Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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domenica 22 maggio 2011

I MIEI AUGURI A FRANCESCA ALDERISI, PER IL SUO VIAGGIO A PHILADELPHIA

Cari amici ed amiche.

Vi invito a leggere l'articolo del sito "ProntoFrancesca" ed inititolato "Ci vediamo a Philadelphia".
Tra nove giorni, l' amica Francesca Alderisi sarà a Philadelphia (USA) e parteciperà ai vari festeggiamenti che si terranno in occasione delle commemorazioni della Repubblica italiana e dei 150 dell'Unità d'Italia.
Andrà, quindi, a sentire tutte le voci dei nostri connazionali lì residenti e che sono rappresentati dal console Luigi Scotto.
A Francesca faccio i miei miglior auguri.
E' giusto fare sì che i nostri connazionali all'estero abbiano maggiore visibilità qui in Italia.
Essi sono ambasciatori della nostra cultura e dei nostri valori.
Pensate alla cucina e alla letteratura, che sono note in tutto il mondo.
Pensate anche al modo di operare di noi italiani.
Abbiamo creatività e senso pratico.
Queste capacità ci sono riconosciute.
Giusto ieri stavo parlando con un signore che è stato all'estero.
Lui mi ha detto che gli operai tedeschi piuttosto che quelli americani sono bravi ma oltre a quello schema che è stato loro dato non vanno.
Gli operai italiani, invece, quando vedono qualcosa che va al di fuori dello schema, lavorano finiché quella non conformità non diventa un vantaggio.
Anche ciò indica la grandezza di un popolo.
Cordiali saluti.

sabato 21 maggio 2011

V DOMENICA DI PASQUA

Cari amici ed amiche.

Oggi è la V domenica di Pasqua.
Nelle nostre chiese, saranno letti i brani del libro degli Atti degli Apostoli (capitolo 6, versetti 1-7), del Salmo 32 (33), della lettera di Pietro (capitolo 2, versetti 4-9) e del Vangelo secondo Giovanni (capitolo 14, versetti 1-12).
Proprio il brano del Vangelo è la chiave di volta di tutta liturgia di oggi.
Qui, Gesù disse di essere la "via".
Tutto ciò, riassume il contenuto di questa liturgia.
Il brano del Vangelo recita:
"In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: "Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio ed abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: "Vado a prepararvi un posto"? Quando sarò andato, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove vado io conoscete la via".
Gli disse Tommaso: "Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?". Gli disse Gesù: "Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto".
Gli disse Filippo: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". Gli rispose Gesù: "Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: "Mostraci il Padre"? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io dico, non le dico da me stesso; ma il Padre che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: Io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo nelle opere stesse.
In verità, in verità vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che compio io e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.".
In questo brano, Gesù diede proprio l'indicazione della via della salvezza dell'uomo.
In un altro Vangelo, quello secondo Matteo (capitolo 7, versetti 13-14), Gesù disse:
"Entrate nella porta stretta perché larga è la porta e spaziosa è la via che mena alla perdizione, e molti sono quelli che entrano per essa. Stretta invece è la porta ed angusta è la vita che mena alla vita, e pochi sono quelli che la trovano.".
Queste parole indicano il modo in cui Gesù si ricongiunse al Padre, morendo sulla croce.
Quindi, quello del cristiano non è un cammino facile. E', però, un cammino che porta alla salvezza.
In un mondo come il nostro, in cui si cerca sempre di ottenere il risultato immediato e senza difficoltà, questo ragionamento è difficile da digerire.
Quello di Gesù è un messaggio scomodo.
Con la sua vita, egli lo dimostrò direttamente.
Egli non vinse mandando legioni di angeli o istigando i suoi discepoli contro i Romani ed i sacerdoti del Sinedrio.
Egli vinse facendosi crocifiggere e, quindi, attraverso un'accusa infamante (di un reato mai commesso) ed un supplizio.
Infatti, la crocifissione era una pena riservata a coloro che facevano gravi crimini.
Ora, il cristiano deve sapere questo.
Certo, ciò non vuole dire che ogni cristiano debba farsi ammazzare o mettere in croce.
Semmai, il cristiano deve fare delle rinunce.
In un mondo come il nostro, in cui ognuno vuole avere tutto e subito, un concetto simile è difficile da capire.
Però, quando un uomo ha ottenuto tutto quello che voleva, cos'ha ottenuto?
Niente!
Non ha ottenuto niente.
Anzi, vorrà ottenere sempre di più, anche quello che prima non voleva.
E così, questa persona non è più libera ma schiava della sua ingordigia.
Sarà sempre più preda del suo individualismo, cosa che contrasta con in Vangelo e Gesù stesso lo disse.
Quando egli disse "Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore" intendeva dire che con essere in comunione con Dio significa essere in comunione anche con il prossimo.
E' logico, quindi, che la salvezza non sia cosa solo di una singola persona e che il Paradiso non sia paragonabile ad un grosso condominio in cui vi sono tanti appartamenti ma che sia un luogo in cui ogni uomo potrà vivere in comunione con Dio e con il suo prossimo.
Credo che questo sia un concetto su cui riflettere.
Cordiali saluti.


