Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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mercoledì 11 maggio 2011

HAPPY BIRTHDAY ISRAEL!





Cari amici ed amiche.

Oggi, è il 63° anniversario della nascita dello Stato di Israele.
Con questo articolo, mi voglio rivolgere, in particolare, agli amici israeliani ed ebrei.
Bisogna ricordarsi dell'odio nazista che uccise tante persone innocenti.
Molti degli ebrei che si trovavano in Germania e negli altri Paesi europei furono costretti a scappare dalla furia nazista, una furia che fu contro Dio e di cui ogni uomo deve vergognarsi.
Quegli ebrei ritrovarono la loro casa, quella casa che dovettero abbandonare nel 70 A.D, a causa di un altro episodio di barbarie.
Essi furono dei pionieri che vollero costruire uno Stato in cui potessero vivere in pace.
Questo Stato è lo Stato d'Israele, che nel Medio Oriente è l'unica realtà democratica e laica in cui una persona che non professa la religione maggioritaria non corre il rischio di essere perseguitata, l'unico Stato in cui parlare di scienza non è certamente un tabù e l'unico Stato in cui vi è libertà di parola.
Che Dio benedica Israele!
Agli amici ebrei, voglio dire che insieme (per l'appunto loro e noi cristiani) possiamo, anzi dobbiamo, collaborare per fare sì che ci sia un mondo migliore.
Dio stesso, quell'unico Dio loro e nostro, lo vuole.
Un cristiano che si dice antisemita non può essere definito "cristiano".
Infatti, un cristiano che odia gli ebrei non merita di essere definito tale perché fa "carta straccia" dell'Antico Testamento (che è sacro anche agli ebrei) e, di fatto, odia Gesù, che storicamente era un ebreo.
Pensate ci sono certi "signori" che dicono che gli ebrei sono satanisti.
Questi "signori" (perché non possono essere chiamati in altro modo) dicono una cosa grave!
Se gli ebrei sono satanisti vuole dire che siamo satanisti anche noi, che crediamo in Gesù che, storicamente era un ebreo.
Queste persone bestemmiano, anche contro lo Spirito Santo.
Nel Vangelo secondo Marco, Gesù disse:
"Ma colui che avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non avrà remissione in eterno ma sarà reo di peccato in eterno.".
Di fatto, chi paragona il Giudaismo al satanismo, paragona Dio a Satana.
Quindi, insulta anche quei profeti (che sono anche di noi cristiani) che furono tale grazie allo Spirito Santo.
I veri satanisti sono proprio quelli che insultano gli ebrei.
Quindi, è ora di riflettere!
Certo, tra noi cristiani e gli ebrei non ci furono sempre dei buoni rapporti ma spesso il motivo religioso era usato strumentalmente per altri fini, che con Dio non avevano nulla a che fare.
Il nazismo fu esplicitamente contro Dio. Durante il viaggio in Regno Unito (16-19 settembre del 2010), il Santo Padre, Papa Benedetto XVI, definì il nazismo "una negazione di Dio".
Quei cristiani che appoggiarono il nazismo fecero una grave apostasia.
I veri anticristi sono coloro che sostengono le teorie negazioniste (quelle teorie che negano la Shoah) e, di riflesso, coloro che odiano Israele per la sua matrice ebraica.
Vi invito a leggere anche certi commenti scioccanti all'articolo intitolato "Vittorio Arrigoni? Non va incensato!"
Come ho già detto, noi cristiani dobbiamo collaborare con i nostri "fratelli maggiori" ebrei per fare sì che ci sia un mondo migliore.
A definire gli ebrei nostri "fratelli maggiori" fu il grande Beato Giovanni Paolo II.
Chi odia gli ebrei e dice di volere vedere Santo quel grande Papa si comporta in modo incoerente.
Termino, invitando tutti a leggere questa mia poesia, seguendo il link http://italiaemondo.blogspot.com/2010/01/shema-israel.html.
Dobbiamo riflettere, tutti noi.
Cordiali saluti

LA STORIA DELLA LASAGNA





Cari amici ed amiche.

