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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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sabato 17 settembre 2011

LA VIGNA DEL SIGNORE

Cari amici ed amiche.

Leggete questo brano del Vangelo (capitolo 20, versetti 1-16) che sarà letto nelle nostre chiese, durante le Sante Messe:


"[1] "Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna.

[2] Accordatosi con loro per un denaro al giorno, li mandò nella sua vigna.

[3] Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano sulla piazza disoccupati

[4] e disse loro: Andate anche voi nella mia vigna; quello che è giusto ve lo darò. Ed essi andarono.

[5] Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre e fece altrettanto.

[6] Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano là e disse loro: Perché ve ne state qui tutto il giorno oziosi?

[7] Gli risposero: Perché nessuno ci ha presi a giornata. Ed egli disse loro: Andate anche voi nella mia vigna.

[8] Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: Chiama gli operai e dà loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi.

[9] Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro.

[10] Quando arrivarono i primi, pensavano che avrebbero ricevuto di più. Ma anch'essi ricevettero un denaro per ciascuno.

[11] Nel ritirarlo però, mormoravano contro il padrone dicendo:

[12] Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo.

[13] Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse convenuto con me per un denaro?

[14] Prendi il tuo e vattene; ma io voglio dare anche a quest'ultimo quanto a te.

[15] Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?

[16] Così gli ultimi saranno primi, e i primi ultimi". ".

Ora, cerco di esprimere il significato di questo brano. Se noi lo leggessimo con superficialità, daremmo ragione a quei primi assalariati che rimproverarono il padrone al fatto che avesse dato loro la stessa paga che diede agli ultimi arrivati. Invece, noi dobbiamo ragionare nel profondo. Gesù volle dirci che non è importante la ricompensa, ossia la paga per il lavoro svolto nella vigna, ma il lavoro stesso. La paga è solo una conseguenza.
La vigna altro non è che il Regno dei Cieli. Quindi, per un cristiano conta essere nel Regno dei Ciele e stare nella comunità cristiana, la Chiesa.
Certo, essa è fatta da noi uomini. Noi uomini possiamo sbagliare. Ma essa riunisce in sé tutte le persone, nella fratellanza in Cristo.
Quegli assalariati citati nella parabola siamo noi. Ognuno di noi deve avvicinare il proprio prossimo, il proprio fratello e fare sì che anche egli si salvi. Gesù venne per salvare i peccatori, anche quelli più duri. Gesù morì per avere salvato i peccatori.
Se Gesù (che è Figlio di Dio) si "sporcò le mani" per cercare di aiutare i peccatori a salvarsi, perché non possiamo farlo noi?
Questo è "essere umili lavoratori nella vigna del Signore", come disse di sé il Santo Padre, Papa Benedetto XVI alla sua elezione al seggio di Pietro, che avvenne il 19 aprile 2005.
Noi dobbiamo riflettere su questo.
Cordiali saluti.

IL PRESIDENTE BERLUSCONI SI DIFENDE!


Cari amici ed amiche.

Il presidente Berlusconi si difende dalle accuse che gli sono state rivolte. Attraverso la newsletter del sito "Forzasilvio.it", mi è arrivato questo testo, che ho riportato qui sotto. Ora, esprimo la mia idea a riguardo. Io trovo che sia vergognoso quanto sta accadendo in questo momento. Sono vergognosi gli attacchi che tutti i giorni vengono rivolti al presidente Berlusconi così come quello che è stato fatto alla Lega Nord dal giornale "Panorama". Sembra di vivere in una giungla. Anch'io vengo attaccato. Leggete i commenti all'articolo intitolato "L'Italia? deve diventare un Paese per giovani!" sono stati fatti dei commenti inaccettabili. Al "caro" Pasquale (così si fa chiamare) vorrei rispondere dice che se c'è qualcuno che deve vergognarsi, quel qualcuno è lui. Lui insulta, senza nemmeno metterci la faccia. Visto che gli piace scrivere e che ha molto tempo, libero, vista la frequenza con cui scrive, dovrebbe aprire un suo blog, invece di rompere l'anima al prossimo.
Un Paese in cui si criminalizza il prossimo per il fatto che abbia idee diverse non è un Paese civile.
Un Paese in cui si intercetta tutto e tutti e in cui ogni cosa intercettata finisce sui giornali non è un Paese civile.
E allora...riflettiamo!
Cordiali saluti e buona lettura.





Caro direttore,

è vero, come Lei scrive, che il mio comportamento, così come descritto dai giornali in questi giorni, appare scandaloso. Ma il mio comportamento non è stato assolutamente quello che viene descritto ed io Le confermo, come ho già avuto modo di dirLe, che non ho fatto mai nulla di cui io debba vergognarmi. E' invece, per fare un esempio, del tutto inaccettabile e addirittura criminale che persone che sono solo state presenti a mie cene con numerosi invitati siano marchiate a vita come “escort”. Mi dispiace anche, per fare un altro esempio, dei falsi pettegolezzi che sono stati creati grazie ai soliti brogliacci telefonici sulla signora Arcuri, che è stata invece mia ospite inappuntabile in Sardegna e a Palazzo Grazioli.