IL CENTROSINISTRA E LE MOSCHEE






Cari amici ed amiche.

Il candidato sindaco di centrosinistra a Milano, Giuliano Pisapia, ha messo nel programma la realizzazione di una moschea.
Lo stesso vogliono fare anche altri candidati della stessa area politica in altre parti.
Io ritengo che quanto proposto dai succitati candidati non sia per nulla condivisibile.
In primo luogo, deve sorgere questo interrogativo.
Chi pagherebbe la moschea che si vuole fare costruire a Milano?
Se la realizzazione di questa moschea fosse pagata con soldi pubblici, sarebbe una cosa inaccettabile, anche perché molti sindaci (in particolare quelli di centrosinistra) accusano il Governo di affamare i Comuni che loro amministrano.
Sarebbe, quindi, un comportamento incoerente.
Inoltre, le moschee che si vogliono costruire da chi sarebbero dirette?
Sarebbero dirette da imam fondamentalisti?
In tal caso, la situazione potrebbe farsi pericolosa.
Quindi, si deve stare attenti!
Inoltre, va detta un'altra cosa.
Ci sono altre religioni che non hanno luoghi di culto sufficienti.
Un esempio è la Chiesa anglicana.
Noi abbiamo tante chiese vuote o sconsacrate.
Perché non affidare questi edifici a comunità cristiane non cattoliche, come gli ortodossi, i protestanti, gli anglicani ed i vetero-cattolici.
Potrebbero fungere da richiamo per i turisti che, magari, vogliono sposarsi o seguire le liturgie della loro religione nel nostro Paese ma che non hanno una chiesa vicina al luogo in cui soggiornano.
Ad esempio, qui a Mantova non mi risulta che vi siano chiese anglicane.
Mantova è una città molto ambita da turisti inglesi ed americani.
C'è proprio una discrarsia.
Coloro che si affannano a fare costruire una moschea non hanno la stessa solerzia nel proporre luoghi di culto per altre religioni, anche cristiane.
Inoltre, vorrei fare un appunto a quei membri del clero che guardano con tanto favore alla realizzazione di moschee.
A questi ultimi, vorrei dire che dialogare non significa essere buonisti.
Questi signori sono buonisti perché si dicono favorevoli alla costruzione di moschee, senza tenere conto delle problematiche che ho citato.
Da mantovano, non vorrei dovere vedere, un giorno, la Basilica di Sant'Andrea trasformata in moschea e con le mezzelune al posto delle croci, come mostra la foto qui sopra.
Questo è il rischio che corriamo.
Dialogare non deve significare "calarsi le brache", cosa che qualcuno ha inteso fare.
Il presidente Berlusconi ha ragione!
Cordiali saluti.

venerdì 20 maggio 2011

IL REGNO DELLE DUE SICILIE E LA PADANIA




Cari amici ed amiche.

