Cari amici ed amiche.
Leggete l'articolo e "Il Giornale" che è intitolato "Ecco perché obbedire alla Merkel è un autogol".
E' molto interessante il pezzo che recita:
"Diciamolo senza fare troppi giri di parole: la Germania non è il nostro alleato, la Germania è un nostro avversario commerciale e i suoi interessi sono ortogonali ai nostri. Anzi, sarebbe più corretto dire che è «il» nostro avversario commerciale numero uno e vedere Monti recarsi in Germania a ricevere un premietto dal compiaciuto ministro Schaeuble non aiuta.
Per quale motivo noi dovremmo seguire le sue ricette e i suoi compiti a casa? Già che siamo in periodo di «Europei» possiamo dire che seguire le indicazioni tedesche è stato furbo, come se il nostro portiere si fosse buttato dove gli ordinava di lanciarsi il centravanti avversario. Qualche numero. Scorrendo l’ultimo rapporto Ice pre-crisi (2008) sul commercio estero scopriamo che i principali settori delle nostre esportazioni sono, nell’ordine: macchine e apparecchi meccanici (77 miliardi), metalli e prodotti in metallo (44), mezzi di trasporto (41), prodotti chimici e fibre sintetiche (34), apparecchiature elettroniche e ottiche (31).
Una fotografia che rivela una cosa un po’ diversa dall’immagine pizza e turismo che ogni tanto persino noi abbiamo di noi stessi e che mette in luce il motore zitto della nostra economia, quelle migliaia di imprese che, lontano dai riflettori, portano i nostri prodotti nel mondo importando ricchezza. Certo, non mancano né il turismo (30 miliardi) né l’abbigliamento (27) né l’alimentare (20 miliardi, anche se con un valore di importazioni superiore) ma per i primi cinque settori l’Italia dell’export è una specie di piccola Germania che, però, deve fare i conti con la concorrenza della Germania vera, direttamente esportatrice proprio per quegli stessi settori in cui agisce la nostra impresa. Per fugare ogni dubbio basta leggersi un interessante studio comparato prodotto da Banca Intesa nel 2011 (e che, quindi, non dovrebbe risultare ignoto al ministro per lo Sviluppo, Passera) che analizza le tipologie di prodotti all’interno dei vari settori e conclude che «secondo tutti gli indicatori considerati la Germania si conferma il nostro principale competitor». Capito?
Quando siamo entrati nell’Euro la storia che ci era stata venduta era un po’ diversa. Si parlava di unirsi per competere tutti assieme contro le megaeconomie emergenti, quando in realtà si stava disattivando la flessibilità del cambio lasciando mano libera a una più efficiente Germania per invadere con i suoi prodotti, in diretta concorrenza con i nostri, il mercato europeo. Sul loro mercato interno, poi, i tedeschi si sono affrettati a sostituire le importazioni dall’Italia (dall’8,2% del 2001 al 6,6% del2009) con quelle dalla Cina (dal 4,1% al 9,2%). E meno male che si doveva competere con gli altri. Nessuna scorrettezza, la Germania ha semplicemente sfruttato appieno la situazione nel suo esclusivo interesse utilizzando tutti gli strumenti disponibili. Inutile recriminare, potevamo inventarci qualcosa anche noi, ma non l’abbiamo fatto e, come nel Palio di Siena, conta chi vince, non come.
Che fare quindi? Dato per scontato che recuperare il gap di competitività verso la Germania, con la difficoltà aggiuntiva delle supertasse recessive e dell’enorme differenza dei costi di finanziamento tra le nostre imprese e quelle tedesche creatasi con lo spread è fantascienza pura, le possibilità si riducono a tre: 1) arrenderci e «farci annettere» invocando trasferimenti di denaro stile meridione (figuriamoci) 2) simulare una svalutazione tagliando tutti gli stipendi italiani del 20/25% (chiedere opinioni in merito alla Camusso) o uscire dall’Euro e svalutare finché le imprese sono ancora in piedi.".
Oggi si vota in Grecia e la scelta è la permanenza o meno del Paese ellenico l'area dell'Euro.
Da questo voto dipenderà il futuro dell'Euro.
Ora, voglio fare una breve considerazione.
Che l'Euro sia stato un affare per la Germania è cosa nota.
