The Liberty Bell of Italy, una voce per chi difende la libertà...dalla politica alla cultura...come i nostri amici americani, i quali ebbero occasione di udire la celebre campana di Philadelphia nel 1776, quando fu letta la celeberrima Dichiarazione di Indipendenza. Questa è una voce per chi crede nei migliori valori della nostra cultura.
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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino
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giovedì 3 febbraio 2011
Ommo se nasce brigante se more
Cari amici ed amiche.
Vi consiglio di guardare questo video.
Non voglio criminalizzare nessuno ma quando ci si interessa di storia (cosa che faccio io) bisogna farlo con una "visione a tutto campo".
Lo scrissi nell'articolo intitolato "Unità d'Italia, una considerazione", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/unita-ditalia-una-considerazione.html e lo ripeto qui.
La storia deve essere guardata senza avere opinioni preesistenti.
Certo, ci sono le eccezioni.
Ad esempio, nessuno che sia sano di mente, difenderebbe Adolf Hitler.
Nessuno, che sia sano di mente, difenderebbe Stalin.
Nessuno, che sia sano di mente, difenderebbe Pol Pot, Ceausescu o Osama Bin Laden.
Questi erano (o sono) criminali.
Queste sono eccezioni ma per quanto riguarda il resto della storia non bisogna partire mitizzando certi personaggi.
Lo stesso discorso vale per Giuseppe Garibaldi.
Posto il fatto che l'unità d'Italia fosse stata una cosa necessaria, rimane il problema di come collocare Garibaldi.
Chi fa un mito di questo personaggio, lo definisce un eroe.
Purtroppo, però, vi sono anche parecchie fonti che dicono il contrario.
Egli fu un personaggio molto controverso e tuttora divide le coscienze.
Quindi, a chi lo mitizza, vorrei dire che egli non fu un eroe ma una persona che colse l'occasione di "fare un'impresa", un' impresa piena di lati oscuri.
I libri di storia parlano di Garibaldi come di un eroe.
Vorrei ricordare, però, che lui non sbarcò a Marsala (11 maggio 1860) con i pasticcini ed il tè e dicendo "siamo venuti ad unire l'Italia" ma andò lì sparando ed uccidendo.
Nino Bixio non si tirava indietro, quando c'era da sparare.
E poi, il processo di unificazione fu sbagliato. Esso strozzò il Sud e causò rivolte, come il brigantaggio.
Pensate alla "Tassa sul macinato", che venne introdotta il 01 gennaio 1869.
Tra l'altro, la situazione non piacque nemmeno a parte degli degli stessi garibaldini.
Pensate a Giuseppe Nuvolari, che era originario proprio di Roncoferraro, il Comune in cui abito, nella Provincia di Mantova.
Roncoferraro è Comune Risorgimentale.
Giuseppe Nuvolari (1820-1897) fu uno dei soldati più vicini a Garibaldi.
Era stato anche suo amico intimo.
Eppure, quando vide l'evolversi delle cose, egli si avvicinò ideologicamente a Carlo Cattaneo e sostenne che, forse, sarebbe stato meglio fare una confederazione.
A mio modo di vedere, qui ci furono due errori.
Il primo fu causato dai re degli Stati pre-unitari.
Essi avrebbero dovuto fare un processo simile alla Zollverein tedesca del 1834.
Questo processo avrebbe portato all'unificazione vera del Paese.
Il secondo errore (se così si può chiamare) fu fatto dai piemontesi che, di fatto, si comportarono più come dei conquistatori che come coloro che unirono l'Italia.
Non trassero ciò che di buono c'era nei vari Stati italiani, per fare qualcosa di nuovo, e preferirono "piemontesizzare" tutto.
Per questo, rilancio l'appello all'amministrazione comunale di Roncoferraro di fare delle "Tavole Rotonde" sul tema, anche con fonti critiche.
Lo dico senza volere fare polemiche ma per fare una vera ricerca.
Cordiali saluti.
UN MOTIVO PER NON VOTARE CENTRO SINISTRA

Cari amici ed amiche.
Ci sono tanti motivi per non votare centro sinistra.
Uno di questi è la politica estera.