Nella storia della nostra politica c'è un particolare molto singolare.
Questo particolare è il fatto che al Nord ci sia un partito che identifichi quella parte del nostro Paese, la Lega Nord, mentre al Sud un simile soggetto politico non c'è.
Questo è davvero strano poiché al Sud vi fu un'esperienza statuale unitaria, il Regno delle Due Sicilie, Stato nato nel 1816, dopo l'unione dei Regni di Napoli e di Sicilia.
Al Nord non ci fu questa esperienza.
Infatti, il Nord-Ovest era sotto i Savoia, con la Sardegna.
Il Nord-Est, compresa tanta parte della Lombardia era sotto il dominio austriaco.
L'Emilia era frammentata in ducati, come il Ducato di Parma. La Romagna era nello Stato Pontificio.
Quindi, il Nord era frammentato.
Il Sud, invece, aveva uno Stato unito.
Tra l'altro già da prima del 1816, di fatto, vi era uno la Stato che univa tutte quelle regioni comprese tra l'attuale Abruzzo e la Sicilia.
Infatti, re Carlo III di Borbone (1716-1788), assunse la corona siciliana nel 1735.
Quindi, al sud vi fu un'esperienza statuale preesistente a quella del Regno d'Italia, che fu fondato nel 1861.
Al Nord, questa esperienza non vi fu ma vi fu una vera e propria frammentazione.
Ora, viste le premesse, al giorno d'oggi sarebbe più pensabile che sia una Lega Sud e non una Lega Nord.
Come mai che tutto ciò non è avvenuto.
Proviamo a sviscerare l'argomento.
E' vero che in Sicilia e nel Sud vi fu un'esperienza statuale unitaria ma essa fu molto problematica.
Con il suo fiero carattere isolano e la sua storia, che la vide al centro di un grande regno, come quello normanno, la Sicilia mal sopportava i dettami provenienti da Napoli, la capitale del Regno delle Due Sicilie.
Questo favorì i piani piemontesi di annessione del Regno delle Due Sicilie. Mandando Giuseppe Garibaldi ed i "Mille" a Marsala, il Regno di Sardegna fece leva su questo malcontento e destabilizzò il Regno delle Due Sicilie. Ci furono parecchi siciliani che, sbagliando, videro nei garibaldini dei liberato.
I Piemontesi non fecero altro che usare questo pretesto per annettersi il regno duosiciliano nel 1861.
In seguito, però, la situazione si rivoltò contro i Siciliani e quei "liberatori" fecero una vera e propria spoliazione dell'isola e del Sud. Inoltre, massacrarono persone innocenti, come accadde a Bronte, nel 1860.
Anche nel Nord ci fu un processo analogo, in cui il Piemonte (Regno di Sardegna) fece leva sul malcontento verso l'Austria e i ducati.
Però, il Nord non visse quell'esperienza statuale simile a quella vissuta dal Sud.
Questo è un dato imprtantissimo anche per capire il seguito e la nascita della Lega Nord.
In pratica, il Nord si unì e fece unire anche l'Italia, con quel meccanismo discutibile che ho prima citato.
