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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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lunedì 24 gennaio 2011

POPOLO DELLA LIBERTA' IN CRISI? NON E' VERO!

Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo di "Affari Italiani", http://www.affaritaliani.it/politica/swg_pdl_berlusconi240111.html.
Secondo questo articolo, vi sarebbe una forte flessione del Popolo della Libertà nei sondaggi, per via del "caso Ruby".
A me risulta l'esatto contrario.
Secondo i sondaggi di Renato Mannheimer, il Popolo della Libertà sarebbe al 30%.
Quindi, non mi sembra che ci sia una crisi del partito del presidente Berlusconi.
Sempre secondo il sondaggio di Mannheimer, anche la Lega Nord va bene.
Io ho l'impressione che ci sia davvero la volontà di influenzare l'opinione pubblica e fare sì che il presidente Berlusconi abbia maggiori pressioni addosso, per farlo dimettere.
Come disse un noto politico, a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca!
Riflettete!
Vi segnalo il sito http://www.taccuinopolitico.it. Troverete il link anche nella voce "Link preferiti" di questo blog.
E' un sito interessante.
Cordiali saluti.


COMUNICAZIONI, MESSAGGIO DEL PAPA? OTTIMO!

Cari amici ed amiche.

Condivido completamente il messaggio del Santo Padre Benedetto XVI.
Tale messaggio era rivolto, in particolare a noi giovani, ed è stato fatto per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni.
Il Santo Padre ha scritto che internet è uno strumento importante ma non può rimpiazzare i rapporti veri!
Questa considerazione corrisponde perfettamente al mio pensiero.
Internet è uno strumento importante, un "mare magnum" che permette di fare ricerca e di contattare persone vicine e lontane.
Purtroppo, però, offre un mondo non reale!
Anzi, spesso sui social-network vi sono profili falsi e si scrivono cose più per avere popolarità che non per creare la base un rapporto umano vero.
Quindi, l'uso di internet va bene ma i rapporti umani non possono essere sostituiti da una chat o da un post su Facebook.
Del resto, dipende dall'uso che si fa di questi strumenti.
Io, ad esempio, ho iniziato ad usare Facebook nel 2009, più per fini di propaganda politica che non per fare amicizia.
Io collaboravo per la lista di centro destra.
Infatti, nel mio Comune, Roncoferraro (in provincia di Mantova), c'erano le elezioni comunali, elezioni che, purtroppo per la mia parte politica, erano finite male.
Ora, nella mia zona l'attività politica è scarsa e pertanto uso internet per "creare dibattito", quel dibattito che non trovo nella mia zona.
Certo, quest'anno ci saranno le elezioni provinciali e la mia intenzione è quella di collaborare con la lista di centro destra, se non di prendere parte ad essa.
Se ciò dovesse accadere, i miei interlocutori di Facebook potrebbero vedermi molto poco e non avere molte occasioni di chattare con me.
Infatti, non mi limiterei ad usare solo internet ma farei anche tanta propaganda sul territorio.
Riguardo i miei interlocutori di Facebook, io non riesco a considerarli amici nel vero senso della parola. Inoltre, inizio sempre questi articoli con l'espressione "Cari amici ed amiche" per usare un tono accomodante.
Intendiamoci, non voglio dire che abbia una cattiva opinione di loro. Anzi, di molti di loro, direi il contrario. Se un giorno dovessi incontrare qualcuno di loro, anche per strada, di sicuro, gli darei una stretta di mano, mi fermerei a parlare e berrei un caffè al bar con lui.
Colgo l'occasione per ringraziare i tanti che il 03 gennaio scorso mi hanno inviato i messaggi di auguri per il mio compleanno. Avevo la casella di posta elettronica intasata.
Non credevo di riceverne così tanti.
Però, l'amicizia vera è anche condivisione di esperienze. Amicizia significa anche stare insieme.
Anche l'amicizia è una forma di "koinonia", "communio", "comunione".
Di sicuro, internet non può creare questa "comunione".
Questa "comunione" può essere creata solo con la reale condivisione di esperienze.
I rapporti umani debbono fondarsi sull'autenticità e non sulla menzogna.
Le cose fondate sulla menzogna non durano.
Quindi, internet va bene per portare idee, fare ricerche, cercare lavoro e, perché no, creare le basi per rapporti umani nuovi.
L'amicizia vera, però, esiste solo con le vere esperienze.
Quindi, il Papa ha detto delle parole vere che noi dobbiamo fare nostri.
Cordiali saluti.

