Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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martedì 31 agosto 2010

BASTA ATTACCARE IL PRESIDENTE BERLUSCONI!


Cari amici ed amiche.
Credo che sia proprio ora di finirla!
Ogni cosa diventa un pretesto per attaccare il presidente Silvio Berlusconi.
Adesso, la scusa è la "performance" del leader libico Muammar Gheddafi, che durante la visita qui in Italia, si è messo a fare le sue "Lectio magistralis" sull'Islam.
Premettendo che non trovo condivisibile (ed anche antipatico) l'atteggiamento di Gheddafi, io trovo scandaloso che la colpa di ciò venga data al presidente Berlusconi!
Che c'entra il presidente in tutto questo?
Veramente, qui si arriva al grottesco, se non al ridicolo!
Già, abbiamo certi sindaci di sinistra che, durante le riunioni dei Consigli comunali, attaccano il presidente Berlusconi ed il Governo per i mali dei loro comuni!
A questi sindaci (dei quali qualcuno è di mia conoscenza) rispondo dicendo che se non si è capaci di amministrare non è colpa del presidente Berlusconi o di altri.
Poi, ci sono certi giornali che attaccano il presidente, anche nei suoi aspetti privati!
Poi, ancora, secondo i soliti "Soloni" della sinistra, ogni cosa negativa che accade è colpa del presidente!
Adesso, è colpa del presidente anche la questione di Gheddafi!
Non se ne può più di certa gente!
Volete vedere che se dovesse esserci un'ondata di peste, simile a quella del 1348, la colpa sarebbe del presidente Berlusconi?
A certi "Soloni" della sinistra, vorrei ricordare qualche "performance" di qualche suo leader.
Qualcuno farebbe bene a ricordare, prima di sparare delle sentenze!
Cordiali saluti.

lunedì 30 agosto 2010

COSA SIGNIFICA ESSERE UN POLITICO CRISTIANO?

Cari amici ed amiche.

