Presentazione

Presentazione
Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

mercoledì 16 novembre 2011

DIALETTICA, COMMENTO ALL'ARTICOLO SUL BLOG "LIBERALMIND"

Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo sul blog dell'amico Giuseppe Sagliocco "Liberalmind" che è intitolato "Licenziamenti: I "resistenti" e la cultura ottocentesca".
Come sempre, qui in Italia c'è una dialettica da guerra civile.
L'esempio dei licenziamenti è un paradigma di ciò.
Com'è noto, l'articolo 8 della manovra finanziaria fa discutere ma la discussione è strumentale.
A nessun imprenditore piace licenziare i propri dipendenti, se non per giusto motivo.
Però, mettetevi nei panni di un imprenditore che si trova a dovere fronteggiare la crisi.
Egli deve pur salvare la propria attività.
Lo può fare licenziando qualcuno dei suoi dipendenti.
E' meglio sacrificare una persona per salvarne cento che non rischiare di mandare in bancarotta la propria azienda, con la perdita di posti di lavoro.
Quell'uno che sarà licenziato non verrà lasciato a sé.
Infatti, per lui ci saranno la cassa integrazione ed il ricollocamento, strumenti che sono già presenti.
Per salvarsi, un'azienda deve fare questo o precarizzare i contratti oppure fare lavorare in nero.
Francamente, queste ultime due non mi sembrano due soluzioni migliori.
Inoltre, un'azienda in codeste condizioni non può assumere.
Io che sono disoccupato parlo con cognizione di causa.
Essere disoccupati a trentun'anni non è il massimo.
La verità è che per troppo tempo qui in Italia ha comandato chi ha fatto di tutto per mantenere lo status quo.
Fino agli anni '90, vi è stato quel consociativismo catto-comunista che ha mantenuto questo sistema, mentre il resto del mondo cambiava in modo rapido.
Il presidente Berlusconi ha poi tentato di modificare il sistema ma ha trovato forti resistenze.
E' dura fare cambiare certe vecchie (e brutte) abitudini.
Noi, ad esempio, siamo rimasti ancora a quella cultura in cui era preponderante il lavoro manuale, specie quello del settore metal-meccanico.
Il lavoro, però, è cambiato.
Oggi, non c'è più solo il lavoro manuale (guai se non ci fosse, perché è pur sempre una risorsa) ma ci sono anche quello intellettuale, come ciò che è inerente alla cultura e alla ricerca, e quello fondato sull'elettronica.
Invece, l'Italia è rimasta incentrata solo sul lavoro manuale.
Il mondo ha tre marce ma noi andiamo avanti solo con una, per certe scelte ideologiche.
Un Paese del genere merita solo di fallire.
E' brutto dirlo ma è la verità e qualcuno deve pur avere il coraggio di guardare in faccia la realtà.
Merita di fallire un Paese che non ha alcuna cultura meritocratica.
Un Paese in cui i laureati ed i ricercatori seri sono costretti ad andare all'estero merita solo di fallire.
Lo stesso discorso vale anche per noi diplomati specializzati.
A tale proposito, vi segnalo il "Manifesto degli espatriati" che mi è stato segnalato dall'amico Marco Stella su Facebook.
Esso recita:

"Il Manifesto degli espatriati

Un Manifesto di denuncia di tutto ciò che in Italia non funziona, impedendo ai giovani di emergere: dai processi selettivi carenti alla gerontocrazia e raccomandazione imperanti, dal Welfare State inesistente per i giovani al ricambio generazionale mancato. Il “Manifesto” mette nero su bianco le cause dell’espatrio di centinaia di migliaia di giovani italiani. Brillanti, ma senza gli “agganci” giusti.

“IL MANIFESTO DEGLI ESPATRIATI”:

1. Il fenomeno dell’espatrio dei giovani professionisti qualificati dall’Italia è un’emergenza nazionale. Si parte, ma non si torna (se non per assoluta necessità), né si attraggono giovani di talento da altri Paesi. In Italia non esiste “circolazione” dei talenti.