Come credo che abbiate notato, ho modificato il nome del blog. Questo è un blog dedicato anche agli italiani all'estero ed è letto anche in altri Paesi.
Così, accanto al nome "Italia e mondo", ho messo anche la sua versione in inglese e quella in spagnolo.
Ora, la nostra cucina è nota in tutto il tutto il mondo.
Voglio farvi vedere una cosa. Visionate questo filmato che ho preso da Youtube.
In questo filmato vi è uno spezzone della trasmissione "Kitchen Nightmares U.S.A", trasmissione che è condotta dal noto chef Gordon Ramsay ,che conduce anche l'altra nota trasmissione, "Hell's Kitchen".
Nella voce "Link preferiti" di questo blog, potrete trovare anche quello del suo sito che è http://www.gordonramsay.com.
In questa trasmissione, il noto chef scozzese cercherà di salvare dei ristoranti sull'orlo del fallimento, affrontando l'arroganza dei cuochi, il disgusto verso cibi non proprio invitanti e la sporcizia. Il tutto deve avvenire entro una settimana.
Nel giorno dell'arrivo, Ramsay entra nel ristorante, ove pranzerà e conoscerà i cuochi e lo staff. Giudicherà poi i cibi serviti. Nel secondo giorno, ispezionerà le dispense e le cucine.
Nel terzo giorno cambierà i menù. Nei giorni seguenti modificherà il ristorante e lo farà aprire fino a che non torni al successo.
In questo filmato si vede anche il momento in cui Ramsay propone il nuovo menù che include le lasagne.
Guardate un po' come le fa.
Se notate bene, lui mette la ricotta al posto della besciamella.
Qualcuno, qui, potrebbe storcere il naso. In realtà, quello che ha fatto Ramsay non è sbagliato.
In Sicilia, infatti, la ricotta viene spesso usata al posto della besciamella.
Dovete pensare, infatti che la lasagna è un piatto antichissimo. Al tempo di Cicerone (106 B.C.-43 B.C.) esisteva un piatto chiamato "lagana".
Il filosofo romano amava particolarmente questo piatto che, per la sua morbidezza, poteva gustare anche quando fu anziano.
Ora, la lasagna classica che noi conosciamo è quella alla bolognese.
La sua ricetta di questo noto piatto di pasta può essere letta, seguendo il link http://www.cibo360.it/cucina/mondo/lasagne_alla_bolognese.htm.
Esistono delle varianti.
In Veneto, al posto del ragù di carne, si usa il Radicchio rosso di Treviso.
In Liguria, ove vi è una cucina molto "verde", in quanto basata sulla verdura, viene fatta una lasagna preparata con il celebre pesto alla genovese, la nota salsa fatta con basilico, aglio, sale, pinoli, formaggio Parmigiano-Reggiano ed olio d'oliva, al posto del ragù di carne e senza la besciamella.
Nelle Marche vi è una lasagna particolare chiamata "Vincisgrassi".
Un cuoco maceratese del XVIII secolo, un tale Antonio Nebbia, parlò di una lasagna chiamata "Princisgrass", chiamata così in onore del generale austriaco Windisch Graetz che nel 1799 combatté contro Napoleone.
Nebbia scrisse:
"Prendete una mezza libbra de presciutto, facetelo a dadi piccoli, con quattr'once di tartufari fettati fini; da poi prendete una foglietta e mezza di latte, stemperatelo in una cazzarola con tre once di farina, mettetelo in un fornello, mettendoci del presciutto, e tartufari, maneggiando sempre fino a tanto che comincia a bollire, e deve bollire per mezz'ora; da poi, vi metterete mezza libra di pana fresca, mescolando ogni cosa per farla unire insieme; da poi fate una perla di tagliolini; stendetela non tanto fina e tagliatela all'uso dei mostaccioli di Napoli, non tanto larghi, cuoceteli con la metà di brodo e la metà di acqua, aggiustati con sale; prendete il piatto che dovete mandare in tavola: potete fare intorno al detto piatto un bordo di pasta a frigé per mantenere in esso piatto la salsa, acciocché non dia fuori quando lo metterete in forno, mentre gli va già fatto un poco di brulì; cotte che avrete le lasagne, cavatele ed incasciatele con formaggio parmiggiano e le andrete aggiustando nel piatto sopraddetto, con un solaro de salsa, de butirro e formaggio e l'altro de lasagna slargate: e così andrete facendo per fino a che avrete terminato di empire il detto piatto; bisogna avvertire che al di sopra deve terminare la salsa con butirro e formaggio parmiggiano, mettetelo in forno per fargli fare il suo brulì...".
Questa fu la prima volta che si parlò di "Vincisgrassi".
Queste lasagne sono simili a quelle bolognesi ma da queste differiscono per la presenza di regaglie di pollo, di animelle, di cervella e di midollo bovino.
Vi può essere anche il tartufo. Si sà, Acqualagna (in Provincia di Pesaro-Urbino) è zona di tartufi.
In Abruzzo vi è una variante delle lasagne, il Timballo, che per ovvie ragioni (mio padre è abruzzese) conosco molto bene.
In questo piatto, la pasta è sostituita dalle crespelle, una sorta di crepes, nel cui impasto vi è l'acqua al posto del latte. C'è anche chi usa la crepe classica.
Nel ripieno, oltre al ragù di carne e alla mozzarella, vi sono delle polpettine di carne, uova sode a pezzetti, piselli ed i carciofi.
La ricetta può essere trovata, seguendo questo bel link, http://timballo.blogspot.com/search/label/timballo.
Anche in Campania, vi è una variante della lasagna "arricchita". Oltre ai soliti ingredienti e alla ricotta al posto della besciamella, vi sono anche delle polpettine di carne fritte, pezzi di uova sode e formaggi semi-duri, come il caciocavallo.
Un piatto simile è presente anche in Sicilia. Ovviamente, conosco molto bene ciò, visto che sono di origini siciliane, per parte di madre.
Vi sono anche le lasagne verdi, la cui pasta viene preparata con l'aggiunta di spinaci.
Oggi, questo piatto è famoso in tutto il mondo.
La cucina italiana è nota in tutto il mondo. Noi dobbiamo valorizzarla. E' parte della nostra cultura.
Cordiali saluti.

