Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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sabato 13 novembre 2010

UNA CHIESA REALMENTE UNIVERSALE


Cari amici ed amiche.
Leggete l'interessante articolo dell'Antiuaar, "L'Unione dei Cristiani Cattolici e Razionali", seguendo il link http://antiuaar.wordpress.com/2010/11/12/i-cattolici-superano-anglicani-e-protestanti-in-inghilterra-e-germania/.
Qui si parla della situazione in Inghilterra che vede una Chiesa cattolica che, pur essendo minoranza, è molto più attiva nella vita pubblica di quanto non sia la Chiesa anglicana.
I cattolici in Regno Unito stanno crescendo nel numero.
Questa è crescita è dovuta, in particolare, alla conversione di britannici al cattolicesimo.
Essa, in realtà, è una conversione di massa.
Infatti, spesso e volentieri, a convertirsi non sono i singoli fedeli ma intere parrocchie, con i rispettivi parroci.
Questo è un fenomeno interessante.
Questo fenomeno portò, di fatto, alla nascita della Costituzione Apostolica "Anglicanorum Coetibus" , di cui parlai nell'articolo http://italiaemondo.blogspot.com/2010/10/dalla-scienza-alla-religiobe-lamicizia.html.
Anzi, grazie a questo provvedimento preso da Sua Santità Benedetto XVI, oggi possiamo parlare di una "Chiesa cattolica di rito anglicano" che con quelle di riti orientali (siriaco, caldeo, malabrese, maronita, greco-bizantino, armeno, etiopico, ebraico e copto) e e le altre Chiese particolari d'occidente (come quella ambrosiana e quella mozarabica), si è formato così, un universo di Chiese dette "sui iuris", ossia di Chiese che riconoscono pienamente la Comunione con Roma ed il Santo Padre ma che conservano riti e liturgie particolari e distinte da quelle del rito latino.
Tutto ciò indica che nella Chiesa cattolica si sta creando una visione di una Chiesa realmente universale.
Questa universalità non è più solo dovuta a un nome (infatti, il termine "cattolico" significa "universale") ma è anche un dato di fatto poiché nella Chiesa si trovano ora voci ed esperienze religiose diverse che si confrontano tra loro e che coesistono. Pensiamo ai greco-cattolici, con la liturgia bizantina, ai maroniti, che dicono Messa in aramaico (la lingua di Gesù), ai cattolici di rito ebraico, la piccola comunità di cattolici che si trova in Israele e che dice Messa nella lingua ebraica, o ai cattolici-anglicani, quelli provenienti dall'anglicanesimo, con il loro "Book of Common Prayer" (redatto nel 1549 dall'arcivescovo Thomas Cranmer) e, magari, con San Carlo I Stuart.
Questo è molto importante perché così la Chiesa è in grado di parlare realmente alla gente.
Una Chiesa realmente in grado di parlare alla società è una Chiesa capace di confrontarsi con le realtà di oggi, che spesso sono messe in contrasto con essa e con la dottrina cristiana.
Pensiamo, ad esempio, alla scienza.
Oggi c'è chi pone contrasto tra scienza e fede.
In realtà, fede e scienza possono coesistere.
La scienza, infatti, non è contro Dio ma, anzi, serve per il bene dell'umanità.
Quindi, ciò che è fatto per il bene dell'umanità non è contro Dio.
Purtroppo è l'uomo che, perdendo ogni tensione verso la sfera trascendentale e sotto l'influsso di idee materialiste come, ad esempio, il marxismo, ha posto la scienza come unica risposta assoluta a tutte le problematiche.
Questa concezione ha snaturato la scienza, togliendole l'anima.
Da qui, purtroppo, sono nati i mostri.
Pensiamo al nazismo con Josef Mengele che fece degli esperimenti allucinanti sulle persone.
Addirittura, praticò l'eugenetica, ossia una pratica con cui si voleva creare una razza umana nuova, intervenendo sui geni.
Oggi, si vuole riprendere questa pratica.
Con il "nobile pretesto" di combattere le malattie ereditarie, in realtà, si vuole praticare l'eugenetica.
Oggi, la Carta fondamentale dei diritti dell'Unione Europea vieta queste pratiche.
Purtroppo, però, nel mondo scientifico (ed in parte di quello politico) vi è chi spinge per una maggiore "liberalizzazione" delle pratiche eugenetiche.
Questo non deve succedere.
La scienza, deve essere rivolta al bene umano.
In tante altre cose, la scienza è buona.
Per esempio, parliamo delle SCP, Single Cell Proteins (Proteine Unicellulari), che sono proteine ricavate da esseri unicellulari (come i lieviti) e che, una volta separate dagli acidi nucleici, possono essere sostanza utile per nutrire le persone.
Parliamo, di certe cure antitumorali, che puntano al "suicidio cellulare", ossia alla riduzione della vascolarizzazione del tumore, che non sarebbe più nutrito e che, di fatto, non potrebbe più crescere.
Pensiamo alla recente scoperta (che è stata fatta in Canada) delle cellule del sangue ricavate dalla pelle.
Sarebbe una rivoluzione nel campo delle trasfusioni, senza ad esempio, il rischio di rigetto.
Pensiamo alle cure contro il morbo di Alzheimer e quello di Parkinson che si stanno sperimentando in Israele.
Pensiamo agli OGM, di cui parlai in vari articoli, tra quello intitolato "OGM? BASTA CON LE IDEOLOGIE ANTIAMERICANE E QUANT'ALTRO!", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/10/ogm-basta-con-le-ideologie.html.
Pensiamo allo studio del vaccino anti-AIDS che si sta facendo proprio qui in Italia.
Questo vaccino rigenera il sistema immunitario e, in particolare, i linfociti T helper, che sono quelli che innescano la difesa immunitaria specifica, senza la quale, il nostro corpo resterebbe indifeso.
Questo smentisce chi dice che, sotto il presidente Berlusconi, l'Italia non sia attenta alla cultura e alla ricerca.
Una Chiesa capace di parlare a tutti e che è inclusiva rispetto a realtà diverse (mantenendo Cristo e i tutti suoi dogmi come base) è, quindi, una Chiesa capace di muovere più coscienze verso il bene e dare la giusta direzione anche alla scienza.
Cordiali saluti.


