Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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sabato 1 ottobre 2011

OMAGHJU PÈ A SCOLA SICILIANA


Oi deo d'amore, a te faccio preghera

ca mi 'ntendiate s'io chero razone:

cad io son tutto fatto a tua manera,

aggio cavelli e barba a tua fazzone,

ad ogni parte aio, viso e cera,

e seggio in quattro serpi ogni stagione;

per l'ali gran giornata m'è leggera,

son ben [e] nato per tua isperagione.”


D'unu mondu novu...questi funu palori et verbu...

pè un'epuca nova fà...comu di nova staghjone lu ventu...

ché l'omu mittìu...la Maravigghia de lu Mondu...su lu carrughju...

pè d'oghje cunnosce...et pè lu Rinascimentu!


Di nenti vinni lu nummuru...p'accuminzari...

chì ci purtau cù l'autru cuntu, quellu d'oru,

chì oghje l'omu ùn faci...ma ntô so' tiempu fici quellu ntamari...

Liunardu di Pisa...comu di Missina Stefanu et lu logotheta...

Pier de la Vigna, Ciullu d'Àlcumu et Enzu di Sardegna...

et forti cusì nascìu onne pueta!


Fù cusì di Lintini, chù lu nutaru Ghjacumu,

da Trinacria a vene di luci tanta cusì la lampana...

chì fù certu pè lu bughju livari da lu mondu tuttu...

et cusì fici...questa Scola Siciliana!


Cusì a l'Abate di Tivoli...quandu rispunnìu...

di sapè, di scientia, d'arti et palori...questa vintera...

et l'omu puru fù cù Diu vrazzatu...et ùn fù solu preghera!


Di quest'opera...chì fici lu mpiraturi Fidiricu...

d'omu manu ùn fù, né l'anni et né la guerra...pè finiscia...

ma lu cori nvidiusu fù periculu et nemicu!


Murìu! Ellu di nvidia cusì ebbe a sé spenghje...

et poscia so' figghiu Manfredi puru pigghiau lu destinu...

ma cusì hè oghje ancora quella in vive...

et si cusì ùn fussi..Danti et Manzoni ùn sarìanu...comu lu fulminente...

et lu focu...nanzu a lu me' vede...comu lu me' scrive...

et comu Viale, bastiacciu pueta, ché tantu ci desi de lu nosciu sente!


ANTONIO GABRIELE FUCILONE

RONCOFERRARO (MANTOVA)




venerdì 30 settembre 2011

UNDERSTANDING THE ANTICHRIST

Cari amici ed amiche.

