Presentazione

Presentazione
Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

mercoledì 12 gennaio 2011

JON ARASON E I GIORNI NOSTRI


A LU VISCUVU JON ARASON

"Maria regina dolce e pura
di castità sei fiore,
l'arcangelo, eccelsa vergine,
rese onore alla tua verginità,
dicendo AVE, bella e pia,
GRATIA PLENA, Dio è con te:
così parlò Gabriele."

Comu a la Virgini...cusì a tutti li Santi...
ultimi...questi funu 'n quell'anni...
induve cù Virgiliu, me' pueta, vinni forse lu maestru Danti...
li canti chì scrivìu...cusì 'n Holar l'apostulu Ghjuvanni!

Cusì nto friddu mari di lu Nordu...cusì ntra lu focu...
lu focu di la Tarra...et li niuri rocci et lu ghjacciu...
tantu fù lu sangue nnucenti chì cascau...
quandu Christian...di li Juti rè...vinni 'n guerra!

Vigliaccu...cusì fù ellu...chì 'n riposu staci camora...
cù lu rè Santu...Harald...da l'Azzolu Denti...
ché a mannari d'arme l'omini pigghiau...cuntru l'omu di la Palora...
et com'ellu...tanti more fici di nnucenti!

Ma nenti quellu tintu rè pudia...ché cusì vulia...
comu pè quellu rè piccaturi di pirdunu una dumanna...
di quellu viscuvu portanu li venti quelli canti a Maria...
ancora...comu di priari ancora cumannanu...la figghia...
chì di Sant'Anna fù et matri di lu Messia.


Cari amici ed amiche.

