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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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mercoledì 21 dicembre 2011

LE "NUOVE 95 TESI"


Cari amici ed amiche.

L'amico Arild Kare Edvardsen mi ha segnalato questo articolo interessante:

"Le nuove "95 Tesi" sono state edite in Germania per il 450° anniversario della morte di Martin Lutero (18.2.1996). In occasione di una conferenza Internazionale di pastori, tenutasi agli inizi di marzo 1996 a Durban/Sud Africa, esse sono state approvate all'unanimità come risoluzione da ca.1000 pastori e ministri di Chiese di 14 Paesi e di oltre 50 denominazioni. E' stato deciso di tradurle in tutte le principali lingue e di diffondere nel mondo intero.

Invito alla conversione

1. Quando nostro Signore e maestro Gesù Cristo dice: ,,Ravvedetevi, perché il regno dei cieli e vicino" (Matteo 4: 17), vuole che l'intera vita dei credenti sia pentimento.

2. Questo pentimento inizia con una nuova presa di coscienza e cordoglio per il comportamento errato avuto finora, sia da parte del singolo, che da parte delle Chiese nel loro complesso.

3. Se il pentimento è sincero, esso conduce il singolo e le Chiese ad aborrire e abbandonare il comportamento errato, i peccati - ma non con le proprie forze, bensì per mezzo della grazia e della forza di Gesù Cristo.

4. A coloro che si pentono, Dio promette il perdono e un nuovo inizio: ,,Quando chiuderò il cielo in modo che non ci sarà più pioggia, quando ordinerò alle locuste di divorare il paese, quando manderò la peste in mezzo al mio popolo, se il mio popolo, sul quale e invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese" (2 Cronache 7, 13 e seg.).

La situazione attuale della società

5. Ma oggigiorno, il singolo si compiace in svariati peccati, come p.e.: empietà, superbia. mancanza d'amore. occultismo, disubbidienza, aborto, immoralità, adulterio. pratiche immorali. abuso di droghe, menzogna, avarizia e furto (cfr. Esodo 20:2-17 Romani 1:18-31, 1 Corinzi, 6:9; Galati 5:19-21).

6. Certo: questi peccati sono stati commessi in tutti i tempi ma al giorno d'oggi, molti di essi vengono tollerati pubblicamente e anche messi sul podio. ,,Non soltanto le fanno tali cose, ma anche approvano chi le commette" (Romani 1. 32).

7. In molti Stati, le leggi che vietavano la bestemmia la pornografia l'aborto, I'eutanasia, le pratiche omosessuali, l'abuso di droghe e simili, sono state ammorbidite o addirittura soppresse.

8. Una società che tollera o addirittura promuove pubblicamente azioni che la Sacra Scrittura giudica "peccato" e ,,abominio" agli occhi di Dio, si scava la propria fossa. Diventa matura per il giudizio. ,,La giustizia innalza una nazione, ma il peccato e la vergogna dei popoli" (Proverbi 14, 34).

9. Oggigiorno, molti Stati assomigliano all'impero romano prima del suo crollo: la causa interna del suo degrado fu la decadenza morale.

10. E' soltanto una questione di tempo, finche decadano anche oggi i sistemi di Stato e della società che si mettono contro i comandamenti di Dio.

Il fallimento delle Chiese

11. In questa situazione, le Chiese (quella nazionale, le cantonali e anche le Chiese libere) dovrebbero assumersi, localmente e nel mondo intero, la vocazione di essere ,,luce" e ,,sale" e opporsi a questa evoluzione (Matteo 5,13-16, Romani 12,2; Efesini 5,11).

12. Se non lo faranno, saranno esposte al Giudizio che l'Eterno pronuncia contro le sentinelle infedeli: ,,Quando io dirò all'empio: 'Certo morirai!', se tu non l'avverti, e non parli per avvertire quell'empio di abbandonare la sua via malvagia, e salvargli cosi la vita, quell'empio morirà per la sua iniquità; ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano" (Ezechiele 3, 18).

13. Singole persone e gruppi all'interno delle Chiese oppongono coraggiosamente resistenza allo spirito dei tempi, ma spesso, varie Chiese nel loro insieme in numerosi Stati vengono sempre meno alla loro vocazione, che e quella di predicare il Vangelo e di difendere i comandamenti di Dio.

14. Abbandonata alle ideologie dello spirito dei tempi, una Chiesa perde il suo orientamento.

15. E una Chiesa senza orientamento pero, non può più trasmettere l'orientamento al singolo.

L'abbandono della Sacra Scrittura

16. La mancanza dell'orientamento e iniziata con l'abbandono delle fondamenta dell'intera fede e del discernimento, della Sacra Scrittura.

17. In molte Chiese la Sacra Scrittura esteriormente è ancora in uso, ma spesso è soggetta alla tirannia della ragione autonoma e prepotente, che la scompone criticamente e ne nega la divina e plenaria ispirazione.

18. Con ragione Zinzendorf nella sua preghiera ha detto: ,,Se la tua Parola non dovesse più valere, su cosa si baserebbe allora la fede? Io non tengo ai piaceri di questo mondo, ma solamente a praticare la tua Parola1".

19. Dato che dal punto di vista della Riforma la Chiesa e una "creazione della Parola di Dio" essa cessa di essere chiesa quando abbandona la Parola

20. Se si abbandona la Parola di Dio, non bisogna meravigliarsi delle conseguenze che questo comporta: infatti all'abbandono della Parola di Dio, segue l'abbandono del contenuto della Parola - ciò significa la dissoluzione della dottrina biblica e della secondo l'insegnamento biblico.

La dissoluzione della dottrina biblica di Dio

21. La dissoluzione della dottrina biblica ha inizio con la dissoluzione della comprensione biblica di Dio. In contraddizione con le chiare affermazioni della Sacra Scrittura, molti ,,teologi" negano oppure trasformano la natura divina di Dio e la sua onnipotenza, la sua santità e la sua giustizia, in modo da renderle irriconoscibili.

22. Colui che afferma che i miracoli e le profezie testimoniati dalla Bibbia non si sono realizzati o non si realizzeranno, s'immagina Dio come un principio impotente - parlando metaforicamente: ,,senza braccia, ne gambe". Un ,,dio" del genere però sarebbe un idolo fatto in casa, un dio per filosofi razionalisti, ma non di certo il ,,Dio d'Abramo, il Dio d'lsacco, il Dio di Giacobbe", il Padre di Gesù Cristo (Blaise Pascal2).

La dissoluzione della dottrina biblica di Cristo

23. Se oggi vi sono ,,teologi" che affermano che Gesù Cristo e soltanto un uomo, socialrivoluzionario, predicatore della pace, liberatore o altro, ma non Dio - se dicono pure che, Egli non e nato da una vergine, nemmeno risorto in carne e ossa dal regno dei morti, né asceso in cielo e nemmeno ritornerà in maniera visibile in tutta la sua potenza e magnificenza - se pretendono che la sua morte sulla croce non può redimerci dai peccati, allora bisogna constatare che Ario, noto eresiarca condannato nel IV secolo dopo Cristo, ha insegnato meglio di molti ,,teologi moderni", poiché riteneva almeno Gesù un ,,logo parola soprannaturale" e non soltanto un semplice uomo. Ma tutte le false dottrine racchiudono in sé stesse la tendenza di amplificarsi nel corso dell'evoluzione storica.

