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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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martedì 14 febbraio 2012

CARO MARIO MONTI, TU NON SEI IL MIO PRESIDENTE, UNA RIFLESSIONE SU "ITALIA CHIAMA ITALIA"

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo scritto su "Italia chiama Italia" . Esso è intitolato "Caro Mario Monti, tu non sei il mio presidente perché non ti ho votato (VIDEO)".
In quell'articolo c'è anche un video.
Ora, esprimo un mio parere.
Io penso che l'autore di quell'articolo abbia pienamente ragione.
In un momento di crisi come questo, la gente deve sentire vicina la politica.
Il governo Monti non è un esempio di vicinanza della politica ai cittadini.
Anzi, esso è stato calato dall'alto, dopo che è stata fatta ogni cosa per screditare e fare cadere il precedente governo del presidente Berlusconi.
E' evidente che per fare cadere quest'ultimo esecutivo ci siano state delle pressioni.
Prima, hanno tentato di distruggere il presidente Berlusconi con la via giudiziaria e non ci sono riusciti.
Poi, hanno tentato di fare la stessa cosa con il gossip e non ci sono riusciti.
Sono riusciti a fare ciò solo usando il mercato, con l'aiuto di alcune forze che, per qualche strano motivo, sono uscite dal centro destra.
E' evidente che a qualcuno il presidente Berlusconi sia stato scomodo.
E' arrivato Monti che ha promesso sobrietà e liberalizzazioni vere.
Purtroppo, non mi sembra che abbia mantenuto le promesse.
Infatti, ha aumentato le tasse sulle imprese e non ha fatto delle vere liberalizzazioni.
Se avesse voluto fare ciò, ad esempio, avrebbe tolto il privilegi fiscali alle cooperative.
Inoltre, anche in fatto di sobrietà, non mi pare che l'attuale esecutivo mantenga le promesse.
Infatti, Monti ed i suoi ministri sono sistematicamente in televisione.
Qui c'è una certa ipocrisia.
Infatti, quando il presidente Berlusconi compariva in televisione, c'erano quelli che criticavano dicendo che un Presidente del Consiglio non potesse fare ciò.
Ora, Monti ed i suoi ministri fanno la stessa cosa e tutto tace.
Molto spesso, i Monti ed i suoi ministri hanno delle uscite infelici, come quella del Vice-Ministro del Lavoro, Michel Martone, che ha definito "sfigato" colui che non si laurea a ventotto anni.
Mentre il presidente del Consiglio ed i membri del suo governo fanno ciò, le aziende chiudono e molte famiglie non arrivano alla fine del mese.
Quindi, noi ci troviamo di fronte ad un Presidente del Consiglio e ad un governo non eletti dal popolo e con una politica commissariata da certi euro-tecnocrati.
Ora, parlando da iscritto al Popolo della Libertà, voglio dire che proprio gli elettori di tale partito e del centro destra sono quelli più insofferenti di fronte a tale situazione.
L'onorevole Alfano, che è una persona seria, tenga conto di ciò.
Termino, dicendo che qui c'è un grosso pericolo.
Con la disaffezione verso questa politica immobile, vi è un rischio gravissimo che al "governo dei professori" subentri quello degli "stregoni del populismo".
Il futuro potrebbe essere oscuro.
Cordiali saluti.

lunedì 13 febbraio 2012

LA FAMIGLIA, I GIOVANI ED IL SESSO



Cari amici ed amiche.