Con questa poesia, rendo omaggio a Jon Arason, un vescovo islandese vissuto nel XVI secolo che fu anche un poeta.
Egli visse tra il 1484 ed il 1550. Ordinato prete nel 1508, divenne vescovo di Holar nel 1524.
La sua vita fu un martirio.
L'Islanda, infatti, fu sotto il dominio della Danimarca, ove si stava affermando la Riforma protestante.
Infatti, nel 1523, il re Cristiano II venne deposto e nel 1532 venne incarcerato.
Al suo posto, divenne re Federico I che introdusse la Riforma protestante ma non osteggiò la Chiesa cattolica, ancora molto forte in Danimarca.
Le cose cambiarono nel 1533.
Re Federico I morì ed il suo posto venne preso da suo figlio Cristiano III.
Questi impose la Riforma protestante e la fece diventare religione di Stato e perseguitò la Chiesa cattolica, anche con inaudita violenza. Lo stesso Martin Lutero restò sdegnato.
Nel 1537, Cristiano III impose la Riforma anche in Norvegia e successivamente puntò all'Islanda. Leggete il sito http://www.santuarimariani.org/sm-europa/is-islanda/eu-is-islanda0.htm.
Sull'isola ci fu una strenua resistenza. Proprio il vescovo Arason fu il focus di tale resistenza, nonostante molti ecclesiastici fossero passati alla Riforma.
Nel 1550, il vescovo Arason venne decapitato.
Quella del vescovo Arason è una storia di fede vissuta fino all'ultimo, anche con il martirio.
Oggi, noi dobbiamo riscoprire il valore di uomini come il vescovo Arason.
Il martirio non fu solo un modo per difendere la propria fede con il sacrificio di sé stessi ma anche un modo per difendere la propria idea, anche pagando con propria vita, una vera e propria testimonianza.
Quindi, il vero martirio non provoca la morte di chi sta intorno. Il vero martire non è un assassino. Chi si fa saltare in un negozio, in una scuola o davanti ad una chiesa è un assassino.
Il martirio è la testimonianza della propria fede, come ci insegnarono ad esempio, i sette fratelli del II Libro dei Maccabei (Vecchio Testamento) e Gesù Cristo nostro Signore.
Anche nell'epoca contemporanea ci sono stati dei martirii
Un esempio di martirio, può essere quello del giovane Jan Palach, lo studente protestante della Cecoslovacchia che si suicidò nel 1969.
Da cattolico praticante, condanno il suicidio.
Però, in questo caso, il suicidio di Jan fu indotto da una politica che negò Dio e tolse ogni libertà e diritto naturale dell'uomo.
Quindi, Jan divenne un martire.
Leggete il link http://italiaemondo.blogspot.com/2009/11/caduta-del-muro-di-berlino-cosa-resta.html.
Egli non volle piegarsi ad un'ingiustizia e fu quella ingiustizia ad indurlo a quel gesto estremo.
Trovo che il paragone tra la vicenda di Jan Palach e quella di Norman Zarcone (http://italiaemondo.blogspot.com/2010/12/no-alla-violenza.html) sia pertinente.
Anche le vittime della Shoah sono a tutti gli effetti dei martiri.
Riguardo ciò, vorrei segnalare una brutta iniziativa, volta a creare un clima di antisemitismo.
Leggete il link http://www.repubblica.it/cronaca/2011/01/12/news/ebrei-11117326/?ref=HRER2-1.
Certo, non sono dell'orientamento politico del quotidiano da cui è stata presa la notizia ma essa deve fare riflettere.
A tale proposito, ringrazio di cuore Morris Sonnino che su Facebook mi dà sempre spunti e notizie, tra cui questa.
E' un ragazzo molto bravo e devo che i suoi amici sono fortunati.
Inoltre, è un indefesso sostenitore del Popolo della Libertà, quindi una persona con cui vado d'accordo.
Anzi, suggerisco al Popolo della Libertà di Roma di valorizzare lui e tutti i giovani seri e volenterosi come lui. Sono questi i veri giovani, quei giovani che io ammiro.
Forse, non siamo amici nel senso stretto del termine, perché non ci conosciamo direttamente, ma Morris si è guadagnato il mio rispetto e la mia stima perché è un ragazzo molto competente e serio.
Detto questo, su internet c'è un'iniziativa becera contro gli ebrei.
In questa iniziativa si torna a parlare di "lobby ebraica" e si favoriscono i temi del negazionismo.
Fa rabbrividire.
Io mi chiedo se questa gente abbia o meno una cultura ed una coscienza.
La Shoah fu un crimine immondo in cui scientemente si volevano eliminare delle persone.
Come il comunismo, il nazismo fu la negazione di Dio.
Come si fa a difendere una simile ideologia?
Coloro che morirono nei campi di Dachau, di Auschiwitz e in altre zone dell'Europa sono da considerare martiri e verso di loro serve rispetto.
Forse, l'esempio del vescovo Jon Arason può essere il più azzeccato per capire le cose.
Termino, chiedendo delle informazioni.
Vorrei sapere qualcosa sulla cattedrale di Roskilde, in Danimarca, proprio quella in cui riposano le spoglie di re Cristiano III e di un re santo, Harald Dente Azzurro.
Sono appassionato di queste cose.
Cordiali saluti.

martedì 11 gennaio 2011

UNA RIFLESSIONE

Cari amici ed amiche.