Non ho affatto intenzione di respingere una richiesta di testimonianza, che è mio interesse rendere, tanto che ho già inviato una dichiarazione scritta ma che ha, così come congegnata, l’aria di un trappolone politico-mediatico-giudiziario. Pretendo però come ogni cittadino che i magistrati rispettino anche loro la legge. Da tre anni sono sottoposto a un regime di piena e incontrollata sorveglianza il cui evidente scopo è quello di costruirmi addosso l’immagine di ciò che non sono, con deformazioni grottesche delle mie amicizie e del mio modo di vivere il mio privato, che può piacere o non piacere, ma che è personale, riservato e incensurabile. Il problema però è che da tre anni è in atto un mascalzonesco tentativo di trasformare la mia vita privata in un reato. Ed è questo uno scandalo intollerabile da parte di un circuito mediatico e giudiziario completamente impazzito di cui nessuno sembra preoccuparsi e di cui nessuno si scusa.

Questo incommensurabile scandalo non riguarda solo me. Decine, centinaia di persone sono esposte al ludibrio e al linciaggio, senza alcuna remora sia quando si tratti di gente comune o di personalità della vita pubblica e di questioni di bottega domestica sia perfino quando si tratti di vicende che determinano lo status del Paese sulla scena internazionale. Non è mai successo prima.

Nessun uomo di Stato è stato fatto oggetto di una aggressione politica, mediatica, giudiziaria, fisica, patrimoniale e di immagine come quella a cui sono stato sottoposto io. È un trattamento inaccettabile, che si accompagna a una campagna di delegittimazione che punta a scardinare il funzionamento regolare delle istituzioni per interessi fin troppo chiari. La campagna si è intensificata quando ho vinto le elezioni per la terza volta, quando il sistema è stato semplificato e reso più trasparente in senso bipolare, quando si è capito che era alle porte una legislatura aperta alle riforme necessarie alla crescita di questo Paese e alla sua modernizzazione. Missione difficile per la quale ho cercato di mettere in campo gente nuova, estranea ai vecchi giochi dell’establishment, gente giovane e votata al “fare”. Questa campagna non è mai finita, si è nutrita di attacchi a me, al mio partito, ai miei uomini, ai miei ministri, alla generazione di giovani che ho promosso in politica, e si è sparso su tutti il magma eruttivo dello scandalismo per ridurre in cenere una alta popolarità e una grande speranza. Sfruttando ogni aspetto della mia vita privata e della mia personalità, cercando di colpirmi definitivamente con mezzi diversi da quelli della critica politica e della verifica elettorale.

Lei dice bene: Berlusconi è uno scandalo permanente, perché è scandalosa la pretesa di governare stabilmente un Paese con il mandato degli italiani, è scandaloso che un imprenditore rubi il mestiere a una classe politica fallimentare, è scandalosa la pretesa di fronteggiare la grande crisi mondiale con mezzi e con propositi diversi da quelli tradizionali. Ho presentato il mio governo alle Camere nel 2008 chiedendo uno sforzo comune per la crescita e proponendo una fase nuova e pacificata nella vita nazionale dopo le drammatiche divisioni del passato e l’imbarbarimento del linguaggio e dei metodi politici. Ho cercato di fare il mio dovere e di riunificare il Paese, come con il discorso di Onna il 25 aprile. Ho ammonito tutti, nel gennaio di quest’anno, sulla necessità di arrivare alla primavera-estate, mentre nuove regole e parametri incombevano sul sistema finanziario europeo e mondiale, con la più grande frustata della storia al cavallo dell’economia.

Non tutto quello che in politica si vuole è poi possibile ottenerlo, e non nego anche miei possibili errori. Ma l’obiettivo di distruggere un uomo politico e una leadership, usando mezzi impropri e di dubbia legalità, come ha fatto e fa il circuito mediatico-giudiziario, costituisce un tentativo che sa di profonda, radicale ingiustizia e che va combattuto per la libertà di ciascuno di noi.

Io non mollo, caro direttore. Per quanto lo spionaggio sistematico e l’accanimento fazioso mi abbiano preso di mira, e con me vogliano arrivare a pregiudicare l’autonomia e la sovranità del Parlamento e del popolo elettore, c’è ancora in questo Paese, in questa Italia che amo e che è stata divisa da una partigianeria senza principi, un’opinione pubblica, un insieme di persone e di gruppi leali allo spirito repubblicano, una maggioranza di italiani che non sono disponibili ad avventure e a nuovi ribaltoni decisi nei salotti, nelle redazioni e in certi ambienti giudiziari.

Il mio appello è a tutte le persone e le forze responsabili, e non deriva da interesse personale. È un appello in nome dei valori di libertà, di autonomia e di indipendenza dell’individuo di fronte allo Stato, un monito che viene raccolto ogni giorno da molti e il cui frutto sarà pronto per il giudizio dei cittadini quando si terranno, nel 2013, le prossime elezioni politiche.

Alcuni circoli mediatico-finanziari anglofoni mi hanno giudicato inadatto a governare l’Italia ma gli italiani sono stati di diverso parere, e ho dalla mia, dal tempo in cui entrai in politica, risultati che saranno scritti nei libri di storia. Saranno ancora una volta gli italiani, e poi gli storici, a dare il loro giudizio su un Paese in cui si fanno centomila e poi altre centomila intercettazioni ancora per devastare attraverso i media il lavoro quotidiano di chi ha avuto l’investitura democratica per guidare l’Italia in questi anni difficili.


