Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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martedì 3 gennaio 2012

CHI ERA RE EDOARDO VI?

Cari amici ed amiche.

La dinastia Tudor mise ben cinque sovrani sul trono d'Inghilterra.
Il primo fu re Enrico VII (28 gennaio 1447-21 aprile 1509).
Il secondo fu re Enrico VIII (28 giugno 1491-28 gennaio 1547).
Il terzo fu re Edoardo VI (12 ottobre 1537-6 luglio 1553).
La quarta sovrana fu Maria I (18 febbraio 1516-17 novembre 1558).
L'ultima fu la regina Elisabetta I (7 settembre 1533-23-marzo 1603).
Vi sarebbe stata anche la regina Jane Grey, cugina di re Edoardo VI, ma regnò solo nove giorni, dal 10 luglio 1553 al 19 luglio dello stesso anno.
Infatti, ella fu contestata.
Ora, i sovrani della dinastia Tudor ci sono noti, tranne uno.
Quel sovrano "ignoto" è proprio re Edoardo VI.
Edoardo nacque ad Hempton Court (Londra) il 12 ottobre 1537.
Egli fu il figlio nato dal terzo matrimonio di re Enrico VIII.
Sua madre fu Jane Seymour (1509-24 ottobre 1537), una cattolica molto zelante, e fu una dama di compagnia delle due mogli precedenti del re, Caterina d'Aragona ed Anna Bolena.
Jane morì dodici giorni dopo la nascita di Edoardo, a causa di una febbre puerperale.
Quindi, il principe dovette vivere senza una madre e ciò sarà stato molto triste.
Edoardo imparò a parlare il francese, il latino ed il greco.
Egli visse per un lungo periodo a Windsor, lontano dalla corte, a causa delle epidemie di peste e vaiolo che infettavano la città e la zona di Westminster.
La sua salute fu sempre cagionevole.
intanto, suo padre re Enrico VIII decise la successione.
Se, dopo la sua incoronazione, Edoardo fosse venuto a mancare, le sarebbe succeduta Maria, la sua sorellastra, nata dal primo matrimonio tra re Enrico VIII e Caterina d'Aragona.
Intanto, anche la salute di re Enrico VIII si deteriorò.
La cattiva alimentazione (a base di vino e di carne) gli fece venire la gotta.
Inoltre, pare che il re si fosse ammalato di sifilide.
Questo fu più che possibile, vista la sua promiscuità sessuale.
Inoltre, cadendo da cavallo, re Enrico VIII si ferì ad una gamba e, forse perché curata male, la ferita generò una cancrena.
Anche a livello psicologico, re Enrico VIII ebbe dei problemi. Infatti, divenne sempre più paranoico e crudele.
Il 28 gennaio 1547, re Enrico VIII morì.
La corona passò ad Edoardo che fu incoronato il 20 febbraio dello stesso anno.
Egli aveva solo nove anni e pertanto ebbe bisogno di un tutore, un Lord Protettore.
Suo padre designò come tutore Edoardo Seymour, il duca di Somerset e zio materno del re.
Questi fu il reggente, il Lord Protettore.
Ora, l'elemento più peculiare del regno di Edoardo VI fu la Riforma protestante.
Com'è noto, dal 1534, la Chiesa d'Inghilterra era separata da Roma.
Re Enrico VIII assoggettò il clero e soppresse i monasteri.
Tuttavia, sul piano dogmatico, la Chiesa anglicana rimase cattolica nel dogma.
Con re Edoardo VI, le cose cambiarono.
La Riforma fu implementata dallo zio Edoardo Seymour e dall'arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer.
Nel 1549, fu pubblicato il Book of Common Prayer che cambiò radicalmente la Chiesa inglese.
Il Book of Common Prayer fu accompagnato da una legge che aboliva il celibato ecclesiastico e toglieva ai preti ogni carattere sacrale.
Inoltre, furono rimosse le immagini sacre che si ispiravano al cattolicesimo e gli altari furono sostituiti da tavole per la Comunione, che veniva celebrata sotto le due specie liturgiche e senza la transustanziazione.
Furono ridotti a due i Sacramenti (Battesimo e Comunione) e furono abolite alcune ricorrenze (come il Mercoledì delle Ceneri e la Quaresima) come il culto della Vergine Maria e dei Santi.
Ci fu uno scempio iconoclasta nelle chiese.
La Messa fu celebrata in inglese e non più in latino.
La Riforma incontrò delle resistenze in alcune zone (come la Cornovaglia) e in alcuni membri del clero. Tra questi vanno citati i vescovi Stephen Gardiner e Edmund Bonner che in precedenza appoggiarono lo scisma di re Enrico VIII ma che poi tornarono a riconoscere la supremazia papale.
La Riforma non piacque a molti.
Essa fu voluta dal duca di Somerset e da Cranmer.
Pare, invece, che il re avesse fatto più da "prestanome".
In fondo, Edoardo Seymour fece parte di quella nobiltà Tudor che ebbe molta fortuna dallo scisma anglicano e dalla dissoluzione dei monasteri.
Fu logico, quindi, che tornare alla Chiesa di Roma sarebbe significato per Seymour e gli altri nobili dell'epoca Tudor perdere le fortune accumulate.
Si può tranquillamente dire che quella dei Tudor fosse stata un'epoca di arrivisti.
Purtroppo, con un re debole come Edoardo VI questi abbondarono.
Tuttavia, il duca di Somerset si fece molti nemici e fu accusato di tradimento e decapitato nel 1552.
Al suo posto, come reggente (e Lord Protettore), andò John Dudley, duca di Northumberland, che iniziò a tramare per garantire la successione a Jane Grey e favorire le pretese dinastiche dei Suffolk.
Qui emergono le caratteristiche psicologiche di re Edoardo VI.
Questi, però, si ammalò di tubercolosi e morì nel 1553.
Re Edoardo VI fu debole di fronte ai vari nobili, Edoardo Seymour in testa.
Egli fu di caratteri ingenuo e sensibile.
Fu anche un cristiano sincero.
Ad esempio, nonostante la Riforma, egli concesse alla sua sorellastra cattolica Maria di avere la Messa secondo il rito di Santa Romana Chiesa.
La sua bontà d'animo emerse in un fatto del 1552.
Egli andò nella zona dell'ex-monastero francescano della Greyfriars Church, a Londra, insieme al vescovo Nicholas Ridley.
Vedendo gli edifici in disuso, egli decise di usarli per fare il Christ's Hospital, una scuola per bambini poveri.
Ancora oggi, questa scuola esiste. Il link del suo sito sarà tra i "Link preferiti" di questo blog.
Forse, in tutto quel marasma, Edoardo potrebbe essere stato il personaggio più buono.
Quel bambino potrebbe avere dato una lezione a tutti.
Forse, da qui potrebbe essere nata il romanzo di Mark Twain "Il principe e il povero".
Ora, vi faccio leggere la mia poesia che ho dedicato a re Edoardo VI.

