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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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mercoledì 7 settembre 2011

LA RIVOLUZIONE, IL NAZISMO, IL COMUNISMO E SATANA



Cari amici ed amiche.

Leggete questa ottima nota scritta su Facebook da Filippo Giorgianni. Giorgianni ha preso un testo scritto da Emil Cioran e che è intitolato "Storia e utopia". Esso tratta il tema dell'utopia, di quel mondo idealizzato da molti ma spesso illusorio.
Questo è il testo:

"Le nostre speranze nella condizione futura della specie umana si possono ridurre a questi tre punti importanti: la distruzione della disuguaglianza fra le nazioni, i progressi dell’uguaglianza in uno stesso popolo, infine il perfezionamento dell’uomo” (Condorcet). Fedele alla descrizione di città reali, la storia, che constata dappertutto e sempre il fallimento piuttosto che il compimento delle nostre speranze, non ha ratificato nessuna di tali previsioni. Per i Tacito non esiste una Roma ideale. […] L’utopia è un miscuglio di razionalismo puerile e di angelismo secolarizzato. Siamo affogati nel male. Non che tutti i nostri atti siano cattivi; ma, quando capita di commetterne di buoni, ne soffriamo per aver contrastato i nostri impulsi spontanei: la pratica della virtù si riduce a un esercizio di penitenza, all’apprendistato della macerazione. Angelo decaduto mutato in diemurgo, Satana, preposto alla Creazione, si erge davanti a Dio e si rivela, quaggiù, più a suo agio e perfino più potente di lui; lungi dall’essere un usurpatore, egli è il nostro padrone, sovrano legittimo che la spunterebbe sull’Altissimo, se l’universo fosse ridotto all’uomo. Abbiamo dunque il coraggio di riconoscere da chi dipendiamo! Le grandi religioni non hanno sbagliato su questo punto: ciò che Mâra offre a Buddha, Arimane a Zoroastro, il Tentatore a Gesù, è la terra e la supremazia sulla terra, realtà che è effettivamente in potere del Principe del mondo. E voler instaurare un regno nuovo, utopia generalizzata o impero universale, significa fare il suo gioco, cooperare alla sua impresa e perfezionarla, perché ciò che egli desidera sopra ogni cosa è che ci compromettiamo con lui e che al suo contatto ci distogliamo dalla luce, dal rimpianto della nostra antica felicità.".