Non potendo più svalutare la moneta, Paesi come l'Italia e la Grecia sono stati annientati.
Di fatto, la loro concorrenza è stata eliminata e la Germania può fare il bello ed il cattivo tempo nell'Europa, controllando la moneta.
Questo, però, rischia di danneggiare anche la stessa Germania.
L'Euro, così com'è, affonderà.
Una moneta che non ha un'istituzione politica dietro è come una casa senza fondamenta.
Nessuno la controlla ed è sempre alla mercé di chi ha l'economia più forte.
Quindi, se non si fa qualcosa, l'Euro fallirà.
Se fallisse l'Euro anche la Germania perderebbe molto.
Con questa sua linea ostile ad ogni proposta proveniente dagli altri Stati, la Germania si sta condannando.
Il problema è che condannerà anche gli altri Italia compresa.
Cordiali saluti.
.
The Liberty Bell of Italy, una voce per chi difende la libertà...dalla politica alla cultura...come i nostri amici americani, i quali ebbero occasione di udire la celebre campana di Philadelphia nel 1776, quando fu letta la celeberrima Dichiarazione di Indipendenza. Questa è una voce per chi crede nei migliori valori della nostra cultura.
Il mio libro
Il mio libro
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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino
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domenica 17 giugno 2012
Salvate l'Abbazia di San Benedetto Po!
Cari amici ed amiche.
Faccio mio l'appello lanciato da Vittorio Sgarbi che è stato riportato da Matteo Cazzulani sul suo blog (attraverso l'articolo intitolato "San Benedetto Po: La culla del Cristianesimo Lombardo abbandonato dal terremoto") e dal Portale dei Lombardi nel Mondo.
L'Abbazia di San Benedetto in Polirone rischia di crollare.
Il sisma ha lesionato pesantemente questo monumento che è la culla del Cristianesimo lombardo nonché luogo legato a Matilde di Canossa (1046-1115) , una delle donne più influenti del Medio Evo, se non della storia europea.
Già il terremoto del 20 maggio scorso aveva lesionato vari locali dell'ex cenobio e la basilica.
Io posso confermarlo, avendo visto di persona quanto era successo sette giorni, in una visita organizzata dal Cenacolo dialettale dei poeti mantovani "Al Fogolèr", che mi aveva invitato al suo quarantesimo anniversario di fondazione.
L'ex biblioteca dei monaci era stata chiusa al pubblico perché presentava delle crepe sul soffitto.
Anche parte dei corridoi erano inagibili.
Poi, ero entrato anche nella basilica (ove ho recitato anche qualche preghiera, visto che sono credente) e ho visto cose non belle.
La bella volta gotica della navata di sinistra, che fu decorata con stucchi da Giulio Romano (1499-1546), presentava una lunga crepa.
Essa era talmente larga che io avrei potuto infilarci le punte delle delle dita della mia mano.
Intorno alla base del campanile ci sono i ponteggi.
Quindi, la situazione di questo grande complesso monastico (che consta di tre chiostri) non è bella.
Le scosse successive, come quella del 29 maggio, hanno peggiorato la situazione e di molto.
Perché nessuno sta facendo qualcosa?
Questa abbazia che era stata soprannominata la Cluny d'Italia rischia di andare perduta.
Questa abbazia fu il principale luogo da cui si diffuse la riforma gregoriana della Chiesa cattolica.
Nemmeno Napoleone Bonaparte (che soppresse il monastero benedettino nel 1797) riuscì a distruggere l'abbazia.
Ci stanno riuscendo il terremoto e l'incuria umana.
Tante testimonianze storiche rischierebbero di andare perdute, se l'abbazia dovesse crollare.
Vi sono tracce di epoca romanica, gotica, rinascimentale e barocca.
Tra queste, vi è anche una lastra di pietra con una Stella di Davide, a cui ho dedicato questa mia poesia:
A STIDDA DI SAN BENIDITTU
Niura fatta chì vinni...unni cù lu Lirone si fici lu Gran Ciumi...
ma lumi sempri chi faci nto di li sèculi caminu...
unni 'n riposu si 'nniu di Canossa, monna Mathilda,
et...quannu d'idda l'ossa ci rubbaunu...rumpennuci li jammi...
di lu Papa l'omini ci visti...comu di lu popolu di Diu...li pedi...
forse pì disprezzu d'omini certi 'n penseru...cù li so' sex xhiammi...
comu David rè dissi...ma li radichi forse...picchì capiscìu...
chì chidda purtau...l'omu chì chista mittìu nto pavimentu...
picchì giudìa sempri eni l'alma 'n vuluntati di Diu...
comu fù Cristu et vinni San Benidittu 'n sentimentu!
