Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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venerdì 24 febbraio 2012

ITALIA, UNA CONDANNA INGIUSTA!



Cari amici ed amiche.


Voglio trattare la questione della condanna dell'Italia da parte dell'Unione Europea riguardo alla vicenda dei respingimenti degli immigrati provenienti dalla Libia.


Questa vicenda creerà delle polemiche.

Prima di giudicare la questione, desidero esprimere un parere su una polemica che è scoppiata su questo blog.

Il solito interlocutore "coraggioso" che si fa chiamare Pasquale ha fatto dei commenti pesanti all'articolo intitolato "Marx e Satana" (http://italiaemondo.blogspot.com/2012/02/marx-e-satana.html). Leggete anche quello initolato "Antonio Ciarripico 'Le origini del declino italiano" in Nuova storia contemporanea' n.6 /2011 pagg 10-11", il cui link http://italiaemondo.blogspot.com/2012/02/antonio-ciarrapico-le-origini-del.html?showComment=1330094842402#c4372444391078572627.

Tra l'altro, sospetto che la stessa persona si firmi anche con il nome del Maligno.

Di questo, però, non sono sicuro e perciò non posso fare delle accuse.

Tuttavia ritengo vergognosi gli attacchi lanciati da questa persona contro Filippo Giorgianni.

Posso tollerare un attacco diretto a me.

Non posso tollerare, però, che, per attaccare me, si attacchi una persona che in qualche modo abbia un collegamento con me.

A Filippo rivolgo le mie scuse se, senza volerlo, l'ho coinvolto in questa polemica.

E' un ragazzo che io rispetto e stimo.

Tra l'altro abbiamo entrambi radici siciliane (anzi, Filippo è siciliano) e spero di potere scambiare con lui qualche opinione dal vivo, qualora dovessi andare in Sicilia.

Pasquale continua ad attaccare me e chi è collegato con me, dicendo, ad esempio, che quello che scrivo sul mio blog non possa essere chiamato "articolo" perché non sono iscritto all'Ordine dei Giornalisti.

Vorrei ricordare a Pasquale che nessuno degli addetti ai lavori mi ha mai ripreso per questo.

Se lui ha dei problemi, faccia un dossier contro di me e, se ha il coraggio, lo metta in rete.

Però, dovrà mettere anche nome e cognome.

E' facile insultare gli altri usando l'anonimato!

Tra l'altro, la polemica di Pasquale si è estesa anche ai respingimenti degli immigrati, respingimenti che sono stati condannati dall'Unione Europea.

Su questo tema, vorrei dire una cosa.

Io penso che questa condanna sia ingiusta.

Infatti, di fronte ad una vera e propria invasione di immigrati provenienti dalla Libia, l'Italia è stata lasciata sola dall'Unione Europea.

Gli altri Stati europei non hanno collaborato.

Quindi, io trovo che la pretesa dell'Unione Europea sia assurda.

L'Italia non può accogliere tutti e non può aggiungere altra povertà a quella esistente.

Ci sono giovani italiani disoccupati (come il sottoscritto) ed aziende che, a causa della crisi, chiudono.

Come si sarebbe potuta accettare una simile pretesa dall'Unione Europea?

Cordiali saluti.


FESTA DELL' UVA A CAIXIAS DO SUL




Cari amici ed amiche.



Leggete l'articolo dell'amico Marco Stella che è intitolato "Festa dell’Uva di Caixias do Sul" ed il cui link è http://portale.lombardinelmondo.org/nazioni/brasile/articoli/storiaemigrazione/cocho#.T0a9PBhBtq4.facebook.

Esso parla di un importante evento che si è svolto a Caixias do Sul, una cittadina brasiliana.

Com'è noto, in Brasile vi sono molti italiani.

Vi sono tanti veneti, lombardi e siciliani.

La coltivazione dell'uva è senz'altro una peculiarità della tradizione italiana.

Pensiamo alle coltivazioni di vitigni con cui si fanno i grandi vini italiani, come il Barbera piemontese, l'Amarone veronese, l'Enantio veneto e trentino, il Traminer altoatesino, il Prosecco trevigiano, il Taj friulano, il Lambrusco mantovano ed emiliano, il Verdicchio marchigiano, il Chianti toscano, l'Est est est laziale, il Montepulciano d'Abruzzo, il Negramaro salentino ed il Nero d'Avola siciliano.

Ora, tanta parte della coltivazione della vite in Brasile è un'eredità degli italiani.

Bisogna mantenere vivo ciò che unisce noi che stiamo qui in Italia e gli italiani nel mondo.