Silvio Berlusconi

venerdì 16 settembre 2011

CHIESA, SEMBRA DI ESSERE NELL'ILLUMINISMO


Cari amici ed amiche.


Leggete questa nota che è stata riportata su Facebook dall'amico Angelo Fazio.
Essa recita:

"

L'ex sacerdote don Marco Dessì è stato condannato a 7 anni di reclusione per abusi sessuali commessi in Nicaragua, ai danni di tre ragazzi della comunità di Chinandega, di cui era responsabile. L'avvocato ateo Marco Scarpati, presidente di Ecpat-Italia onlus, il network internazionale che lotta contro la pedofilia, la pedopornografia e lo sfruttamento sessuale dei minori, ha seguito da vicino il caso, che vede coinvolte anche alcune associazioni come "Rock no war" di Modena e "Solidando" di Cagliari. Il Sole 24 Ore lo ha intervistato, per discutere, tra l'altro, dell'evoluzione del punto di vista della Chiesa sulla pedofilia negli ambienti ecclesiastici.

Don Dessì è stato condannato a 7 anni di reclusione. E' soddisfatto della sentenza?

Quando qualcuno va in galera non si può essere soddisfatti, ma in questo caso posso dire che la galera ha senso. Reputo questa condanna equa e giustamente severa.

Una sentenza più o meno severa di quella d'appello?

Sono stati saltati tutti i reati precedenti all'agosto 1998, anno in cui è stata modificata la normativa tramite una legge richiesta proprio da Ecpat (Legge 296/98: la legge italiana punisce con la pena della reclusione i reati inerenti alla prostituzione e alla pornografia minorile, anche se gli stessi sono commessi all'estero, ndr). La nuova normativa ha innovato il diritto istituendo nuovi reati. Un italiano che compie questo tipo di reati all'estero ora può essere punito anche in Italia. Prima servivano, invece, documenti e pratiche burocratiche complesse.

Il capo d'imputazione di don Dessì era, dunque, inizialmente composto da sei voci. Tre di queste si riferivano a prima del 1998, la quarta era successiva ma è stata considerata precedente, infine sono rimasti due capi d'imputazione, ma erano i più gravi, perchè la continuazione del reato prevede un trattamento più lieve.

La sentenza, scesa da otto a sette anni, è stata in realtà più severa perchè si riferisce ad un minor numero di capi d'imputazione.

Nel gennaio scorso il Papa ha emesso un decreto per ridurre allo stato laicale don Dessì. Ritiene che qualcosa si stia muovendo in Vaticano?

Si sta muovendo molto in Vaticano. Lo dico da laico e ateo, sta avvenendo tanto. L'attuale Papa ha modificato di molto l'approccio del Papa precedente e ha penalizzato i reati di pedofilia fra sacerdoti. C'è stata una grande collaborazione fra Vaticano e giustizia ordinaria. Ci sono stati rapporti intensi di scambio intellettuale e giuridico con i collaboratori del Vaticano. Senza l'intervento del Vaticano, l'ex sacerdote non sarebbe mai tornato in Italia e, dunque, non sarebbe stato possibile sottoporlo ad indagini accurate e intercettazioni. Parlo da analista esterno. Quando Benedetto XVI era ancora cardinale fu delegato da Papa Wojtyla, già malato, a guidare la Via Crucis. Mi ricordo di un'orazione in cui Ratzinger parlò in modo molto duro dei peccati della Chiesa. Fu interpretato come un discorso da storico e filosofo, in realtà stava parlando dei peccati di "questa" Chiesa. Una volta diventato Papa, Ratzinger ha deciso, infatti, di fare pulizia, di battere la polvere dai tappeti, emanando tra l'altro delle norme severissime. E sta rivoluzionando tutto. Ma per fare davvero pulizia, questi tappeti vanno battuti anche all'esterno.

Ritiene che Papa Wojtyla non abbia contrastato in modo sufficiente la pedofilia?

Wojtyla ha vinto il comunismo e ha chiuso il XX secolo. Una volta chiuso questo periodo storico occorreva una persona che verificasse che la Chiesa potesse reggere le nuove sfide dell'umanità. Per questo Papa Ratzinger va apprezzato. Non credo che Wojtyla si sia impegnato meno, credo solo che abbia vissuto in un differente periodo storico, è quindi un discorso diverso, che non può essere confrontato con quello inerente Papa Ratzinger. Questo, tuttavia, non toglie che Benedetto XVI ha fatto e sta facendo più di ogni altro.

Inserto: Meditazione del cardinale Joseph Ratzinger alla Via Crucis del 2005:

"Che cosa può dirci la terza caduta di Gesù sotto il peso della croce? Forse ci fa pensare alla caduta dell’uomo in generale, all’allontanamento di molti da Cristo, alla deriva verso un secolarismo senza Dio. Ma non dobbiamo pensare anche a quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa? A quante volte si abusa del santo sacramento della sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c’è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c’è nella Chiesa, e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza! Quanto poco rispettiamo il sacramento della riconciliazione, nel quale egli ci aspetta, per rialzarci dalle nostre cadute! Tutto ciò è presente nella sua passione. Il tradimento dei discepoli, la ricezione indegna del suo Corpo e del suo Sangue è certamente il più grande dolore del Redentore, quello che gli trafigge il cuore. Non ci rimane altro che rivolgergli, dal più profondo dell’animo, il grido: Kyrie, eleison – Signore, salvaci" (cfr. Mt 8, 25).