martedì 10 maggio 2011

SAVIANO E SOCI, IL COMMENTO DELL'ONOREVOLE STRACQUADANIO E DEL SENATORE QUAGLIARIELLO





Cari amici ed amiche.


Venerdì sera, avevo visto uno spezzone della trasmissione "Potere" di Lucia Annunziata.
Lo spezzone di questa trasmissione è visibile in questo video da me scaricato da Youtube.
In quella puntata di quella trasmissione si è parlato di populismo.
Trovo interessanti i commenti fatti dall'onorevole Giorgio Stracquadanio, parlamentare del Popolo della Libertà e direttore de "Il Predellino", e dal senatore del Popolo della Libertà Gaetano Quagliariello.
Concordo con l'onorevole Stracquadanio riguardo a Roberto Saviano (nella foto).
Per l'onorevole Stracquadanio, Saviano si pone come una persona che vede sé stesso e coloro che la pensano come lui come "puri ed onesti" mentre gli altri come criminali.
L'onorevole ha paragonato Saviano al gerarca nazista Jospeh Goebbels.
Io lo paragonerei a Julius Streicher, più che a Goebbels.
Come Streicher istigava all'odio razziale contro gli ebrei, evocando scenari demoniaci ed apocalittici, Saviano istiga alla divisione tra quelli che secondo lui sono "buoni", coloro che stanno dalla sua parte, ed i "cattivi", tutti gli altri. E' un atteggiamento manicheo.
Io trovo che questo sia un atteggiamento pericoloso.
Infatti, esso porta ad una contrapposizione dura, in cui chi è contro l'ideologia di Saviano è un mafioso o una persona vicina alla mafia, quindi da abbattere.
Anche su Michele Santoro, concordo con l'onorevole Stracquadanio.
L'onorevole ha paragonato Santoro ad un santone e la trasmissione "Annozero" ad una liturgia in cui vi è una "vittima sacrificale", una Messa cantata.
In quello che dice Santoro vi è il giacobinismo allo stato puro.
In effetti, nel giacobinismo vi è un'idea di giustizialismo, che va ben al di là di una sana voglia di legalità.
Durante, il "Terrore" instaurato in Francia nel 1793 da Robespierre, molti oppositori, visti come "criminali" e "nemici della Rivoluzione" vennero uccisi nei modi peggiori. Ad esempio, le persone vennero cannoneggiate o fatte annegare nella Loira con le "noyades". Santoro ha lo stesso atteggiamento. Lui si presenta come "angelo vendicatore".
Se qui in Italia ci fosse una rivoluzione simile, lui sarebbe come Robespierre ed il suo compare Marco Travaglio come Saint Just o Hebert.
Su Nanni Moretti, concordo con quanto detto dal senatore Quagliariello.
Moretti non può essere definito un "populista". Infatti, non si può urlare in piazza un giorno e dire: "non perdiamoci di vista.".
Se devo dare un mio parere, quella di Moretti sembra più una sceneggiata da film.
Concordo con il senatore Quagliariello anche quando afferma che Saviano, Santoro e Moretti non amano il popolo ma ritengono che esiste un "popolo bue" contro il quale si deve reagire. Molto spesso, però, essi escono dai canoni della democrazia.
Ciò è vero!
Infatti, la democrazia si fonda anche sul rispetto tra persone ed idee.
Quando l'altro, chi ha un'idea diversa, viene visto come un nemico di abbattere, non c'è più la democrazia.
Su Beppe Grillo, concordo l'onorevole Stracquadanio.
Da uomo di spettacolo qual è, Grillo riempie le piazze ed eccita le folle al momento ma poi si "spegne".
E' una sorta di "fuoco di paglia".
Intanto, nel momento in cui il comico genovese fa da oratore, c'è un un forte giro di business.
Ora faccio una mia considerazione.
Le analisi dell'onorevole Stracquadanio e del senatore Quagliariello sono condivisibili.
La sinistra è animata da queste persone, come da Nichi Vendola e da Antonio Di Pietro.
Purtroppo, queste persone sono ben lontane dal pensiero di una sinistra moderna ed occidentale, tipo il Labour britannico o il Partito Democratico USA.
Questo deve fare riflettere tutti.
Una sinistra di questo tipo non fa bene alla democrazia.
Come ho scritto prima, la democrazia si fonda anche sul rispetto tra persone.
Cordiali saluti.

IL CAPITALISMO? NON E' CONTRO IL CATTOLICESIMO!


Cari amici ed amiche.