LU BONU RE CARUSU

A nov'anni...s'ebbe accussì ad assittari...
su la gran seggia di Ngriterra...
et dominus fattu fù iddu, re Eduardu,
figghiu d'Arricu...accussì 'n chisti anni di guerra...
certu ntra Durovernum et Roma...et tantu fù chianciri...
ma tintu ùn fù iddu et certu essiri vulìa 'n razia di Diu...
chì unni funu li Grigi Frati...pì onne pauper carusu fici schola...
et forse nta corti fù iddu lu cchiù bonu...unu cristianu assai piu.

Cordiali saluti.

Il nome di Gesù se predicato illumina, se meditato nutre, se invocato allevia e fortifica (S.Bernardo)


Cari amici ed amiche.

Leggete questa nota di Enzo Gallo. Essa è un insieme di riflessione di San Bernardo di Chiaravalle.
Questo è il testo della nota:

"

Non senza ragione che lo Spirito Santo paragona il nome dello sposo all’olio e che ispira alla sposa di gridare allo sposo “ Il tuo nome è un’olio diffuso” (Cant. 1,3). Infatti l’olio illumina, nutre, serve ad ungere. Esso alimenta il fuoco, nutre il corpo, allieva il dolore; esso è una luce, un alimento, un rimedio. Considera ora se ciò non è lo stesso per il nome dello Sposo. Se predicato illumina, se meditato nutre, se invocato allevia e fortifica. Esaminiamo singolarmente ciascuna di queste qualità. Da dove pensate sia originata questa così grande e repentina luce della fede, se non dalla predicazione del nome di Gesù? Non è forse attraverso la luce di questo benedetto nome che Dio ci ha chiamati alla sua ammirabile Luce. Non è a quelli che sono illuminati dallo splendore di questo nome e che vedono in questa luce la Luce divina che san Paolo a buon titolo dice: “Eravate un tempo tenebre, ma ora siete luce nel Signore” (Ef. 5,8)

Infine lo stesso Apostolo ha ricevuto ordine di portare questo nome davanti ai re, ai gentili, ai figli di Israele. Ed egli portava questo nome come una fiaccola e ne illuminava la sua patria e dappertutto gridava: “ E’ gia notte inoltrata e il giorno si avvicina. Svestiamoci dunque delle opere che si compiono nelle tenebre e rivestiamoci delle armi della luce; camminiamo dignitosamente come in pieno giorno” (Rm.13,12-13). Egli mostrava a tutti la luce sul candelabro annunciando in ogni luogo Gesù e Gesù crocifisso. Come questa luce rifulse e offuscò col suo bagliore gli occhi di tutti gli astanti, quando, uscendo come un lampo dalla bocca di Pietro, essa consolidò le gambe e le piedi di uno storpio e rese la vista a molti ciechi spirituali? Forse che essa non sparse fiamme quando Pietro disse: “In nome di Gesù Cristo Nazareno, alzati e cammina” (At. 3,6).