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Pedofilia: le diocesi aprano tutti i loro archivi in nome della massima trasparenza, come richiesto dal Papa.".

A questa nota, voglio unire un articolo del blog "La Croce e la Spada", che recita:

"Il Papa come Hitler. Questa la sostanza di quello che è avvenuto qualche giorno fa, quando due avvocati bavaresi, C. Sailer e G.J. Hetzel, hanno presentato alla Corte Penale Internazionale dell’Aja una denuncia contro il Papa per crimini contro l’Umanità. Sembrerebbe una barzelletta, ma purtroppo è l’assurda realtà. Sarebbero tre i crimini mondiali, mai denunciati perché la riverenza verso la Chiesa avrebbe “offuscato il senso di giusto e sbagliato”. Il Papa sarebbe responsabile del mantenimento di un regime di coercizione mondiale che soggioga i membri con minacce terribili, impedendo l’uso di preservativi anche se potrebbero servire ad evitare il contagio da HIV. Altra colpa sarebbe quella di coordinare una macchina globale di copertura dei crimini sessuali compiuti da religiosi, agevolandone il ripetersi. Arrivano ad attaccare anche il Battesimo, sostenendo che la Chiesa “acquista i suoi membri” (quasi fosse un club) con un atto obbligatorio e irrevocabile nonostante i “membri”, i bambini, siano incapaci di scegliere. Il Papa avrebbe coperto gli abusi anche quando, sotto Giovanni Paolo II era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
“L’Avvenire” stigmatizza la denuncia, ricordando come sia stato proprio l’allora cardinale Ratzinger, insieme a Giovanni Paolo II, a inaugurare una nuova era di “tolleranza zero” riguardo a questo crimine orrendo. “Azzeccagarbugli”: così il quotidiano dei vescovi definisce gli avvocati senza scrupoli che marciano sulle sofferenze delle persone per il proprio guadagno personale, mentre per Maurizio Lupi questa battaglia in tribunale è “strumentale e ideologica”. La SNAP e il CFCR, le ong responsabili della denuncia, hanno allegato 10000 pagine di documentazione su migliaia di abusi. Pamela Spees, uno degli avvocati, ha parlato di “responsabilità oggettiva” riguardo al Papa e ad altri tre cardinali, che avrebbero insabbiato prove e coperto i colpevoli, che sarebbero circa 20000. Il Vaticano ha risposto con un “No comment”, mentre è il cardinale Sepe, di Propaganda Fide, a riassumere tutto questo: è semplicemente l’ennesimo tentativo anticattolico di affossare l’immagine della Chiesa.


È nient’altro che questo. Non so quali siano le motivazioni reali degli avvocati e delle associazioni: difficile dire che siano semplicemente pecuniarie, poiché la Corte dell’Aja non è autorizzata ad imporre risarcimenti in denaro. E, soprattutto, gli Stati Uniti non hanno mai firmato il protocollo di legittimazione del Tribunale. Quindi quello che il cardinale Sepe dice è vero: è solo l’ultimo degli ormai innumerevoli attacchi alla Chiesa Cattolica e ad un Papa troppo scomodo. La mia opinione è che in un mondo secolarizzato preda di un esasperato laicismo non vi sia posto per un’entità mondiale qual è la Chiesa, che vive nei cuori di miliardi di persone, senza confini e distinzioni di razza o lingua. La Chiesa fa paura al mondo ateo e relativista, perché non dà motivi, come l’Islam, di aperta critica, non spinge persone al martirio e non muove gli eserciti. Per questo i suoi nemici tentano le vie più subdole per trovare un’ipotetica macchia nel candore della sua veste. Certi, d’altra parte, di non avere nulla da temere: la Chiesa non uccide chi la denigra, anche nei modi più crudeli e viscidi. Non ci sarà mai un integralista cattolico che assassinerà il Theo van Gogh del laicismo. Innumerevoli volte ho chiesto a persone del genere perché non criticassero nello stesso modo l’Islam e i suoi ayatollah. Le loro risposte sono sempre state estremamente evasive e generiche. L’ovvia realtà è che il mondo ateo del relativismo etico ha troppa paura per far valere le sue idee anche nel mondo musulmano: le rappresaglie, in quel caso, ci sarebbero eccome! Chi ha criticato l’Islam, come Oriana Fallaci, Geert Wilders e Ayaan Hirsi Alì è costretto a vivere sotto scorta. Mentre il sopraccitato regista van Gogh ora riposa in pace. Il terrore dell’Islam è ovunque: nel film 2012 si vede crollare la basilica di San Pietro, ma non la moschea della Mecca o il Tempio della Roccia, come sarebbe se si volesse essere paritari e “politicamente corretti”. La Chiesa suscita una “paura” diversa: come si fa a contrastare qualcosa che esiste da venti secoli e che assorbe i colpi dei suoi nemici senza cadere? Si può solo cercare di impedirle di compiere quello che la rende la rappresentazione dell’Amore di Dio: togliere l’8x1000 indebolendo la sua capacità di sostenere le missioni, togliere i crocifissi dai luoghi pubblici, sostenere che la GMG vuoterà le casse della città di Madrid (in realtà, è avvenuto l’opposto), ad esempio. Pazienza se bambini moriranno perché mancheranno i mattoni per le case dato che l’8x1000 è stato abolito, e pazienza se una radice della cultura italiana come il crocifisso verrà tolta in nome della laicità. La crudeltà di certa gente non ha limiti, neanche quando si tratta di strumentalizzare il dolore di vittime di abusi pur di aggiungersi alla prestigiosa lista di critici della Chiesa Cattolica. Forse sbaglio a definire queste persone “critici”, perché una critica può anche essere costruttiva. Le critiche che vengono portate alla Chiesa, al contrario, sono gratuite, fatte per distruggere senza il minimo proposito di costruire. Grazie a Dio esistono milioni di cattolici praticanti che mostrano ogni giorno al mondo come queste critiche siano vuote. Da qualche giorno si è conclusa la sagra della mia piccola parrocchia, cui ho partecipato attivamente; molta della gente che è venuta non va in chiesa, ma non ha potuto fare a meno di pensare che quelli che li servivano lo facevano gratuitamente, e che i proventi non sarebbero andati a un partito, ma in beneficenza. È meraviglioso come il nostro parroco, da quando è arrivato pochi anni fa, abbia saputo creare una comunità di tanti giovani attivi e decine e decine di bambini iscritti al catechismo, in una parrocchia che conta meno di 2000 abitanti. Questa è la risposta alle critiche dei laicisti, degli atei, dei relativisti morali, dei comunisti, dei gay e di tutte le associazioni anticattoliche. Le nostre armi non sono i mitra, le autobomba e i kamikaze, ma l’Amore di Dio e la Sua Parola, che portiamo nel mondo disperdendo ogni assalto. Questa denuncia è l’ennesimo patetico attacco ai cattolici, ed il suo fallimento sarà un’altra dimostrazione della forza morale e spirituale di una Chiesa incrollabile.".

