Presentazione

Presentazione
Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

sabato 8 ottobre 2011

LA PARABOLA DEL BANCHETTO NUZIALE



Cari amici ed amiche.

Durante le Sante Messe di questa sera e di domani, sarà letto il brano del Vangelo secondo Matteo che parla della parabola del banchetto nuziale (capitolo 22, versetti 1-14) che recita:

"1 Gesù riprese a parlar loro in parabole e disse: 2 «Il regno dei cieli è simile a un re che fece un banchetto di nozze per suo figlio. 3 Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non vollero venire. 4 Di nuovo mandò altri servi a dire: Ecco ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e i miei animali ingrassati sono già macellati e tutto è pronto; venite alle nozze. 5 Ma costoro non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; 6 altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero.
7 Allora il re si indignò e, mandate le sue truppe, uccise quegli assassini e diede alle fiamme la loro città. 8 Poi disse ai suoi servi: Il banchetto nuziale è pronto, ma gli invitati non ne erano degni; 9 andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze. 10 Usciti nelle strade, quei servi raccolsero quanti ne trovarono, buoni e cattivi, e la sala si riempì di commensali. 11 Il re entrò per vedere i commensali e, scorto un tale che non indossava l'abito nuziale, 12 gli disse: Amico, come hai potuto entrare qui senz'abito nuziale? Ed egli ammutolì. 13 Allora il re ordinò ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. 14 Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».".

Ora, il brano va commentato.
Bisogna stare attenti a dare ad esso un'interpretazione letteraria.
Interpretato nel senso letterario, questo brano dice che chi non fa parte di un determinato gruppo di "eletti" viene distrutto dal Signore.
L'esempio più classico di ciò è rappresentato dai Testimoni di Geova.
In realtà, questo brano va letto nel profondo.
E' vero che stare con il Signore è un privilegio per alcuni ma è altrettanto vero che ogni uomo è chiamato alla salvezza.
Purtroppo, molti uomini rifiutano il progetto che Dio ha per loro.
Rifiutando tale progetto, l'uomo si allontana da Dio e dalla Salvezza.
Il banchetto nuziale è certamente un momento di convivialità tra gli sposi e gli invitati e gli invitati stessi.
E' chiaro, però, che cercando di capire bene parabola, il banchetto nuziale altro non è che l'Eucarestia.
Nella parabola, Gesù parla di coloro che sono stati invitati per primi e che rifiutarono.
Coloro che sono stati invitati per primi altro non sono che le persone più vicine al re.
Queste ultime però hanno rifiutato l'invito.
Le persone che sono state invitate per prime ma che hanno rifiutato altro non sono che coloro che si reputano vicini a Dio ( che magari ne conoscono anche i precetti) ma che da Dio si sono mostrate lontane con i loro cuori.
E' logico che Gesù parlasse dei farisei.
Quindi, il re fa uccidere questi invitati indegni e fa chiamare tutte le persone dalle strade, i cattivi ed i buoni.
Il fatto che Gesù abbia citato per primi i cattivi ha un suo significato.
Dio, infatti, vuole la salvezza dell'uomo. Se si può salvare il cattivo a maggior ragione si può salvare anche il buono.
Ora, guardando gli invitati, il re della parabola notò che uno di essi non aveva l'abito nuziale.
Lo fece cacciare via, nelle tenebre.
Anche qui c'è un significato più profondo.
Infatti, se il banchetto nuziale è l'Eucarestia, l'abito nuziale è la predisposizione dell'uomo ad accogliere Cristo nel sacramento.
Infatti, non basta andare a Messa, sentire la Parola del Signore e prendere l'Eucarestia. Ci vuole anche la buona volontà umana e la coscienza del fatto che in quel pane e in quel vino consacrati vi sia Gesù stesso.
Così si può essere realmente partecipi in quel grande banchetto che è l'Eucaristia.
Allora, per essere realmente salvi non ci si deve limitare solo a conoscere la Parola del Signore e partecipare all'Eucarestia. Bisogna essere partecipi a tutto ciò con il cuore.
Cordiali saluti.