24. Contro Ario e molti ,,teologi moderni" va detto: Gesù Cristo non e soltanto un uomo, ne creatura di Dio, ma è invece allo stesso tempo vero uomo e vero Dio, il figlio eterno di Dio, vale a dire: Dio stesso nella seconda persona della sua Trinità. ,,Chi ha il Figliolo, ha la vita; chi non ha il Figliolo di Dio, non ha la vita" (l Giovanni 5,12; cfr. 1 Giovanni 2,22; 4,2 e seg.).

La dissoluzione della dottrina biblica del peccato e della redenzione

25. Laddove la dottrina biblica viene svuotata dal Cristo, la stessa dottrina viene svuotata anche dal peccato e dalla redenzione. Infatti, un Cristo ,,impotente" non ha neanche il potere di liberarci dal peccato, dalla morte e dal diavolo.

26. Di conseguenza, o il peccato viene minimizzato e si nega la validità dei comandamenti di Dio - oppure la redenzione viene posta interamente o in parte nelle mani della persona stessa (autoredenzione o sinergia).

27. La minimizzazione o negazione del peccato nel suo senso biblico oggigiorno si manifesta in varie forme tanto nella società, quanto nella chiesa, come p.e. affermando che l'omosessualità non sarebbe né peccato, né malattia; che la pornografia, l'aborto e l'eutanasia non sono da condannare e che la liberalizzazione delle droghe aiuterebbe a limitare la criminalità. Ma ,,Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che mutano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che mutano l'amaro in dolce e il dolce in amaro!" (Isaia 5,20).

28. L'autoredenzione viene propagandata apertamente o di nascosto, da varie teologie "alla moda", per esempio: da una "teologia femminista" del sangue. che si aspetta la salvezza dalle energie della donna e del suo sangue mestruale, invece che da Gesù Cristo; da una teologia di liberazione e rivoluzione, che spera nell'energia di certi gruppi sociali e nella loro lotta rivoluzionaria, e da una "psico-teologia" che spera nella salvezza grazie all'energia dell'io umano e delle relative tecniche, che dovrebbero servire all'autorealizzazione.

29. Ma, come da sempre, rimane valido il fatto che ,, in nessun altro" che in Gesù Cristo ,,è la salvezza; perché non vi e sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati" (Atti degli apostoli 4. 12).

Le infiltrazioni di spiriti estranei nelle Chiese

30. Più una Chiesa si adatta allo spirito dei tempi, tanto più essa corre il pericolo non soltanto di scacciare lo Spirito di Dio dal proprio mezzo, ma pure di lasciar entrare spiriti estranei da una porta posteriore.

31. Questi spiriti estranei regnano nelle ideologie e nelle religioni di questo mondo (cfr. Efesini 6:12).

32. Se si afferma che gli spiriti estranei sono identici allo spirito di Dio, ciò dimostra il grande oscuramento che regna ai nostri tempi. Poiché, vale: ,,Le carni che i gentili sacrificano, le sacrificano ai demoni e non a Dio." (1 Corinzi 10:20).

33. Allorché, nelle ,,riunioni di preghiera" interreligiose, si rievoca sempre lo ,,spirito di Assisi" (cioè quella ,,preghiera di pace delle religioni", ad Assisi nel 1986), gli organizzatori di queste riunioni dovrebbero prestare attenzione alla ,,parola chiave" data quell'anno alla Cristianità: ,,lo sono il SIGNORE, il tuo Dio, ... Non avere altri dei oltre a me" (Esodo 20:2 e seg.).

La secolarizzazione delle Chiese

34. Tanta gente, e fra essa anche molti politici, da parte delle Chiese si attende una parola chiarificatrice basata sulla Sacra Scrittura.

35. Più una Chiesa vuole ,,adeguarsi ai tempi" e ,,aprirsi al mondo", quanto più essa e in pericolo di dimenticare la Parola vera e propria, quella di cui è debitrice a una popolazione sempre più atea ed insicura.

36. Una Chiesa che si adatta agli spiriti dei tempi e agli slogan della politica di destra o di sinistra, non può più apportare cambiamenti nel mondo, ma viene trascinata dai vortici di quest'ultimo. Essa cade nella secolarizzazione e diventa cosi superflua.

37. La via d'uscita e da ricercare unicamente nel pentimento, ricominciare nuovamente ad ascoltare la parola di Dio, che ci e data sotto forma della Sacra Scrittura, e proclamarla al mondo in parole e azioni.

Il comportamento dei credenti di fronte al giudizio attuale

38. Che al giorno d'oggi a molte Chiese manca la forza e la chiarezza sull'insegnamento radicato nella Bibbia e quello della manifestazione di vita è già giudizio di Dio (1 Pietro 4:17) e l'effetto dell'apostasia dalla fede salvifica degli ultimi tempi (Matteo 24:12; 2Tessalonicesi 2:3).

39. Una Chiesa che si trasformi in misura crescente in una meretrice, si conforma sempre più al mondo, mescoli idoli pagani con il Dio della Bibbia, aspiri al denaro, al potere e al riconoscimento da parte del mondo, disprezza i comandamenti di Dio e la salvezza mediante Gesù Cristo e mette sempre più in situazioni penose i veri credenti (Apocalisse 17 e seg.).

40. Malgrado tutto ciò, i credenti sono invitati a continuare ad aver fede, ad amare e a sperare, nonché a pregare per i loro calunniatori e persecutori, affinché anche questi si pentano (Matteo 5, 44).

41. Innanzitutto, pero, i credenti sono chiamati a rimanere fedeli al Signore e Salvatore Gesù Cristo, resistere ad ogni spirito di confusione e di conformità al mondo, e incitare il maggior numero possibile di persone a seguire Gesù Cristo. "Andate, dunque, e ammaestrate tutti i popoli" (Matteo28:19).

Attenersi alla vocazione missionaria

42. La missione opera parallelamente alla seduzione e avrà fine soltanto quando Gesù ritornerà in tutta la sua gloria e magnificenza (Matteo 24:14). La missione (nel senso di conversione di non credenti a Gesù Cristo) è la risposta positiva dei credenti alle numerose tentazioni.

43. La missione e il soffio di vita della Chiesa. Senza la missione, la chiesa muore. Esiste soltanto l'alternativa: ,,Missione o morte" (Otto Riecker3).

44. Se una Chiesa nel suo intero non vuole o non può più assumere l'incarico missionario, i singoli credenti sono chiamati a compiere questo servizio fondando o appoggiando opere missionarie fedeli alla Bibbia.

45. Grazie al servizio delle opere missionarie fedeli alla Bibbia, possono sorgere nuove comunità e Chiese, che eventualmente possono sostituire le chiese che hanno rinnegato la fede cristiana.

La questione dell'abbandono della Chiesa da parte dei propri membri

46. Il singolo credente è chiamato ad esaminare egli stesso per mezzo della Sacra Scrittura, fino a che punto la sua comunità e Chiesa e basata o meno sul fondamento della Parola di Dio.

47. Dove il credente constata deviazioni e abusi, e tenuto a denunciarli pubblicamente nella sua Chiesa. Trattandosi di abusi gravi, che non cessano nemmeno dopo ripetute proteste, non gli rimane altro che il sopportare o l'abbandonare la Chiesa. Fin tanto che e possibile, pero, egli non dovrebbe lasciare la Chiesa, ma bensì "imporsi".