Ieri sera, presso l'oratorio della Parrocchia di San Giovanni Battista di Roncoferraro (Mantova) vi è stato l'ultimo incontro della serie intitolata "La famiglia chiede aiuto".
I moderatori sono stati don Alberto Bertozzi, parroco di Roncoferraro, e don Giovanni Telò, parroco di Villa Garibaldi.
Ospiti e relatori della serata sono stati Enzo Riccò e Patrizia Aldrigo, due coniugi, insegnanti e consulenti familiari del Consultorio di Mantova, che, insieme al Comune di Roncoferraro (nelle persone dell' Assessore alla cultura, Livia Calciolari, e dell'Assessore alle Politiche Familiari, Carlo Alberto Filippi) e all'Unità Pastorale di San Leone Magno hanno patrocinato la serata.
La sessualità è stata il tema della serata.
I professori Riccò e Aldrigo hanno trattato l'argomento in questione, parlando della situazione dei giovani, che si trovano di fronte un mondo pieno di insidie (qual è la sessualità), e dei genitori, che devono trattare l'argomento in questione.
Una volta, quando un bambino faceva domande, i genitori esponevano teorie assurde, come quella della cicogna, quella dell'ape che punge l'uomo e la donna o quella del cavolo.
Oggi, una cosa del genere non è più possibile.
Infatti, al giorno d'oggi, i bambini ed i giovani sono bombardati di immagini di sensualità, come nel caso di una pubblicità di una nota marca di liquore che mostra una scena sessuale ambigua.
La pubblicità in questione risale al 2005 ed è stata citata come esempio dai due relatori della serata.
Quindi, il genitore deve educare il figlio all'affettività.
Egli deve contribuire a fare sì che il figlio sia in grado di amare, dimostrando di essere lui stesso in grado di fare la stessa cosa.
Ad esempio, qualora e sia separato dal suo coniuge, egli non deve parlare male di quest'ultimo.
Un genitore che non sa amare rischia di generare e fare crescere un figlio incapace di amare.
Inoltre, riguardo alla sessualità, il genitore deve stare vicino al figlio, quando guarda i programmi televisivi della fascia non protetta e deve cercare di rispondere quando questi ultimi pongono delle domande.
La serata si è poi conclusa con una citazione del libro "Non mi vegogno del Vangelo", libro scritto dal noto vaticanista de "La Repubblica", Luigi Accattoli.
La citazione recita:

"La nostra epoca presenta dei vantaggi per la vita cristiana: uno di essi è
la libertà di presentarsi come credenti senza che ciò provochi un rigetto.
Occorre saperne approfittare, liberandoci dalla vecchia vergogna a
mostrarci cristiani, a leggere la Bibbia in treno o a fare il segno della
croce in luogo pubblico, quando non c'è un prete a comandarlo.
L'autore propone dieci provocazioni in vista di questa uscita alla scoperto:
come organizzare la casa e la giornata; come realizzare un rapporto libero
con il lavoro e il denaro, i media e la vacanza; come vivere la coppia e la
famiglia, il tempo libero e la domenica in modo che si veda la nostra fede.
Con esempi vissuti e in un linguaggio secolare, una proposta libera e
fedele per il cristiano comune del terzo millennio.".

Poi ci sono stati gli interventi dal pubblico.
Manco a dirlo, il primo ad intervenire sono stato io che ho denunciato la cultura attuale, in cui vi è un distacco tra sesso ed amore.
Ho cominciato il mio intervento, citando la scienza.
Quest'ultima riconosce l'amore coniugato al sesso come segno di evoluzione rispetto alle altre spiecie animali che fanno sesso solo per riprodursi.
Oggi, invece si privilegia il sesso (che, citando Italo Svevo, ho chiamato "animalità") sull'agape e sulla caritas. Ho citato l'enciclica del Santo Padre Benedetto XVI "Deus Caritas est".
Il relatore Riccò ha risposto affermando che ciò è vero.
Un altro signore che è intervenuto si è riallacciato a quanto da me affermato e ha detto che potrebbe esserci un disegno demoniaco in questa "cultura del sesso senza amore".
E' stato bello l'intervento di un ragazzo che sta per sposarsi.
Questi ha affermato che vi sono state delle persone che, in qualche modo, avrebbero tentato di dissuaderlo dal fare ciò, portando delle loro testimonianze.
I relatori hanno risposto, dicendo quanto hanno fatto questi ultimi sia sbagliato poiché hanno negato la speranza ad una persona.
Io penso che l'argomento debba essere affrontato senza moralismi.
Cito una frase di Gustave Thibon, che è stata citata dall'amica Irene Bertoglio, una persona con cui ho il piacere di confrontarmi ogni giorno.
La frase recita:

"Non ho mai desistito dal lottare contro il peccato del secolo che viveva non soltanto intorno a me ma in me. Non ho mai cessato di testimoniare contro me stesso, di risalire la mia propria china.
La mia testimonianza trae forse valore da questa lotta.".

