
Cari amici ed amiche.
Voglio riproporre il discorso fatto dal presidente Berlusconi l'11 settembre scorso.
Potete trovare il discorso anche sul sito
Forzasilvio.itEsso recita:
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Nel decennale dell’11 settembre 2001 ho ritenuto di inviare una lettera al presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per rinnovargli i sentimenti della nostra vicinanza, i nostri sentimenti di amicizia, solidarietà e di riconoscenza nei confronti del popolo degli Stati Uniti. Siamo sempre grati agli Stati Uniti per avere sconfitto il nazismo e il fascismo, per averci aiutato a vincere la povertà e a raggiungere la prosperità dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie alla generosità del Piano Marshall.
Tra noi italiani e gli americani c’è un comune sentire che da oltre mezzo secolo, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale fino alla lotta contro il terrorismo, ci vede schierati insieme in difesa della libertà e in difesa della democrazia.
Questa alleanza è divenuta ancora più forte dopo la grande tragedia dell’11 settembre, che provocò migliaia di vittime civili e anche militari a New York, a Washington e sull’aereo fatto cadere in Pennsylvania. Vittime innocenti, che provenivano da 90 diversi Paesi. Di colpo, il mondo si trovò immerso in un incubo, dove una minoranza fondamentalista antidemocratica e settaria voleva imporsi con la violenza e il terrore al mondo libero. Fu l’inizio della lotta del male contro il bene. L’Italia, con il nostro governo di allora, non esitò a schierarsi con gli Stati Uniti, non esitò a intervenire con propri contingenti militari in quei Paesi dove il terrorismo aveva le sue roccheforti. In Iraq prima, in Afghanistan poi, e di recente in Libia, siamo sempre intervenuti con lo scopo precipuo di tutelare le popolazioni locali dal terrore e preparare la transizione alla democrazia e quindi alla piena libertà.
La nostra linea contro il terrorismo è sempre stata di assoluta coerenza. Nessuna ideologia politica, economica o religiosa può giustificare gli atti di terrore. Non può farlo neppure il mito più insidioso, che tenta di fornire al terrorismo l’alibi della lotta contro la povertà e l’oppressione. Infatti i signori del terrore appartengono per lo più alle classi agiate, alle élite, non mai agli strati più poveri della popolazione. Era così per il ricco sceicco Bin Laden, e vale oggi per i suoi tristi eredi, che per dare seguito alla loro follia non esitano a trasformare dei poveri diseredati in pericolosi kamikaze.
L’esperienza ha dimostrato che i popoli mussulmani più poveri non vedono affatto nel terrorismo una via di riscatto. L’Islam non predica la violenza. Anzi, i governanti moderati dei Paesi arabi e islamici sono i migliori alleati dell’Occidente nella lotta contro la barbarie terrorista. Lo abbiamo visto bene e lo vediamo in Afghanistan, dove alla caduta del regime talebano, oppressivo e oscurantista, la popolazione è scesa in piazza per esultare. Un popolo, quello afgano, che nella sua stragrande maggioranza vede tuttora con favore la presenza dei nostri militari, che sa impegnati nella costruzione per un loro futuro migliore, al fianco dei contingenti degli Stati Uniti e di numerosi altri Paesi.
Dopo dieci anni, la guerra al terrorismo non è ancora conclusa, ma ha raggiunto risultati che sono certamente positivi.
Non è una guerra finita perché il terrorismo, dopo avere colpito gli Stati Uniti nel 2001, in seguito ha ferito molte altre grandi città nel mondo, tra cui due grandi capitali europee come Madrid e Londra. Non è finita, perché purtroppo le vittime si contano anche tra i nostri militari, che ogni giorno sanno di rischiare la vita per la nostra sicurezza e per la democrazia di quei popoli. I nostri militari che si comportano davvero da eroi. A loro va la nostra più profonda gratitudine.
La guerra al terrorismo, ne siamo assolutamente certi, finirà con la vittoria del bene sul male. In risposta agli attacchi del terrore contro l’Occidente, tutti, tutti i Paesi democratici, a partire dall’Italia, hanno rafforzato i loro sistemi di sicurezza, hanno introdotto leggi severe ed efficaci per la prevenzione del terrore. I controlli più stringenti negli aeroporti e nei luoghi pubblici possono a volte non piacere. Ma sono indispensabili. Ci consola il fatto che numerosi terroristi siano già stati catturati e che il capo di Al Qaeda non sia più in campo.
Oggi possiamo davvero dire che Al Qaeda rappresenta il passato, mentre i pacifici protagonisti della primavera araba sono il futuro.
Care amiche e cari amici,
vi ringrazio davvero per l’impegno con il quale state portando avanti le nostre battaglie di verità e di libertà in un momento di così grande difficoltà per tutte le economie nel mondo.
Insieme al terrorismo, la crisi economica mondiale è stata il dato preminente, saliente di questo decennio. Il nostro governo ha dimostrato con i fatti di sapere fare fronte con successo ad entrambi.
Con la manovra approvata nei giorni scorsi, abbiamo posto le premesse perché l’Italia raggiunga il pareggio di bilancio entro il 2013, pensate, vale a dire che lo raggiungerà per la prima volta nella storia a partire dal 1876, quando lo raggiunse per ad opera del governo di Marco Minghetti.
