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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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mercoledì 16 marzo 2011

SPEDIZIONE DEI MILLE? UN'OPERAZIONE DI INTELLIGENCE!

Cari amici ed amiche.

Oggi, giovedì 17 marzo cade il 150° anno dell' unità d'Italia.
Oggi è anche il giorno di San Patrizio, grande "Apostolo d'Irlanda" e simbolo delle genti di quel Paese.
Intorno alla figura di San Patrizio, tutti gli irlandesi, cattolici o anglicani che siano, si uniscono.
San Patrizio è un simbolo di un popolo anche perché sta al di sopra delle differenze confessionali che, nei secoli passati, insanguinarono l'Irlanda.
Lo stesso non si può dire per Giuseppe Garibaldi e vi spiego il perché.
La "Spedizione dei Mille", infatti, fu un pretesto per muovere guerra al Regno delle Due Sicilie e poterlo annettere al Regno di Sardegna.
Il Regno di Sardegna aveva il progetto di creare uno Stato italiano sotto la guida dei Savoia.
Per farlo, però, avrebbe dovuto muovere guerra agli altri Stati italiani, come lo Stato Pontificio ed il Regno delle Due Sicilie.
Allora, iniziò una serie di contatti, grazie a Cavour, ed il pretesto fu fornito proprio da Garibaldi che il 5 maggio 1860 partì da Quarto (Genova), insieme a più di 1000 uomini. Questo gruppo fu molto eterogeneo e tra le cose che lo tennero insieme ci fu l'anticlericalismo.
Pensiamo anche ad alcuni preti, come Alessandro Gavazzi, sacerdote giansenista, che divenne protestante.
L'11 maggio 1860 arrivò a Marsala e qui sfruttò il malcontento del popolo verso il governo napoletano, che fu figlio anche della fiera volontà di indipendenza siciliana, provocando, di fatto, la fine del Regno delle Due Sicilie.
Fu questo il pretesto che cercava il Regno di Sardegna che, così, poté annettersi il Regno delle De Sicilie.
La "Spedizione dei Mille" fu, di fatto, un'operazione di intelligence atta a destabilizzare il Regno delle Due Sicilie, che, in quanto Stato sovrano, non poteva essere attaccato. Con la scusa di rimettere l'ordine, il Regno di Sardegna ebbe la "benedizione" di tutti e poté annettersi il Regno delle Due Sicilie.
Oggi, una cosa del genere sarebbe inaccettabile.
Sarebbe come se noi italiani, oggi, facessimo una spedizione simile in Svizzera, per creare disordine e, con la scusa di rimettere le cose a posto, ci annettessimo il Paese elvetico.
E' solo un esempio, per farvi capire meglio.
Garibaldi è, quindi, una figura che ancora oggi divide. Chi lo ammira lo ritiene un esempio e chi lo osteggia.
Io penso che l'Italia esistesse da molto tempo prima di Garibaldi.
La storia lo dimostra, come scrissi nell'articolo intitolato "I simboli dell'Italia unita", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/02/i-simboli-dellitalia-unita.html.
Forse, i regnanti e le genti del tempo non lo capirono. Se lo avessero capito, non ci sarebbe stato bisogno di Garibaldi.
Cordiali saluti.

CON LA CULTURA SI PUO' MANGIARE MA...







Cari amici ed amiche.