Infatti, prima di attaccare il Regno delle Due Sicilie, il Piemonte unì intorno a sé la Lombardia, l'Emilia, la Romagna, le Marche, l'Umbria e la Toscana.
Quindi, prima creò questo "blocco" e poi attaccò il Regno delle Due Sicilie.
In un certo senso, possiamo dire che in quel periodo nacque la "Padania" , ossia quella macro-regione che ha nel fiume Po (Padus) il suo baricentro, una grossa regione che promosse l'unificazione del nostro Paese.
Basti pensare che i "Mille" erano piemontesi, liguri, veneti, emiliani, toscani e lombardi.
Alcuni, come Giuseppe Nuvolari, erano di Roncoferraro, il mio Comune, in Provincia di Mantova.
Tra l'altro, avrei voluto proporre discussioni simili proprio durante la festa dei 150 anni di unità d'Italia che si tenne il 17 marzo scorso a Roncoferraro.
Non mi hanno ascoltato ma io continuerò a proporre una cosa simile.
Una volta unita l'Italia e presa anche Roma (1870), il Sud fu spogliato ma ciò non lo unì al suo interno.
Infatti, i particolarismi ed i localismi rimasero.
Il Nord divenne, quindi, trainante.
In pratica, l'esperienza risorgimentale unì il Nord e distrusse il Sud.
L'amministrazione fu centralizzata e la maggioranza dell'elite politica era settentrionale.
Quasi per un infame scherzo della storia, però, oggi è il Nord quella parte che sta pagando lo scotto di quel centralismo di cui fu artefice.
Sembra quasi che, dopo avere distrutto il Sud, il Nord si stia trovando in dovere di mantenere tutta l'Italia.
Da ciò, forse, la Lega Nord ha preso forza ed è diventata unificante per il Nord ma questa volta il Nord si è unito non contro il Sud o contro il Regno delle Due Sicilie contro il centralismo romano e questa unione è partita dal basso, dal popolo, e non dettata da poteri, massonerie e quant'altro.
Quel Nord che fu promotore di quel centralismo oggi ne mette in discussione le fondamenta.
Qui si ritorna al discorso della "Padania" che diventa unificante contro il malgoverno di Roma, un malgoverno che, specialmente negli anni della I Repubblica, fiaccò e spolpò le imprese del Nord.
Oggi ci troviamo con un Nord unito contro il centralismo.
Il Sud, al contrario, si sfaciò nei vari localismi.
La politica italiana dal 1861 spogliò il Sud ma non lo migliorò e né lo unifico al suo interno ma ne favorì la sua disgregazione sociale.
Un Sud disgregato fu più controllabile.
Oggi, l'Italia e, in particolare, il Nord stanno pagando il prezzo di quanto successe nel Risorgimento.
Anche per questo motivo, al Sud non c'è una "Lega" .
Possiamo dire che tutti noi (sia noi settentrionali che i meridionali) siamo vittime del Risorgimento.
Cordiali saluti.

