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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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lunedì 19 settembre 2011

COSA SIGNIFICA ESSERE ITALIANI?


Cari amici ed amiche.

Rileggete l'articolo intitolato "I simboli dell'Italia unita".
Ora, voglio fare una domanda.
Cosa significa essere italiani?
La risposta sta nella nostra storia.
Basti pensare ai grandi personaggi della nostra storia.
Un esempio fu il poeta latino Publio Virgilio Marone (15 ottobre 70 BC-21 settembre 19 BC).
Questi nacque ad Andes, non lontano da Mantova (la mia città natale), morì a Taranto e fu tumulato a Napoli, che lo ritenne un suo "patrono" prima che arrivasse il Cristianesimo, con il culto di San Gennaro, di cui ha parlato ottimamente il blog dell'Istituto di ricerca storica delle Due Sicilie, nel suo articolo intitolato "San Gennaro, la vita del martire Patrono di Napoli".
Un altro esempio fu San Bassiano (319-08 febbraio 409), che fu vescovo di Lodi e che fu siciliano di nascita. Infatti, nacque a Siracusa. Oggi è il Santo Patrono della città lombarda e di altre città del Nord.
Di esempi se ne possono fare tanti dall'imperatore Federico II di Svevia (con la sua Scuola siciliana) a Dante Alighieri e da Leonardo da Vinci a Giacomo Leopardi.
Questi personaggi girarono per quell'Italia che era frammentata i vari Stati e si fecero apprezzare in ogni dove.
Quindi, essere italiani significa essere consci di avere un grande patrimonio culturale e valoriale comune, dalla radice greco-latina a quella giudaico-cristiana.
Gli Inglesi avevano capito ciò.
Faccio mia una citazione della regina d'Inghilterra Elisabetta I Tudor (07 dicembre 1533- 23 marzo 1603) che disse:

"In Europa la tradizione anglosassone sta alla tradizione latina come l'olio sta all'aceto. Ci vogliono entrambi per fare la salsa, altrimenti l'insalata è poco condita.".

Su questa regina si può dire di tutto ma non che fosse stata sciocca.
Infatti la cultura latina pervase tutta l'Europa. Alcune lingue straniere, come il portoghese, lo spagnolo, il francese e il romeno, sono di origine latina (come l'italiano) ed altre, come il tedesco, l'inglese e persino le lingue slave sono influenzate dal latino. Pensate alle numerose parole di origine latina nella lingua inglese. Tra l'altro, la stessa regina Elisabetta I conosceva l'italiano ed il suo primo documento fu redatto nella nostra amata lingua.
L'Italia fu la culla della cultura latina, cultura che fu apprezzata anche negli Stati Uniti d'America.
Inoltre, essere italiani significa essere consci delle proprie radici giudaico-cristiane.
A Roma, vi è la tomba di San Pietro, il primo Papa, quel pescatore ebreo che divenne apostolo di Gesù, il Figlio di Dio, a cui lo stesso Salvatore diede la chiavi del Regno dei Cieli.
Roma è il cuore della cristianità poiché vi è il Papa, il Vicario di Cristo sulla Terra.
Se chi ci precedette fosse stato conscio di ciò, forse, quel pirata nizzardo non avrebbe fatto strada.
Chi è capace di intendere...intenda!
Cordiali saluti.

BOSSI E LA SECESSIONE, DUE PAROLE





Cari amici ed amiche.