La serata si è conclusa con dei questionari con cui si chiedeva un parere su questo ciclo di serate e delle proposte.
Io ho proposto di trattare alcuni temi scottanti, come la mafia ed il satanismo.
Sarò ascoltato?
Solo Dio lo sa!
Cordiali saluti.

CONSIDERAZIONI SULLA STORIA DELLA MAFIA E SULLA LOTTA CONTRO DI ESSA


Cari amici ed amiche.

Sulla Mafia ci sono alcune leggede metropolitane.
Una di queste dice che essa sia frutto della monarchia borbonica che regnò nell'Italia del sud dal 1734 al 1861.
La realtà è ben diversa.
Sulla mafia vi è una leggenda che pare la faccia risalire al Medio Evo.
Tre cavalieri e fratelli spagnoli, Osso, Mastrosso e Carcagnosso, dovettero lasciare la loro terra d'origine per una "questione di letto" che non riuscirono a dirimere.
Infatti, una loro sorella fu sedotta dal re e, non potendo sistemare la cosa per ripristinare l'onore, dovettero fuggire.
Passarono i Pirenei ed arrivarono in Francia. Passarono le Alpi ed arrivarono in Italia.
Scesero lungo la penisola ed arrivarono a Napoli.
Mastrosso si fermò lì e fondò la Camorra.
Gli altri due fratelli proseguirono verso sud ed arrivarono in Calabria.
Qui si fermò Carcagnosso. Questi fondò la 'Ndrangheta.
Osso proseguì ed andò in Sicilia. Arrivò a Palermo, ove fondò la Mafia.
La storia reale accosta la mafia medioevale alla Gardunas spagnola, una "società di mutuo soccorso" che "proteggeva" la gente. Certo, questa "protezione" aveva un costo.
Un'altra versione della storia della Mafia dice che il suo nome provenga da un acronimo o meglio da una società che fu contro i Francesi durante i Vespri Siciliani (1282-1302) ed il cui motto recitava "Morte ai Francesi Italia Auspica" o "Morte alla Francia Italia Anela".
Quindi, la Mafia con i Borboni c'entra come il cavolo a merenda.
Fu certo che i Borboni furono acerrimi nemici della Mafia. Nonostante ci fosse stata un'avversione verso i Borboni in certe aree della Sicilia e nonostante queste spinte indipendentiste potessero essere state un punto di forza della Mafia, la corona del Regno delle Due Sicilie combatté questa organizzazione.
Essa, però, trovò un alleato, Giuseppe Garibaldi.
Senza più i Borboni e trovandosi in un nuovo regno che non fu accettato pienamente dalle popolazioni, la Mafia potà espandersi.
Quindi, fu dopo l'Unità d'Italia, con il suo discutibile processo, che la Mafia divenne un fenomeno esteso.
Ora, faccio una considerazione.
Io trovo che sia veramente stupido l'atteggiamento di certi politici che accusano i loro avversari di Mafia.
Anzi, questo atteggiamento rafforza la Mafia stessa poiché essa può fare quello che vuole in una società civile spaccata dalle controversie politiche.
Vale il detto che recita: "Divide et impera".
La lotta alla Mafia non deve essere una lotta politica.
Ad esempio, la sinistra dice che il centro destra sia colluso con la Mafia.
Mi risulta che, ad esempio, il governo del presidente Berlusconi si sia impegnato nella lotta contro la Mafia, grazie ai ministri Angelino Alfano e Roberto Maroni.
Ad esempio, è stato ripristinato l'articolo 41 bis (carcere duro) e sono stati arrestati parecchi mafiosi, circa otto al giorno.
Auspico che il governo Monti faccia altrettanto e, forse, invece di colpire i commercianti e gli imprenditori (con le tasse ed i blitz della Guardia di Finanza) farebbe bene a continuare l'opera di chi l'ha preceduto.
La lotta alla Mafia non deve essere una lotta politica.
Cordiali saluti.