Secondo lo storico Max Weber (1864-1920), il capitalismo è correlato al protestantesimo.
Anche certi pensatori cattolici, in chiave certamente polemica, ritengono che il capitalismo sia legato alla riforma.
Secondo Weber, il capitalismo si diffuse prima nei Paesi in cui si stabilì la Riforma, come la Svizzera, i Paesi Bassi, la Scozia e l'Inghilterra.
In realtà, le cose sono molto diverse.
Già Thomas di Chobahm, ecclesiastico inglese del XIII secolo, faceva discorsi inerenti al capitalismo.
Nel suo "Manuale di confessione", scrisse:
"Vi sarebbe una grande mancanza in molti Paesi se i mercanti non portassero ciò che abbonda in luogo in un altro dove queste stesse cose mancano. Perciò possono a buon diritto ricevere il prezzo del loro lavoro.".
Nel XIII secolo, l'Inghilterra era cattolica.
Anche la Lega Anseatica (che si formò nel tardo Medio Evo) fu un abbozzo di capitalismo. I mercanti dell'Europa centro-settentrionale iniziarono a formare società per potere commerciare nei Paesi stranieri.
Questi Paesi non erano cattolici?
Il protestantesimo risale al XVI secolo.
Inoltre, le grandi famiglie di banchieri, nacquero in ambito cattolico. I cavalieri dell'Ordine Templare furono dei banchieri. Vi invito a rileggere l'articolo intitolato "Papa Celestino V e la missione di Loreto".
Nel Basso Medio Evo vi erano anche le famiglie grandi banchieri come i Peruzzi ed i Bardi di Firenze.
Queste erano famiglie cattoliche.
Inoltre, proprio nel XVI, quando ci fu l'avvento della Riforma protestante, le famiglie di banchieri, come quella dei Fugger, rimasero cattoliche.
Quindi, non è vero che il capitalismo sia un prodotto del protestantesimo.
Esso rispecchia i canoni del Cristianesimo tout court, sia esso cattolico o protestante.
Il capitalismo non dipende dal protestantesimo.
Quindi, certi detrattori del capitalismo farebbero bene a studiare la storia.
Oltretutto, tra di loro vi sono coloro che, come i comunisti e i nazisti, non hanno nulla di cristiano.
Anzi, questi sono anticristiani, per non dire satanisti.
Sul piano ideologico, il comunismo è satanico come lo è il nazismo.
Tra l'altro, tra di loro vi è chi sostiene che il capitalismo è il mezzo con cui gli ebrei punterebbero a conquistare il mondo.
Sono i classici "teorici del complotto" che si ergono a difensori della cristianità ma che, in realtà e spesso per ignoranza, appoggiano idee che (come il nazismo) non hanno nulla di cristiano.
La storia dice che il capitalismo non è contro il cattolicesimo.
Del resto, la dedizione al lavoro fa parte della giusta morale umana.
Invito tutti a leggere alcuni scritti di San Paolo, come un passo della II lettera ai Tessalonicesi (capitolo 3, versetto 10) che è più che esplicito.
Cordiali saluti.

lunedì 9 maggio 2011

AMMINISTRATIVE, CONTINUIAMO LA NOSTRA OPERA!

Milano 15-16 Maggio
www.forzasilvio.it

Cari amici ed amiche.

