Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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mercoledì 12 ottobre 2011

COSA SI PUO' FARE CON LA CODA DI BUE?

Cari amici ed amiche.

Molto spesso, si tendono a sottovalutare certi tagli di carne. Un esempio è la coda di bue, un taglio che a molti non piace per la presenza di nervi e tendini.
In realtà, cotto bene, questo taglio di carne può fare la sua bella figura.
Come insegna anche un grande chef come Gordon Ramsay (nella foto qui sopra), bisogna valorizzare ogni taglio di carne, cucinandolo nel modo corretto.
Ad esempio, la coda di bue non può essere cotta alla griglia. Va stufata.
L'esempio è la "Coda alla vaccinara", tipico piatto romano.
Io, invece, avrei una mia ricetta da proporvi, la "Casseruola d'autunno".
Ecco la ricetta:

Per quattro persone:

Ingredienti:

1 Kg di coda di bue
500 gr di guancia di bue
150 gr di lardo stagionato in una fetta sola
75 ml di un buon vino rosso (come il Barolo, il Lambrusco mantovano o emiliano, il Chianti o il Nero d'Avola)
1 o 2 bicchieri di brodo vegetale.
2 chiodi di garofano tritati
1 cipolla
3 carote
3 gambi di sedano
2 0 3 fette di limone
1 spicchio d'aglio in camicia
sale e pepe quanto basta.


Preparazione:

Prendete le carni e fatele a pezzi, se il vostro macellaio non le ha già tagliate.
Tagliate a dadini il lardo, le carote, il sedano, la cipolla e, con lo spicchio d'aglio intero, metteteli in una casseruola a soffriggere per circa un minuto o poco meno.
Togliete lo spicchio d'aglio e aggiungete le carni. Fatele rosolare per uno o due minuti. Tenendo conto del fatto che il lardo sia già salato, mettete solo un pizzico di sale. Mettete anche un pizzico di pepe.
Aggiungete poi anche il vino, il brodo, i chiodi di garofano tritati finemente e le fette di limone e lasciate cuocere per 2 ore e mezza o anche di più, a fuoco lento. La casseruola deve essere coperta con il coperchio. Ogni tanto, rimestate il tutto, perché non si attacchi.
La carne deve diventare tenerissima (la carne della coda di bue deve staccarsi dall'osso ed il vino ed il soffritto devono diventare una salsa.
Servite le carni (insieme alla salsa) molto calde. Le fette di limone (che sono state cotte con la carne) possono guarnire il piatto.
Potete accompagnare questo piatto con della polenta appena fatta.
NB: Pote sostituire il lardo con l'olio d'oliva. In tal caso servirà un più di sale.
Cordiali saluti e buon appetito.

martedì 11 ottobre 2011

SALVIAMO LA FILARMONICA DI COSENZA!



Cari amici ed amiche.

L'orchestra di Cosenza, la "Philarmonia Mediterranea", rischia di chiudere.
Infatti, i promotori della petizione fatta contro la chiusura di tale ente mi hanno mandato questo messaggio sulla Libero Community:

"AIUTO.
Quasi 100 persone abbiamo perso lavoro e dignità.
Dopo 30 anni di onoratissima carriera, l’Orchestra Philarmonia Mediterranea, con sede a Cosenza, viene spazzata via dal nuovo Direttore Artistico del Teatro Rendano, nominato senza alcun concorso.
Il Sindaco si rifiuta di riceverci, abbiamo bisogno di attenzione e aiuto.
Stiamo cercando di lottare civilmente e tutto quello che chiediamo è una firma di solidarietà alla nostra petizione di protesta. Maggiori dettagli nel mio blog. Nella speranzosa attesa di una vostra qualsivoglia risposta, cordialmente saluto, Un’Orchestrale.".