Ieri, a Venezia, il leader della Lega Nord e ministro delle Riforme, onorevole Umberto Bossi, ha parlato nuovamente di secessione. Il video (che ho preso da Youtube) mostra il discorso del leader leghista.
Ora, voglio fare una riflessione e la voglio fare attraverso il pensiero di Riccardo Illy, ex-governatore della Regione Friuli-Venezia Giulia ed esponente del Partito Democratico. Quindi, la persona in questione non può essere tacciata di filo-berlusconismo.
Illy sostiene che, negli anni, la Lega Nord fosse stata una "valvola di sfogo" di tutto il malcontento che nel Nord albergava e tuttora alberga.
Sempre secondo Illy, se non ci fosse stata la Lega Nord, si sarebbero potute formare delle associazioni simili all'ETA in Spagna.
Quindi, la Lega Nord ebbe la funzione di rendere visibile quel malcontento che c'era (e che c'è) tra la gente del Nord.
La Lega Nord nacque, quindi, come movimento di protesta e manifestò ciò anche parlando della separazione del Nord dal resto d'Italia, la secessione.
Dal 1994 in poi, grazie al lavoro del presidente Berlusconi, la Lega assunse la funzione di partito di governo e l'idea del federalismo prese piena cittadinanza nella politica italiana.
Ora, esprimo una mia considerazione.
Il malcontento del Nord c'è ed è giustificato e palese.
Infatti, il Nord produce ricchezza ma è costretto a dare tanta parte di essa al Governo centrale, attraverso le tasse che pesano sui cittadini che risiedono in quella parte del Paese.
Il Sud non produce ricchezza, pur avendo le potenzialità per farlo.
Io sono il primo a dire che il Sud possa dire la sua.
Il problema è figlio di quanto successe nel 1861 e in seguito.
Avevo scritto di ciò nell'articolo intitolato "La Malta di oggi e la storia risorgimentale italiana, commento all'articolo di Ivan Vassallo su "Papalepapale".
Quanto fecero Giuseppe Garibaldi e politiche successive al 1861 distrussero il Sud Italia e lo resero incapace di produrre ricchezza.
Quando Bossi afferma che l'Italia non esiste, dice una cosa in buona parte vera. Il motivo si può trovare nel succitato articolo.
L'Italia di Garibaldi (da cui quella attuale discende) fu il frutto di una serie menzogne.
Garibaldi e che venne dopo di lui distrussero il Sud e favorirono il centralismo romano. Oggi, l'attuale sistema, che discende da quella concezione di unità, sta distruggendo il Nord.
Sembra quasi che chi promosse l'unità d'Italia durante il Risorgimento avesse avuto il progetto di creare un Paese debole e dipendente dagli altri.
Inoltre, nel Regno d'Italia venne creato un ministero occupato dagli ex soldati garibaldini che fu un lupanare.
L'Italia dei Santi, dei poeti e degli uomini di cultura divenne l'Italia dei lupanari e dei pirati.
Quell'Italia divisa (che c'era prima del 1861) non fu poi così "calpesta e derisa" . I suoi uomini di cultura, i suoi santi ed i suoi tesori d'arte erano amati in tutto il mondo e città come Napoli e Palermo erano ammirate e piene di fasto, come lo erano Milano, Mantova o Venezia.
Fu quanto successe dal 1861 in poi a rovinare tutto.
Con questo non voglio dire che l'unità d'Italia in sé fosse una cosa negativa. Negativo fu il progetto di unificazione che fu portato avanti da persone che amavano tutto meno che la propria terra, l'Italia, ed i giusti valori.
Per riparare un simile errore serve una cosa sola, il federalismo.
Forse, solo con il federalismo (che responsabilizzerebbe tutti), l'Italia potrebbe essere realmente unita.
Pur con dei metodi discutibili, la Lega Nord contribuì a portare alla luce un "male oscuro" dell'Italia. Riflettiamo!
Cordiali saluti.

domenica 18 settembre 2011

L'ANTIBERLUSCONISMO? E' DANNOSO PER IL PAESE!