Vorrei dire qualcosa sulle parole dette dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Sua Eminenza il Cardinale Angelo Bagnasco.
Il porporato ha detto che servono dei politici cristiani.
Da cattolico, non posso che essere d'accordo con il cardinale ma voglio porre una domanda.
Cosa significa essere un politico cristiano?
Questa domanda potrebbe sembrare banale ma non lo è.
Per esempio, i cattolici di sinistra accusano noi di professarci cristiani ma di non esserlo nei fatti perché siamo contro l'immigrazione clandestina, non vogliamo le moschee e vogliamo delle leggi più restrittive sull'immigrazione.
Cito delle parole interessanti che ho trovato sul profilo di Antares89, un giovane blogger modenese che è l'autore del blog "Le Torri di Malta", il cui link può essere trovato nella voce "Link preferiti" di questo blog.
Il discorso recita queste parole:
"GLI IMMIGRATI, E NON GLI AUSTRALIANI, DEVONO ADATTARSI. Sono stanco di questa nazione sempre preoccupata di offendere qualcuno o la sua cultura. Noi parliamo essenzialmente INGLESE e non arabo, cinese o qualsiasi altra lingua. Perciò se volete fare parte della nostra società imparate la nostra lingua!
La maggior parte degli australiani crede in Dio. Qui non si tratta di una pressione politica dell'ala cristiana di destra, ma è un fatto perché sono uomini e donne cristiani che hanno fondato questa nazione e ciò è chiaramente documentato.
Ed è giusto ed appropriato esporlo sui muri delle nostre scuole.
Se Dio vi offende, allora vi suggerisco di prendere in considerazione un'altra parte come vostra nuova casa, perché Dio è parte integrante della nostra cultura. Noi accettiamo le vostre credenze ma non ve ne chiediamo la ragione. Tutto ciò che vi chiediamo è che voi accettiate le nostre e che viviate in pace ed in armonia con noi.
Questo è il nostro PAESE, la nostra TERRA ed il NOSTRO STILE DI VITA e vi daremo ogni opportunità di godere di tutto questo.
Ma se vorrete lagnarvi, lamentarvi, se avrete da ridire sulla nostra bandiera, sui nostri impegni, sulla nostra cristianità o sul nostro modo di vivere allora vi incoraggio di prendere in considerazione un'altra grande libertà australiana:" IL DIRITTO DI ANDARVENE".
Se non siete felici qui, allora ANDATEVENE. Non vi abbiamo obbligato noi a venire qui. Voi avete chiesto di stare qui. Allora accettate il Paese che VOI avete accettato.".
Queste parole non furono dette da uno spietato gerarca nazista o fascista ma da Mr. John Howard, ex-premier australiano (conservatore) ed ex-arcivescovo anglicano di Brisbane.
Quindi, sono le parole di un politico cristiano.
Io credo che un politico cristiano non debba avere paura di dire anche queste cose e non solo "poverini, poverini!" di fronte all'immigrato, che magari tanto "poverini" non sono.
Infatti, se danno anche più di 1.000 Euro agli scafisti, tanto poveri non sono.
Essere cristiani, vuole dire difendere anche le proprie radici e la propria cultura.
Il buonismo è solo una visione ipocrita che non produce nulla di buono.
Il buonismo è solo ipocrisia, cosa Gesù condannava!
Giusto ieri, ho letto sul quotidiano "La Voce di Mantova" che in una scuola di Bondanello (frazione del comune di Moglia, in provincia di Mantova) si fanno lezioni di Corano.
Qui siamo nel paradosso!
Infatti, c'è chi, in nome della "laicità", vorrebbe togliere i crocifissi dalle scuole ed anche l'ora di IRC (insegnamento della religione cattolica) e poi si fanno queste cose!
E poi, un politico cristiano non può scendere a compromessi con chi per lungo tempo ha professato un'ideologia che andava contro la Chiesa.
L'idea in questione è il Comunismo.
Tra l'altro, le persone che facevano parte di quel partito che aveva quell'idea furono scomunicate da Papa Pio XII.
Per sua storia, tra Comunismo marxista e Cristianesimo non può esserci contiguità.
Quei cattolici vicini a quelle idee devono riflettere.
Il marxismo nega Dio, anzi, è contro Dio stesso.
Certo, un cristiano non può essere nemmeno nazista, perché anche questa ideologia si rifà ad idee (aberranti) che nulla hanno a che fare con il Cristianesimo.
Lo stesso discorso vale anche per l'aborto e l'eutanasia.
Un cristiano non può essere abortista e e favorevole all'eutanasia perché queste pratiche vanno contro la vita, un diritto fondamentale che il Cristianesimo difende.
Tutto quello che va contro Dio non può essere compatibile con la visione cristiana.
Certo, con questo non si può dire che tutto ciò che non è direttamente legato alla religione sia contro Dio.
In realtà, ci sono anche cose che , pur non essendo legate ai dogmi religiosi, non sono contro Dio.
Ad esempio, le scoperte scientifiche che fecero il bene dell'umanità, come la scoperta delle vaccinazioni che salvarono molte vite.
Lo stesso discorso, vale, per esempio, anche per le trasfusioni.
Tutto quello che serve a fare il bene, anche se non legato ai dogmi religiosi è con Dio.
Solo un fondamentalista penserebbe il contrario.
Un politico cristiano deve tenere conto di tutto ciò.
Concludo dicendo che un politico cristiano deve sì avere il valore della carità e dell'accoglienza ma deve anche difendere i propri valori e la legalità.
Cordiali saluti.

ITALIANO NEL MONDO? "DEFENSOR ITALIAE EST"!


Cari amici ed amiche.


