Presentazione

Presentazione
Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

giovedì 19 gennaio 2012

L' ATEISMO MILITANTE


Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo sul sito dell'Anti UAAR che intitolato "Zhu Weiqun, leader comunista cinese: «l’ateismo è un obbligo, da sempre così»"
Il funzionario comunista cinese Zhu Wiqun ha affermato che l'ateismo è cosa obbligatorio.
Leggete anche quest'altro articolo del succitato sito che è intitolato "Il leader degli atei americani: «vogliamo rendere illegale festeggiare il Natale»".
Questo articolo parla del presidente e fondatore della Freedom From Religion Foundation (FFRF), Dan Barker.
Questa associazione è una sorta di UAAR (Unione Atei Agnostici e Razionalisti) americana.
Barker ha proposto di rendere illegale il Natale.
Ora, io penso che una persona sia libera di credere o meno.
Infatti, Dio ci ha creati liberi.
Tuttavia, quando l'ateismo diventa "militante" c'è qualcosa di più inquietante.
Non è vero e persone che aderiscono a questa idea non credano in niente.
Loro, in realtà, si pongono contro Dio e la religione.
Un uomo è in bilico tra Dio ed il nulla.
Gli atei militanti hanno scelto il nulla e pretendono che anche gli altri scelgano il nulla.
In pratica, gli atei militanti, che sono una minoranza, pretendono di esercitare il potere sugli altri, che sono maggioranza.
Questo è molto grave e va contro tutti i principi di "democrazia" che gli atei militanti dicono di difendere.
Quindi, l'ateo militante è, per sua natura, profondamente ipocrita.
Dal "culto del nulla" (l'ateismo militante) non nasce nulla di buono.
La storia lo dice.
Il nazismo ed il comunismo sono frutti di questa visione del mondo.
Tra l'altro, il noto poeta inglese Gilbert Keith Chesterton affermava che quando una persona non crede in Dio inizia a credere in tutto. Ovviamente, per "tutto" si intende ciò che non è Dio.
Leggete questo articolo del sito dell'UCCR (Unione Cristiani, Cattolici e Razionali), il cui titolo è "Se i responsabili dell’UAAR sono neopagani…".
Infatti, secondo questo articolo, pare che nell'UAAR (Unione Atei, Agnostici e Razionalisti), vi siano satanisti e neopagani.
Questa è la prova del fatto che quanto ho sempre sostenuto sia vero.
Cordiali saluti.

mercoledì 18 gennaio 2012

UN PENSIERO AGLI ITALIANI DEL NORD AMERICA



Cari amici ed amiche.