Possiamo dire che la cultura del vino sia uno di questi legami tra noi che stiamo qui in Italia ed i nostri connazionali emigrati in tutto il mondo.

Cordiali saluti.


giovedì 23 febbraio 2012

STORIA E CONTRO-STORIA



Cari amici ed amiche.


Leggere la storia è importante, per non ripetere gli errori delle epoche passate.

Tuttavia, una lettura della storia non è facile.

Questo avviene perché spesso e volentieri la storiografia non è completa ma risente di omissioni e di storture spesso causate da fattori di vario tipo.

Un esempio di questi fattori è rappresentato dall'opportunismo politico.

Ad esempio, nella Mantova del XIV secolo sarebbe stato difficile dare una spiegazione del caso di Agnese Visconti (1363-7 febbraio 1391) diversa da quella ufficiale, senza incorrere in sanzioni gravi.

Com'è noto, infatti, Agnese fu la moglie di Francesco I Gonzaga, il capitano del popolo di Mantova.

Secondo la storiografia ufficiale dell'epoca, quest'ultimo fece condannare a morte Agnese perché fu accusata di adulterio.

In realtà, fu un delitto politico.

Francesco I, infatti, ruppe i rapporti con i Visconti, i signori di Milano, per allearsi con Galeotto Malatesta, signore di Pesaro, di cui sposò in seconde nozze la figlia Margherita.

Ci fu una vera e propria damnatio memoriae verso i Visconti. Ad esempio, dai muri della città virgiliana vennero tolti tutti gli stemmi dei Gonzaga che erano inquartati con quelli della nota famiglia nobile milanese. Gonzaga e Visconti si scontrarono con i Gonzaga in una guerra a Governolo, frazione del Comune di Roncoferraro (il mio Comune) nel 1397.

In seguito, però, le tesi che andavano contro la storiografia ufficiale trovarono delle conferme.

Un altro caso che riguarda Mantova è quello di James Crichton (1560-1582).

Secondo la storiografia ufficiale, Crichton fu ucciso nella notte tra il 2 ed il 3 luglio del 1582 da Vincenzo Gonzaga, a causa delle gelosie che egli fomentò.

La realtà potrebbe essere ben diversa.

Infatti, l'uccisione di Crichton potrebbe essere stata frutto di un complotto.

Ne parlai nell'articolo initolato "L'assassinio di James Crichton, fu davvero gelosia?" (http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/lassassinio-di-james-crichton-fu.html).

Intorno a questo complotto potrebbero esserci stati anche la corona inglese (che all'epoca era sulla testa della regina Elisabetta I) ed i protestanti scozzesi, oltre a vari potenti.

Questa cosa fu trattata anche nella trasmissione "Manto", una trasmissione che va in onda su "Telemantova".

Un discorso analogo si può fare per Giuseppe Garibaldi.

Non tutti sanno che, in Sicilia, egli ed i suoi Mille furono appoggiati dalla mafia.

Anzi, forse Garibaldi potrebbe essere stato connivente con la mafia stessa.

Quest'ultima era anti-borbonica.

Ancora oggi, dire una cosa del genere comporta insulti ed attacchi personali a chi fa queste affermazioni e le sostiene.

Eppure, le prove che dicono che Garibaldi sia stato appoggiato dalla mafia ci sono.

Lo stesso discorso può valere per un fatto più recente, come le vittime delle foibe.

Nel secolo scorso, infatti, dire qualcosa riguardo alle foibe, agli infoibati e ai profughi istriani e criticare la Resistenza significava esporsi al rischio di essere derisi, tacciati di fascismo e subire anche minacce fisiche.

Io posso parlare per esperienza personale.

Quindi, la storia va letta sia tenendo conto di quello che dice la storiografia ufficiale e sia di quella non ufficiale.

Infatti, non tutto quello che dice la storiografia ufficiale è veritiero così come non tutto quello che affermano le varie storiografie "alternative" può essere bollato come falso.

La cosa è ampiamente dimostrata.

Ad esempio, se è vero che la Shoah ci fu e fu un crimine grave ed efferato, e ciò dà perfettamente ragione alla storiografia ufficiale (poiché le prove che dicono che ciò sia avvenuto ci sono tutte), possiamo dire che sia altrettanto vero il fatto che in Ucraina gli ebrei siano stati uccisi dai comunisti e non dai nazisti, dando così ragione alla storiografia alternativa.

Un altro caso, ad esempio, riguarda la nota vicenda di re Carlo I Stuart (1600-1649), caso che da molti anni tratto.

La storiografia ufficiale lo bolla come un tiranno mentre, in realtà, egli cercò di proteggere i cattolici dagli attacchi dei puritani.