Ora il nome di Gesù non è solo luce ma anche nutrimento. Non ti senti forse fortificato ogni qual volta lo richiami alla mente? Chi è chi nutre tanto lo spirito di colui che vi pensa? Chi è chi, parimenti, ristora gli animi affaticati, corrobora le virtù, sviluppa abitudini buone ed oneste, favorisce caste disposizioni? Ogni nutrimento dell’animo è secco, se non è infuso in questo olio, è insipido se non è condito da questo sale. Se scrivi, il tuo racconto non ha per me alcun sapore se non vi leggo il nome di Gesù. Una conferenza o un colloquio non hanno gusto per me se non vi sento risuonare il nome di Gesù. Gesù è miele per la bocca, melodia per l’udito, giubilo per il cuore. Ma questo nome è ancora un rimedio. Qualcuno di noi è triste? Che Gesù venga nel suo cuore, che da là passi alla sua bocca. Ed ecco appena questo divino nome è apparso come un astro che sorge e diffonde la sua luce, ogni nube si dilegua, ritorna il sereno. Qualcuno cade nel peccato? Di più, per la disperazione, corre verso i lacci della morte? Forse se invocherà questo nome di vita, non ricomincerà subito a respirare e vivere?

SANTISSIMO NOME DI GESU’

S.BERNARDO

Sermo 15 super Cantica circa medium".


Ringrazio l'amico Angelo Fazio che ha messo questa bota su Facebook.
Molto spesso compare l'acronimo IHS. Esso significa "Iesus Homini Salvator".
Lo stesso nome di Gesù significa "Dio che salva".
Gesù ebbe la missione di salvare l'umanità e lo fece mettendo in gioco la propria vita.
Gesù non fu il salvatore degli ebrei o dei pagani.
Gesù è il salvatore di tutti.
Per questo vi è l'acronimo "IHS".
Se non fosse stato così, l'acronimo sarebbe stato IIS, "Iesus Iudeorum Salvator", IGS, "Iesus Gentilorum Salvator".
In quest'ultimo caso, vi sarebbe stata una discrasia con la Bibbia.
Infatti, Gesù nacque dalla famiglia di re Davide e provenne da Giuda come disse Giacobbe quando parlò a suo figlio che ebbe quel nome e a cui diede la primogenitura.
Oggi, si festeggia iol Santissimo Nome di Gesù proprio per questo.
Dobbiamo ricordarci di ciò.
Cordiali saluti.


lunedì 2 gennaio 2012

2012, LA RECENSIONE




Cari amici ed amiche.

Voglio fare la recensione di un noto film che risale al 2009 ma che riguarda quest'anno.
Il film in questione è 2012 ed è stato diretto da Roland Emmerich.
Esso parla di un'imminente catastrofe che distruggerà il mondo il 21 dicembre 2012, in base alle profezie Maya.
La trama è la seguente (fonte Wikipedia):

Nel 2009, il Professor Adrian Helmsley, consulente scientifico della Casa Bianca, viene a conoscenza - tramite il collega indiano Satnam Tsurutani - di alcune tempeste solari con una forte emissione di neutrini che ottengono come effetto sul pianeta Terra un surriscaldamento del nucleo con conseguente liquefazione del mantello esterno. Avverte dunque Carl Anheuser, il capo dello staff del Presidente.

Gli eventi si spostano al 2010: durante il G8 nella Columbia Britannica è ormai assodato che la catastrofe arriverà. Si comincia a pianificare come l'umanità dovrà affrontare la situazione.

Nel 2011 il segreto è ancora strettamente celato e chi si rende conto che qualcosa non è comunicato dai governi viene eliminato fisicamente. È il caso per esempio del direttore del Louvre che accetta di sostituire i pezzi pregiati del museo su invito di Laura Wilson, la First Daughter, ovvero la figlia del Presidente degli Stati Uniti. In realtà entrambi sono convinti in buona fede che le opere verranno trasferite al sicuro in Svizzera; solo successivamente alla morte del direttore, Laura scoprirà dalla bocca del padre Thomas la verità.

In gran segreto le potenze mondiali stanno organizzando un piano che prevede il salvataggio di una ristrettissima parte dell'umanità, circa 3 milioni (i politici, i miliardari, gli scienziati, i finanziatori, i medici, i militari e quanto altro possa essere fondamentale per il nuovo inizio) mediante la costruzione, in Cina, di colossali scialuppe di salvataggio, delle vere e proprie tecnologiche arche di Noè. Il finanziamento di queste attività costruttrici è ottenuto mediante la vendita di biglietti di salvataggio al prezzo di un miliardo di euro a persona. Le attività di costruzione sono mascherate con dei lavori relativi ad una gigantesca diga.

La storia si sposta nel 2012, la West Coast degli Stati Uniti è continuamente soggetta a piccoli terremoti, che stanno lacerando il terreno già instabile.

Charlie Frost è un visionario - ma non tanto - cacciatore di verità negate, dal caso Roswell alla morte di Marilyn Monroe. Trasmette per radio notizie e pareri su quello che sta succedendo, assicurando che la fine del mondo è prossima, come previsto dal calendario Maya. Sbaglia solo nel sostenere che la via di fuga progettata sia costituita da astronavi. La sua storia si intreccia con quella di Jackson Curtis, scrittore di fantascienza e occasionalmente autista di Limousine; egli giunge a Los Angeles dalla ex moglie Kate - ora convivente con Gordon, chirurgo plastico invidioso di Jackson - e accompagna i figli, Noah e Lily, al campeggio. Le scene si inquadrano al parco di Yellowstone, infatti Jackson e i suoi figli vengono intrattenuti insieme agli altri campeggiatori da un corpo dell'esercito. L'incontro con Charlie Frost non lascia Jackson del tutto convinto della bontà delle sue affermazioni. Riportati successivamente i figli a casa della ex-moglie, per lavoro va a prendere con la Limousine i figli del miliardario russo Yuri Karpov, Alec e Oleg, per accompagnarli all'aeroporto.