Ora, provo a parlare di quanto scritto da un punto di vista pratico.
Già San Tommaso Moro (In inglese, Saint Thomas More 1478-1535), dedicò la sua opera più significativa, che è intitolata per l'appunto "L'Utopia". Quest'opera parla di una fittizia isola-regno in cui vigevano le leggi della cultura e della pace e della religione. Infatti, non c'era posto per gli atei.
Era una sorta di critica verso quell'Inghilterra, che era governata da re Enrico VIII, e quell'Europa, che era dilaniata dalle lotte religiose tra protestanti e cattolici.
Quel racconto dava una visione critica verso quel contesto, in cui i cristiani si scontravano contro altri cristiani e in cui non vi era la libertà di culto, a causa dell'idea del "Cuius regio, eius religio", ossia dell'obbligo dei fedeli di seguire la religione del principe o di emigrare, pena durissime persecuzioni.
Anche Tommaso, per essere rimasto fedele al Papa, pagò la sua scelta con la vita, poiché re Enrico VIII ruppe i rapporti con la Chiesa di Roma (Act of Supremacy, 1534) e si proclamò capo della Chiesa anglicana.
Ora, l'isola di Utopia era una sorta di "Europa a rovescio".
In realtà, il tema dell'utopia venne proposto spesso nei secoli.
Per molti, il sogno dell'utopia rappresentava un mondo migliore di quello esistente. La realtà fu ben diversa. Questo "mito" venne usato da chi ebbe interessi nel rovesciare un sistema ed instaurarne un altro.
Fu così anche nella Rivoluzione francese del 1789. Coloro che la vollero questa rivoluzione parlarono di un "mondo nuovo" e denigravano quello in cui vivevano. Il sogno fu bello ma la realtà fu cruda e spietata. La Francia uscita dalla Rivoluzione del 1789 non fu meno corrotta di quella precedente. A ciò si aggiusero le persecuzioni contro la Chiesa.
La cosa si aggravò con la nascita del socialismo. Dapprima vi fu un "socialismo utopico", quello voluto da Charles Fourier (1772-1837), un socialismo in cui tutti accettano di socializzare le risorse economiche, facendo sì che vi fosse la giustizia sociale.
Esso diede la base al "socialismo scientifico" di Karl Marx (1818-1883). Insieme a Friedrich Engels (1820-1895), Marx elaborò una teoria più radicale che criticava il capitalismo in ogni suo aspetto, Secondo il "socialismo scientifico", i proletari dovevano cambiare il mondo, sradicando la società esistente, compresa la religione che veniva vista come una sorta di alienazione che distraeva l'uomo dai bisogni materiali, proponendo una salvezza futura. Secondo questo pensiero, i proletari dovevano fare ogni cosa, anche delle azioni violente, per fare affermare questa nuova idea del mondo.
Per questo, il marxismo parla di "dittatura del proletariato", un vero e proprio bagno di sangue. Il sangue che avrebbe dovuto bagnare tutto sarebbe stato quello di coloro che erano contrari ai principi marxisti, come gli imprenditori, gli uomini di Chiesa o coloro che avevano un pensiero opposto a quello dei sostenitori comunisti.
In pratica, nel marxismo la Terra stessa sarebbe dovuta diventare l'isola di Utopia, un mondo che si sarebbe dovuto costruire anche eliminando delle vite umane e distruggendo ciò che c'era prima.
Il comunismo (come quello leninista) fu il diretto discendente del marxismo ma da questa idea ne nacque un'altra, unita ad una certa "mistica nazionalista" e all'esoterismo. Questa idea fu rappresentata dal nazionalsocialismo (o nazismo) e, se pur con qualche differenza, dal fascismo. Rileggete l'articolo intitolato "Lutero ed il nazismo, commento all'articolo di "Papalepapale.com".
Questi movimenti propugnavano i miti della Roma imperiale o di Thule, la terra leggendaria vista come luogo d'origine degli "Ariani", i popoli nordici che, secondo il pensiero nazista, erano immersi nella luce e che combattevano contro i "Semiti" che erano immersi nelle tenebre.
Tutte queste idee portavano un concetto di utopia. Furono sogni che poi si trasformarono in incubi e tante persone morirono.
Di certo, chi (come me) è credente, può dire che in questa storia c'entri Satana. Il diavolo è colui che inganna e che vuole la distruzione dell'uomo.
La distruzione e la rovina dell'uomo passano attraverso certe idee che parlano di libertà.
Cordiali saluti.

TURCHIA, L'EUROPA RIFLETTA


Cari amici ed amiche.

La situazione che si è instaurata tra Turchia ed Israele deve fare riflettere anche noi Europei.
Com'è noto, dopo l'incidente della "Flotilla" , che avvenne il 31 maggio 2010 e che fui causato da un gruppo di attivisti pro-palestinesi che violò il blocco israeliano, i rapporti tra i due Stati non sono tra i migliori.
Ora, senza dubbio, Israele ha il diritto di difendersi e quel giorno esercitò questo suo sacrosanto diritto.
Purtoppo, sia perché la "Flotilla" partì dalla Turchia e sia perché nello scontro con l'esercito israeliano morirono anche dei turchi, tra i due Paesi è gelo totale.
Ora, posto il fatto che Israele abbia ragione (perché è sotto continua minaccia) e che gli attivisti sapevano a cosa andassero incontro, va posta anche una questione, quella dell'entrata della Turchia nell'Unione Europea.
Io penso che, a questo punto, qui in Europa si debba riflettere.
Poniamo caso che la Turchia entri nell'Unione Europea in queste condizioni e che, ad un certo punto, quest'ultima voglia dialogare con Israele.
Potrebbe avere delle grosse difficoltà perché la Turchia potrebbe opporsi.
Quindi, l'Unione Europea non sarebbe più in grado di esercitare quel ruolo che le spetta nell'ambito del Mare Mediterraneo.
A questo punto, potrebbe essere problematico l'ingresso della Turchia nell'Unione Europea.
Cordiali saluti.

MANOVRA? IL MIGLIORE COMPROMESSO POSSIBILE! ATTEGGIAMENTO DELLA CGIL? SBAGLIATO!


Cari amici ed amiche.