Vi invito a visionare il video su Youtube che è intitolato "Dr. William Lane Craig humiliates Dr. Peter Atkins".
In questo video si parla del rapporto filosofia e scienza.
Oggi c'è una concezione in cui la scienza viene vista come onnipotente.
L'uomo di scienza diventa un vero e proprio "Demiurgo" che può fare quello che vuole, anche violando le leggi fondamentali della natura ed ogni coscienza.
In questa concezione, tutto ciò che non è scienza viene visto come negativo.
Purtroppo, ci si sta dimenticando che, in realtà, la scienza è un dono di Dio.
Infatti, i sette doni dello Spirito sono la Sapienza, l'Intelletto, il Consiglio, la Fortezza, la Scienza, la Pietà ed il Timore di Dio.
Non vi può essere una Scienza senza gli altri doni dello Spirito.
Chi pensa che la Scienza sia l'unica soluzione a tutti i problemi, in realtà porta ad una catastrofe.
Basti pensare al Positivismo del XIX secolo. La gente vedeva nel progresso scientifico l'unica via mentre riteneva inutile ogni cosa che non fosse scientifica.
Fu da lì che nacquero le ideologie malate come il nazismo ed il comunismo, due ideologie che antepongono l'uomo a Dio.
Infatti, un calo della religiosità non significò (e non significa tuttora) che ci fosse stata (e che ci sia) meno domanda di spiritualità.
Quindi, queste ideologie negavano (e negano tuttora) Dio e quando si nega Dio (nel senso letterale del termine) ci si schiera con chi è contro Dio.
A queste ideologie storiche se ne unisce una terza, il relativismo che nega tutte le verità assolute e ciò che è ad esso correlato. Un esempio è la famiglia.
Queste ideologie parlavano (e parlano) di felicità dell'uomo, un uomo che poteva ( e può fare) ciò che vuole, in nome della scienza e del progresso che viene visto illimitato.
E' da qui che può nascere l'Anticristo.
L'Anticristo è una figura uguale e contraria a Cristo.
Infatti, se il Cristo a volte usa espressioni dure per salvare l'Anticristo usa espressioni accomodanti, per ingannare.
Cristo dice di essere vigilanti. L'Anticristo dice di "godersi la vita".
Cristo dice che la scienza è cosa buona (anzi utile) ma dice anche che essa debba essere usata per il bene e perché ciò avvenga bisogna avere la coscienza dei limiti della natura umana.
Per l'Anticristo, invece, la scienza va praticata anche per fini personale e senza avere coscienza dei propri limiti.
Cristo parla di carità e di dialogo con gli altri ma nel contempo vuole che il dialogo sia alla pari.
Per Cristo, ogni persona è un pezzo del progetto di Dio.
Per l'Anticristo, la carità è pura filantropia.
Per l'Anticristo, siamo tutti uguali e in nome di questo egualitarismo, ogni peculiarità di ogni uomo deve essere mortificata.
Per capire meglio l'Anticristo e non farlo vincere bisogna capire certi messaggi di questa società.
Quando, ad esempio, si parla di "aborto a scopo terapeutico", in realtà si nasconde il fatto che qui ci sia un vero e proprio omicidio.
Quando si parla di eutanasia come "un atto di carità per un malato che soffre", in realtà si tratta di un puro atto di egoismo di chi sopravviverà a quel malato che vede quest'ultimo un peso e non una persona a cui rivolgere la vera carità, quell'amore che bisogna dare al prossimo.
Quando si parla di rimozione dei crocifissi dai muri delle scuole "per rispetto verso chi non è cattolico" e per "filantropia", in realtà, si parla di una vera e propria negazione di sé stessi di fronte agli altri e, soprattutto, di un rinnegamento di quei valori che hanno fondato la società. Se una persona negasse sé stessa di fronte all'altro, non potrebbe mai dialogare. Infatti, l'altro avrebbe sempre ragione, anche nel torto. In pratica è un vero atto di apostasia, di rinnegamento dei propri valori e della propria fede.
Tornando al discorso del video, va detto che la filosofia può battere la scienza ma serve una filosofia vera.
Il filosofo inglese Francesco Bacone (22 gennaio 1561-09 aprile 1626) diceva:
"Un po' di filosofia porta la mente dell'uomo all'ateismo ma molta filosofia riporta la mente dell'uomo alla religione.".
Infatti, porre la filosofia come un contraltare rispetto alla religione significa non capirla del tutto e non avere una piena padronanza di essa.
L'Anticristo ragiona così.
Invece, porre la filosofia come un qualcosa che è parte della religione significa avere la piena visione di essa.
Infatti, la filosofia non è, in realtà, l'Intelletto?
Allora, va detto che la filosofia non è contro la scienza.
Cordiali saluti.

LETTERA APERTA DI NOVE PARLAMENTARI DEL POPOLO DELLA DELLA LIBERTA AL CARDINALE BAGNASCO': "NO ALLA DOPPIA MORALE"


Cari amici ed amiche.