BANCA CENTRALE EUROPEA E CENTRODESTRA, COMMENTO ALL'ARTICOLO DI MAURIZIO GRIFFO SU L'OCCIDENTALE


Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo scritto il 03 ottobre scorso da Maurizio Griffo su "L'Occidentale".
Esso è intitolato "La lettera della Bce è solo un riassunto delle occasioni perse dal centrodestra".
In questo articolo parla di alcune considerazioni fatte dalla Banca Centrale Europea sull'Italia.
Secondo l'articolo di Griffo, questa lettera rappresenta una serie di occasioni perse dagli attuali maggioranza e Governo di centrodestra.
Io voglio spezzare una lancia a favore del centrodestra.
Il nostro Paese paga le pessime politiche del passato. Mi ricordo, ad esempio, che fino agli anni '90 c'era chi andava in pensione a 40 anni.
Inoltre, per un lungo periodo, non furono fatte delle buone politiche per il Sud.
Anziché favorire delle iniziative virtuose per quella parte del nostro Paese furono elargite grandi somme di denaro pubblico (in politiche di assistenzialismo) che, di fatto, alimentarono i ceti politici corrotti, piuttosto che le "baronie" delle università.
Questo fece aumentare il debito pubblico.
Ora, il centrodestra aveva un programma che avrebbe cambiato il nostro Paese.
Purtroppo, non è riuscito ad implementarlo per come si deve perché al suo interno c'erano forze che, di fatto, ponevano dei veti. L'eccesso di dialettica dentro il centrodestra e le scissioni al suo interno, hanno causato causato un vero immobilismo. La crisi ha complicato le cose.
Il centrodestra deve riformarsi al suo interno (e il Popolo della Libertà lo sta già facendo, con i congressi) e rilanciare quel programma di riforme (come il federalismo) e di liberalizzazioni.
Il messaggio della BCE è chiaro.
Cordiali saluti.

LA CASSATA SULMONESE, LA RICETTA

Cari amici ed amiche.

Sulla rivista "L'Eco di San Gabriele" ho trovato questa ricetta di un dolce tipico abruzzese, la "Cassata sulmonese".
Questa è la ricetta:

Ingredienti: 200 gr di pan di Spagna, 200 gr di burro, un bicchierino di liquore (Marsala o un liquore allo zafferano, che è tipico dell'Abruzzo), 150 gr zucchero a velo, 70 gr torrone, 60 gr cacao amaro, 70 cioccolato al latte e 4 tuorli d'uova.

Preparazione: tagliare il pan di Spagna in tre dischi. Sbattete il burro con una parte dello zucchero a velo e i tuorli d'uova. Dividete questa crema in tre parti.
In una aggiungete il cacao amaro. In un'altra parte aggiungete i pezzetti di torrone e in un'altra parte mettete i pezzetti di cioccolato al latte.
Spruzzate i dischi di pan di Spagna con il liquore. Farcite il pan di Spagna con le tre creme.
Ciascun strato dovrà essere farcito da una crema diversa.
Spolverate il pan di Spagna con il resto dello zucchero a velo.
Buon appetito e cordiali saluti.

venerdì 7 ottobre 2011

IL "CASO ODIFREDDI", COMMENTO ALL'ARTICOLO SUL BLOG "QUAESTIONES QUODLIBETALES"

Cari amici ed amiche.