FORZA VENETO!


Cari amici ed amiche.
Come voi già sapete, in Veneto vi è stata la tragedia dell'alluvione.
Sono straripati dei fiumi (come l'Alpone ed il Bacchiglione) che hanno fatto molti danni e, purtroppo, delle vittime.
Sono state colpite principalmente le Province di Verona a di Vicenza ma anche quella di Padova e di Treviso.
Fenomeni simili hanno colpito anche la Regione Lombardia, precisamente le Province di Brescia e di Mantova. Quest'ultima è la mia Provincia.
Qui, infatti, il fiume Chiese è straripato, allagando la zona di Asola.
Devo dire, però, che nonostante la gravissima tragedia, i veneti si sono rialzati.
Si sono rimboccati le maniche ed hanno aiutato i Vigili del Fuoco ed i volontari della Protezione Civile.
I veneti sono gente seria e che ha la cultura del lavoro e del sacrificio.
Io so cosa vogliano dire certe cose.
Nel 1994, nel Mantovano si rischiò l'alluvione, a causa del Mincio e del Po che erano crebbero a causa delle forti piogge.
All'epoca, io frequentavo l'Istituto Professionale dei Servizi Sociali "don Primo Mazzolari", che si trovava in zona "Te Brunetti".
Chi conosce un almeno po' Mantova, sa che la zona è vicina al Mincio, al punto da cui il fiume esce dal Lago Inferiore.
Mi ricordo che avrei dovuto fare il tempo prolungato ma non potei perché dovettero evacuare la scuola.
So cosa significhi avere una simile paura.
Certo, non ci fu l'alluvione ma la paura simile ci fu.
Anche per questo, io sono solidale con i veneti che hanno molto di insegnare ad altri che si trovano in altre parti d'Italia e che continuano a piangersi addosso e a non fare nulla.
Anche per questo, divulgo la campagna di aiuto per il Veneto.
Fate un sms al numero 45501. Darete così 2 Euro per aiutare il Veneto.
Inoltre, mi appello alle istituzioni nazionali perché si mobilitino in favore dei veneti.
Certo, servirà anche una grande opera di manutenzione e di controllo del territorio.
Ad esempio, si deve controllare anche la presenza delle nutrie e dei gamberi rossi che tanto male fanno agli argini dei fiumi.
Comunque, la gente veneta merita un applauso per la sua dignità.
Non lasciamo soli i veneti.
Termino condannando senza se e senza ma certi gruppi che compaiono sui social-network e certe scritte sui blog con cui si scherza su questa tragedia o si "inneggia" al Bacchiglione che esonda facendo danni ed uccidendo persone.
A questi "signori" voglio dire che quando il buon Dio dette l'intelligenza agli uomini, essi erano da un'altra parte.
A quelli che vanno sui social-network, consiglio di segnalare certa gente che gruppi simili.
I veneti meritano rispetto!
Io sono con loro!
Anzi, SIAMO TUTTI VENETI!
Ricordiamocelo e che Dio benedica il Veneto.
Cordiali saluti.