Il video qui sopra mostra una puntata della trasmissione di Gordon Ramsay, Kitchen Nightmares.
In questa puntata, il noto chef scozzese rivisita alcuni ristoranti statunitensi che sono stati da lui visitati nell'anno precedente, sempre nell'ambito della succitata trasmissione.
Uno di questi ristoranti è il "Giuseppi's" , un ristorante italiano che è stato visitato dallo chef nel 2008 e che si trovava a Macomb, non lontano da Detroit, in Michigan.
Questo ristorante era in crisi, una crisi causata sia dalla pessima cucina e sia dallo scontro nella famiglia del proprietario, tra il padre Joe Borgia ed il figlio Sam.
Gordon riesce a rimettere a posto il ristorante ed il rapporto tra padre e figlio.
L'anno successivo, lo stesso ristorante ottiene un riconoscimento dalla Camera di commercio italo-americana, per il buon cibo, che ha valorizzato la tradizione culinaria italiana nel mondo.
Tuttavia, dopo un mese, i padroni del ristoranti sono stati costretti a chiudere la loro attività.
Infatti, la crisi economica ha fatto tanti danni. La zona del Michigan è stata particolarmente colpita. Le sue aziende (specie quelle che lavorano nel settore automobilistico) sono state costrette a chiudere.
Ora, io non sono certamente insensibile riguardo agli italiani nel mondo.
Tra l'altro, negli Stati Uniti d'America ho dei parenti.
La storia della famiglia Borgia non ha appassionato solo Gordon Ramsay ma anche me.
Tra l'altro, so che Joe è malato di diabete mellito.
Auguro a lui e ai suoi cari ogni bene.
Sono vicino ai nostri connazionali nel mondo e in particolari, a quelli che si trovano nelle Americhe, per le ragioni prima addotte.
Infatti, la crisi economica ha fatto danni gravissimi negli Stati Uniti d'America.
Se qui in Italia c'è un debito pubblico alto ma quello privato è contenuto, negli USA la situazione è al rovescio.
C'è un debito privato molto alto e molte famiglie sono state costrette ad ipotecare la casa.
La stessa cosa è successa anche alla famiglia Borgia, la cui casa è stata pignorata.
Purtroppo, questa crisi sta facendo danni sia negli Stati Uniti e sia qui in Italia.
Qui in Italia, ad esempio, c'è un fisco alto che sta strozzando le aziende, che già sono provate dalla crisi.
Questa sta generando disoccupazione (ed io conosco bene la cosa, essendo attualmente disoccupato) e sta impoverendo le famiglie, la maggioranza delle quali, però, ha una casa di proprietà, che, a mio modesto avviso, ora è stata ingiustamente tassata.
Negli USA, alcune banche sono fallite e molte aziende che si sono appoggiate ad esse sono state costrette a chiudere.
Purtroppo, questa crisi colpisce anche le comunità italiane ed italo-discendenti ivi residenti.
Ora, io vorrei fare una considerazione.
Gli italiani all'estero sono una risorsa per il nostro Paese.
Come la famiglia Borgia, le varie comunità italiane sparse per il mondo portano la nostra cultura, la nostra cucina, la nostra sapienza e la nostra operosità.
Quindi, gli italiani sparsi per il mondo fanno sì che vari Paesi siano attirati dall'Italia.
Questo giova molto all'economia del nostro Paese.
E' mai possibile che qui in Italia non si faccia una politica seria in loro favore?
Qui in Italia, si pensa tanto agli immigrati perché, a dire di certi buonisti " producono ricchezza".
Ora, quest'ultima cosa è una leggenda metropolitana. Infatti, tanta parte degli stipendi degli immigrati finisce nei Paesi d'origine, con il meccanismo del "Money transfer", un meccanismo che non garantisce una tracciabilità. Quindi, il rischio di evasione fiscale è alto.
Inoltre, gli immigrati sono in concorrenza con noi giovani italiani, nella ricerca del lavoro.
Purtroppo, molte aziende italiane non investono nell'innovazione e preferiscono gli immigrati perché sono agevolati. Così, molti di noi (me compreso) stanno a spasso e nella peggiore delle ipotesi rischiano di essere truffati perché cercano lavoro e vi è chi sfrutta questo problema, facendo proposte che in apparenza sono allettanti ma dietro alle quali vi sono attività fittizie e spesso volte a fare arricchire chi le gestisce, a scapito del giovane che ha bisogno di lavorare.
A me una cosa del genere era capitata.
Non voglio sembrare razzista ma putroppo certe situazioni sono frequenti.
Vengono agevolati gli immigrati mentre gli italiani nel mondo (che al nostro Paese hanno dato e possono dare molto) e quelli che stanno qui in Italia sono trascurati.
Servono delle politiche nuove e che coinvolgano anche i nostri connazionali sparsi per il mondo.
Negli USA, come in Canada, ad esempio, gli italiani hanno creato attività di vario tipo, dalla ristorazione all'industria manifatturiera.
Perché, qui in Italia, non si fanno delle politiche serie che conivolgano anche loro?
Io credo che si debba davvero cambiare mentalità.
Termino, con un pensiero al signor Joe Borgia, che nel suo ristorante aveva proposto la braciola ripiena di provolone e salsiccia. Non avendo visto bene la ricetta, mentre la stava attuando, ho dovuto semplificare il procedimento.
Questa è la ricetta:

Braciole con salsiccia e provolone.

Ingredienti per quattro persone:

  • 4 braciole di maiale abbastanza spesse (circa 1 cm).
  • 300 g di salsiccia
  • 400 g di provolone
  • sale (quanto basta)
  • pepe (quanto basta)
  • prezzemolo (quanto basta)
  • 2 o 3 spicchi d'aglio.

Procedimento:

Incidete le braciole, creando delle tasche al loro interno. Tritate il prezzemolo e l'aglio ed uniteli alla salsiccia. Aggiungete ad essa un po' di sale e un po' di pepe. Miscelate il tutto. Passate la salsiccia su una piastra o in padella e poi mettetela nelle braciole con il provolone tagliato a cubetti. Grigliate le braciole per uno o due miniuti e poi cuocete in padella o in forno. Servitele con il sughetto che si forma. Potete sostituire la salsiccia* con la pancetta fresca tagliata a cubetti. In tal caso vi servirebbero più sale e più pepe.
Da mantovano, mi permetto di dare un suggerimento.
La braciola può accompagnare il "Risotto alla Pilota" al posto del "puntel".
* La salsiccia mantovana ha già l'aglio. Perciò, se avete della salsiccia mantovana, non abbondate con questo bulbo.