Qualcuno fu scandalizzato dalle parole del Ministro dell'Economia, l'onorevole Giulio Tremonti, che fece una battuta di spirito con cui diceva:
"Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia.".
Prima di tutto, io penso che quella del ministro sia solo una battuta e che come tale vada presa e contestualizzata.
Detto questo, vorrei fare notare una cosa.
La cultura non è certamente il problema. Il vero problema è il fatto che per troppi anni il tutto sia stato delegato allo Stato.
Anche la cultura è stata, di fatto, messa nelle mani dello Stato, molto spesso con pessimi risultati.
Infatti, si sono creati dei veri e propri "carrozzoni" che non producevano servizi di buona qualità.
Intorno a musei e ad eventi culturali, sono stati creati tanti uffici, atti a mantenere dei ceti burocratici, magari legati a logiche clientelari.
Anche un bambino capirebbe che così la cultura non produce ricchezza ma ne toglie!
In questo senso, il ministro Tremonti ha perfettamente ragione.
In tempi di crisi non ci si può permettere di sperperare soldi in inutili "carrozzoni".
Però, se qualcuno mi chiedesse se la con la cultura si possa vivere o meno, io risponderei di sì ma si deve abbandonare questa politica statalista e dare un larghissimo spazio all'iniziativa privata.
Mi viene in mente quanto successe nel 2004 a Santo Stefano di Sessanio.
Questo borgo che si trova in Abruzzo (in Provincia de L'Aquila) era semi-abbandonato e diroccato.
Nel 2004, un imprenditore di origini svedesi, Daniele Elow Khilgren, acquisì una parte del borgo, la fece ristrutturare e la trasformò in un albergo diffuso, con attività commerciali.
Un borgo medioevale che rischiava di andare in malora è oggi vivo e produce ricchezza.
Tra l'altro, il terremoto del 2009 fece crollare solo la torre mentre il resto del borgo è intatto.
Vi invito a consultare il sito http://www.sextantio.it/.
Questo è un modo per "vivere di cultura".
Ci sono tanti borghi storici, ex conventi, castelli e ville che sono abbandonati ma che potrebbero essere utilizzati e valorizzati.
E' logico che le istituzioni pubbliche non possano fare tutto.
Bisogna fare sì che siano i privati a cominciare ad investire nella cultura.
Ad esempio, un privato (o una fondazione) potrebbe acquistare un borgo ristrutturarlo e renderlo produttivo o potrebbe ristrutturare una chiesa oppure potrebbe sovvenzionare un'università o un museo.
Ci sono chiese ed altri edifici che potrebbero essere valorizzati.
Pensiamo, ad esempio, alla Villa Montedomini, una villa storica che si trova a Falconara Marittima, in Provincia di Ancona.
Questa villa, nella foto al centro, è in gravi condizioni di abbandono. Essa potrebbe essere ristrutturata e trasformata in un museo.
Se io avessi tanti soldi, comprerei un edificio e, lo ristrutturerei e lo renderei fruibile.
Quindi, con la cultura si può mangiare.
Bisogna solo renderla più produttiva.
Cordiali saluti.