venerdì 12 novembre 2010

CASO FINI? E' FALLITO IL PARLAMENTARISMO ITALIANO!











Cari amici ed amiche.
Quanto sta accadendo in questi giorni nella politica italiana non è il fallimento del Popolo della Libertà (che, anzi, sta facendo cose egregie) ma è il FALLIMENTO DEL REGIME PARLAMENTARE ITALIANO.
E' proprio così! Questa è un'amara verità che deve fare riflettere.
Già nella I Repubblica, c'erano dei problemi grossi.
Troppo spesso, i governi non duravano cinque anni e cadevano perché non avevano più una maggioranza in Parlamento.
Inoltre, le maggioranza erano spesso create in Parlamento, dopo il voto.
Purtroppo, qui in Italia c'è un male oscuro e vecchio, il "trasformismo", ossia i cambi di partito e di schieramento, spesso per motivi ed interessi personali, come la visibilità.
Questo male si sta protraendo anche ora e spesso determina la caduta di governo democraticamente eletti.
Anche quanto sta accadendo ora, con "Futuro e Liberà per l'Italia", può essere ascritto tra le situazioni di "trasformismo".
Già in precedenza parlai di questo problema, nell'articolo intitolato "Vogliamo il vincolo di mandato", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/07/vogliamo-il-vincolo-di-mandato.html.
Una soluzione a questo problema può essere proprio il "vincolo di mandato", ossia la creazione di una norma nella Costituzione che imponga ai parlamentari di stare nel partito in cui sono stati eletti, pena il dimissionamento dal seggio in Parlamento.
L'alternativa sarebbe una riforma totale del sistema, CON IL SUPERAMENTO DEL PARLAMENTARISMO CHE VERREBBE SOSTITUITO DAL PRESIDENZIALISMO, preferibilmente "all'americana", ossia con il Capo dello Stato eletto del popolo (e non dal Parlamento come qui da noi) e che è anche capo del Governo.
Già, qui in Italia ci sono dei "presidenzialismi in piccolo". Prendiamo, per esempio, le amministrazioni regionali. In quel caso, il Presidente di Regione è capo della Giunta, che è il "Governo della Regione". Quindi, la Giunta è svincolata dal Consiglio regionale, che equivale al Parlamento.
Lo stesso dicasi per le Province e per i Comuni.
In Sicilia, addirittura, nei Comuni con più di 10.000 abitanti, l'elezione del Sindaco è svincolata da quella del Consiglio comunale. E' una norma riconosciuta dallo Statuto della Regione Sicilia.
Di conseguenza potrebbe succedere che vengano eletti, ad esempio, un Sindaco di centro destra ed un Consiglio comunale di centro sinistra.
E', quindi, molto simile al sistema presidenziale americano.
Perché non fare la stessa con gli organi elettivi nazionali.
Il Presidente della Repubblica potrebbe essere eletto dal popolo e potrebbe essere il capo del Governo.
I contropoteri, che sono atti ad evitare che il potere del Presidente della Repubblica diventi troppo forte, potrebbero essere creati dando le Presidenze le Commissioni parlamentari, quelle del Copasir e della Commissione di Vigilanza e la metà più uno dei membri della Corte costituzionale a membri dei partiti che stanno all'opposizione, ossia quelli che non esprimono il Presidente della Repubblica.
Anche il Parlamento stesso può diventare un contropotere, quando i partiti di opposizione sono maggioranza al suo interno.
Lo stesso dicasi per le Regioni e gli altri enti locali.
Il Presidente della Repubblica sarebbe il capo del governo, il capo delle forze armate ed avrebbe il potere di nominare il Presidente del Consiglio di Stato .
Avrebbe il potere di nominare e deporre i ministri e il suo governo non avrebbe più bisogno della fiducia in Parlamento, che manterrebbe il potere legislativo. Verrebbe abolita la carica elettiva del Presidente del Consiglio, le cui funzioni passerebbero al Presidente della Repubblica.
Ovviamente, non potrebbe più sciogliere le Camere del Parlamento, anche perché un Governo in queste condizioni sarebbe più stabile.
Questo sarebbe un bene sia per il Parlamento che per il Governo.
Inoltre, in quanto capo del potere esecutivo, il Presidente della Repubblica non sarebbe più il Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, che per 2/3 resterebbe costituito da giudici mentre i "membri laici" passerebbero da 15 a 14, sette di questo sarebbero del partito (o della coalizione) di opposizione e gli altri di quello del Presidente della Repubblica.
Tale carica, potrebbe essere trasferita al Presidente del Senato (che sarebbe anche il Vicepresidente della Repubblica) e a quello della Camera dei Deputati, che sostituirebbe il quindicesimo "membro laico". Entrambi presiederebbero in modo collegiale il Consiglio Superiore della Magistratura. A diventare Presidente della Camera sarebbe il parlamentare più votato.
Potrebbe essere un'idea di riforma per superare l'attuale situazione di empasse.
Parlando da persona di centro destra, vedrei molto bene il presidente Berlusconi come Presidente della Repubblica, con il sistema sopra descritto.
Comunque, l'attuale sistema dimostra di non garantire la governabilità.
Il rischio è che vi sia lo scollamento tra politica e cittadini e ciò sarebbe molto grave se si verificasse.
Cordiali saluti.