Domenica 15 e lunedì 16 maggio ci saranno le elezioni amministrative.
Ci saranno delle tornate interessanti.
Tra queste, cito, ovviamente, le elezioni comunali di Milano.
Qui, i due principali competitors saranno l'attuale sindaco, Letizia Moratti, e l'esponente di Sinistra, Ecologia e Libertà (che è retto anche dal Partito Democratico e da altre liste di centro sinistra) Giuliano Pisapia.
Ora, vorrei fare delle considerazioni a riguardo.
Io ritengo che l'attuale sindaco Moratti abbia governato bene la sua città.
Tra l'altro, insieme al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, contribuì a portare a Milano l'EXPO 2015.
Per una capitale economica, qual è Milano, questo è molto importante.
Avere l'EXPO significa avere prospettive di fare crescere l'impresa a Milano e nel resto d'Italia.
Pisapia cosa propone?
Immaginate cosa succederebbe se a Milano vincesse il centro sinistra.
Con Pisapia ci sarebbe una Giunta incapace di gestire la situazione.
Infatti, per sua natura, la sinistra massimalista (a cui fa riferimento Pisapia)
non è avvezza a simili eventi che vede come "manifestazioni dell'imperialismo".
Anzi, ci sarebbe il rischio di trovarsi con una Giunta spaccata in cui potrebbero esserci dei suoi consiglieri ed assessori che, durante l'EXPO, si troverebbero a manifestare contro lo stesso evento.
Inoltre, non sarebbe capace di prendere decisioni strategiche, come quelle sulle infrastrutture, perché dentro di sé ha componenti che favoriscono il fenomemo del "NIMBY" che genera immobilismo.
Va tenuto conto anche di un'altra cosa.
A tale proposito, vi invito a visionare il video qui sopra, video che ho trovato nella newsletter del sito "Forzasilvio.it" e che ho qui riportato.
Infatti, la Giunta Moratti non ha alzato le tasse comunali.
Se dovesse vincere Pisapia, le tasse salirebbero.
Basti pensare che un'eventuale Giunta di Pisapia farebbe sicuramente uno "spoil system" in tutto il sistema burocratico del Comune.
Quindi, per mettere dipendenti vicini all'area di centro sinistra, il Comune di Milano (sotto la guida di Pisapia) sarebbe costretto a spendere soldi pubblici.
Inoltre, riguardo alla questione dell'immigrazione, il centro sinistra è sempre stato buonista.
In una città come Milano, che ha dei problemi dovuti al sovraffollamento di certe aree e all'aumento di criminalità causata da immigrati, una politica come quella proposta dal centro sinistra sarebbe deleteria.
Un'altra piazza importante è Napoli.
Riguardo alle elezioni che ci saranno a Napoli, voglio esprimere la mia solidarietà al candidato di centro destra Gianni Lettieri, che è stato aggredito da un branco di facinorosi dei centri sociali.
E' stato un fatto gravissimo!
Negli ultimi anni, il capoluogo partenopeo non è stato amministrato bene, specie per quello che riguarda la ben nota questione dei rifiuti.
L'attuale Giunta del sindaco Rosa Russo Jervolino ha dimostrato incapacità nel gestire la questione, anche per divisioni interne.
Una città come Napoli, che ha un potenziale enorme, merita un'altra amministrazione.
Tra l'altro, a sinistra vi è una bella confusione sul candidato che dovrà competere con Lettieri.
Nel centro destra, vi è la buona notizia dell'appoggio a Lettieri da parte di Enzo Rivellini, già coordinatore di Futuro e Libertà per l'Italia che, però, è in disaccordo con la linea del suo leader Gianfranco Fini e ha lasciato il partito.
In fine, non posso non parlare della Provincia di Mantova, soprattutto per quello che riguarda il mio Comune, Roncoferraro.
Il centro sinistra ha candidato nel collegio il sindaco di Roncoferraro Candido Roveda.
Ora, Roveda era stato candidato anche nel 2006 ed era stato eletto.
Aveva promesso che avrebbe rimesso a posto le strade e invece non ha fatto nulla.
Rileggete gli articoli intitolati "Provincia di Mantova, servono strade nuove", "Roncoferraro, ancora il problema della SP33" e "Roncoferraro, le strade vanno a pezzi".
Inoltre, il Comune di Roncoferraro (che ha un'importante posizione strategica) è oggi marginale. Nella frazione di Governolo ha un porto fluviale che è fermo, una "cattedrale nel deserto".
Nel 2010, lanciai un'idea di come utilizzare il porto di Governolo, nell'articolo intitolato
"Una nuova via per Ostiglia, una greenway da Mantova a Governolo".
Roveda non ha valorizzato il nostro Comune.
Questo è un motivo in più per non votare Alessandro Pastacci, il candidato del centro sinistra.
Queste sono solo alcune delle più importanti elezioni amministrative.
Da uomo di centro destra, spero che vinca la comapagine politica a cui io faccio riferimento.
Il centro sinistra non ha fatto bene a molte delle realtà che ha amministra o che tuttora amministra.
Cordiali saluti.




PRESIDENTE BERLUSCONI vs P.M., IL COMMENTO

Cari amici ed amiche.