Qui sotto ho riportato un testo scritto sul blog "Quaestiones Quodlibetales" . Leggetelo!
Ringrazio l'amico Riccardo Di Giuseppe che me l'ha segnalato e a cui faccio i miei migliori auguri di buon compleanno.
La questione del rapporto tra Dio e scienza è spesso visto come difficoltoso per alcuni.
E' il caso del noto matematico Piergiorgio Odifreddi che ha sempre manifestato pubblicamente il suo pensiero contro la religione, rileggendo in modo razionalista i vari testi sacri del Cristianesimo.
In pratica, egli ha usato i testi sacri per dire che Dio non esiste. Da un comunista, un uomo influenzato da Noam Chomsky non ci si può aspettare altro, se non toni sprezzanti verso la religione.
In realtà, Odifreddi può essere smentito sempre.
In un mio precedente articolo dedicato a Dio, citai Anassagora (496 BC-428 BC), un filosofo greco che definì Dio come il "primo motore della creazione".
In questa espressione vi è un qualcosa di scientifico e di religioso.
Ora, guardate una tavola periodica degli elementi chimici. La sua immagine è stata presa dal blog "E.t.l.e.b.o.r.o". Chi non crede può dire che gli elementi ivi raffigurati siano tali per un puro caso e, appellandosi agli studi di Pierre Simon Laplace (23 marzo 1749-05 marzo 1827), può sostenere che la "meccanica celeste" si possa gestire da sola, senza alcun apporto esterno.
Io che, in quanto tecnico di laboratorio chimico-biologico ( se pur attualmente disoccupato), so leggerla, posso dire che non può essere casuale, ad esempio, il fatto che l'azoto abbia come numero atomico 7, come massa atomica 14, 0067 UMA (o AMU) e come configurazione elettronica 2s2 e 2p3 mentre il sodio abbia come numero atomico 11, come massa atomica 22, 98977 UMA (o AMU) e come configurazione elettronica 3s1 oppure il Cloro che ha come numero atomico 17, come massa atomica 35, 453 UMA (o AMU) e come configurazione elettronica 3s 3p5.
Non può essere un caso tutto ciò.
Gli atomi di Cloro, quelli di Azoto e quelli di Sodio sono fatti tutti di protoni, elettroni e neutroni ma sono completamente diversi tra loro.
Non può essere stato il caso a fare tutto ciò.
Anche chi sostiene le tesi di Laplace può essere smentito.
Infatti, io gli potrei dire che i meccanismi di creazione potrebbero anche andare da soli ma potrei dire anche che qualcuno (anzi, Qualcuno) potrebbe averli "programmati".
Quindi, qui si torna al punto di partenza.
Anche le sequenze matematiche della natura non sembrano casuali. Prendiamo, per esempio, un fiore ed un trifoglio.
Di solito, un fiore ha cinque petali ed un trifoglio e ha tre foglie.
Non vi fa venire in mente niente?
Provate a contare così: 1,1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34...fino ad andare all'infinito.
Questa altro non è che il numero aureo di Leonardo Fibonacci, di cui scrissi in passato.
I numeri di questa sequenza si ripetono in ogni cosa della natura.
Non può essere stato il caso a fare tutto ciò.
Del resto, anche figure come quella Benjamin Franklin furono esempi di uomini di scienza che credevano in una "Forza superiore".
Ora, qualcuno potrebbe dirmi che Franklin era massone.
Io potrei rispondergli dicendo che è vero ma farei notare anche che la massoneria anglosassone impone ai suoi affiliati il credere in Dio, che è un landmark.
Credere in Dio non esclude la scienza.
Fu un esempio Sant'Alberto Magno , un Santo che praticava l'alchimia.
Quindi, trovo che sia sbagliato e pericoloso mettere Dio contro la scienza.
Infatti, l'uomo di oggi crede che la scienza possa renderlo onnipotente.
Sbaglia!
Infatti, se crede ciò, le catastrofi possono divenire imminenti.
Il genere umano potrebbe pagare un prezzo altissimo, qualora l'uomo si creda onnipotente con la scienza, senza una vera base di valori.
Del resto vale l'esprssione "historia magistra vitae"!
Cordiali saluti.





Quaestiones quodlibetales: Quando gli asini volano più veloci della luce: Immagino che ogni lettore di questo blog sia a conoscenza delle recenti notizie a proposito del presunto rilevamento di neutrini superlumin...

IL CAFFE', UNA BEVANDA "MONASTICA" ED UNA GRANDE STORIA.


Cari amici ed amiche.