NASSIRIYA, NON DIMENTICHIAMO!




Cari amici ed amiche.
Oggi, vi è la ricorrenza dell'attentato a Nassiriya. il 12 novembre di sette anni fa, diciannove nostri soldati morirono in un vile attentato in quella città dell'Iraq meridionale.
Noi abbiamo il dovere di non dimenticare questa tragedia in cui morirono dei nostri concittadini che fecero solo il loro dovere, aiutare chi è più debole!
Ancora oggi, ci sono quelli che, in nome della politica, disprezzano questi eroi.
Queste persone, non amano in nostro Paese.
Chi, come me, crede, farebbe bene a pregare per loro.
Chi non crede farebbe bene a riflettere sul valore della vita e su quello dell'uomo.
Seguite il link e troverete una mia poesia dedicata a quegli eroi.
A loro dedico anche questa nuova poesia-preghiera.
PE' L'OMINI DI VALURI
Cusì lu Livyatan vinni da Bassora...
et la Morti fù lu so' cavaleri...
com'ad arricurdari avemu ancora...
et trasìu quella nto cori di la so' ghjenti...
et autru, da quella fora, ùn ebbenu cusì comu diu...
et pè quella focu ficiru su l'omini nnucenti...
ché, pè elli, culpa ebbenu 'n di Vosciu Figghiu lu valuri...
comu pè l'autri chjuchi ghjustu sirvizziu...
et cù Vossia quelli tiniti...ché di Spiritu...di lu Celu Signuri!
Amen.

giovedì 11 novembre 2010

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE BERLUSCONI


Cari amici ed amiche.