Un altro esempio è il caso che riguarda il mio Comune, Roncoferraro.

Su Roncoferraro c'è una ricca storiografia non ufficiale che riguarda la presenza dei catari e l'esoterismo.

Ad esempio, vi invito a leggere gli articoli intitolati "Roncoferraro, alcuni misteri" (http://italiaemondo.blogspot.com/2011/10/roncoferraro-alcuni-misteri.html) e "Roncoferraro, i nazisti ed i Bosgnacchi" (http://italiaemondo.blogspot.com/2012/01/i-bosgnacchi-i-nazisti-e-roncoferraro.html).

Eppure, in pochi si interessano di ciò.

Tutto questo si scontra con certe questioni politiche.

Chi fa ricerca storica, però, deve andare oltre certe questioni e deve avvalersi di ogni fonte possibile.

Molto spesso, la verità sta nel mezzo.

Essa sta tra ciò che la storiografia ufficiale dice e quello che essa non dice.

Cordiali saluti.



MARX E SATANA




Cari amici ed amiche.


Guardate questa foto che l'amico Angelo Fazio ha messo su Facebook e leggete la sua didascalia, che recita:

"IL MASSONE MARX E SATANA.
Karl Heinrich Marx (Treviri, 5 maggio 1818 – Londra, 14 marzo 1883) è stato un filosofo, economista e rivoluzionario tedesco di origine ebraica. Prima di diventare un economista e un comunista di fama, Marx era un umanista. Oggi un terzo dell'umanità è marxista. Il marxismo in una forma o in un'altra, è adottato anche da molti nei paesi capitalisti. Marx, si dice, era profondamente umano. Era dominato da una sola idea: come aiutare le masse sfruttate. Ciò che le impoverisce, a quanto egli sosteneva, è il capitalismo. Una volta rovesciato questo sistema corrotto, dopo un periodo transitorio di dittatura del proletariato, emergerà una società in cui ognuno lavorerà in ragione delle proprie capacità, in fabbriche e aziende agricole appartenenti alla collettività, e sarà ricompensato in ragione delle proprie necessità. Non vi sarà uno Stato che governi gli individui; non vi saranno guerre, non rivoluzioni, ma soltanto una fratellanza eterna, universale. Affinché le masse conseguano la felicità, occorre qualche cosa di più che la semplice distruzione del capitalismo. Marx scrive: « L'abolizione della religione, come illusoria felicità dell'uomo, è un requisito della loro reale felicità. » . Marx era antireligioso perché la religione impedisce l'adempimento dell'ideale comunista, che egli considerava come la sola soluzione dei problemi del mondo: così i marxisti spiegano la loro posizione. Nella sua prima gioventù Karl Marx si professava cristiano. La sua prima opera scritta è intitolata L'unione dei fedeli con Cristo. In essa leggiamo queste bellissime parole: « Attraverso l'amore di Cristo volgiamo al tempo stesso i nostri cuori verso i nostri fratelli che sono intimamente a noi legati e per i quali Egli dette se stesso in sacrificio »…e ancora: « L'unione con Cristo potrebbe dare un'intima elevazione, il conforto del dolore, una fiducia tranquilla e un cuore suscettibile all'amore umano, ad ogni cosa che sia nobile e grande, non per amore di ambizione e gloria, ma soltanto per amore di Cristo ». Poco dopo che Marx ebbe ricevuto il diploma, nella sua vita accadde qualche cosa: divenne profondamente, appassionatamente anti-religioso. Incominciò a emergere un nuovo Marx. Egli scrive in un poema: « Desidero vendicarmi contro quell'Uno che regna lassù ». Così era convinto che lassù ci fosse Uno che regna. Era in lite con Lui. Ma quell'Uno lassù non gli aveva fatto nulla di male. Marx apparteneva a una famiglia relativamente benestante, non aveva sofferto la fame nella propria infanzia. Stava molto meglio di molti suoi compagni di scuola. Che cosa aveva prodotto questo terribile odio contro Dio? A una età in cui ogni giovanotto normale ha sogni di far del bene agli altri e di preparare una bella carriera per se stesso, perché dovrebbe aver scritto questi versi nel suo poema Invocazione d'un disperato? Su in alto costruirò il mio trono, Fredda e tremenda sarà la sua vetta. Terrore superstizioso ne sarà il baluardo, Suo ministro, l'angoscia più nera. Chi lo guarderà con occhio sano Distoglierà pallido e muto come morto lo sguardo, Afferrato da forza di morte cieca e tremante. Possa la buona sorte