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo de "Il Legno storto" che mi è stato segnalato dall'amico Rosario Cambiano di Colonia (Koln-Germania), che ringrazio.
Esso è intitolato "La buoncostume tecnocratica" . L'impressione è che, effettivamente, vi sia una tecnocrazia che punta a fare cadere il presidente Berlusconi. Questa tecnocrazia è legata a quella vecchia politica figlia della I Repubblica, quella politica dei consociativismi catto-comunisti che tanto male fece al Paese e che oggi non vogliono le riforme, poiché queste farebbero saltare certi privilegi.
Non potendolo battere politicamente, stanno cercando di abbattere il presidente Berlusconi per via giudiziaria.
Gli vengono intercettate tutte le telefonate, anche quelle che con le indagini non c'entrano nulla, e gli viene attribuita ogni sorta di crimine.
Tra un po', diranno che il presidente Berlusconi è l'Anticristo.
C'è un clima impazzito, un clima di continua delegittimazione, insulto e criminalizzazione dell'avversario.
Il "Corriere della Sera" ha fatto un sondaggio con cui si chiede ai cittadini se il presidente Berlusconi debba fare o meno un passo indietro. Il sondaggio è intitolato "Le opposizioni chiedono un passo indietro di Berlusconi e un nuovo governo. Sei d'accordo?" . Il 72, 5% ha risposto affermativamente, contro il 25,5% che si è mostrato contrario.
Con il dovuto rispetto per dei professionisti, quali sono i giornalisti del "Corriere della Sera", io avrei qualche osservazione da fare. In primo luogo, questi sondaggi non sono attendibili. Infatti, il "Corriere della Sera" è un giornale letto da molti ma non rappresenta in toto la popolazione italiana perché vi sono altrettanti italiani che non lo leggono.
In secondo luogo, voglio ricordare che, tradizionalmente, la sinistra "fa rumore". Quelli di sinistra, hanno tanti siti e blog e commentano sui quelli che in qualche modo fanno riferimento alla parte a loro avversa, come questo, "Italia e mondo". Su Facebook e su altri social-network fanno pagine e gruppi ed entrano in quelli degli altri, spesso per fare "azioni di disturbo". Inoltre, partecipano ai forum ed ai sondaggi, come quello del "Corriere della Sera". Tutta questa "struttura" appoggia i partiti della sinistra ed i sindacati, che hanno una "macchina da guerra", ovviamente in senso figurato. Noi di centrodestra non facciamo altrettanto. Forse, anche noi dovremmo incominciare a fare una cosa del genere.
Purtroppo, questo clima rischia di creare molti problemi al Paese.
In un momento di crisi bisogna essere uniti. Se c'è divisione, vince la crisi.
L'antiberlusconismo rischia di spaccare il Paese.
Ora, se venisse "tolto di mezzo" il presidente Berlusconi, cosa succederebbe?
Se ciò dovesse accadere, la speculazione vincerebbe!
Infatti, coloro che sono contro il presidente Berlusconi sono uniti solo dall'avversione verso quest'ultimo.
Quindi, non sarebbero in grado di fare un programma credibile.
Anche eventuali elezioni anticipate potrebbero dare un quadro molto incerto.
Ricordatevi di quello che successe nel 2006. Romano Prodi e la sinistra furono dati per vincenti con oltre il 50% dei voti. Invece, finì che la sinistra vinse alla Camera dei Deputati con soli 25.000 voti di scarto e al Senato il centrodestra prese più di 100.000 voti in più della sinistra che, però, acquisì due senatori in più per via del voto estero e per l'appoggio del senatore indipendente eletto in Argentina Luigi Pallaro. Non riuscì nemmeno a Governare, anche perché la sua compagine era divisa su tutto. Di fronte ad una situazione analoga, gli speculatori "andrebbero a nozze" e l'Italia diventerebbe peggio della Grecia.
E allora, smettiamola con questo atteggiamento che rischia di fare male al Paese.
Cordiali saluti.

BATTERIO KILLER, DA DOVE VIENE E PUO' E TORNARE?

Cari amici ed amiche.