Esprimo, di nuovo, la mia vicinanza al presidente Berlusconi e a tutto il governo, che oggi sono in difficoltà.
Lo faccio con questa "lettera aperta".
Ecco il testo:

"Stimatissimo presidente.

Parlando anche da milanista, ammiro e apprezzo molto l'atteggiamento di Pippo Inzaghi, al quale auguro una pronta guargione, che ha detto di non mollare mai, anche dopo il grave infortunio al legamento crociato del ginocchio.
Lei faccia lo stesso!
A nome mio e (penso) dei milioni di elettori e di elettrici che l'hanno sostenuta e che ancora oggi la sostengono, le chiedo di non mollare!
Chi, oggi, le sta creando dei problemi sta avendo un atteggiamento gravemente irresponsabile.
Il Paese ha bisogno di riforme e di nuove politiche.
E' evidente che chi oggi la sta mettendo i "bastoni tra le ruote" non abbia a cuore l'interesse del Paese ma la propria visibilità o il successo personale.
Lei sta cercando di portare avanti un progetto innovativo per la politica.
Chi la sta osticolando, vuole mantenere lo status quo. Egli, infatti, è legato ai vecchi schemi di una politica di palazzo che oggi non vale più e che noi italiani non vogliamo più.
Basti pensare al federalismo.
Chi oggi le si sta opponendo, forse, non sa che se non si dovesse fare il federalismo, potrebbe esserci il rischio di un dissesto finanziario simile a quello della Grecia.
Infatti, le cinque Regioni a Statuto Speciale (Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia) possono tenersi i loro soldi.
Il resto del Sud ha dei problemi e perciò non può contribuire.
Tutto il Paese, di fatto, grava su cinque Regioni che sono Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Come potrà reggere l'Italia in questa situazione?
Il federalismo darà responsabilità a tutti i ceti politici locali e farà sì che anche il Sud produca.
Chi oggi le si oppone, si renda conto di ciò!
Dubito che lo farà. Basta sentire alcuni discorsi detti da lui e da chi lo appoggia.
Tra l'altro, i loro discorsi sono anche incoerenti.
Basti pensare alla loro posizione sulla Chiesa cattolica.
Un sottosegretario del suo governo (e che fa parte del partito che fa capo al suo oppositore) ha iniziato a parlare dicendo che si deve fare quello che dice la Chiesa cattolica, quando la stessa ha criticato lui ed il suo partito.
Basti leggere l'articolo "Futuro e Libertà, a che gioco sta giocando?", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/11/futuro-e-liberta-che-gioco-sta-giocando.html.
Questo basta per fare capire che a chi oggi le si oppone non interessa il Paese ma la sua visibilità.
Lei ha l'appoggio di tutti noi elettori ed elettrici del centro destra.
Noi elettori siamo più maturi e responsabili di certi eletti che oggi la "pugnalano alla schiena".
Le faccio i miei auguri per il prosieguo della sua attività politica.
Cordiali saluti."

Cordiali saluti.

