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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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giovedì 17 novembre 2011

IL GOVERNO MONTI E LA FIDUCIA


Cari amici ed amiche.

Il Governo Monti si appresta a prendere la fiducia al Senato e già fa discutere.
Leggete questo articolo de "Il Giornale" che è intitolato "Monti: "Esenzione Ici un'anomalia italiana" Il Cav: "Il governo dura finché lo dice il Pdl"" .
Nel suo discorso a Palazzo Madama, il nuovo Presidente del Consiglio ha detto che l'esenzione dall'ICI della prima casa sia "un'anomalia tutta italiana".
Con il dovuto rispetto per Monti, io dico che pagare l'ICI per le seconde e le terze case, come per le aree fabbricabili ed i terreni agricoli sia giusto ma pagare questa imposta sull'abitazione principale mi sembra esagerato.
Tra l'altro, i versamenti per le abitazioni principali avevano già delle detrazioni e quindi non davano tutto questo gettito.
Inoltre, la prima casa è la casa in cui abita una famiglia e, magari, quest'ultima se l'è fatta con tanti sacrifici.
Di sicuro, il governo Monti dovrà durare finché non ha attuato le misure prese dal precedente esecutivo e quelle promesse all'Unione Europea, nella lettera del presidente Berlusconi.
Una volta fatto ciò, Monti dovrà andare a casa e si dovrà dare la parola ai cittadini.
Ha fatto bene il presidente Berlusconi a dire che il governo Monti dura finché lo dice il PdL.
La nostra è sì una democrazia parlamentare ma è pur sempre una democrazia.
Il PdL dovrà fare di tutto per evitare che il governo metta la patrimoniale e dovrà fargli attuare il quoziente familiare. Inoltre, dovrà fare in modo che porti avanti anche la politica riguardo alle infrastrutture che è stata intrapresa da chi l'ha preceduto.
Dovrà anche favorire l'entrata nel mercato del lavoro di noi giovani. Questo tema mi è caro, in quanto sono attualmente disoccupato.
Dovrà prendere le misure necessarie per tenere a galla l'Italia, per poi farsi da parte.
Cordiali saluti.

LA GEOPOLITICA E POSSIBILI SCENARI FUTURI DELL'EUROPA




Cari amici ed amiche.

Guardate questo video che ho preso da Youtube e che è intitolato "New Europe 2020". Questo video è ovviamente una simulazione di una guerra che potrebbe stravolgere l'Europa.
Guardate anche quest'altro video intitolato "
Future Map of Europe - 2025 end of the 19th century State".
Ora, questi video mostrano presunti scenari "apocalittici" in cui confini europei potrebbero essere stravolti.
Io, sinceramente, non so se sarà così.
Però, alcune cose sono verosimili.
Ad esempio, in Belgio vive una fase di crisi.
Come etnie, questo è stato è diviso tra Valloni (francofoni) e Fiamminghi (popolazione parlante una lingua germanica simile all'olandese, il neerlandese).
Questo Stato sta vivendo una crisi economica ed istituzionale molto forte e tra la parte francofona, la Vallonia, e quella fiamminga, le Fiandre, i rapporti non sono buoni.
Quindi, bisognerà tenere conto dell'eventualità di una secessione.
Del resto, già scrissi di ciò in un mio precedente articolo, quello intitolato "Esisterà ancora il Belgio?" .
Anche altre situazioni possono evolversi.
Un esempio è il Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord.
Qui, infatti, vi sono forti spinte autonomiste della Scozia, del Galles e dell'Ulster.
Per alcuni, le autonomie di Scozia, Ulster e Galles sarebbero il primo passo per la loro indipendenza da Londra.
Lo stesso discorso vale anche per la Corsica, che mal sopporta il governo francese.
Anche qui in Italia vi sono situazioni simili. Basti pensare all'Alto Adige-Sudtirol, la cui popolazione di lingua tedesca non si sente italiana e che, addirittura, aspira al distacco dal Trentino e a riunirsi al Tirolo austriaco o al nord Italia che ha un certo "mal di pancia" verso il governo di Roma come anche l'insofferenza della Sicilia.
Certo, se anche una sola di queste situazioni dovesse concretizzarsi, vi potrebbe essere una "reazione a catena".
Se una sola delle realtà locali dovessero separarsi, le altre potrebbero seguirla.
L'attuale crisi potrebbe catalizzare certe situazioni.
Di sicuro, di fronte ad eventuali divisioni, altri Stati più forti potrebbero estendere la loro influenza.
Del resto, in Europa c'è già una situazione di questo tipo.
Basti pensare al fatto che l'asse franco-tedesco pesi a tal punto da condizionare la politica negli altri Stati.
Serve un asse alternativo che faccia da contrappeso.
Per esempio, il Regno Unito potrebbe fare un asse con gli altri Paesi, come quelli scandinavi o anche con la stessa Italia.
Anzi, l'Italia potrebbe giocare un ruolo fondamentale, per la sua posizione strategica e per la sua storia.
In Europa servono novi equilibri, altrimenti il progetto europeista rischia di naufragare.
Cordiali saluti.