Forse non lo sapete ma ogni volta che bevete una tazzina di caffè, fate un "viaggio" nella storia.
Infatti, questa bevanda risale a più di 1500 anni fa.
Una leggenda narra che un pastore di nome Kaldi non ritrovò più le sue capre.
Il mattino dopo andò a cercarle e le trovò intorno ad un cespuglio con delle bacche rosse e saltellavano eccitate.
Il pastore si chiese come mai fossero così agitate e si domandò si quegli strani frutti fossero i responsabili di ciò.
Andò in un monastero che si trovava lì vicino e parlò con i monaci dell'accaduto.
Questi, a riprova, fecero un infuso con questi frutti e misero a punto una bevanda che bevvero e che li tenne svegli durante le loro notti di preghiera.
Ora, alcuni ambientano questa storia in Medio Oriente.
In realtà, essa potrebbe essere ambientata in Etiopia, la terra d'origine del caffè.
Ora, già in un'altra occasione ho parlato dell'Etiopia, quando scrissi dell'Arca dell'Alleanza.
Lì infatti, scrissi:

"Cari amici ed amiche.

Vi invito a rileggere l'articolo intitolato "Una cosa inaudita: per qualcuno il Tempio di Geruslemme non è mai esistito, seguendo il link
http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/una-cosa-inaudita-per-qualcuno-il.html .
In quell'articolo, ho parlato anche dell'Arca dell'Alleanza, la cassa che conteneva le due tavole date a Mosè da Dio, su cui Dio stesso scrisse il Decologo.
Ora, molti si chiedono ove sia ora quella reliquia.
Un suggerimento ce lo può dare il libro degli Atti degli Apostoli, testo della Bibbia che fa parte del Nuovo Testamento.
Nel capitolo 7, versetti 26 40, vi è un brano che parla di San Filippo Apostolo che si imbatté in un eunuco etiope che leggeva un testo del Vecchio Testamento, la Bibbia ebraica. Il testo in questione era un brano del libro del profeta Isaia.
Filippo spiegò all'etiope quel brano e gli disse che era riferito a Gesù.
L'etiope si fece quindi cristiano, facendosi battezzare.
Ora, se quell'etiope leggeva un brano del profeta Isaia, significa che egli fosse stato ebreo.
Ora, facciamo un grande salto indietro nel tempo.
Andiamo al tempo di re Salomone (ca 1011 BC-ca 931 BC) e della regina di Saba.
Quest'ultima era proprio la regina di Etiopia. Questa ebbe una relazione con il re Salomone e da quell'unione nacque Menelik I, il primo Negus (imperatore) di Etiopia.
La regina di Saba tornò con suo figlio in Etiopia e tutto il popolo etiope abbracciò l'Ebraismo.