Porto avanti il discorso iniziato con l'articolo "Italiani nel mondo, sofferenza ed integrazione" (http://italiaemondo.blogspot.com/2010/08/italiani-nel-mondo-sofferenza-ed.html).
Oggi, noi possiamo realmente dire che coloro che difendono realmente l'italianità siano proprio gli italiani all'estero ed i loro discendenti.
Vorrei che voi leggiate questo articolo scritto dal signor Ermanno Filosa, un nostro connazionale residente in Repubblica Domenicana. Fa parte anche del Popolo della Libertà.
Il link dell'articolo è http://www.italiachiamaitalia.net/news/137/ARTICLE/7734/2008-02-25.html.
E' un articolo molto bello ed interessante che dà uno !spaccato dell'italianità all'estero".
Gli italiani all'estero è più portati a difendere l'italianità di quanto non lo siamo molti di noi che stiamo qui in Italia!
Questo avviene perché essere italiani nel mondo significa doversi confrontare tutti i giorni con una realtà in cui vi sono una lingua ed una cultura diversa e, a volte, anche un'altra religione.
Quindi, per integrandosi nel Paese ospitante, l'italiano all'estero deve difendere ogni giorno la cultura tramandata dai suoi avi.
Lo può fare, fondando i circoli (come ad esempio quello di Tacuarembò, Uruguay) e mantendo le sinergie con l'Italia.
Quindi, l'italiano all'estero è molto più attaccato all'Italia perché è lontano dall'Italia.
Egli apprezza di più il nostro Paese e pertanto si addolora di più quando ci sono quelli che, spesso con tracotanza, che si permettono di dare "lezioni di cultura" agli italiani.
L'Italia ha una cultura antica e fu la culla della cultura europea, sia perché è erede della cultura clasica greco-romana e sia perché vi è Roma, cuore della cristianità.
Tra l'altro, in Italia vi sono le più antiche comunità ed importanti ebraiche. Pensiamo a quelle di Livorno, di Bologna, di Mantova e di Roma.
Quindi, l'Italia ha sia il l'Antico che il Nuovo Testamento e la cultura giudaico-cristiana è radicata nel nostro Paese.
L'Italia fu anche la culla del Rinascimento.
Cos'avrebbe fatto il pittore tedesco del XVI secolo Albrecht Durer se non avesse visitato le città italiane (come Venezia) e non fosse stato influenzato dall'arte italiana?
Ad esempio, gli italiani all'estero non approverebbero certe esternazioni di certi esponenti arabi che sull'Italia si permettono di dire di tutto e di più!
Non credo che, ad esempio, approverebbero le attuali "performances" del leader libico Gheddafi!
Quest'ultimo sta davvero facendo delle cose che non condivido.
Perché nessuno di quelli che vanno alle sue "Lectio magistralis sul Corano" gli chiede della cattadrale di Tripoli?
Leggete il post http://italiaemondo.blogspot.com/2010/06/mentre-qui-si-fanno-le-moschee.html.
Amare il proprio Paese non significa odiare gli altri ma difendere la propria cultura in tutti i modi.
Gli italiani all'estero fanno proprio questo e noi abbiamo molto da imparare da loro.
Cordiali saluti.

domenica 29 agosto 2010

OGM, NON DEMONIZZARE!



Cari amici ed amiche.