mercoledì 16 novembre 2011

NICCOLO' BERLUSCONI, COMMENTO ALL'ARTICOLO SU "IL LEGNO STORTO"

Cari amici ed anche.

Sul giornale "Il Legno storto", c'è questo articolo intitolato "Niccolò Berlusconi" .
Effettivemente, questo articolo dice il vero.
Se il presidente Berlusconi avesse detto sì alle elezioni subito (cosa a cui per altro sarei favorevole anch'io) il centrodestra avrebbe perso, se non altro perché a sinistra si sarebbero alleati Di Pietro, Vendola, Bersani e forse il Terzo Polo, rischiando di fare andare al potere un governo debole (e magari senza una maggioranza al Senato) come quello di Prodi nel 2006.
Ciò sarebbe stato un disastro. Prodi non va dimenticato.
Se avesse detto sì senza riserve al governo Monti, avrebbe perso il favore di molti suoi elettori e sarebbe stato costretto ad accettare certe misure come l'introduzione della patrimoniale.
Invece, così può fare passare solo quelle misure che possono essere impopolari che sono proposte nella lettera di intenti che egli scrisse all'Unione Europea e poi, staccata la spina al governo Monti, si potrà tornare alle urne.
In pratica, in queste condizioni, il presidente Berlusconi ed il Popolo della Libertà può porre un freno alla tecnocrazia.
Cordiali saluti.

DIALETTICA, COMMENTO ALL'ARTICOLO SUL BLOG "LIBERALMIND"

Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo sul blog dell'amico Giuseppe Sagliocco "Liberalmind" che è intitolato "Licenziamenti: I "resistenti" e la cultura ottocentesca".
Come sempre, qui in Italia c'è una dialettica da guerra civile.
L'esempio dei licenziamenti è un paradigma di ciò.
Com'è noto, l'articolo 8 della manovra finanziaria fa discutere ma la discussione è strumentale.
A nessun imprenditore piace licenziare i propri dipendenti, se non per giusto motivo.
Però, mettetevi nei panni di un imprenditore che si trova a dovere fronteggiare la crisi.
Egli deve pur salvare la propria attività.
Lo può fare licenziando qualcuno dei suoi dipendenti.
E' meglio sacrificare una persona per salvarne cento che non rischiare di mandare in bancarotta la propria azienda, con la perdita di posti di lavoro.
Quell'uno che sarà licenziato non verrà lasciato a sé.
Infatti, per lui ci saranno la cassa integrazione ed il ricollocamento, strumenti che sono già presenti.
Per salvarsi, un'azienda deve fare questo o precarizzare i contratti oppure fare lavorare in nero.
Francamente, queste ultime due non mi sembrano due soluzioni migliori.
Inoltre, un'azienda in codeste condizioni non può assumere.
Io che sono disoccupato parlo con cognizione di causa.
Essere disoccupati a trentun'anni non è il massimo.
La verità è che per troppo tempo qui in Italia ha comandato chi ha fatto di tutto per mantenere lo status quo.
Fino agli anni '90, vi è stato quel consociativismo catto-comunista che ha mantenuto questo sistema, mentre il resto del mondo cambiava in modo rapido.
Il presidente Berlusconi ha poi tentato di modificare il sistema ma ha trovato forti resistenze.
E' dura fare cambiare certe vecchie (e brutte) abitudini.
Noi, ad esempio, siamo rimasti ancora a quella cultura in cui era preponderante il lavoro manuale, specie quello del settore metal-meccanico.
Il lavoro, però, è cambiato.
Oggi, non c'è più solo il lavoro manuale (guai se non ci fosse, perché è pur sempre una risorsa) ma ci sono anche quello intellettuale, come ciò che è inerente alla cultura e alla ricerca, e quello fondato sull'elettronica.
Invece, l'Italia è rimasta incentrata solo sul lavoro manuale.
Il mondo ha tre marce ma noi andiamo avanti solo con una, per certe scelte ideologiche.
Un Paese del genere merita solo di fallire.
E' brutto dirlo ma è la verità e qualcuno deve pur avere il coraggio di guardare in faccia la realtà.
Merita di fallire un Paese che non ha alcuna cultura meritocratica.
Un Paese in cui i laureati ed i ricercatori seri sono costretti ad andare all'estero merita solo di fallire.
Lo stesso discorso vale anche per noi diplomati specializzati.
A tale proposito, vi segnalo il "Manifesto degli espatriati" che mi è stato segnalato dall'amico Marco Stella su Facebook.
Esso recita:

"Il Manifesto degli espatriati

Un Manifesto di denuncia di tutto ciò che in Italia non funziona, impedendo ai giovani di emergere: dai processi selettivi carenti alla gerontocrazia e raccomandazione imperanti, dal Welfare State inesistente per i giovani al ricambio generazionale mancato. Il “Manifesto” mette nero su bianco le cause dell’espatrio di centinaia di migliaia di giovani italiani. Brillanti, ma senza gli “agganci” giusti.

“IL MANIFESTO DEGLI ESPATRIATI”:

1. Il fenomeno dell’espatrio dei giovani professionisti qualificati dall’Italia è un’emergenza nazionale. Si parte, ma non si torna (se non per assoluta necessità), né si attraggono giovani di talento da altri Paesi. In Italia non esiste “circolazione” dei talenti.

2. L’Italia non è un Paese per Giovani. È per questo che siamo dovuti andar via, o non possiamo a breve farvi ritorno. L’Italia è un Paese col freno a mano tirato, nella migliore delle ipotesi. Un Paese dove la classe dirigente -che si autoriproduce da decenni- ha fallito. All’estero i giovani hanno uguale diritto di cittadinanza delle generazioni che li hanno preceduti.

3. Il processo selettivo all’estero è di gran lunga più trasparente e meritocratico rispetto all’Italia. Anche la quantità di offerte lavorative è maggiore, di migliore qualità e meglio pubblicizzata.

4. Il percorso di carriera all’estero è chiaro, definito e prevede salari mediamente di gran lunga maggiori rispetto all’Italia, soprattutto per giovani neolaureati.

5. All’estero non conta l’anagrafe: puoi ottenere posizioni di responsabilità a qualsiasi età, se vali. Anche a 25 anni.

6. La “raccomandazione” all’estero è trasparente: chi segnala ci mette la faccia e si gioca la reputazione. In Italia è nascosta, premia i mediocri, i “figli-nipoti-cugini di” e i cooptati. Il nepotismo è una piaga nazionale, da debellare anche mediante l’introduzione di uno specifico reato penale.

7. All’estero si scommette sulle idee dei giovani. Le si finanzia e le si sostiene, nel nome dell’innovazione. In Italia -invece- i finanziamenti vanno prevalentemente a chi ha un nome o un’affiliazione.

8. All’estero esiste -in molti casi- un welfare state che sostiene i giovani, per esempio attraverso un reddito minimo di disoccupazione o sovvenzioni per il pagamento dell’affitto. In Italia il Welfare State è quasi interamente “regalato” agli anziani. I giovani sono abbandonati a se stessi, a carico delle famiglie. Il vero “ammortizzatore sociale” nel Belpaese sono le famiglie: lo Stato, la politica, hanno fallito.

9. All’estero esiste il ricambio generazionale: in politica, come in imprenditoria, come nell’accademia o negli altri settori della società civile, le generazioni si cedono il passo, per far progredire la società.

10. Noi giovani professionisti italiani espatriati intendiamo impegnarci, affinché l’Italia torni ad essere un “Paese per Giovani”, meritocratico, moderno, innovatore. Affinché esca dalla sua condizione terzomondista, conservatrice e ipocrita. E torni ad essere a pieno titolo un Paese europeo e occidentale. Ascoltate la nostra voce!

————————-> APPOGGIANO IL “MANIFESTO DEGLI ESPATRIATI”:

-PIERLUIGI CELLI (Direttore generale della Luiss): “Trovo l’iniziativa del “Manifesto” un contributo positivo per affrontare un problema largamente sottovalutato. Dal confronto credo possano nascere suggestioni e progetti per tornare a pensare “a favore” di un Paese che ha dimenticato tante delle sue risorse migliori”.

-ALESSANDRO ROSINA (Professore Universitario, autore di “Non è un Paese per Giovani“): “Avendo scritto un libro dal titolo “Non è un paese per Giovani” non posso esimermi dal sottoscrivere un appello il cui slogan è “Impegnati a rendere l’Italia ‘un Paese per Giovani’”.