Per fare questa manovra finanziaria, si sta cercando il migliore compromesso possibile tra le parti sociali. Da una parte, va salvaguardato chi produce ricchezza, l'imprenditore, e dall'altra il ceto più debole. Certo, serviranno delle riforme serie, che vadano dalla riduzione del numero di parlamentari al federalismo, passando per l'abolizione delle province.
Di sicuro, serve un fisco più giusto e che dia il giusto feedback ai cittadini.
L'evasione fiscale, infatti, non può essere combattuta solo con la Guardia di Finanza e con pene severe ma anche facendo in modo che non si creino le condizioni ad esse favorevoli. Per evitare che ci siano le condizioni ad esse favorevoli, servono un fisco meno pesante ed un giusto feedback al cittadino. Perché ciò avvenga, serve una riforma strutturale del sistema che contempli anche il federalismo ed una riduzione del numero dei parlamentari.
Quanto allo sciopero di ieri (che è stato voluto dalla CGIL), esso è stato un flop.
Non ha avuto questa grande partecipazione.
Trovo che sia pericoloso e sbagliato l'atteggiamento di quel sindacato.
In un momento di crisi come questo serve la coesione tra cittadini e non l'odio sociale.
Trovo sbagliato anche l'atteggiamento del Partito Democratico, dell'Italia dei Valori e della sinistra che hanno partecipato a quello sciopero e che continuano a chiedere le dimissioni del Governo.
Se avessero fatto cadere il Governo cos'avrebbero ottenuto?
Avrebbero ottenuto solo un aumento delle speculazione. Infatti, non avrebbero garantito un Governo stabile.
Questo avrebbe portato l'Italia al default.
Non mi sembra un atteggiamento responsabile.
Cordiali saluti.

martedì 6 settembre 2011

GARIBALDI E L'"ONORATA SOCIETA'", COMMENTO ALL'ARTICOLO DELL'ISTITUTO DELLA RICERCA STORICA DELLE DUE SICILIE



Cari amici ed amiche.

Vi invito a leggere questo articolo scritto sul blog dell'Istituto della Ricerca Storica delle Due Sicilie che è intitolato "Garibaldi a Napoli, storia di tradimenti e camorra" .
Sull'"Onorata Società" , ossia quell'insieme di associazioni è rappresentato da tre potenti organizzazioni criminali è stato detto molto.
Le tre potenti organizzazioni criminali in questione sono la camorra, la 'ndrangheta e la mafia.
Su queste tre organizzazioni è stata fatta anche una "mitologia" , come la storia delle loro origini che parlano di tre cavalieri spagnoli vissuti nel Medio Evo ed i cui nomi erano Osso, Mastrosso e Scarcagnosso. Questi tre cavalieri appartenevano alla nobile famiglia dei Montalbano ed un giorno si trovarono di fronte ad un inghippo dovuto ad una "questione di alcova". Infatti, la loro sorella fu sedotta da un potente gentiluomo (o forse dal sovrano) e, non potendo lavare l'onta con il sangue, fuggirono in Italia. Mastrosso si fermò a Napoli e diede origine alla camorra. Scarcagnosso ed Osso andarono a sud. Scarcagnosso, però, si fermò in Calabria, ove diede origine alla 'ndrangheta. Osso, invece, varcò lo Stretto di Messina ed andò a Palermo, ove costuì la mafia.
Queste tre associazioni furono fondate sul modello della Gardunas di Toledo (che fu istituita nel 1412) e si facevano chiamare "Società degli uomini diritti d'onore". Incline all'uso delle armi ma molto religioso, Scarcagnosso diede uno statuto si scelse un Santo Patrono per la sua associazione. Il Santo in questione fu San Michele Arcangelo. Mastrosso, invece, scelse San Pietro mentre Osso volle Gesù Cristo.
Queste associazioni avevano l'obiettivo di prestare soccorso e protezione ai più deboli. In realtà, questa "protezione" si mostrò alquanto invasiva ed onerosa.
Questa fu l'"Onorata Società".
Ora, sorge questa domanda.
Fu vero che la Spedizione dei Mille ebbe l'appoggio da queste associazioni?
La risposta può stare in questo detto napoletano che recita:
"Nui nun simmo cravunare
Nui nun simmo realiste
Nui facimmo 'e camurriste
Iammu 'n culo a chillu e a chiste."
Spero di essere stato corretto nello scrivere questo detto. L'ho trovato sul libro "Europa Misteriosa" della Selezione Reader's Digest, che parla anche di queste cose.
Non conosco il napoletano. Al massimo, so parlare un po' di siciliano.
Ora, le parole di questa "poesia" dicono molto.
Pur non essendo carbonari (cravunare), i camorristi non erano realisti.
Quindi, non erano favorevoli ai Borbone. Lo stesso si poté dire dei mafiosi in Sicilia. Qui, infatti, vi fu sempre un sentimento di ostilità verso il governo di Napoli.
L'esempio, fu la Rivolta di Palermo del 1848 e alla storia di Ruggero Settimo, che, a causa dela reazione di Napoli, dovette fuggire a Malta. L'ostilità verso i Borbone era molto forte nella Sicilia occidentale mentre le città di Messina e Catania furono favorevoli al governo napoletano che mantenne molti benefici ad esse concessi durante il periodo di Gioacchino Murat (1808-1815). Lo stesso discorso vale per la 'ndrangheta.
Quindi, è possibile pensare che la mafia, la 'ndrangheta e la camorra avessero dato appoggi a Giuseppe Garibaldi e ai suoi soldati.
Vi invito a rileggere l'articolo intitolato "Spedizione dei Mille? Un'operazione di intelligence!"
Anzi, queste associazioni criminali potrebbero essere state i catalizzatori della caduta del Regno delle Due Sicilie.
Garibaldi ebbe una missione ben precisa, quella di destabilizzare il Regno delle Due Sicilie e favorirne l'annessione da parte delle truppe del Regno di Sardegna.
Di sicuro, l'"Onorata Società" offrì a Garibaldi il pretesto per destabilizzare il Regno delle Due Sicilie, se non l'appoggio.
E così, potrebbe essere nata l'Italia e forse potremmo capire tanta parte dei mali che la attanagliano. I mali del Sud Italia potrebbero avere avuto origine da questi fatti.
Ricordo, tra l'altro, che nel nuovo Regno d'Italia venne creato un ministero ad hoc per i garibaldini. Secondo certe cronache, questo ministero fu un vero e proprio bordello. E intanto, il Sud sprofondò nel dramma della miseria.
Il passato non si può cambiare ma si può migliorare il futuro.
Termino, presentandovi il blog dell'amico Ivan Vassallo. Il nome di questo blog è "Fior del Mondo". Esso parla del rapporto che ci fu tra il Regno delle Due Sicilie e Malta. Anche ciò fa parte della nostra storia.
Cordiali saluti.