LETTERA APERTA AGLI AMICI PROTESTANTI


















Cari amici ed amiche.
Poiché questo blog non è letto solo qui in Italia, in Francia o in altri Paesi a maggioranza cattolica ma anche in Paesi che sono a maggioranza protestante o in cui il protestantesimo è forte (come Danimarca, Germania, Regno Unito o USA) ho ritenuto giusto fare questa lettera che è rivolta soprattutto a voi, che seguite le varie fedi provenienti dalla Riforma, vista anche la recente commemorazione di Martin Lutero.
Da quel giorno di Ognissanti del 1517 ad oggi, ne accaddero di avvenimenti. Ci furono scontri tra noi cattolici e voi.
Nei Paesi in cui noi eravamo maggioranza, voi eravate i perseguitati.
Nei Paesi in cui a prevalere eravate voi, ad essere perseguitati eravamo noi.
Basti pensare alle persecuzioni che voi subiste nell'Inghilterra della regina Maria I (1516-1558) o quelle subite da noi nella Danimarca di re Cristiano III (1503-1559).
Furono tempi bui per tutti i cristiani.
Furono tutti atti indegni del buon comportamento cristiano.
Poi, ci furono l'Illuminismo e la Rivoluzione francese, che misero a rischio l'intero patrimonio cristiano e ad esso seguirono le ideologie nazista e comunista, che furono vere negazioni di Dio ed oggi c'è il secolarismo.
Ci furono anche cose buone, come il Concilio Vaticano II (1962-1965) che aprì il dialogo anche tra noi e voi.
Di certo, in questo senso, c'è molto da fare.
Non si può negare che ci siano le differenze tra noi e voi.
L'arcivescovo da Basilea e presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani e della Pontificia Commissione per le Relazioni Religiose con gli Ebrei, S.E. il Cardinale Kurt Koch, fece questa affermazione:
"Tra cattolici ed ortodossi vi è la stessa fede ma una differenza culturale. Tra cattolici e protestanti vi è la stessa cultura ma vi sono differenze nella fede".
Sono parole vere.
Basti pensare (ad esempio) alla questione transustanzione dell'Eucaristia e nella presenza reale di Cristo in essa, a quella della Successione apostolica, a quella del Primato Pontificio, a quella del culto della Vergine Maria e dei Santi e a tante altre.
Però, abbiamo in comune la cultura.
Basti pensare, ad esempio, all'inglese.
Questa lingua ebbe un grande contributo da Thomas Cranmer (1489-1556), arcivescovo di Canterbury sotto i re Enrico VIII ed Edoardo VI e determinò il passaggio dal cattolicesimo al protestantesimo del Regno d'Inghilterra.
Nel 1549, Cranmer fece il "Book of Common Prayer", libro liturgico della Chiesa anglicana, con cui semplificò le liturgie latine medioevali.
Ne parlai nell'articolo intitolato "Storia della lingua inglese", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/10/storia-della-lingua-inglese.html.
In realtà, senza saperlo, Cranmer diede un grande contributo alla lingua inglese.
Pensiamo alla scienza.
Fu anche grazie a molti protestanti se la chimica e le altre scienze ebbero un grande impulso.
Prendiamo, per esempio, Johannes Kepler (Keplero, 1571-1630) o a Robert Boyle (1637-1691).
Se oggi noi abbiamo una scienza così ricca fu anche merito delle loro ricerche.
Oggi, deve esserci un dialogo tra noi e voi.
Noi potremmo fare conoscere a voi il valore dei Sacramenti e della Redenzione operata anche attraverso la Vergine Maria (che con quel sì che disse a Dio contribuì a salvare il mondo), il culto dei Santi come testimoni di fede, il valore del libero arbitrio ed altro.
Voi, però, avete molto da insegnarci ciò che concerne la riscoperta del valore dell'individuo, dell'imprenditoria seria e volenterosa (di cui parlai nell'articolo intiolato "Crollo di Pompei, è colpa del Ministro Bondi? No, è colpa del sistema!", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/11/crollo-di-pompei-colpa-del-ministro.html) e del lavoro.
Quindi, il dialogo tra noi e voi è fondamentale per creare un mondo migliore.
Termino con una poesia dedicata alla sconfitta dell'Invencible Armada del 1588.
Quell'evento fu visto dai protestanti dell'epoca come un segno della protezione divina e come una punizione per i cattolici dell'epoca.
In realtà fu solo un segno dell'incoscienza di chi la fece partire e che non tenne conto delle realtà naturali.
A XHIAMMA SU LU MARI (LA FIAMMA SUL MARE)
Ah! Si la viritati a sapè avissi...
Lisabbetta, di Ngriterra riggina,
ché cusì da Diu...Filippu di Spagna rè vinni punitu...
avaria oghje ancor a priari la Razia Divina...
ché 'n Viritati...sola la so' curona...Ellu ùn vuliti proteghje...
comu li Tri Santi Curoni...ché nuddu di quelli fù Tartuca...
ma punisce vuliti Diu l'arruganza...cuntru la natura...
chì si fici ancu...cù l'unna et la xhiamma...chì s'affuca!
Cordiali saluti.

mercoledì 10 novembre 2010

CROLLO DI POMPEI, E' COLPA DEL MINISTRO BONDI? NO, E' COLPA DEL SISTEMA!