La breve frequentazione con i grotteschi personaggi fa rendere velocemente conto a Jackson che costoro stanno partendo in aereo per salvarsi da una catastrofe. In quel momento corre a prendere la sua famiglia e proprio mentre il governatore della California assicura che il peggio è passato, un terremoto di intensità pari a ben 10.9 gradi sulla Scala Richter colpisce la regione americana. Jackson riesce a raggiungere la casa della sua famiglia in tempo e insieme eseguono una fuga disperata con la limousine, attraverso edifici che crollano, terreni che si aprono, treni e automobili che precipitano dentro ai crateri provocati dal cataclisma. Arrivano finalmente nel parco di Yellowstone su un aereo pilotato da Gordon. Qui Jackson, insieme a Lily, recupera da Charlie Frost, posto in cima alla montagna ad aspettare un enorme esplosione del Yellowstone, una mappa delle arche in Cina, ma prima devono fuggire dall'eruzione del gigantesco vulcano appena sorto. L'esplosione, come previsto, spazza via tutto, compreso Charlie Frost. Scappando dalla gigantesca esplosione, Jackson e Lily, arriveranno in tempo all'aereo, Lily sale ma Jackson rimane indietro: Gordon inizia a partire ma, dopo un po', Kate salverà lo sventurato Jackson.

Finalmente, un messaggio video del presidente alla popolazione degli Stati Uniti conferma che gli immani disastri naturali che stanno accadendo sono solo la minima parte di quella che sarà la fine del mondo.

La storia segue due filoni: da una parte le peripezie dei protagonisti che cercano, pur non avendo comprato i biglietti, di raggiungere la Cina e le arche. Dall'altra i casi umani di chi non può, o non vuole tentare di salvarsi. È il caso del Presidente del Consiglio Italiano, che rimane a pregare in una gremita piazza San Pietro rinunciando alla sua salvezza, dove con la folla troverà la morte anche il Papa (affacciatosi a benedire per l'ultima volta i fedeli) a causa di un terrificante terremoto, e del Presidente degli Stati Uniti, che sceglie di rimanere alla Casa Bianca (gli unici tre leaders che scelgono deliberatamente di morire con i loro popoli), o del padre di Adrian Hemsley: tsunami e terremoti eliminano loro e gran parte dell'umanità. Sull'Air Force One salgono infatti: l'intero staff del Presidente, compreso il capo, Carl, tutti gli scienziati statunitensi, compreso Adrien e i politici degli Stati Uniti, a parte il Presidente.

Intanto i protagonisti riescono a raggiungere l'aeroporto dove incontrano il miliardario Karpov, i suoi due figli e l'amante Tamara. Insieme, con l'aggiunta della guardia del corpo Sasha, partono con un aereo cargo pieno di auto di lusso.

Sull'Himalaya i protagonisti riescono comunque ad arrivare dopo il sacrificio della guardia del corpo. Purtroppo Karpov abbandona il gruppo con i suoi due figli, lasciando Tamara e gli altri da soli. A loro insaputa però, un gran numero di persone, pronte a lottare pur di riuscire a prender posto nelle Arche, è arrivato sulla catena montuosa.

Jackson, Gordon, Kate, Lilly e Noah con l'aiuto di un ragazzo tibetano, riescono a salire su una delle Arche, proprio mentre sta iniziando la procedura di partenza. All'interno dell'Arca, Gordon muore in modo straziante, triturandosi tra gli ingranaggi e Jackson, nel tentativo di salvare un operatore danneggia i marchingegni del portellone e, contemporaneamente, per poter salire su altre arche, la gente fuori, tra cui ci sono Karpov e i suoi figli, si spingono oltre le paratie di contenimento e molti muoiono precipitando, tra cui lo stesso miliardario russo che, per salvare i figli precipita. Adrian, già a bordo di una delle arche insieme a Carl Anheuser, alla vista delle persone che muoiono, parla alle altre arche delle altre nazioni per far salire più persone possibili a bordo, convincendo tutti i capi di stato tranne Carl. Il gruppo di clandestini passa in quello presso i meccanismi del portellone posteriore ma, poiché il trapano pneumatico usato da loro per farsi strada cade tra gli ingranaggi, il portellone non riesce a chiudersi, impedendo così l'accensione dei motori. Vicino alla diga, un monaco in un monastero posto in cima ad una montagna inizia a suonare una campana all'arrivo di un gigantesco tsunami che sta per spazzare via tutto.

All'arrivo dell'onda anomala, l'Air Force One trascinato dall'acqua colpisce gli ancoraggi e la nave si stacca dalla diga, finendo in rotta di collisione contro l'Everest. Diverse stanze dell'Arca rimangono sommerse e Tamara rimane affogata. Fortunatamente Jackson riesce a riparare il meccanismo del portellone, così che possa chiudersi. La nave frena in tempo e inizia il tragitto in un nuovo oceano, in un nuovo mondo.