CIAO SALVATORE!




Cari amici ed amiche.

Ieri, ci ha lasciati Salvatore Licitra, il tenore che da tutti era ritenuto l'erede di Luciano Pavarotti.
Dopo un'agonia di una settimana, il buon Dio ha deciso di accoglierlo nella sua dimora.
L'ischemia al cervello che l'ha colpito mentre andava in moto con la sua fidanzata gli è stato fatale.
Tra l'altro, a causa dell'ischemia ha perso anche il controllo del mezzo a Donnalucata di Scicli, in Provincia di Ragusa.
Portato a Catania, egli ha vissuto la sua ultima settimana in coma.
Aveva 43 anni.
Anch'io, ho deciso di dedircargli un mio articolo su questo blog. Il video qui sopra (che ho preso da Youtube) mostra alcuni suoi concerti.
Egli ha rappresentato il meglio dell'Italia e della Sicilia, terra d'origine della sua famiglia. Lui, infatti, nacque a Berna, in Svizzera, il 10 agosto 1968.
Quindi era un italiano nel mondo a tutti gli effetti.
Anzi, era un siciliano nel mondo ed egli rappresentava il meglio di quell'isola, la cui gente è sempre stata generosa ed ospitale.
Come suo ultimo atto di generosità, Salvatore ha donato i suoi organi.
A lui vanno dette solo quattro parole: Ciao e grazie di tutto!
Cordiali saluti.

lunedì 5 settembre 2011

CIMITERO DI ALBINEA? LA FIERA DEL RELATIVISMO!


Cari amici ed amiche.