48. Tuttavia, gli abusi possono assumere dimensioni tali, che per un credente per ragioni di coscienza e ubbidienza nei confronti di Gesù Cristo diventa inevitabile l'abbandono della Chiesa - questo nel caso che una Chiesa stessa nel suo intero delibera leggi che approvano e rendono impegnativi false dottrine e peccati.

49. Se il credente esce da una Chiesa che nei suoi principi e nella sua concezione di esistenza si e allontanata molto dalla Sacra Scrittura, allora può star certo che egli non esce dalla Chiesa di Gesù Cristo, ma lascia soltanto un'istituzione che ingiustificatamente si chiama ancora ,,Chiesa".

50. La vera Chiesa (la comunità di Gesù Cristo), neanche essa perfetta, ma i cui membri si impegnano a vivere con la forza di Cristo e secondo gli insegnamenti della Sacra Scrittura, continua a vivere al di fuori di questa istituzione e trova nuove forme di formazione della comunità. Soltanto ad essa si indirizza la Parola: ,,Le porte dell'inferno non la potranno vincere" (Matteo 16:18).

Le basi di una riforma della Chiesa

51. Indifferentemente dalla Chiesa a cui appartiene un credente ogni Chiesa ha bisogno di una riforma nel senso di un rinnovamento spirituale. Questo può iniziare sempre e soltanto dal singolo: mediante il riconoscimento della propria colpa e incapacità, e dall'esclusiva fiducia nella grazia e forza di Gesù Cristo.

52. Solo Gesù Cristo dev'essere il Signore: non ne devono essere altri, nemmeno fondatori di religioni o ideologi.

53. Unicamente la parola di Dio, scritta nella Bibbia, deve valere; nessun'altra parola, fonte di rivelazione e ideologia.

54. Siamo salvati unicamente mediante la grazia e attraverso la fede, non tramite tecniche di autosalvezza, concetti di reincarnazione, e empi tentativi che cercano di rimpiazzare il futuro regno dei cieli con un nuovo ordine mondiale di pace istituito attraverso la potenza degli uomini.

55. "Gesù Cristo, come descritto nella Sacra Scrittura, e la sola Parola di Dio che dobbiamo ascoltare, nella quale dobbiamo avere fiducia in vita e in morte e alla quale dobbiamo ubbidire. Rigettiamo la falsa dottrina, secondo la quale la Chiesa accanto all'unica Parola di Dio, potrebbe e dovrebbe riconoscere, come fonte di predicazione, ancora altri eventi e potenze, figure e verità come rivelazioni di Dio".

Vera e falsa unità

56. La vera riforma nel senso di un rinnovamento spirituale, attraverso il pentimento e il cambiamento di vita di molti singoli, conduce a una nuova comunione nello spirito - dapprima invisibile, ma poi vieppiù visibile.

57. Lo smembramento dei credenti, di diversi gruppi e gruppuscoli, che spesso si combattono fra loro è disubbidienza nei confronti di Dio, una vergogna davanti al mondo e la paralisi della missione (cfr. Giovanni 17:20 e seg.). Se i credenti tengono presente il significato centrale del Vangelo, la giustificazione del peccatore unicamente per grazia, e se scoprono la loro unita nei punti essenziali, esso non deve costituire tuttavia un ostacolo insuperabile: ,,L'unita nelle cose essenziali, la libertà nelle cose secondarie e sopra ogni cosa l'amore."

58. L'unita dei credenti, risultante grazie alla Parola di Dio e al pentimento, non è e non può essere un'unita a spese della verità biblica, ma bensì l'unita nella verità di Cristo (Giovanni 14:6; 11, 17; Efesini 2;14).

59. La vera unita comprende soltanto coloro che credono in Gesù Cristo, che ritengono la sua Parola verità, che sono nel mondo ma non del mondo e per questo sono odiati dal mondo (Giovanni 17). La falsa unita invece comprende l'intera umanità, ,,si prostituisce" con tutte le possibili ideologie e religioni, e con costrizione, terrore ed infine violenza perseguita coloro che rimangono fedeli a Gesù Cristo unico Signore, Redentore e Principe di pace (Apocalisse 13 e 17 e seg.).

60. Dio dona la vera unita mediante l'opera missionaria e l'evangelizzazione di tutti i popoli, per mezzo del chiaro appello a ricevere la fede salvatrice e all'affidare la propria vita a Gesù Cristo (Matteo 28:1820; Giovanni 17, 6 e seg.). La falsa unita invece, evita questo appello alla conversione mettendo in primo piano i problemi politici e i tentativi di autosalvezza di un'umanità che si considera autonoma - un'umanità senza Dio, che non ha accolto ,,l'amore della verità per essere salvata" e che trova il proprio apice nell'Anticristo, che si ,,pone a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio" (2Tessalonicesi 2:4.10).

61. La vera unità non tollera false dottrine (Galati 1:6-10; 2Giovanni 9-11; Giuda 3 e seg.). La falsa unità invece, tollera le false dottrine e le promuove addirittura a causa della mescolanza delle ideologie e delle religioni.

Il rinnovamento della teologia

62. Per una riforma nel senso di un rinnovamento spirituale, è necessario un rinnovamento della teologia.

63. Un rinnovamento della teologia e possibile soltanto se, nella formazione teologica la Bibbia viene nuovamente presa sul serio come la Parola di Dio e se la ragione umana si sottomette ad essa con rispetto e timore.

64. Un'istruzione fedele alla Bibbia - vale a dire: la fondazione di istituti di formazione riconosciuti fedeli alla Bibbia (scuole, scuole bibliche, case di studio, accademie e scuole superiori) - è quindi irrinunciabile.

Lo pratica della disciplina nella chiesa

65. Molti inconvenienti nella teologia e nella Chiesa sono causati dalla soppressione della pratica della disciplina nella chiesa.

66. La pratica nella chiesa comprende la punizione o anche l'esclusione delle persone che pubblicamente introducono nella comunità dottrine e abitudini di vita non conformi alla Bibbia (1 Corinzi 5;2: 2Giovanni 9-11).

67. Per essere efficace la pratica della disciplina nella chiesa deve raggiungere tutti i livelli della conduzione della Chiesa e non può neanche fermarsi dinanzi al concistori, ai membri del sinodo ed ai conduttori della Chiesa, nei casi in cui essi diffondono o sostengono la seduzione.

68. Poiché ,,un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta" (1 Corinzi 5:6) - questo vale tanto più, se questo ,,lievito" designa delle persone che occupano una posizione influente.

La missione del singoli credenti

69. Ogni singolo credente e chiamato a praticare il ,,reale sacerdozio" (cfr. 1 Pietro 2:9), ciò significa prendere a cuore il proprio mandato di Cristiano mettendo alla prova la dottrina e la vita alla luce della Sacra Scrittura.

70. Ciò comprende pure il compito di opporsi allo spirito dei tempi e di non tacere di fronte a sviluppi contrari alla Bibbia. Noi combattiamo ,,non con la violenza, ma con la parola" (Martin Lutero)

71. Ogni singolo credente e invitato a rimanere quotidianamente in comunione con Dio tramite la lettura della Bibbia e la preghiera, e lasciarsi donare ristoro e correzione.

72. E' chiamato ad annunziare il messaggio di Gesù Cristo come ce lo trasmette la Bibbia, senza limitazioni tagli o aggiunte.