Ora, faccio qualche mia considerazione. Queste due note smentiscono certe accuse rivolte contro il Santo Padre, Papa Benedetto XVI.
Devo dire che sembra di essere nel periodo dell'Illuminismo del XVIII secolo. In quel periodo, ci fu un forte anticlericalismo che fu sollevato da molti ceti intellettuali (i "philosophes") e da certe logge massoniche, che furono veicolo delle idee anticlericali ed anticattoliche.
Inoltre, la Chiesa ed il mondo cattolico vivono un momenti di divisione, come lo vissero nel XVII secolo. In quel periodo, i cattolici furono divisi in giansenisti, molinisti, giuseppinisti, tomisti, agostiniani, francescani, gesuiti e quant'altro. Inoltre, gli ordini religiosi deperivano, perché erano sempre meno gli ingressi al loro interno e le vocazioni crollarono.
Molti preti si spretavano.
Inoltre, vi fu anche un certo avvicinamento all'occultismo. Un esempio fu la Voisin, una donna vissuta nella Francia di re Luigi XIV che fu famosa per le messe nere.
Oggi, vi è la stessa situazione.
La Chiesa è messa sotto attacco da vari gruppi di intellettuali, partiti politici, associazioni (come alcune di quelle omosessuali, quelle femministe o quelle abortiste), una certa parte del mondo della televisione e quant'altro.
Vi è un clima secolarizzato, in cui le vocazioni sono diminuite.
Vi sono divisioni nel mondo cattolico. Un esempio l'ho fatto ieri, nell'articolo intitolato "Da Roncoferraro a Suzzara, i supermercati si fanno davanti ai cimiteri".
Una parte del mondo cattolico roncoferrarese ha taciuto di fronte alla realizzazione di un supermercato di fronte al cimitero, cosa che, a mio giudizio e non solo, va contro quello che è il concetto di scaralità del luogo.
Inoltre, vi sono preti che arrivano quasi al limite della disciplina.
Leggete questo articolo intitolato "E questo sarebbe un prete?" quello intitolato "Preti eterodossi? Fanno male alla Chiesa!". Quindi, vi è anche una certa apostasia che è aggravata dal fiorire di sette. Infatti, il calo della Chiesa non coincicide con un calo della "domanda di spiritualità". In questa situazione, quindi, le sette trovano un terreno fertile, come il fondamentalismo islamico.
E' chiaro che qui vi sia qualcosa che non va.
Noi cattolici dobbiamo farci forza. Dobbiamo ricordarci di queste parole del Vangelo secondo Marco che recitano:

"[1] Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: "Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!".


[2] Gesù gli rispose: "Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta".

[3] Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte:

[4] "Dicci, quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?".

[5] Gesù si mise a dire loro: "Guardate che nessuno v'inganni!

[6] Molti verranno in mio nome, dicendo: "Sono io", e inganneranno molti.

[7] E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine.

[8] Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori.

[9] Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe, comparirete davanti a governatori e re a causa mia, per render testimonianza davanti a loro.