TORINO MAGICA


Cari amici ed amiche.

Parliamo un po' di Torino, la città che fu capitale d'Italia dal 1861 al 1865.
Di questa città si può dire molto. E' nota la Mole Antonelliana come sono noti la Juventus, il Torino calcio, la F.I.A.T., il Parco del Valentino, la Basilica di Superga, i Santi sociali come San Giovanni Bosco, i Savoia e la Sindone.
Di questa città, si dice anche che sia magica.
Essa fu villaggio celto-ligure che venne poi sostuito da un "castrum" romano.
Ancora oggi, se si guarda la città dall'alto si nota la sua pianta a "scacchiera", tipica di tutte le città romane.
Nel XVI venne realizzata da Francesco di Giorgio Martini la "Cittadella", ossia una fortezza nella città, fortezza che resistette all'assedio da parte dei Francesi nel 1706.
Sotto la cittadella e la città, vi sono parecchi cunicoli.
Da qui nacquero molte leggende che parlano di una "Torino magica".
Infatti, secondo alcuni, le gallerie che si trovano sotto la città furono usate da alchimisti ed esoteristi per fare esperimenti alchemici e strani spostamenti.
Sempre secondo alcuni, pare che questa città si trovi su un punto che coincide con i vertici di due "Triangoli magici", il "Triangolo di magia bianca", ossia positiva, i cui vertici sono Torino, Lione e Praga, ed il "Triangolo di magia nera", ossia negativa, i cui vertici sono Torino, Londra, San Francisco.
Nel 1556, soggiornò nella città Nostradamus, che fu la città natale anche del noto sensitivo Gustavo Rol (1903-1994).
Inoltre, dal 1578, questa città ospita la più famosa reliquia che riguarda Gesù Cristo, la Sacra Sindone. La raffigurazione qui sopra è un santino che proviene da Torino.
C'è un vero e proprio "percorso magico" che tocca vari punti della città.
Uno di questi punti, è la Chiesa della Gran Madre di Dio. Questa chiesa neoclassica (che risale al 1814) è una chiesa mariana.
La sua architettura è simile a quella del Pantheon di Roma e di fronte ha due grandi statue, la Fede e la Religione.
Qui vi sono due cose particolari.
La Fede regge sulla mano sinistra un calice (il Santo Graal?) e la Religione ha una tiara papale posta alla base della sua sedia.
Ciò può essere dovuto al fatto che Torino fosse stata una città avversa alla Curia romana e massona.
Basti pensare anche a Cavour, che era un massone.
Anche nella chiesa stessa, secondo alcuni, ci sono cose particolari.
Pare, infatti, che sotto di essa ci sia una statua della Madonna con il Bambino che somiglia ad una raffigurazione della dea egizia Iside.
Un altro punto che secondo alcuni è "magico" è la Fontana Angelica.
Questa è una fontana costituita da due grandi statue maschili, l'Autunno e l'Inverno.
L'Autunno, giovane, è appoggiata ad una chiglia di una barca e nasconde nella sua mano una rosa un po' appassita.
L'Inverno è, invece, un uomo barbuto e corruciato che è appoggiato ad un tronco di quercia e che ha in mano un un otre a forma di ariete, poggiato su un'aquila con un'ala aperta.
Queste due raffigurazioni dovrebbero rappresentare Jachim e Boaz, i due guardiani dell'Infinito, secondo la massoneria.
Un altro punto che è definito "magico" è Piazza Statuto.
Secondo alcuni, questa piazza è il "cuore nero" di Torino, la porta dell'Inferno.
Al centro di essa vi è la Fontana del Frejus, che fu fatta da Marcello Passinera per ricordare la realizzazione del famoso tunnel.
Per alcuni, l'angelo in cima alla fontana rappresenta Lucifero.
La fama di questa piazza potrebbe derivare dal fatto che quel luogo fosse stato la zona del "castrum" romano in cui si eseguivano le condanne a morte ed è il punto più occidentale.
Un altro punto "magico" ma questa volta positivo è Piazza Castello, vicino al Palazzo Reale e alla Cattedrale di San Giovanni Battista, luogo che ospita la Santa Sindone.
Questo è il "cuore bianco" di Torino.
Ci sono tanti altri luoghi e monumenti che, secondo alcuni, sono "magici".
Del resto, secondo certe tradizioni esoteriche, il fatto che si trovi nella confluenza di due fiumi, il Po e la Dora Baltea, conferisce a Torino particolari energie.
Infatti, lsecondo alcuni, le confluenze dei fiumi sono punti di particolare energia.
Per saperne di più, vi invito a consultare il sito http://www.pianetatorino.it/torino_magica.htm.
Come molti, io ritengo che questa fama di "città magica" fosse dovuta al fatto che per lungo tempo Torino fosse stata una città massona ed anticattolica.
Del resto, ci sono altre città simili, come, ad esempio, Edimburgo (in Scozia), i cui sotterranei sono famosi, poiché videro le azioni del National Covenant e la peste (come la zone del Mary Kings close) e perché sono ritenuti infestati dai fantasmi, la mia città, Mantova, città che tra l'altro ospita il Preziosissimo Sangue di Cristo e della quale sono stati scoperti i sotterranei, e Napoli, con i suoi sotterranei e la cappella di San Severo.
Io credo che le leggende possano essere uno spunto per favorire il turismo ma che, a tempo stesso, vadano prese con le giuste precauzioni.
Termino questo articolo, con una mia poesia che potrete leggere, seguendo il link http://italiaemondo.blogspot.com/2010/01/preghemu-san-michele-in-la-chjesa-di-la.html.
Io preferisco una buona preghiera.
Cordiali saluti.

giovedì 19 maggio 2011

RONCOFERRARO, LO SPECCHIO DI UNA PROVINCIA IN DECLINO


Cari amici ed amiche.