2. L’Italia non è un Paese per Giovani. È per questo che siamo dovuti andar via, o non possiamo a breve farvi ritorno. L’Italia è un Paese col freno a mano tirato, nella migliore delle ipotesi. Un Paese dove la classe dirigente -che si autoriproduce da decenni- ha fallito. All’estero i giovani hanno uguale diritto di cittadinanza delle generazioni che li hanno preceduti.

3. Il processo selettivo all’estero è di gran lunga più trasparente e meritocratico rispetto all’Italia. Anche la quantità di offerte lavorative è maggiore, di migliore qualità e meglio pubblicizzata.

4. Il percorso di carriera all’estero è chiaro, definito e prevede salari mediamente di gran lunga maggiori rispetto all’Italia, soprattutto per giovani neolaureati.

5. All’estero non conta l’anagrafe: puoi ottenere posizioni di responsabilità a qualsiasi età, se vali. Anche a 25 anni.

6. La “raccomandazione” all’estero è trasparente: chi segnala ci mette la faccia e si gioca la reputazione. In Italia è nascosta, premia i mediocri, i “figli-nipoti-cugini di” e i cooptati. Il nepotismo è una piaga nazionale, da debellare anche mediante l’introduzione di uno specifico reato penale.

7. All’estero si scommette sulle idee dei giovani. Le si finanzia e le si sostiene, nel nome dell’innovazione. In Italia -invece- i finanziamenti vanno prevalentemente a chi ha un nome o un’affiliazione.

8. All’estero esiste -in molti casi- un welfare state che sostiene i giovani, per esempio attraverso un reddito minimo di disoccupazione o sovvenzioni per il pagamento dell’affitto. In Italia il Welfare State è quasi interamente “regalato” agli anziani. I giovani sono abbandonati a se stessi, a carico delle famiglie. Il vero “ammortizzatore sociale” nel Belpaese sono le famiglie: lo Stato, la politica, hanno fallito.

9. All’estero esiste il ricambio generazionale: in politica, come in imprenditoria, come nell’accademia o negli altri settori della società civile, le generazioni si cedono il passo, per far progredire la società.

10. Noi giovani professionisti italiani espatriati intendiamo impegnarci, affinché l’Italia torni ad essere un “Paese per Giovani”, meritocratico, moderno, innovatore. Affinché esca dalla sua condizione terzomondista, conservatrice e ipocrita. E torni ad essere a pieno titolo un Paese europeo e occidentale. Ascoltate la nostra voce!

————————-> APPOGGIANO IL “MANIFESTO DEGLI ESPATRIATI”:

-PIERLUIGI CELLI (Direttore generale della Luiss): “Trovo l’iniziativa del “Manifesto” un contributo positivo per affrontare un problema largamente sottovalutato. Dal confronto credo possano nascere suggestioni e progetti per tornare a pensare “a favore” di un Paese che ha dimenticato tante delle sue risorse migliori”.

-ALESSANDRO ROSINA (Professore Universitario, autore di “Non è un Paese per Giovani“): “Avendo scritto un libro dal titolo “Non è un paese per Giovani” non posso esimermi dal sottoscrivere un appello il cui slogan è “Impegnati a rendere l’Italia ‘un Paese per Giovani’”.

L’Italia è un Paese bloccato, con una classe dirigente generalmente incapace, ma anche indisponibile a mettersi in discussione. La conseguenza è un Paese che non cresce, poco dinamico e innovativo, che non permette a chi rimane in Italia di valorizzare al meglio il proprio capitale umano. Chi non si rassegna a rivedere al ribasso le proprie ambizioni e aspettative, chi non accetta di far parte di un sistema che funziona soprattutto per raccomandazioni e nepotismo, se ne va all’estero. Ecco allora perché è importante sottoscrivere questo Manifesto. Perché l’Italia torni a sperare in un futuro migliore, riunendo il meglio di sé, di ciò che sta dentro e fuori dai propri confini. Perché è sempre più chiaro che una parte sempre più larga delle forze sane del Paese, in grado di rigenerarlo, vive altrove”.

-MICHELE BOLDRIN Professore universitario di Economia, residente

negli USA dal 1983.