Ieri ero stato invitato a confrontarmi in un'assemblea del Comitato di Roncoferraro dell'Associazione Civica Mantovana. Discutendo della questione del supermercato che si sta facendo di fronte al cimitero (cosa di cui parlai in vari articoli, tra cui quello intitolato "Roncoferraro ed il supermercato della discordia" e quello intitolato " Un chiarimento sul supermercato di Roncoferraro") e della polemica che è venuta fuori da ciò, uno dei membri dell'ACM ha detto di essere stato ad Albinea (un Comune della Provincia di Reggio Emilia), in cui (a suo dire) il problema è stata risolto spostando il cimitero. Il nuovo cimitero si trova a cinque chilometri di distanza ed è stato fatto a regola d'arte e in un posto che garantisce il silenzio, la preghiera ed il rispetto del dolore di chi ha dei cari seppelliti lì. Il membro dell'ACM che ha parlato di ciò ha detto di trovare questa iniziativa molto interessante.
Tuttavia in quel cimitero c'è qualcosa che manca.
Leggete questo articolo scritto sul giornale "Reggionline.com" ed intitolato "Nuovo cimitero di Albinea, polemiche: mancano i crocefissi".
Proprio così, in quel cimitero mancano le croci ed i crocifissi.
Le tombe sono tutte eguali e mancano i simboli religiosi.
Io trovo che questa "trovata" altro non sia che una manifestazione di puro relativismo che punta relegare la religione di una persona alla mera sfera privata.
Dalla persona che ha parlato di questa "trovata", ho sentito che al parroco di Albinea questa cosa non è piaciuta e che ha un po' contestato la cosa. Bene ha fatto il parroco a contestare ciò come fanno altrettanto bene i consiglieri comunali del Popolo della Libertà a dirsi contrari a questa manifestazione di relativismo.
Se una persona non vuole la croce, il crocifisso o qualsiasi altro simbolo della religione cattolica, deve essere libera di non metterlo.
Se una persona vuole mettere un simbolo di una religione diversa da quella cattolica (come una stella di Davide o una croce ugonotta) deve essere libera di metterlo.
Se una persona vuole sulla sua tomba il crocifisso o la statua della Vergine Maria oppure qualsiasi altro simbolo cattolico deve essere libera di metterlo. Io che sono cattolico voglio il crocifisso e la statua di Maria sulla mia tomba e voglio che questa sia fatta secondo il mio gusto e nessun Comune ha il diritto di impormi nulla.
Io trovo che sia sbagliata questa idea in cui tutto debba essere omololgato, idea che è tipica di una certa concezione politica a me estranea.
Bisogna tenere conto anche del fatto che qui in Italia ci sia una religione di maggioranza, quella cattolica. La vera laicità riconosce ciò. Infatti, la parola "laicità" deriva dal greco "laos", ossia popolo.
Ergo, la vera laicità riconosce anche alla religione una dignità pubblica.
Spero che nessuno abbia l'idea infelice di fare una cosa del genere qui nel mio Comune, Roncoferraro, in Provincia di Mantova. Ci sarebbe la mia contestazione e non solo.
Cordiali saluti.

SCIOPERO? UN ERRORE




Cari amici ed amiche.

Oggi, la CGIL ha deciso di fare uno sciopero generale. Io penso che non vi sia nulla di più deleterio in questo momento.
Un'iniziativa del genere è deleteria per molti aspetti.
Il primo aspetto è quello lavorativo.
Oggi bisogna lavorare tanto, vista la crisi che c'è.
Bisogna favorire le politiche dell'occupazione giovanile. Lo sciopero rischia di dare un messaggio contraddittorio.
Infatti, molti potrebbero pensare che se un gruppo di operai si prende il lusso di astenersi dal lavoro, vuole dire che questa crisi potrebbe non essere così grave.
Un'iniziativa simile rischia di dare questa idea, un'idea certamente sbagliata.
Inoltre, ha creato una grossa spaccatura nel mondo sindacale.
Un mondo sindacale così spaccato è incapace di interloquire con il resto della società.
A ciò va aggiunto anche il rischio di creare nuove tensioni nella società.
Questo è pericoloso. Quando vi è una crisi non si devono creare tensioni. Esse potrebbero portare a situazioni potenzialmente gravi. Serve la coesione e non la frantumazione.
E poi, c'è chi dice che chi critica chi cerca di fare capire che qui in Italia ci sono delle anomale.
A tale proposito, rileggete il mio articolo di ieri, quello intitolato "ITALIA PAESE DI MERDA, COMMENTO ALL'ARTICOLO DI RICKY FILOSA SU "ITALIA CHIAMA ITALIA" , che oggi potrete trovare anche su "Italia chiama Italia", con il titolo "Italia Paese di merda, Silvana Mangione rifletta". Ringrazio il direttore Ricky Filosa che ha pubblicato.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.