scavargli la tomba 2. Marx sognava di rovinare il mondo creato da Dio. In un altro poema diceva: Potrò allora marciare in trionfo, Come un dio, fra le rovine del loro regno. Ogni mia parola è fuoco e azione Il mio petto è uguale a quello del Creatore. Le parole « Su in alto costruirò il mio trono » e la confessione che da colui che siede su questo trono, emaneranno soltanto terrore e angoscia, ci rammentano l'orgogliosa vanteria di Lucifero: « Io salirò in cielo, eleverò il mio trono al disopra delle stelle di Dio » (Isaia 14:13). Ma perché Marx desidera questo trono? La risposta si trova in un dramma poco conosciuto che compose anche durante i suoi inni da studente. Si intitola Oulanem. Per spiegare questo titolo bisogna fare una digressione. Esiste una “chiesa satanista”. Uno dei suoi riti è la messa nera, che i satanisti recitano a mezzanotte. Nei candelieri sono poste candele nere rovesciate. Il “sacerdote” dice tutto ciò che è prescritto nel libro di preghiere, ma le legge dalla fine verso il principio; i nomi della divinità vengono letti pronunciandoli alla rovescia. Un crocifisso è fissato pure alla rovescia, oppure viene calpestato. Durante la messa nera viene bruciata una Bibbia. Tutti i presenti promettono di commettere ogni peccato, e di non fare mai nulla di buono. Segue un'orgia. È caratteristico che Oulanem sia un'inversione del nome biblico per Gesù che in ebraico significa: « Dio con noi ». Simili inversioni di nomi sono caratteristici della magia nera; saremo capaci di capire il dramma Oulanem soltanto alla luce di una strana confessione che Marx fece in un poema chiamato Il giocatore , più tardi rappresentato da lui stesso e dai suoi seguaci: Sorgono i vapori infernali e mi riempiono il cervello Sin che impazzisco e mi si cambia il cuore. Vedi tu questa spada? Me l'ha venduta il prìncipe delle tenebre. Per me batte l'ore e dà i segni. Sempre più audacemente suono la danza della morte. Questi versi assumono uno speciale significato, quando apprendiamo che nei riti della più alta iniziazione nel culto satanista viene venduta al candidato una “spada incantata” che garantisce il successo. Egli la paga firmando un patto col sangue estratto dai suoi polsi, per cui la sua anima, dopo morte, apparterrà a Satana. Cito ora dal dramma Oulanem: Ed essi son anche Oulanem, Oulanem, Il nome risuona ancora come la morte, Risuona ancora sino a spegnersi miseramente. . . . . . Ho però nelle mie giovani braccia, Di che stringervi e schiacciarvi (l'umanità personificata) Con la forza d'una tempesta, Mentre per entrambi l'abisso si disserra nel buio. Sprofonderai, ed io ti seguirò ridendo, Sussurrandoti all'orecchio, « Discendi, Vieni con me, amico! » . Marx desidera trascinare tutta l'umanità nell’abisso riservato per il Diavolo e i suoi angeli (si veda Apocalisse 20:3). Viene il momento della morte, per Oulanem. Le sue parole sono: Rovina, rovina. Il mio tempo è trascorso. L'orologio s'è fermato, la minuscola casa è crollata, Presto stringerò al mio petto l'eternità Presto ululerò colossali anatemi sull'umanità . Erano piaciute a Marx le parole di Mefistofele nel Faust: « Tutto ciò che esiste, merita d'essere distrutto ». Tutto: compreso il proletariato e i compagni. Marx citava queste parole in « Il 18 Brumaio » . Stalin si è fondato su quelle, e ha distrutto la sua stessa famiglia. La setta satanista non è materialista: crede nella vita eterna. Oulanem, la persona in nome della quale Marx parla, non contesta la vita eterna. Egli la afferma, però come una vita d'odio esaltato all'estremo. Merita osservare che eternità, per i demoni, significa « tormento ». È lo stesso per Marx: Ah! L'eternità! È il nostro perpetuo dolore, Un'indescrivibile, incommensurabile Morte . . . Ed ecco la fine di Oulanem: Se vi è qualcosa che possa distruggere, Vi piomberò dentro, anche se porterò il mondo Nella rovina. Il mondo che sorge fra me e l'abisso, Lo farò a pezzi, con le mie Durevoli maledizioni. Stringerò fra le mie braccia la sua dura realtà, Abbracciandomi, il mondo perirà in silenzio, E sprofonderà nell'estremo nulla. Perire, senza esistenza: questo sarebbe Realmente vivere.".