———————-

LE FIRME RACCOLTE A BRUXELLES

Riceviamo e pubblichiamo con grande piacere le 24 sottoscrizioni al “Manifesto degli Espatriati”, raccolte a Bruxelles il 9 aprile 2011 dagli organizzatori della manifestazione “Il nostro tempo è adesso”:

Elisa Benedetti

Margot Bezzi

Niccolò Querci

Roberta Girgenti

Emanuele Nicosia

Giovanni Balducci

Antonietta Santone

Cristian Ghinelli

Monica Tiberi

Federica Olivieri

Paola D’Acunzo

Chiara Davalli

Olmina Della Monica

Roberta Ziparo

Claudio Menis

Paola Panzeri

Milena Patuelli

Luca Capodieci

Laetitia Lefebure

Cotugno Andrea

Silvia Abbati

Teresa Vecchi

Bernardo De La Parra

Monica Ganio

* Al termine del periodo di sottoscrizione online, il “Manifesto degli Espatriati” sarà inviato a: Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenze di Camera e Senato, Ministero della Gioventù, nonché alle principali testate giornalistiche nazionali.

E' possibile sottoscrivere il Manifesto collegandosi a questo sito: http://manifestoespatriati.wordpress.com/."


In questo Paese spesso non vincono i migliori.
Vincono solo i più furbi mentre chi, veramente, è capace deve emigrare all'estero o fare dei mestieri di ripiego o, peggio ancora, restare senza lavoro mentre chi non ha alcun merito siede ai posti direzionali di molte aziende o peggio ancora nella pubblica amministrazione, solo perché ha avuto una "raccomandazione".
Che questo non sia un Paese per giovani è, purtroppo, vero.
Leggete la lista dei ministri del governo Monti:

Mario Monti = 68 anni;
Elsa Fornero = 63 anni;
Mario Catania = 59 anni;
Corrado Clini = 64 anni;
Piero Gnudi = 73 anni;
Corrado Passera = 57 anni;
Anna Maria Cancellieri = 68 anni;
Giampaolo Di Paola = 67 anni;
Lorenzo Ornaghi = 63 anni;
Renato Balduzzi = 56 anni;
Paola Severino = 63 anni;
Francesco Profumo = 58 anni;
Giulio Terzi Sant'Agata = 65 anni;
Piero Giarda = 75 anni;
Fabrizio Barca = 59 anni;
Enzo Moavero Milanesi = 59 anni;
Andrea Riccardi = 61 anni

Vi sembra per giovani, un Paese la cui età media dei ministri del governo è di 63 anni?
Con tutto il rispetto per le personalità autorevoli che lo compongono, mi viene da dire che non mi sembra il "nuovo che avanza".
Inoltre, questo governo di tecnocrati potrebbe creare un ulteriore disamore verso la politica che dalla vicenda della crisi del precedente governo del presidente Berlusconi è uscita molto male.
Se oggi noi ci troviamo di fronte a questa crisi e con un governo non eletto dal popolo, la colpa è di questa politica che ha fatto dell'odio becero verso una persona la propria "raison d'etre" .
Quanto successo sabato, con gli insulti rivolti al presidente Berlusconi, è la dimostrazione di ciò.
Cordiali saluti.


GOVERNO MONTI, QUALI SCENARI CI SARANNO?


Cari amici ed amiche.

Leggete su "Italia chiama Italia" il mio articolo intitolato "Governo, Con Terzi Sant'Agata Monti sceglie linea 'continentale' - di Antonio Gabriele Fucilone" .
Sicuramente, il nuovo Presidente del Consiglio Mario Monti ha scelto delle personalità di alto profilo.
Il vero problema, però, potrebbe essere il programma.
Infatti, se il Popolo della Libertà si è detto favorevole ad appoggiare Monti a patto che il programma segua la lettera d'intenti mandata all'Unione Europea dal presidente Berlusconi e che la sua azione rientri nel perimetro di essa, il Partito Democratico ed il Terzo Polo vorrebbero un vero e proprio governo di legislatura mentre l'Italia dei Valori vorrebbe un governo a tempo e che abbia nel programma anche la riforma della legge elettorale.
Quindi, lo scenario è più incerto di quanto si possa immaginare.
Inoltre, un governo di tecnocrati potrebbe non avere la reale percezione della situazione quotidiana dei cittadini.
A mio modesto parere, ha ragione il PdL.
Il governo Monti dovrà portare avanti gli impegni presi con l'Europa dal governo del presidente Berlusconi (che sono impellenti) e poi si deve dare la parola agli elettori.
Questa è la democrazia.
Cordiali saluti.

