe.
Effettivamente, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è andato oltre quelle che sono le sue competenze.
Se a dire ciò non è il presidente Berlusconi o un "berlusconiano" come Giuseppe o il sottoscritto ma Mariotto Segni, figlio di Antonio, che fu presidente della Repubblica dall'11 maggio 1962 al 6 dicembre 1964, la cosa è più che veritiera.
Di fatto, qui vi è un vero e proprio presidenzialismo.
Purtroppo, però, questo presidenzialismo è anomalo.
Infatti, il vero presidenzialismo prevede che il presidente della Repubblica abbia sì più ampi poteri ma anche che sia eletto dal popolo (e non dal Parlamento) e che al popolo renda conto del proprio operato.
Inoltre, la caduta del presidente Berlusconi dimostra che qualcosa di strano c'è.
Infatti, sembra quasi che vi sia stato un attacco contro il suo governo.
Prima, vi è stato quello giudiziario, poi quello dei gossip e, per finire, quello finanziario al Paese.
Tra l'altro, fateci caso, da quando il presidente Berlusconi si è dimesso, non si sente più parlare di Ruby, di "Bunga Bunga" e dei vari scandali veri e presunti.
Non è strano?
Tra l'altro, non alcuna differenza tra le condizioni finanziarie nel periodo del governo del presidente Berlusconi e quelle del periodo dell'attuale governo del professor Mario Monti.
Lo spread con i Bund tedeschi è sempre alto e l'Euro è a rischio.
Addirittura, secondo una notizia di ieri, pare che la Germania stia stampando dei Deutsche Mark, i Marchi.
Se questa notizia dovesse essere confermata, sarebbe la certificazione di un imminente fallimento dell'Euro.
Io, se fossi il premier, inizierei a prendere una posizione simile a quella che sta prendendo il Regno Unito.
Quest'ultimo, infatti, vorrebbe riprendersi un po' di quella sovranità economica che era stata ceduta all'Unione Europea.
La posizione anglo-americana è dalla parte della ragione.
Infatti, questa Europa è, di fatto, comandata dall'asse franco-tedesco.
Per esempio, per salvare il nostro settore metalmeccanico, settore in cui la Germania è tradizionalmente molto forte e sui cui lo Stato tedesco vuole avere molto peso, fummo costretti ad accettare le "Quote latte".
Ora, per colpa di questa idea scellerata, il nostro comparto agricolo è in crisi.
Infatti, l'agricoltura è un settore che può dare molto, ad esempio, in termini di ricerca e di lavoro.
Inoltre, noi italiani abbiamo prodotti agroalimentari di eccellente qualità, come i risi "Arborio" , "Baldo", "Balilla" e "Carnaroli" del Piemonte (che tanto piacquero al presidente americano Thomas Jefferson), il riso "Vialone Nano" del Mantovano (che è prodotto anche qui a Roncoferraro, il Comune in cui abito) e Veronese, piuttosto che l'Oliva taggiasca, che è prodotta in Liguria, l'Oliva "Bella di Cerignola", che è prodotta in Puglia, il grano "Senatore Cappelli" (che è prodotto in Puglia e in Calabria) o le arance di Ribera, in Sicilia.
Pensiamo anche al latte, che noi usiamo per fare certi prodotti caseari, come i formaggi Grana Padano, Parmigiano-Reggiano, il Provolone "Valpadana", la Scamorza abruzzese, il Caciocavallo Silano e quello ragusano o il Fiore sardo.
Questi sono solo alcuni dei nostri prodotti che il mondo intero ci invidia.
Per colpa di certe scelte scellerate, noi rischiamo di perdere questi nostri prodotti.
Di sicuro, gli Inglesi non sacrificherebbero il loro Cheddar cheese sull'"altare dell'europeismo".
Gli Inglesi non sono sprovveduti né stupidi.
Continuino così!
Fummo noi i veri stupidi e sprovveduti, poiché accettammo certi compromessi.
Senza latte, ad esempio, non si possono più fare i prodotti come il Parmigiano-Reggiano.
Le "Quote latte" rischiano di fare sì che noi non siamo più in grado di produrre questi prodottti.
Tutto questo fu fatto perché si temettero i sindacati, che nel settore metalmeccanico ebbero (ed hanno) una forza non indifferente.
Per fare gli interessi dei sindacati, noi oggi rischiamo di perdere tanti prodotti agroalimentari.
Noi ci siamo appiattiti completamente sulle posizioni franco-tedesche.
Questo è inaccettabile!
Pensate al latte che viene buttato via e agli allevatori di bovini che vengono tartassati ingiustamente dalle multe.
Io che abito nella Pianura Padana, una zona in cui ci sono allevamenti di questo tipo, so di cosa parlo.
Pensate anche alla questione degli agrumi e dell'assurda direttiva fatta dall'Unione Europea che prevede che le aranciate possano essere fatte senza le arance.
Questa direttiva favorisce le industrie tedesche e nord-europee che possono chiamare "aranciate" anche quelle bevande fatte con zuccheri e che di arancia non hanno nemmeno un'oncia.
Questa ha delle ripercussioni incredibili sulle coltivazioni di arance in Campania, in Puglia, in Calabria e in Sicilia.
Molti coltivatori campani, pugliesi, calabresi e siciliani sono costretti a buttare via i loro prodotti.
E' uno scempio, uno schifo!
La situazione politica che c'è qui in Italia è stata causata anche dal clima politico attuale, un clima politico caratterizzato da uno scontro personale e da stupide baruffe e da poco costrutto, sia tra politici sia tra i comuni cittadini.
La prova, ad esempio, sta anche nel fatto che io mi sia visto costretto ad impedire le pubblicazioni dei commenti anonimi su questo blog, a causa dei continui insulti.
Posso accettare che una persona non condivida le mie idee (del resto, ho amici che non la pensano come me) ma non posso più tollerare che mi si dia del "servo del padrone", "mafioso", "porco" e quant'altro.
Noi italiani abbiamo la "sindrome di Tafazzi" , siamo un po' masochisti.
Gli ultimi avvenimenti lo dimostrano.
Forse, questa crisi dovrebbe farci capire che abbiamo commesso degli errori.
Cordiali saluti.