L'unica cosa che non condivido della foto è l'associazione della massoneria e del comunismo alla Stella di Davide ebraica.
La famiglia Karl Marx era di origini ebraiche ma suo padre abiurò l'Ebraismo.
Questo pregiudizio verso gli ebrei visti come "fondatori del comunismo" è, purtroppo, uno dei frutti del comunismo stesso.
Anche da questo pregiudizo nacque l'antisemitismo.
Possiamo dire che il comunismo sia anticristiano ed antigiudaico.
Proprio dando il pretesto per fomentare l'antisemitismo, si fomenta anche l'odio nei confronti del Cristianesimo.
Fino a prova contraria, Gesù era un ebreo.
Questo è il male più intrinseco del comunismo.
Anche riguardo alla massoneria, c'è da dire una cosa.
La massoneria nacque tra le gilde dei costruttori di cattedrali.
Non mi risulta che gli ebrei costruissero cattedrali.
Inoltre, anche Adolf Hitler era un massone.
Hitler era affiliato ad una potente loggia massonica.
Se la massoneria fosse stata un'invenzione giudaica, Hitler non avrebbe aderito ad essa.
Ora, parlo del comunismo.
Il comunismo è ideologia contro natura.
Esso vuole imporre l'uguaglianza.
Gli uomini, in verità, non sono tutti eguali.
Infatti, ogni uomo ha proprie ambizioni e propri modi pensare.
Questa cosa fu decisa da Dio.
Dio ci volle tutti diversi.
Quindi, non si può imporre l'uguaglianza.
Se Dio volle così, chi è l'uomo per volere il contrario?
In secondo luogo, il comunismo fomenta l'odio di classe.
Esso infatti, punta a seminare l'odio tra le persone. In altre parole, nella mentalità comunista, il povero deve mettersi contro il ricco non per chiedere giustizia ma per distruggerlo.
Inoltre, esso predica anche dissoluzione della famiglia, in nome dell'omosessualismo, della promiscuità e del libertinaggio, e l'aborto.
In pratica, il succo del comunismo può essere riassunto in queste parole:

"L'uomo deve fare ciò che vuole. Deve ergersi a dio di sé stesso.".

Questo pensiero fu proprio anche di Aleister Crowley, il fondatore del satanismo moderno.
Tra l'altro, il comunismo è anche l'ideologia del rifiuto dell'autorità, quando questa è contro di esso.
Anche questo è segno di satanismo poiché nasconde un'idea gnostica che è il volto presentabile dello stesso.
Cordiali saluti.








Antonio Ciarrapico, "Le origini del declino italiano", in 'Nuova Storia Contemporanea' n. 6/2011, pagg. 10-11



Cari amici ed amiche.


L'ottimo Filippo Giorgianni mi ha inoltrato questo pesso scritto da Antonio Ciarrapico che parla del democristianesimo:


«Un altro elemento di debolezza per lo schieramento anticomunista sarà costituito dalla ghettizzazione dei partiti di destra, privi di necessaria legittimità repubblicana o di quella antifascista. Non rimaneva dunque altra possibilità per la formazione di qualsiasi governo che puntare, come asse portante, sull'alternativa del centrismo. Nella scelta dei propri alleati, la Dc non si atteneva, del resto, alla discriminante destra-sinistra, ma a quella fondata sull'adesione ai valori occidentali, e sulla condivisione della politica atlantica e di quella europeistica. All'evidente scopo di rafforzare il fronte anticomunista, De Gasperi, anche dopo il successo ottenuto il 18 aprile 1948, che consentiva alla Dc di disporre della maggioranza assoluta in Parlamento, preferì costituire una larga coalizione di governo, il cosiddetto quadripartito, in cui convivevano forze alquanto eterogenee e, comunque, di diverso orientamento per quanto riguardava la politica economica e sociale. Ciò si riferisce, in particolare, alle posizioni espresse dai liberali e dai socialdemocratici, ma all'interno stesso della Dc risultava difficile conciliare la linea dei settori moderati con quella della sinistra dossettiana. De Gasperi, in verità, più che i contrasti all'interno della coalizione di governo, temeva l'avanzata delle sinistre e, in specie, del Partito Comunista. Ciò lo indusse ad accreditare la Dc come un partito di orientamento progressista al fine di contendere al Pci il voto delle masse popolari. Emblematica da questo punto di vista fu la definizione che diede della Dc come "partito di centro che si muove verso sinistra". Questa immagine, peraltro, mostrava un evidente scollamento tra la Dc e una cospicua parte del proprio elettorato. Il disorientamento provocato, nell'elettorato moderato, da questa rappresentanzione del ruolo della Dc, si traduceva in una perdita di consensi a destra, a favore di monarchici e missini. Si accentuavano, frattanto, talune divergenze programmatiche tra il Partito liberale e quello socialdemocratico, nonché fra di essi e la Dc. I liberali erano contrari alla riforma agraria, mentre i socialdemocratici accusavano la Dc di immobilismo. Insoddisfatti, almeno in parte, della situazione, Pli e Psdi uscirono ambedue dal governo, pur continuando ad appoggiarlo dall'esterno. La prima legislatura della Repubblica si concluse, quindi, con una coalizione di governo formata esclusivamente dalla Dc e dal piccolo partito repubblicano. Ciò significava, peraltro, anche la conclusione della non lunga stagione del centrismo. Per recuperare il quadripartito e disporre di una maggioranza sufficientemente larga e sicura in Parlamento, De Gasperi ritenne opportuno abbandonare il sistema proporzionale a favore di quello maggioritario. Ma la cosiddetta "legge truffa" non scattò poiché il cartello elettorale formato dal ricostituito quadripartito non raggiunse il quorum richiesto. La crisi del centrismo portò successivamente la Dc alla ricerca di nuovi alleati e al succedersi di crisi ministeriali normalmente lunghe e frequenti. Dieci anni durò la fase di transizione per giungere ai governi di centro-sinistra. E, allorché anche questi entrarono in crisi, si giunse alla costituzione dei governi di solidarietà nazionale che includevano nella maggioranza i comunisti, per poi passare a quelli pentapartiti che li escludevano. Si trattò, dunque, per tutto il tempo in cui durò la prima Repubblica, di una storia quanto mai travagliata fondata su governi generalmente instabili e di breve durata. Ma, in mancanza di istituzioni solide, il vero instrumentum regni per la conquista del consenso da parte della Dc e degli altri partiti di governo, fu il ricorso sempre più ampio a una politica fondata su un criterio clientelare ed elettoralistico, che si risolveva in un'enorme dissipazione del denaro pubblico, oltre che in inaccettabili forme di disuguaglianza, le quali minavano la coesione sociale. Una tale politica si concretò anzitutto in un elefentiaco aumento dei dipendenti dello Stato e di tutti gli altri enti pubblici. In secondo luogo, crebbe smisuratamente il numero dei pensionati, che eguagliò quello degli occupati. Tra i nuovi pensionati vi erano i falsi invalidi e quanti fruivano del trattamento di quiescenza dopo solo pochi anni di attività lavorativa (le cosiddette "baby pensioni"). Non va poi dimenticato quanto costava allo Stato il ripianamento delle perdite delle imprese da esso direttamente o indirettamente gestite. È il caso di ricordare, a questo riguardo, che lo Stato repubblicano aveva ereditato dal fascismo la gestione di un vasto settore industriale e bancario, che era stato salvato dalla crisi del '29 attraverso la creazione dell'Iri. Ma quest'ultimo, pur avengo già esaurito il compito per il quale era stato fondato, non venne privatizzato nel dopoguerra, ma, semmai, ulteriormente ampliato. Nacquero, inoltre, altri consorzi economici con denaro pubblico, come l'Eni, l'Enel e l'Efim. Alcune delle imprese di Stato svolsero, beninteso, funzioni utili, quali le ricerche petrolifere compiute dall'Eni e la partecipazione di aziende Iri alla costruzione della rete autostradale. Ma è innegabile che vari comparti degli stessi consorzi si trasformarono in carrozzoni particolarmente idonei per la collocazione della clientela politica e per il finanziamento occulto dei partiti, con correlativi gravami per le finanze pubbliche. Una fonte di parassitismo, analogamente, fu costituita dalla condotta dello Stato di fronte alle richieste talvolta esorbitanti dei sindacati, che condussero, tra l'altro, al salvataggio a carico dell'erario di aziende decotte, sottraendo fondi a impieghi più redditizi.»


Io sono perfetta sintonia con quanto scritto.

Lo dico da uomo dichiaratamente di destra e cattolico.

Lo dico anche da uomo di destra che vive in una realtà che purtroppo è fortemente di centro sinistra, per non dire di sinistra.

La Provincia di Mantova, infatti, è tipicamente di sinistra, un'anomalia nel contesto della regione Lombardia, ed il Comune di Roncoferraro (il Comune in cui mi trovo) segue quel trend, anche se la colpa di ciò è anche del centro destra che troppo spesso si è diviso in correnti.

Debbo dire che il centrismo, di cui il pezzo scritto da Ciarrapico parla, contribuì a portare una crisi nella politica attuale, una politica in cui ancora oggi esistono certi pregiudizi.

Infatti, nella I Repubblica tutte le forze di destra, anche quelle non fasciste, vennero letteralmente ghettizzate, se non bandite dalla scena politica italiana.