MAMMA MIA...CHE URUGUAY!


Cari amici ed amiche.

Ieri, la Nazionale di calcio italiana è stata battuta dall'Uruguay con il risultato di 0-1.
A decidere il risultato è stata la rete di Fernandez al 3' del I tempo.
L'Italia ha giocato bene e ha avuto delle buone occasioni di pareggiare la partita ma, da una parte, vi è stata la serata di grazia dell'ex-portiere della Lazio Fernando Muslera e, dall'altra, i nostri attaccanti hanno sbagliato tanto davanti alla porta.
Quando si sbagliano i goals diventa difficile recuperare, anche perché subentra il nervosismo.
Comunque, l'Uruguay è un avversario ostico per tutti.
E' una squadra messa bene in campo, non concede spazi ed è pericolosa in contropiede.
L'allenatore Oscar Tabarez ha fatto un ottimo lavoro.
Il fatto che abbia battuto un'Italia che ha giocato bene, dimostra che la Celeste è forte.
Questa sconfitta potrebbe servirci da lezione, qualora dovessimo affrontare di nuovo l'Uruguay.
Cordiali saluti.

MARIO MONTI, L'EUROPA ED IL POPOLO DELLA LIBERTA', UN MIO COMMENTO



Cari amici ed amiche.

Mario Monti ha accettato l'incarico di nuovo Presidente del Consiglio e ha formato il nuovo governo.
Da qui si capisce quale siano il rapporto tra l'Italia e l'Unione Europea e la visione di quest'ultima che ha il nuovo esecutivo.
Ad esempio, al Ministero degli Esteri vi erano due candidati, uno era Giancarlo Aragona e l'altro era Giulio Terzi di Sant'Agata.
Quest'ultimo è stato nominato al succitato dicastero.
Questa scelta è indicativa.
Infatti, nell'Europa vi sono due correnti di pensiero.
La prima è quella "britannica", del Regno Unito.
Quest'ultimo, infatti, punta a volere un'Europa in cui gli Stati abbiano maggiore sovranità a livello economico.
Pare, infatti, che lo stesso governo del Premier David Cameron, sotto la spinta della destra del Partito Conservatore, stia chiedendo all'Unione Europea di riprendersi parte della sovranità monetaria.
Poi vi è la corrente di pensiero "continentale", quella legata al "carro tedesco" e che vuole che un maggiore accentramento dell'economia verso la Banca Centrale Europea e le altre istituzioni dell'unione stessa.
Se Monti avesse nominato Aragona, vi sarebbe stata una maggiore apertura verso il Regno Unito.
Aragona, infatti, fu ambasciatore italiano a Londra. Quindi lui conosce bene la realtà britannica e, da ministro, avrebbe potuto fare sì che l'Italia facesse da "ponte" tra il Regno Unito ed il continente. Del resto, l'Italia attira molti interessi britannici. Basti pensare al turismo.
Inoltre, il Regno Unito mette in Europa la metà di quello che produce.
Invece, ha scelto Giulio Terzi di Sant'Agata e, quindi, una linea diversa.
Quindi, il nuovo governo sembra proprio che voglia abbracciare in tutto e per tutto la linea "continentale".
Io penso, invece, che il Primo Ministro britannico sia dalla parte della ragione.
Serve un'Europa più flessibile e che tenga conto delle condizioni dei vari Stati che la compongono.
Solo così, l'Unione Europea potrebbe andare avanti.
A mio modo di vedere, questo deve farci riflettere e dovrebbe aprire una riflessione anche nel Popolo della Libertà che dovrebbe prendere come modello proprio il Partito Conservatore britannico, un partito veramente di centro-destra.
Cordiali saluti.

martedì 15 novembre 2011

CULTURA E CONTROCULTURA




Cari amici ed amiche.