Alla morte di Salomone, il Regno di Israele si spaccò in due. Si divise nel Regno di Giuda e in quello di Israele.
Lì iniziò un declino di quel regno. I territori vennero invasi da popoli stranieri. Nel 586, i Babilonesi distrussero il Tempio di Gerusalemme.
Ora, quando arrivarono i Babilonesi, l'Arca dell'Alleanza potrebbe essere stata portata via già da molto tempo.
E qui, ci potrebbe essere stata la mano di Menelik I che, secondo una leggenda, andò dal padre, che stava morendo, e portò via l'Arca del'Alleanza.
Quindi, l'Arca potrebbe essere stata portata in Etiopia. Lì potrebbe essere stata protetta e, ancora oggi, essa potrebbe essere ancora in quel luogo.
Nel IV secolo AD, in Etiopia arrivò il Cristianesimo. Esso arrivò fino alla Penisola Arabica e a Sana'a, capitale dell'attuale Yemen, i cristiani costruirono una cattedrale che oggi è una moschea.
Questo Cristianesimo fu diverso da quello che si sviluppo nel mondo greco o tra noi latini.
Tuttora ha queste caratteristiche.
Prima di tutto, esso è miafisita, poiché proclama la divinità e l'umanità di Gesù Cristo unite in un'unica natura. Noi latini (come greco-ortodossi) riconosciamo, invece, le due nature di Cristo sono distinte.
Inoltre, ha mantenuto riti e simbologie particolari, come anche la presenza di un'"Arca dell'Alleanza" in ogni chiesa.
Questo è l'elemento peculiare del Cristianesimo ortodosso etiopico.
Inoltre, si usano anche le stelle di Davide.
Vi invito a consultare il sito
http://www.etiopiamagica.it/cri.htm.
Quindi, potrebbe essere successo che questi Etiopi fossero stati ebrei e poi si fecero cristiani. Mantennero, però, molti retaggi della vecchia religione, tra cui il culto dell'Arca dell'Alleanza.
D'altra parte, il migliore modo per nascondere una determinata cosa è metterla in mezzo ad altre simili.
Forse, anche per questo ogni chiesa etiope ha un'"Arca dell'Alleanza".
Ora, sorge una domanda.
Dove può essere l'Arca dell'Alleanza?
Secondo alcuni, essa potrebbe trovarsi in una chiesa di Axum.
L'unica persona che può vederla è il custode della chiesa.
Nell'aprile 2010, il Patriarca ortodosso copto, ha confermato ciò e ha detto che l'Arca è in buono stato.
Secondo altri, potrebbe essere in un'altra zona dell'Etiopia, a Lalibela. Qui, ci sono delle chiese rupestri e pare che i Cavalieri Templari avessero contribuito a costruire le chiese rupestri e a custodire l'Arca che era lì.
Secondo altri ancora, l'Arca potrebbe essere stata portata a Gondar.
Anche qui, pare che ci fossero entrati i Templari.
Un'altra leggenda che gira attorno ai Cavalieri Templari, riguarda una setta massonica di rito scozzese.
Essa si propone come erede dell'Ordine Templare ed i suoi membri affermano di essere in possesso dell'Arca dell'Alleanza. Non l'ha mai mostrata.
Ciò che riguarda l'Arca dell'Alleanza affascina ma ogni cosa che la riguarda va trattata con la massima prudenza.
Inoltre, del passato ebraico degli Etiopi, potrebbero essere testimoni i Falasha, popolo ebraico che oggi si trova in Israele ma che viveva in Etiopia e che è di stirpe etiope.
Il loro Ebraismo è molto diverso da quello degli altri ebrei.
Anche questo potrebbe essere un indizio.
" .

Ora, qui sorge un quesito molto importante.
Il nome "caffè" deriva dalla parola turca "kahvè" che a sua volta deriva dall'arabo "gahwah" e significa "vino che eccita".
Ora, secondo la storiografia ufficiale, il caffè fu sdoganato dagli Arabi prima e dai Turchi poi.
Questi ultimi assediarono Vienna nel 1683 e quando furono costretti a ritirarsi lasciarono nel loro accampamento un sacco pieno di grani di caffè. Questo sacco fu donato ad un certo Kolshintzky, che fece da spia nell'accampamento ottomano.
Con quel caffè aprì il primo locale europeo dedicato a questa bevanda. Per renderla meno forte ed amara, Kolshintzky le aggiunse del latte e la fece accompagnare da dolcini dalla caratteristica forma a mezzaluna.
Questi furono gli antenati del classici "cappuccino e cornetto" che a noi italiani piacciono tanto.
Ora, però, la storiografia ufficiale dice che il caffè fu fosse stato coltivato per la prima volta dagli Arabi.
La realtà potrebbe essere diversa.
La testimonianza di ciò potrebbe trovarsi a Sana'a, la capitale dello Yemen.
Questa città, infatti, non fu fondata dagli Arabi ma dalla popolazione che provenne dall'Etiopia, gli Axumiti.
La grande moschea era in origine una chiesa cristiana copta.
Questo lascia presumere che gli Arabi avessero imparato a coltivare il caffè dagli Axumiti e che l'Impero Etiope fosse stato più grande di quanto si potesse ( e si possa) immaginare.
L'Impero Etiope non si estese solo nell'attuale regione del Corno d'Africa ma anche in vari punti delle coste della Penisola Arabica.
Tra l'altro, gli etiopi hanno un'altra particolarità, i simboli.
Nella zona delle tombe reali ad Axum e in molte chiese copte a Lalibela e a Gondar compaiono delle croci rosse.
Secondo gli storici etiopi pare che nell'XI secolo si fossero recati in quelle zone dei cavalieri occidentali, i cavalieri dell'Ordine Templare. Questi ultimi erano legati al Tempio voluto da re Salomone, il padre di Menelik I, il primo Negus etiope.
Pare, quindi, che la croce rossa fosse anteriore all'epoca in cui nacque l'ordine e che quest'ultimo l'avesse adottata.
Quindi, i cavalieri dell'Ordine Templare potrebbero
Pare, quindi, che i Templari conoscessero il caffè e avessero imparato a farlo.
Del resto, loro già conoscevano la distillazione. Il termine "alambicco" deriva dall'arabo "al-ambiq" e pare che fosse stato importato da questi cavalieri.
Guarda caso, la caffettiera "Moka", quella inventata da Renato Bialetti nel 1933 ha lo stesso principio degli alambicchi medioevali, l'uso del vapore.
La differenza sta nel fatto che negli alambicchi vi è una distillazione, ossia la separazione di liquidi tra loro miscibili in base ai diversi punti di ebollizione. Nella moka il vapore serve ad aumentare la pressione e a fare sì che l'acqua raggiunga la polvere di caffè per fare l'infusione.
Il nome deriva da quello della città yemenita di Mokha e fu già citata da Voltaire (21 novmbre 1694-30 maggio 1778) nel "Candido", durante un viaggio del protagonista in quel luogo che allora era parte dell'Impero Ottomano. Tra l'altro, Voltaire era ghiotto di caffè.
Guarda caso, vi è ancora si parla ancora delle Yemen, che fu terra degli Axum.
Potrebbero i Templari essere stati i primi ad inventare una Moka?
A prescindere dai vari enigmi (che possono essere solo congetture) una cosa è certa. Il caffè ha alle spalle una lunga storia.
Quindi, ogni valota che bevete una "tazzulella e cafè" dovete riflettere sulla lunga storia di questa bevanda.
E' un vero e proprio "sorso di storia".
Cordiali saluti.