martedì 15 marzo 2011

LA TERRA E L'ENERGIA NUCLEARE



Cari amici ed amiche.
Vi invito a visionare il filmato preso da Youtube.
In questo filmato, vi è un uomo, il cui pseudonimo è Adam Kadmon, che ha parlato durante la puntata di ieri trasmissione in onda su Mediaset "Mistero", che va in onda su Italia 1.
Kadmon, parla del disastro che c'è stato in Giappone e che ha provocato la morte di migliaia di persone e causato danni incalcolabili.
Kadmon ha parlato di una teoria che dice che questo aumento di terremoti e fenomeni di vulcanesimo sono dovuti a seperimentazioni militari di bombe al neutrone.
Queste bombe, servono a colpire i nemici che si trovano nei bunker sotterranei . Esse usano i neutroni, le particelle subatomiche che si trovano nei nuclei degli atomi, che hanno carica neutra e che determinano il peso atomico.
I neutroni passano attraverso la roccia e tutti i materiali. Le persone che vengono colpite da esse muoiono perché vengono distrutti gli acidi nucleici delle cellule, il DNA e l'RNA.
Ora, i neutroni passano qualasiasi materiale, anche la roccia e possono arrivare in profondità, nel cuore della Terra, il nucleo.
Ora, capire meglio la cosa, vi do una spiegazione della struttura del nostro pianeta.
La Terra è come una "grossa cipolla" che è costituita da strati materiali.
In superficie, vi è un strato di roccia solida, la crosta, su cui vi sono gli oceani, i mari ed i continenti. Il suo spessore varia dai 5 Km della crosta oceanica ai 35 Km di quella continentale.
Essa è costituita da ossido di silicio (SiO2), ossido di alluminio (Al2O3), ossido di calcio (CaO), ossido di magnesio (MgO), ossido di sodio (Na2O), ossido di potassio (K2O), ossido di ferro III o ferrico (Fe2O3), acqua (H2O) , ossido di titanio (TiO2) e pentossido di difosforo o andride fosforica (P2O5).
Sotto la crosta, vi è il mantello. Esso ha uno spessore di circa 2790 Km ed è un fluido molto compresso e viscoso costituita da silicati di ferro e di magnesio.
Fino a circa 750 Km è rigido.
Sotto il mantello vi è il nucleo esterno.
Esso è costituito da da una massa incandescente di ferro e nichel fusi a una pressone di circa 1,5 milioni di atmosfere.
Dentro il nucleo esterno vi è il nucleo interno, una massa solida ed incandescente di ferro e nichel che è avvolta da sulfuri ed ossidi.
Come spiega il filmato, questa situazione è dovuta a un processo di fissione nucleare, in cui vi sono dei neutroni liberi che bombardano gli isotopi radioattivi dentro la terra.
In pratica, il nostro pianeta è un enorme reattore nucleare.
Questa reazione è esotermica ed esoergonica. Quindi, provoca la formazione di calore, un energia, da non confondere con la temperatura che è il livello energetico in cui il calore è disponibile.
Il calore fonde la roccia e fà si che la crosta terrestre galleggi sul mantello. La crosta non è costituita da un unico pesso ma da tente parti chiamate "placche" o "zolle".
Esse galleggiano come tante zattere sul mantello e quando si scontrano e si allontanano causano i terremoti, le manifestazioni valcaniche e la deriva dei continenti.
I terremoti ed i vulcani servono a raffreddare la Terra.
Secondo Kadmon, l'uso di bombe al neutrone, avrebbe compromesso determinati equilibri, immettendo nuovi neutroni e rendendo più forti le reazioni nel nucleo della Terra.
Viene prodotto più calore.
La Terra non pò più raffreddarsi in modo naturale ed i terremoti e tutti gli altri fenomeni diventano più violenti e frequenti.
SEcondo Kadmon, se non cessano questi esperimenti, la Terra potrebbe anche esplodere.
Ora, se la teoria di Kadmon che parla degli esperimenti militari è tutta da dimostrare e va presa con le dovute precauzioni, è vero quanto ha detto sulle dinamiche naturali del nostro pianeta.
Praticamente, noi viviamo grazie all'energia nucleare del nostro pianeta.
Se non ci fossero queste dinamiche, la Terra non avrebbe il campo magnetico e l'atmosfera verrebbe spazzata via dale radiazioni solari e la Terra diventerebbe un pianeta simile a Mercurio o come il suo satellite, la Luna.
Quindi, chi dice che l'energia nucleare è contro la natura dice una cosa inesatta e difforme dalla verità.
Ad avere capito ciò fu anche uno scienziato serbo-americano di nome Nikola Tesla (nella foto, 1856-1943).
Tesla fu colui che scoprì la corrente alternata che noi tutti usiamo.
Tesla fu anche colui che capì che nella Terra vi è l'energia e arrivò anche a teorizzare che tale energia potrebbe essere usata per produrre corrente.
Arrivò anche ad inventare una bobina che avrebbe dovuto trasmettere tale elettricità, anche senza fili.
Sarebbe stata una rivoluzione, se Tesla non fosse andato in bancarotta ( anche perché le sue idee erano, forse, troppo audaci per le conoscenze di quegli anni e pochi avrebbero investito in esse) e se non fosse morto misteriosamente.
Noi, praticamente, viviamo su un grosso reattore nucleare.
Chi oggi contesta l'uso dell'energia nucleare mostra solo un pregiudizio ideologico.
Del resto, se l'uso dell'atomo per le azioni belliche è mortale, quello civile potrebbe essere una risorsa. Anzi, è una risorsa.
Oggi c'è chi contesta il progetto nucleare italiano, anche adducendo a quanto sta succedendo in Giappone, con la centrale di Fukushima danneggiata dal sisma.
Ora, queste persone hanno una veduta limitata. Quanto sta accadendo in Giappone deve farci riflettere sulle modalità di applicazione dell'energia nucleare ma l'energia nucleare in sé è una risorsa!
Quindi, è ora di dire basta a questi "intellettuali" che non vogliono l'energia nucleare!
Il popolo farebbe bene a non ascoltarli. Se vogliono dare aria ai denti, aprano la bocca e non dicano niente. Essi ci rovinarono, con quello scellerato referendum del 1987. Vi invito a rileggere l'articolo intitolato "Il nucleare? Conviene!", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/il-nucleare-conviene.html.
Del resto, la natura stessa smentisce questi signori.
Noi viviamo grazie all'energia nucleare.
E poi, vista la situazione geopolitica del Medio Oriente e del Nord Africa e la questione del metano e del petrolio, noi faremmo bene a prendere in considerazione tutte le alternative, nucleare compreso.
Termino con una mia preghiera per il popolo giapponese e per tutte le vittime di catastrofi simili.
A SANT' AITA
"Tu che splendi in Paradiso,
coronata di vittoria,
Oh Sant'Agata la gloria,
per noi prega, prega di lassù."
Chì bona seti...comu vosciu dici lu nomu...
o Sant'Aita...priati lu Signuri..
chì di suffriri a dari ùn abbia la Tarra...
comu 'n Urienti...cusì induve cala lu Suli...
cusì a nuautri...a fari chì ùn abbia la guerra!
Amen.
Cordiali saluti.