Ora, voglio fare una riflessione.
Io penso che si debba trovare un compromesso, come in ogni cosa.
Com'è noto, le amministrazioni comunali debbono stringere la cinghia. Io penso che, da una parte, l'amministrazione comunale debba ascoltare chi teme che la "Philarmonia Mediterranea" possa scomparire e, dall'altra, chi si lamenta debba trovare una soluzione con l'amministrazione stessa. Per esempio, si potrebbe favorire l'ingresso del capitale privato.
Io non ho mai visitato Cosenza ma so che, come tutto il resto della Calabria (che un po' conosco) sia bellissima.
La Calabria ha tanti tesori che vanno valorizzati. Cito, ad esempio, il sito dell'Abbazia di Colloreto (che si trova in provincia di Cosenza) o la Cattolica di Stilo che si trova in provincia di Reggio Calabria e la stessa città di Reggio Calabria.
Anche l'orchestra "Philarmonia Mediterranea" fa parte di questi tesori.
Pertanto, firmate questa petizione.
L'unica cosa che non si deve fare è trasformare questa situazione in una battaglia politica tra partiti.
Se si trasforma questa situazione in una battaglia politica si creano solo nuovi problemi e conflitti e non si risolve il problema principale, ossia la questione del salvataggio della "Philarmonia Mediterranea".
Cordiali saluti.

FASCISMO E NAZISMO? FECERO IL PIU' GRANDE SERVIZIO AI COMUNISTI!



Cari amici ed amiche.

Se io dovessi andare in giro con una maglietta che raffigura una croce celtica, verrei insultato, apostrofato come "assassino" (in inglese "murderer") e forse preso a pugni e ai calci.
Se io dovessi andare in giro con indosso una maglietta che raffigura una falce ed un martello, nessuno direbbe niente.
Per molti, la croce celtica avrebbe bruciato parecchie persone mentre la falce ed il martello no.
In reatà, la croce celtica non bruciò proprio nessuno.
Furono i nazisti a bruciare più di 6.000.000 di persone e a macchiarsi di altri crimini.
Con questa situazione paradigmatica, voglio farvi capire una cosa.
Voglio farvi capire che ideologie perniciose come fascismo e nazismo fecero una grande servizio ad altre ideologie non meno perniciose. Tra queste, la prima fu il comunismo.
Con il loro crimini, di fatto, nazismo e fascismo fecero in modo che il comunisti si potessero presentare come liberatori e sedessero sul tavolo dei vincitori.
In pratica, qui in Italia, i crimini dei nazisti e dei fascisti diedero ai comunisti di avere una certa egemonia nel mondo culturale.
Tornando all'esempio della croce celtica, faccio notare che essa non fu un simbolo nazista ma cristiano.
Infatti, essa nacque nelle Isole Britanniche (Britannia ed Irlanda) quando arrivò il Cristianesimo, V secolo AD.
Qui molti druidi divennero monaci e fusero il simbolo celtico del Sole (il cerchio) con la croce cristiana.
Tra l'altro, dal Cristianesimo celtico provennero grandi Santi, come San Colombano, un Santo noto qui nel nord dell'Italia.
Pensate all'Abbazia di Bobbio, in Provincia di Piacenza.
Purtroppo, è passata l'idea che dice che la croce celtica sia un simbolo di morte perché associata con i nazisti.
Questo è molto grave.
Alla speculazione culturale fatta dei nazisti si è aggiunta quella dei comunisti, i seguaci di un'ideologia che non fu meno criminale del nazismo. Ricordiamoci dei caduti di Butovo (in Russia), del massacro dei Polacchi nelle foreste di Katin, dell'Holodomor in Ucraina e dei Khmer rossi in Cambogia.
Sono solo alcuni dei crimini fatti "in nome della difesa degli operai" dai comunisti.
Cordiali saluti.

LA FINE E' IL MIO INIZIO, LA RECENSIONE

Cari amici ed amiche.