Prima di incominciare, vi voglio segnalare un contatto ricevuto su questo blog dal signor Claudio Zarcone, padre del giovane Norman (il ragazzo morto suicida per via del disagio da egli provato di fronte al sistema poco meritocratico dell'università), che ha scritto un commento sul post http://italiaemondo.blogspot.com/2010/12/no-alla-violenza.html.
Leggetelo e riflettete!
La cosa più brutta per un genitore e sopravvivere al proprio figliuolo!
Proprio da qui voglio fare partire la mia riflessione, per fare capire che l'Italia deve cambiare, se non vuole finire nel baratro!
Oggi, nello stabilimento FIAT di Mirafiori (Torino), si vota in un referendum il piano proposto dall'amministratore delegato della nota casa automobilistica Sergio Marchionne.
E' inutile dire che io sia dalla parte del signor Marchionne.
Marchionne ha ragione!
Qui c'è un piano che prevede ben 20.000.000.000 di Euro di investimenti per rilanciare la nota casa automobilistica.
Se questo piano dovesse andare in porto ci sarebbero più posti di lavoro e più posti di lavoro significherebbero maggiore produzione di ricchezza per il Paese.
Magari, sarà un po' "brutale" nell'esprimere i concetti ma Marchionne ha perfettamente ragione.
Lui non è un "benefattore" ma è un imprenditore, un uomo che lavora!
Putroppo, troppo spesso, è stato fatto passare il concetto in cui"uomo che lavora" è solo il lavoratore dipendente o l'operaio mentre l'imprenditore viene visto quasi come un malfattore o un ladro.
La verità è diversa.
Anche l'imprenditore è un uomo che lavora ed il lavoro onesto non disonora nessuno!
Non è disonorevole fare il netturbino, il bidello della scuola o l'operaio di una porcilaia, come fare l'operaio in una catena di montaggio, l'insegnante, l'impiegato, l'infermiere, il medico, l'artigiano, il commerciante o l'imprenditore. Il lavoro è lavoro!
Una frase del Primo Ministro britannico Winston Churchill, che era un uomo saggio, diceva:
"L'azienda privata non è una tigre feroce da uccidere o una vacca da mungere ma è un robusto cavallo che traina un carro molto pesante".
Smettiamola con questa "ipocrisia classista"!
Marchionne sta facendo il suo lavoro e non sta rubando soldi a nessuno.
Anzi, la FIAT sta investendo parte del suo capitale per fare dei progetti interessanti, qui in Italia.
Se al referendum dovesse vincere il "No" (che è tanto caldeggiato dalla CGIL), il rischio è che tutti questi progetti vadano "in fumo", che la FIAT lasci l'Italia e che si crei una spaventosa disoccupazione.
Dalla disoccupazione non possono nascere altro che povertà e conflitto sociale!
Non mi sembra che il piano di Marchionne leda i diritti di nessuno!
Voglio ricordare una cosa e poi concludo.
Purtroppo, qui in Italia è passato il concetto del "chiedere diritti".
Perché sia tale, un diritto non può prescindere dal dovere.
Un diritto senza dovere non è un diritto ma un "privilegio di casta".
Se oggi il nostro Paese è così indietro è perché tutti chiesero diritti ma non vollero i doveri.
Questo creò molte "caste", di cui oggi vediamo tragicamente gli effetti.
Cordiali saluti.





UNA BELLA INIZIATIVA!

Cari amici ed amiche.

Gli amici del "Minzolini Fan Club" di Facebook (il cui link è reperibile nella lista "Link preferiti" di questo blog) ha segnalato un'iniziativa importante.
Leggete l'articolo de "Il Giornale", seguendo il link http://www.ilgiornale.it/interni/il_cav_scopre_via-sportelli_pdl_cittadini/11-01-2011/articolo-id=498668-page=0-comments=1.
Io trovo che questa non sia una buona iniziativa ma un'ottima iniziativa!
Il miglior modo per radicare il partito sul territorio.
In pratica , il Popolo della Libertà (che cambierà nome) vuole fare dei veri e propri centri a cui i cittadini potranno rivolgersi per fare pratiche previdenziali, sanitarie, fiscali e di altro tipo o per avere informazioni.
In pratica, questi centri sarebbero dei veri e propri patronati al servizio di tutti i cittadini, iscritti e non iscritti al partito.
Io penso che questa sia un'iniziativa molto lodevole, per tanti fattori.
Il primo, è l'abbattimento del monopolio della sinistra.
Con i suoi sindacati ed i suoi patronati, la sinistra ha sempre avuto un ruolo egemone nella materia previdenziale.
Con questa iniziativa, si potrà creare un'alternativa.
Il secondo è un contatto diretto tra il partito ed i cittadini.
In pratica, il miglior modo per radicare il partito sul territorio è proprio stare a contatto con i cittadini e mettersi al servizio di essi.
Io non sono solo favorevole a questa iniziativa ma, nel caso che si dovesse fare un'agenzia simile nella Provincia di Mantova e in particolare nella zona della sinistra-Mincio (tra cui la zona di Roncoferraro, ove il Popolo della Libertà deve consolidarsi), IO SONO DISPONIBILE A COLLABORARE ATTIVAMENTE. In pratica, sono disponibile a prendere parte attiva al progetto.
Un partito può crescere solo se opera attivamente sul territorio.
E' quello che ho sempre sostenuto.
Cordiali saluti.


lunedì 10 gennaio 2011

SUSSIDIARIETA' SI', ASSISTENZIALISMO NO!