Giorno 27, mese 1, anno 1: le arche si stanno dirigendo verso Capo di Buona Speranza in Africa: il continente africano, infatti, durante gli sconvolgimenti della crosta terrestre ha subito un notevole innalzamento di alcune migliaia di metri e non è stato sommerso. Quindi, l'intera popolazione africana è salva. L'umanità è pronta a ricominciare tutto da capo.


In questo film si intrecciano le storie di tanti personaggi.
Vi è la storia del protagonista, lo scrittore Jackson Curtis (impersonato da John Cusak) che è alle prese con la moglie Kate (Amanda Peet), da cui è separato, i figli, ed il compagno della moglie, il chirurgo plastico Gordon Sibermann (Thomas Mc Carthy).
Vi è quella del presidente americano Thomas Wilson (Danny Glover) che sceglie di non andare sull'arca e di morire sotto uno tsunami.
Vi è la storia di Adrian Helmsley (Chwetel Ejiofor), il giovane consulente scientifico della Casa Bianca che si deve scontrare con il cinico Carl Anheuser (Oliver Platt).
Quest'ultimo, nel suo cinismo, voleva aiutare a salvarsi solo coloro che eran ricchi e potenti.
Al contrario, Helmsley voleva salvare tutti.
Quest'ultimo, alla fine, si innamora della figlia del presidente americano, Laura Wilson (Thandie Newton) che aveva salvato i capolavori d'arte.
Vi è anche la storia di Yuri Karpov (Zlatko Buric), il magnate russo che con i suoi due figli Oleg ed Alec e l'amante Tamara (Beatrice Rosen), che sono stati compagni di viaggio di Jackson e la sua famiglia, insieme con Sasha (Johann Urb), il pilota privato di Yuri.
Quest'ultimo era anche amante di Tamara, che verrà poi lasciata sulle montagne tibetane , insieme con Jackson e la sua famiglia da Yuri.
Vi è la storia della famiglia del giovane monaco tibetano che porterà Jackson ed i suoi nell'arca e li farà entrare in essa clandestinamente.
Ora, viste tutte queste sfaccettature, il film non racconta una storia ma tante storie che si intrecciano e che alla fine si uniscono nell'arca.
Certo, tragica è la scena della morte di Gordon, che viene triturato dagli ingranaggi del portellone dell'arca.
Ora, una critica che si può fare a questo film è l'atteggiamento troppo "politically correct", verso certe situazioni.
Infatti, fa vedere la distruzione del tempio in cui si trova il Dalai Lama, che viene travolto dallo tsunami.
Fa vedere anche il crollo della Basilica di San Pietro a Roma, crollo in cui muoiono il Presidente del Consiglio italiano ed il Papa.
Non fa vedere, invece, il crollo della moschea de La Mecca o la Cupola della Roccia di Gerusalemme.
A prescindere da questo, nel film vi è qualcosa di positivo che si trova nella vita reale.
Quando ci sono delle gravi catastrofi ci sono gli "sciacalli", coloro che per salvare loro stessi sono disposti anche a fare morire gli altri, ma ci sono anche le persone che arrivano anche a mettere a rischio la propria vita per salvare quella del loro prossimo.
Questo è un aspetto molto importante.
Il caso del dottor Helmsley che, alla fine, viene ascoltato dagli altri capi di Stato quando afferma che non vi è nulla di umano nel lasciare morire le persone che si erano accalcate presso l'arca.
Anche il cinico Yuri Karpov, alla fine, farà un atto di altruismo, salvando i propri figli e sacrificando la propria
L'umanità di una persona sta in ciò.
L'umanità di una persona sta anche nel fare del bene anche a chi non si conosce.
In questo film vi è anche un qualcosa di cristiano.
Leggete questo brano del Vangelo secondo Matteo (capitolo 5, versetti 1-44):

"[1] Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli.

[2] Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo:

[3] "Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.

[4] Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.

[5] Beati i miti,
perché erediteranno la terra.

[6] Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.

[7] Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.

[8] Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.

[9] Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.

[10] Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.

[11] Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.

[12] Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi.

[13] Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.

[14] Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte,

[15] né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.

[16] Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

[17] Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.

[18] In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.

[19] Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

[20] Poiché io vi dico: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.

[21] Avete inteso che fu detto agli antichi: Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio.

[22] Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.

[23] Se dunque presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te,

[24] lascia lì il tuo dono davanti all'altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono.

[25] Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei per via con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia e tu venga gettato in prigione.

[26] In verità ti dico: non uscirai di là finché tu non abbia pagato fino all'ultimo spicciolo!

[27] Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio;

[28] ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

[29] Se il tuo occhio destro ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geenna.

[30] E se la tua mano destra ti è occasione di scandalo, tagliala e gettala via da te: conviene che perisca uno dei tuoi membri, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geenna.

[31] Fu pure detto: Chi ripudia la propria moglie, le dia l'atto di ripudio;

[32] ma io vi dico: chiunque ripudia sua moglie, eccetto il caso di concubinato, la espone all'adulterio e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.