domenica 23 gennaio 2011

LAUREA A SAVIANO? UN ERRORE!


Cari amici ed amiche.
Io trovo che sia stata una cosa sbagliata la laurea "honoris causa" data dall'Università di Genova allo scrittore Roberto Saviano!
In questi tempi, in cui si deve ristabilire il concetto di meritocrazia, è deleterio dare un titolo ad una persona che (con il dovuto rispetto) non ha frequentato quegli studi per il quale lo stesso dovrebbe essere conseguito.
Anche se questo titolo è un'onorificenza, il principio è sbagliato.
Infatti, si rischia di fare passare l'università per un "diplomificio", un luogo in cui, solo per avere fatto qualcosa degno di nota, si può avere un pezzo di carta chiamato "diploma di laurea", senza avere studiato e faticato sui libri e sulle "sudate carte", usando un'espressione del poeta Giacomo Leopardi .
Io penso che sia arrivata l'ora di smetterla di dare questi titoli a profusione.
Bisogna rispettare quei ragazzi e quelle ragazzi che studiano, si impegnano e che, magari, lavorano, anche per mantenere gli studi, perché le loro famiglie non possono pagare le rette e quant'altro!
Io preferisco quei giovani che si fanno in quattro per avere il "pezzo di carta" che li fa medici, avvocati, ingegneri, professori e quant'altro.
Inoltre, io non condivido quello che ha detto Saviano.
Egli, infatti, ha dedicato la laurea ai Pubblici Ministeri.
A Saviano, vorrei dire che è ora di smetterla con il giustizialismo!
Tutti noi vogliamo più legalità.
La legalità è il concetto più alto e nobile di senso dello Stato e non ha nulla a che fare con il giustizialismo.
Perché ci sia la legalità devono esserci sì il rispetto verso la legge e la sanzione, allorché vi sia un reato, ma deve esserci anche il garantismo, ossia il principio di "presunta innocenza" (fino alla sentenza definitiva) e di rispetto per la persona.
Solo così può esserci la legalità. In caso contrario, ci sarebbe solo il giustizialismo.
Il giustizialismo, infatti, è un concetto becero che porta solo odio tra persone.
Il giustizialismo, ad esempio, è quell'idea che porta a fare i processi mediatici (come quelli di questi giorni) e che è atta a distruggere una persona ancora prima del processo che si deve fare in tribunale.
Per il giustizialismo non esiste il principio di "presunta innocenza" ma quello di "presunta colpevolezza".
Il giustizialismo semina solo odio.
Inoltre, non è giusto fare passare la magistratura per unica parte sana delle nostre Istituzione.
Ci sono tanti magistrati bravi e che hanno senso dello Stato ma ve ne sono tanti altri che non fanno il loro dovere di fare rispettare la legge e che tendono ad influenzare la sfera politica.
E' logico che una cosa simile leda gravemente il principio democratico di separazione dei poteri dello Stato.
Vorrei terminare, ricordando la storia del noto rivoluzionario francese Maximilien de Robespierre (1758-1794).
Quando fece decapitare re Luigi XVI (21 gennaio 1793) e salì al potere instaurò il Terrore, regime di terrorismo di Stato, in cui il giustizialismo la fece da padrone.
Sapete che fine fece?
Quando tutti si stancarono del Terrore, lo stesso Robespierre subì lo stesso trattamento che riservò ai suoi oppositori. Fu ghigliottinato.
Il giustizialismo genera odio e si ritorce anche contro chi lo pratica.
Noi non abbiamo bisogno di "novelli Robespierre".
Cordiali saluti.