Cari amici ed amiche.
Vi invito a leggere l'articolo su "Italia chiama Italia", seguendo il link http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/24651/2011-01-10.html.
Qui in Italia servono riforme serie, come il federalismo.
Oltre queste riforme, però, ci deve essere anche un cambio di "cultura".
E' ora di smetterla con l'ASSISTENZIALISMO e di passare ad una sana politica di SUSSIDIARIETA'!
In tutti questi anni, l'assistenzialismo è stato un vero e proprio cancro per l'Italia.
Infatti, sono stati copiosamente elargiti fondi ad enti e persone che, spesso e volentieri non ne avevano nemmeno bisogno e ne hanno fatto un uso improprio.
Questo ha creato numerosi sistemi viziosi, dal fenomeno dei "falsi invalidi" a quello delle "baronie nelle università".
Colgo l'occasione per esprimere la mia dura condanna verso il gesto della rimozione della targa posta in memoria di Norman Zarcone nell'Università di Palermo.
Di questo studente, che si suicidò perché in grosso disagio verso "baronia" che favoriva le persone ad essa vicine e non si comportava con meritocrazia, parlai nell'articolo http://italiaemondo.blogspot.com/2010/12/no-alla-violenza.html.
Tra l'altro, anche il Ministro dell'Istruzione, onorevole Mariastella Gelmini, ha caldeggiato l'applicazione della targa in memoria di quel giovane che aveva tanti sogni e progetti utili aper fare il bene di sé stesso e degli altri ma che si è visto chiudere tutte le porte perché c'è un sistema che non favorisce una sana cultura meritocratica.
Che Dio sia con lui ed i suoi cari.
L'assistenzialismo sfrenato degli anni passati ha causato tutto ciò.
Io credo che sia arrivato il momento di passare dall'assistenzialismo alla sussidiarietà.
Con la sussidiaretà, questi abusi sono destinati a finire perché l'istituzione pubblica darà sì dei fondi ma solo se finalizzati alla realizzazione di un progetto serio e di politiche virtuose.
Un ottimo esempio di sussidiarietà è la Regione Lombardia, che è governata dal presidente Roberto Formigoni. Essa è molto virtuosa.
Ad esempio, qui in Lombardia ci sono molti agriturismi.
La Regione dà sì i fondi a chi vuole aprire un'attività di agriturismo però essa VERIFICA che tale attività sia aperta ed operativa e che ci sia ogni cosa afferente ad essa come, ad esempio, gli orti, i suini (per la produzione di carne e salumi), le viti (per produrre uva e vino) ed altro.
Se queste condizioni ci sono, la Regione sovvenziona.
In caso contrario, questi fondi non vengono più erogati.
Questa è una politica seria e devo dire che mi piace.
In pratica l'istituzione aiuta un determinato soggetto ma questo deve dimostrare di volere effettivamente fare quel determinato progetto che si era proposto di fare.
Io credo che questa politica debba essere applicata in ogni campo.
Ad esempio, nelle scuole e nelle università, dovranno essere sovvezionate solo le attività realmente virtuose.
Questo avrà la funzione di limitare le "baronie".
Inoltre, non si dovrà più delegare tutto all'istituzione pubblica ma ci dovrà essere anche una partecipazione privata.
Ad esempio, ci potrebbe essere una situazione in cui un'azienda privata decida di finanziare una determinata facoltà universitaria o una determinata scuola superiore che ha un determinato progetto e che poi segua anche determinati alunni che potrebbe assumere, una volta finiti gli studi.
Io penso che questo possa essere molto positivo perché potrebbe creare il "ponte" tra istruzione e mondo del lavoro, quel "ponte" che negli anni passati (compreso il periodo in cui studiavo io) è mancato, contribuendo a creare la disoccupazione giovanile, fenomeno che, purtroppo, sto conoscendo di persona, essendo attualmente in cerca di lavoro.
Io penso che una maggiore politica di sussidiarietà ed un maggiore investimento privato possano creare nuove opportunità ed avvicinare l'Italia alle grandi realtà moderne, come quelle anglosassoni, come USA, Canada, Regno Unito ed Australia.
Adesso, qualche "buonista" mi dirà che quello che ho scritto non è cristiano e mi darà dell'ipocrita.
Io gli rispondo dicendo che ciò non è vero!
Infatti, la sussidiarietà fa parte della Dottrina sociale della Chiesa. Pensiamo a Papa Leone XIII (nella foto, 1810-1903) con la sua enciclica "Rerum Novarum".
Pensiamo anche al movimento "Comunione e Liberazione" (http://www.clonline.org/) che ha assunto pienamente queste ottima dottrina.
Metto il link di "Comunione e Liberazione" tra i "Link preferiti" di questo blog, così potrete consultare il sito quando vorrete.
Quindi, chi parla male della sussidiarietà e di "Comunione e Liberazione", lo fa o per scarsa conoscenza o per una volontà di conservare un sistema che tanti danni ha fatto e che l'Italia non può più reggere.
Cordiali saluti.

