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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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mercoledì 23 marzo 2011

CASTELLETTO BORGO, UN DILEMMA PER IL COMUNE DI RONCOFERRARO

Cari amici ed amiche.

Ieri mi è pervenuta una newsletter dal Comitato di Roncoferraro dell'Associazione Civica Mantovana (ACM) che parla di una questione del Comune di Roncoferraro che io avevo sollevato.
Vi invito a dare un'occhiata al link http://www.associazionecivicamantovana.it/acmprovinciale/index.php?option=com_content&view=article&id=202&Itemid=132.
In passato, avevo parlato di una questione del Comune di Roncoferraro, la cui frazione di Castelletto Borgo vorrebbe staccarsi e passare al Comune di Mantova.
Io ne parlai in un articolo, che potete leggere, seguendo il link http://italiaemondo.blogspot.com/2010/10/incredibile-si-sta-verificando-una.html.
Ora, esprimo il mio giudizio.
Castelletto Borgo è una paese che diviso tra il Comune di Mantova e quello di Roncoferraro.
Quindi, una parte di tale centro abitato è frazione del Comune di Mantova e l'altra è sotto il Comune di Roncoferraro.
Ora, la parte roncoferrarese sta mostrando insofferenza verso l'amministrazione comunale che ha delle carenze.
Del resto, ho parlato più volte delle carenze dell'amministrazione comunale di Roncoferraro, che è di centro sinistra.
Vi basta leggere alcuni articoli precedenti, quelli con cui ho trattato la questione delle strade.
Vi cito il link http://italiaemondo.blogspot.com/2011/03/provincia-di-mantova-servono-strade.html.
Il Comune di Roncoferraro è molto carente anche a livello dei servizi e di urbanizzazione.
Gli abitanti di Castelletto Borgo sono insofferenti di fronte a tutto ciò e questa insofferenza aumenta alla luce del confronto con la parte mantovana del centro abitato.
Inoltre, l'amministrazione comunale di Roncoferraro è sempre distante verso i cittadini, al contrario di quella di Mantova, i cui membri sono spesso reperibili.
L'amministrazione di Mantova ed il Sindaco Nicola Sodano (Popolo della Libertà e Lega Nord) sta facendo molte opere buone nel suo Comune.
I cittadini roncoferraresi di Castelletto Borgo vogliono passare al Comune di Mantova.
In primo luogo, io penso che sia davvero insensato il fatto che un piccolo paese (qual è Castelletto Borgo) sia diviso tra due Comuni perché è problematico.
Pensate alla manutenzione delle strade.
Nella parte mantovana viene fatta in un modo e quella roncoferrarese viene fatta in un altro o non viene fatta.
Inoltre, Castelletto Borgo è in una posizione molto decentrata rispetto al Comune di Roncoferraro.
Inoltre, uno dei due Comuni (Roncoferraro) è carente.
Quindi, ha una sua legittimità il malcontento dei cittadini di Castelletto Borgo.
Del resto, non sono solo i cittadini di Castelletto Borgo a non essere contenti dell'amministrazione comunale di Roncoferraro.
Anche il resto dei roncoferraresi è scontento di un'amministrazione che non è presente sul territorio e che trascura molte cose essenziali.
Il problema è il fatto che a Castelletto Borgo non si possa fare un referendum per fare sì che passi al Comune di Mantova.
I cittadini della parte roncoferrarese sono troppo pochi e non garantirebbero il numero sufficiente di firme per fare sì che sia il referendum.
A mio modo di vedere, si potrebbe fare così.
Si potrebbe fare un referendum in tutto Castelletto Borgo, sia nella parte roncoferrarese e sia in quella mantovana.
Questo referendum potrebbe avere due quesiti.
Il primo proporrebbe la scelta tra una scelta tra la riunificazione di Castelletto Borgo sotto un unico Comune o il mantenimento dello status quo.
Il secondo, che avrebbe valore solo se il primo desse parere positivo verso la riunificazione, proporrebbe la scelta del Comune in cui stare, ossia una scelta tra Mantova e Roncoferraro.
Certamente, i due Comuni dovranno interloquire sulla questione.
Cordiali saluti.

martedì 22 marzo 2011

ENERGIA GEOTERMICA? E' ENERGIA NUCLEARE!