Non avendo ancora un'identità ed un'ideologia pienamenti occidentali ma legate ancora al vecchio modello anti-capitalista, il centro sinistra potrebbe non fare una politica estera confacente con il sistema occidentale ed europeo.
Ad esempio, verso Israele, quale atteggiamento adotterebbe un Governo di centro sinistra?
Le componenti più anti-americane ed anti-capitaliste vedono nello Stato di Israele un qualcosa di negativo.
Quindi, potrebbe avere una posizione più morbida verso il mondo arabo e le sue componenti più oltranziste.
Questo non sarebbe positivo.
Inoltre, come si comporterebbe riguardo al caso Battisti o alla crisi egiziana?
Riguardo quest'ultima, appoggerebbe il movimento fondamentalista dei "Fratelli musulmani"?
Possono esserci anche altri problemi.
Quindi, con questo centro sinistra al Governo, l'Italia rischierebbe di essere "staccata" dal resto dell'Europa e dell'Occidente.
Cordiali saluti.
AIUTIAMO LA RICERCA SUL CANCRO!

Cari amici ed amiche.
Voglio parlarvi di un tema a cui sono particolarmente sensibile. Il tema è la lotta contro il cancro.
Questo è un tema a cui sono sensibile, per ragioni familiari.
Infatti, il 03 febbraio di quattordici anni fa, morì mia nonna, a causa di un tumore al peritoneo.
Io penso che la ricerca sul cancro vada favorita e sostenuta.
Per questo, invito tutti a consultare il sito dell'AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro), seguendo il link http://www.airc.it.
Bisogna conoscere bene questa brutta malattia, per contrastarla.
Qualche informazione l'ho data io, nell'articolo intitolato "I tumori sono ereditari?", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/07/i-tumori-sono-ereditari.html.
Inoltre, oggi si vuole combattere questa malattia, anche con l' ingegneria genetica.
Leggete l'articolo, seguendo il link http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/ingegneria-genetica-e-ogm-sono-risorse.html.
Il link dell'AIRC è nella voce "Link preferiti" di questo blog.
Cordiali saluti
mercoledì 2 febbraio 2011
RETE, DAL LAVORO ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Cari amici ed amiche.
L'idea di fare questo articolo mi è venuta in seguito ad una discussione molto accesa.
In questa discussione, ho parlato del lavoro, della disoccupazione giovanile e di internet.
Questo problema riguarda anche me, essendo io un giovane attualmente in cerca di lavoro.
Oggi, si sa, la rete è presente.
Internet è un "mare magnum" di informazioni, alcune veritiere ed altre meno.
Ora, sorge una domanda.
La rete può essere utile per cercare lavoro?
Per il mio interlocutore, l'unica forma di domanda di lavoro valida è quella fatta di persona, ossia andando fisicamente presso l'azienda a cui il candidato si è rivolto e portare il curriculum vitae. Per il mio interlocutore, gli imprenditori non si fidano di coloro che fanno le domande tramite rete.
Al mio interlocutore, io ho risposto, dicendo che ciò non è vero.
Parlo anche per esperienza personale e in quello che dico ora ci metto la faccia.
Io ho fatto delle domande di lavoro, recandomi fisicamente presso l'azienda, e non ho avuto risposta.
Anzi, in qualche caso, sono stato anche cacciato in malo modo, senza riuscire a consegnare il curriculum.
Dunque, qui non è una questione di rete e non rete.
A mio modo di vedere, qui in Italia c'è una mentalità vecchia.
Ora, secondo questa mentalità, un'azienda si trova a parecchi chilometri di distanza dalla persona che cerca lavoro e quest'ultima deve andare là fisicamente, consegnare il curriculum, rischiando quanto detto prima, ossia di non ricevere risposta o di essere cacciato in malo modo.
Questo è assurdo!
E' vero che certi giovani non vogliono fare certi lavori ma è vero anche quanto detto prima su certe aziende.
Io penso che la rete sia una cosa utile, anche per cercare lavoro.
Sulla rete, ad esempio, si possono fare più domande di lavoro.