[33] Avete anche inteso che fu detto agli antichi: Non spergiurare, ma adempi con il Signore i tuoi giuramenti;

[34] ma io vi dico: non giurate affatto: né per il cielo, perché è il trono di Dio;

[35] né per la terra, perché è lo sgabello per i suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran re.

[36] Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello.

[37] Sia invece il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno.

[38] Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente;

[39] ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guanciadestra, tu porgigli anche l'altra;

[40] e a chi ti vuol chiamare in giudizio per toglierti la tunica, tu lascia anche il mantello.

[41] E se uno ti costringerà a fare un miglio, tu fanne con lui due.

[42] Dà a chi ti domanda e a chi desidera da te un prestito non volgere le spalle.

[43] Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;

[44] ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,

[45] perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.

[46] Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?

[47] E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani?

[48] Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste. ".

Ora, è molto facile aiutare i propri parenti ed amici.
Invece, è umanamente difficile aiutare i propri nemici o gli estranei, coloro che non si conoscono.
A tal proposito, mi viene in mente una storia che mi riguarda da vicino.
Tempo fa, sulla mia pagina di Facebook, Page of Antonio Gabriele Fucilone, sono stato pesantemente insultato da una persona.
Un ragazzo, che è in contatto con me su Facebook, ha letto tutto e ha segnalato la cosa alla Polizia Postale.
Questo esempio può sembrare stupido ma voglio farvi capire una cosa.
Il succitato ragazzo ha fatto qualcosa di buono ad una persona che, in fondo, non conosce.
Certo, egli mi conosce su Facebook ma l'amicizia, quella vera, è tutta un'altra cosa.
Eppure, questo ragazzo ha fatto una segnalazione alla Polizia Postale e ha preso le difese del sottoscritto (al quale ha dato mla sua solidarietà) che, per lui, è un perfetto sconosciuto.
Quindi, egli avrebbe potuto fregarsene (per dirla in parole povere) e lasciare la cosa al sottoscritto.
Ne avrebbe avuto il diritto.
Invece, ha fatto questo gesto molto nobile (ed io lo ringrazio), rischiando a sua volta di essere insultato, qualora l'autore degli insulti fosse venuto a conoscenza di ciò.
Questa cosa mi ha colpito positivamente.
Per contro, ho perso degli amici veri, che hanno preferito abbandonarmi nel momento del bisogno.
Ogni uomo è chiamato a fare il bene. L'uomo non fu creato per il male.
Del resto Gesù Cristo stesso è l'esempio per antonomasia.
Oggi, guarda caso, si festeggia il Santissimo Nome di Gesù.
Il nome Gesù deriva dall'ebraico e significa "Dio che salva".
Egli salvò il genere umano, sacrificando la propria vita.
Questo fu un gesto estremo ma ogni uomo è tenuto anche a sacrificare sé stesso per il suo prossimo.
Questo è il più alto esempio di umanità.
Cordiali saluti.

CASO DON GIORGIO, UN ESEMPIO DI PRETE CHE NON FA UN BUON SERVIZIO ALLA CHIESA


Cari amici ed amiche.

Leggete questo commento che è stato scritto all'articolo intitolato "Caso don Giorgio, nuovi sviluppi" e che recita:

"Cerca di svegliarti, dal Papa fino a Scola e tutti quelli come loro vi è solamente il Vaticano politicizzato che non ha niente che a vedere con Dio o Gesù. Papa Luciani è stato ucciso perchè voleva cambiare la politica del Vaticano e raccontare tutta la verità, lo stesso sta facendo Don Giorgio. Spero tanto che non molli, fortunatamente ci son migliaia di persone che lo condividono e che gli danno la forza di continuare la sua lotta.".

Ora, io non sono un prete ma, da cattolico, alcune cose le posso dire.
Un prete è tenuto a rispettare tre voti, la povertà, la castità e l'obbedienza.
Chi vuole fare il prete nella Chiesa cattolica è tenuto a rispettare questi tre voti.
Ora, qualcuno mi può fare un'osservazione riguardo a don Verzé che io ho difeso.
Faccio notare che don Verzé usava i soldi che aveva per fare ospedali e curare i malati e non li teneva per sé.
Quindi, don Verzé era in linea con la tradizione cattolica.
Un prete cattolico deve anche rispettare il voto di castità.
Infatti, un prete è tenuto a rispettare il voto di castità per servire meglio Dio.
Ora arriviamo al voto di obbedienza, che riguarda il caso di oggi.
Un prete è tenuto ad obbedire al Papa, ai vescovi ed ai suoi superiori.
Ora, con quello che dice, don Giorgio De Capitani non rispetta il voto di obbedienza.
La Chiesa non è una caserma ma non è nemmeno un'associazione anarchica.
C'è una tradizione e ci sono delle regole che vanno rispettate.
Con quello che dice, don Giorgio dimostra di non rispettare ciò.
Che prete un sacerdote che incita i fedeli alla disobbedienza?
Ciò è riconosciuto anche nella lettera inviatagli dal Vicario dell'Arcivescovo di Milano, don Roberto Maria Redaelli il 29 giugno 2011.
A mio avviso, se don Giorgio vuole fare il prete si deve conformare a quello che dice Santa Romana Chiesa.
In caso contrario, sarebbe giusto che lasci il sacerdozio e faccia il politico.
Questo modo di fare che tipico di certi sacerdoti non fa un buon servizio alla Chiesa.
Cordiali saluti.