Spero che qualcuno faccia qualcosa.
Cordiali saluti.
Faccio mio l'appello lanciato da Vittorio Sgarbi che è stato riportato da Matteo Cazzulani sul suo blog (attraverso l'articolo intitolato "San Benedetto Po: La culla del Cristianesimo Lombardo abbandonato dal terremoto") e dal Portale dei Lombardi nel Mondo.
L'Abbazia di San Benedetto in Polirone rischia di crollare.
Il sisma ha lesionato pesantemente questo monumento che è la culla del Cristianesimo lombardo nonché luogo legato a Matilde di Canossa (1046-1115) , una delle donne più influenti del Medio Evo, se non della storia europea.
Già il terremoto del 20 maggio scorso aveva lesionato vari locali dell'ex cenobio e la basilica.
Io posso confermarlo, avendo visto di persona quanto era successo sette giorni, in una visita organizzata dal Cenacolo dialettale dei poeti mantovani "Al Fogolèr", che mi aveva invitato al suo quarantesimo anniversario di fondazione.
L'ex biblioteca dei monaci era stata chiusa al pubblico perché presentava delle crepe sul soffitto.
Anche parte dei corridoi erano inagibili.
Poi, ero entrato anche nella basilica (ove ho recitato anche qualche preghiera, visto che sono credente) e ho visto cose non belle.
La bella volta gotica della navata di sinistra, che fu decorata con stucchi da Giulio Romano (1499-1546), presentava una lunga crepa.
Essa era talmente larga che io avrei potuto infilarci le punte delle delle dita della mia mano.
Intorno alla base del campanile ci sono i ponteggi.
Quindi, la situazione di questo grande complesso monastico (che consta di tre chiostri) non è bella.
Le scosse successive, come quella del 29 maggio, hanno peggiorato la situazione e di molto.
Perché nessuno sta facendo qualcosa?
Questa abbazia che era stata soprannominata la Cluny d'Italia rischia di andare perduta.
Questa abbazia fu il principale luogo da cui si diffuse la riforma gregoriana della Chiesa cattolica.
Nemmeno Napoleone Bonaparte (che soppresse il monastero benedettino nel 1797) riuscì a distruggere l'abbazia.
Ci stanno riuscendo il terremoto e l'incuria umana.
Tante testimonianze storiche rischierebbero di andare perdute, se l'abbazia dovesse crollare.
Vi sono tracce di epoca romanica, gotica, rinascimentale e barocca.
Tra queste, vi è anche una lastra di pietra con una Stella di Davide, a cui ho dedicato questa mia poesia:
A STIDDA DI SAN BENIDITTU
Niura fatta chì vinni...unni cù lu Lirone si fici lu Gran Ciumi...
ma lumi sempri chi faci nto di li sèculi caminu...
unni 'n riposu si 'nniu di Canossa, monna Mathilda,
et...quannu d'idda l'ossa ci rubbaunu...rumpennuci li jammi...
di lu Papa l'omini ci visti...comu di lu popolu di Diu...li pedi...
forse pì disprezzu d'omini certi 'n penseru...cù li so' sex xhiammi...
comu David rè dissi...ma li radichi forse...picchì capiscìu...
chì chidda purtau...l'omu chì chista mittìu nto pavimentu...
picchì giudìa sempri eni l'alma 'n vuluntati di Diu...
comu fù Cristu et vinni San Benidittu 'n sentimentu!
Spero che qualcuno faccia qualcosa.
Cordiali saluti.
sabato 16 giugno 2012
I mali attuali della Chiesa cattolica
Cari amici ed amiche.
Guardate questa foto e leggete queste parole:
"Berlusconi è malato. Venga in comunità a farsi curare,mi offro di prenderlo nella mia comunità, stia un po' con noi. Chissà che poi da li non possa ripartire".