Ieri, ero andato alla "Festa del Pesce", festa di paese che si tiene ogni anno qui a Roncoferraro, in Provincia di Mantova. In quella festa ci sono stand gastronomici, con degustazioni di risotto alla pilota (la cui ricetta può essere letta, seguendo il link http://ricette.giallozafferano.it/Riso-alla-pilota.html), di risotto con la "psina", di carni e di polenta alla griglia, di pesce fritto e quant'altro. Vi sono anche giostre e bancarelle.
Essa è iniziata ieri e finirà domenica.
Ho trovato desolante il fatto che ieri non ci fosse stata tanta gente e ogni anno sono sempre meno le persone che partecipano a quella festa.
Non c'era nemmeno una bancarella e le tensostrutture in cui vi sono le degustazioni avevano molti posti vuoti.
Le bancarelle vengono allestite solo nel week end.
C'era anche un banchetto elettorale che faceva la propaganda per il candidato di centrosinistra Alessandro Pastacci.
Non ci è andato nessuno e nessuno si è fermato a prendere i volantini e ad ascoltare coloro che parlavano del programma di Pastacci.
Da sostenitore di Gianni Fava, trovo ciò positivo.
A parte questo, il panorama della festa è stato desolante e dimostra l'immobilismo che regna nel Comune di Roncoferraro.
Ora, da 2006 in poi, le giostre vengono collocate nel terreno che si trova di fronte alla Casa di Riposo "Antonio Nuvolari".
Questo spostamento è stato determinato dal fatto che l'anno precedente fosse stata ripavimentata la Piazza Corte Grande, su cui furono fatte due aiuole. Ciò ridusse di molto lo spazio della piazza stessa.
Il fatto che oggi le giostre vengano messe sul terreno adiacente all'istituto geriatrico è un problema.
Le giostre hanno casse con musiche a volume elevato ed oltre una certa ora devono chiudere, per non disturbare le persone ricoverate nell'istituto.
Questo determina un minore afflusso di persone.
Inoltre, anche il fatto che le bancarelle siano presenti solo nel week end è problematico.
Io penso che una persona che partecipa ad un simile evento non vada lì solo per mangiarsi un buon piatto di risotto o per portare i figli alle giostre ma anche per vedere le bancarelle, altri stand o per ballare il "ballo liscio".
Ora, mancano le bancarelle, mancano gli stand e manca anche l'orchestra per fare ballare la gente.
In pratica, la "Festa del Pesce" è ridotta alla sola Piazza Corte Grande, ove ci delle tensostrutture in cui la gente possa mangiare quello che ha prenotato, uno stand che ha la funzione di bar e le cucine che sono collocate in una delle due barchesse dell'antichissima Corte Grande, che potete vedere nella foto qui sopra.
Questo è un problema.
In primo luogo, lo stand non riesce ad attirare i clienti perché lì vicino, nell'altra barchessa di Corte Grande, vi è un bar-pasticceria.
Inoltre, vi è il problema della tensostruttura e della pavimentazione della piazza che si sta letteralmente sgretolando.
Infatti, la pavimentazione della piazza è fatta di mattoni e fu fatta nel 2005, con una grande spesa da parte del Comune.
Quindi, la festa si svolge in un ambiente che, a mio modesto parere, è inadeguato.
Ora, in altri Comuni, come Castel d'Ario, Villimpenta ed Isola della Scala (in Provincia di Verona), vi sono delle strutture idonee in cui svolgere questi eventi.
Vi invito a consultare il sito della "Fiera del Riso" di Isola della Scala che è http://www.fieradelriso.it.
Lì c'è un'organizzazione che qui a Roncoferraro ci sognamo. Lo stesso discorso vale per Castel'd'Ario e Villimpenta.