Cari amici ed amiche.
Vi invito a leggere l'articolo da me scritto su "Italia chiama Ialia", http://www.italiachiamaitalia.net/news/133/ARTICLE/25404/2011-03-22.html.
In quell'articolo scrissi che la questione dell'energia nucleare va valutata con razionalità e non sull'onda di paure.
E poi, l'energia nucleare è un'energia pienamente naturale, al contrario di quello che dice una certa "leggenda metropolitana".
Nella Terra stessa vi è un processo analogo. Nel nostro pianeta ci sono degli isotopi radioattivi che, rilasciando i propri neutroni, bombardano altri atomi, generando calore.
Per questo, nel nostro pianeta vi sono alte temperature e roccia fusa (magma).
Questo genera fenomeni come i terremoti ed il vulcanesimo.
Il vulcanesimo si divide è caratterizzato sia dai vulcani veri e propri e sia dal vulcanesimo secondario, ossia da quelle manifestazioni come geysers, solfatare, soffioni boraciferi, mofete, salse, bradisismo, terme, putizze e fumarole.
Sul vulcanesimo, scrissi in un vecchio articolo su "Italia chiama Italia" che potete leggere, seguendo il link http://www.italiachiamaitalia.net/news/121/ARTICLE/10948/2009-08-23.html.
Ora, soffermiamoci sui fenomeni nella Terra.
Come ho già detto, il vulcanesimo è il prodotto di un'attività nucleare che è naturale e che è prodotta dal decadimento di isotopi radioattivi di Torio (Th), Uranio (U) e Potassio (K).
I primi due elementi sono attinidi mentre il Potassio è un metallo alcalino.
Essa può sfruttata dall'uomo per produrre energia elettrica.
Questa è l'energia geotermica, un'energia presa da una fonte rinnovabile, qual è il calore della Terra.
Essa fu sperimentata per la prima volta qui in Italia, nel 1904.
Il principe Piero Ginori Conti sperimentò l'impianto di Larderello (Pisa, nella foto), sfruttando i soffioni boraciferi (emissioni calde di vapore acqueo, ammoniaca ed acido ortoborico), di cui parla anche un articolo del giornale americano "Time", che potete leggere, seguendo il link http://www.time.com/time/printout/0,8816,901030616-457349,00.html.
Il vapore viene prelevato ed usato per fare girare le turbine della centrale elettrica.
Quindi, l'energia geotermica (che è rinnovabile) nasce da un processo analogo a quello dell'energia nucleare.
In questo caso, l'uomo non agisce contro la natura ma la imita.
Cordiali saluti.

DESERTO DEL SAHARA, ERA UNA FORESTA...E POTREBBE TORNARE AD ESSERLO!

Cari amici ed amiche.