NEVE, UNA CONSIDERAZIONE SU "ITALIA CHIAMA ITALIA"




Cari amici ed amiche.

Guardate questo video che ho preso da Youtube e che mostra il disastro causato dalle nevicate in Valmarecchia, in Provincia di Rimini.
Leggete l'articolo da me scritto e fatto pubblicare su "Italia chiama Italia".
Esso è intitolato "Emergenza neve, i soliti problemi - di Antonio Gabriele Fucilone".
Ora, sappiamo tutti che il tempo meteorologico non può essere governato dall'uomo.
Però, l'uomo può prevenire certi problemi.
Molto spesso non l'ha fatto ed i problemi si sono visti, dalla situazione di Roma alla scuola materna chiusa a Roncoferraro, in Provincia di Mantova.
Allora, riflettiamo.
Cordiali saluti.

PDL...STAI ATTENTO!

Cari amici ed amiche.

Guardate la foto qui sopra che mostra una pagina del "Corriere della Sera".
La foto è stata messa su Facebook dal sito "Questa è la sinistra Italiana!".
Su questa pagina vi è un articolo di Paolo Di Caro che riporta quanto detto ieri dall'onorevole Angelino Alfano, segretario del Popolo della Libertà, che ha parlato nella trasmissione di Fabio Fazio "Che Tempo che fa".
L'onorevole Alfano ha affermato di essere disposto a sostenere il governo Monti anche a costo di perdere l'alleanza con la Lega Nord.
Ora, faccio qualche considerazione.
Io penso che il Popolo della Libertà debba stare molto attento.
Ieri è successa una cosa importante.
A Genova vi sono state le primarie del centro sinistra.
Il Partito Democratico è stato preso a schiaffi da quello di Vendola, Sinistra, Ecologia e Libertà.
Il candidato proposto da Sinistra, Ecologia e Libertà, Marco Doria, ha vinto sia contro l'attuale sindaco, Marta Vincenzi, e sia contro la senatrice Roberta Pinotti.
Questo significa che il Partito Democratico, che sostiene il governo Monti, perde voti in favore della sinistra antagonista.
Anche il Popolo della Libertà dovrà stare molto attento.
Infatti, rischia di perdere voti, proprio per il sostegno che sta dando al governo.
Purtroppo, mentre a sinistra vi è un partito che riesce a prendere i voti che perde il Partito Democratico, a destra non è così.
Gli unici partiti afferenti al centro destra che possono recuperare i voti persi dal Popolo della Libertà sono la Lega Nord e La Destra.
Però, La Destra non è favorevole a Monti e la Lega Nord non lo sostiene.
Lo stesso discorso vale anche per il partito di Vendola ed il rapporto con il Partito Democratico ma mentre questi due hanno comunque il cemento politico nell'essere contro il centro destra, anche se senza un vero progetto politico, nel centro destra questa cosa non c'è, nonostante ci sia stato un vero progetto politico.
Inoltre, l'elettore di centro sinistra è più politicizzato e vota sempre.
Se anche il diavolo si candidasse con il centro sinistra, gli elettori di quest'ultima compagine voterebbero comunque.
Invece, l'elettore di centro destra è diverso si astiene, quando vede che la sua compagine non lavora bene.
Per questi motivi, a mio modesto di vedere, il Popolo della Libertà farebbe bene a dettare delle condizioni più rigide al governo Monti e ad imporgli dei tempi e dei veti e qualora quest'ultimo non li rispettasse, farebbe bene a togliergli la fiducia.
Qui c'è in gioco l'Italia.
L'Italia non merita di essere governata da questa sinistra che è estrema.
Il PdL non faccia regali a quest'ultima.
Cordiali saluti.