In un articolo del 09 agosto si è parlato del caso di un campo di mais OGM (geneticamente modificato) che si trovava a Vivaro (in provincia di Pordenone) e che nella notte è stato distrutto da gruppi di estrema sinistra che sono legati ai Centri sociali del Nord-Est, come l'associazione "Ya Basta".
Io trovo questo atto criminoso.
Primo, chi dà il diritto di distruggere le cose altrui?
Secondo, io credo che sia ora di finirla di demonizzare la scienza in nome di un'ideologia politica.
Io credo che sugli OGM si stia facendo un po' troppa confusione.
Forse, non tutti sanno che il mais OGM non ha bisogno della chimica.
Infatti, per la modifica al suo genoma, esso non risulta attaccabile da parassiti (Ostilina nubilalis) e malattie (come quelle provocate dalla Gibberella zeae, dall' Ustilago maydis e dal Fusarium moniliforme).
Quindi, non ha bisogno di pesticidi!
Il fatto che non abbia bisogno di pesticidi aiuta a risolvere altre situazioni, come, ad esempio, la moria delle api.
Inoltre, il mais OGM non viene attaccato dall'Aspergillus flavus, muffa che vista al microscopio ricorda nella forma l'aspersorio usato dai preti e che produce le aflatossine, sostanze che sono cancerogene per il fegato.
A chi dice che il mais OGM fa parte del business delle multinazionali, io rispondo dicendo che anche la chimica è in buona parte gestita dalle multinazionali.
Non business anche quello?
Riguardo alle perplessità del presidente Veneto Luca Zaia, rispondo dicendo che egli difende il prodotto agroalimentare della sua Regione e dell'Italia.
Fa benissimo ed in ciò io sono completamente d'accordo con lui!
L'Italia ha prodotti agroalimentari di altissima qualità.
Pensiamo alla Fontina della Val d'Aosta, agli Asparagi di Santena, al vino Barolo, al Basilico genovese DOP, al vino Sciacchetrà delle Cinque Terre, al Grana Padano, a quello lodigiano "Crosta nera" e al Parmigiano Reggiano, al Provolone della Valpadana, al formaggio "Bagoss" di Bagolino, al Caffè di Anterivo, al Graukase e allo Speck dell'Alto Adige-Sudtirol, al mais di Storo, alla Mela della Val di Non, alla Formagella di Tremosine, all'olio d'oliva del Garda, al Melone di Rodigo, allo Spallotto mantovano, ai Tortelli di zucca mantovani, al Riso "Vialone Nano Veronese" e a quello di Grumolo delle Abbadesse, alla Soppressa veneta, alla Ciliegia di Marostica, al Mais "Marano", all'Aglio di Rovigo, al Radicchio di Treviso, al Prosciutto di San Daniele, al vino Picolit friulano, al Culatello di Zibello, al Prosciutto di Parma, al vino Lambrusco di Sorbara, all'Aceto balsamico di Modena, alla "Coppia Ferrarese", alla "Salama da Sugo" di Ferrara, al Formaggio di Fossa di Sogliano al Rubicone, al Cavolo nero toscano, al Lardo di Colonnata, alla carne del bovino di razza "Chianina", al Pecorino di Pienza, alla carne suina della razza "Cinta senese", al Ciauscolo marchigiano, al vino Verdicchio di Jesi, ai Maccheroncini di Campofilone, al Prosciutto di Norcia, al Pecorino Romano, al vino "Est, Est, Est", alla Pecora "alla Callara" della provincia di Teramo, alle Mazzarelle, ai Maccheroni "alla Chitarra" d'Abruzzo, allo Zafferano di Navelli, al vino Montepulciano d'Abruzzo, alla Mela Annurca campana, al Provolone del Monaco campano, alla Mozzarella di Bufala campana, al "Pomodoro del Pendolo del Vesuvio", alle acciughe di Cetara, al lampascione pugliese, agli strascinati e alle orecchiette pugliesi, agli agrumi del Gargano, all'olio d'oliva pugliese, all'oliva "Bella" di Cerignola, alla Melanzana di Maratea, al peperoncino calabro, al Bergamotto di Reggio Calabria, alla Soppressata calabra, fino ad arrivare ai vini "Nero d'Avola" e Zibibbo, ai pistacchi di Bronte, al Caciovallo Ragusano, al cioccolato di Modica, al Pesce spada e agli agrumi di Sicilia o al Mirto o al Pecorino, al Pane "Carta da musica" (detto anche "Carasau") o ai malloreddus della Sardegna.
Questi sono solo alcuni dei prodotti della nostra tradizione agroalimentare e, come tali, vanno difesi.
Essi rappresentano la nostra cultura.
Però, non trovo giusto nemmeno criminalizzare gli OGM.
Io credo che le due cose possano coesistere.
Ad esempio, le semine possono essere fatte in periodi diversi, così da avere fioriture che avvengono in periodi diversi.
Ciò eviterebbe che vi siano contaminazioni da una parte e dall'altra.
Inoltre, un sistema simile creerebbe più lavoro, dato che si avrebbero (ad esempio) le raccolte in due periodi diversi.
Io credo che quanto successo su quel campo di mais sia stato un atto criminoso che merita di essere sanzionato.
Si può non essere d'accordo sulle posizioni e sulle idee ma la violenza è segno di inciviltà.
Quegli "squadristi rossi" hanno fatto una cosa non degna di un Paese civile.
Spero che vi siano delle pene molto severe!
Cordiali saluti.