Nove parlamentari del Popolo della Libertà hanno scritto una lettera al cardinale Angelo Bagnasco. Questa lettera è stata firmata da 9 parlamentari del Popolo della Libertà che sono:
Raffaele Calabrò, Roberto Formigoni, Maurizio Gasparri, Maurizio Lupi, Mario Mantovano, Mario Mauro, Maurizio Sacconi, Gaetano Quagliariello e Eugenia Roccella.
Proprio dal sito del presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ho preso il testo, che recita:

"Milano -
«Non possiamo accettare che siano gli alfieri del laicismo più sprezzante, chi abitualmente dileggia la morale sessuale cattolica e vorrebbe una Chiesa muta e intimidita, a plaudire oggi alle parole dei vescovi italiani, utilizzate strumentalmente e applicate in modo unilaterale, con esclusivo riferimento al presidente del Consiglio». Lo scrivono nove politici cattolici del Pdl in una lettera aperta al presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, pubblicata oggi da Avvenire. Roberto Formigoni tra i firmatari assieme a Raffaele Calabrò, Maurizio Gasparri, Maurizio Lupi, Alfredo Mantovano, Mario Mauro, Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella e Maurizio Sacconi.

Punto di partenza della missiva è l’accoglimento delle indicazioni e dei richiami della prolusione letta lunedì scorso al Consiglio Episcopale Permanente, che – sottolineano i firmatari – non sono «ad personam» in quanto rivolti a tutto il Paese. Respinti senza se e ma i commenti della sinistra, definiti «giudizi violenti e definitivi» provenienti «da cattedre, che si sono sempre contraddistinte per il doppio peso con cui hanno giudicato e continuano a giudicare la Chiesa a seconda della convenienza politica».

Nella lettera si dà apertamente atto al cardinale Bagnasco che la Chiesa ha il diritto-dovere di esprimere, «secondo la dottrina e la morale cristiana», il suo giudizio su «alcuni comportamenti personali, pur mai esibiti, ma diventati clamorosamente pubblici grazie a un’intrusione violenta nel privato» e sottoposti «al giudizio pubblico».

E rilevano, inoltre, l'equilibrio del presidente della Cei testimoniato «dalle considerazioni sulla magistratura» e «l'ingente mole di strumenti di indagine messa in campo nei confronti di un'unica persona, quando altri restano indisturbati». «Non sappiamo – concludono i politici – quanto di tutto questo immenso polverone rimarrà dal punto di vista giudiziario. Sappiamo però che anche questo è un immenso polverone che ammorba l'aria, confonde le priorità e annebbia il giudizio di tanti».".

Sono perfettamente d'accordo con quanto scritto e penso che come me la pensino in tanti.
Qui c'è un'intollerabile ipocrisia da parte di chi, fino a ieri, insultava la Chiesa, parlava di presunte "lobbies cristiane" che vogliono comandare il mondo e che dileggiava la morale cattolica, ed oggi si erge a "paladino" dell'etica cristiana, quando guarda caso, c'è da insultare il presidente Berlusconi.
Trovo che sia disgustoso un simile attegggiamento.
Molti di coloro che oggi si ergono a moralizzatori, ieri parlavano di "amore libero" , magari fumando una bella "canna", uno spinello. Mi risulta che nel '68, periodo che questi signori esaltano, si fosse fatto così.
Con il presidente Berlusconi, questi ipocriti fanno i moralisti. Però, quando si deve parlare di famiglia o difesa della sacralità della vita, ecco che questi signori rispolverano il loro "buon vecchio" anticlericalismo ed attaccano la dottrina di Santa Romana Chiesa definendola "retrograda" e quant'altro.
Così non si fa!
Da cattolico e da persona che si riconosce nel Popolo della Libertà, non accetto lezioni da chi un giorno offende la Chiesa ed un altro, quando attacca il presidente Berlusconi ed il centrodestra, si erge a "defensor fidei" e cita il Santo Padre ed il Vangelo.
Scusate la veemenza dei miei toni ma l'ipocrisia mi disgusta.
Sono d'accordo con quanto scritto nella lettera.
Cordiali saluti.