UNA PROPOSTA COSTRUTTIVA PER RONCOFERRARO


Cari amici ed amiche.
In questa pagina del sito del Comitato di Roncoferraro dell'Associazione Civica Mantovana (ACM) è citata una questione che riguarda il territorio di Roncoferraro.
Prima di incominciare, voglio fare una precisazione, dicendo che io non aderisco (e non aderirò) all'ACM.
Con i ragazzi di questa associazione, dialogo e mi confronto.
Su certi temi locali, ci sono dei punti di incontro. Sui grandi temi, però, ci sono delle discrasie molto forti.
Io ero, sono e resterò nel centro destra e nel Popolo della Libertà.
Detto, questo, parliamo del tema.
Il tema in questione è la realizzazione du supermercato che sta creando non pochi malumori.
Esso, verrebbe realizzato nella conurbazione tra il centro abitato di Roncoferraro e la frazione di Barbassolo.
Purtroppo, il luogo in cui dovrebbe essere realizzato l'edificio è prossimo al cimitero.
Inoltre, anche i commercianti non vedono di buon occhio la cosa perché temono che un grossa esercizio commerciale troppo vicino a possa fare perdere loro dei clienti, così come i residenti del vicino quartiere nuovo, che sarebbero infastiditi dai rumori delle ventole dei refrigeratori e dei camion che caricano e scaricano le merci.
Io vorrei essere costruttivo e fare una proposta.
Io penso che il supermercato si possa fare. Anzi sarebbe utile.
Il problema è l' ubicazione.
Io vedrei in modo molto positivo la realizzazione del supermercato nella zona orientale del centro abitato di Roncoferraro, che è la zona opposta a quella in cui si dovrebbe fare il succitato esercizio.
Per intenderci, la zona che propongo io è quella che si trova verso la frazione di Nosedole.
Una situazione simile darebbe dei vantaggi non indifferenti.
Darebbe dei vantaggi al proprietario del supermercato, che, potenzialmente, avrebbe più clienti. Infatti, i potenziali clienti potrebbero venire dalle frazioni di Nosedole, Casale e Governolo e da Villimpenta.
Darebbe dei vantaggi ai commercianti, che non avrebbero un grosso esercizio commerciale troppo vicino e che hanno diritto di lavorare.
Inoltre, la zona est è poco edificata e, pertanto, non creerebbe i fastidi di cui ho parlato prima.
Anzi, un supermercato permetterebbe la crescita di quella zona del paese che è poco sviluppata.
Infatti, potrebbe diventare un "pretesto" per mettere la "strada della paura", di cui parlai nell'articolo intitolato "Roncoferraro (Mantova), la strada della paura", http://italiaemondo.blogspot/2010/05/roncoferraro-mantova-la-strada-della.html.
Io vedrei bene una situazione simile.
Inoltre, vorrei fare una proposta anche al proprietario del supermercato che si dovrebbe realizzare.
Egli potrebbe mettersi d'accordo con le piccole aziende locali che producono prodotti agro-alimentari (come salumi, ortaggi, formaggi e quant'altro) e creare nel suo esercizio commerciale degli stand. In questi stand, i piccoli produttori locali potrebbero vendere i loro prodotti. Lui, il proprietario dell'esercizio commerciale, ci guadagnerebbe dei soldi (una sorta di "affitto" dello stad) come i piccoli produttori.
Altrimenti, potrebbe comprare i prodotti dalle succitate aziende locali e venderli direttamente.
Sarebbe anche un modo per valorizzare il prodotto locale e per dare spazio ai piccoli prodottori e potrebbe diventare uno stimolo per fare sì che si creino nuove aziende di prodotti agro-alimentari, creando nuove opportunità di lavoro.
Io ho cercato di essere costruttivo.
Spero che qualcuno recepisca la mia idea.
E poi, spero che l'amministrazione comunale dialoghi di più con i cittadini e ne ascolti le idee e proposte.
Visto che il suo partito di maggioranza si chiama "Partito Democratico", sarebbe buona cosa se dialogasse.
Il dialogo è parte integrante della democrazia.
Cordiali saluti.