73. E' chiamato a prendere seriamente la Bibbia pure nelle sue affermazioni etiche e contrarie allo spirito dei tempi e a vivere secondo i suoi insegnamenti.

74. E' chiamato ad impegnarsi per l'edificazione di una chiesa missionaria risvegliata, come pure a collaborare in una di esse.

75. E' chiamato a sostenere i collaboratori della Chiesa, p.e. pastori, che, per via della loro predicazione del risveglio fedele alla Bibbia, hanno problemi con la direzione della Chiesa e vengono sospesi o mandati via da essa.

76. E' chiamato a rifiutare d'appoggiare collette o imposizioni fiscali destinate a scopi contrari al Vangelo.

77. E' chiamato a collaborare o a sostenere opere, manifestazioni, scuole, accademie, servizi stampa, stazioni radio, ecc. fedeli alla Bibbia.

La vocazione delle Chiese

78. Le Chiese sono chiamate ad orientarsi esclusivamente alla Bibbia come Parola di Dio e a rifiutare ogni dottrina contraria a quella biblica, in modo da poter dare l'orientamento al singolo e alla società.

79. Sono chiamate ad accordare più spazio, di quanto e stato concesso finora in molti luoghi, all'edificazione delle comunità missionarie.

80. Sono chiamate ad incoraggiare i collaboratori, p.e. pastori, fedeli alla Bibbia e alla confessione, a rispettare l'esercizio della loro fede e ad estendere il loro campo d'azione, senza opprimerli attraverso sanzioni e l'esclusione.

81. Sono chiamate a non effettuare collette obbligatorie a favore di manifestazioni non approvate dalla coscienza dei Cristiani fedeli alla Bibbia.

82. Sono chiamate ad esprimersi chiaramente in merito a questioni etiche, come il matrimonio, la famiglia, l'aborto, I'eutanasia e l'omosessualità, e ciò in accordo e non in contraddizione con la Sacra Scrittura.

La missione dello Stato e della società

83. Lo stato non è identico alla Chiesa (cfr. Giovanni 18:36) tuttavia, può essergli utile e di benedizione, se si attiene a fondamentali principi biblici, i quali in fondo dovrebbero essergli trasmessi dalle Chiese (ciò che avviene sempre meno in numerosi Stati).

84. Questi fondamentali principi biblici si trovano essenzialmente nei Dieci Comandamenti (Esodo 20, 2-17).

85. Se questi principi non vengono più presi sul serio, allora s'instaureranno caos e anarchia.

86. Combattendo apertamente o di nascosto i fondamentali criteri divini contenuti nei Dieci Comandamenti, molti gruppi e partiti di numerosi Stati favoriscono il caos e l'anarchia.

87. La Sacra Scrittura definisce questa gente con le parole seguenti: ,,Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senza affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerari, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi le torme della pietà ma avendone rinnegato la potenza.... cariche di peccati, agitate da varie cupidigie, che imparano sempre e non possono mai pervenire alla conoscenza della verità" (2Timoteo 3:1-7).

88. In molti Stati, questi uomini siedono già alle leve di comando del potere o comunque aspirano di arrivarci. Essi sono i predecessori dell'"uomo del peccato" di cui parla 2 Tessalonicesi 2:3 e ricevono sempre più influenza nella politica, nella giurisprudenza, nei media nelle scuole e nelle chiese.

89. Politici, giuristi, giornalisti, insegnanti e uomini di chiesa, nonché uomini e donne di tutte le professioni, sono chiamati ad opporsi a questa ,,marcia attraverso le istituzioni", a queste infiltrazioni, per mezzo della preghiera e del lavoro nel senso biblico cristiano.

Previsioni

90. Le evoluzioni attualmente in corso nelle Chiese e nella società sono predette nella Sacra Scrittura.

91. Esse caratterizzano l'epoca in cui apparirà l'Anticristo satanico, dominatore del mondo.

92. Ma Gesù Cristo tornare in tutta la sua potenza e gran gloria per annientare l',,uomo del peccato" (2 Tessalonicesi 2:8).

93. Dato però che non sappiamo quando Cristo ritornerà, dobbiamo "agire finché è giorno".

94. Noi operiamo per Gesù Cristo e per l'edificazione della sua Chiesa come segno di gratitudine per essersi sacrificato al posto nostro sulla croce e per amore verso di Lui - nella certezza, che a Lui appartiene la vittoria.

95. ,,Tuttavia, il solido fondamento di Dio rimane fermo e porta questo sigillo: ,,Il SIGNORE conosce quelli che sono suoi", e: ,"Ritraggasi dall'iniquità chiunque nomina il nome del SIGNORE". (2Timoteo 2:19). Amen.

Note

1. Nicolas Louis Zinzendorf: fu fondatore di un grande movimento missionario in Germania nel XVIII secolo.

2. Blaise Pascal: frammento di "Pensieri" ritrovato nel suo mantello dopo la sua morte.

3. Otto Riecker: fondatore della Scuola Biblica di Adelshofen (Germania) e autore di numerosi libri sulle missioni.".

Io trovo questo articolo molto interessante. Questo articolo è un documento con cui le Chiese protestanti tedesche hanno celebrato il 450° anniversario della morte di Martin Luther.
Questo documento è una sorta di edizione delle "Nuove 95 Tesi".
Ora, faccio qualche mia considerazione.
Il protestantesimo soffre nella situazione attuale.
Questo avviene perché in questa confessione religiosa vi è una vera e propria "arma a doppio taglio".
L'"arma a doppio taglio" è il fatto che il protestantesimo ammetta la possibilità di leggere ed interpretare la Bibbia individualmente.
Da un lato, ciò è positivo.
Infatti, leggere le Scritture è utile e dà una maggiore responsabilità al fedele.
Dall'altro lato, invece, ciò può essere un limite perché leggere ed interpretare le Scritture a livello individuale rischia di portare ad interpretazioni arbitrarie e personali delle stesse, con la nascita di settarismi e scontri di vario genere.
L'avevano capito anche i luterani del XVI secolo che dovettero prendere dei provvedimenti.
Infatti, oltre alle guerre che c'erano tra i luterani ed i cattolici, da un lato, ed i protestanti radicali (come gli anabattisti) dall'altro, c'erano anche delle differenze tra loro stessi. I luterani tedeschi avevano un'ortodossia più rigida mentre quelli della Scandinavia erano più moderati e, ad esempio, mantennero la struttura ecclesiastica episcopale, l'uso di paramenti sacri durante le liturgie, l'uso dei ceri nelle chiese a cui non vennero tolte le immagini sacre.
Nel 1580, le Chiese luterane tedesche e scandinave firmarono la "Formula di Concordia" .
Oggi, la questione è un'altra.
Nel protestantesimo si è fatta strada una corrente di pensiero in cui pratiche come l'aborto, l'eutanasia, il matrimonio gay ed altre simili riconosciute come compatibili con la tradizione cristiana e le scritture perché segno di libertà del cristiano.
Ora, la realtà è ben diversa poiché la libertà del cristiano è tale se vi sono la carità e la responsabilità.
Non è un'opera di carità (né di responsabilità) fare morire una persona perché soffre.
Non è un'opera di carità (né di responsabilità) fare abortire una donna.
Non è un'opera di carità (né di responsabilità) fare sposare una coppia omosessuale.
Leggete la Bibbia. Su certe cose non c'è molto spazio per le interpretazioni.
Ciò non è libertà. E' solo egoismo e calcolo politico.
Ora, vale detto "Se Sparta piange, Atene non ride".
Un discorso analogo vale anche per noi cattolici.
Purtroppo, anche nella nostra Chiesa si sono infiltrati certi personaggi che puntano a stravolgere la nostra dottrina.
Certo, nel nostro caso è più difficile perché noi abbiamo una Chiesa che interpreta le Scritture.
Però, c'è chi ci sta riuscendo e lo fa con il classico "stratagemma della rana bollita".
Infatti, se una rana viene messa in una pentola di acqua bollente, questa salta e scappa.
Se, invece, la rana viene messa in una pentola di acqua fredda e poi viene messa sul fuoco, questa muore, poiché resta nell'acqua e non fa in tempo ad accorgersi del calore che fa bollire l'acqua.
Così stanno facendo certi esponenti del mondo cattolico.
Vogliono fare passare le idee che ho prima citato come "compatibili con il cattolicesimo".
Spesso lo fanno appellandosi al Concilio Vaticano II.
Ciò fa sì che certe idee si facciano strada.
Cito, ad esempio, il ben noto prete che ha fatto cantare "Bella ciao" in chiesa.
Se l'avesse fatto il mio parroco, io mi sarei messo a protestare e mi sarei rivolto a tutte le sedi opportune e penso che avrei avuto seguito.
Qui c'è il rischio che nasca una "Chiesa senza Cristo", una Chiesa che sembra più un partito politico che non quella comunità che volle Cristo.
Dobbiamo essere vigilanti.
Cordiali saluti.