Cordiali saluti.



DE FALCO E SCHETTINO, DUE PERSONE ANTITETICHE

Cari amici ed amiche.

Nella tragedia della nave da crociera Concordia, si sono distinti due personaggi.
Uno di questi è stato il comandante della nave Francesco Schettino.
Egli si è reso protagonista di una vergognosa fuga dalla nave che si stava inclinando.
L'altro è stato Gregorio De Falco, il capitano della Capitaneria di Livorno, che ha intimato a Schettino di tornare sulla nave.
Sono due personaggi che si sono mostrati antitetici.
L'uno ha mostrato viltà ed incapacità di gestire una situazione grave.
L'altro si è mostrato capace e ha avuto sangue freddo nel gestire la succitata situazione.
Ora, io esprimo il mio parere.
Io penso che Schettino non debba essere dipinto come un mostro e che il processo contro di lui debba essere fatto in tribunale e non in piazza.
Se le accuse contro di lui dovessero essere confermate e ritenute vere (cosa che io, come tanti, penso, dato che le prove sono evidenti), sarebbe giusto che Schettino pagasse fino in fondo.
Quanto a De Falco, dico solo che merita i complimenti.
Lui ha contribuito a fare sì che non ci fossero altri morti.
Per questo, anche se lui lo nega, egli deve essere visto come un eroe.
Vi invito a leggere l'articolo de "La Stampa" che è intitolato "L'ira del capitano De Falco: "Non celebratemi non doveva finire così".
Cordiali saluti.

Un sogno di guerra-commento all'articolo sul blog "La Croce e la Spada"

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo del blog "La Croce e la Spada" che è intitolato "Un sogno di guerra" :