SHOAH? CHE NON SI RIPETA MAI PIU'!


Cari amici ed amiche.
Leggete anche l'articolo da me scritto su "Italia chiama Italia" e riportato su "Il Cannocchiale", seguendo il link http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/2352043.html.
Io trovo che la Shoah fosse stata una delle più gravi tragedie di questo mondo.
Nei vari lager nazisti sparsi per l'Europa, morirono più di sei milioni di persone.
Morirono ebrei, politici, preti, massoni, invalidi, omosessuali, zingari ed altri.
Fu una tragedia molto grave!
A farne le spese, fu soprattutto il popolo ebraico ma ci furono anche altri martiri come Padre Massimiliano Kolbe, che citai nell'articolo http://italiaemondo.blogspot.com/2010/11/magna-charta-libertatum-anche-noi.html, il pastore protestante Dietrich Bonhoeffer o la principessa Mafalda di Savoia.
Nella "Shoah" si vide il male allo stato puro.
Io, ad esempio, non condivido le posizioni degli omosessuali ma non mi permetterei mai di chiederne l'eliminazione fisica.
Io, ad esempio, non condivido le idee massoniche, poiché sono cattolico, ma di sicuro non vorrei l'eliminazione fisica dei massoni.
Nella "Shoah" vi fu un tentativo di eliminare fisicamente delle persone che erano viste come una minaccia da un'ideologia satanica che puntava a schiavizzare l'uomo, il nazismo!
Il nazismo fu un'ideologia satanica, come lo fu il comunismo.
Leggete l'articolo intitolato "Comunismo e nazismo, due facce del satanismo", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/comunismo-e-nazismo-due-facce-del.html.
Proprio la persecuzione contro che ebrei (che fu messa in atto da Hitler e da suoi) dimostrò questo.
Uccidere l'ebreo, per Hitler, significava anche uccidere il popolo da cui Cristo veniva.
Una volta eliminati gli ebrei, Hitler avrebbe eliminato anche noi!
Leggete l'articolo intitolato "Le radici giudaiche del Cristianesimo", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/le-radici-giudaiche-del-cristianesimo.html.
Per questo, nessun cristiano dovrà più sostenere le posizioni neg
azioniste.
Il negazionismo, oggi usato anche da certi movimenti islamici fondamentalisti contro Israele, è un'idea criminale perché tende a negare un grave crimine fatto contro l'uomo e contro Dio!
A noi giovani, spetta il compito di mantenere e difendere la memoria.
Solo se manteniamo la memoria questa tragedia non si ripeterà più.
Cordiali saluti.

sabato 22 gennaio 2011

CRISTO E L'ATTUALITA'!

Cari amici ed amiche.