SALE DI CERVIA

Cari amici ed amiche.

Voglio parlarvi di una tipica specialità italiana, il sale di Cervia.
Cervia è un paese che si trova a ridosso della costa romagnola, in Provincia di Ravenna.
Già gli Etruschi ed i Romani usavano prendere il sale dal Mare Adriatico, attraverso le saline di Cervia.
Così fece anche il Papa, nello Stato Pontificio.
In passato, il sale era prezioso (tanto da essere definito "oro bianco") , perché esso veniva usato per conservare i cibi, come le carni.
Per questo motivo, nacque la superstizione che diche che porti male versare il sale sulla tavola.
Il sale di Cervia viene definito "dolce".
Il motivo è molto semplice.
Nell'acqua del mare vi sono vari ioni, come il sodio, il potassio, il magnesio, il calcio, l'idrogenocarbonato, il cloruro, il bromuro e lo ioduro.
Grazie al particolare principio di evaporazione nelle saline, il sale viene purificato e privato di tutti quei "sali amari", come i sali di magnesio e di potassio.
In pratica, resta il cloruro di sodio (NaCl) , che nel sale di Cervia rappresenta circa il 97%.
Questo conferisce al sale un sapore delicato, quasi dolce, tanto da entrare anche nel cioccolato.
Inoltre, esso viene usato anche nei centri benessere, come le stanze del sale. In questi luoghi, grazie agli aereosol di acqua marina e a una temperatura di 26-27 gradi si possono trarre dei benefici a livello della salute psico-fisica.
Consultate il sito della Salina di Cervia.
Il sale di Cervia è una risorsa per il nostro Paese. Valorizziamola.
Cordiali saluti.