Questa è la foto di don Andrea Gallo e le parole riportate qui sopra sono le sue.
A don Gallo vorrei rispondere dicendo che, se il "berlusconismo" è una malattia, il comunismo è una droga.
Ritengo che sia meglio essere malati che drogati.
Per don Gallo (e chi la pensa come lui) valgono le parole scritte dal professor Plinio Correa de Oliveira sul suo libro "Rivoluzione e Controrivoluzione":
" Poiché la Rivoluzione è un processo, la III Rivoluzione ha ovviamente continuato, dal 1917 a oggi, il suo cammino. In questo momento si trova a un autentico apogeo. Prendendo in considerazione i
territori e le popolazioni soggette a regimi comunisti, essa dispone di un impero mondiale senza precedenti nella storia. Questo impero costituisce un fattore di continua insicurezza e disunione tra
le principali nazioni non comuniste. Inoltre, i capi della III Rivoluzione tirano i fili che muovono, in tutto il mondo non comunista, i partiti dichiaratamente comunisti, e l'enorme rete di cripto-comunisti, di para-comunisti e di utili idioti, infiltrati non soltanto nei partiti non comunisti, socialisti e altri, ma anche nelle Chiese, nelle organizzazioni professionali e culturali, nelle banche, nella stampa, nella televisione, nella radio, nel cinema, ecc.
E come se tutto questo non bastasse, la III Rivoluzione si serva in modo terribilmente efficace delle tecniche di conquista psicologica di cui parleremo più avanti. Per mezzo di queste, il comunismo sta
riuscendo a ridurre in una condizione di torpore, causa di disimpegno e di istupidimento, enormi settori della opinione pubblica non comunista. Queste tecniche permettono alla III Rivoluzione di
aspettarsi, su questo terreno, risultati per essa ancora più vantaggiosi, e sconcertanti per gli osservatori che analizzano i fatti dall'esterno.".
Che il comunismo cerchi di distruggere la cristianità è cosa nota.
Ora, però, esso non lo fa attaccando la Chiesa o la dottrina ma reinterpretandola a modo suo, attraverso l'"esegesi" fatta dalla schiera dei suoi "dottori" che sono dentro la Chiesa, schiera di cui don Gallo fa parte.
In poche parole, Gesù Cristo cessa di essere il Messia Figlio di Dio, venendo trasformato in un personaggio politico come Karl Marx, Lenin, Mao Tse Tung, Ho Chi Minh o Che Guevara.
L'egualitarismo diventa il "dogma" principale di questa "Chiesa che ha rinnegato il Figlio di Dio ed ha abbracciato personaggi come Karl Marx, Lenin, Mao Tse Tung, Ho Chi Minh e Che Guevara".
Questa Chiesa non insegna più ad amare Dio ed il prossimo (secondo gli insegnamenti di Cristo) ma insegna ad odiare il ricco perché è ricco o l'uomo che vuole seguire realmente Gesù, dicendo no a pratiche invereconde come l'aborto o il matrimonio gay.
In fondo, questa Chiesa non è molto diversa dal Cristianesimo positivo della Germania nazista.
Essa, infatti, è fatta ad uso e consumo di chi vuole prendere il potere con la prepotenza e vuole cambiare il modo di vivere delle persone.
Noi cattolici abbiamo il dovere di dire no a queste cose.
Molti ci attaccheranno e ci apostroferanno con termini come "bigotti", "idioti", "retrogradi" o "reazionari" e, magari, ci faranno di peggio.
Questo è da mettere in conto.
Del resto, anche Gesù non fu simpatico a tutti, visto che lo crocifissero.
Il cristiano non deve essere simpatico a tutti ma deve seguire le parole di Gesù.
A don Gallo, vorrei dire che farebbe bene a studiarsi il Catechismo della Chiesa cattolica.
Niente di quello che dice lui è contemplato in esso.
Cordiali saluti.
Guardate questa foto e leggete queste parole:
"Berlusconi è malato. Venga in comunità a farsi curare,mi offro di prenderlo nella mia comunità, stia un po' con noi. Chissà che poi da li non possa ripartire".
Questa è la foto di don Andrea Gallo e le parole riportate qui sopra sono le sue.