LE SOFFERENZE DEI CRISTIANI NEI PAESI ISLAMICI

Cari amici ed amiche.

Su Facebook, l'amica Francesca Padovese mi ha segnalato un caso gravissimo e molto triste.
Esso è stato riportato dall'articolo del sito "The Rightscoop" che è intitolato "Iran: Christian Pastor Youssef Nardakhani still faces execution for not renouncing faith" .
Io trovo che tutto ciò sia triste.
Mentre qui in Italia si vogliono fare le moschee, in molti Paesi islamici c'è chi vuole chiudere le chiese ed i cristiani subiscono pesanti restrizioni (se non vere persecuzioni) e conversioni forzate.
Qui da noi, certi buonisti dovrebbero riflettere, invece di chiedere la rimozione dei crocifissi dalle scuole e dai cimiteri.
Dovrebbe riflettere chi, come quel "signore" che, commentando un mio precedente articolo intitolato "Cimitero di Albinea? La fiera del relativismo!", mi ha accusa di razzismo (verso i musulmani) e mi ha paragonato ad Hitler.
Forse, qui non ci si rende conto della situazione che c'è.
Da noi ci sono troppi buonisti che non si rendono conto che dall'altra parte non c'è reciprocità.
Guardate il video del pastore Nardakhani e riflettete!
Cordiali saluti.

SOGLIANI AMMONISCE IL PDL DI MANTOVA

Cari amici ed amiche.

Gilberto Sogliani (nella foto) ammonisce il Popolo della Libertà di Mantova.
In un articolo scritto sull'edizione di oggi del quotidiano "La Voce di Mantova" (pagina 9) e firmato da Matteo Vincenzi, l'esponente del PdL mantovano dice la sua in merito a quanto succede nel partito.
Infatti, dopo che il coordinatore del PdL in Lombardia, il senatore Mario Mantovani, ha annunciato di avere deciso di dare il via ai controlli a tappeto per le "tessere fantasma", Sogliani si è espresso in suo favore.
Le sue parole sono:
"Per riavvicinare la gente alla politica e al PdL serve una fase nuova caratterizzata dalla trasparenza.".
Le iniziative proposte dal senatore Mantovani sono due: l'istituzione di un ufficio che farà delle telefonate a campione agli iscritti, con particolare attenzione ai Comuni dove il numero di aderenti al partito dovesse avere qualche sovraesposizione rispetto alla media e il "setacciamento" dei nominativi sospetti.
Intanto, Sogliani continua a sostenere la necessità di congressi dal livello nazionale a quelli locali e torna a sollevare un problema sostanziale, la mancanza di referenti territoriali attivi.
Le sue parole sono:
"Occorre ristabilire con rinnovata chiarezza che ci siano i referenti locali nei 70 Comuni virgiliani: in alcuni casi, purtroppo, abbiamo e continuiamo ad assistere a persone che solo apparentemente fanno le veci del partito. Per riavvicinare l'elettore di centrodestra alla politica queste ombre devono terminare".
Dopo il congresso provinciale, che probabilmente si svolgerà in dicembre, per Sogliani è necessario procedere con l'elezione dei coordinatori locali: "Presto lo ribadirò anche a Carlo Maccari: serve motivare la base".
Questa è la sintesi dell'articolo di Vincenzi.
Ora, esprimo un mio giudizio nel merito, avendo visto determinate cose.
Il caso del PdL nel mio Comune, Roncoferraro, è un esempio dello stato confusionale del partito sul territorio.
Come avevo scritto in precedenza, a Roncoferraro, il partito non c'è più e non c'è più un vero riferimento politico per gli elettori.
La cosa è confermata dal fatto che a Roncoferraro il PdL prenda tanti voti alle elezioni europee, nazionali e regionali mentre faccia delle figuracce a quelle provinciali e comunali.
Qualcosa che non va c'è.
Cordiali saluti.

giovedì 29 settembre 2011

I ROSACROCE-capitolo II

Inserisci linkCari amici ed amiche.