LASCIATE STARE IL CROCIFISSO...E GLI EBREI!

Cari amici ed amiche.

Ieri, una sentenza della Corte di Cassazione ha confermato la rimozione dall'ordine giudiziario del giudice di Pace di Camerino Luigi Tosti.
Il giudice Tosti era stato rimosso perché si rifiutava di tenere le udienze nelle aule, a causa della presenza del Crocifisso, non facendo così il proprio dovere.
Il giudice, quindi, ha chiesto la rimozione dei crocifissi, unendosi all'"Unione Atei, Agnostici e Razionalisti" (UAAR) che chiede la rimozione dei crocifissi dalle scuole, dai tribunali e da tutti gli uffici pubblici.
Ora, la Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di rimozione del giudice.
Quindi, il giudice Luigi Tosti resterà fuori dall'ordine giudiziario.
Ora, io esprimo il mio parere.
La maggioranza degli italiani (anche molti di coloro che non professano religione cattolica) non ha problemi con il crocifisso.
A volere rimuovere questo simbolo è solo una minoranza.
In democrazia comandano le maggioranze.
Se fosse passata la tesi di Tosti e dell'UAAR, sarebbe stata la fine di ogni logica democratica.
Sarebbe stata una dittatura della minoranza.
E poi, il crocifisso è un simbolo della cultura del nostro Paese.
Sarebbe stato inaccettabile così come sono inaccettabili certe frasi ed espressioni antisemite.
E' proprio così! Su Facebook, mi sono giunte delle voci di persone che hanno espresso frasi antisemite, adducendo al fatto che nelle aule il giudice Tosti avesse voluto la menorah, il candelabro a sette bracci, che è il simbolo della religione ebraica.
Sarò franco e spero di non sembrare volgare.
Chi dice frasi antisemite è un idiota!
L'antisemitismo è spazzatura ideologica ed è segno di idiozia!
Luigi Tosti non rappresenta gli ebrei (ammesso che egli sia ebreo) così come non rappresentano noi cristiani questi signori che insultano gli ebrei. Gli ebrei sono nostri fratelli maggiori.
Perfino il Santo Padre Benedetto XVI ha condannato l'antisemitismo, sia che esso provenga da preti o fedeli cattolici e sia che provenga da preti o fedeli di altre Chiese cristiane non in comunione con Roma, come la Chiesa ortodossa, le Chiese protestanti, la Chiesa anglicana e la Chiesa vetero-cattolica.
Penso di parlare anche a nome di tutti i cattolici ed anche degli altri cristiani.
Sono vicino ai vari amici ebrei che sono miei interlocutori su Facebook, come Morris Sonnino e Sara Astrologo.
Cordiali saluti.