Cari amici ed amiche.
Sono solidale con il Ministro dei Beni Culturali, l'onorevole Sandro Bondi.
Com'è noto, il 07 novembre scorso è crollata la "Casa dei Gladiatori", edificio della zona archeologica di Pompei, la città che fu distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 AD, durante il regno del'imperatore Tito.
Da lì sono seguite polemiche a non finire.
L'opposizione chiede le dimissioni del ministro Bondi.
Anche nel partito "Futuro e Libertà per l'Italia", il partito di Gianfranco Fini, c'è chi chiede le dimissioni del ministro.
Sinceramente, io trovo ridicole queste posizioni.
I soldi per Pompei vennero dati. Il problema è che non furono usati bene.
E' una conseguenza delle politiche di assistenzialismo che vi furono negli anni passati.
Noi sappiamo che qui in Italia vi sono delle criticità come rischio sismico, rischio vulcanico e rischio idrogeologico.
Non è una cosa nuova ma si conosce da secoli.
Certe misure si sarebbero dovute prendere parecchi anni prima.
Invece, le cose non si fecero.
I soldi furono dati. Inoltre, furono fatte opere che non migliorarono la situazione, come ad esempio, le coperture in cemento armato sulle ville.
Oggi, noi paghiamo le conseguenze di quella pessima politica degli anni passati.
Per questo, dico che serve il federalismo.
Con il federalismo verrebbero abolite quelle pessime politiche di assistenzialismo e verrebbero resi più responsabili tutti i livelli di governo, dallo Stato al Comune.
Inoltre, io trovo non giusta un'altra cosa, il sistema.
Oggi, si chiedono allo Stato i soldi per la cultura.
Io credo che la cultura debba essere finanziata almeno in parte da fondi privati.
Invece di continuare a chiedere soldi allo Stato, sarebbe ora di iniziare a "fare impresa" della cultura.
Noi italiani avremmo molto da imparare da quel mondo anglosassone e protestante che fa impresa.
Ora, i cattolici ultratradizionalisti e lefebvriani chiederanno la mia scomunica, per avere scritto una cosa simile che ai loro occhi sa di eresia.
Intendiamoci, non ho detto che noi dobbiamo convertirci al protestantesimo (anche perché sono cattolico praticante) ma dobbiamo solamante acquisire il senso dell'imprenditorialità di quel mondo anglosassone e riformato.
In quel mondo conta molto anche l'apporto del capitale privato che investe anche nella cultura.
Pensiamo all'università.
In quei Paesi, la scuola e l'istruzione sono legate al mondo del lavoro dell'impresa.
A tal riguardo, feci degli articoli su "Italia chiama Italia".
In quei Paesi la meritocrazia è una scelta obbligata, proprio perché vi sono anche gli investimenti privati.
Qui in Italia, invece, si aspetta sempre l'investimento dell'istituzione pubblica.
Ciò è un grosso danno, sia economico che culturale.
Infatti, è un danno economico perché lo Stato non può investire i soldi in altri settori come le infrastrutture, ed è anche un danno culturale, perché i "finanziamenti a pioggia" di questa politica dell'assistenzialismo non favorisce una cultura meritocratica e non premia le "realtà virtuose".
Quindi, quando si dice che in Italia si investe poco in cultura non bisogna attaccare sempre il governo ma bisogna criticare il sistema perché manca il capitale privato che potrebbe fare impresa anche della cultura.
Ad esempio, a fondi privati si potrebbero affidare i restauri di chiese e castelli e si potrebbe affidare in parte anche la conservazione di siti come Pompei.
Questo potrebbe diventare un volano per l'economia.
Quindi, trovo ingiusti gli attacchi contro il ministro Bondi. Proprio a Pompei, il ministro fece una grande opera di pulizia. Prima di lui vi erano cani randagi che giravano, sporcizia e ristoranti abusivi. Oggi, tutto questo non c'è più.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.