L'articolo intitolato "I Lancaster, gli York ed i Rosacroce" è interessato molto.
Ho visto le statistiche e sono rimasto sbalordito.
Un commentatore anonimo mi ha scritto che dovrei vedere anche lo stemma del luteranesimo, poiché egli ha notato che vi sono delle analogie sia con quello di questa setta esoterica, sia con quello dei Lancaster e degli York e sia con quello dei Tudor.
Io ho esposto qui il succitato stemma.
In effetti, ci sono delle concidenze storiche.
La spiritualità dei Rosacroce si pose in contrasto con quella della Chiesa cattolica.
Un pilastro della dottrina che fu predicata da Martin Luther è il sacerdozio universale, la dottrina che prevede che ogni credente sia il sacerdote di sé stesso e possa leggere ed interpretare la Bibbia.
Questo tipo di spiritualità favoriva quella dei rosacrociani.
Può darsi che tra il protestantesimo ed i rosacrociani vi fosse stato un reciproco scambio.
Ora, in tutta questa situazione c'entrò anche la dinstia dei Tudor.
Come ho gà scritto, la dinastia dei Tudor ebbe come stemma una rosa. Questo stemma riunì i Lancaster e gli York. Infatti, il conte di Richmond, Enrico Tudor (che era un discendente dei Lancaster), sposò Elisabetta di York.
Nel 1485, il conte Enrico Tudor divenne re con il nome di Enrico VII.
Ora, i Tudor furono famosi per tanti motivi.
Il primo a passare alla storia fu re Enrico VIII (il figlio di re Enrico VII, 28 giugno 1491-28 gennaio 1547).
Questo re fu famoso per avere condotto lo scisma anglicano, in seguito al mancato annullamento del suo matrimonio con Caterina d'Aragona.
Ora, proprio la questione dello scisma ci deve fare riflettere.
Per alcuni, esso fu accidentale, ossia frutto di un malinteso tra la corona inglese ed il Papa.
Per altri, esso fu lo sbocco di un vero e proprio progetto.
La verità potrebbe stare nel mezzo.
Che potesse esserci stato un malinteso tra il re d'Inghilterra e la Curia romana può essere vero ma dire che questo evento fosse stato casuale potrebbe essere riduttivo.
Infatti, prima dello scisma, vi fu un lungo processo.
La "Guerra delle Due Rose" (1855-1485) cambiò il volto dell'Inghilterra.
Molte famiglie nobili vennero distrutte e la corona acquisì potere.
Ora, il rapporto tra l'Inghilterra dell'epoca e la Chiesa cattolica fu particolare.
Infatti, nel popolo vi era un forte nazionalismo (che accompagnato dall'anticlericalismo) generò ostilità verso la Curia romana e la Santa Sede.
Inoltre, si era diffusa una setta ereticale, quella dei lollardi , un movimento che abbracciò le idee di un predicatore di nome John Wycliffe (1328-1384).
Da quest'ultimo, prese spunto anche Martin Luther.
Tuttavia, la corona mantenne ottimi rapporti con Roma e re Enrico VIII si meritò il titolo di "Defensor fidei" da parte di Papa Leone X, nel 1521.
Ora, sorge spontanea una domanda.
Potrebbe essere stata la "Guerra delle Due Rose" ad aprire un processo verso lo scisma anglicano?
La risposta è sì.
Infatti, con la nobiltà decimata, la corona non aveva più un'opposizione.
Poiché riconosceva l'autorità del Papa, la Chiesa era l'unico contropotere.
I preti erano ascoltati e questo era visto come un'interferenza.
Inoltre, la Chiesa era molto ricca ed il re voleva avere un maggiore controllo sui suoi beni.
Tuttavia, la corona mantenne buoni rapporti fino alla seconda metà degli anni '20 del XVI secolo.
Fu proprio la questione del matrimonio tra re Enrico VIII e Caterina d'Aragona a cambiare tutto.
Ora, qualcuno potrebbe sostenere che la questione del matrimonio potrebbe essere stata il pretesto usato dalla corona per fare lo scisma anglicano.
Per capire come andarono gli eventi, bisogna guardare il contesto generale.