IL VALORE DEL CULTO MARIANO




Cari amici ed amiche.

Il culto a Maria è molto importante.
Ascoltate questo bellissimo canto dei Cavalieri dell'Ordine Templare . E' il canto del "Salve Regina".
Ringrazio l'amico Tommaso Tartaglione che ha messo questo video (preso da Youtube) su Facebook.
Maria è una figura molto molto importante per la tradizione cristiana. Lei è la figura che unisce la Vecchia Alleanza (il Vecchio Testamento) con quello nuovo.
Purtroppo, c'è chi vorrebbe ridurre il culto di Maria.
E' il caso di quanto sta succedendo a Torino, nella chiesa del Sacro Cuore di Maria.
Qui, infatti, vogliono fare dei restauri che rischiano di stravolgere lo stesso luogo di culto, un luogo di grande devozione.
E' stata fatta una petizione, per fare sì che ciò non avvenga.
Spero che la firmiate in tanti.
Il suo link è http://www.firmiamo.it/salviamo-il-sacro-cuore-di-maria-a-torino.
A questo, vorrei aggiungere un mio personale appello.
Qui nel Mantovano, nel paese di Susano, una frazione del Comune di Castel d'Ario, manca la chiesa.
O meglio, la chiesa ci sarebbe ma è sconsacrata.
Ne ho parlato nell'articolo intitolato "Castel d'Ario, riconsacriamo la chiesa di Susano!".
Quella chiesa era dedicata a Maria.
Io avrei un'idea per potere fare in modo che si possa tornare dire Messa in quella chiesa.
Nel Mantovano, non ci sono chiese anglicane.
Infatti, a Mantova (e nella Provincia) ci sono le chiese ortodosse (per via degli immigrati dell'Europa dell'Est), ci sono varie chiese evangeliche (tra cui quella valdese in Via Trieste a Mantova) e la Sala del Regno dei Testimoni di Geova.
Non ci sono chiese anglicane.
Eppure, a Mantova vengono in visita inglesi ed americani, come turisti.
Molti di loro sono anglicani.
Mantova e la sua provincia sono ricchi di tesori d'arte che il mondo ci invidia.
La chiesa di Susano potrebbe essere affidata agli anglicani che avrebbero così un luogo di culto nel Mantovano.
Successivamente, si potrebbe fare un accordo con gli anglicani, per fare in modo che, in determinate festività religiose (come quelle mariane), anche i cattolici possano celebrare il culto nella stessa chiesa, in orari distinti.
Tenete conto di una cosa. Susano si trova sulla ex SS 10, la ex Strada Statale "Padana Inferiore", che mette in comunicazione Mantova con Padova, attraverso Castel 'Ario e Legnago.
Quindi, i turisti inglesi ed americani (che professano fede anglicana) non avrebbero una chiesa fuori mano rispetto alla città virgiliana.
Inoltre, Susano ha dei ristoranti. Cito "Il Conventino" (che si trova vicino alla chiesa) e "Vecchia Susano".
Questi ristoranti avrebbero più clienti e lo stesso paese avrebbe una nuova vita.
Inoltre, si potrebbe dare agli anglicani anche una parte del convento per farne un centro culturale.
Sarebbe il primo, qui nella nostra provincia.
Inoltre, anche i cattolici potrebbero usare la chiesa, in orari concordati con gli anglicani e in determinate occasioni, come le feste mariane, un po' come accade nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Tripoli, in Libia.
Io sono disponibile a confrontarmi con chi di dovere.
Cordiali saluti.

martedì 20 dicembre 2011

SUICIDI, IL LATO DRAMMATICO DELLA CRISI



Cari amici ed amiche.