Invito tutti a pregare il 19 novembre di questo mese.
Infatti, il 19 novembre 1600 nacque re Carlo I Stuart, re d'Inghilterra, di Scozia, d'Irlanda e di Francia, Defensor fidei, martire e santo. Il video che ho preso da Youtube parla del suo martirio, che avvenne il 30 gennaio 1649.
Ora, c'è chi mi chiede come io possa sostenere e difendere un personaggio come re Carlo I Stuart, che secondo la storiografia ufficiale non viene visto di buon occhio, se pur in parte riabilitato da essa.
Per la storiografia ufficiale, che viene studiata anche nelle scuole re Carlo I fu nel torto poiché visto come "liberticida, tiranno e traditore della nazione".
In realtà, esistono prove che riabilitano completamente questo personaggio.
Infatti, re Carlo I protesse i cattolici dalle persecuzioni, aprendo forse la strada a quello che poi diverrà l'anglo-cattolicesimo.
In pratica, se non ci fosse stato re Carlo I Stuart, non ci sarebbe stato nemmeno John Henry Newman.
Inoltre, re Carlo I cercò di portare la cultura del Rinascimento e dell'epoca barocca italiana in Inghilterra.
Per esempio, a Londra vi è la Queen's Chapel che fu realizzata dall'architetto Inigo Jones per la regina Enrichetta Maria di Borbone, moglie di re Carlo I, per farle assistere alla Messa cattolica.
Quella chiesa fu fatta in perfetto stile italiano.
Queste nozioni non provengono dalla storiografia ufficiale ma dalla "controcultura".
Il fatto che io sia cultore della figura di re Carlo I ed anche suo devoto (visto che questi è anche santo, se pur solo per la Chiesa d'Inghilterra ma è tenuto in considerazione anche per quegli anglicani che sono passati al cattolicesimo, con l'ordinariato della Costituzione Apostolica "Anglicanorum Coetibus") deriva da uno studio che io ho condotto personalmente.
Ho guardato sia la storiografia ufficiale che la la "controcultura" .
Da lì ho capito che, forse, la storiografia ufficiale potrebbe essere in errore.
Anzi, il vero "Leviatano" fu Oliver Cromwell, che instaurò una dittatura e fece delle terribili persecuzioni religiose. Egli, tra l'altro, salì al potere con una rivoluzione cruenta.
Un discorso analogo può essere fatto su Giuseppe Garibaldi.
Per la storiografia ufficiale, Garibaldi fu un eroe, anzi fu l"Eroe dei due mondi".
In realtà, egli fece anche delle cose terribili di cui la storiografia ufficiale non dice nulla.
Per esempio, per conquistare il sud Italia, Garibaldi ed i suoi si allearono con la mafia.
Anzi, possiamo dire che Garibaldi ed i suoi aprirono la strada ai mafiosi, mandando il sud in scatafascio.
Di questo, la storiografia ufficiale non dice niente di ciò, come non dice niente delle porcherie fatte dai garibaldini. Per esempio, si parlano di saccheggi e persino di stupri fatti dai soldati garibaldini.
Leggete questo articolo del sito "Brigantaggio.net" che è intitolato "I novanta giorni di Garibaldi in Sicilia".