CONCORDIA SAGITTARIA, UN TESORO ANTICO DA SCOPRIRE


Cari amici ed amiche.
Per la gioia dell'amica Francesca Padovese (titolare del blog http://mamagrizzlies.blogspot.com/ che è interessante perché ha delle attività molto importanti), parlo del suo Paese, Concordia Sagittaria, un comune della provincia di Venezia.
Questo paese, che forse oggi potrebbe essere ignoto a molti, in realtà è un tesoro formidabile di storia e di cultura.
Fondato dai Romani (presumibilmente nel 42 BC), questo centro aveva il nome di Iulia Concordia.
Molto probabilmente, il suo nome d'origine fu legato a Giulio Cesare. Del resto lo stesso Friuli fu legato a questo personaggio. Il nome latino, infatti, fu "Forum Iulii".
Fece parte della Regio X Venetia et Histria.
Il termine "sagittaria" venne aggiunto poi, per il fatto che a Concordia vi fosse stata una fabbrica di frecce.
In latino "sagitta" significa freccia.
Con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 AD), il suo territorio vide le scorrerie barbariche (tra cui quella degli Unni di Attila) e, con l'arrivo dei Longobardi, fu unito al Ducato di Cividale.
In seguito, passò alla Marca del Friuli e poi al Patriacato di Aquileia.
Nel 1438, Concordia Sagittaria fu assoggettato a Venezia e, con il trattato di Campoformido (17 ottobre 1797-26 vendemmiaio anno VI), passò all'Austria e vi rimase fino al 1866, quando passò all'Italia.
Nel 1838, Concordia Sagittaria fu scorporata dal Friuli e passò alla provincia di Venezia.
Di friulano vi è rimasto, però, il dialetto ladino.
Del suo glorioso passato è rimasto molto.
Nella zona vi sono molti reperti romani, come statue, capitelli di colonne e marmi.
Vi sono anche i resti di un ponte romano che può essere datato tra il II ed il III secolo.
Inoltre, vi è la Via Postumia che fu costruita nel 148 BC dal console Postumo Albinio e che unisce Genova ad Aquileia, passando per la Pianura Padana e per la provincia di Mantova.
Concordia Sagittaria è anche sede vescovile.
Fin dal Medioevo vi è questa sede anche se nella Diocesi di Concordia-Pordenone ad esercitare la primazia è quest'ultima.
Per via di questo ruolo, vi sono dei monumenti importanti come la Cattedrale di Santo Stefano Protomartire.
L'attuale edificio fu costruito nel 1466 da Antonio Feletto, sui resti di precedenti costruzioni.
La prima chiesa fu una basilica paleocristiana che fu distrutta dagli Unni nel 425 AD.
Quella successiva fu sommersa da una piena del fiume Lemene nel VI secolo.
Altre chiese furono costruite nel XI e nel XIV secolo.
L'attuale chiesa fu terminata nel XIX secolo, con la realizzazione del coro.
E' caratteristico anche il Battistero dell'XI secolo (nella foto).
Per alcuni versi, esso ricorda certe chiese bizantine.
In fondo, Concordia Sagittaria è prossima all'Oriente.
Vi sono anche il Trichora Martyrium del 350 AD ed il Palazzo Vescovile del XV secolo.
Concordia Sagittaria è un piccolo tesoro tutto da scoprire.
I concordiesi hanno tutto il diritto di vantarsene.
Cordiali saluti.

venerdì 27 agosto 2010

ITALIANI NEL MONDO, SOFFERENZA ED INTEGRAZIONE






















Cari amici ed amiche.