Quest'anno è stato funestato dalla presenza di un batterio killer che ha provocato malattie e (purtroppo) morti di parecchie persone in varie parti d'Europa, a cominciare dalla Germania.
Il batterio in questione è l'Escherichia coli, un batterio facente parte della famiglia delle Enterobacteriaceae.
Ora, parlo un po' di questo batterio.
L'Escherichia coli è un bacillo (un batterio a bastoncino) Gram-, catalasi +, ossidasi-, aerobio ed anaerobio facoltativo, fermentante il lattosio e produttore di indolo.
I suoi antigeni sono quello somatico (O), quello capsulare (K) e quello flagellare (H).
Questo batterio fu scoperto da Theodor Escherich (1857-1911).
Di questo batterio, esistono tre specie, le opportuniste, le enterotossinogene e le enteropatogene.
Le Escherichia coli opportuniste si trovano nell'intestino di uomini ed animali e vivono in esso come simbionti. Essi aiutano l'intestino a funzionare meglio. Nell'uomo, sono particolarmente concentrati nell'intestino crasso, nel colon.
Da qui il nome Escherichia coli.
Se nell'intestino sono innocui, non si può dire lo stesso qualora si spostino in altre parti dell'organismo, come l'apparato uro-genitale o quello respiratorio.
Lì, infatti, può creare danni, anche seri.
Le Escherichia coli enterotossinogene ed enteropatogene sono patogene, ossia invasive per l'ospite e capaci di provocare intossicazioni, infezioni e tossinfenzioni. Possono creare diarree. Fuori dall'intestino, possono provocare anche bronchiti, broncopolmoninti, polmoniti, setticemie e persino meningiti.
La pericolosità dell' E.coli può essere dovuta anche a mutazioni dello stesso batterio.
Il suo DNA può ricombinarsi tramite infezioni da virus batteriofagi (conversione fagica o o trasduzione) o tramite scambio di DNA attraverso (i pili) con altri batteri.
Come tutte le Enterobacteriaceae (comprese quelle notoriamente patogene, come la Salmonella, la Shigella e la Yersinia), le E. coli entrano in un organismo attraverso cibi contaminati.
Nel caso tedesco, sono stati visti come veicoli dell'infezione vari ortaggi, dai cetrioli ai germogli di soia. Questi ultimi sono i "sospettati" principali.
Ciò è plausibile.
Infatti, basta una fertilizzazione del terreno con un letame non perfettamente stabilizzato e trattato o con liquami provenienti da fogne e quant'altro ed il rischio di contaminazione degli ortaggi è elevato.
Ora, sorge una domanda.
Un batterio simile a quello che c'è stato in Germania può tornare?
La risposta è .
E' un batterio che si trova nell'intestino umano ed animale. Esso si trova, quindi, anche nel letame.
Come ho già detto, un letame non trattato correttamente può essere veicolo di questo batterio che, tra l'altro, può mutare.
Nel sito "Welt Online" è comparso un articolo intitolato "Die vier wichtigsten Theorien zum EHEC-Ausbruch" che indica come responsabile della contaminazione degli ortaggi gli impianti che producono biogas. In pratica, i fanghi che restano dopo il processo di produzione del biogas potrebbero essere stati sparsi sul terreno senza essere trattati e resi perfettamente innocui. Questo è possibile e deve fare riflettere anche noi che vogliamo ricorrere al biogas, specie dopo il referendum contro il nucleare.
Tra l'altro, qui nel Mantovano le centrali a biogas sorgono come funghi.
A Castelletto Borgo, centro abitato che si trova tra i Comuni di Roncoferraro e Mantova, sta per sorgere un impianto di produzione di biogas, di cui scrissi in un precedente articolo intitolato "Centrale a biogas di Castelletto Borgo, due parole" e ne parlarono la"Gazzetta di Mantova", nell'articolo inititolato " «La centrale troppo vicina alle case»", e l'Associazione Civica Mantovana che nel suo sito ha pubblicato la lettera del "Comitato dei cittadini Castelletto Borgo". Verso questo impianto, la popolazione di Castelletto Borgo mostra preoccupazione. Il pericolo potrebbe esserci, se il futuro impianto non sarà gestito correttamente o se esso avrà perdite di liquami o quant'altro. Ad esempio, potrebbe inquinare sia le acque superficiali che quelle di falda. Quindi, servirà una gestione oculata. Ergo, se l'impianto sarà gestito correttamente, i problemi sarebbero contenuti. Certo, vi sarebbe la questione degli odori e dei rumori e quella delle colture di mais che rischierebbero di crescere a scapito di quelle di eccellenza, come quella del Riso Vialone Nano.
Queste questioni, però, non riguardano strettamente la scienza ma anche la politica, con i suoi errori
Cordiali saluti.