IL VIAGGIO DI JENNI


Cari amici ed amiche.

L'amica Irene Bertoglio ha messo su Facebook questo articolo del sito dell'Associazione culturale "La Torre" che è intitolato "Il viaggio di Jenni" .
Questo articolo parla della ben nota storia della diciassettenne americana Jenni Lake che ha sospeso la chemioterapia, con cui stava curando il tumore di cui è malata, per salvare il bambino che ha in grembo e partorirlo.
Io penso che questo suo gesto debba farci riflettere.
Dare la propria vita per salavarne un'altra è un gesto drammatico e nello stesso tempo nobile.
Nessuno vuole morire e credo che lo stesso discorso valga per anche per Jenni.
Tuttavia, io credo che Jenni abbia preferito sacrificare la propria vita per darla al proprio figlio.
Questo è un gesto di grande nobiltà, il gesto dettato dall'amore di una madre e dall'altruismo che è insito in ognuno di noi.
Questo gesto è grande e credo che debba fare riflettere chi qui in Italia parla di aborto, spesso a sproposito. Questo tema, qui in Italia, è sentito!
Jenni ha preferito morire per salvare il proprio figlio che non uccidere quest'ultimo e sé stessa.
Infatti, l'aborto non toglie la vita solo al bambino ma anche alla madre.
La madre che sceglie di abortire, infatti, dovrà vivere poi con il peso di avere negato la vita ad un'altra persona, il proprio figlio.
Questo, per certi versi, può essere peggio della morte.
Abortisti, imparate questa lezione!
Cordiali saluti.

COMMENTO ALLA NOTIZIA DEL WALL STREET JOURNAL

Cari amici ed amiche.

Fa discutere la notizia riportata dal Wall Street Journal che dice che la cancelliera tedesca Angela Merkel abbia fatto pressioni sul Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per fare sì che il presidente Berlusconi desse le dimissioni.
I protagonisti della vicenda hanno smentito.
Io non credo che la cancelliera tedesca abbia fatto pressioni sul presidente della Repubblica, almeno in maniera diretta.
Il presidente Berlusconi non piaceva a Francia e Germania.
Basti ricordarsi di quella brutta scena in cui, durante una conferenza, il presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, ed Angela Merkel si sono messi a ridere dell'Italia, allora governata dal presidente Berlusconi.
Inoltre, stranamente, prima che il presidente Berlusconi desse le dimissioni, lo spread tra Btp e Bund saliva alle stelle ed intorno alla figura del presidente stesso vi era un clima mediatico molto pesante.
Se è vero che non vi sono state pressioni dirette sul Presidente della Repubblica per fare dimettere il presidente Berlusconi è altrettanto vero il fatto che si sia fatto di tutto per fare cadere quest'ultimo.
Prima, hanno provato a fare cadere il presidente Berlusconi con la via giudiziaria e poi con il gossip.
In seguito, hanno cercato di fare cadere il Governo tentando in tutti modi di togliergli la maggioranza.
Questa serie di circostanze è stata, quantomeno, sospetta, come trovo che siano state sospette certe defezioni nelle file del centro-destra.
C'è chi dice che cambiare idea sia segno di intelligenza...ma qui c'è stato qualcosa di strano.
Forse, non c'è stata una pressione diretta sul capo dello Stato ma qualcosa di strano c'è stato.
Inoltre, vorrei riportarvi un'altra notizia molto interessante.
Questa notizia proviene dal sito "Questa è la sinistra italiana" ed è intitolata "Il discorso di Napolitano? E' stato seguito solo dal 16% degli italiani".
Io non ero in quel 16%.
Effettivamente, la realtà non è quella presentata da certi giornali e siti che hanno "incoronato" il Presidente della Repubblica, ribattezzandolo "re Giorgio".
Ho sentito parecchia gente e non è contenta dell'attuale situazione politica ed anche il Presidente della Repubblica è calato molto nella popolarità.
Sembra quasi che nei confronti del presidente della Repubblica si stia facendo un trattamento uguale e contrario a quello che è stato riservato al presidente Berlusconi.
Quest'ultimo, infatti, veniva presentato come un mostro e veniva accusato di ogni nefandezza.
Il Presidente della Repubblica, invece, è stato quasi "canonizzato" da una certa stampa.
Io penso che sia la politica e sia la stampa debbano riavvicinarsi ai cittadini.
Se non fanno così, rischiano di non essere più credibili.
Cordiali saluti.

domenica 1 gennaio 2012

ARBRESHE, CHI SONO?


Cari amici ed amiche.