Il presidente Berlusconi ha espresso una critica sulla Magistratura e subito si è sviluppato il solito vespaio di polemiche.
Vorrei fare un breve commento a riguardo.
Quando esprime commenti sulla Magistratura e, in particolare, sui Pubblici Ministeri (i P.M.), il presidente Berlusconi si riferisce solo a quei magistrati che tendono a sconfinare e che, anziché fare il mestiere che a loro compete, fanno politica e puntano a fare pressione sulla sfera politica.
Purtroppo, questo è un problema reale e va risolto con una buona riforma della giustizia.
Qui è rischio la stessa impalcatura democratica dello Stato.
Dopo quello che successe all'inizio degli anni '90, in cui il mondo politico fu travolto dallo scandalo di "Tangentopoli", la politica di oggi è più debole.
Ora, che il ceto politico di allora non fosse stato immacolato è vero ma è vero anche che oggi la politica è molto più debole e quella stessa magistratura che si eresse a "difensore della moralità" abbia acquistato un peso tale da inficiare l'azione della politica stessa che viene, di fatto, annientata da certe azioni giudiziare molto discutibili e fondate su prove farraginose ed inconistenti e che si concludono con l'assoluzione della persona colpita da esse, dopo un lungo ed umiliante processo (anche mediatico) a cui quest'ultima viene sottoposta.
E' saltato l'equilibrio tra politica e magistratura.
Questa situazione mette a rischio la democrazia.
Quindi, il presidente Berlusconi sta difendendo solo le prerogative della politica che è espressione della democrazia, in quanto formata da organi elettivi, come il Parlamento.
La Magistratura non è un organo elettivo.
Con questo, però, il presidente Berlusconi non ha attaccato la Magistratura tout court.
Infatti, ci sono tanti giudici che lavorano seriamente e che fanno il proprio dovere, senza troppe manie di protagonismo.
Quindi, smettiamola con le ipocrisie!
C'è un problema e va risolto.
Cordiali saluti.

domenica 8 maggio 2011

EXPO 2015, COSA FARA' MANTOVA?

Cari amici ed amiche.