PREGHIERA PER I SACERDOTI (Richard Cushing)

Dio onnipotente ed Eterno, guarda con amore il volto del tuo Figlio e per l'amore che hai verso di lui, che è il Sommo ed Eterno Sacerdote, abbi misercordia dei tuoi sacerdoti.

Ricordati, Signore, che sono fragili e deboli esseri umani.
Rinnova in loro il dono della vocazione, che in mono mirabile fu consolidato per l'imposizione delle mani dei tuoi Vescovi.

Conservali sempre vicino a te e in cerca di te.
Non permettere che il nemico l'abbia vinta su di loro affinché non abbiamo mai la benché minima mancanza nei confronti di così sublime vocazione.

Signore Gesù, ti prego per i tuoi sacerdoti fedeli e fervorosi,
e per quelli infedeli e tiepidi;
per i sacerdoti che lavorano nel proprio paese
e per quelli che lavorano in terre e missioni lontane
per i tuoi sacerdoti tentati, per quelli che sentono la solitudine, la noia o la stanchezza, per i sacerdoti giovani
per quelli che stanno per morire, e anche per le anime dei sacerdoti in Purgatorio.

Ti raccomando i sacerdoti che più apprezzo:
il sacerdote che mi battezzò,
quello che mi ha assolto dai miei peccati,
i sacerdoti alla cui Messa ho partecipato
e mi hanno dato il tuo Corpo e Sangue nella Comunione,
i sacerdoti che mi hanno consigliato, consolato e spronato,
e quelli verrso i quali sono in debito per il loro aiuto.
Gesù, conservali tutti vicino al tuo cuore
e dà loro abbondanti benedizioni. Amen.

sabato 17 settembre 2011

LA MALTA DI OGGI E LA STORIA RISORGIMENTALE ITALIANA, COMMENTO ALL'ARTICOLO DI IVAN VASSALLO SU "PAPALEPAPALE"

Cari amici ed amiche.