In alcuni borghi dell'Italia centro-meridionale si parla albanese.
Questi borghi sono abitati da popolazioni di origine albanese ma non vennero qui nel XXI secolo.
Queste sono le popolazioni arbreshe.
Gli arbreshe sono popolazioni di origini albanesi che vivono in alcuni borghi dell'Italia centro-meridionale da secoli.
Il loro arrivo risale al XV secolo.
L'Albania, infatti, faceva parte dell'Impero Romano d'Oriente.
Dopo essere stato distrutto dalle guerre civili del XIV secolo, quest'ultimo fu conquistato dai Turchi Ottomani.
Molti serbi, croati, greci ed albanesi scapparono da quelle terre, poiché subivano vessazioni.
Ad esempio loro figli venivano tolti alle loro famiglie, convertiti all'Islam con la forza ed addestrati a diventare Giannizzeri, i soldati che facevano parte della fanteria dell'Impero Ottomano, il cui corpo risale all'epoca del sultano Orkhan. nel XIV secolo.
Gli esuli di quelle terre furono di varie tipologie.
Infatti, ci furono i dotti bizantini ( che contribuirono a fare conoscere la cultura greca che caratterizzò il Rinascimento), gli artigiani serbi e croati, i contadini albanesi ed i nobili di tutte queste etnie.
Numerosi villaggi spopolati dell'Italia centro-meridionale tornarono a nuova vita.
Pensiamo, per esempio, a Villa Badessa (una frazione di Rosciano, in Abruzzo) ad Ururi e a Campomarino (in Molise) o a Spezzano Albanese, a Cavallarizzo e a San Benedetto Ullano (in Calabria) oppure a Contessa Entellina (in Sicilia).
Riguardo agli albanesi, tra di loro ci furono anche militari Giorgio Castriota Skanderg (1405-1468), l'eroe nazionale albanese che, dopo essersi convertito all'Islam (per i motivi prima citati), tornò alla fede cristiana e combatté i Turchi.
Anche questi fu legato all'Italia.
La sua famiglia, infatti, ebbe il possesso di Soleto (un paese della Provincia di Lecce).
Suo figlio Giovanni sposò Irene Paleologo, una parente stretta dell'imperatore Costantino XI, l'ultimo imperatore bizantino e martire cristiano che morì a Costantinopoli, il 29 maggio 1453, durante lo scontro con i Turchi.
Quindi, qui in Italia potrebbero esserci anche i discendenti della famiglia imperiale di Costantinopoli.
Tuttavia, questi arbreshe furono molto importanti per l'Italia e per i cristiani.
Dopo avere conquistato Costantinopoli (ed averla trasformata in Istanbul) il sultano Mehmet II Fatih volle fare lo stesso anche con Roma.
Già il sultano diede a Roma il nome turco, che fu Kizil Elma (che in italiano significa "Mela Rossa"), e ebbe il progetto di trasformare la basilica di San Pietro in moschea.
Il progetto rischiò di concretarsi nel 1480.
In quell'anno, una flotta turca capitanata da Gedik Ahmet Pascià (noto come Giacometto, un albanese convertito all'Islam che fu anche governatore del sangiaccato di Valona) attaccò la città di Otranto.
I Turchi entrarono nella città pugliese e massacrarono il vescovo Stefano Agricoli e parte dei cittadini che erano asserragliati in chiesa, dopo che questi rifiutarono di convertirsi all'Islam.
I Turchi vollero imporre agli otrantini la conversione all'Islam.
Questi ultimi rifiutarono e furono trucidati.
Durante questi massacri un soldato turco decapitò un otrantino.
Il corpo decapitato rimase in piedi e la storia vuole che il carnefice si convertisse al Cristianesimo.
I Turchi non accettarono ciò ed uccisero anche lui.
Nei piani di Mehmet II, Otranto sarebbe dovuta essere la base da cui fare partire la conquista dell'Italia e di Roma.
Il duca Alfonso d'Aragona riuscì a riprendere il controllo della situazione.
Tra il 03 e ed 04 maggio 1481, il sultano Mehmet II morì.
Il duca di Calabria Alfonso d'Aragona riprese il controllo della situazione e l'assedio turco fallì.
Tanta parte del lavoro, però, fu fatto dalle milizie albanesi che erano al servizio di Alfonso d'Aragona.
In pratica gli albanesi d'Italia furono organizzati come le compagnie di ventura che furono capitanate da Demetrio Reres e che nel 1448 combatterono per re Alfonso I D'Aragona.
Quindi, questi albanesi contribuirono a salvare l'Italia e la cristianità.
Questi albanesi mantennero le peculiarità che li contraddistinsero.
Infatti, conservarono la lingua ed i riti ortodossi.
Questi ultimi però vennero organizzati in una chiesa cattolica di rito greco-bizantino.
Oggi vi sono due eparchie (diocesi di rito bizantino) che sono quella di Lungro (per l'Italia meridionale) e quella di Piana degli Albanesi (per la Sicilia).
Questi sono i paesi italiani in cui vi sono ancora le comunità Arbreshe:

Queste comunità meritano di essere valorizzate poiché vissero la storia italiana e, come ho detto prima, contribuirono a salvare l'Italia e la cristianità.
Tra l'altro, vi è anche una curiosità.
Pare che il cannolo siciliano fosse nato nella zona di Piana degli Albanesi.
Quindi, il noto dolce siciliano potrebbe essere di origine albanese o greca.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.