Anche nel nord Italia, non tutti furono con i garibaldini e con i piemontesi. Il feldmaresciallo dell'Impero Austro-Ungarico Josef Radetzky, sui territori italiani dell'impero, disse che "bastava impiccare preti ed avvocati" ma ai contadini non interessava nulla di stare con i piemontesi.
Effettivamente, le guerre che ci furono nel Mantovano furono condotte da piemontesi, liguri e toscani mentre alla popolazione non interessava nulla di passare sotto i Savoia.
Quanto ai preti di cui parlava Radetzky, era chiaro che egli si riferisse ai vari don Enrico Tazzoli e soci, che congiurarono contro Vienna.
Anche qui, tante cose vengono taciute.
E' chiaro che certe cose facciano comodo a chi ha certe ideologie.
La storia diventa così l'ancella della propaganda politica.
Leggete questo articolo del blog dell'Associazione Sant'Ignazio di Loyola di Pistoia che è intitolato "La verità storica fondamento dell’identità e dell'unità nazionale - Paolo Martinucci" .
Per questo non c'è una memoria condivisa.
Anzi, chi dice delle cose contrarie alla storiografia ufficiale viene visto come "pazzo" o peggio.
Leggete questo articolo del blog "Il Giornale del Sud" che è intitolato "EDITORIALE/ Napolitano e la Secessione: le amnesie di un Presidente" .
E' logico che la secessione non sia cosa auspicabile ma essa non è nemmeno "antistorica" visto che nel XX secolo ci furono delle secessioni.
Quindi, ad esempio, anche le posizioni di partiti come la Lega Nord (come quelle dei neo-borbonici) hanno una loro legittimità.
Contestare un processo di unificazione come quello italiano ed un certo tipo di sistema (quando questi ha dei grossi problemi) può essere legittimo e, entro certi limiti, anche costruttivo.
Ho qui un altro articolo che mi è stato segnalato da Ivan Vassallo, il suo autore.
Questo articolo è scritto sul giornale "Papalepapale.com" ed è intitolato "Lingua e Religione, l’identità perduta di Malta. PARTE 2".
Questo articolo tocca un tema che riguarda la storia di Malta e di una proposta fatta dal politico maltese Enrico Mizzi che avrebbe previsto il passaggio dell'Eritrea al Regno Unito e di Malta all'Italia.
In pratica, se una cosa del genere fosse passata, Malta sarebbe diventata uno Stato federato dell'Italia e forse, noi italiani non avremmo usato i gas nervini in Etiopia e non saremmo costretti a "doverci rifare una verginità" di fronte alle nostre ex-colonie né a pagare parecchi soldi nelle "tasse per l'Abissinia", attraverso le accise sulla benzina.
Di questo, la storiografia ufficiale non parla.
Come avevo scritto nell'articolo che parla di Roncoferraro e della proposta culturale che avevo fatto al Comune, la storia va letta senza pregiudizi.
Certo, anche la "controcultura" ha i suoi limiti. Ad esempio, non si possono accettare tesi che rivalutino certi personaggi come Stalin, Hitler, Pol Pot, Ceausescu ed il altri. Questi personaggi furono dei criminali assurdi.
Non si possono nemmeno accettare le tesi contro Gesù Cristo. Questi fu un personaggio che trasmise valori nobili.
La storia va letta nelle sua interezza.
Solo così si può acquisire il senso critico verso le cose.
Cordiali saluti.