"Questa notte ho fatto un sogno strano. Ero a Teheran ed ero una spia dei servizi segreti americani, e stavo conducendo un’operazione insieme ad un mio collega. Era in corso un convegno, al quale assistevano anche le più alte cariche dello Stato, tra cui il Presidente Ahmadinejad (ma non l’ayatollah Khamenei). Finito il convegno rimangono poche persone: io, il mio compagno e l’entourage del Presidente. Ci guardano con sospetto, soprattutto quando fumogeni lanciati non so da chi portano un lieve scompiglio all’interno della sala, ma riusciamo a non allarmare le guardie, restando seduti. A un certo punto scatta l’operazione. Estraggo un piccolo coltello a serramanico e lo tengo nascosto, mentre il mio collega si defila, e mi avvicino alle guardie del Presidente. Chiedo cortesemente di potergli mostrare qualcosa sul mio palmare, e grazie a Dio egli si avvicina. Gli posso così puntare la lama alla gola, e mentre i pasdaran estraggono i mitra lo informo che porto indosso una bomba atomica, il cui innesco avverrà automaticamente entro 30 secondi, a meno che io non la faccia esplodere prima toccando un tasto sul palmare. Ci scambiamo qualche parola, in cui gli ricordo di tutti gli attentati suicidi compiuti dalle organizzazioni terroristiche islamiche, dopodiché mi faccio esplodere, radendo al suolo la capitale e sterminandone gli abitanti, Khamenei compreso. Qualcuno potrebbe pensare che mi sia inventato tutto adesso, per sembrare un “duro”, ma in cuor mio so che è tutto vero, e Dio mi è testimone. Non so se sarei capace di fare una cosa del genere, ma il motivo di questo sogno sono i pensieri che da mesi, da anni sto facendo sulla situazione politica mediorientale. Il pensiero che se l’Occidente non fa il primo passo potrebbe pentirsene amaramente. Francia e Regno Unito fecero l’errore di concedere qualche territorio a Hitler, sperando che si accontentasse, ma la Storia aveva in serbo ben altro. Sarebbe bastata un’azione preventiva per scongiurare quella che è stata la più grande tragedia che abbia colpito la Terra. Quello che vorrei è che tutto questo non si ripetesse, che i paesi liberi decidessero di stroncare la dittatura iraniana prima che Ahmadinejad diventi il nuovo Hitler (idolo nel quale già si immedesima). Israele, così piccolo e così coraggioso, ha deciso che combatterà anche da solo, anche se nessuno verrà in suo aiuto, anche se tutti gli stati musulmani attaccassero contemporaneamente. Credo che tutte le nazioni libere del mondo dovrebbero schierarsi accanto a Israele, senza dare solo un vuoto appoggio morale. L’ONU non deciderà mai per un attacco preventivo, aspetterebbe probabilmente che la Terrasanta tornasse il deserto che era prima che gli uomini vi costruissero le prime capanne. Questo non deve accadere. Non può accadere. Vorrei che i paesi aderenti alla NATO, di concerto con Israele, radessero al suolo la terra che fu dei Persiani, dopo averne reso innocue le basi nucleari. La potenza di fuoco di NATO e Israele impiegherebbe non più di qualche giorno per zittire per sempre gli ayatollah e i loro burattini, e certamente nessun altro Paese musulmano avrebbe l’ardire di sparare un colpo, giacché il timore di sparire per sempre dalla faccia della Terra basterebbe a far loro chinare il capo. Ma l’azione occidentale non dovrebbe fermarsi qui: altri paesi dovrebbero cadere, ogni tirannia islamica dovrebbe essere cancellata. In tal modo anche il prezzo del petrolio calerebbe, poiché nessun Paese del Golfo correrebbe il rischio di inimicarsi l’Alleanza occidentale. E la Cina e la Russia? Il rischio che si schierino con le barbare orde musulmane esiste, ma sarebbe minimo. Un attacco atomico alle potenze occidentali avrebbe come unica conseguenza un olocausto nucleare, mentre la distruzione di un Paese come l’Iran sarebbe anche per loro un sollievo: i russi potrebbero, infatti, ricordare la II Guerra Mondiale, durante la quale Hitler si trasformò da alleato in nemico, e i cinesi avrebbero troppi interessi economici in occidente per distruggere un mercato così ricco. Un problema potrebbe essere la Corea del Nord, la cui follia potrebbe spingerla a prendere le armi. Ma forse sarebbe proprio la Cina, e forse anche il Giappone a cogliere l’occasione per sbarazzarsi di un vicino così pericoloso.
Cacciabombardiere NATO
Credo che la guerra che immagino farebbe più morti delle due guerre mondiali insieme, ma porterebbe come risultato una pace mondiale che durerebbe per molti decenni, se non addirittura per secoli. Il problema è di mettere a tacere i “politically correct”, che con le loro abiette macchinazioni stanno portando il mondo sull’orlo della fine. Serve coraggio, certo. Molto coraggio. E probabilmente ciò che auspico è tutto meno che cristiano. Ma forse è l’unico modo per fermare la lancetta dell’orologio della fine del mondo, che ora è troppo pericolosamente vicina alla mezzanotte. Dovremmo sperare che Dio possa essere con noi in questa impresa così terribile, che ci aiuti con la sua potenza a cancellare il cancro che affligge il mondo che Ha creato. I buonisti di ogni dove dicono che non si può portare la pace con la guerra, e purtroppo molta gente crede a questa menzogna, e nel nostro paese più d’uno chiede che i caccia che il governo ha ordinato non siano acquistati. È l’emblema di una situazione che sta precipitando, e la conferma di quanto la guerra che auspico sia irrealizzabile. Spero di fare lo stesso sogno anche questa notte.".

Sono perfettamente d'accordo, il blogger che gestisce il succitato blog.
Sono in contatto con lui da tre anni e devo dire che è un ragazzo serio.
Io penso che non si debba avere paura di dire che tra il dittatore della Germania nazista, Adolf Hitler, ed il presidente dell'Iran, Mahmud Ahmadinejad, vi siano delle inquietanti analogie.
Le analogie sono evidenti.
Hitler voleva conquistare il mondo e schiavizzarlo, distruggendo intere popolazioni.
Anche il tiranno iraniano vuole fare altrettanto.
Ricordo, ad esempio, che vuole distruggere lo Stato di Israele.
Egli ha già detto più volte che vorrebbe fare sparire Israele dalle cartine geografiche.
Io penso che noi tutti dobbiamo stare attenti a quanto sta accadendo ed i nostri governanti non devono fare quello che fecero il Primo Ministro britannico Arthur Neville Chamberlain ed il Primo Ministro della Repubblica francese Edouard Daladier che cercarono un accordo con Hitler, sacrificando la Cecoslovacchia.
Sappiamo tutti come finì la storia.
Io auspico che la storia non si ripeta.
Io sono d'accordo con quanto scritto da Emanuele ma aggiungo una cosa.
Lui ha raccontato un suo sogno ma nella realtà ci sono tre variabili impazzite che possono essere realmente pericolose.
La prima è rappresentata dall'Unione Europea che è debole e piena di problemi.
La sua debolezza è nota.
Un esempio di ciò è stato quando si è dovuto votare a favore del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte dell'UNESCO e, sbagliando, alcuni Paesi europei (come la Francia) votarono a favore.
La seconda è rappresentata dalle comunità islamiche che sono presenti in vari Paesi europei, come la Svezia o la Francia.
La presenza di tali comunità può condizionare certe scelte politiche e l'episodio che ho citato lo dimostra.
La terza è rappresentata dalla Turchia, un Paese musulmano che fa parte della NATO.
Ora, questo Paese è in bilico tra il fondamentalismo e la laicità.
Se dovesse diventare politicamente instabile potrebbero esserci dei problemi.
Quindi, noi dobbiamo stare attenti.
Forse, faremmo meglio ad affidarci al buon Dio.
Cordiali saluti.