Leggete questo toccante articolo de "Il Giornale del Sud" che è intitolato "Quando la crisi porta alla morte, tutti pazzi per lo Stato".
Purtroppo, tra i suoi tanti lati drammatici, questa crisi ne ha uno ancora più drammatico.
L'articolo in questione parla del suicidio di un imprenditore veneto, Giovanni Schiavon.
Schiavon, 59 anni, era titolare dell'azienda "Eurostrade 90" e risiedeva a Vigonza, un paese in Provincia di Padova.
La sua azienda era entrata in crisi ed i suoi conti non quadravano.
Il dramma l'ha portato al suicidio con un colpo di pistola.
Purtroppo, il caso di Schiavon non è l'unico.
Ci sono stati altri suicidi e tanti imprenditori come lui sono in gravi difficoltà.
Queste difficoltà, però, colpiscono tutti.
Colpiscono gli imprenditori, che non sono più capaci di fare lavorare la gente, colpiscono il mercato che si impoverisce e colpiscono anche i giovani, che (come me) cercano lavoro.
Ad esempio, ho fatto tante domande di lavoro nella zona di Castel d'Ario, Villimpenta e non solo.
Molti imprenditori mi hanno risposto dicendo: "Siamo in difficoltà e non possiamo assicurarti il posto di lavoro".
Bisogna capire il perché di questo meccanismo perverso.
Il perché sta nel "sistema Italia" che è esploso.
In Italia non si riesce a fare una seria politica del mercato del lavoro (poiché subito scatta la protesta dei sindacati) e vi sono una burocrazia asfissiante ed un fisco pesante.
Quindi, vi sono un costo del lavoro altissimo, tasse a non finire, una burocrazia che serve più a mantenere una pletora di impiegati pubblici (spesso favoriti da certi politici) ed una scarsa libertà d'impresa, anche a causa della rigidità della Costituzione e del sistema stesso.
Non è un caso se cito come esempi Gordon Ramsay e Steve Jobs.
Quest'ultimo aveva incominciato a costruire il suo impero lavorando in un garage.
Se fosse vissuto in Italia, la Guardia di Finanza sarebbe venuta da lui e l'avrebbe stroncato.
Quanto a Ramsay, se si fosse trovato di fronte alla burocrazia come quella italiana, non avrebbe aperto il suo primo ristorante a Chelsea (Londra) nel 1993.
Chi (dopo tante vicissitudini) riesce ad aprire un'azienda qui in Italia è costretto a fare una "corsa ad ostacoli" tra tasse (come l'ICI, l'IVA, l'IRPEF e l'IRAP), questioni burocratiche e quant'altro.
Quando l'imprenditore non ce la fa più, ecco che entra in scena la banca, a cui egli si rivolge.
La banca vuole delle garanzie e se l'imprenditore non le fornisce ecco che ci sono i problemi.
Il fallimento è dietro l'angolo.
Forse, per questo motivo, il fallimento di un'impresa viene visto come il fallimento di un uomo, l'imprenditore.
Quest'ultimo, infatti, non vede nella sua impresa solo qualcosa da lasciare ai suoi posteri, i suoi figli in primis, ma un traguardo raggiunto, dopo le tante difficoltà che ho citato.
Il fallimento dell'azienda diventa per lui il fallimento personale e questo rischia di portarlo all'autodistruzione, il suicidio.
Per questo, urgono delle serie riforme.
Casi simili non devono più ripetersi.
Non devono più esserci vedove, vedovi, genitori e figli che piangono per il proprio caro (o la propria cara) che ha deciso di togliersi la vita!
Inoltre, va notato che non vi sono solo gli imprenditori che si suicidano ma anche persone comuni che non riescono a trovare a lavoro o che sono in difficoltà e che meditano atti estremi.
Stamattina, su "Canale Italia", ho sentito il talk show che era presentato da Vito Monaco. A questo talk show partecipano ospitti di vario tipo (spesso politici) e telefonano varie persone da casa. Tra gli ascoltatori che da casa hanno telefonato ve n'è stato uno che ha lanciato un messaggio inquietante.
Un certo Pasquale di Bari ha raccontato la sua drammatica storia e, ad un certo punto, ha affermato che se non dovesse più farcela, lui andrebbe a Roma e farebbe il kamikaze.
Quando ho sentito una cosa del genere sono rimasto inquieto.
Questa crisi sta avendo dei gravi effetti anche a livello psicologico.
Qualcuno di "coloro che stanno a Roma" non hanno ancora capito la gravità della situazione.
Per questo, giudico negativa la manovra di Monti, una manovra fondata solo sulle tasse.
Cordiali saluti.

ADDIO PRESIDENTE HAVEL!

Cari amici ed amiche.

Due giorni fa si è spento l'ex-presidente della Repubblica Ceca Vaclav Havel.
Questi fu l'ultimo presidente di quella Cecoslovacchia che si era appena liberata dal comunismo (1989-1992) ed il primo presidente della Repubblica Ceca (1993-2003).
Quest'uomo subì ogni tipo di persecuzione e visse pienamente la politica del suo Paese, dall'accusa di filo-nazismo alla sua partecipazione alla partecipazione al movimento Charta 77, fino alla Rivoluzione di Velluto del 1989, rivoluzione che lo portò alla presidenza.
Furono uomini come lui, come Jan Palach e come tanti altri a provocare la fine di quel mostro chiamato comunismo, quel mostro che tra gli anni '60 e gli anni '70 del secolo mandò a Praga i carri armati.
Furono i grandi uomini come lui, uomini di grande fede in Dio, a mettere fine a quel mostro.
Di questo i cechi devono ricordarsi.
Devono ricordarsi di questo scrittore che divenne uno dei più importanti personaggi della storia.
Vi invito a leggere questo articolo intitolato "Havel, il rivoluzionario di velluto" del blog "Ostpolitik".
Quel brano riporta queste parole che Havel scrisse a sua moglie Olga mentre era in prigione e che recitano: "L'uomo non è semplicemente un'entità tra le altre entità, il suo stesso essere è sostanzialmente diverso da tutto quello che esiste al di fuori di lui".
Queste parole devono essere un monito contro chi pensa di imporre l'uguaglianza con la forza.
Se Dio ci ha fatti gli uni diversi dagli altri...perché e con quale autorità certi uomini si oppongono?
L'uomo non è superiore a Dio.
Cordiali saluti.

RADIO RADICALE, CHE IPOCRISIA!

Cari amici ed amiche.

Sul blog "Messainlatino.it" compare questo articolo intitolato "Radio Radicale attacca la Chiesa ed i cristiani, ma poi riceve aiuto dai rappresentanti del mondo cattolico" che recita:

"E' bene, ogni tanto, dire le cose come stanno. Perché ci sono momenti in cui, a mio avviso, la misura è colma. In questi giorni radio radicale torna all'attacco, per incassare i suoi soliti 10 milioni di euro. Crisi economica o meno, chissenefrega, 10 milioni di euro (all'anno, per 3 anni) sono e i radicali, quelli che si battono contro il finanziamento pubblico ai partiti (degli altri), li vogliono tutti: certo non saranno loro a preoccuparsi per i tagli che colpiscono, per esempio, le famiglie. Nessuno di loro ne ha una, e il loro unico impegno, si sa, è per distruggerne il più possibile. Ebbene, si diceva, 10 milioni di euro! Per averli Pannella e Bonino sono andati a bussare a tutte le porte. E come sempre, le hanno trovate tutte aperte, a destra come a sinistra. E' sempre successo così. Alla fine i radicali hanno pochissimi voti, ma uomini dovunque: radicali veri; ex radicali ancora affezionati alla casa madre; radicali sotto mentite spoglie, come Della Vedova; radicali in prestito, come Daniele Capezzone... L'elenco di queste personaggi sarebbe troppo lungo, poco meno dell'elenco incredibile di quelli che hanno prontamente firmato, come sempre, l'appello in favore della radio stessa. Tra i firmatari, come ha denunciato Danilo Quinto sulla sempre più bella e coraggiosa Bussolaquotidiana, molti "cattolici". Cattolici dei miei stivali, verrebbe da dire, al cattolico rozzo e reazionario che scrive. Cattolici che ritengono essenziale che lo Stato versi milioni di euro all'uomo, Marco Pannella, che ha rovinato il paese con i suoi referendum nichilisti; alla radio che da anni e anni di batte per: aborto; divorzio; divorzio breve; "rientro dolce" dell'umanità da 6 a 2 miliardi; droga libera; eutanasia; tentativi di incriminare Benedetto XVI per pedofilia; manipolazione genetica; eliminazione seriale degli embrioni per scopi curativi; clonazione... Li volete, questi nomi? Da Pierluigi Castagnetti a Giuseppe Fioroni, da Gianfranco Rotondi a Savino Pezzotta...(http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-i-soldi-di-pannella-2508.htm). E oltre a costoro: la focolarina Maria Letizia De Torre, Dario Franceschini, la prodiana Marina Magistrelli, Eugenia Roccella, Bruno Tabacci... Se avete letto bene i nomi, forse ne avrete notati in particolare due: Eugenia Roccella e Savino Pezzotta. Qualcuno ricorderà bene: i portavoce del Family Day del 2007! Coloro che accettarono senza indugi di rappresentare oltre un milione di cattolici che manifestavano per la famiglia, contro le politiche radicali della sinistra. Queste stesse persone, che ora sostengono Pannella, Bonino e radio radicale, hanno costruito la loro carriera politica anche sul Family Day (grazie al quale sono stati in tv per lunghi mesi e dopo il quale sono entrati in Parlamento). Due parole, in particolare, sull'ex radicale Eugenia Roccella, visto che delle piroette dei democristiani non si stupisce più nessuno. Roccella, dicevo: persona squisita, intelligente, simpatica, lo dico davvero, che però ha il vizietto, per me, di essere ancora pro divorzio e pro aborto. Di essere una fan della legge 194, quella in nome di cui il Tar del Piemonte esclude i volontari pro vita persino dai consultori. Si può, con questo vizietto, rappresentare il mondo cattolico? Eppure Roccella, causa la sua nobile battaglia contro la Ru 486, è diventata improvvisamente editorialista di Avvenire, opinionista dell'Osservatore Romano, portavoce del Family Day, e, quando si volle fare una nomina "cattolica" al ministero strategico della Salute, sottosegretario! Una enfant prodige dietro cui si è mosso, a quanto sembra, l'astuto cardinal Ruini. Ma sono troppo astute, certe tattiche: si scelgono persone a modino, che non urtino la sensibilità laicista, che abbiano ancora gli "amici giusti" e un pedigree presentabile (Roccella è stata una delle principali artefici della legge 194 negli anni Settanta)... peccato che poi ci si debba accorgere di aver portato al governo chi delle idee cattoliche non si fa difensore, né a parole, né coi fatti. Ma così è. Che ci tocchi sentire, un giorno, che una parte dell'8 per mille va data ai radicali e alla loro radio, perché si battono contro la fame nel mondo (incentivando l'eliminazione dei bambini)? Se questi sono i cattolici, può anche succedere...".