Nel 1527, anno in cui in re Enrico VIII iniziò a maturare l'idea di divorziare da Caterina d'Aragona, Roma venne saccheggiata dai lanzichenecchi, i mercenari tedeschi al soldo dell'imperatore Carlo V.
Quest'ultimo era il nipote di Caterina d'Aragona ed era contrario al divorzio.
Il Papa si trovò alla sua mercé.
Questa potrebbe essere stata la casualità che favorì lo scisma.
Però, questo scisma potrebbe non essere stato casuale.
Lo dimostrò la caduta del cardinale Thomas Wolsey (marzo 1471-29 novembre 1530) che era il Lord Cancelliere del regno.
In quanto cardinale, lui fu legato papale e lavorò per fare avere il divorzio a re Enrico VIII.
Non vi riuscì e "stranamente" su di lui ci fu un'accusa di "Praemunire", ossia di scavalcamento dell'autorità regia a vantaggio di quella papale sul territorio del regno, che lo fece cadere nel 1529.
Morì un anno dopo mentre era in viaggio per raggiungere la sede in cui avrebbe dovuto essere processato, a causa di una malattia.
Wolsey fu sostituito da un laico, Thomas More.
Ora, la sostituzione di un cardinale (quindi un uomo di Chiesa) con un laico disse molto di quello che sarebbe successo poi.
Infatti, dietro lo quinte, ci furono famiglie della nuova nobiltà, la "nobiltà Tudor", che furono vicine anche ai protestanti.
Tra queste ci furono i Bolena, la famiglia di Anna, colei che voleva sposare re Enrico VIII.
Furono queste famiglie a sostenere il re nella decisione di divorziare e di rompere con Roma.
Del resto, la cosa è stata confermata anche dal professor Franco Bissoni, un mio concittadino di Roncoferraro che è stato per tanti anni in Inghilterra e con cui ho il piacere di confrontarmi sulla storia inglese.
Un altro scossone fu dato da Thomas Cranmer (02 luglio 1489-21 marzo 1556).
Questi divenne arcivescovo di Canterbury nel 1532, anno in cui morì il suo predecessore William Warham.
Cranmer era favorevole al divorzio e fu lui a renderlo effettivo.
Inoltre, egli era vicino al protestantesimo e sposò (segretamente) la nipote di un teologo luterano, un tale Andreas Osiander.
Da qui nacque lo scisma poiché la sentenza di Cranmer fu cassata da Roma.
Ci fu un processo che portò allo scisma (Act of Supremacy, 1534).
Ora, sorge una domanda.
Chi volle Cranmer al soglio di Sant'Agostino, viste le sue idee?
Inoltre, va fatta anche un'altra considerazione.
Thomas More (che venne arrestato e condannato a morte nel 1535, per essere rimasto fedele al Papa e venne canonizzato dalla Chiesa cattolica) si dimise dalla sua carica nel 1532 e venne sostituto da Thomas Cromwell, un luterano.
Sembra quasi che si fossero create le premesse per lo scisma.
Chi volle Thomas Cromwell?
Inoltre, Thomas More affermò che l'unico modo per evitare che il protestantesimo venga in Inghilterra è il riconoscimento della supremazia papale.
Re Enrico VIII soppresse i monasteri e cambiò il volto del Parlamento.
La "nobiltà Tudor" beneficiò di quanto accadde. Essa fu una classe politica allineata a quella dei Paesi protestanti.
Inoltre, nel 1547, re Enrico VIII morì e suo figlio, re Edordo VI, divenne re. Egli divenne re a nove anni. Durante il suo regno (1547-1553) ci fu la Riforma protestante che, guarda caso, fu operata da Thomas Cranmer e dal duca di Somerset Edoardo Seymour, zio del re e reggente.
Thomas More fu un buon profeta.
Ora, sembra quasi che la "Guerra delle Due Rose" fosse stata fatto ad arte per distruggere la vecchia nobiltà e che quanto accadde in seguito fosse stata la più naturale conseguenza.
I "teorici del complotto" avrebbero di che sbizzarrirsi, visti anche i possibili legami con i Rosacroce.
Io credo che la storia vada letta senza pregiudizi, come disse un grande bibliofilo qual è il senatore Marcello Dell'Utri.
Solo così la si potrà capire meglio.
I complotti preferisco lasciarli agli scrittori di romazi.
Cordiali saluti.