Certo, esse devono essere fatto a "regola d'arte", ossia con un bel curriculum vitae con nome, cognome, data e luogo di nascita, la cittadinanza, codice fiscale, recapiti telefonici, e-mail ed indirizzo di posta tradizionale, istruzione e titoli di studio (con il nome dell'istituto presso cui sono stati conseguiti), lingue straniere studiate, conoscenze di informatica ed i lavori precedenti, con i nomi delle aziende presso cui si è lavorato, la motivazione della loro cessazione.
Penso che questo sia il minimo per fare un curriculum dignitoso.
Che poi questo venga portato di persona dal candidato o mandato via e-mail non deve cambiare la sostanza.
La selezione dovrà essere fatta dal titolare dell'azienda, che dovrà verificare se questa persona esiste o è un fake e, qualora esista, se ella dice o meno la verità, contattando, ad esempio, le aziende in cui prima questa ha lavorato.
Inoltre, prima del lavoro, bisogna fare il colloquio.
Lì sì che il candidato dovrà recarsi di persona all'azienda, per essre valutato.
Invece, ancora oggi, ci sono imprenditori che non si fidano di chi fa domande in rete.
A questi signori, vorrei dire che se una persona è ( mi si passi il termine) un "minchione perdigiorno" , lo è sia che faccia la domanda via e-mail, sia che la faccia via posta e sia che la faccia di persona.
Conosco molte persone che all'apparenza sembrano brave e di valore (e che, magari, parlano anche bene) ma che, all'atto pratico, non valgono nulla.
Quindi, è ora di finirla con certi pregiudizi che, personalmente, trovo stupidi!
Perché una persona che vuole lavorare ma che al momento non può muoversi ma ha internet deve essere trattata come un perdigiorno, solo perché fa domanda via e-mail?
Un perdigiorno è tale anche se fa domanda di persona.
Questo pregiudizio è figlio di uno stupido provincialismo.
D'altra parte, il nostro Governo si è impegnato ad informatizzare la Pubblica Amministrazione, proprio per rendere più veloci certe pratiche.
Questo Governo sta facendo un lavoro encomiabile!
Qundi, anche le aziende private devono adattarsi a ciò.
Il mondo corre e chi resta indietro è destinato a cadere.
E poi, se usare internet deve significare andare su Facebook e fare cose poco serie, significa che non abbiamo capito nulla del progresso. Allora, sarebbe giusto togliere la rete e tornare a com'eravamo cinquantanni fa. Non meriteremmo il progresso!
Lo capì, ad esempio, uno come il riformatore Martin Lutero, che ebbe tanto successo, sfruttando un'innovazione, la stampa!
Vi immaginate come sarebbe stata la storia se Lutero si fosse limitato ad andare di persona villaggio per villaggio, senza usare la stampa?
Sarebbe caduto nel dimenticatoio.
Cordiali saluti.
BURQA? NO GRAZIE!
Cari amici ed amiche.Di questo argomento parlano tutti giornali e telegiornali.
Il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni (Milano) ha votato all'unanimità un'ordinanza che vieta alle donne islamiche l'uso del burqa.
E' davvero la prima volta che una Giunta ed un Consiglio comunale a maggioranza di sinistra (qual è quella di Sesto San Giovanni) prende una simile posizione.
Infatti, la sinistra è sempre stata buonista.
Io ritengo giusta questa posizione.
In primis, il burqa copre completamente la persona.
Quindi, non si sa chi ci sia sotto quell'indumento.
Non si sa se la persona celata dall'indumento sia una madre che porta i bambini a scuola o un terrorista suicida che porta delle bombe per farsi esplodere.
Inoltre, il burqa può essere anti-igienico.
Esso è un abito lungo e quindi può prendere polveri quant'altro.
E' chiaro che entrare in queste condizioni in un luogo in cui l'igiene conta (come un ospedale) non sia molto conveniente.
Inoltre, mi sembra anche un abito che umili la donna.
Io credo che la donna abbia diritto di potersi esprimere liberamente.
I "difensori" del burqa fanno il paragone con le nostre suore.
Vorrei fare notare che le nostre suore che lavorano negli ospedali si cambiano d'abito, quando entrano ed escono.
E poi, esse fanno un voto.
Inoltre, non mi risulta che delle suore si siano fatte saltare in aria.
Io, che ho sempre sostenuto posizioni come quella espressa dall'onorevole Gianluca Buonanno, deputato della Lega Nord e Sindaco di Varallo Sesia (in Provincia di Vercelli), trovo giusto che si vietino certe cose.