Al contrario, ci furono tanti compromessi con il Partito Comunista e con quei socialisti di sinistra.

Artefici di questi compromessi furono proprio i centristi, i democristiani.

Oggi, noi ne stiamo pagando le spese.

Prendiamo, ad esempio, l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Oggi, questo articolo sarebbe da togliere o, quantomeno, da modificare.

Infatti, creò una categoria di lavoratori tutelati al massimo ed un'altra di lavoratori non tutelati.

Inoltre, esso rese difficile l'assunzione di nuove persone.

Se oggi ci sono tanti disoccupati (tra i quali rientro anch'io), la colpa è anche di questo articolo 18.

Ora, i governi che si sono succeduti ultimamente non riescono a modificare questo articolo perché ci sono i veti dei sindacati e dei partiti della sinistra.

Perché avviene questo?

Il motivo è molto semplice da individuare.

In "nome dell'antifascismo" ci fu una vera e propria "spartizione del potere" tra i democristiani ed i comunisti.

Pensiamo, ad esempio, al sistema delle cooperative qui nel Mantovano o in Emilia-Romagna oppure al largo potere dei sindacati che agiscono con il loro patronati.

Quindi, in questo compromesso, furono i comunisti a a guadagnare di più.

Essi presero larghi settori dell'economia (con le cooperative), della cultura (con gli intellettuali) e della vita pubblica.

Tutto questo fu il frutto della pavidità dei democristiani che, anziché porsi come vera alternativa ai comunisti, preferirono fare dei compromessi con essi.

Per sua natura, la cultura cattolica è più compatibile con la destra che non con la sinistra.

I "cattolici di sinistra" del periodo attuale sono solo un'invenzione di chi volle cristianizzare ciò che cristiano non fu.

Ad esempio, nel cattolicesimo è riconosciuta ed incoraggiata la sussidiarietà, di cui ho parlato nell'articolo intitolato "Cos'è la sussidiarietà?" (http://italiaemondo.blogspot.com/2012/02/cose-la-sussidiarieta.html).

Nell'ideologia comunista , questa logica non c'è.

Anzi, il comunismo è assistenzialista perché punta a legare la persona che lo sostiene dandogli dei benefici.

Nel cattolicesimo è valorizzato il merito.

Nell'ideologia comunista, invece, il merito non è valorizzato perché tale ideologia impone l'egualitarismo, un'idea sbagliata e contro natura in cui ogni uomo viene visto come uguale agli altri e chi emerge rispetto alla massa viene visto come una minaccia verso il sistema.

Purtroppo, certi cattolici adottarono questi principi ed inconsciamente uscirono da quella che fu (e che è ) la vera tradizione cattolica.

Io consiglio a tutti di riflettere attentamente, per capire come vadano realmente cose.

Cordiali saluti.

mercoledì 22 febbraio 2012

IL FARISAISMO



Cari amici ed amiche.


L'amica Irene Bertoglio ha voluto condividere con me ed altri amici una discussione in merito a certi atteggiamenti che sono da definire "farisaici".

L'ha fatto partendo da una discussione su una foto sul suo profilo, una foto di cui anch'io ho parlato nel mio articolo intitolato "L'arte, la pornografia, ed i giusti valori" (il cui link è http://italiaemondo.blogspot.com/2012/02/larte-la-pornografia-ed-i-giusti-valori.html).

Io avevo commentato la foto in questione, definendola non pornografica.

Altri, invece, hanno dato un parere completamente diverso, spesso facendo polemica.

Innanzitutto, sono solidale con Irene, una persona di cui ho potuto apprezzare la grande umanità nel trattare questioni come l'aborto o l'eutanasia.

Non la conosco direttamente (e onestamente spero di poterla conoscere direttamente, visto che, tra l'altro, abitiamo nella stessa regione, la Lombardia) ma se tante altre persone che l'hanno giudicata per quell'immagine mettessero almeno un grammo dell'impegno che lei profonde in questioni importanti (come per l'appunto l'opposizione all'aborto), forse, tante cose sarebbero migliori.

Detto questo, io onestamente, mi scandalizzo di più nel vedere certi film.

Io, ad esempio, ho citato "Dagon, la mutazione del male" (che potrete vedere anche su Youtube, seguendo il http://youtu.be/fjN3ztEL9Cg).

Questo film ha scene blasfeme (paragonabili al pessimo spettacolo di Romeo Castellucci, quello in cui un volto di Cristo viene imbrattato di sterco) e che inneggiano anche all'incesto.

La prima volta in cui vidi quel film (2008) mi venne da vomitare e rimasi molto turbato.