PROVINCIA DI MANTOVA, IL CENTRODESTRA E' INNOVAZIONE





Cari amici ed amiche.
Prima di parlare dell'argomento, vi segnalo l'evento politico-culturale che si terrà a Roma lunedì 21 marzo. Esso è intitolato "Il PdL nel PPE: storie ed evoluzione del Partito Popolare Europeo". Vi parteciperanno anche l'onorevole Beatrice Lorenzin ed il commissario europeo Antonio Tajani.
L'evento si terrà a Roma, lunedì 21 marzo, dalle ore 17:00 alle 19:30, presso la Sala delle Conferenze, in Via del Pozzetto 58.
Per saperne di più, seguite il link http://www.facebook.com/update_security_info.php?wizard=1#!event.php?eid=170503132998513, chiamate al numero 06 6760 6722 o scrivete all'indirizzo di posta elettronica scuoladiformazionepdl@email.it.
Detto questo, voglio parlare di nuovo della Provincia di Mantova che sarà interessata dalle elezioni nei giorni 15 e 16 maggio di qest'anno.
Io penso che sia arrivata l'ora di cambiare.
L'attuale amministrazione di centrosinistra non ha prodotto nulla di buono.
Umanamente, rispetto l'attuale presidente, il dottor Maurizio Fontanili, anche perché una volta mi prestò soccorso. Infatti, fui colpito da un malore. Quindi, umanamente, lo ringrazio. La sua azione politica, però, è bocciata.
La mia valutazione negativa non è solo frutto del mio orientamento politico dichiaratamente di centrodestra ma è dovuta anche a dati di fatto.
La Provincia di Mantova ha tante risorse ma non le esprime a dovere, proprio per carenze di questa amministrazione provinciale che è retta da una coalizione che ha delle lacerazioni interne e che, di fatto, ha generato immobilismo.
Ad esempio, alla Provincia di Mantova servono nuove strade, di cui scrissi nell'articolo intitolato "Provincia di Mantova, servono strade nuove", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/03/provincia-di-mantova-servono-strade.html.
Nella Provincia di Mantova, servono strade più sicure, sia per le industrie e sia per la valenza turistica del territorio.
E proprio sul turismo, la Provincia dovrà puntare parecchio.
La Provincia di Mantova ha un patrimonio storico enorme. Non mi riferisco solo alla città di Mantova, al centro abitato di Sabbioneta (che sono riconosciuti come patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO), al Santuario della Beata Vergine Maria a Grazie di Curtatone o all'Abbazia di San Benedetto in Polirone ma vi sono anche altre realtà più piccole che vanno valorizzate.
Mi riferisco, ad esempio, alla Chiesa di Pille, che si trova a Monzambano, alla Pila del "Galeotto" , una delle più antiche riserie ad acqua che risale al periodo deell' imperatrice Maria Teresa d'Asburgo e che si trova nel territorio comunale di Bigarello, all'ex-Chiesa di Santa Maria in Castello, il Palazzo Foglia, la Chiesa parrocchiale dell'Assunta, il Santuario della Beata Vergine della Comuna e l'Isola Boschina di Ostiglia.
Oltre a questi, vi sono anche altri tesori di storia, di architettura e natura.
Tutti questi tesori vanno valorizzati per fini turistici.
Perché ciò avvenga, si devono creare moderne infrastrutture di accesso.
L'ammdernamento delle strade deve puntare. Inoltre, vanno create delle vie alternative come la "greenway".
Io avevo lanciato un'idea simile. Vi invito a rileggere l'articolo inititolato "Una nuova via per Ostiglia, una greenway da Mantova a Governolo", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/08/una-nuova-via-per-ostiglia-una-greenway.html.
Tra l'altro, in questa mia idea, è contemplata la possibilità di usfruire del porto fluviale di Governolo, che oggi risulta inattivo e che rischia di diventare una "cattedrale nel deserto".
Inoltre, si dovrà puntare sull'agricoltura.
Si sa, la Provincia di Mantova ha una larga vocazione agricola.
Vi snono prodotti agroalimentari che sono rinomati, come il Grana Padano, il Parmigiano-Reggiano, la Zucca mantovana, il Melone di Rodigo, o il vino Lambrusco.
Vi sono altri prodotti che devono essere riconosciuti come la Mela "Campanina", che è l'ingrediente principale della Mostarda Mantovana (che è diversa da quella di Cremona), il Salame mantovano o lo Spallotto, insaccato simile al Culatello che, però, viene prodotto con la spalla di maiale e non con la coscia.
Questi prodotti vanno valorizzati e riconosciuti, per la loro salvaguardia.
Servirà una politica più energica che vada in questa direzione.
Inoltre, sia per quanto riguarda l'agricoltura che l'industria, si dovrà puntare sull'innovazione tecnologica.
Oggi, i giovani non fanno più certi lavori perché in passato non si puntò sulle innovazioni della tecnologia.
Quindi, le aziende agricole e varie industrie puntarono sull'immigrazione e sulla manodopera da questa prodotta.
Questo fu un grosso errore perché oggi noi giovani (uso la prima persona, visto che anch'io sono giovane e in cerca di lavoro) siamo in concorrenza con gli immigrati, che sono avvantaggiati.
E' ora di invertire questo trend, altrimenti ci saranno problemi, sia di natura demografica che di produttività.
Quindi, bisogna incentivare le imprese a ricorrere di più alle tecnologie.
Inoltre, ci dovrà essere l'innovazione anche per quanto riguarda il settore dell'ambiente.
Ieri ero alla seduta del Consiglio comunale di Roncoferraro.
Ho ascoltato le varie discussioni.
Di queste, vorrei portarne alla vostra una.
Essa ha trattato il tema della raccolta dei rifiuti.
In questo ambito, il consigliere comunale della Lega Nord Alessandro Alessi ha proposto l'utilizzo di tessere elettroniche con cui verranno rilevati gli svuotamenti dei bidoni dei rifiuti.
Una soluzione simile è stata adottata in Trentino-Alto Adige, in Comuni del Veneto, come Montagnana (in Provincia di Padova), e in altre zone del nostro Paese.
Sarebbe già un modo per migliorare la raccolta dei rifiuti.
Io penso che il centrodestra abbia un'occasione d'oro per migliorare la nostra Provincia e farla diventare (finalmente) una Provincia realmente lombarda.
Cordiali saluti.