Vi invito a leggere quanto scritto nel sito http://www.telespazio.com/calendar10/messak_ita.html.
Questo sito parla di una scoperta che può avere dell'incredibile.
Guardando delle immagini satellitari del deserto del Sahara, si è notato che vi sono tracce di fiumi e di antichi corsi d'acqua.
Il sito qui succitato lo spiega bene.
Fino a circa 35.000.000. di anni fa, quell'area, oggi desertica, era coperta da foreste!
Addirittura, nel tardo periodo Ordoviciano (circa 400.000.000 di anni fa), fu coperto anche da ghiacciai.
Questa tesi è testimoniata dal fatto che nel massiccio del Messak (Libia) vi sono delle pitture rupestri risalenti a 10.000 anni fa.
Questo significa che il processo di desertificazione fu lungo e complesso.
Proviamo a capire ciò.
Com'è noto, milioni di anni fa, la Terra non ebbe questo aspetto.
I continenti avevano un'altra conformazione ed il motivo è spiegato nel mio articolo intitolato "La Terra e l'energia nucleare", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/03/la-terra-e-lenergia-nulceare.html.
La crosta terrestre è divisa in placche che, come delle zattere, galleggiano sul mantello.
Di conseguenza, spostandosi, le placche cambiano le posizioni dei continenti e le loro conformazioni.
Ora, 35.000.000 di anni fa ci fu un grosso cambiamento che modificò la situazione all'altezza del Sahara.
Si formò la Rift Valley, una formazione geologica che parte dalla Siria e finisce in Monzambico e che è ancora in movimento, tant'è che, secondo certi esperti, in futuro potrebbe esserci il distacco del Corno d'Africa.
La nascita di questa formazione geologica determinò la formazione di catene montuose che bloccarono alcuni venti umidi. La foresta divenne una prateria.
Oltre a questo, però, ci fu un cambiamento ancora più forte.
Infatti, ci fu anche una mutazione dell'inclinazione dell'asse terrestre.
Questo determinò l'estinzione del monsone che alimentava i fiumi ed i laghi di quella zona.
Ci furono una nutazione (un'oscillazione dell'asse) ed una precessione, un cambiamento di direzione dell'asse di rotazione.
Cambiando l'inclinazione dell'asse cambiò l'insolazione delle zone della Terra.
Le zone del Sahara furono meno soleggiate. In realtà, è una leggenda metropolitana dire che il deserto sia più soleggiato.
La mutazione dell'inclinazione dell'asse terrestre mutò le fasce climatiche e, di conseguenza, le stagioni ed i venti.
Fu questa mutazione a trasformare la prateria in un deserto.
Il fatto che il Sahara fosse stato diverso è dimostrato dalla presenza di idrocarburi (come petrolio e gas metano) ed acqua proprio sotto quel manto di arida sabbia.
Il petrolio fu scoperto da Ardito Desio (1897-2001) in Libia, tra gli anni '20 e gli anni '40 e si formò grazie ad un particolare processo di trasformazione delle sostanze organiche.
Quanto all'acqua, la presenza di oasi dimostra che vi sono giacimenti di "acqua fossile", la cui captazione veniva fatta con mezzi ingegnosi come i Qanat, una serie di cunicoli verticali collegati ad un tunnel sotterraneo.
Di recente, la Libia ha fatto un acquedotto costituito da una galleria drenante che porta l'acqua a Tripoli.
Certo, quest'opera sta avendo anche dei problemi.
Infatti, l'acqua captata è tanta ed il "cuneo salino", ossia l'acqua di mare che entra sotto la terra, penentra sempre di più.
Ora, però, vi è un progetto che prevede la possibilità di trasformare il deserto del Sahara in una foresta.
Vi invito a leggere l'articolo del "Corriere della sera", seguendo il link http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_settembre_03/sahara_foresta_sole_bbb3bbfc-79b6-11dd-9aa0-00144f02aabc.shtml.
Questo progetto è promosso dall'ingegnere britannico Charlie Paton e prevede un sistema di raffreddamento che sfrutta l'acqua marina ed i pannelli solari.
L'acqua dissalata viene poi convogliata nel deserto che viene riforestato.
Ora, già in Israele vi sono degli interessanti processi di riforestazione di aree desertiche. Mi interesserebbe saperne di più. Se qualcuno ha delle nozioni me le dia pure.
Riforestare il Sahara è tutta un'altra cosa.
Certamente, se progetti simili prendessero piede, si creerebbero anche posti di lavoro (io, che sono un tecnico dell'ambiente e in cerca di lavoro, saluterei la cosa come una benedizione) e penso che anche noi italiani faremmo meglio a seguire tali progetti, anche per poterne fare di simili qui in Italia e risolvere i problemi di zone che, come alcune aree della Sicilia, hanno problemi di approvvigionamento idrico, o per migliorare l'agricoltura qui nel nord dell'Italia, evitando problemi come la subisidenza.
Cordiali saluti.