Una parte della responsabilità di questa situazione è del Comitato delle Manifestazioni che, forse, dovrebbe promuoversi in un'altra maniera (magari con un sito internet) e deve cercare di attirare i giovani.
L'altra parte della responsabilità di ciò è sicuramente del Comune che non ha fatto fare le strutture idonee.
Ad esempio, se facesse una zona attrezzata in cui fare eventi simili alla "Festa del Pesce", le cose andrebbero in modo molto diverso.
Ci sono delle aree, come quella vicino al campo sportivo, che, attrezzate in modo adeguato, potrebbero ospitare le cucine in cui si fanno le pietanze, la tensostruttura, lo stand-bar e le giostre.
Piazza Corte Grande potrebbe, quindi, ospitare l'orchestra per fare ballare il ballo liscio.
Le bancarelle potrebbero essere collocate in centro, in Piazza Dall'Oca, e fatte venire per tutta la durata della festa.
Nell'area che si trova di fronte all'istituto geriatrico si possono fare parcheggiare le auto.
Ma ci vuole tanto per capire le cose?
Se fosse fatto sulle strutture adeguate e gestito in un'altra maniera, un evento come la "Festa del Pesce" sarebbe molto redditizio per il Comune.
Questo aiuterebbe molto il turismo.
Purtroppo, questo Comune ha una visione miope.
Lo dimostra anche la questione del supermercato di fronte al cimitero, di cui tutti parlano ampiamente.
Vi cito ad esempio, il Circolo "Nuove Prospettive per Roncoferraro", che, tramite l'ingegnere Ettore Alessi, ne ha parlato in modo ampio. Potete leggere l'articolo sul suo blog, seguendo il link http://prospettiveperroncoferraro.blogspot.com/2011/05/presentazione-circolo-e-lettera-sul.html.
Ne hanno parlato anche i ragazzi dell'Associazione Civica Mantovana. Seguite il link http://www.associazionecivicamantovana.it/acmprovinciale/index.php/comitato-di-roncoferraro.
Andate nel sito del Comitato di Roncoferraro, alla voce "Promozione del territorio".
Ne ha parlato la Lega Nord. Vi basta seguire il link http://www.leganordmantova.org/TEMPL_docs_vis_public.asp?IDLivello1=120&IDLivello2=520&IDInfo=988.
Anche la "Gazzetta di Mantova" ha parlato di ciò.
Vi basta seguire il link http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2010/11/19/news/un-supermercato-accanto-al-cimitero-2780459.
Ne ho parlato anch'io.
Vi basta leggere l'articolo, seguendo il link http://italiaemondo.blogspot.com/2011/03/roncoferraro-mantova-serve-il-popolo.html.
Roncoferraro rappresenta in piccolo quello che è la realtà mantovana di oggi, una realtà dominata dall'immobilismo causato da una cattiva politica.
Cordiali saluti.

AMBASCIATA ANP A ROMA? E' UNA PROPOSTA NON CONDIVISIBILE!

Cari amici ed amiche.

Vorrei discutere la recente proposta del nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (nella foto), di fare aprire un'ambasciata dell'Autorità Nazionale Palestinese a Roma.
Pur rispettando il presidente Napolitano, non condivido questa sua proposta.
Non c'è uno Stato palestinese e quindi non può esserci un'ambasciata.
In primo luogo, va garantita la sicurezza dello Stato di Israele.
Se non si garantisse la sicurezza e l'integrità dello Stato israeliano, ogni altro discorso sarebbe inutile.
Tra l'altro, i Palestinesi sono divisi tra le fazioni più moderate e quelle più integraliste. Ora se si formasse questo Stato, ci sarebbe il rischio che esso sia guidato da fazioni fondamentaliste, con rischi seri per Israele.
Se non si tenesse conto anche di ciò, ogni discorso sarebbe, praticamente, inutile.
Quindi, trovo che la proposta del presidente Napolitano non sia condivisibile.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.