USA E REGNO UNITO, LE VERE DESTRE





Cari amici ed amiche.
Le destre di Regno Unito ed USA ci stanno dando una grande lezione di "come essere di destra".
Il Partito Conservatore britannico (ora al Governo con il premier David Cameron) vorrebbe istituire la tassa sul divorzio.
Una vera destra occidentale tiene conto anche della cultura e dei valori con cui uno Stato ed un popolo si costituirono.
E' evidente che nel Regno Unito, la tradizione cristiana sia molto più forte di quanto oggi possa sembrare.
La cara "antica e nobile" Inghilterra è senza dubbio terra di antica tradizione cristiana.
Essa fu terra di grandi Santi e Beati, come Sant' Alfredo il Grande, Sant'Edoardo il Confessore, San Beda il Venerabile, San Cuthbert, San Tommaso Becket, San Tommaso Moro, San Giovanni Fisher, Sant'Edmondo Campion, San Carlo I Stuart ed il Beato John Henery Newman, di cui parlai nell'articolo http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/lettera-aperta-agli-amici-del-regno.html.
L'Inghilterra diede anche un Papa, Papa Adriano IV (1100-1159).
Dopo un periodo un po' buio, ora il popolo del Regno Unito sta riscoprendo queste sue radici e la politica ne sta tenendo conto.
Il Governo del premier David Cameron si sta comportando da serio Governo di destra.
Essere di destra significa sì essere laici ma sempre consci delle proprie radici culturali ed anche religiose.
Vale per la destra britannica ma vale anche per un'altra destra seria, il Partito Repubblicano USA.
Oggi, il Partito Repubblicano non deve essere più visto come il partito dei "WASP" (White, Anglo-Saxon and Protestant) ma come un vero partito di destra che va preso come esempio.
In esso vi è una visione cristiana in tutte le sie forme.
Vi sono i protestanti, gli episcopali ed i cattolici. Un esempio è John Boenher, il nuovo speaker della Camera dei Rappresentanti, che ho citato questa mattina nell'articolo intitolato "Politica, bisogna capire molte cose", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/politica-bisogna-capire-molte-cose.html.
Vi sono anche figure di altre fedi ed atei ma il Partito Repubblicano ha profonde radici nel Caristianesimo della sua grande nazione, gli Stati Uniti d'America.
Questo significa essere di destra.
Quando sento parlare in TV gli esponenti repubblicani USA mi commuovo!
Mi commuovevano anche i discorsi dei presidenti come Ronald Reagan e George W. Bush, a cui avevo dedicato un articolo su "Italia chiama Italia", http://www.italiachiamaitalia.net/news/123/ARTICLE/13075/2009-01-15.html.
Essere di destra significa anche garantire la produzione di ricchezza, ripudiando ogni forma di assistenzialismo ma valorizzando la sussidiarietà e facendo in modo che tutti i servizi non siano delegati alla pubblica istituzione ma che vi sia una maggiore iniziativa dei privati.
Anche questo significa essere di destra.
Qualcuno, qui in Italia, impari.
Cordiali saluti.


domenica 9 gennaio 2011

POLITICA, BISOGNA CAPIRE MOLTE COSE!