SANT'ANDREA E MANTOVA



Cari amici ed amiche.

Oggi si festeggia Sant'Andrea, il fratello di San Pietro e come lui apostolo di Gesù.
Prima di tutto, faccio gli auguri a tutti coloro che si chiamano Andrea.
Com'è noto, Sant'Andrea è il patrono di Russia, di Scozia, di Malta, del Patriarcato di Costantinopoli e di Sicilia.
Ora, qui a Mantova c'è una cosa molto particolare.
La cattedrale (che si trova in Piazza Sordello) è dedicata a San Pietro.
Essa ha una storia particolare. Infatti, la prima cattedrale non era la chiesa di San Pietro ma la chiesa di Santa Speciosa, chiesa di cui avevo parlato circa un anno fa, nell'articolo intitolato "Mantova e la cattedrale che non c'è più", che si trovava nell'attuale via Cairoli, ove vi è il seminario vescovile.
Solo nel XII, la chiesa di San Pietro assunse il rango di cattedrale.
Ora, a Mantova non c'è solo una cattedrale ma c'è anche un concattedrale, una basilica.
Questa è dedicata niente poco di meno che a Sant'Andrea.
Le due chiese principali del capoluogo virgiliano sono dedicate a due fratelli che erano tali sia nella fede e sia biologicamente e che erano anche due apostoli di Gesù.
Questo è già un fatto curioso.
E' curiosa anche un'altra cosa.
La basilica di Sant'Andrea sorge nel luogo in cui Longino, il centuriore romano che colpì Gesù al costato e che in seguito si convertì al Cristianesimo.
Dopo un lungo peregrinare, Longino si trasferì a Mantova e divenne il primo vescovo della città.
Egli portò con sé una reliquia importante, il Preziosissimo Sangue di Cristo, che ancora oggi è a Mantova. Mantova fu la prima città occidentale ad essere evangelizzata.
A causa delle persecuzioni, Longino dovette interrare tale reliquia che fu ritrovata nel 774 AD.
Tuttavia, a causa delle invasioni da parte degli Ungari, i mantovani dovettero seppellire la reliquia che fu ritrovata in un modo rocambolesco nel 1048 AD. Infatti, fu un cieco di nome Adalberto che ebbe una rivelazione divina di cui fu intermediario proprio Sant'Andrea che gli indicò un luogo su cui sorgeva un oratorio dedicato a quel santo.
Di questo ritrovamento parla il seguente testo di un cronista che ho trovato sul sito di Mantova Città:

"In Italia, nella città di Mantova, si ebbe il ritrovamento del sangue del Nostro Signore Gesù Cristo ad opera di un certo Adalberto, cieco fin dall’infanzia. Questi ricevette una divina rivelazione. La notizia che da Dio era stato rivelato dove fosse il sangue arrivò anche all’imperatore a al papa. Entrambi vennero a Mantova per assistere al ritrovamento.
Adalberto, così cieco com’era, prese una zappa e cominciò a scavare nel luogo che gli era stato rivelato dalla grazia di Dio.
Avendo egli scavato fino alla profondità di circa nove piedi, si trovò quel tesoro che è prezioso e desiderabile più dell’argento e dell’oro: si trovò, cioè, un’urnetta marmorea posta fra quattro lastre di marmo candido, scolpite. L’urnetta era lungo un cubito e dentro di essa stava una cassettina di piombo, su cui una scritta indicava quale fosse il contenuto.
Fu anche trovato il corpo di colui che aveva portato un così grande tesoro qui nella nostra patria, ossia il corpo di quel Longino, milite e centurione, di cui si legge che con la lancia aveva trafitto il fianco del Signore mentre questi pendeva dalla croce della sua passione: dal quale fianco erano usciti sangue e acqua.
Aperta la cassettina di piombo, i presenti videro che essa era all’interno divisa in due parti. Infatti nel mezzo presentava, per così dire, una separazione che teneva distinto il sangue del Signore dall’acqua. E si sparse un soave profumo che veniva spontaneo ritenere di trovarsi nella dolcezza del paradiso. E si apersero inoltre gli occhi del cieco Adalberto, cui il Signore aveva ciò rivelato, e così pure gli occhi di molti altri. Subito venne una moltitudine di gente afflitta da infermità varie, come zoppi, ciechi, sordi ed altri ed essi erano tanti che si dovette concedere loro, qua e là, dei luoghi di ricovero fuori della città, fino a due miglia da questa.
Ma il papa, vedendo che il Signore operava tanti miracoli e temendo che Mantova diventasse una nuova Roma, tentò di portare via il sangue del Signore. Però il Signore non diede a tale volontà il suo apporto. Gli abitanti della città, accortisi di quella intenzione, resistettero con tutte le forze, quantunque fossero in numero esiguo ottennero la vittoria.
Si decise poi di ampliare la chiesa di Sant’Andrea. Il Santo Sangue di Cristo fu collocato sotto l’altare del Santo Andrea, nella cripta".

In realtà, secondo la versione completa, l'intermediario fu Sant'Andrea.
Qui sorge un altro mistero, quello del Santo Graal.
Vi ricordate l'articolo del 06 novembre 2011, quello intitolato "Da Mantova alla nuova Scozia, un possibile viaggio del Santo Graal?" ?
Sotto la città di Mantova vi sono dei tunnels.
Uno di questi sbuca proprio nella basilica di Sant'Andrea e ha una botola sotto la sua scalinata.
Quindi, questo dimostra che il Santo Graal potrebbe essere stato a Mantova.
Tra l'altro, stando a quel mio articolo c'è una cosa che lega Mantova alla Scozia, proprio Sant'Andrea che è patrono di quella nazione, nazione che ospita un luogo dedicato al Graal, la Rosslyn Chapel.
Sembra quasi che questo ipotetico viaggio si fosse sviluppato nel segno di Sant'Andrea.
Leggete questo articolo intitolato "I Calici con il Sangue di Cristo nella chiesa di Sant'Andrea Apostolo(MN)", sul sito "Due passi nel mistero"
Del resto, Mantova ha delle cose particolari.
Come ho già detto, essa fu la prima città ad essere evangelizzata e le sue due chiese principali sono dedicate a San Pietro e Sant'Andrea.
Inoltre, come Roma ha la cupola della basilica di San Pietro, Mantova ha quella della basilica dedicata a Sant'Andrea.
Sembra quasi che Roma e Mantova siano due "città sorelle".
Questi due fratelli che furono con Gesù le fecero diventare tali.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.