LIBIA, SERVE L'AIUTO DELL'UNIONE EUROPEA

Cari amici ed amiche.

Vi invito a leggere questo articolo, seguendo il link http://www.asca.it/news-LIBIA_MOZIONE_LEGA_SERVE_CONTRIBUTO_UE_DA_100_MLN_PER_IMMIGRATI_(RPT)-1001159-ORA-.html.
Come dice anche questo articolo, la Lega Nord ha fatto una mozione con cui ha proposto delle misure per fronteggiare l'invasione (così, infatti, deve essere chiamata) dalla Libia.
Qui non ci si rende conto, infatti, che questa iniziativa militare intrapresa da una coalizione formata da Francia, Regno Unito, USA ed altri Paesi, tra cui l'Italia avrà la conseguenza di aumentare i flussi di immigrazione dalla Libia e da tutto il Nord Africa a Lampedusa e alla Sicilia.
Ritengo che sia stato un grosso errore non valutare questo aspetto, prima di arrivare alle armi.
Gheddafi è un dittatore pericoloso e, in quanto tale, va fermato ma bisognava essere più attenti nel valutare le conseguenze di un simile attacco militare.
Ora, per la sua posizione geografica, l'Italia è esposta a questa vera e propria invasione.
Rischiamo di essere come l'Impero Romano d'Occidente che nel 406 AD fu invaso da Vandali, Burgundi, Alani e Suebi che attraversarono il Reno gelato.
Su questo punto, Gheddafi aveva ragione.
L'Italia da sola non può reggere questo flusso migratorio. L'Unione Europea non può lasciarci soli. Qui ci sono due gravi il rischi.
Il primo è un impoverimento dell'Italia.
Questi immigrati, infatti, non porteranno ricchezza.
Infatti, mentre noi esportiamo cervelli, con un grave depauperamento culturale, importiamo braccia.
Ora, molti dei nostri imprenditori (e non solo loro) dicono che questi immigrati sono braccia utili per certi lavori che i giovani italiani non vogliono fare. Molti di questi stessi imprenditori dicono che sono gli stessi giovani italiani che vogliono essere tutti dottori ed avvocati e non vogliono fare i netturbini, gli operai delle stalle o gli operai nelle catene di montaggio.
Ora, questa affermazione è in parte vera ed in parte no. Ci sono dei giovani svogliati ma ci sono altre situazioni che sono causate dalla miopia di certi imprenditori e anche delle vecchie classi dirigenti.
Infatti, negli anni passati, molte imprese italiane non puntarono sulla tecnologia che può essere usata anche per migliorare certi lavori e le classi dirigenti non incentivarono ciò, poiché non adottarono i principi di sussidiarietà.
Ora, è logico che il giovane italiano (che è più avvezzo alla tecnologia) possa avere delle difficoltà in questo contesto così arretrato.
Quindi, noi giovani italiani siamo stati messi in concorrenza con gli immigrati, che sono avvantaggiati.
Ora, la situazione che sta venendo fuori rischia di aggravare altre situazioni presenti qui in Italia, come la disoccupazione giovanile.
Penso di parlare con cognizione di causa, visto che sono giovane e in cerca di lavoro e che certe situazioni le ho constatate di persona.
Inoltre, un'immigrazione così massiccia è un costo per le nostre istituzioni perché questi immigrati vengono su delle "carrette del mare" e senza soldi e, spesso, senza documenti.
Inoltre, non sono un fattore di crescita ma di arretratezza. Provate ad immaginare una classe scolastica con tanti immigrati, magari di nazionalità diverse.
Rischia di non avere un apprendimento uniforme e ci saranno sempre degli alunni che rimarranno indietro.
La forza di una catena è rapportato all'anello debole.
Ora, noi rischiamo di essere una "catena con tanti anelli deboli".
Tutto ciò rischia di creare tensioni sociali.
Il secondo pericolo è rappresentato da un maggiore rischio di infiltrazioni di cellule del terrorismo.
Qui nessuno vuole esser xenofobo ma bisogna tenere conto di tutti i rischi.
Quindi, l'Unione Europea non può lasciarci soli.
Cordiali saluti.

lunedì 21 marzo 2011

DIFENDIAMO LE PARROCCHIE!