Io penso che ci si debba scandalizzare di fronte a cose di questo tipo e non di fronte ad un'immagine.

Si vede che io non l'avrò guardata con malizia.

Detto questo, il fariseismo è purtroppo diffuso.

Anch'io, qui a Roncoferraro vengo visto da alcuni come una persona amorale, forse per il fatto di essermi sempre pronunciato a favore di un certo partito, il Popolo della Libertà ( a cui sono iscritto), il partito legato al presidente Berlusconi, su cui sono stati fatti gossip di vario tipo e noti a tutti.

Nel rosso Comune di Roncoferraro e nella non meno rossa Provincia di Mantova, uno come me (che tra l'altro dice le cose esplicitamente) dà fastidio e c'è chi farebbe di tutto pur di distruggerlo, anche con l'ipocrisia.

Anzi, c'è chi sta facendo ciò.

In fondo, senza volere essere blasfemo e mantenendo le giuste proporzioni, anche i farisei fecero la stessa cosa con Gesù Cristo.

L'amica Irene ha citato questa frase Gustave Thibon:


"Il farisaismo altro non è che un adattamento impuro e superficiale all'animo, alle regole, alle esigenze di un determinato ambiente sociale.

Il farisaismo consiste nell'apparire più di quanto si è, a portare una maschera di nobilità".


Io, invece, mi rifaccio al buon Vangelo secondo Luca (capitolo 6, versetti 37-40) che recita:


"37] Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; [38] date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio". [39] Disse loro anche una parabola: "Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutt'e due in una buca? [40] Il discepolo non è da più del maestro; ma ognuno ben preparato sarà come il suo maestro. [41] Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? [42] Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, e tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall'occhio del tuo fratello. ".


Io penso che, spesso e volentieri, chi si erge a moralizzatore del prossimo sia il primo ad avere l'immoralità in casa propria.

Quindi, prima di giudicare gli altri, bisogna guardare sé stessi.

Invito tutti a guardare il film "Dagon, mutazione del male", visto che ho messo il link.

Se fossi un attore e se mi avessero dato una parte in quel film, io mi sarei rifiutato di recitare.

Forse, qualcuno capirà che ci sono cose ben peggiori di un'immagine.

Cordiali saluti.







CARI SIGNORI DEL PARTITO DEMOCRATICO, COME LA METTIAMO CON L'ARTICOLO 18?







Cari amici ed amiche.


Leggete l'articolo scritto sul sito "Ragionpolitica.it" ed intitolato "Il Pd si divide sull'articolo 18" (http://www.ragionpolitica.it/cms/index.php/201202225097/partiti-e-istituzioni/il-pd-si-divide-sull-art18.html).

Com'è noto, il Partito Democratico sta avendo non pochi problemi con la questione dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

La sua parte più moderata e moderna (che fa riferimento ad esponenti come Pietro Ichino) è favorevole ad una sua modifica.

Al contrario, la sinistra del partito (quelli della scuola comunista) sono riottosi verso ogni modifica e sono disposti anche a levare l'appoggio a Monti.

Ora che non c'è più l'avversario storico (il presidente Berlusconi) tutte le debolezze di questa sinistra poco occidentale e molto marxista stanno emergendo.
Dentro di essa c'è una parte realmente riformista che vorrebbe effettivamente essere moderata ed occidentale.

Tuttavia l'altra parte predomina.

Ora, la questione dell'articolo 18 è puramente ideologica.

E' vero che in passato l'articolo 18 impedì i licenziamenti ma oggi sta impedendo di assumere.

Purtroppo, gli effetti si vedono ora, con molti giovani disoccupati, tra i quali vi sono anch'io.

Inoltre, l'articolo 18 ha fatto sì che alcuni lavoratori siano ipergarantiti e che altri siano non tutelati.

I sindacati fecero di tutto (e tuttora fanno di tutto) di tutto per impedire ogni riforma del'articolo 18 ed oggi ne stiamo pagando le spese.

Io credo che il segretario del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, abbia ora un bel grattacapo.

Ironicamente, dico che egli stia somigliando sempre di più al suo sosia del noto cartone animato "I Puffi", il mago Gargamella.

Come questi architettava ogni trappola contro i celeberrimi ometti blu, così Bersani ed il Partito Democratico cercano di battere il centro destra, che, tra l'altro è dello stesso colore.

Come Gargamella perdeva sistematicamente contro i Puffi, così il centro sinistra non batterà mai questo centro destra.

In passato, furono proprio certe politiche di sinistra a creare molti problemi attuali.

Se pur in ritardo, gli italiani hanno capito ciò.

Cordiali saluti.


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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.