Cari amici ed amiche.
La politica non può essere vista come un "semplice esercizio del potere" o come "l'amministrazione di un condominio".
La politica è qualcosa di più.
La politica è una scienza che va usata con responsabilità.
Per questo, in politica contano molti fattori, come la preparazione (anche tecnica) su vari temi, la capacità di esprimere le posizioni, l'ideologia, la conoscenza del contesto e dei possibili scenari futuri e, ultimi ma non meno importanti, i rapporti umani.
I rapporti umani sono molto importanti per fare un'azione politica efficace.
Servono rapporti umani corretti sia con gli alleati che con gli avversari.
Con i primi, servono rapporti chiari.
Ad esempio, non è certamente cosa commendevole che una persona parli male di chi sta con lui, quando questi è assente.
Se ha qualcosa da dire ad una persona che sta con lui, deve dirla di fronte ad ella, cercando di non arrivare alla rottura.
Infatti, in politica, come nella vita, l'amico di oggi può diventare il peggiore nemico di domani.
Anzi, in politica vale di più questo concetto.
Quindi, se si arriva alla rottura, questa persona, prima alleata, può diventare il peggiore nemico e può fare perdere elezioni, gettare fango sull'attività politica stessa o mettere a rischio anche delle amministrazioni pubbliche, qualora la sua stessa parte politica sia al potere.
Certo, la cosa dipende dall'intelligenza degli interlocutori.
Logicamente, la rottura è inevitabile se, in un partito, c'è chi attacca la sua azione politica non per fare una critica costruttiva ma per puro personalismo.
L'uomo è anche ambizioso e questo può essere un pregio finché non arriva fare ad anteporre la sua ricerca di visibilità all'interesse di tutti e dell'intera sua parte politica.
Chi ha una leadership politica sa che essa dipende anche da chi sta sotto di lui che la appoggia.
Vi faccio un esempio.
Il presidente Silvio Berlusconi è leader del Popolo della Libertà e del centro destra perché la base del Popolo della Libertà e del centro destra ne riconosce la leadership e l'operato politico.
Quindi, il presidente Berlusconi è il leader legittimo del centro destra perché la base lo vuole.
Lo dimostrano tutte le vittorie alle elezioni.
Lo stesso discorso, si poté fare, per esempio, con Lorenzo de' Medici, detto il "Magnifico" (1449-1492) .
Egli fu signore di Firenze perché fu il popolo a volerlo.
Se il popolo fiorentino gli si fosse rivoltato in massa o se non lo avesse appoggiato, Lorenzo de' Medici sarebbe caduto.
Certo, la politica ai tempi di Lorenzo de' Medici era diversa da quella attuale. Lì vi erano anche congiure ed assassinii.
Oltre che con gli alleati, bisogna avere dei rapporti seri anche con gli avversari.
Io ammirai molto il Sindaco di Firenze Matteo Renzi che si recò ad Arcore dal presidente Berlusconi.
Il Sindaco fece questo per trattare un tema inerente alla città che egli amministra.
Lui agì per il bene della sua comunità.
Agire per il bene della comunità significa dovere interloquire con i vari livelli istituzionali, anche se questi sono della parte avversa.