lunedì 14 marzo 2011

LA CULTURA? NON E' UNA BANDIERA POLITICA!

Cari amici ed amiche.

E' ora di dire basta a questi "intellettuali" di una certa parte politica (la sinistra) che si arrogano il diritto (che non hanno) di parlare di cultura e di sentirsi depositari di essa.
Nella manifestazione di sabato si è sentito di tutto, così come mi è capitato di leggere di tutto sulla mia pagina di Facebook.
In realtà, questi signori non fanno cultura.
Ad esempio, essi mitizzano figure come Oliver Cromwell, quando la realtà dice che Cromwell fu un dittatore e che re Carlo I Stuart (di cui sono un cultore e devoto) non fu il tiranno e traditore.
Essi "canonizzano" la figura di Giuseppe Garibaldi, quando la realtà dice che Garibaldi fu un pirata.
Essi parlano bene della Resistenza durante il fascismo e la II Guerra Mondiale, quando la realtà dice che ci furono partigiani che non combatterono per la democrazia ma per portare il comunismo e che uccisero altri partigiani.
Questo non è fare cultura!
Un grande bibliofilo qual è il senatore Marcello Dell'Utri dice che la storia va studiata senza pregiudizi.
Il senatore Dell'Utri ha pienamente ragione e un giorno mi piacerebbe confrontarmi con lui. Ne sarei davvero onorato.
Chi studia la storia deve seguire tutte le fonti e farsi una propria idea.
Io, ad esempio, su re Carlo I Stuart, ho guardato tutte le fonti, sia pro che contro, e mi sono fatto un'opinione.
Certo, nessuno sano di mente difenderebbe Hitler o Stalin.
Però, fare cultura significa dovere confrontare tutte le fonti, senza alcun pregiudizio, e poi farsi un'idea da mettere a confronto con quelle degli altri.
Invece, questi "intellettuali" (che di intellettuale hanno poco) vanno con dei preconcetti e cercano di inculcarli agli altri e se non ci riescono arrivano anche ad insultare il proprio interlocutore.
La cosa veramente, grave è il fatto che tanta parte di questi "intellettuali" siano nelle fila dei docenti della scuola pubblica.
Il presidente Berlusconi, quando parlò di una scuola pubblica in cui inculcano certe idee, disse il vero.
Io posso testimoniarlo.
Basta aprire un di testo di storia. Ad esempio, vi sono libri di testo che enfatizzano le imprese di Garibaldi, mostrandolo quasi come un Santo, mentre vi sono fonti che ne danno un'immagine più fosca.
Questo è già un tentativo di "inculcare" certe idee.
La cultura è un'altra cosa.
L'uomo realmente colto è l'uomo che attinge da qualsiasi fonte e che plasma la sua idea.
Per esempio, in Inghilterra, il regno di re Carlo II (1630-1685), fu caratterizzato da aspre persecuzioni contro i cattolici ma fu anche un regno di grande fioritura culturale.
Ci furono grandi scienziati, primo tra tutti Isaac Newton.
Starà poi alla persona che studia quel periodo storico farsi un'idea e mettersi a confronto con chi la pensa diversamente. Non è detto che una sola idea sia veritiera. Magari le varie idee sono "fiammelle di una grande verità".
Spesso, la verità è come un grosso lampadario con tante piccole luci.
Per questo, io sono favorevole ad una maggiore presenza di scuole private.
Più scuola privata significa più libertà di sapere e più libertà di sapere significa più cultura.
Cordiali saluti.