Leggete i commenti all'articolo intitolato "Etica sì, moralismo no!", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/etica-si-moralismo-no.html.
A questi signori che hanno fatto dei commenti non condivisibili vorrei dire che l'ipocrisia non fa parte del cattolicesimo.
Inoltre, Gesù stesso ci insegnò a non giudicare.
Leggendo quei commenti, mi domando se certe persone abbiano capito o meno l'insegnamento cristiano.
Gesù fu Colui che unì. Colui che divide viene chiamato con il termine greco "diaballein", ossia "diavolo".
La Messa di oggi parla di ciò.
Nelle nostre chiese vengono letti il brano del Libro di Isaia (dal capitolo 8, versetto 23b al capitolo 9, versetto 3), il Salmo 26, il brano della I Lettera di San Paolo ai Corinzi (capitolo 1, versetti 1, 10-13 e 17) e del Vangelo secondo Matteo ((capitolo 4. versetti 12 e 23).
Il brano del Libro di Isaia dice:
"In passato il Signore umiliò la terra di Zàbulon e la terra di Nèftali, ma in futuro renderà gloriosa la via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti. Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse.
Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia. Gioscono davanti a te come si goisce quando si miete come si esulta quando si divide la preda.
Perché tu hai spezzato il giogo che l'opprimeva, la sbarra sulle spalle, e il bastone del suo aguzzino di Màdian.".
Il brano del Vangelo dice:
"Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nazaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:
"Terra di Zàbulon e terra di Neftali, sulla via del mare, oltre il Giordano, Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre vide una grande luce, per quelli che abitavano in regione e ombra di morte la luce è sorta".
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino".
Mentre camminava lungo il mare di Galilea, vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; infatti erano pescatori: e disse loro: "Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini". Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono.
Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insime a Zebedèo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la braca e il loro padre e lo seguirono.
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattia ed infermità nel popolo.".
Questi due bellissimi brani testimoniano la continuità tra Ebraismo e Cristianesimo (di cui parlai nell'articolo intitolato http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/le-radici-giudaiche-del-cristianesimo.html) poiché Isaia profetizzò che la Galilea avrebbe ospitato il Messia (Cristo) ed il Matteo confermò quello che scrisse Isaia.
Questa terra è simbolica.
Nel 730 BC, essa venne invasa dai Siriani, un popolo pagano.
Quindi, fu martoriata. Al tempo di Gesù Cristo, essa fu abitata promiscuamente da Giudei e pagani.
Quindi, Gesù lasciò la Giudea (ove vi era una maggiore ostilità) e si trasferì il Galiea proprio per fare la sua missione, ossia unire i popoli sotto il nome di quel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe.
Per questo, Gesù fu la Luce del mondo.
Egli fece cadere il muro tra ebrei e non ebrei.
Se lui fece una cosa simile, perché oggi, noi che lo seguiamo, siamo così divisi?
Guardate, non è solo una divisione tra cattolici, ortodossi, protestanti ed anglicani ma è una divisione anche all'interno di queste comunità religiose.
Tra noi cattolici, ad esempio, ci sono delle divisioni che sono inaccettabili.
Per esempio, noi siamo divisi dalle idee politiche.
Io ne sono una prova vivente.
Io che sono cattolico di centro destra vengo attaccato da quei cattolici che stanno nella parte opposta.
E' davvero brutto!
Ad esempio, durante una Messa, quando presi la Comunione, vidi una persona. Questa persona è dichiaratamente di centro sinistra. Per educazione, io le feci un cenno di saluto e quella, pur vedendomi (poiché le passai davanti), mi evitò.
Inoltre, in qualche caso, durante lo scambio del "segno di pace" , c'è chi si rifiuta di stringemi la mano.
Addirittura, c'è chi vorrebbe accusarmi di eresia, anche per il fatto che io abbia una devozione particolare per San Carlo I Stuart, il "Re martire", di cui parlai nell'articolo intitolato "Re Carlo I Stuart, il precursore dell'anglo-cattolicesimo", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/08/re-carlo-i-stuart-il-precursore.html. Domenica prossima, tra l'altro, ci sarà la sua commemorazione e, se Dio vuole, io tratterò l'argomento.
Il presunto "caso Ruby" , in cui è coinvolto il presidente Berlusconi, ha palesato la divisione che oggi c'è tra noi cattolici.
I cattolici di centro sinistra attaccano e accusano noi di servire l'immoralità.
Ai cattolici di centro sinistra, vorrei dire che loro non sono migliori di noi e che loro sostengono delle idee che in passato potevano costare la scomunica e che in altri Paesi portarono persecuzioni contro la Chiesa.
Infatti, il comunisti erano stati scomunicati da Papa Pio XII.
Ai cattolici di centro sinistra, vorrei dire che farebbero bene a leggere i brani del Vangelo che dicono "Non giudicare e non sarete giudicati" e "Chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Se noi siamo così divisi al nostro interno, come potremmo stabilire un dialogo con gli altri cristiani e con chi non è cristiano?
Chi non è cristiano potrebbe dire:
"Gesù dice "Ama il prossimo tuo come te stesso" e poi vi scornate tra di voi.".
Gli altri cristiani potrebbero dire:
"Che lezioni di unità ci potreste dare di unità se non siete d'accordo tra di voi?".
Io penso che ognuno debba guardarsi allo specchio.
Mi rifaccio alla i Lettera di San Paolo ai Corinzi, in cui scrisse "Ma Cristo è diviso?".
Ad esempio, oggi c'è chi definisce Cristo come un "socialista", se non "comunista", e c'è chi lo presenta il altri modi.
Veramente, qui rischiamo di finire nel ridicolo.
Se noi facessimo tutti un bagno di umiltà e ragionassimo, faremmo una bella cosa.
Qui, davvero, si rischia di vanificare quello che Pietro e gli altri Apostoli fecero quando Gesù li chiamò e li invitò a lasciare tutto, per la missione di portare il Vangelo e di convertire i cuori.
Continua la settimana di preghiera per l'Unità dei Cristiani.
Forse, sarebbe che noi cattolici pregassimo anche per noi stessi.
Solo così, potremmo dialogare con gli altri.
Cordiali saluti.