Ringrazio l'amico Angelo Fazio che su Facebook ha portato alla mia attenzione questo articolo.
Io trovo che qui ci sia una grande ipocrisia, da una parte e dall'altra.
Infatti, da una parte, il Partito Radicale è sempre stato contro la Chiesa e ha sempre avuto idee intrinsecamente ed estrinsecamente anticlericali.
La sua ipocrisia sta nel farsi aiutare dai cattolici.
Un anticlericale non ha nulla a che fare con i cattolici e con "chi porta la tonaca".
Un antriclericale non può dire: "Sono anticlericale ma mi faccio aiutare dai cattolici e dai preti".
Per contro, sono ipocriti anche molti (non tutti, poiché alcuni di loro lo fanno in buona fede) i cattolici che aiutano Radio Radicale, un'emittente radio che attacca sistematicamente la Chiesa ed inneggia all'aborto e all'eutanasia, cosa che fa il suo partito di riferimento, il Partito Radicale.
Poiché credo nella buona fede, non faccio processi contro nessuno ma essere cattolici significa essere contro il divorzio, l'eutanasia, il matrimonio gay, la legalizzazione della droga e l'aborto e credo che significhi anche non rafforzare chi sostiene queste idee.
Cordiali saluti.

DUE PESI DUE MISURE - COME SEMPRE-COMMENTO ALLA NOTA DI GIANLUCA IANNONE


Cari amici ed amiche.

L'amico Marco Stella mi ha inoltrato questa nota di Gianluca Iannone che recita:

"SCIOGLIERANNO IL PD?

Per istigazione alla mafia e allo stupro seriale

‘’No alla mafia e agli stupratori seriali: sciogliere il Pd’’. Questa la proposta del leader di CasaPound Italia

Gianluca Iannone in risposta alle ripetute richieste del Partito democratico di ‘mettere al bando’ Cpi dopo la tragedia di Firenze.

‘’Tutti ricordano la storia di Luca Bianchini, il dirigente di un circolo del Pd di Roma che è stato arrestato con l’accusa di essere uno stupratore seriale. Pochi giorni fa, inoltre, il sindaco antimafia di Campobello Messina eletto con l’appoggio del partito democratico è finito in manette come fiancheggiatore di Matteo Messina Danaro, lanprimula rossa di Cosa Nostra. In entrambi i casi – sottolinea Iannone - stiamo parlando di un rapporto molto più ‘solido’ di quello che legava Casseri a Cpi, eppure nessuno si è sognato di chiedere lo scioglimento del partito di Pierluigi Bersani’’.

‘’E’ vero - evidenzia Iannone -, il Pd non ha mai espressamente appoggiato la mafia o gli stupratori, così come CasaPound non si è mai espressa a favore della xenofobia, non è mai stata accusata di un’aggressione anche solo verbale a uno straniero, né è stata mai implicata in processi che abbiamo a che vedere con la discriminazione

razziale. A chi vuole far chiudere CasaPound però questo non interessa: dice che l’humus razzista è comprovato dall’azione di Casseri e che l’azione di Casseri prova che c’è un humus razzista. E allora, applicando al Pd la stessa logica ‘rigorosa’ usata per Cpi, noi diciamo che se ci sono i frutti, ci deve essere anche l’humus, il terreno fertile che quei frutti ha dato: il ‘brodo di coltura’ del Pd’’.

Nota di Gianluca Iannone – fone noreporter.org".


Chiarisco subito una cosa.
Io non sono un simpatizzante di CasaPound né di partiti fascisti propriamente detti ma ritengo che qui ci sia un problema.
Effettivamente, c'è il classico "doppiopesismo culturale".
Si parla tanto dei crimini perpetrati da nazisti e fascisti e, per carità di Dio, bisogna parlarne, visto che quei tristi eventi ci furono e furono un esempio di bassezza umana, il peggio del peggio.
Ricordo che Adolf Hitler fece morire più di 6.000.000 di persone.
Però, ancora oggi, non si riesce a parlare dei crimini perpetrati dai comunisti senza incorrere nel rischio di insulti, minacce e quant'altro.
Questo è inaccettabile com'è inaccettabile il fatto che la "cultura ufficiale" non parli dei crimini perpetrati da Stalin, Mao Tse Tung, Ceausescu, Fidel Castro, Tito, Pol Pot e Ho Chi Minh e ghettizzi chi cerca di farlo.
Lo sapete che Stalin uccise più di 12.000.000 di persone.
E' una grave mancanza di rispetto verso le vittime di questi personaggi la cui ideologia criminale non dovrebbe avere alcuna cittadinanza in Paese civile.
Evidentemente, l'Italia non è ancora un Paese civile e non lo sarà mai finché ci saranno coloro che omettono certe verità e finché coloro che inneggiano ai personaggi e all'ideologia che ho citato continueranno ad avere voce in capitolo nell'elite culturale, come in larghi strati della politica.
Mi sono stancato di passare per "antidemocratico" per il semplice fatto di non accettare il comunismo.
Cordiali saluti.



lunedì 19 dicembre 2011

STORIA DELLA LINGUA SICILIANA

Cari amici ed amiche.