Ieri ho visto il film intitolato "La fine è il mio inizio" e tratto dall'omonimo libro di Tiziano Terzani (nella foto, Firenze, 14 settembre 1938- Orsigna, 28 luglio 2004). Il film parla dei suoi ultimi momenti di vita.
Venditore della Olivetti prima e poi giornalista, Terzani visitò tutti i luoghi che nel corso della storia ebbero conflitti e rivolte. Tra l'altro, Terzani lavorò per importanti giornali come "Il Giorno" , il "Corriere della Sera" ed il settimanale tedesco "Der Spiegel".
Vide in prima persona la guerra in Vietnam e l'apartheid in Sud Africa.
Cultore della Cina, Terzani abbracciò l'ideologia comunista di Mao Tse Tung per poi pentirsene in seguito. A suo dire, il comunismo avrebbe ucciso l'antica cultura cinese nella Cina di oggi.
Proprio su questo punto, io vorrei soffermarmi.
Proprio la parola di un ex comunista di ferro, qual era Terzani, deve fare capire quanto sia brutta quell'idea.
Il comunismo è un'ideologia che spersonalizza e nega quella che è l'unicità di ogni persona di fronte agli altri e di fronte a Dio, quel Dio in cui forse Terzani non credeva, almeno per come crediamo noi cattolici. Ogni uomo ha ambizioni e peculiarità diverse da quelle del suo vicino.
Il comunismo è un'ideologia mortifera.
Pur avendo rifiutato il comunismo, però, Terzani rimase anarco-socialista in cuore.
Questa sua idea si manifestò quando parlò della sua malattia, un tumore al pancreas che lo portò alla morte.
Per lui, il tumore fu una benedizione poiché, a suo dire, lo liberò da ogni "maschera" che indossava nella vita precedente.
Da sempre affascinato dalla cultura Zen, passò un lungo periodo di meditazione presso un monaco buddista, dopo avere smesso di accettare le cure della medicina tradizionale.
Di sicuro, Terzani era rimasto fortemente avverso anche al capitalismo.
Per lui, società dell'Occidente di oggi ha messo al centro il profitto.
Ora, io voglio fare una mia riflessione.
Il capitalismo in sé ha una logica cristiana.
Basta leggere le varie lettere di San Paolo Apostolo, nei passi che parlano del lavoro, o basta rileggere il testo di Thomas di Cobham.
Quindi, il capitalismo di oggi è un sistema imperfetto ma non da buttare.
Il problema non è il profitto ma il modo in cui l'uomo si pone di fronte ad esso.
Se l'uomo vede il profitto come un fine è logicamente male.
Se, invece, l'uomo vede il profitto come un mezzo per creare lavoro e ricchezza per tutti le cose cambiano perché contribuisce al bene della società.
Sul fatto che si debbano dare un'etica e dei valori al capitalismo, si può essere d'accordo.
Non bisogna, quindi, criminalizzare il capitalismo in quanto tale.
Di sicuro, questo film è stato caratterizzato dalla storia di un Terzani che fa redigere un suo "testamento" a suo figlio Folco.
In questo suo testamento, il vecchio giornalista (interpretato dall'attore Bruno Ganz) fa scrivere a Folco (interpretato da Elio Germano) tutte le sue riflessioni su tutti gli avvenimenti che egli vide.
Dietro a questo dialogo vi è però la volontà di un padre di ricucire un rapporto con un figlio che non vedeva da molto tempo e con cui aveva litigato.
Quindi, questo film parla quasi di un padre che, prima di morire, voleva riabbracciare i propri figlioli.
Non c'è solo la vicenda del "Terzani giornalista" ma anche quella del "Terzani uomo", un uomo che stava lottando contro un male che lo stava distruggendo.
Ho trovato particolarmente toccante la scena del film in cui Terzani mostrava al figlio il drenaggio che gli usciva dall'addome.
Mi ha ricordato quello che successe alla mia nonna materna, che morì di cancro al peritoneo il 03 febbraio 1997.
Eppure, Terzani volle ridere di fronte alla morte.
Infatti, non volle che gli altri piangessero al suo funerale e volle essere cremato e che le ceneri fossero disperse nell'aria.
La sua morte sopraggiunse di fronte ai suoi cari, sua moglie Angela (interpretata da Erika Pluhar), i suoi figli Folco e Saskia (interpretata da Andrea Osvart) ed i nipoti.
Io definisco Tiziano Terzani un personaggio "controverso".
Non condivido nulla delle sue idee. Anzi, se prima di vedere il film ero anticomunista ora lo sono ancora di più e sono ancora più convinto della mia avversione verso quell'ideologia.
Però, a Terzani va riconosciuto il fatto di avere vissuto la vita fino in fondo.
Il film mostra esattamento ciò.
Cordiali saluti.