CASO PAPA PIO XII, PARLA DAVID DALIN

Cari amici ed amiche.

In merito all'articolo di ieri, che è intitolato "Chiesa, un attacco intollerabile!", porto alla vostra attenzione dell'altro materiale che smentisce chi parla di una connivenza tra il Vaticano ed i nazisti.
Questo materiale è un articolo che mi è stato inoltrato dall'amico Angelo Fazio e che è intitolato "Pio XII e gli ebrei. Una difesa".
In esso vi sono delle dichiarazioni del noto rabbino conservatore David Dalin.
Dalin ha rivalutato la posizione di Papa Pio XII, un Papa che è stato accusato di avere taciuto di fronte al dramma della Shoah.
Il noto rabbino afferma che questo Papa protesse molti ebrei ed impedì sia il massacro di questi ultimi e sia la distruzione di Roma.
Ricordo, infatti, che dopo l'8 settembre 1943, il re fuggì a Brindisi ed il Papa fu l'unico vero punto di riferimento per i romani e non solo.
Fu il Papa (e non il re o i partigiani) ad andare al quartiere San Lorenzo, dopo i bombardamenti.
Inoltre, riporto anche le testimonianze di altri ebrei noti:

" Già nel dicembre del 1940, in un articolo sul Time Magazine, Albert Einstein rese così omaggio a Pio XII: "Solo la Chiesa sbarra pienamente il cammino alla campagna hitleriana per la soppressione della verità. Prima d’ora non ho avuto alcun interesse particolare per la Chiesa, ma ora sento un grande affetto e ammirazione per essa perché solo la Chiesa ha avuto il coraggio e la perseveranza di schierarsi dalla parte della verità intellettuale e della libertà morale. Sono pertanto costretto ad ammettere che quanto una volta disprezzavo, ora lo apprezzo senza riserve".

* Nel 1943, Chaim Weizmann, che sarebbe diventato il primo presidente d’Israele, scrisse che "la Santa Sede sta prestando il suo potente aiuto dove può per attenuare la sorte dei miei correligionari perseguitati".

* Moshe Sharett, il secondo nella serie dei primi ministri israeliani, incontrò Pio XII negli ultimi giorni di guerra e gli disse che il suo "primo dovere era di ringraziarlo e, attraverso lui, ringraziare la Chiesa cattolica da parte dell’opinione pubblica ebraica per tutto quanto avevano fatto nei vari paesi per salvare gli ebrei".

* Il rabbino Isaac Herzog, rabbino capo d’Israele, nel febbraio del 1944 inviò un messaggio in cui dichiarava: "Il popolo d’Israele non dimenticherà mai quello che Sua Santità e i suoi illustri delegati, ispirati dagli eterni princìpi della religione, che formano le vere basi di un’autentica civiltà, stanno facendo per i nostri sfortunati fratelli e sorelle nell’ora più tragica della nostra storia, prova vivente dell’esistenza della divina Provvidenza in questo mondo".

* Nel settembre del 1945, Leon Kubowitzky, segretario generale del Congresso Ebraico Mondiale, ringraziò personalmente il Papa per i suoi interventi e il Congresso Ebraico Mondiale donò 20.000 dollari alla opere caritative vaticane "in riconoscimento del lavoro svolto dalla Santa Sede nel salvare gli ebrei dalle persecuzioni fascista e nazista".

* Nel 1955, quando l’Italia celebrò il decennale delle sua liberazione, l’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane proclamò il 17 aprile Giorno della Gratitudine, per l’assistenza avuta dal Papa durante la guerra.

* Il 26 maggio 1955 l’Orchestra Filarmonica d’Israele volò a Roma per un’esecuzione speciale della Settima Sinfonia di Beethoven, come espressione della duratura gratitudine dello Stato d’Israele verso il Papa per l’aiuto prestato al popolo ebraico durante l’Olocausto.".