Cari amici ed amiche.

Su Facebook, mi è capitato di leggere una nota dell'amica Francesca Padovese.
Questa nota mi ha toccato il cuore (e lo dico veramente) e ho pensato di fare un piccolo articolo, qui sul mio blog.
Il link della nota è http://www.facebook.com/home.php?sk=group_186394838047456&id=199214676765472#!/notes/francesca-padovese/richiesta-agli-amici-che-credono-in-dio-request-to-friends-who-believe-in-god/10150162969101183.
Oggi, hanno celebrato il funerale del suo parroco, monsignor Pierluigi Mascherin.
Francesca ha chiesto una preghiera per lui.
Io non lascio cadere questa richiesta nel vuoto.
Prima, però, faccio qualche considerazione.
Io penso che le parrocchie siano realtà molto importanti, non solo per la cura spirituale delle anime. Esse sono punti di aggregazione per i giovani e sono luoghi di sostegno per chi è in difficoltà.
Per questo, dico che chi attacca la Chiesa e le parrocchie ha un atteggiamento controproducente.
Pensate a certi luoghi degradati nelle grandi città o a certi piccoli villaggi.
Lì le parrocchie sono punti di riferimento e non contribuiscono solo a salvare le anime, nel senso spirituale del termine.
Esse sono anche luoghi di dialogo, anche con chi non è cattolico.
Io penso che le comunità debbano sostenere le realtà parrocchiali, soprattutto alla luce di questa secolarizzazione che sta disgregando la società.
Preghiamo il buon Dio per l'anima di monsignor Mascherin e perché ci siano anche dei giovani che scelgano di dedicare la propria vita agli altri, stando nella parrocchia, come catechista o come animatore o anche consacradosi e diventando sacerdoti.
Termino con questa poesia-preghiera.

A SAN PAULU
Comu di Diu...o bon Paulu...vi fici sirvituri...
et pè Iddu...longu facistu lu caminu...
Ghjesù...So' Figghiu et nosciu Signuri...
cusì lu Celu priati...pè lu survizziu divinu..
quelli chì ficiru...et chì autri sianu su li So' campi...
cusì nto travagghiu...puru nto duluri...
et chì fortia àbbianu...cuntru puru li toni et li lampi...
comu la Palora a purtà...chì puru lu disertu faci di ciuri.
Amen.

Cordiali saluti.



PELLAGRA

Cari amici ed amiche.

Parlando della nostra storia, anche risorgimentale, non si può non parlare di una malattia che colpiva le popolazioni dell'Italia centro-settentrionale.
Questa malattia ha molti nomi ma il più comune è pellagra.
Essa fu particolarmente diffusa fra il XVIII ed il XIX secolo e colpì particolarmente le popolazioni dell'Italia centro-settentrionale.
Oggi è assai meno diffusa.
I suoi sintomi più comuni sono l'arrossamento e la desquamazione della pelle, l'inappetenza, la lingua gonfia ed arrossata, la diarrea e la perdita di peso. A ciò si uniscono anche l'ansia e la depressione.
I sintomi neurologici si aggravano a tal punto che si arriva alla demenza e vi possono essere complicanze a livello del Sistema Nervoso Centrale come l'ipertonia (tensione spasmodica dei muscoli), la sindrome piramidale ed il nistagmo, ossia delle oscillazioni non ritimiche ed involontarie dei bulbi oculari.
Questa malattia può portare anche portare alla morte.
Ora sorge una domanda.
Perché la pellagra era diffusa nell'Italia centro-settentrionale?
Il motivo era molto semplice.
Infatti, la causa della pellagra era l'alimentazione.
Le popolazioni dell'Italia centro-settentrionale mangiavano molta polenta.
Nel mais (che è il prodotto base della polenta) manca il triptofano.
Il triptofano è un amminoacido essenziale, ossia un amminoacido che non può essere sintetizzato dal corpo umano.
Dal triptofano, il corpo ricava la niacina, detta anche vitamina PP o B3.
Mancando questa vitamina, vi sono squilibri a carico del sistema nervoso, che sono sintomi della pellagra.
Per questo, la terapia si basa sulle somministrazioni di nicotinamide, composto correlato alla niacina.
In passato, il mais veniva indicato come la causa della pellagra.
In realtà, a causare la pellagra non fu il mais in sé ma l'alimentazione povera.
Ad esempio, qui nel Mantovano, si usava mangiare una fetta di polenta strofinata su un'aringa salata (che in dialetto viene chiamata "cospeton") che la insaporiva.
Era chiaro che un'alimentazione simile non potesse garantire l'apporto di tutte le sostanze nutritive.
Per questo, per vivere bene, serve un'alimentazione completa.
Del resto, oggi noi abbiamo tecnologie e conoscenze che possono migliorare molte situazioni.
Anche l'ingegneria genetica, ad esempio, potrebbe aiutare molto.
Se gli uomini dei tempi passati avessero avuto tali conoscenze, tante morti sarebbero state evitate.
Cordiali saluti.