Spero che si faccia una legge ad hoc.
La tolleranza è una buona cosa ma bisogna mantenere l'ordine.
Cordiali saluti.
I DUE DELL'APOCALISSE DEMOCRATICA


Leggete la nota inviatami dall'onorevole Antonio Palmieri, tramite il sito "Forzasilvio.it, http://www.forzasilvio.it.
La nota dice:
"Mentre l'ammucchiata anti-Berlusconi proposta da D'Alema ha già perso un pezzo e mezzo, dopo il no secco di Di Pietro e la solita spaccatura in Fli, Bersani non si è fatto mancare nulla perdendo le primarie anche a Cagliari.
Insomma, l'accoppiata D'Alema-Bersani-la mente ed il braccio dell'agognata riscossa Pd-sembra, più che una falange politica, una riproposizione grottesca di figure letterarie come Don Chisciotte e Sancho Panza, o in modo forse più calzante, di fratelli dell'avanspettacolo come i fratelli De Rege. Da quando ha ripreso in mano le redini del partito, infatti, la strana coppia non ne ha azzeccata mia una.".
Oltre ad essere arguta, la nota dell'onorevole Palmieri è veritieria.
Effettivamente, noi ci troviamo di fronte ad un'opposizione divisa su tutto ed unita solo dall'odio becero verso il presidente Berlusconi.
Già lo scrissi nell'articolo intitolato "L'armata Brancaleone!", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/larmata-brancaleone.html.
Se, per disgrazia, dovesse andare al Governo un'accozzaglia che parte da Vendola e arriva a Futuro e Libertà per l'Italia, il disastro sarebbe dietro l'angolo.
Vi ricordate il Governo di Romano Prodi?
Sarebbe qualcosa di peggio.
Ci sarebbe una coalizione che creerebbe nuovi ministeri (per fare contenti tutti i partiti che la compongono) e che non governerebbe.
Aumenterebbe solo la spesa pubblica, per via dei nuovi ministeri e "carrozzoni" che creerebbe per accontentare tutti.
Inoltre, nel Partito Democratico non c'è una componente moderata credibile.
Il fatto che alle elezioni primarie del centro sinistra vincano i candidati di Sinistra, Ecologia e Libertà o altri dimostra ciò.
Quindi, il centro sinistra è fondato solo sull'odio verso il presidente Berlusconi ed il centro destra.
La sinistra italiana è ancora troppo legata al vecchio Partito Comunista Italiano.
In un Paese occidentale (qual è il nostro) non è ammissibile.
Cordiali salti.
EGITTO, UN PERICOLO!
Cari amici ed amiche.Questa mattina, ho accennato a quanto sta succedendo in Egitto, nel mio articolo intitolato "Un discorso per gli italiani, nel mondo, con note di Claudio Bottari ed Ermanno Filosa", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/02/un-dscorso-per-gli-italiani-nel-mondo.html.
Com'è noto, dopo quanto successo in Algeria ed in Tunisia, anche nel Paese che fu dei Faraoni e di Cleopatra ci sono rivolte contro il presidente Hosni Mubarak (nella foto).
Che il regime di Mubarak non sia pienamente democratico è fuori discussione. In Egitto ci vuole più democrazia.
Però, l'attuale presidente egiziano garantisce un regime laico nel suo Paese e fu l'unico capo di Stato di un Paese arabo a riconoscere la legittimità di Israele.
Grazie a Mubarak, in Egitto, i cristiani possono celebrare i loro culti.
Mi sa che fui un buon profeta, quando scrissi l'articolo intitolato "Copti, un patrimonio da salvare", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/copti-un-patrimonio-da-salvare.html, e quello intitolato "Nord Africa, dobbiamo stare attenti", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/nord-africa-dobbiamo-stare-attenti.html.
Qui c'è il rischio che prenda piede il fondamentalismo islamico ed il futuro potrebbe essere oscuro.
L'Europa e l'Occidente devono stare attenti. Devono seguire l'evolversi degli eventi.
Qui c'è un rischio per tutti.
E' a rischio sia la sicurezza dello Stato di Israele che la nostra.
Cordiali saluti.
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