Nel 2015, a Milano, ci sarà l'EXPO.
Prendo spunto da questo articolo dell'Associazione Civica Mantovana, che potete leggere, seguendo il link http://www.associaziocivicamantovana.it/acmprovinciale/attachments/180_GazzettaExpo.pdf per fare una considerazione riguardo alla questione della Provincia di Mantova.
Non concordo con tanta parte di quanto scritto nell'articolo.
Infatti, io penso che l'EXPO possa essere una grande opportunità di rilancio della nostra provincia.
Ora, sorge una domanda.
Ad oggi, la Provincia di Mantova è in grado di cogliere queste opportunità?
La risposta è no!
Rispetto alle altre province lombarde, quella di Mantova è molto indietro.
Non ha infrastrutture efficienti (e di ciò ho scritto parlato in altre occasioni, anche su questo blog) ed il suo stesso tessuto sociale non è ancora preparato a tale evento.
Tanta parte della colpa di ciò è di chi attualmente amministra e gestisce la provincia stessa, causando l'attuale situazione di immobilismo, favorendo localismi e situazioni di interessi particolari, a scapito dell'interesse generale.
La Provincia di Mantova merita, quindi, di essere amministrata in modo diverso.
Essa ha parecchie potenzialità che sono inespresse. Per fare emergere queste potenzialità, serve un cambio di passo.
Innanzitutto, va ridotto il gap infrastrutturale con le altre province.
Ad esempio, la realizzazione dell'asse autostradale Brennero-Tirreno va in questa direzione.
Vi invito a rileggere l'articolo intitolato "Tirreno-Brennero, un asse fandomantale per la Provincia di Mantova", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/04/tirreno-brennero-unasse-fondamentale.html.
Vanno fatte anche altre infrastrutture.
Nella Provincia di Mantova vi sono altre potenzialità.
Pensiamo, ad esempio, alla cultura.
Mantova è città d'arte e (con Sabbioneta) è stata dichiarata "Patrimonio mondiale dell'Umanità" dall'UNESCO.
Vi sono importanti testimonianze di arte (come, ad esempio, Palazzo Ducale, la Basilica di Sant'Andrea, la Casa del Cappellaio ed il Palazzo te), di fede (come il Duomo, la Basilica di Sant'Andrea, la Rotonda di San Lorenzo e tutte le altre chiese) e di cultura (come ad esempio tutti i manoscritti sulla Qabbalah ebraica che si trovano nella Biblioteca Teresiana).
Ad avere un patrimonio non è solo il capoluogo ma anche il territorio provinciale.
Pensate, ad esempio, a tutte le zone archeologiche della zona di Asola o di Roncoferraro.
Pensate anche alle numerose antiche cascine e corti, come anche alle varie chiese sconsacrate e non.
Qui c'è tutto un patrimonio che va valorizzato, rendendolo accessibile a tutti e rendendolo fruibile.
Ad esempio, le corti sparse per la provincia (come ad esempio la Corte Galvagnina, Corte Grande e Corte San Giovanni, che si trovano a Roncoferraro) potrebbero essere riconvertite in strutture ricettive (agriturismi) o in musei.
Qui servirà un'opera di incentivo che, però, dovrà essere funzionale al progetto di riqualificazione e di utilizzo.
Ergo, colui che chiederà l'incentivo (il proprietario della corte) dovrà avere un progetto e dovrà metterlo in pratica.