UN SISTEMA MALATO

Cari amici ed amiche.

La denuncia fatta ieri dal direttore del Tg1 Augusto Minzolini, durante il suo editoriale di ieri, dimostra che qui in Italia vi è un clima malato.
Che i giudici debbano fare rispettare la legge è cosa ovvia. E' il loro mestiere.
Però, qui c'è qualcosa che deve lasciare perplessi.
Ad esempio, mandare la Guardia di Finanza per prendere delle carte riguardanti una vertenza tra un'azienda ed un suo dipendente è una vera e propria esegerazione, se non intimidazione.
La cosa grave è il fatto che un episodio simile abbia risonanza mediatica.
Ciò crea tensione. Inoltre, sono d'accordo con Minzolini quando parla del protagonismo mediatico di certi magistrati.
Effettivamente, sembra quasi che questi ultimi stiano cercando di creare un clima di impopolarità intorno al politico che essi vogliono colpire, con procedimenti giudiziari che, magari, finiscono con un nulla di fatto.
Intanto, distruggono una persona.
Questa non è giustizia.
Oltre a situazioni come queste, qui in Italia ve ne sono altre che sono a dir poco contorte, per non dire tragiche.
Ad esempio, la sentenza emessa il 09 ottobre 2007 dalla Corte di Cassazione ha stabilito che chi entra abusivamente in una casa popolare non commette reato.
Definire assurda e gravemente questa sentenza è poco!
Infatti, chi entra abusivamente in una casa popolare toglie un alloggio a chi, magari, ha realmente bisogno e, in quanto abusivo, non paga l'affitto.
Non pagando l'affitto, i vari enti pubblici che gestiscono le case popolari sono costretti ad aumentare gli affitti a chi già paga.
Dal loro punto di vista non può essere rimproverato nulla agli enti gestori.
Devono pagare l'ICI e le manutenzioni degli immobili che gesticono.
Purtroppo, questa situazione fa sì che gli affitti delle case popolari siano alti e vi sia chi non è in grado di pagarli.
Gli enti gestori mettono in mora gli inquilini che non pagano, mandando delle lettere dai tribunali, pena un processo (penale) e lo sfratto.
Quindi, quei poveretti che si trovano in quelle condizioni sono costretti a pagare tutti gli affitti arretrati, altrimenti vengono convocati in tribunale e sfrattati.
Ora, tutto questo caos è causato da quell'assurda sentenza che sta creando grossi problemi.
Sarebbe bene annullarla.
Se una famiglia entra in una casa abusivamente, deve intervenire la forza pubblica.
Questa famiglia ha dei bambini piccoli?
Niente paura. I bambini devono essere tolti alla famiglia e dati in adozione (o in affidamento tempraneo, qualora la famiglia d'origine riesca a rimettersi a posto) ad una coppia di genitori che dia a loro un'istruzione, un giusto mantenimento e (magari) anche amore.
La giustizia deve tornare a fare il proprio dovere.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.