PERCHE' LE CROCIATE FALLIRONO?


Cari amici ed amiche.
Voglio parlare di un tema certamente antico ma che può averee anche dei risvolti attuali, le Crociate.
Voglio iniziare con una domanda, a cui proverò a dare risposta.
Perché le Crociate fallirono?
Per dare una risposta a questa domanda, voglio fare un breve "riassunto" storico.
Nel VII secolo AD, l'Islam avanzò nel Medio Oriente.
Gli imperi lì presenti, l'Impero Sasanide e l'Impero Bizantino (nella cartina di sotto) erano in guerra tra loro e vennero colti impreparati da questa ondata proveniente dall'Arabia.
L'Impero Sasanide (la Persia, gli attuali Iraq ed Iran, per intenderci) fu conquistato dai musulmani.
Anche l'Impero Bizantino ebbe dei problemi.
Al suo interno ci fu una grave pestilenza che decimò la popolazione fin dai tempi dell'imperatore Giustiniano I.
Citai l'accaduto nell'articolo intitolato "Epidemie, ma quale complotto...", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/02/epidemie-ma-quale-complotto.html.
A ciò si unì una grave crisi religiosa.
Allo Scisma dei "Tre capitoli" (che iniziò proprio sotto l'imperatore Giustiniano I e si concluse el 698), seguì l'Iconoclastia.
L'imperatore Leone III Isaurico (675-741) fece un editto con cui impedì il culto delle immagini sacre.
Questo provocò una grave crisi nei rapporti con il Papa.
Oltre a ciò l'Impero Bizantino venne attaccato dai Longobardi (che nel 568 conquistarono tanta parte dell'Italia, che era una sua sua provincia) e dai Bulgari.
Inoltre, vi erano problemi sociali e culturali.
L'Egitto e le Province del Nord Africa furono sempre più insofferenti verso il potere di Costantinopoli. Il problema fu sia economico (per via delle tasse) che culturale.
Infatti, dopo l'imperatore Giustiniano I, la cultura costantinopolitana si grecizzò sempre di più.
L'imperatore Eraclio I (575-641) si fece chiamare "Basileus ton Rhomaion" e non più "Caesar".
Le Province nordafricane, invece, restarono latine.
In questo clima, gli Arabi ebbero vita facile ed il 20 agosto 636 sconfissero proprio i Bizantini, nella celeberrima "Battaglia di Yarmuk".
Due anni dopo, Gerusalemme passò al dominio islamico.
Quindi, per i cristiani di Gerusalemme iniziò un periodo difficile. Come gli ebrei e gli altri non musulmani, vennero definiti dhimmi.
La Basilica del Santo Sepolcro fu distrutta ed i loro beni furono confiscati. Molti di loro furono costretti a convertirsi all'Islam.
In seguito, grazie ad un'intesa con i Bizantini, ci fu un periodo di maggiore tolleranza.
Il patto con i Bizantini prevedeva la possibilità di fare una moschea a Costantinopoli, in cambio della ricostruzione della Basilica del Santo Sepolcro e di una maggiore tolleranza verso i crstiani.
Il patto fu onorato da ambo le parti ma per i cristiani la situazione rimase precaria.
La situazione si aggravò quando arrivarono i Turchi Selgiuchidi, un popolo islamizzato dell'Asia centrale.
Il 26 agosto 1071, i Selgiuchidi sconfissero a Manzicerta i Bizantini dell'imperatore Romano IV Diogene.
Tolsero all'Impero Bizantino l'Anatolia (che divenne il Sultanato di Rum) e minacciarono Costantinopoli.
Nel 1077, i Turchi presero Gerusalemme e per i cristiani iniziò un periodo di terrore.
A questo punto, l'imperatore Alessio I Comneno (1056-1118) chiese aiuto al Papa e alla cristianità occidentale.
A rispondere all'appello fu Papa Urbano II che al Concilio di Clermont (1095) indisse la I Crociata.
Essa aveva due finalità. La prima fu la riconquista di Gerusalemme e la seconda fu la riunificazione della Chiesa. Infatti, dal 1054, la Chiesa si divise in Chiesa cattolica e Chiesa ortodossa (Scisma d'Oriente), in seguito alla rottura tra Papa Leone IX ed il Patriarca di Costantinopoli Michele Cerulario.