"ACCOPPIATA" INDIGNADOS E MASSONERIA? E' UNA COSA POSSIBILE?



Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo del blog "L'Alternativa" che è intitolato "UFFICIALE: La massoneria è con gli indignados!" .
L'articolo è stato portato alla mia attenzione dall'amico Angelo Fazio che ringrazio.
Va detta una cosa.
Il problema della massoneria è il suo relativismo.
Nella massoneria c'è tutto ed il contrario di tutto.
Vi faccio un esempio paradigmatico.
Nella Rivoluzione francese del 1789 i "liberi muratori" ebbero una parte ma non secondo quanto viene percepito dal senso comune.
Se fu vero che Maximilien de Robespierre, Gilbert du Motier de La Fayette, Jean Paul Marat e gli altri capi rivoluzionari erano massoni fu altrettanto vero che anche tra i contro-rivoluzionari, che combattevano per il re e per la Chiesa, ci furono dei loro "fratelli".
Cito, ad esempio, Jacques Cazotte.
Diciamo che la situazione potrebbe essersi ripetuta con gli "Indignados".
Il problema della massoneria è questo suo relativismo culturale.
Cordiali saluti.

LA CRISI ITALIANA? E' DELLA DEMOCRAZIA!

Cari amici ed amiche.

Anche su "Italia chiama Italia" è stato pubblicato l'articolo che ho scritto questa mattina.
Il suo titolo è "Lega Nord, quale destino avrà?" .
Intanto, su questo blog, l'articolo di questa mattina è stato commentato da Marcello Sanna, blogger del blog "La Tana del Cinghiale".
Il commento recita così:

"Analisi in linea di massima condivisibile.
Salvo qualche eccezione che vado ad esporre:
1) Sin dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi abbiamo assistito (fatto unico a livello mondiale) alla contrapposizione al Premier democraticamente eletto della magistratura. Che ha dimostrato l'esistenza di un patto politico con la sinistra.
E ciò è incontrovertibile.
2)Per 17 anni la magistratura E NON LA POLITICA ha dettato e scandito l'attività di governo IMPEDENDONE DI FATTO l'espletamento del programma concordato con gli elettori.
Fatto questo che già da solo implicherebbe i reati di sovvertimento delle Istituzioni della Repubblica e di Attentato alla Costituzione.
3)L'ultimo atto, quello che vede un Presidente della Repubblica schierato apertamente contro il Governo e che sceglie anche il Premier con modalità francamente golpiste,rappresenta un attacco alla democrazia che potrebbe anche portare alla rivolta armata.
NON DOBBIAMO SOTTACERE O MINIMIZZARE QUESTO FATTO !
Ciò detto risulta evidente che la determinazione della Lega non è stata adeguatamente supportata da atti politici altrettanto forti da parte del PDL.
In considerazione degli attacchi pregressi al Premier era chiaro ed eclatante il fatto che il primo atto, il primo impegno del Governo doveva essere quello sulla giustizia e sulla magistratura deviata, e cito:
"riforma della normativa anche costituzionale in tema di responsabilità penale, civile e disciplinare dei magistrati, al fine di aumentare le garanzie per i cittadini; completamento della riforma del Codice
di Procedura Civile con snellimento dei tempi di definizione ed incentivi alle procedure extra giudiziali".
E', infine ovvio e lampante, che il potere arrogatosi dalla Corte Costituzionale di bloccare DISCREZIONALMENTE ED ARBITRARIAMENTE, le determinazioni assunte dal Governo, l'ignavia istituzionale del CSM nel perseguire errori, arbitrii ed abusi dei magistrati,la fallimentare gestione della giustizia civile e penale con gravi ripercussioni nel tessuto sociale ed economico della Repubblica ed infine l'rresponsabilità e l'impunità determinate dalla Legge 117/88 (c.d. Legge Vassalli) hanno determinato il progressivo sgretolamento del Governo Berlusconi.
A cui dobbiamo sommare il comportamento di Gianfranco Fini e dei suoi accoliti.
A questa serie di attacchi il PDL non ha saputo reagire in maniera adeguata e ciò ha portato alla perdita di consenso e ad un allontanamento dalla politica dei suoi elettori e simpatizzanti.
Duole rilevare che il Presidente Berlusconi stesso sia stato lasciato solo quando , in prima persona, denunciava una magistratura deviata e l'esigenza improcrastinabile ed urgentissima di una riforma della giustizia che mai è arrivata !
E che mai è stata adeguatamente supportata se non, fatto notevolissimo, dal deputato leghista Gianluca Pini, che ha visto bocciata la sua proposta di legge in materia di responsabilità civile diretta dei magistrati.
In tali condizioni di continuo attacco è un miracolo che non si sia giunti ancora alla guerra civile !".

A prescindere da certi toni usati da Sanna, debbo dire che molta parte di quanto egli ha scritto sia condivisibile.
Infatti, la rapidità della soluzione della crisi di governo è effettivamente anomala.
Inoltre, contro il presidente Berlusconi è stato detto e fatto di tutto e di più.
Prima, gli sono stati fatti degli attacchi giudiziari, poi quelli giornalistici e, infine, quelli speculativi dall'economia.
E' stato fatto un vero e proprio accerchiamento.
Inoltre, all'interno del Popolo della Libertà vi è stato chi ha remato contro, per la propria visibilità.
Da tutto ciò è nata la crisi di un governo che stava facendo tanto.
Effettivamente, i nostalgici della I Repubblica hanno fatto il gioco degli speculatori e viceversa.
Intanto, l'"effetto Monti" è scemato e la Borsa continua a crollare mentre lo spread con i Bund tedeschi continua a salire.
Cordiali saluti.

Translate

Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.