DIRITTO ALLO STUDIO E ALLA CASA, PARLA IL MINISTERO DELLA GIOVENTU'


Cari amici ed amiche.

Il Ministro della Gioventù, onorevole Giorgia Meloni, il presidente dell'INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, Antonio Mastrapasqua, e quello dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana), Giuseppe Mussari, hanno stretto un accordo a favore dei giovani, sia per ciò che riguarda il diritto allo studio e alla casa.
Leggete quanto riportato dal sito del ministero.
Ad esempio, riguardo al lavoro, è stato elargito un fondo di circa 51.000.000 di Euro per quei giovani genitori precari e disoccupati.
Io trovo che simili iniziative possano essere utili per aiutare i giovani.
Io, ad esempio, non potei andare all'università perché non potei permettermelo. Sono pur sempre figlio di un operaio, un onesto operaio che si è sempre dato da fare.
Questa iniziativa aiuterà molti giovani che sono nella mia situazione e che hanno una grande volontà.
Cordiali saluti. Inserisci link

SAGGIO E RIFLESSIONE SUL DECAMERONE



Ubi Mors Nigra domina et in spada…

et in falx a trebbiare dura…

i colli varcante fuit et le mura…

per reparare, ubi nullo di certo…

in spirare malo stette per tempo…

tale spirto, in agro a fugare…

meste le genti presero;


et diece furono in bona…

alba come del sole i giovini…

in tale fare con loro rege…

o reina, per lezzo tale di Morte…

lasciare, in novellare altrui ventura…

mossero per diece tramonti et vagare;


et in tale lectura acuto…

colse cantore et magister…

et novelliere Ioannes…

che in contare la vita facendo nova…

si grama la vecchia et vera…

nullo porta a gnuno patire.


ANTONIO GABRIELE FUCILONE

RONCOFERRARO (MANTOVA)



lunedì 10 ottobre 2011

BUDDY VALASTRO, THE REVIEW-BUDDY VALASTRO, LA RECENSIONE


Cari amici ed oggi.