IL MARASMA ITALIANO E L'EUROPA


Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo di Angela Piscitelli che è stato scritto sul sito "Zona di frontiera" e che è intitolato "Rivoluzione illiberale".
In Italia c'è malcontento.
Oggi, ad esempio, hanno protestato a Roma gli industriali del Partito delle Aziende. Questi hanno protestato contro la politica troppo esosa dello Stato.
Pensiamo anche alle proteste che ci sono in Sicilia.
La politica del Governo Monti sta mostrando tutte le pecche.
Ad esempio, anziché fare delle vere liberalizzazioni, attaccando i grossi interessi, il Governo se la prende con i tassisti o con i farmacisti, rischiando di favorire altri grossi interessi.
Pensiamoi farmaci da banco e alla liberalizzazione che ne ha permesso la vendita presso i supermercati.
Questo provvedimento ha favorito le cooperative, che già godono di privilegi fiscali.
Inoltre, la politica fiscale del Governo Monti ha favorito il fallimento di molte aziende.
Mentre tutto questo sta avvenendo, in Europa che chi dice: "L'Italia faccia da sola!".
Mi riferisco a quanto detto dala cancelliera tedesca Angela Merkel.
In pratica, alla faccia della solidarietà europea, la Germania si rifiuta di aiutare l'Italia.
Vorrei fare notare una cosa.
L'unica nazione che, in questo momento, ha avuto tutto l'interesse a fare sì che ci fosse l'Euro è stata la Germania.
Infatti, la moneta unica ha eliminato tutti i concorrenti, Italia compresa.
Con la Lira, infatti, l'Italia poteva svalutare la moneta e, in qualche modo, poteva concorrere con la Germania.
Ora, questa cosa non è più possibile.
Di fatto, l'Italia e gli altri Paesi sono stati annichiliti dall'Euro, con il quale la Germania ha fatto i suoi interessi.
Ora che ci sono Paesi che hanno bisogno, la Germania si tira indietro.
Questo è un atteggiamento irresponsabile.
A questo punto, io credo che molti non piangerebbero, se dovesse fallire l'Euro.
Dopo avere annichilito gli altri Paesi, la Germania pensa a salvare sé stessa dal baratro, dopo avere combinato il caos e fatto in modo che governi eletti democraticamente cadessero.
Quello che è successo al presidente Berlusconi è un esempio di ciò.
Cordiali saluti.

Cattolici-Ebrei: oggi la Giornata di dialogo nelle diocesi italiane sul tema "Non uccidere" (Izzo)

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo del blog degli amici di Papa Ratzinger che recita:

"La Chiesa in Italia celebra domani la "Giornata dell'Ebraismo", che offre un'opportunita' particolare per ricordare le radici ebraiche della fede cristiana, per guardare con gratitudine al dialogo sistematico in corso con l'ebraismo dal concilio Vaticano II e per promuoverlo ulteriormente nella situazione attuale attraverso azioni concrete.
L'iniziativa della "Giornata dell'Ebraismo" e' stata finora accolta dalle Conferenze episcopali di Austria, Polonia, Paesi Bassi e Svizzera; in altri Paesi si sta al momento riflettendo sull'opportunita' di seguire questo esempio.
"Il presidente della Commissione per i rapporti religiosi con l'ebraismo, il cardinale Kurt Koch, dietro incarico di Benedetto XVI, ha sollecitato alcuni Paesi, in cui ebrei e cattolici vivono fianco a fianco e sono in dialogo da molto tempo, a prendere in considerazione - scrive l'Osservatore Romano - l'introduzione di tale giornata commemorativa".
Decine le diocesi italiane che hanno raccolto l'invito a celebrare la Giornata del 17 gennaio. Molti sono gli incontri nei quali si propone una riflessione biblica a due voci: tra questi alcuni vedono la partecipazione del vescovo locale, come ad Ancona, dove la riflessione e' affidata a monsignor Edoardo Menichelli, e al ministro di culto Nahmiel Ahronee, e a Fiesole, dove nell'auditorium di Loppiano parlano il vescovo Mario Meini e il rabbino Joseph Levi, della comunita' ebraica di Firenze. Sono previsti inoltre momenti di approfondimento, come quello promosso dalla diocesi di Assisi, con un convegno, ospitato in vescovado, sullo stato del dialogo ebraico-cristiano (sempre a partire dal passo biblico della Giornata), con la partecipazione del padre francescano Giulio Michelini e di Lisa Palmieri Billig, rappresentante in Italia e presso la Santa Sede dell'American Jewish Committee. Tra gli incontri a due voci l'Osservatore cita quelli di Milano, all'Universita' Cattolica, con il rabbino Giuseppe Laras e don Gianantonio Borgonovo, di Genova, con il rabbino Giuseppe Momigliano e don Davide Bernini, e di Roma, dove si avranno due momenti distinti: uno promosso dall'Ufficio diocesano per l'ecumenismo e il dialogo e presieduto dal vescovo ausiliare Benedetto Tuzia, saranno presenti il rabbino Riccardo Di Segni e don Mauro Cozzoli, e l'altro organizzato dall'Amicizia ebraico-cristiana di Roma, con una riflessione del rabbino Robert Colombo e del gesuita Joseph Sievers. In molti casi la Giornata e' l'occasione per favorire la conoscenza del patrimonio teologico-spirituale del popolo ebraico attraverso l'incontro con un rabbino, come accade a Firenze con Joseph Levi introdotto da monsignor Timothy Verdon, a Brescia con il rabbino Ariel Finzi, a Ivrea con Alberto M. Somekh, a Perugia con Cesare Moscati, a Seveso con Alfonso Arbib, a Vicenza con Aaron Locci. In una prospettiva ecumenica si colloca l'incontro di Palermo, non solo per la presenza del rabbino Gadi Piperno e del pastore valdese Peter Ciaccio ma proprio per la pluralita' di Chiese e comunita' ecclesiali che lo promuovono. Cosi' come avviene a Milano per opera del Consiglio delle Chiese cristiane; a Bergamo l'intervento di Elena Lea Bartolini e' seguito da una riflessione della pastora evangelica Janique Perrin, mentre a Como le comunita' cristiane locali promuovono un incontro per un approfondimento ecumenico sul significato del passo biblico "Non uccidere". A Reggio Calabria, il 27 gennaio, la riflessione sul passo biblico sara' affidata a Claudia Milani, coordinatrice del gruppo ecumenico "Teshuva'" per il dialogo ebraico-cristiano dell'arcidiocesi di Milano; l'introduzione sara' invece tenuta da monsignor Vittorio Luigi Mondello, arcivescovo di Reggio Calabria - Bova.

© Copyright (AGI)

CATTOLICI-EBREI: "NON UCCIDERE" E' TEMA DELLA GIORNATA DIALOGO

Salvatore Izzo

(AGI) - CdV, 16 gen.

La permanente validita' universale della parola di Dio "Non uccidere!" e' il tema della XXIII Giornata per l'approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici e ebrei che sara' celebrata domani in tutte le diocesi italiane.
Il comandamento biblico, con tutte le sue implicazioni nella situazione di oggi, e' presentato per l'occasione da un testo comune firmato da monsignor Mansueto Bianchi, presidente della Commissione episcopale per l'ecumenismo e il dialogo della Conferenza Episcopale Italiana e vescovo di Pistoia, e dal rabbino Elia Enrico Richetti, presidente dell'Assemblea dei rabbini d'Italia e rabbino di Venezia. Cristiani ed ebrei, si legge nel documento, rifiutano "decisamente l'idea di un dominio umano sulla vita, e del diritto di decidere del suo valore o della sua durata da parte di qualsiasi persona o gruppo umano, e il concetto di eutanasia attiva in quanto illegittima pretesa dell'uomo sull'esclusiva autorita' divina nel determinare il momento della morte della persona umana".
Il documento, sottolinea l'Osservatore Romano, invita le due comunita' alla riflessione, ricordando loro che, anche quest'anno, prosegue il comune confronto sulle Dieci Parole, le quali "tracciano una via luminosa di comportamento non solo per il popolo ebraico, ma per tutti i popoli, in particolare per la Chiesa che in Gesu' Cristo partecipa dell'eredita' dei Padri e accoglie la rivelazione biblica". Monsignor Bianchi e il rabbino Richetti segnalano nel testo "i risultati dei molti incontri di dialogo e collaborazione che si sono piu' di recente susseguiti sia in Italia sia a livello internazionale, specialmente ad opera delle Commissioni miste ebraico-cattoliche, alle quali partecipano ufficialmente delegati ed esperti delle due comunita' di fede". Tra questi risultati, esortano vescovo e rabbino, "particolare attenzione deve essere rivolta a una comune riflessione sulla sacralita' della vita, dono di Dio". ".