Ovviamente, non posso non parlare degli italiani nel mondo.
Su questo tema, incominciai a fare seriamente politica.
Che la migrazione degli italiani sia un fenomeno antico, è cosa vera. Basti pensare, ad esempio, allo storico Primo Ministro del Regno Unito Benjamin Disraeli (1804-1881).
Egli fu un discendente di un'antica famiglia ebraica sefardita italiana, anche se poi si fece anglicano.
Però, il grosso dell'emigrazione avvenne nel periodo che va dal 1876 al 1976. In totale, emigrarono circa 27.000.000 di persone. Fu un numero impressionante!
Nel XIX secolo l'Italia si unì ma ci furono grossi problemi, specie per il Sud che venne, di fatto, rapinato dai governi italiani di allora.
Pensiamo alla famosa "Tassa sul macinato" che, di fatto, strozzò molti contadini del Sud.
Così, ci fu un'ondata di persone che dovette lasciare il nostro Paese.
Molte persone si trasferirono negli Stati Uniti d'America.
Qui, ebbero dei problemi.
Negli USA, infatti, iniziarono a formarsi i movimenti "WASP" ("White, Anglo-Saxon and Protestant" ossia "Bianco, Anglosassone e Protestante") .
Infatti, gli italiani vennero visti come persone che pesavano sull'economia del Paese, che pure aveva bisogno di manodopera e che aveva negli italiani della forza lavoro.
Oltre a ciò, vi era la questione religiosa.
La maggioranza degli italiani era cattolica.
Gli USA erano un Paese protestante e molti americani di allora vedevano nei cattolici un avamposto del Papa.
In pratica, i cattolici erano visti come "agenti del Vaticano".
Gli italiani erano quindi discriminati. Si calcola che circa 15.000 italiani avessero abiurato il cattolicesimo per passare al protestantesimo.
Inoltre, non vi fu solo la discrimonazione tra cattolici e protestanti ma anche tra cattolici e cattolici.
Infatti, negli USA la più forte comunità cattolica fu quella irlandese.
Gli irlandesi non gradivano gli italiani perché per loro il cattolicesimo italiano, ricco di pratiche come l'ex voto, era visto come corrotto da superstizione.
Perfino i preti irlandesi non volevano i loro colleghi italiani.
Un grosso aiuto lo diedero l'opera missionaria del Beato Giovanni Battista Scalabrini e quella di Santa Francesca Cabrini.
Inoltre, agli italiani veniva fatta ogni angheria.
Se sucedeva qualcosa, si diceva "latin", ossia "latino" (inteso come italiano).
Inoltre, gli italiani vennero visti come sporchi e mafiosi, di fare stupri e di essere ladri.
Ci fu anche un documento del Congresso americano che non fu molto lusinghiero.
Un grave fu quello che avvenne nella fabbrica "Triangle" di New York.
In questa fabbrica di tesstura lavoravano molte italiane che venivano imprigionate nel posto di lavoro.
Nel 1911 ci fu un incendio. Le operaie rimasero intrappolate e tenendo conto del fatto che la fabbrica si trovasse negli ultimi tre piani del palazzo molte di quelle che provarono ad uscire dalle finestre caddero e morirono.
Morirono 146 persone.
Con il Fascismo, molti italiani fecero ritorno in patria.
Mussolini, infatti, era contrario all'emigrazione perché vedeva in essa una perdita di energie e di braccia.
E così, ricollocò molti emigrati come "coloni" dell'Agropontino (che doveva essere bonificato in quanto paludoso) ed in Libia.
Di fatto, fu un'emigrazione.
Pensate ai veneti che andarono a vivere a Littoria, oggi Latina.
Con la II Guerra Mondiale le cose mutarono.
Per gli italiani che vivevano negli USA, le cose peggiorarono.
Infatti, molti di loro vennero internati in dei campi perché ritenuti "collaboratori del nemico nazi-fascista".
Con la caduta del Fascismo e la nascita della Repubblica Italiana (18 giugno 1946) ci fu grande povertà e molti italiani ripresero ad emigrare.
Inoltre, ci furono gli italiani d'Istria e Dalmazia che dovettero scappare dai loro territori, a causa delle violenze di Tito e dei suoi soldati jugoslavi.
Stavolta, il grosso andò in Sud America, precisamente in Argentina, in Brasile, in Venezuela ed in Uruguay.
Ci furono anche i numerosi ebrei italiani che si trasferirono nel nuovo stato di Israele, oltre ai nostri connazionali che emigrarono negli USA.
Tra questi, ci furono anche dei parenti di mia madre.
I governi democristiani e la Chiesa vedevano nell'Argentina un posto migliore per gli italiani.
In seguito, ci furono l'emigrazione dall'Italia ad altri Paesi, tra cui quelli europei, e quella dal Sud Italia al Nord.
In questo caso, sia gli italiani emigrati all'estero che i meridionali emigrati al Nord ebbero problemi.
Pensiamo ai minatori emigrati in Belgio e agli operai che andarono in Svizzera ed in Germania.
I minatori furono costretti a lavorare in spazi bui ed angusti e se non facevano quello che veniva loro detto venivano espulsi e non potevano più tornare in Belgio.
In questo quadro, ci fu la tragedia di Marcinelle nell'08 agosto 1956.
Qui morirono 262 persone, la gran parte delle quali italiani.
Anche per i meridionali emigrati al Nord Italia, ci furono problemi.
Questo lo so benissimo, essendo io stesso mantovano di nascita ma meridionale di origini.
Infatti, mio padre è abruzzese, della provincia di Teramo, e mia madre è siciliana, della provincia di Messina.
Mio padre mi racconta sempre che lui nel 1974 (cinqua anni prima che si sposasse e sei prima che io nascessi) partì da Roma con la "valigia di cartone" e trovò lavoro nell'azienda tessile "Corneliani Spa". Per un po', fu ospitato da mia zia, sua sorella, che aveva sposato un mantovano, poi si trovò una casa.
Molti dei suoi colleghi gli dicevano:
"Terrone, ci togli il lavoro!".
Anch'io, subii un po' questa situazione e ci fu un paradosso.
Mi permetto di fare una provocazione.
Molte di queste persone che davano del "terrone" a mio padre e a me non erano e tuttora non sono leghisti, ossia elettori ed iscritti alla Lega Nord.
Anzi, molti di questi votano la sinistra (e magari hanno anche la tessera dei sindacati) e sono le stesse persone che oggi dicono che si devono accogliere gli immigrati.
Però, con i meridionali non furono così accoglienti!
Che ipocrisia!
Al contrario, con i leghisti veri, per quello che mi riguarda, i rapporti sono buoni, anzi ottimi!
E un paradosso!
Se qualcuno oggi mi dà del "terrone", io rispondo dicendo che almeno io so da dove vengo mentre interlocutore non si sa da dove viene e che potrei essere più mantovano di lui.
Certo, la storia degli italiani all'estero fu molto dura ma oggi sono persone rispettate sia nel loro Paese d'origine che in quello che li accolse.
Anzi, tra i loro discendenti ci fu chi lasciò un'impronta e si affermò.
Pensiamo ai politici come Fiorello La Guardia, Rudy Giuliani e Baldomir Ferrari o agli scienziati come Riccardo Giacconi oppure ai calciatori come Javier Zanetti o Fabian Carini (tutti raffigurati nelle foto).
Noi, italiani che stiamo qui in italia, dobbiamo recuperare i legami con quell'"altra Italia", che sta al di fuori dei nostri confini.
Ci sono le associazioni, come l'"Associazione dei Mantovani nel Mondo" presieduta da Daniele Marconcini (il cui sito è http://www.mantovaninelmondo.eu/) ed i network.
Tra questi ultimi, non posso non citare "Italia chiama Italia" (http://www.italiachiamaitalia.net/), il giornale online diretto dall'ottimo Ricky Filosa.
Certamente, gli italiani emigrati subirono angherie di ogni tipo ma oggi molti di loro e dei loro discendenti sono integrati nei tessuti sociali di quei Paesi che li accolsero.
Questo dimostra che il buonismo non fa integrazione.
Cordiali saluti.