ETICA SI', MORALISMO NO!

Cari amici ed amiche.

Prendo spunto dalla lettera di Nicola Bianchera, consigliere comunale del Popolo della Libertà di Suzzara (Mantova).
La lettera è stata pubblicata oggi (22 gennaio 2011) sul quotidiano "Gazzetta di Mantova".
Essa è intitolata "Sul piano morale guardiamoci allo specchio" ed inizia così:
"Mi fa sorridere il falso moralismo che in questi giorni molti amici di sinistra rispolverano per attaccare Berlusconi così come mi fa sorridere la morale proveniente dal Vaticano: potrei fare un elenco infinito di esponenti politici di ogni livello e di ogni partito che sono inciampati in uno scandalo sessuale.".
Mi trovo sostanzialmente d'accordo con il consigliere Bianchera, al quale faccio i complimenti per la lettera.
Sul Vaticano, io penso che esso sia stato irretito in questa campagna mediatica contro il presidente Berlusconi.
In qualche modo, le opinioni del Vaticano possono essere state condizionate da questo clima di odio instaurato da una certa parte politica, da certi mass media e, naturalmente, da una certa parte della magistratura.
A sinistra c'è una potente "macchina da guerra" costituita da certi politici, certi giornali, certi mass media, certi intellettuali (o presunti tali) e da certa parte della giustizia.
Ora, quasta "macchina da guerra" (o "macchina del fango") è in moto.
Quanto al moralismo della sinistra, devo dire che esso è arrivato a dei livelli inaccettabili!
Come ho già scritto in un precedente articolo (http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/annozero-non-e-stato-bello-spettacolo.html) si sta facendo un processo mediatico fondato su intercettazioni e prove di dubbia attendibilità.
In pratica, si vuole distruggere una persona e si rischia di fare un danno al Paese.
Si rischia di dividere gli italiani e di creare odio tra di loro e non vi sarebbero solo i problemi politici.
Io, per avere sostenuto il presidente Berlusconi durante una discussione, sono stato paragonato anche ad un "sodomita", oltre ad essermi beccato del "mafioso", del "clerico-fascista" e quant'altro.
E' questo il "senso della responsabilità" della sinistra?
Come disse il grande Totò, ma fatemi il piacere!
Se la sinistra avesse almeno un oncia di senso della responsabilità, farebbe un suo programma di Governo e si confronterebbe sui temi!
Una cosa del genere l'ha scritta anche il consigliere Bianchera.
Inoltre, è molto grave il fatto che sia stato pubblicizzato il numero di telefono del presidente Berlusconi.
Questa è una violenza nella vita privata.
Serve sì un'etica ma non bisogna scadere nel moralismo. Infatti, i moralisti sono i primi ad avere l'immoralità. A sinistra dovrebbero saperlo!
Cordiali saluti.





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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.