Quindi, l'incentivo dovrà essere vincolato al progetto e alla sua attuazione e non dato a casaccio, secondo il sano principio di sussidiarietà.
Inoltre, noi abbiamo chiese cadute in disuso, sconsacrate e disastrate.
Esse potrebbero essere ristrutturate e riaperte al culto cattolico o affidate ad altre comunità cristiane, che avrebbero così dei luoghi di culto e che comunque garantirebbero anche il mantenimento delle strutture, oppure potrebbero essere riconvertite in pinacoteche, sale civiche, teatri o musei.
Inoltre, bisogna valorizzare anche la nostra tradizione eno-gastronomica.
Avevo scritto l'articolo intitolato "Difendiamo la cultura, con il cibo!" (http://italiaemondo.blogspot.com/2011/05/difendiamo-la-cultura-con-il-cibo.html) per fare capire ciò.
Ad esempio, noi abbiamo già una "Strada del Riso", che tocca i Comuni di Castelbelforte, Bigarello, San Giorgio di Mantova, Castel d'Ario, Villimpenta, Roncoferraro, Sustinente e Serravalle Po.
In questi Comuni vi è la produzione del Riso "Vialone Nano".
L'EXPO di Milano potrebbe essere l'occasione per portare all'attenzione di tutti sia il prodotto che il territorio di origine. Lo stesso si può dire per il Grana Padano e per il Parmigiano Reggiano, che sono entrambi prodotti nella Provincia di Mantova, o per i salumi come il Salame mantovano o lo Spallotto. Ad esempio, bisogna fare pressione sull'Unione Europea perché venga riconosciuta da D.O.P (Denominazione di Origine Protetta) per il Salame mantovano. Servono quindi strategie nuove, per fare conoscere i prodotti agroalimentari. Io, se fossi il presidente della Provincia di Mantova, chiamerei personalità note (come ad esempio il più volte citato chef Gordon Ramsay) e le farei girare per i vari luoghi della provincia, lasciando a loro "carta bianca" sul marketing dei vari prodotti ed anche delle strutture ricettive, come i ristoranti. Darei loro anche la libertà di criticare. Una consulenza simile costerebbe molto ma gli incassi sarebbero enormi. Aiuterebbe molto sia l'agricoltura che la ristorazione.
Inoltre, valorizzata anche l'industria mantovana.
Nel Mantovano vi sono piccole industrie che producono prodotti di alta qualità.
Purtroppo, il fatto che siano piccole, non favorisce queste aziende.
Anche qui, secondo il principio di sussidiarietà, bisogna incentivare quelle aziende i cui proprietari hanno progetti che puntano sull'innovazione, sulla tecnologia e sulla volontà di fare.
Oggi, la nostra provincia è molto indietro.
Serve un cambio di rotta, anche per prepararla all'EXPO.
Se si fa così, noi potremmo cogliere quella che io chiamo "good globalization" , ossia quella "globalizzazione buona" che crea opportunità di conoscenza e di lavoro ed in cui ognuno possa dire la sua.
L'EXPO potrebbe quindi essere il mezzo per arrivare a questa "good globalization".
In caso contrario, rimarremmo fuori dall'EXPO e ci toccherebbe beccare quella che io chiamo "bad globalization", quella "cattiva globalizzazione" in cui saremmo alla mercé di tutti.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.