[10] Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti.

[11] E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi di ciò che dovrete dire, ma dite ciò che in quell'ora vi sarà dato: poiché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo.

[12] Il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte.

[13] Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato.

[14] Quando vedrete l'abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti;

[15] chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa;

[16] chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello.

[17] Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni!

[18] Pregate che ciò non accada d'inverno;

[19] perché quei giorni saranno una tribolazione, quale non è mai stata dall'inizio della creazione, fatta da Dio, fino al presente, né mai vi sarà.

[20] Se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Ma a motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato quei giorni.

[21] Allora, dunque, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui, ecco è là", non ci credete;

[22] perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti.

[23] Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto.

[24] In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà
e la luna non darà più il suo splendore

[25] e gli astri si metteranno a cadere dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.

[26] Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria.

[27] Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo.

[28] Dal fico imparate questa parabola: quando già il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina;

[29] così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte.

[30] In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute.

[31] Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.

[32] Quanto poi a quel giorno o a quell'ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre.

[33] State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso.

[34] È come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare.

[35] Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino,

[36] perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati.

[37] Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!". ".

E' davvero un periodo buio per noi cristiani.
Cordiali saluti.


IL MURALES DI BORSELLINO IMBRATTATO? E' UNO SFREGIO ALLA SOCIETA' CIVILE!




Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo del quotidiano online di Catania "CataniaPolitica" . Il muro dedicato al giudice Paolo Borsellino (che si trova nel capoluogo etneo) è stato imbrattato con una scritta che recita "Fascismo+Mafia= Merda".
Io trovo che sia vergognosa una cosa del genere.
In primo luogo, la lotta alla mafia e a tutte le altre forme di criminalità organizzata non ha un colore politico.
Se si dà una connotazione politica alla lotta alla mafia, quest'ultima vince.
La lotta alla criminalità organizzata non è di destra né di sinistra. E' di tutti coloro che hanno buona volontà.
Chi ha fatto quella scritta ingiuriosa, ha fatto un favore alla mafia.
E' ora di tenere fuori l'ideologia politica da una cosa così importante.
Riflettiamo tutti!

L'AMICIZIA E' MOLTO PIU' DI UNA CHAT-LA MIA LETTERA ALL'"ECO DI SAN GABRIELE"

Cari amici ed amiche.

Leggete la mia lettera che avevo inviato alla rivista dell'Ordine Passionista "L'Eco di San Gabriele" . Il testo della lettera può essere letto, seguendo il link http://www.sangabriele.org/images/schede/845eco.pdf.
In questa mia lettera ho parlato della questione del rapporto tra i giovani ed internet.
Ribadisco quanto detto in altre occasioni.
Io penso che internet sia uno strumento utile per avere informazioni e per comunicare con altre persone in tutto il mondo.
E' logico che, con la comunicazione, possano nascere anche delle amicizie o, addirittura, degli amori.
Però, i rapporti umani vanno vissuti in concreto.
Un rapporto umano vissuto solo a livello virtuale è un rapporto umano "monco".
Anzi, è un rapporto che non esiste.
Queste forme di rapporti puramente virtuali altro non sono che forme di nichilismo, edonismo e relativismo. Questa è una società in cui il relativismo, il nichilismo e l'edonismo hanno il sopravvento. Rispondendo a padre Luciano Temperilli (che aveva risposto alla mia lettera), io penso che internet sia la causa e al tempo stesso l'effetto della solitudine dei giovani.
Infatti, un giovane solo vede nella rete il modo per rompere questa solitudine.
Purtroppo, in queste condizioni, internet diventa come una droga. C'è una sorte di "effetto placebo" ma in realtà la solitudine rimane.
Anzi, se ne crea di nuova.
Il giovane finisce, quindi, in una sorta di "circolo vizioso".
Certo, io non voglio fare il moralista e fare una "crociata" contro internet.
Io stesso ho un profilo su Facebook e lo uso per la mia attività politica sul mio territorio.
Se questa mia attività politica dovesse cessare, chiuderei il profilo su Facebook perché non servirebbe più.
Certo, le persone che ho conosciuto su Facebook sono, in buona parte, degli ottimi interlocutori e qualcuno di loro mi dà spunti per gli articoli che scrivo su questo blog.
Cito, per esempio, Filippo Giorgianni, Stefania Ragaglia, Alessandra Spanò, Vittorio Leo ed Angelo Fazio, che saluto con stima.
Questi saranno sicuramente dei bravi ragazzi ma non posso definirli amici, nel senso letterale del termine. Non ci può essere una vera benevolenza nei confronti di una persona che non si conosce. Magari, la si può stimare per i concetti che espone ma ciò non è amicizia.
Mi sarebbe piaciuto incontrarli personalmente, quando ero andato in Sicilia.
Non ho avuto modo.
Lo stesso discorso vale per Riccardo Di Giuseppe, per Fabrizio Fornaciari e per gli amici del PdL di Roseto degli Abruzzi (che con i miei parenti residenti a Montorio al Vomano, in provincia di Teramo, saluto), per Morris Sonnino, per Francesca Padovese e per altri.
L'amicizia, infatti, va vissuta.
Termino con le parole scritte da padre Luciano che recitano:

"Cosa fare? Come cristiani abbiamo
una risposta forte come ci ricorda papa
Benedetto: “Senza Dio l’uomo non sa
dove andare e non riesce nemmeno a
comprendere chi egli sia”. Infatti da
quando abbiamo spopolato il cielo
anche la terra è rimasta confusa e quasi
disperata senza meta e senza scopo. Si
adora un “ego” prezioso che però frana
al primo non senso della vita. Ripartire
da qui per un esodo di libertà potrebbe
essere una proposta interessante?".