Commento questo articolo scritto da Ivan Vassallo sul giornale "Papalepapale" . L'articolo è intitolato "Accettare una lingua e assumersi tutto il mondo-Lingua e religione, l'identità perduta di Malta" . Questo articolo fa un sunto (molto esaudiente) della storia di Malta, una terra che è sempre stata caratterizzata da un ethos fortemente cattolico ed erede di quella concezione figlia del Regno di Sicilia, quel regno cristiano che nel Medio Evo univa le due sponde del Mare Mediterraneo, estendendosi anche all'attuale Tunisia e persino all' Albania ed alla Grecia occidentale.
Ora, questa identità è tuttora radicata nel popolo maltese ed è caratterizzata anche da questa lingua (la lingua maltese) che, pur straniera, ha tanti vocaboli così familiari al nostro orecchio da fare sentire casa ognuno di noi italiani, quando ci rechiamo nell'isola.
Purtroppo, questa sana identità maltese fu ed è tuttora sotto attacco.
Dapprima, gli Arabi cercarono di islamizzare l'isola.
Poi, nel XIX secolo, arrivarono gli Inglesi.
Certo, ufficialmente, questi ultimi furono favorevoli alla Chiesa cattolica, perché temevano che Malta sarebbe diventata una nuova Irlanda, in cui si intrecciavano le vicende delle "Home rule", e di Charles Stewart Parnell e dei "Feniani", che arrivò poi ad una guerra civile.
In realtà, tra gli inglesi vi erano forze contrarie alla Chiesa cattolica.
Essi manifestarono ciò, favorendo lo sbarco a Malta degli esuli del Risorgimento, come Francesco Crispi ed i Fratelli Bandiera. In pratica, gli Inglesi cercarono di portare a Malta proprio i "germi" del Risorgimento, quel periodo caratterizzato da un forte anticlericalismo e che in Italia fece tanti danni, proprio con l'unificazione del 1861, ad opera di Giuseppe Garibaldi, un filibustiere che dell'anticlericalismo fece una propria bandiera ideologica.
Il Risorgimento non fu la nascita dell'Italia ma la sua morte.
Infatti, lo Stato che venne fuori nel 1861 fu fortemente contro la Chiesa e tanti mali dell'Italia attuale sono figli di quel processo disgraziato innescato dal nizzardo.
La maggioranza degli italiani di allora, che era cattolica, si trovò costretta a scegliere se essere fedele allo Stato o obbediente al Papa.
Da ciò nacque lo scarso senso civico che c'è qui in Italia.
Contrariamente a quello che dice la storiografia ufficiale (che dipinge Garibaldi come un eroe), da nord a sud, la popolazione italiana non sentiva come suo quello Stato che si formò con delle guerre tra italiani ed italiani e che fu fondato sulla menzogna dei plebisciti e contro un fattore realmente unificante per il nostro Paese, il cattolicesimo.
Quando il leader della Lega Nord, l'onorevole Umberto Bossi, dice che l'Italia non esiste, dice una cosa che è in buona parte vera.
Infatti, quell'Italia che nacque nel 1861 (e di cui quella attuale è erede) fu figlia di una forzatura e non di un normale processo di unificazione.
Essa fu voluta non dai popoli dei vari regni pre-unitari ma da alcune logge massoniche (legate ad alcune fratellanze inglesi), da alcuni ceti intellettuali e da qualche filibustiere ad essi vicini.
Essa fu il frutto di varie annessioni operate da uno Stato (il Regno di Sardegna) ai danni di altri, come l'Impero Austro-Ungarico, lo Stato Pontificio ed il Regno delle Due Sicilie.
Quando queste annessioni determinarono la "piemontesizzazione" di tutta l'Italia.
Questa fu la morte dell'Italia. Infatti, nei tredici secoli in cui fu divisa, le varie realtà italiane ebbero esperienze culturali diverse.
Una vera unificazione avrebbe fatto sì che queste differenze si fossero integrate tra loro. Avrebbero fatto sì che ci fossero le condizioni per creare una vera Italia unita. Invece, si volle cancellare tutto ciò, in nome della "piemontesizzazione" e della centralizzazione.
La vera identità culturale italiana fu variegata nelle sue varie sfaccettature, da nord a sud.
Il processo di unificazione del 1861 mortificò tutto ciò e, quindi, uccise l'Italia.
Il feldmaresciallo dell'Impero Austro-Ungarico Josef Radetzky (1766-1858 che noi mantovani conosciamo) diceva che "gli bastava impiccare preti ed avvocati" . Ovviamente, il feldmaresciallo austriaco ce l'aveva con quei preti come don Enrico Tazzoli (1812-1852), il prete mantovano (mio conterraneo) che era legato al movimento "Giovine Italia" di Giuseppe Mazzini, un altro di quei movimenti anticlericali del Risorgimento, e che venne impiccato a Belfiore nel 1852. Forse in buona fede, quel prete scelse di combattere per la croce sbagliata.
L'Impero Austro-Ungarico non era contro la Chiesa e nell'Impero Austro-Ungarico la cultura italiana era rispettata.
Del resto, anche molti italiani combatterono al fianco degli Austriaci, come testimoniaronono le cartoline scritte in varie lingue, tra cui l'italiano, che venivano spedite nelle case delle famiglie dei soldati dai fronti, durante la I Guerra Mondiale (1914-1918).
Quindi, l'Italia esisteva anche prima del 1861. Questa fu la vera Italia, l'Italia delle cattedrali, dei Santi e dei grandi uomini della cultura, come Pitagora, Cicerone, Cassiodoro, San Tommaso d'Aquino, San Francesco d'Assisi, Federico II di Svevia, Dante Alighieri, Giovanni Boccaccio, Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Alessandro Manzoni, Alessandro Volta ed altri. Da questi personaggi sarebbe dovuta partire l'unificazione del nostro Paese.
L'Italia dei vari Garibaldi, Mazzini e soci, di cui quella attuale ha ereditato molto, fu solo un'invezione.
Quanto successe nel 1861 può essere paragonato a quello che successe a Malta, con l'"inglesizzazione" ad opera di Keenan.
Quando si vogliono eliminare le peculiarità di un popolo, si provoca la morte di quest'ultimo.
Anche quanto sta succedendo a Malta nel giorno d'oggi (con la storia del divorzio) è frutto del passato.
E allora, riflettiamo!
Cordiali saluti.