Vi parloerò di un argomento che farà piacere a molti. Di sicuro, farà molto piacere agli amici Filippo Giorgianni, Stefania Ragaglia, Vittorio Leo, Alessandra Spanò, Angelo Fazio e a vari parenti che (sia su Facebook che su questo blog) mi seguono dalla Sicilia e non solo.
Sto parlando della storia del dialetto siciliano, anzi della lingua siciliana.
Proprio così, secondo alcuni etnologi, non si può parlare di dialetto siciliano ma di lingua siciliana poiché il gruppo linguistico è abbastanza distinto dall'italiano.
La stessa situazione riguarda altre realtà linguistiche, come il friulano, che è una lingua ladina, o il sardo.
In realtà, anche parlare solo di lingua siciliana sarebbe riduttivo.
Infatti, lo stesso gruppo linguistico è esteso anche nella Calabria centro-meridionale (da Catanzaro fino a Reggio Calabria), nel Salento (Puglia meridionale) e in una piccola parte del Cilento campano.
La lingua siciliana rispecchia la storia della Sicilia e di tutte quelle terre ad essa vicine.
Le prime popolazioni siciliane erano delle tribù come i Sicani, gli Elimi ed i Siculi. Essi vissero circa fra il I ed il II millennio BC.
Secondo le fonti storiche l'elimo era una lingua di origine indoeuropea, ossia una lingua che originaria di quel ceppo linguistico della zona compresa tra Europa ed India. Anche l'idioma siculo era di origini indoeuropee. Anzi, secondo alcuni studiosi pare che l'idioma siculo fosse stato una lingua italica (come il latino) mentre secondo altri pare che fosse stato vicino al sanscrito, una lingua parlata in India.
Fra il X l'VIII secolo BC in Sicilia arrivarono i Fenici, un popolo che parlava una lingua semitica, di gruppo moabitico (simile all'ebraico).
I Fenici furono i primi ad avere un alfabeto.
Dall'VIII secolo in avanti arrivarono i Greci. Elimi, Siculi e Sicani si ritrarono all'interno dell'isola.
Il fenicio si parlava in città come Palermo, Mozia, Lillibeo e Solunto.
Nella zona orientale della Sicilia si parlava greco.
Quest'ultima lingua divenne per secoli la lingua parlata in Sicilia, anche dopo la conquista romana, nel III secolo BC.
Con i Romani arrivarono anche i Mamertini, un popolo originario del centro Italia che parlava una lingua di radice osco-umbra.
Durante il periodo romano, il fenicio (o meglio il punico cartaginese) si estinse.
Il greco rimase la lingua delle classi povere delle città mentre il latino si diffuse nei ceti ricchi di queste e nelle campagne.
La latinizzazione fu ancora più forte con la cristianizzazione (IV secolo AD).
Nel 440 AD, in Sicilia arrivarono i Vandali, un popolo germanico che in quell'anno iniziò a fare delle incursioni nell'isola.
Dopo il dominio bizantino dell'isola (535-IX secolo AD) in Sicilia arrivarono gli Arabi.
Il dominio arabo iniziò con lo sbarco a Mazara del Vallo nell'827 AD.
Dall'878 AD al 965 AD l'invasione delle Sicilia da parte degli Arabi continuò e si completò proprio nel 965 AD, con la caduta di Rometta, una città della Provincia di Messina.
gli Arabi vi rimasero fino al 1060, anno in cui vennero i Normanni, a cui successero gli Svevi (1194 AD), gli Angioini (1266AD) gli Aragonesi (1302), gli Spagnoli (1501 AD). Nel 1713 AD, con la Pace di Utrecht, arrivò il dominio dei Savoia. Cinque anni dopo, in seguito a un tentativo di riconquista da parte degli Spagnoli (con l'Alberoni), la Sicilia passò al dominio asburgico di Casa d'Austria. Il figlio di secondo letto di Filippo V , don Carlos di Borbone, la Sicilia ebbe di nuovo un re, re Carlo III di Borbone. I Borboni rimasero fino al 4 aprile 1860, giorno in cui arrivò Giuseppe Garibaldi con i suoi uomini, che nel 1861 annetterono l'isola ed il sud Italia al Regno di Sardegna, il regno sabaudo.
Ora, tutte queste dominazioni influirono molto sulla lingua siciliana.
Pensiamo, per esempio ad alcune parole come "dudda"
Questa parola è il nome siciliano della mora. Pare che questa parola derivi dall'indoerupeo antico roudho ma è affine al gallese rhudd, al serbo-croato rud, al lituano rauda e al romeno dudà.
Questa parola potrebbe essere stata delle lingue delle popolazioni che abitavano l'isola prima dei Fenici e dei Greci (Elimi, Sicani e Siculi) oppure potrebbe essere stata introdotta attraverso le successive dominazion.
Anche l'influenza greca si fece sentire e molte parole di origine greca sono presenti nel siciliano.
In realtà, alcune parole potrebbero essere state introdotte non dai Greci antichi ma dai Bizantini.
Esempi di queste parole sono babbaluciu (che deriva boubalakion ed indica la lumaca), cirasa (che deriva da kerasos e che indica la ciliegia), naca (che deriva da nake ed indica la culla) e tuppuliari (che deriva da typto e significa "battere, bussare").
Anche gli Arabi lasciarono il loro segno.
Parole come bagghiu (che deriva da bahah e significa "cortile"), capu rrais (che significa "capobanda" e deriva da ra' is), dammusu (che significa "soffitto, caverna" e deriva da dammus) e taliàri (che deriva da tal' a' e significa "osservare, guardare") sono esempi di ciò.
Anche i Normanni lasciarono le loro tracce.
Esempi di parole normanne nel siciliano sono buatta (che deriva da boite e significa "barattolo") , foddi (che deriva da fol e significa "pazzo") e racina (che deriva da raisin e significa "uva") sono esempi di ciò.
Ci sono anche parole di origini diverse come addumari (che deriva da allumer, una parola di origine sardo-lugoderese, simile al corso, e significa "accendere"), affruntarisi (che deriva dal catalano afrontar-se e significa "vergognarsi") e accurdarisi (che deriva dal castigliano acordar e significa "accontentarsi") sono esempi di ciò.
Dal catalano e dal castigliano, il siciliano prese molto, come prese anche dall'inglese.
Un esempio è il ferrabottu (ferry boat, il traghetto) o il pisci stoccu (stock fish, lo stoccafisso).
Il siciliano è a tutti gli effetti una lingua "europea", viste le influenze.
Non sarebbe esagerato dire che il siciliano sia la "lingua di Dio", dato che esso è una lingua neolatina con parole greche e persino ebraiche.
Si sa che l'ebraico, il greco ed il latino sono le tre lingue della Chiesa.
Termino con una mia poesia.
Del resto, l'aveva capito anche l'imperatore Federico II di Svevia che tra il 1230 ed il 1250 fondò la Scuola siciliana, da cui attinse anche Dante Alighieri.
La lingua siciliana lasciò una forte impronta anche furi dall'Italia.
Pensiamo al siculish, uno slang parlato dai discendenti dei siciliani emigrati in America del Nord o al sicignolu, uno slang parlato dai loro conterranei emigrati in Argentina e in Uruguay.
Pensiamo anche alla lingua maltese, una lingua che deriva dal siculo-arabo.
Com'è noto scrivo poesie in calco medioevale, con parole siciliane e della lingua corsa, la lingua parlata in Corsica che ha qualche affinità con il siciliano.

ARRICU DI CURNUVAGGHIA


"Lo cor che 'n su Tamisi ancor si cola."

Accussì...picchì ranni fici violentia...
unni hà a stari mittìu u maestru Danti...
accussì nto Nfernu...certu 'n aeterna ponitentia...
picchì 'n Viterbu...ranni fici u mali di Montfort Simon...
cuntru Arricu, di Curnuvagghia duca, et so' cuscinu...
et chiddu chì l'omini ficiru et camora fanu...
a pajari avaranu...picchì chistu hè vuliri divinu!

Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.