A don Gallo vorrei rispondere dicendo che, se il "berlusconismo" è una malattia, il comunismo è una droga.
Ritengo che sia meglio essere malati che drogati.
Per don Gallo (e chi la pensa come lui) valgono le parole scritte dal professor Plinio Correa de Oliveira sul suo libro "Rivoluzione e Controrivoluzione":
" Poiché la Rivoluzione è un processo, la III Rivoluzione ha ovviamente continuato, dal 1917 a oggi, il suo cammino. In questo momento si trova a un autentico apogeo. Prendendo in considerazione i
territori e le popolazioni soggette a regimi comunisti, essa dispone di un impero mondiale senza precedenti nella storia. Questo impero costituisce un fattore di continua insicurezza e disunione tra
le principali nazioni non comuniste. Inoltre, i capi della III Rivoluzione tirano i fili che muovono, in tutto il mondo non comunista, i partiti dichiaratamente comunisti, e l'enorme rete di cripto-comunisti, di para-comunisti e di utili idioti, infiltrati non soltanto nei partiti non comunisti, socialisti e altri, ma anche nelle Chiese, nelle organizzazioni professionali e culturali, nelle banche, nella stampa, nella televisione, nella radio, nel cinema, ecc.
E come se tutto questo non bastasse, la III Rivoluzione si serva in modo terribilmente efficace delle tecniche di conquista psicologica di cui parleremo più avanti. Per mezzo di queste, il comunismo sta
riuscendo a ridurre in una condizione di torpore, causa di disimpegno e di istupidimento, enormi settori della opinione pubblica non comunista. Queste tecniche permettono alla III Rivoluzione di
aspettarsi, su questo terreno, risultati per essa ancora più vantaggiosi, e sconcertanti per gli osservatori che analizzano i fatti dall'esterno.".
Che il comunismo cerchi di distruggere la cristianità è cosa nota.
Ora, però, esso non lo fa attaccando la Chiesa o la dottrina ma reinterpretandola a modo suo, attraverso l'"esegesi" fatta dalla schiera dei suoi "dottori" che sono dentro la Chiesa, schiera di cui don Gallo fa parte.
In poche parole, Gesù Cristo cessa di essere il Messia Figlio di Dio, venendo trasformato in un personaggio politico come Karl Marx, Lenin, Mao Tse Tung, Ho Chi Minh o Che Guevara.
L'egualitarismo diventa il "dogma" principale di questa "Chiesa che ha rinnegato il Figlio di Dio ed ha abbracciato personaggi come Karl Marx, Lenin, Mao Tse Tung, Ho Chi Minh e Che Guevara".
Questa Chiesa non insegna più ad amare Dio ed il prossimo (secondo gli insegnamenti di Cristo) ma insegna ad odiare il ricco perché è ricco o l'uomo che vuole seguire realmente Gesù, dicendo no a pratiche invereconde come l'aborto o il matrimonio gay.
In fondo, questa Chiesa non è molto diversa dal Cristianesimo positivo della Germania nazista.
Essa, infatti, è fatta ad uso e consumo di chi vuole prendere il potere con la prepotenza e vuole cambiare il modo di vivere delle persone.
Noi cattolici abbiamo il dovere di dire no a queste cose.
Molti ci attaccheranno e ci apostroferanno con termini come "bigotti", "idioti", "retrogradi" o "reazionari" e, magari, ci faranno di peggio.
Questo è da mettere in conto.
Del resto, anche Gesù non fu simpatico a tutti, visto che lo crocifissero.
Il cristiano non deve essere simpatico a tutti ma deve seguire le parole di Gesù.
A don Gallo, vorrei dire che farebbe bene a studiarsi il Catechismo della Chiesa cattolica.
Niente di quello che dice lui è contemplato in esso.
Cordiali saluti.
Cina, cosa sta succedendo alla Chiesa cattolica?
Cari amici ed amiche.
L'amico Angelo Fazio ha messo su Facebook un interessante articolo scritto su "Asia News" che è intitolato "Mons. Savio Hon: Ordinazioni episcopali senza mandato del papa, un segno del vuoto di ideali e della lotta nel Partito".
Ad Angelo vanno i miei complimenti per l'attenzione che mette su questi temi.
Esso è stato scritto da Bernardo Cervellera.