Io, ad esempio, vengo spesso invitato alle riunioni del Comitato di Roncoferraro dell'Associazione Civica Mantovana (ACM, http://www.associazionecivicamantovana.it/acmprovinciale/).
Qui nel Comune di Roncoferraro, l'ACM è una forza di opposizione al centro sinistra che però è indipendente dal centro destra.
Se vengo interpellato, io non mi sottraggo al confronto.
Io ritengo che il confronto tra idee diverse sia utile perché fa crescere intellettualmente.
Certo, di sicuro, non mi iscriverò all'ACM. Non ho nulla contro questa associazione ma ho semplicemente un'idea diversa.
Io ero, sono e sarò di centro destra.
Magari, con l'ACM posso d'accordo su alcuni singoli temi locali (come le riunioni del Consiglio comunale da mettere in video, la questione delle strade da riparare o la questione dell'impianto "Fossil Free", http://www.italiachiamaitalia.net/news/121/ARTICLE/14466/2009-03-30.html) ma, nel complesso, non posso essere d'accordo con la politica intrapresa da quell'associazione.
Ad esempio, sull'energia nucleare, io sono favorevolissimo e l'ACM no!
Io sono un berlusconiano "di ferro" e difficilmente potrei trovarmi d'accordo con chi nell'ACM ha idee provenienti da esperienze politiche radicalmente diverse dalla mia e che, magari, non ha un'opinione positiva verso il presidente Berlusconi.
Io ritengo che il federalismo sia una cosa ottima quelli dell'ACM hanno qualche perplessità.
Io sono perplesso verso la riforma della Sanità valuta da Obama (ed espressi tali perplessità anche nell'articolo http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/buon-lavoro-onorevole-boenher.html) mentre nell'ACM c'è chi guarda con favore ad essa.
E ci sono tante altre differenze. Io sono legato indissolubilmente al centro destra.
Tutti, compresi quelli dell'ACM, sanno del mio pensiero.
Io sono sempre stato chiaro con tutti.
Se poi, vengo invitato a confrontarmi, io non mi tiro indietro.
A tale proposito, colgo l'occasione per replicare al signor Arnaldo Predari dell'ACM che, nel dicembre scorso fece un articolo con cui espose delle osservazioni sulle "Case dell'acqua" che si dovrebbero fare nel Mantovano.
Il signor Predari, scrisse una lettera al quotidiano "La Voce di Mantova" , citando una mia precedente missiva e me.
Al signor Predari, vorrei dire che io fui tra i primi a parlare di "Case dell'acqua" nel Mantovano ( con l'articolo http://www.italiachiamaitalia.net/news/121/ARTICLE/13422/2009-02-04.html e con un intervista al Telegiornale di "Telemantova" del 05 febbraio 2009) ma parlai in riferimento a quello che si fece a Milano e non al progetto della Provincia di Mantova, che è una cosa completamente diversa e su cui mi risulta che ci sia un'inchiesta. Leggete l'articolo della "Gazzetta di Mantova" http://gazzettadimantova.gelocal.it/cronaca/2011/01/08/news/case-dell-acqua-ora-c-e-l-inchiesta-3130875.
Quindi, io parlai di ben altra cosa!
Io proposi un progetto virtuoso e che piacque tanto.
Penso di essere stato chiaro.
In politica servono rapporti chiari sia con chi è alleato e sia con chi non lo è.
Cordiali saluti.