L’Italia è un Paese bloccato, con una classe dirigente generalmente incapace, ma anche indisponibile a mettersi in discussione. La conseguenza è un Paese che non cresce, poco dinamico e innovativo, che non permette a chi rimane in Italia di valorizzare al meglio il proprio capitale umano. Chi non si rassegna a rivedere al ribasso le proprie ambizioni e aspettative, chi non accetta di far parte di un sistema che funziona soprattutto per raccomandazioni e nepotismo, se ne va all’estero. Ecco allora perché è importante sottoscrivere questo Manifesto. Perché l’Italia torni a sperare in un futuro migliore, riunendo il meglio di sé, di ciò che sta dentro e fuori dai propri confini. Perché è sempre più chiaro che una parte sempre più larga delle forze sane del Paese, in grado di rigenerarlo, vive altrove”.

-MICHELE BOLDRIN Professore universitario di Economia, residente

negli USA dal 1983.

———————-

LE FIRME RACCOLTE A BRUXELLES

Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere le 24 sottoscrizioni al “Manifesto degli Espatriati”, raccolte a Bruxelles il 9 aprile 2011 dagli organizzatori della manifestazione “Il nostro tempo è adesso”:

Elisa Benedetti

Margot Bezzi

Niccolò Querci

Roberta Girgenti

Emanuele Nicosia

Giovanni Balducci

Antonietta Santone

Cristian Ghinelli

Monica Tiberi

Federica Olivieri

Paola D’Acunzo

Chiara Davalli

Olmina Della Monica

Roberta Ziparo

Claudio Menis

Paola Panzeri

Milena Patuelli

Luca Capodieci

Laetitia Lefebure

Cotugno Andrea

Silvia Abbati

Teresa Vecchi

Bernardo De La Parra

Monica Ganio

* Al termine del periodo di sottoscrizione online, il “Manifesto degli Espatriati” sarà inviato a: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenze di Camera e Senato, Ministero della Gioventù, nonché alle principali testate giornalistiche nazionali.

E' possibile sottoscrivere il Manifesto collegandosi a questo sito: http://manifestoespatriati.wordpress.com/."


In questo Paese spesso non vincono i migliori.
Vincono solo i più furbi mentre chi, veramente, è capace deve emigrare all'estero o fare dei mestieri di ripiego o, peggio ancora, restare senza lavoro mentre chi non ha alcun merito siede ai posti direzionali di molte aziende o peggio ancora nella pubblica amministrazione, solo perché ha avuto una "raccomandazione".
Che questo non sia un Paese per giovani è, purtroppo, vero.
Leggete la lista dei ministri del governo Monti:

Mario Monti = 68 anni;
Elsa Fornero = 63 anni;
Mario Catania = 59 anni;
Corrado Clini = 64 anni;
Piero Gnudi = 73 anni;
Corrado Passera = 57 anni;
Anna Maria Cancellieri = 68 anni;
Giampaolo Di Paola = 67 anni;
Lorenzo Ornaghi = 63 anni;
Renato Balduzzi = 56 anni;
Paola Severino = 63 anni;
Francesco Profumo = 58 anni;
Giulio Terzi Sant'Agata = 65 anni;
Piero Giarda = 75 anni;
Fabrizio Barca = 59 anni;
Enzo Moavero Milanesi = 59 anni;
Andrea Riccardi = 61 anni

Vi sembra per giovani, un Paese la cui età media dei ministri del governo è di 63 anni?
Con tutto il rispetto per le personalità autorevoli che lo compongono, mi viene da dire che non mi sembra il "nuovo che avanza".
Inoltre, questo governo di tecnocrati potrebbe creare un ulteriore disamore verso la politica che dalla vicenda della crisi del precedente governo del presidente Berlusconi è uscita molto male.
Se oggi noi ci troviamo di fronte a questa crisi e con un governo non eletto dal popolo, la colpa è di questa politica che ha fatto dell'odio becero verso una persona la propria "raison d'etre" .
Quanto successo sabato, con gli insulti rivolti al presidente Berlusconi, è la dimostrazione di ciò.
Cordiali saluti.


GOVERNO MONTI, QUALI SCENARI CI SARANNO?


Cari amici ed amiche.