ALLEANZA DEMOCRATICA? NO, POSSIBILE CRISI POLITICA!










Cari amici ed amiche.
Confermo quanto scritto ieri nell'articolo "Torna l'Unione? Dio ce ne scansi e liberi!" (http://italiaemondo.blogspot.com/2010/08/torna-lunione-dio-ce-ne-scansi-e-liberi.html).
Anche le parole del segretario dell'Unione di Centro, l'onorevole Pier Ferdinando Casini, che ha ritenuto il suo omologo del Partito Democratico Bersani un "interlocutore affidabibele" potrebbero aprire degli scenari nuovi che, a mio modesto avviso, potrebbero portare a cose non belle.
Rimane quello che ho detto ieri.
Se dovessero esserci le elezioni anticipate e dovesse formarsi questa enorme coalizione di centro sinistra, che unisca la sinistra radicale di Nichi Vendola all'Udc di Casini, passando per il Partito Democratico e l'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, in caso di una sua vittoria potrebbero aprirsi degli scenari inquietanti.
Già, le coalizioni fatte "contro" non portano bene.
L'esempio fu il centro sinistra di Prodi che vinse le elezioni nel 2006,non governò e cadde nel 2008.
Quello che Bersani vuole proporre è una coalizione simile, il cui unico fondamento è l'avversione verso il presidente Berlusconi ed il centro destra.
Quindi, se questa coalizione dovesse andare al governo, potrebbero esserci parecchi problemi.
Ci sarebbe la paralisi e, a questo punto, il rischio di una grave crisi politica!
Le crisi politiche possono essere pericolose.
Infatti, quando la politica democratica è in crisi vi è il rischio che vinca chi urla più forte.
Purtroppo, la storia è piena di casi tragici, come la Russia nel 1918 o la Germania nel 1933.
Quindi è una cosa seria.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.