HYERONIMUS BOSCH, IL PITTORE DELL'INCONSCIO









Cari amici ed amiche.


Vi voglio parlare di uno dei miei artisti preferiti, Hyeronimus Bosch, pittore olandese di Hertogenbosch che visse tra il 1450 ed il 1516.
Questo artista fu davvero straordinario.
Sono le sue opere a dirlo.
Egli visse nel pieno Rinascimento, in un periodo che vide tanti cambiamenti.
Nel 1453, cessò la "Guerra dei Cent'anni" tra Francia ed Inghilterra.
Nello stesso anno, i Turchi conquistarono Costantinopoli e venne martirizzato l'ultimo basileus Costantino XI Paleologo.
Nel 1455, scoppiò in Inghilterra la "Guerra delle Due Rose" che cessò nel 1485, con la salita al potere di re Enrico VII Tudor, al quale successe il ben noto re Enrico VIII nel 1509.
Nel 1492, Cristoforo Colombo scoprì l'America.
Inoltre, ci furono i pontificati di Papa Alessandro VI, di Giulio II e di Leone X.
Ci furono anche le signorie importanti, come i Gonzaga a Mantova, i Visconti e gli Sforza a Milano ed i Medici a Firenze.
Si svilupparono le arti e le scienze e grandi artisti vennero alla luce. Esempi furono Jan Van Eyk, Leonardo da Vinci e Michelangelo Buonarroti.
Ci fu anche un malumore strisciante verso la Chiesa, su cui il Papato perse potere ma che aveva assunto le connotazioni del Rinascimento.
Da una parte, Papi, vescovi e sacerdoti commissionavano opere e davano un positivo impulso artistico.
Dall'altro, questi trascuravano i loro doveri religiosi. Ad esempio, era diffusa la latitanza dei vescovi (che, quindi, prendevano più rendite ma trascuravano le comunità cristiane), vi era la simonia (la compravendita di cariche ecclesiastiche) e molti sacerdoti non erano formati bene e spesso non conoscevano nemmeno il latino, che era la lingua liturgica.
Inoltre, molti sacerdoti facevano una vita poco consona con la morale religiosa, vivendo in concubinato e addirittura, in qualche caso, sposandosi, nonostante questo fosse loro proibito. Ad onor del vero, ci furono anche numerosi preti che fecero una vita santa.
Questo malessere, unito all'invenzione della stampa da parte di Johan Gutenberg (1394-1399)portò ad uno scuotimento delle coscienze che si tradusse nella Riforma protestante.
In questo periodo così denso visse Bosch e la sua arte fu lo specchio di quel periodo in cui l'uomo stava passando dalla visione medioevale a quella del Rinascimento.
La sua arte esprime tutte le connotazioni di quel periodo ma non rappresentando la realtà bensì l'inconscio.
Egli rappresentò nel suo intimo quell'uomo ancora legato a Medio Evo ma che volse lo sguardo verso il futuro.
Egli concentrò nelle sue opere le paure passate e quelle future.
Si rifece molto ai bestiari medioevali ed illustrò in pieno proprio quella crisi religiosa che fu in atto.
Nella sua tavola dei "Sette peccati capitali" (qui raffigurata) è rappresentata la "morte di un peccatore" e sono raffigurati cinque cerchi dei quali quello al centro è il più grosso.
In questo cerchio sono raffigurati in senso orario l'invidia, l'avarizia, la gola, l'accidia, la lussuria e la superbia.
Il centro del cerchio è l'occhio di Dio, con una scritta in latino "Cave cave Deus videt", "Attenzione, attenzione Dio vede".
Nei cerchi piccoli è rappresentata la "Morte di un peccatore", il "Giudizio Universale", l'"Inferno ed il "Paradiso".
Questa visione anticipò quella della Riforma protestante.
Quindi Bosch fu quasi un "visionario". Del resto, in Olanda, in Germania ed in Svizzera fu molto forte la contestazione contro la Chiesa cattolica e quella zona dell'Europa fu l'epicentro della Riforma. Anche nelle sue opere, che sono antecedenti all'inizio della Riforma, si denota ciò.
Nella sua tavola "Il Giudizio Universale", compare una figura mostruosa con un corpo che somiglia a quella di un drago ed una testa umana, barbuta e che calza un copricapo che sembra una mitra vescovile.
Sembra che Bosch avesse davvero anticipato i tormenti religiosi che sarebbero venuti.
Basti pensare alle guerre di religione che scoppiarono in Germania, a quanto fece re Cristiano II di Danimarca (di cui parlai nell'articolo, http://italiaemondo.blogspot.com/2009/08/re-cristiano-ii-di-danimarca.html), allo Scisma anglicano, allo Stato teocratico di Ginevra che fu voluto da Calvino, alla "Notte di San Bartolomeo" e a tutto il resto.
Ci furono cristiani contro cristiani.
Certamente, i dipinti di Bosch sono densi di figure inquietanti, come i diavoli, che fanno da contraltare al altre belle e graziose.
Basti guardare "L'Ascesa nell'empireo", in cui gli uomini giusti vengono portati in un tunnel di luce (che rappresenta Dio) da angeli aggraziati.
Quindi, Bosch fu un pittore "veggente", che lesse gli avvenimenti di quei tempi e che li impresse con la pittura.
Fu questa la sua grandezza.
Cordiali saluti.

Translate

Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.