Noi cristiani e gli ebrei abbiamo un dovere verso noi stessi e verso gli altri.
Questo dovere è vivere in amicizia.
Senza gli ebrei, noi non saremmo cristiani.
Biologicamente parlando, nostro Signore Gesù Cristo non era mica una ebreo?
Anzi, egli discese dalla famiglia di re Davide, quel re che fondò lo Stato di Israele.
Quindi, chi si dice cristiano ma poi si mostra antisemita, in primo luogo, è ignorante e, in secondo luogo, è pericoloso.
Infatti, le persone veramente pericolose non sono i malvagi ma gli ignoranti.
Una persona malvagia ma intelligente è sì pericolosa ma capisce che ci sono dei limiti.
Una persona malvagia ed ignorante, invece, tende ad andare oltre e fare dei grossi danni.
Frutto dell'ignoranza, fu il "Cristianesimo positivo", una forma di Cristianesimo sorta durante l'epoca nazista.
In questa forma di Cristianesimo, Gesù era "ariano" , il Vecchio Testamento veniva negato e veniva rifiutata ogni debolezza. Veniva formata una Chiesa nazionale tedesca.
Ora, è chiaro che il "Cristianesimo positivo" fosse una stortura.
Esso fu il frutto dell'ignoranza.
I seguaci di quell'eresia dicevano che Gesù non fu ebreo e negavano il Vecchio Testamento.
Ora, anche nel Nuovo Testamento ci furono riferimenti all'Ebraismo, incominciando dal Tempio di Gerusalemme.
Quindi, essi negavano (di fatto) anche il Nuovo Testamento.
A qualcuno può anche non piacere quello che dico ma noi e gli ebrei siamo legati indissolubilmente, pur con le differenze che ci sono. Un cristiano è altro da un ebreo.
Però, il legame c'è.
Quindi, è giusto che ci sia il dialogo tra la gente dell'Antica Alleanza, gli ebrei, e quella della Nuova Alleanza, noi.
Vi invito a leggere questa relazione dell'amico Morris Sonnino, che, tra l'altro, me l'aveva anche inviata.
Essa è intitolata "I Simboli dell'Ebraismo".
E' interessante.
Cordiali aluti.

martedì 17 gennaio 2012

L'EUROPA E LA BORIA RIVOLUZIONARIA


Cari amici ed amiche.

Che questa Unione Europea sia in crisi è noto. Tuttavia, bisogna capire il perché di ciò.
La crisi dell'Unione Europea è, in realtà, una crisi culturale.
Essa, infatti, fu fondata sul "modello rivolzionario".
La sua stessa Costituzione cita come riferimento per l'Unione Europea niente poco di meno che la Rivoluzione francese.
Leggete l'articolo 2 del suo testo che recita:

"Articolo I-2 Valori dell'Unione

L'Unione si fonda sui valori del rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti a una minoranza. Questi valori sono comuni agli Stati membri in una società caratterizzata dal pluralismo, dalla non discriminazione, dalla tolleranza, dalla giustizia, dalla solidarietà e dalla parità tra donne e uomini.".