Essa iniziò nel 1096 ed era sostenuta dal Sacro Romano Impero Germanico, il Regno di Francia, il Regno d'Inghilterra, il Regno normanno di Sicilia, l'Impero Bizantino ed il Regno armeno di Cilicia.
La Crociata era guidata da Goffredo di Buglione (1060-1100) e nel 1099 arrivò in Gerusalemme.
Qui ci fu un bagno di sangue.
Non morirono solo i musulmani ma anche tanti ebrei e cristiani.
Ora, restò da stabilire il governo di queste terre.
L'Anatolia, tranne la parte centrale tornò all'Impero Bizantino.
Ora, però, i Bizantini rivendicarono anche la Terra Santa e la Siria.
Qui, però, i Crociati fecero quello che vollero loro.
Formarono dei Regni loro. Nacquero il Regno di Gerusalemme, il Principato di Cilicia, la Contea di Edessa ed il Principato di Antiochia.
La moschea della Cupola della Roccia venne riconvertita in chiesa, con il nome di Templum Domini e fu in mano ad un ordine cavalleresco molto importante, l'Ordine dei Cavalieri Templari.
Venne ricostruita la Basilica del Santo Sepolcro e in ogni parte si realizzarono chiese e castelli, come quello templari di Chastel Blanc.
Questa situazione, però, non fu durevole.
I crociati erano in lite tra loro e vi era il conflitto tra la cristianità bizantina e quella latina.
L'islam stava rialzando la testa e con i sultani Zengi e Nur ad Din ripresero il controllo di Edessa e Damasco.
I musulmani trovarono nuova linfa sotto il temibile sultano Saladino (1138-1193).
Questi si affermò in Egitto e progettò da subito di riprendersi Gerusalemme, il cui regn era retto da re Baldovino IV (1161-1185).
Già in tenera età, si scopri che questi ebbe problemi di salute. La sua mano destra era paralizzata e poco sensibile. In seguito si scoprì che era malato di lebbra.
Egli, allora affidò al suo regno sotto la reggenza di Guido di Lusignano.
Nel 1192, questi divenne re di Gerusalemme, per via del suo matrimonio con Sibilla, la sorella di re Baldovino IV, e a causa della morte di re Baldovino V, nel 1186.
Saladino stava avanzando e cercò un pretesto per muovere guerra al Regno di Gerusalemme. Guido decise di intervenire, affidandosi a Rinaldo di Chatillon.
Questi volle attaccare una carovana di musulmani diretti alla Mecca. Fu il pretesto cercato da Saladino. Il 4 luglio 1187 ci fu la Battaglia di Hattin che finì con la vittoria di Saladino.
Rinaldo di Chatillon fu decapitato dallo sesso sultano.
Guido di Lusignano finì in prigione e Gerusalemme si arrese a Saladino il 02 ottobre.
Ci furono altre otto Crociate ma Gerusalemme non tornò più durevolmente in mani cristiane.
Anzi, gli islamici avanzarono e divennero padroni del Medio Oriente e del Nord Africa.
L'Impero Bizantino ebbe dei problemi.
Con la IV Crociata (di cui scrissi su "Italia chiama Italia", http://www.italiachiamaitalia.net/news/121/ARTICLE/11473/2008-10-21.html ) per l'impero iniziò il declino che lo portò alla caduta nel 1453.
A causare il fallimento delle Crociate furono i personalismi, le cospirazioini e le divisioni tra i regni cristiani, la mancaza di un progetto a lungo termine (quindi la poca lungimiranza), la divisione tra la cristianità latina e quella bizantina e l'avere basato la missione solo sulle armi e non anche sulla cultura. Ad esempio, a Gerusalemme c'erano dotti ebrei. I crociati avrebbero potuto avvalersi anche di loro, facendoseli alleati. Ci si misero anche la sfortuna (come il caso della morte dell'imperatore Federico Barbarossa, che avvenne nel 1190, per annegamento nel torrente Saleph, durante la III Crociata) e le malattie, come la lebbra e la peste.
Ciò deve servirci de lezione, anche nei nostri giorni.
Le civiltà più forti sono quelle che sanno guardare avanti.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.