Noi cristiani dovremo ricordare che Gesù stesso, il Figlio di Dio, visse l'amicizia di persona.
Dovremo ricordare anche che Dio non ci fece per stare soli ma per vivere gli uni in comunione con gli altri.
Di certo, la rete non è una forma di vera comunione.
Cordiali saluti.

DA RONCOFERRARO A SUZZARA, I SUPERMERCATI SI FANNO DAVANTI AI CIMITERI


Cari amici ed amiche.

Devo dire che l'"eterno riposo" rischia di non essere più tale, qui nel Mantovano.
Qui a Roncoferraro, nel mio Comune, si sta facendo un supermercato di fronte al cimitero. Ne hanno parlato la "Gazzetta di Mantova", con questo articolo intitolato "No al supermercato di fronte al cimitero" e vari siti e blog come quello del circolo "Nuove Prospettive per Roncoferraro", nell'articolo intitolato "Presentazione del circolo e lettera sul supermercato di fronte al cimitero". Ne ha parlato anche l'Associazione Civica Mantovana e ne ho parlato anch'io, negli articoli intitolati "Roncoferraro ed il supermercato della discordia", "I frutti della Rivoluzione francese" e "Roncoferraro, supermercato di fronte al cimitero, parla il popolo di centrodestra" . Ora, vogliono fare un'opera simile anche a Suzzara, altro Comune della Provincia di Mantova, amministrato anch'esso dal centrosinistra. Qui, però, alcuni consiglieri comunali cattolici del Partito Democratico non si sono mostrati d'accordo, a differenza di quanto successo a Roncoferraro, ove, invece, i cattolici del PD non si sono espressi e, a mio giudizio, si sono comportati in modo pilatesco. I cattolici roncoferraresi dovrebbero imparare da figure come quella San Tommaso Moro.
Ora, fare un supermercato di fronte ad un cimitero non è il massimo sia dal punto di vista della salubrità e sia da quello religioso.
Infatti, i cimiteri come quello di Roncoferraro non sono monumentali e quindi i morti non vengono tumulati nei loculi ma vengono inumati, ossia sepolti nella terra.
Quindi, con i vari prodotti della decomposizione, la zona non è proprio salubre. Per questo, i cimiteri soono lontani dalle abitazioni.
Inoltre, vi è la questione etica e religiosa.
Immaginatevi una processione funebre, con il prete che recita il "Requiem", al momento in cui passerà di fronte al supermercato, ove, sicuramente, ci saranno schiamazzi e magari bestemmie.
Immaginatevi una famiglia che andrà al cimitero di Roncoferraro, per pregare per il proprio caro estinto, e che si troverà di fronte a tale situazione.
Sarebbe una cosa non bella.
Questo è il prodotto di una certa cultura catto-comunista che non ha rispetto nemmeno per i morti.
Io, quando passo di fronte ad un cimitero, faccio il segno della croce.
In Sicilia, addirittura, gli anziani si segnano anche quando passano di fronte ad una chiesa.
A Roncoferraro e a Suzzara qualcuno dovrebbe imparare.
Cordiali saluti.


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giovedì 15 settembre 2011

VARIANTE DI VALICO, I LAVORI PROSEGUONO!




Cari amici ed amiche.