CAMERON MACAULAY, IL CRISTIANESIMO E LA QUESTIONE DELLA MORTE



Cari amici ed amiche.

Sulla rivista "L'Eco di San Gabriele", vi è un'intervista fatta al professor Roberto Giacobbo, conduttore della trasmissione "Voyager", che parla del suo libro intitolato "Aldilà" e cerca di capire quello che è il mistero di ciò che accade dopo la morte.
La morte è un vero mistero, cosa di cui scrissi nell'articolo intitolato "Il mistero della morte"
Nell'intervista è citato anche il caso di Cameron Macaulay, il bambino scozzese di Glasgow che disse di ricordare dei particolari di una vita precedente nell'isola di Barra. Il video che ho preso da Youtube mostra uno spezzone della trasmissione "Voyager" che tratta l'argomento.
Alcuni parlano di reaincarnazione, altri dicono che ciò è un falso, forse fatto ad arte per cercare popolarità e soldi, altri ancora non sanno spiegare la cosa.
Il Cristianesimo rifiuta la teoria della reincarnazione, seguendo il solco della tradizione giudaica.
Infatti, ogni uomo è uno agli occhi di Dio.
Ergo, io sono uno agli occhi di Dio e ho certe peculiarità che altri non hanno.
Lo stesso discorso vale per ciascuna delle altre persone.
Quindi, scartando la teoria della reincarnazione, come si potrebbe spiegare una simile cosa?
Una simile cosa potrebbe essere spiegata in un altro modo.
Durante l'intervista, lo stesso professor Giacobbo ha affermato che potrebbe esserci stata una "trasmissione del pensiero". Ergo, il cervello umano potrebbe trasmettere pensieri "via etere" da una persona ad un'altra.
Effettivamente, ogni uomo è collegato a tutti gli altri. Basti pensare al fatto che ogni uomo sia responsabile verso il suo prossimo. Questa teoria è presente anche nel Cristianesimo
Certo, forse non bisogna andare oltre e la "teoria della trasmissione del pensiero" è una teoria e come tale va presa.
Però, una vicenda simile deve stimolarci a capire cosa sia veramente la morte.
Chi non crede dice che la morte è la fine di tutto.
Chi crede dice che la morte è l'inizio di qualcosa di nuovo.
In realtà, chi non crede che dopo la morte vi sia qualcosa ha lo stesso numero di prove di chi crede il contrario.
Riflettiamo.
Termino ora con una mia piccola poesia composta da me.

SORU MORTI

Comu 'nnuminata fici l'omu di pavura...
accussì soru dissi San Franciscu...
di madama Morti...cà pì certi eni finiri...
d'onne cosa...ma pì autri eni d'u Celu canceddu...
ma d'omini certu...chidda unu sulu poti fari!

Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.