Queste testimonianze non valgono nulla?
Io penso che una certa retorica faccia male a tutti.
Cordiali saluti.

domenica 12 febbraio 2012

DALL'EURO AL PAPA, I PROBLEMI GEOPOLITICI DELL'UNIONE EUROPEA


Cari amici ed amiche.

Leggendo un articolo che è stato messo su Facebook dall'amico Angelo Fazio e che è intitolato "C. Jean, Manuale di geopolitica", vorrei fare una considerazione sullo stato dell'Unione Europea.
Che oggi l'Unione Europea sia in crisi è cosa assodata.
Ora, provo ad analizzare la cosa e lo voglio fare toccando la questione della Germania.
La Germania è uno Stato forte, il più forte Stato dell'Europa continentale, che continua a proporsi come il leader dell'Unione Europa.
La Germania è allo stesso tempo il punto di forza ed il punto di debolezza dell'Unione Europea.
Infatti, la Germania è il punto di forza perché è lo Stato che in tutta l'Unione Europea (almeno a livello continentale, escludendo il Regno Unito) produce ricchezza.
Essa, però, è anche il punto di debolezza della stessa.
Infatti, se da una parte lo Stato tedesco produce ricchezza, dall'altra esso non ha fatto nulla per creare una vera integrazione con gli altri Stati ma, al contrario, ha sempre puntato a ridurli a suoi satelliti.
Il caso dell'Euro è quello più lampante.
Infatti, la Germania è l'unico Paese che ha veramente guadagnato dalla moneta unica.
Quando c'erano le monete nazionali, i Paesi come l'Italia erano più deboli ma potevano competere con la Germania, svalutando la propria valuta.
Con l'Euro ciò non è più possibile.
La Germania ha potuto, di fatto, controllare gli altri Stati.
Questo sta generando una situazione molto negativa.
Un'Unione Europea così condizionata è sempre più in balia dei poteri forti che, guarda caso, si trovano in Germania.
Proprio perché comandate dai tedeschi, l'Unione Europea è sempre lontana dalla reale situazione degli altri Stati, nella cui politica l'ingerenza tedesca si fa sentire.
Quanto è successo qui in Italia nel novembre scorso, con la caduta del governo del presidente Berlusconi e l'avvento del tecnocrate Mario Monti, è stato l'esempio di ciò.
Monti non è stato voluto dal popolo italiano né dal Parlamento.
Egli è stato caldeggiata da certe elites europee, tedesche in primis.
Lo stesso discorso vale per il Primo Ministro greco Papademos.
Guarda caso, ora a temere di più il fallimento dell'Unione Europea è proprio la Germania, che sta facendo ogni pressione sui primi ministri d'Italia e della Grecia perché facciano certe riforme ad essa gradite.
Questo gioco rischia di essere pericoloso e di destabilizzare vari Paesi, con conseguenze che potrebbero essere incontrollabili.
Questa situazione si sta riflettendo anche sulla Chiesa.
Com'è noto, infatti, vari giornali (come "Il Fatto Quotidiano" ed "Il Giornale") hanno parlato di un presunto complotto contro il Santo Padre Benedetto XVI e di dissidi nel clero.
Io credo che buona parte di queste voci sia pura farneticazione ma una considerazione la faccio comunque.
Io penso che questa cosa possa essere dettata dalla crescente germanofobia che è dovuta alla situazione prima citata.
Com'è noto, il Santo Padre è tedesco e qualcuno del clero potrebbe non vedere ciò di buon occhio perché vede in egli non il Capo visbile della Chiesa, il Vicario di Cristo, ma una sorta di "longa manus" della Germania.
Anche qui c'è una questione geopolitica.
Sembra quasi che tutto ciò che, in qualche modo, abbia a che fare con la Germania e con i Tedeschi sia visto come negativo, a prescidere dal fatto che lo sia o meno.
Bisogna stare attenti.
Termino, facendo un po' di pubblicità ad una petizione.
Essa è intitolato "Fuori dall'Europa e dall'Euro!".
A questo punto c'è da chiedersi se valga ancora la pena di restare in questa Europa.
Cordiali saluti.





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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.