UNITA' D'ITALIA, FINITA LA FESTA...GABBATO LO SANTO!

Cari amici ed amiche.

Vi invito a leggere queso interessante articolo scritto dalla signora Margherita Genovese su "Italia chiama Italia", seguendo il link http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/25376/2001-03-18.html.
Effettivamente, sono d'accordo con quanto scritto nell'articolo.
I festeggiamenti dell'unità d'Italia hanno avuto i toni solenni delle grandi occasioni e si è vista una grande aggregazione di massa.
Ora, però, tutto è finito.
Si è tornati alle vecchie partigianerie e a "spararsi addosso".
Del resto, storicamente, l'Italia è il Paese delle divisioni.
Durante il periodo dell'Antica Roma, fu il Paese dei seguaci di Mario e di quelli di Silla. Nel Medio Evo fu il Paese dei ghibellini e dei guelfi. Nel XVIII secolo fu il Paese degli illuministi e degli anti-illuministi. Durante il fascismo, fu il Paese dei fascisti e degli anti-fascisti. Nel 1948 fu il Paese dei monarchici e dei repubblicani ed oggi è il Paese dei berlusconiani e degli anti-berlusconiani.
Questo Paese è davvero strano poiché sembra che queste divisioni siano etniche.
In poche parole, sembra che coloro che (come me) sono schierati con il centrodestra e coloro che gli sono contro siano di due etnie diverse.
Questo negli altri Paesi non avviene.
Nel Regno Unito, i cittadini possono essere laburisti o consevatori ma si sentono e sono sempre britannici.
Negli USA, i cittadini avere simpatie per il Partito Democratico o per quello Repubblicano ma si sentono sempre americani.
In Italia, invece, sembra quasi che noi di centrodestra e gli altri siamo di due etnie diverse.
Durante i festeggiamenti, coloro che sono contro il centrodestra hanno tentato di umiliare tale coalizione e in primis la Lega Nord, prendendo come pretesto ogni atteggiamento di questo partito.
Queste persone facevano peani sulla bandiera, mettevano fiori sull'Altare della Patria e cantavano canzoni dedicae alla patria.
Peccato che queste persone erano le stesse che in passato vedevano nel patriottismo un sentimento "becero", "reazionario", "fascista", "atlantista", "borghese" e "contraria al proletariato" e qualcuna di esse bruciò anche la bandiera italiana.
A casa mia, questo atteggiamento si chiama ipocrisia!
Personalmente, riterrei giusto non fare più queste feste che rischiano di diventare solo delle pompose manifestazioni di ipocrisia perché si celebra un sentire comune che non c'è.
Ora che tutto ciò è finito, si è tornati ai vecchi livori.
Non basta fare delle celebrazioni solenni (e spendere tanti soldi in esse) per dimostrare di essere un popolo solo.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.