Esso è un intervista al segretario vaticano Propaganda Fide, monsignor Savio Hon.
Egli parla della situazione dei cattolici in Cina.
Purtroppo, dal 1951 la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese (中華人民共和國) non ci sono.
Nel 1957, lo Stato cinese fece fondare la Associazione Patriottica Cattolica Cinese (中国天主教爱国会).
Essa è un'associazione che, di fatto, è assoggettata alle autorità comuniste della Cina, non riconosce il Papa (almeno formalmente) e non è riconosciuta dal Papa.
Quello che vogliono le autorità cinesi è fare in modo che i cristiani siano controllati dallo Stato.
I cattolici cinesi che non si piegano alle pretese dei comunisti subiscono vessazioni di ogni tipo, anche violenze fisiche.
I comunisti (così "liberali" nell'economia) pongono limiti alla libertà di culto in Cina.
Lo fanno anche con metodi aberranti, come la reclusione presso i "campi di rieducazione", che sono paragonabili ai lager nazisti o ai gulag sovietico.
Le autorità cinesi pretendono di nominare i vescovi, anche senza il concorso del Papa.
Dopo un periodo di pace tra Santa Sede e Stato cinese, questa politica ostile sta riprendendo vigore.
Questo è inammissibile, perché tutto ciò crea divisioni tra i cristiani.
L'obiettivo dei comunisti, infatti, è quello dividere i cristiani, per potere spazzare via il Cristianesimo dalla Cina.
Perché queste cose vengono taciute?
Padre Matteo Ricci (1552-1568) si rivolterebbe nella tomba.
Cordiali saluti.
L'amico Angelo Fazio ha messo su Facebook un interessante articolo scritto su "Asia News" che è intitolato "Mons. Savio Hon: Ordinazioni episcopali senza mandato del papa, un segno del vuoto di ideali e della lotta nel Partito".
Ad Angelo vanno i miei complimenti per l'attenzione che mette su questi temi.
Esso è stato scritto da Bernardo Cervellera.
Esso è un intervista al segretario vaticano Propaganda Fide, monsignor Savio Hon.
Egli parla della situazione dei cattolici in Cina.
Purtroppo, dal 1951 la Santa Sede e la Repubblica Popolare Cinese (中華人民共和國) non ci sono.
Nel 1957, lo Stato cinese fece fondare la Associazione Patriottica Cattolica Cinese (中国天主教爱国会).
Essa è un'associazione che, di fatto, è assoggettata alle autorità comuniste della Cina, non riconosce il Papa (almeno formalmente) e non è riconosciuta dal Papa.
Quello che vogliono le autorità cinesi è fare in modo che i cristiani siano controllati dallo Stato.
I cattolici cinesi che non si piegano alle pretese dei comunisti subiscono vessazioni di ogni tipo, anche violenze fisiche.
I comunisti (così "liberali" nell'economia) pongono limiti alla libertà di culto in Cina.
Lo fanno anche con metodi aberranti, come la reclusione presso i "campi di rieducazione", che sono paragonabili ai lager nazisti o ai gulag sovietico.
Le autorità cinesi pretendono di nominare i vescovi, anche senza il concorso del Papa.
Dopo un periodo di pace tra Santa Sede e Stato cinese, questa politica ostile sta riprendendo vigore.
Questo è inammissibile, perché tutto ciò crea divisioni tra i cristiani.
L'obiettivo dei comunisti, infatti, è quello dividere i cristiani, per potere spazzare via il Cristianesimo dalla Cina.
Perché queste cose vengono taciute?
Padre Matteo Ricci (1552-1568) si rivolterebbe nella tomba.
Cordiali saluti.
venerdì 15 giugno 2012
Marsili è pronto ad eruttare?
Cari amici ed amiche.
Mentre in Emilia Romagna e qui nel Mantovano la terra continua a tremare e continua ad esserci la paura (ci sono state scosse anche questa notte), potrebbe esserci un pericolo ben peggiore.
Nel Mar Tirreno vi è un vulcano sottomarino, Marsili.
Esso si trova a 150 Km ad ovest della Calabria e a 140 Km a nord della Sicilia, presso le Isole Eolie.
Questo vulcano è più grande anche della Muntagna, il Mongibello, meglio conosciuto come Etna.