Leggete su "Italia chiama Italia" il mio articolo intitolato "Governo, Con Terzi Sant'Agata Monti sceglie linea 'continentale' - di Antonio Gabriele Fucilone" .
Sicuramente, il nuovo Presidente del Consiglio Mario Monti ha scelto delle personalità di alto profilo.
Il vero problema, però, potrebbe essere il programma.
Infatti, se il Popolo della Libertà si è detto favorevole ad appoggiare Monti a patto che il programma segua la lettera d'intenti mandata all'Unione Europea dal presidente Berlusconi e che la sua azione rientri nel perimetro di essa, il Partito Democratico ed il Terzo Polo vorrebbero un vero e proprio governo di legislatura mentre l'Italia dei Valori vorrebbe un governo a tempo e che abbia nel programma anche la riforma della legge elettorale.
Quindi, lo scenario è più incerto di quanto si possa immaginare.
Inoltre, un governo di tecnocrati potrebbe non avere la reale percezione della situazione quotidiana dei cittadini.
A mio modesto parere, ha ragione il PdL.
Il governo Monti dovrà portare avanti gli impegni presi con l'Europa dal governo del presidente Berlusconi (che sono impellenti) e poi si deve dare la parola agli elettori.
Questa è la democrazia.
Cordiali saluti.

MAMMA MIA...CHE URUGUAY!


Cari amici ed amiche.

Ieri, la Nazionale di calcio italiana è stata battuta dall'Uruguay con il risultato di 0-1.
A decidere il risultato è stata la rete di Fernandez al 3' del I tempo.
L'Italia ha giocato bene e ha avuto delle buone occasioni di pareggiare la partita ma, da una parte, vi è stata la serata di grazia dell'ex-portiere della Lazio Fernando Muslera e, dall'altra, i nostri attaccanti hanno sbagliato tanto davanti alla porta.
Quando si sbagliano i goals diventa difficile recuperare, anche perché subentra il nervosismo.
Comunque, l'Uruguay è un avversario ostico per tutti.
E' una squadra messa bene in campo, non concede spazi ed è pericolosa in contropiede.
L'allenatore Oscar Tabarez ha fatto un ottimo lavoro.
Il fatto che abbia battuto un'Italia che ha giocato bene, dimostra che la Celeste è forte.
Questa sconfitta potrebbe servirci da lezione, qualora dovessimo affrontare di nuovo l'Uruguay.
Cordiali saluti.

MARIO MONTI, L'EUROPA ED IL POPOLO DELLA LIBERTA', UN MIO COMMENTO



Cari amici ed amiche.

Mario Monti ha accettato l'incarico di nuovo Presidente del Consiglio e ha formato il nuovo governo.
Da qui si capisce quale siano il rapporto tra l'Italia e l'Unione Europea e la visione di quest'ultima che ha il nuovo esecutivo.
Ad esempio, al Ministero degli Esteri vi erano due candidati, uno era Giancarlo Aragona e l'altro era Giulio Terzi di Sant'Agata.
Quest'ultimo è stato nominato al succitato dicastero.
Questa scelta è indicativa.
Infatti, nell'Europa vi sono due correnti di pensiero.
La prima è quella "britannica", del Regno Unito.
Quest'ultimo, infatti, punta a volere un'Europa in cui gli Stati abbiano maggiore sovranità a livello economico.
Pare, infatti, che lo stesso governo del Premier David Cameron, sotto la spinta della destra del Partito Conservatore, stia chiedendo all'Unione Europea di riprendersi parte della sovranità monetaria.
Poi vi è la corrente di pensiero "continentale", quella legata al "carro tedesco" e che vuole che un maggiore accentramento dell'economia verso la Banca Centrale Europea e le altre istituzioni dell'unione stessa.
Se Monti avesse nominato Aragona, vi sarebbe stata una maggiore apertura verso il Regno Unito.
Aragona, infatti, fu ambasciatore italiano a Londra. Quindi lui conosce bene la realtà britannica e, da ministro, avrebbe potuto fare sì che l'Italia facesse da "ponte" tra il Regno Unito ed il continente. Del resto, l'Italia attira molti interessi britannici. Basti pensare al turismo.
Inoltre, il Regno Unito mette in Europa la metà di quello che produce.
Invece, ha scelto Giulio Terzi di Sant'Agata e, quindi, una linea diversa.
Quindi, il nuovo governo sembra proprio che voglia abbracciare in tutto e per tutto la linea "continentale".
Io penso, invece, che il Primo Ministro britannico sia dalla parte della ragione.
Serve un'Europa più flessibile e che tenga conto delle condizioni dei vari Stati che la compongono.
Solo così, l'Unione Europea potrebbe andare avanti.
A mio modo di vedere, questo deve farci riflettere e dovrebbe aprire una riflessione anche nel Popolo della Libertà che dovrebbe prendere come modello proprio il Partito Conservatore britannico, un partito veramente di centro-destra.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.