Come avevo promesso, vi parlo della "Variante di Valico", il nuovo tratto compreso tra Bologna Firenze dell'Autostrada A1 Milano-Napoli. La sua lunghezza è di circa 62, 5 Km. Quest'opera convolge le Regioni Emilia-Romagna e Toscana, le Province di Bologna e Firenze ed otto Comuni.
Già nel 1985 si pensò a fare una nuova autostrada in quella zona dell'Appennino Tosco-Emiliano e venne fatto un primo progetto.
Infatti, con la crescita del traffico, l'autostrada esistente non era più capace di sopportare i flussi.
Nel 1996, l'allora Governo Prodi diede il via ai lavori.
Nel 1997, l'ANAS ed il Gruppo "Autostrade per l'Italia" firmarono una convenzione con la quale venne estesa la concessione dal 2018 al 2038 e con la quale venne assunto l'impegno a migliorare la percorribilità del tratto autostradale Bologna-Firenze con la realizzazione di una nuova autostrada, la "Variante di Valico".
Fu, però, nel 2001, con il Governo Berlusconi II, che si risolsero tutti i problemi realizzativi, con la legge 443.
Da lì iniziarono i lavori.
I lavori furono divisi in quattro tratte:
  1. Sasso Marconi-La Quercia.
  2. La Quercia-Badia Nuova.
  3. Badia Nuova-Aglio.
  4. Aglio-Barberino.
Questi lavori si svolgono in una delle zone più complesse d'Europa sul piano morfologico che richiede la costruzione di nuovi ponti, viadotti e gallerie, il cui scavo è reso ancora più complesso dalla presenza di gas sotterraneo.
I lavori sono iniziati nel 2001 ed ora è giusto parlare delle tratte.
Per quanto riguarda la tratta "Sasso Marconi-La Quercia", i lavori sono oggi completati ed il tratto ammodernato è perfettamente in esercizio. Essa è lunga circa 20 Km.
Qui, i lavori sono stati caratterizzati dall'ampliamento da due a tre corsie dell'autostrada esistente. Il suo tracciato è stato rettificato con la costruzione di quattro nuovi viadotti, di quattro gallerie naturali ("Monte Mario", "Allocco", "Vado" e "Campolungo") e della galleria artificiale "Gardelletta". E' stato costruito anche il nuovo svincolo di Sasso Marconi. La vecchia galleria "Campolungo" è stata consegnata all'ANAS che l'ha riutilizzata per la sede della nuova Strada Statale "Porrettana".
Nella tratta "La Quercia-Badia Nuova", i lavori sono in corso.
Qui verrà realizzata una nuova autostrada, la "Variante di Valico" vera e propria. Complessivament, la "Variante di Valico" sarà lunga circa 37 Km. Questa autostrada a due corsie (più corsia d'emergenza) affiancherà quella attuale e gli utenti potranno scegliere tra quest'ultima e la nuova infrastruttura, avendo (di fatto) quattro corsie a disposizione.
Verranno realizzati anche il nuovo svincolo e le due aree di servizio di Badia Nuova.
Verrà anche realizzato il nuovo svincolo di Rioveggio, con la dismissione di quello attuale.
In questo tratta è prevista la realizzazione di nuove gallerie. Tra queste vi è la galleria "Sparvo", un tunnel lungo circa 2,5 Km che verrà realizzata con una nuova fresa. Quest'ultima è mostrata nel video che ho preso da Youtube e che ho messo qui sopra. Questa fresa garantirà maggiore sicurezza ai lavoratori che operano nel cantiere ed un minore impatto ambientale. La tratta La Quercia-Badia Nuova è lunga circa 18 Km.
La "Variante di Valico" procederà anche nella tratta "Badia Nuova-Aglio". Essa è lunga circa 22 Km. Qui vi sarà l'opera simbolo, la galleria "Di Base". Essa altro non è che una galleria a doppia canna lunga 8,6 Km. Essa si trova sul confine tra Emilia-Romagna e Toscana. A sud della galleria "Di Base", verrà realizzato il nuovo svincolo di Poggiolino. Anche qui, i lavori sono in corso. A valle della galleria "Di Base" la variante proseguirà per altri 4,5 Km in direzione nord e 3,5 Km in direzione sud e sarà caratterizzata dalla presenza di gallerie naturali, artificiali e da viadotti.
La tratta "Aglio-Barberino" (lunga circa 6 Km) sarà caratterizzata dalla realizzazione di una nuova carreggiata a tre corsie più corsie d'emergenza.
Questa nuova carreggiata avrà proprie gallerie come la "Puliana" e la "Poggio Manganaccia".
La nuova carreggiata servirà per la direzione sud. Per la direzione nord, invece, si utilizzerà l'intera sede autostradale esistente.
Anche qui, i lavori sono in corso.
Nel 2007 è stato completato il nuovo svincolo di Barberino.
Complessivamente, verranno fatti 23 nuovi viadotti, 23 nuove gallerie, due nuovi svincoli e due nuove aree di servizio.
Sono già stati ammodernati due svincoli ed uono (quello di Rioveggio) è un ammodernamento.
Complessivamente, i lavori conivolgono circa 5000 persone. Il costo è di circa 3,6 miliardi di Euro, comprendenti opere in favore del territorio. Inoltre, si stanno impiegando circa 480.000 di tonnellate di acciaio.
Un ultima cosa, ma non meno, importante, tutte le gallerie, sia quelle della "Variante di Valico" che quelle dell'autostrada attuale, saranno illuminate a LED. Io che ho avuto l'occasione di vedere i cantieri e le opere (durante il mio viaggio per la Sicilia) posso confermare.
Da qui, ho avuto l'idea di proporre l'illuminazione a LED per il Comune di Roncoferraro, Mantova.
Rileggete gli articoli intitolati "Led, proposta per il Comune di Roncoferraro" e "Lettera alla "Voce di Mantova", considerazioni sullo stato di Roncoferraro". Se il gruppo "Autostrade per l'Italia" (che è un gruppo privato e quindi attento ai bilanci) ha preso una simile iniziativa, vuole dire che essa è valida. Anche lo stesso video mostra le gallerie illuminate a LED.
Per sapere di più sulla "Variante di Valico" , consultate la pagina intitolata "Potenziamo la rete" del sito del gruppo "Autostrade per l'Italia" ed il sito dell'Osservatorio Ambientale ed Economico.
Quest'opera è molto importante e, una volta finita, garantirà maggiore sicurezza ai viaggiatori, una maggiore efficienza del viaggio ed un minore impatto ambientale, grazie ad un minore consumo di carburante. Sono queste le giuste politiche per il Paese e non hanno colore politico. Per queste politiche basta solo la buona volontà.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.