Tra queste parole si legge il motto della Rivoluzione francese che recita: "Liberté, Egalité et Fraternité".
Intendiamoci, qui nessuno vuole negare la dignità umana ma una considerazione va fatta.
Questo motto, che provenne dai vari circoli degli illuministi (che spesso erano affiliati nelle varie logge massoniche) e che poi fu trasferito alle masse attraverso la rivoluzione, è lo spirito dell'attuale Unione Europea.
Purtroppo, ci furono già esempi di "Europa unita" secondo questo principio.
Il primo esempio fu l'Impero Francese di Napoleone Bonaparte (maggio 1804-aprile 1814).
Sull'onda della rivoluzione, la Francia si espanse per tutta l'Europa ed i Francesi si proposero come "liberatori".
In realtà, essi furono dei conquistatori e Napoleone vedeva un'Europa che gravitasse intorno alla Francia.
Un altro esempio fu ben più tragico e fu rappresentato dal III Reich (1943-1945).
Anche qui vi fu un dittatore, Adolf Hitler, e vi fu anche l'idea di un'Europa che gravitasse intorno ad una nazione, la Germania. I Tedeschi di allora si proposero come "liberatori". Commisero, invece, dei crimini gravissimi.
Un altro esempio ancora fu l'Unione Sovietica (30 dicembre 1922-26 dicembre 1991).
Anche qui di fu un tiranno, Stalin, e vi fu l'idea dello Stato attorno a cui gravitasse il mondo, l'Unione Sovietica.
Ora, queste tre tragiche esperienze politiche ebbero dei comuni denominatori.
Il primo fu il fatto che queste esperienze fossero venute dopo la Rivoluzione francese.
Il secondo fu il fatto che lo Stato si ergesse a dio dei popoli che erano ad esso sottomessi e che venisse, di fatto, rinnegato il Dio vero.
Fu una sorta di paganesimo.
In questo contesto vanno inquadrati (ad esempio) il culto della dea Ragione nella Francia rivoluzionaria, il culti odinisti ed il Cristianesimo positivo della Germania nazista e l'ateismo (che di fatto fu un odio verso la Dio e la Chiesa) in Unione Sovietica.
Quindi, in queste tre esperienze politiche lo Stato divenne il dio del popolo e le sue leggi furono la religione.
Una cosa del genere l'aveva capita anche lo scrittore Fedor Dostevskij.
Pur essendo fortemente critico verso il cattolicesimo, Dostoevskij aveva capito ciò portavano certe ideologie rivoluzionarie.
Vi consiglio di leggere la sua opera intitolata "I Demoni".
Ora, anche nell'attuale Europa ci sono dei segnali inquietanti.
Questa Europa ricalca il "modello rivoluzionario" prima citato e non tiene conto di quelli che sono i veri valori dei popoli degli Stati che ad essa.
Il recente caso ungherese è la dimostrazione di ciò.
L'Ungheria ha fatto una nuova Costituzione che riconosce il Cristianesimo come suo principio fondante e che è stata approvata dalla Chiesa cattolica ungherese.
Oggi, l'Ungheria è sotto l'attacco dell'Unione Europea che vede nella nuova Costituzione una deriva autoritaria e nazionalista.
Questo dimostra la vera natura di questa Unione Europea, dalla cui Costituzione è stato espunto ogni riferimento al Cristianesimo, come recita il preambolo:

"ISPIRANDOSI alle eredità culturali, religiose e umanistiche dell'Europa, da cui si sono sviluppati i valori universali dei diritti inviolabili e inalienabili della persona, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, e dello Stato di diritto."

In pratica per non dire il termine "Cristianesimo", coloro che fecero la Costituzione usarono questo escamotage, come coloro che fecero la "Dichiarazione dei Diritti dell'uomo e del cittadino nella Francia rivoluzionaria" non parlarono più di Dio ma di "Essere Supremo".
Quindi, è chiaro che questa Europa abbia rinnegato la propria vera identità e le proprie radici in nome del relativismo.
Coloro che fondarono l'Unione Europea dimenticarono che la Francia fu salvata da Giovanna d'Arco, una santa, e che Paesi come l'Inghilterra, il Portogallo, la Spagna, la Germania e l'Italia furono terre di Santi.
Cito, come esempi, il tedesco Sant'Alberto Magno, gli italiani San Tommaso d'Aquino, San Francesco d'Assisi, Santa Chiara e Santa Caterina, lo spagnolo San Domenico di Guzman, il portoghese Sant'Antonio da Padova e gli inglesi San Willibrordo, San Cutberto, Sant'Edoardo il Confessore e San Tommaso Beckett.
Coloro che fondarono l'Unione Europea dimenticarono (o vollero fare dimenticare) l'opera di riunificazione dell'Europa che fu fatta dalla Chiesa, dopo il 476 AD, anno della caduta dell'Impero Romano d'Occidente.
Dovrà arrivare un altro Napoleone o, peggio, un altro Hitler o un altro Stalin, per capire che la direzione presa da questa Europa è sbagliata?
Cordiali saluti.

Translate

Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.