Purtroppo, sta girando una notizia allarmante.
Entro la fine dell'anno, Marsili potrebbe eruttare.
Se una cosa del genere dovesse succedere, si genererebbe un terremoto di magnitudo superiore al 7,5 ed esso sarebbe accompagnato da uno tsunami con un'onda pari a 10 m che spazzerebbe vie le coste campane, lucane, calabresi e siciliane.
Sarebbe un disastro.
Inoltre, non sa come potrebbe essere l'eruzione di questo vulcano.
Se fosse esplosiva, come quella del Vesuvio che distrusse Pompei nel 79 AD, ci sarebbe un cataclisma.
Io spero che questa notizia non sia vera.
Tra l'altro, gira un'altra notizia che dice che la Protezione Civile abbia già fatto delle esercitazioni tra il 7 ed il 12 maggio.
Sono solo esercitazioni di routine o potrebbero essere qualcosa di più?
Spero che non sia vera, anche perché in Sicilia ho beni e persone care.
Tra l'altro, l'anno scorso, c'erano già stati dei terremoti nel nord della Sicilia.
Il "gigante", Marsili, si sta risvegliando?
Tra l'altro, nella stessa zona ci sono altri vulcani pericolosi.
Uno di questi è Vulcano, che è in fase di quiete.
Speriamo che non sia un altro terremoto simile a quello che distrusse Reggio Calabria e Messina il 28 dicembre 1908.
Cordiali saluti.
Mentre in Emilia Romagna e qui nel Mantovano la terra continua a tremare e continua ad esserci la paura (ci sono state scosse anche questa notte), potrebbe esserci un pericolo ben peggiore.
Nel Mar Tirreno vi è un vulcano sottomarino, Marsili.
Esso si trova a 150 Km ad ovest della Calabria e a 140 Km a nord della Sicilia, presso le Isole Eolie.
Questo vulcano è più grande anche della Muntagna, il Mongibello, meglio conosciuto come Etna.
Purtroppo, sta girando una notizia allarmante.
Entro la fine dell'anno, Marsili potrebbe eruttare.
Se una cosa del genere dovesse succedere, si genererebbe un terremoto di magnitudo superiore al 7,5 ed esso sarebbe accompagnato da uno tsunami con un'onda pari a 10 m che spazzerebbe vie le coste campane, lucane, calabresi e siciliane.
Sarebbe un disastro.
Inoltre, non sa come potrebbe essere l'eruzione di questo vulcano.
Se fosse esplosiva, come quella del Vesuvio che distrusse Pompei nel 79 AD, ci sarebbe un cataclisma.
Io spero che questa notizia non sia vera.
Tra l'altro, gira un'altra notizia che dice che la Protezione Civile abbia già fatto delle esercitazioni tra il 7 ed il 12 maggio.
Sono solo esercitazioni di routine o potrebbero essere qualcosa di più?
Spero che non sia vera, anche perché in Sicilia ho beni e persone care.
Tra l'altro, l'anno scorso, c'erano già stati dei terremoti nel nord della Sicilia.
Il "gigante", Marsili, si sta risvegliando?
Tra l'altro, nella stessa zona ci sono altri vulcani pericolosi.
Uno di questi è Vulcano, che è in fase di quiete.
Speriamo che non sia un altro terremoto simile a quello che distrusse Reggio Calabria e Messina il 28 dicembre 1908.
Cordiali saluti.
Il Regno di Dio è come un seme
Cari amici ed amiche.
Visitate la pagina del sito "La Parola.it" che è dedicata alla Parola di oggi.
Esso mostra le letture delle Sante Messe di oggi e di domani.
Una volta messo dall'uomo, il Regno di Dio viene da sé, come il seme di grano che viene seminato.
Quindi, l'uomo ha una grossa responsabilità nella venuta del Regno di Dio.
L'uomo che può compiere il bene ma non lo fa, di sicuro, non fa venire il Regno di Dio nella sua casa e nella sua vita.
L'uomo che può fare il bene e lo fa, porta con sé il Regno di Dio e questo cresce e si moltiplica nella sua casa e nella sua vita.
Il cristiano deve fare questo, donando una parola buona a chi è scoraggiato o aiutando chi ha bisogno e, ovviamente, pregando.