giovedì 6 ottobre 2011

LE PAROLE DEL PRESIDENTE NAPOLITANO, UN COMMENTO

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo del Quotidiano Nazionale che è intitolato "Napolitano, messaggio al premier: "Pella fu utile"" .
In occasione della sua visita a Biella, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricordato Giuseppe Pella e del Governo da lui fondato nel 1953 che durò pochi mesi.
Napolitano l'ha elogiato, ritenendo che il suo Governo fu breve ma utile a stemperare il clima di tensione.
In quegli anni, infatti, la Democrazia Cristiana fu battuta su una legge elettorale (che i comunisti bollarono come "legge truffa").
L'allora Presidente del Consiglio, Alcide De Gasperi, si dimise. Fu la fine della sua carriera politica. Il Presidente della Repubblica di allora, Luigi Einaudi, scelse Pella alla guida di un altro Governo.
A giudizio del presidente Napolitano, Pella contribuì ad abbassare i toni e ad unire il popolo italiano.
In seguito, il presidente Napolitano ha tuonato contro ogni divisione tra cittadini e politici.
Rispetto la figura del Presidente della Repubblica ma non sono d'accordo su tutto ciò che egli dice.
Che al nostro Paese serva la concordia tra cittadini è cosa ovvia.
Anzi, tutti noi dobbiamo auspicare che ci sia una concordia e non ci si scontri.
Purtroppo, oggi non credo che sia possibile tutto ciò.
L'Italia è un Paese strano.
Ad esempio, negli USA i cittadini sono divisi in democratici e repubblicani ma prima di tutto si sentono americani.
Lo stesso discorso vale per i cittadini britannici o quelli francesi.
Qui in Italia, noi siamo divisi in centrodestra e centrosinistra e troppo spesso ci scordiamo di essere italiani.
Del resto, storicamente ce le demmo di santa ragione in varie occasioni.
Basti pensare all'epoca dell'antica Roma e alle divisioni tra i seguaci di Mario e quelli di Silla o al Medio Evo, al periodo in cui fummo divisi tra ghibellini e guelfi.
Debbo dire, però, che nella maggioranza dei casi, la divisione è alimentata più dalla parte politica di centrosinistra, che tra l'altro è quella che esprime il Presidente della Repubblica.
Intendiamoci, non sto attaccando il presidente Napolitano. Sto solo parlando di storia e la storia dice che il presidente Napolitano proviene da quella parte politica.
Purtroppo, però, gli attacchi provengono tutti da quella parte lì e non è una questione tra politici ma anche tra cittadini.
Ad esempio, su questo blog possono commentare tutti.
Purtroppo, spesso e volentieri, coloro che fanno riferimento alla parte politica opposta alla mia usano toni offensivi, tanto da doverli censurare.
Un altro esempio, è Wikipedia Italia.
Se guardate la pagina di Wikipedia dedicata al presidente Berlusconi noterete che di lui sono messi in risalto tutti quegli aspetti giudiziari e quant'altro, mentre viene quasi ignorato ciò che di buono lui ha fatto in questi anni.
Ad esempio, sapete che il figlio del presidente Berlusconi, Luigi, è impegnato nel Sovrano Ordine di Malta, un ordine cavalleresco che discende da quello di San Giovanni e che è impegnato nelle attività sociali verso i più deboli?
Lo sapete che il presidente Berlusconi fa donazioni agli ospedali, per aiutare i malati, tramite la Fondazione Milan onlus?
Perché Wikipedia non parla di ciò mentre mette in risalto i provvedimenti giudiziari contro la figura del presidente Berlusconi?
Su Wikipedia possono scrivere tutti (e ciò è un bene) ma credo che serva equilibrio e chi regola il sito qui in Italia dovrebbe cercare di favorire ciò.
Purtroppo, ci sono delle "bande" che puntano a delegittimare sul piano umano sia il presidente Berlusconi che chi lo sostiene.
Un conto è la contesa politica. Un altro è l'insulto personale.
C'è un clima che non favorisce la concordia.
Io non temo chi mi attacca. Non mi faccio intimidire.
Però, anche come giovane (attualmente disoccupato) temo per il futuro dell'Italia. Senza unità, il nostro Paese sarà destinato ad essere perdente.
Il fatto, ad esempio, che l'opposizione dica sempre no ad ogni proposta di riforma dimostra ciò.
Allora, se il nostro Paese dovesse finire "con il sedere per terra" la colpa sarebbe di chi in questi anni ha preferito delegittimare il proprio avversario ad una sana collaborazione, se pur in ruoli politici diversi.
Costoro dovranno prendersi ogni resposabilità di fronte ai cittadini.
Chi è capace di intendere...intenda.
Cordiali saluti.

Translate

Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.