Oggi faccio una recensione su un grande esempio di italianità nel mondo, Buddy Valastro, il noto pasticcere della pasticceria "Carlo's Bake Shop" che si trova ad Hoboken, nel New Jersey, terra in cui, per altro, ho dei parenti e che ospita molti siciliani. Lo stesso Buddy, come i miei parenti, è originario della magnifica Trinacria.
La sua terra d'origine è Lipari, in provincia di Messina, la stessa provincia di cui è originaria la famiglia di mia madre. Buddy rappresenta la quarta generazione di una grande famiglia di pasticceri siciliani che iniziò a lavorare del 1910.
Pensate, la "Carlo's Bake Shop" opera da oltre cento anni. In questo suo centenario, la pasticceria ha portato sulle tavole americane (e non solo) dolci di vario tipo, molti dei quali figli della tradizione italiana e in particolare siciliana.
Basti pensare ai cannoli. questi dolci sono figli di una sapiente ed antica tradizione. Infatti, essi nacquero in un convento del Palermitano. Un discorso analogo si può fare per i frutti della Martorana. Essi sono una sorta di dolci fatti di marzapane (pasta di mandorla) e con le forme di vari frutti. Devono il loro nome al fatto che essi fossero stati inventati nel convento della Martorana, il convento che si trova vicino alla chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio che fu fondata dall'ammiraglio normanno Giorgio d'Antiochia nel 1143. Il convento fu fondato da Eloisa Martorana e le suore che abitavano in esso confezionarono questi dolci per sostituire la frutta che si sarebbe dovuta usare per abbellirlo, in occasione della visita del Papa dell'epoca.
Come già scrissi un'altra volta, quando trattai la questione del ristorante "Il Conventino" , il cibo è cultura e Buddy è sicuramente un uomo di cultura.
Il mezzo per diffondere questa cultura è sicuramente la televisione.
Buddy, infatti, conduce la trasmissione "Il Boss delle torte" (The Cake Boss)" , una trasmissione televisiva in cui il pasticcere ed i suoi parenti (che lavorano nell'azienda di famiglia) producono torte su ordinazione.
Buddy si sbizzarrisce con la sua creatività, come nel caso della torta a forma di tavolo da biliardo.
Del resto, il pasticceri siciliani sono degli scultori.
Tra le varie gag di questa famiglia italo-americana, Buddy crea autentici capolavori che sono belli da vedere e, sicuramente, buoni da mangiare.
Un aspetto della famiglia Valastro è il valore che viene dato alla famiglia in quanto cellula fondante della società.
Questo è un concetto che noi italiani abbiamo nel sangue e che dobbiamo difendere come un tesoro fondamentale. Una cosa che mi ha toccato è stata proprio un discorso fatto da Buddy (durante la sua trasmissione televisiva) in cui diceva di avere promesso a suo padre che avrebbe portato il nome della sua pasticceria in tutto il mondo. Io credo che ci sia riuscito.
Non credo che Buddy abbia bisogno di consigli.
Se lo avessi davanti, gli proporrei di mettere tra i suoi dolci l'Anello di Monaco , un dolce natalizio della mia città natale, Mantova, la cui pasta è simile a quella del panettone. Le sue origini sono tedesche, precisamente di Monaco di Baviera.
La ricetta di questa ciambella alta come un panettone (che può essere trovata su internet) è la seguente:

500 gr di farina bianca 70 gr di lievito di birra 4 uova 140 gr di burro o strutto 1 cucchiaio e mezzo di zucchero 1 presa di sale latte tiepido 1 bicchiere.

Si scioglie in una tazza il lievito di birra con un cuchiaino di zucchero, un cucchiaio colmo di farina e pochissimo latte tiepido. Coprire il panetto di farina facendo sopra la croce. Ben coperto metterlo in un posto tiepido.
Intanto che lievita si prepara il ripieno con 250 gr di noci sgusciate e 150 di zucchero. Si fa bollire lo zucchero con dieci cucchiai d'acqua stando bene attenti di non far caramellare lo zucchero. Si mescola con le noci tritate finemente. Quando l'impasto è freddo si aggiungono due chiare d'uovo montate a neve.
Si riprende il panetto lievitato, ed in una zuppiera si mescola con la farina, il sale, la buccia di limone, due tuorli, due uova intere ed il burro. Impastare subito tirando le mani verso l'alto, finchè l'impasto non si stacca.
Si copre ancora e si lascia lievitare una seconda volta, e dopo circa mezz'ora si versa la pasta su di un'asse infarinata.
Le si dà una forma rettangolare o circolare, alta circa due dita, si spalma il ripieno, si arrotola e si mette in uno stampo bene imburrato in forno. Lo stampo deve essere molto pesante (rame) e circolare.
Si mette in forno freddo e si tiene per circa 40 minuti a calore piuttosto elevato. A cottura ultimata (il dolce deve essere rosso sopra) spegnere il forno e lasciarlo aperto per 5 minuti. Quando si toglie, ancora nel recipiente, si spalma sopra una glassa fatta con due etti di zucchero a velo in pochissima acqua, addensata leggermente sul fuoco. C'è chi ricopre questo dolce anche con la glassa al cioccolato.


Pertanto se andate ad Hoboken, non potete non andare alla "Carlo's Bake Shop", che si trova in 95 Washington Street, Hoboken, New Jersey (cap 07030). Ritroverete un pezzo di Italia negli Stati Uniti d'America.

Cordiali saluti.



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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.