Egli aiuterà il suo prossimo e sé stesso.
Da qui viene fuori il Regno di Dio, che da solo raggiungerà i cuori di ognuno.
In fondo, il Regno di Dio è l'amore di Dio stesso, la "Caritas", l'amore pieno che solo Dio sa dare.
Esso è illimitato.
per amore verso l'umanità, Dio consegnò suo Figlio Gesù al mondo.
Per averlo, l'uomo deve solo aprire il suo cuore.
Cordiali saluti.
Visitate la pagina del sito "La Parola.it" che è dedicata alla Parola di oggi.
Esso mostra le letture delle Sante Messe di oggi e di domani.
Una volta messo dall'uomo, il Regno di Dio viene da sé, come il seme di grano che viene seminato.
Quindi, l'uomo ha una grossa responsabilità nella venuta del Regno di Dio.
L'uomo che può compiere il bene ma non lo fa, di sicuro, non fa venire il Regno di Dio nella sua casa e nella sua vita.
L'uomo che può fare il bene e lo fa, porta con sé il Regno di Dio e questo cresce e si moltiplica nella sua casa e nella sua vita.
Il cristiano deve fare questo, donando una parola buona a chi è scoraggiato o aiutando chi ha bisogno e, ovviamente, pregando.
Egli aiuterà il suo prossimo e sé stesso.
Da qui viene fuori il Regno di Dio, che da solo raggiungerà i cuori di ognuno.
In fondo, il Regno di Dio è l'amore di Dio stesso, la "Caritas", l'amore pieno che solo Dio sa dare.
Esso è illimitato.
per amore verso l'umanità, Dio consegnò suo Figlio Gesù al mondo.
Per averlo, l'uomo deve solo aprire il suo cuore.
Cordiali saluti.
Terremoto, Formigoni: "Difenderò in diritti dei mantovani".
Cari amici ed amiche.
Leggete l'articolo che ho pubblicato ieri su "Italia chiama Italia" e che è intitolato "Terremoto, il Mantovano continua ad essere ignorato !".
Oggi, attraverso i giornali, il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ha annunciato che difenderà i diritti dei Mantovani.
Effettivamente, la situazione è kafkiana.
Mentre in Emilia sono andati i vari big della politica, come il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed il Presidente del Consiglio, Mario Monti, e sono arrivati molti soldi, qui nel Mantovano non è venuto nessuno e gli aiuti non si vedono, come se nulla fosse successo.
Vorrei ricordare a tutti che il terremoto ha colpito anche qui.
Oggi, è venuto Vittorio Sgarbi.
Sgarbi ha visitato il sud della Provincia di Mantova, che è stato pesantemente colpito dal sisma ed i cui beni architettonici sono in pericolo.
Anche Sgarbi ha detto che un errore ignorare il Mantovano.
Qualcuno che si trova a Roma ha dimenticato che il Mantovano è una zona che produce ricchezza (e le cui fabbriche sono state danneggiate dal sisma) e che Mantova e Sabbioneta sono state dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
Cordiali saluti.
Leggete l'articolo che ho pubblicato ieri su "Italia chiama Italia" e che è intitolato "Terremoto, il Mantovano continua ad essere ignorato !".
Oggi, attraverso i giornali, il Governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, ha annunciato che difenderà i diritti dei Mantovani.
Effettivamente, la situazione è kafkiana.
Mentre in Emilia sono andati i vari big della politica, come il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed il Presidente del Consiglio, Mario Monti, e sono arrivati molti soldi, qui nel Mantovano non è venuto nessuno e gli aiuti non si vedono, come se nulla fosse successo.
Vorrei ricordare a tutti che il terremoto ha colpito anche qui.
Oggi, è venuto Vittorio Sgarbi.
Sgarbi ha visitato il sud della Provincia di Mantova, che è stato pesantemente colpito dal sisma ed i cui beni architettonici sono in pericolo.
Anche Sgarbi ha detto che un errore ignorare il Mantovano.
Qualcuno che si trova a Roma ha dimenticato che il Mantovano è una zona che produce ricchezza (e le cui fabbriche sono state danneggiate dal sisma) e che Mantova e Sabbioneta sono state dichiarate Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
Cordiali saluti.
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