E’ un dato che ci fa capire come l’Italia abbia vissuto per troppo tempo al di sopra delle proprie risorse, soprattutto per colpa dell’enorme debito accumulato negli anni del consociativismo catto-comunista, che dal 1980 al 1992 ha moltiplicato per molte volte il debito dello Stato. La manovra ci è stata chiesta dall’Europa, dalla BCE, ci è stata imposta in tempi molto stretti dai mercati.
Penso che abbiamo lavorato bene per rendere la manovra più equa possibile, sia pure con il necessario rigore. Il ritocco dell’Iva di un punto dal venti al ventuno non colpisce i beni di prima necessità.
Soltanto ai contribuenti più facoltosi, dai trecentomila euro in su, è stato chiesto un onere del tre per cento in più sino a quando non avremo raggiunto il pareggio di bilancio. Ma questa è l’unica eccezione al principio che ho sempre rispettato di non mettere le mani nelle tasche degli italiani.
I costi della politica saranno ridotti con varie misure, su tutte ricordo l’abolizione delle province. Il pareggio di bilancio diventerà un obbligo stringente posto dalla Costituzione. In questo modo abbiamo tutelato i risparmi delle famiglie e abbiamo esentato dai sacrifici le fasce sociali più deboli. Soprattutto, credo di poterlo davvero dire, abbiamo salvato i nostri conti, in definitiva, abbiamo salvato i risparmi dei cittadini italiani, abbiamo salvato l’Italia.
Dovete spiegarlo a tutti, ai nostri sostenitori, ai vostri amici, ai vostri colleghi di lavoro. Forse non basterà quello che abbiamo fatto e quello che voi farete a riequilibrare le infinite falsità che vengono scritte in questi giorni, anche su di me come persona, ma io credo che sarà di certo sarà una missione positiva, una missione di verità.
Vi ringrazio per il vostro impegno e vi abbraccio tutti, davvero con il cuore, ancora grazie.
Silvio Berlusconi".
Oltre a parlare di quanto successe l'11 settembre e ad avere ribadito la sua vicinanza agli Stati Uniti d'America, il presidente Berlusconi ha parlato della Manovra finanziaria. Su questa legge è stato detto di tutto e di più.
In primo luogo, l'aumento dell'IVA non tocca i beni di prima necessità.
In secondo luogo, va detto che ai contribuenti più facoltosi è stato chiesto un onere del tre per cento in più, fino al pareggio di bilancio. Questo smentisce chi dice che questa Manovra colpirà i deboli, come gli operai, le casalinghe ed i pensionati.
Inoltre, va fatta un'altra considerazione. L'Italia paga gli errori fatti nella I Repubblica. Oggi, durante le dichiarazioni di voto da dare per la fiducia alla Manovra, l'onorevole Vincenzo D'Anna (Popolo e Territorio) aveva indicato le politiche della I Repubblica come causa di danni.
Basti pensare ai "Governi di unità nazionale" che altro non furono che compromessi con il Partito Comunista Italiano. In pratica, ci fu un vero e proprio consociativismo catto-comunista che bloccò molte riforme ed impedì lo sviluppo di un vero capitalismo ed in cui lo Stato si addentrò in una realtà che non deve essere la sua, l'economia.
Basti pensare alle cooperative che, in quanto legate al Partito Comunista, ebbero tante tutele, a scapito di altre categorie.
Inoltre, fu aumentata la spesa pubblica. Di conseguenza, salì il debito.
Oggi noi non possiamo non fare le riforme strutturali. Se non le faremo, affonderemo!
Questa Manovra serve a mantenere i conti pubblici a posto oggi, per potere pensare alla crescita e alle riforme in futuro.
Concordo anche con l'onorevole Fabrizio Cicchitto quando ha parlato di una magistratura che è legata alla logica di una certa parte politica e che punta a fare cadere il Governo.
Sono d'accordo anche con quello che ha detto sull'opposizione che ragiona secondo il principio del "tanto peggio tanto meglio" . All'opposizione, infatti, interessa solo che il presidente Belusconi se ne vada, senza interessarsi delle conseguenze. Infatti, gli speculatori aspettano il crollo del Governo.
L'opposizione cita gli altri Paesi, come la Spagna, in cui il premier José Luis Rodriguez Zapatero ha dato le dimissioni e ha anticipato le elezioni.
Io cito gli Stati Uniti d'America.
Lì c'è una crisi molto grave e sono fallite le banche. Il presidente Barack Hussein Obama è in crisi di popolarità e sta facendo politiche impegnative. Inoltre, il Partito Democratico USA ha perso le elezioni per il seggio alla Camera dei Rappresentanti del distretto di New York, distretto in cui non perdeva dal 1920. Il candidato repubblicano Bob Turner ha sconfitto il suo rivale con il 53% dei voti. Eppure, Obama non si è dimesso.
Qui in Italia, invece, solo per il fatto di avere perso a Milano, l'opposizione chiede le dimissioni del presidente Berlusconi.
E' una situazione grottesca!
C'è il pericolo di una forte speculazione finanziara e l'opposizione chiede le dimissioni del Presidente del Consiglio, nonostante questi abbia una solida maggioranza in Parlamento.
Inoltre, sulle riforme, come il federalismo, la riduzione del numero di parlamentari e l'abolizione delle Province, va detto che esse devono essere fatte per via costituzionale.
Inoltre, va detto che anche gli Enti Locali dovrebbero avere un maggiore senso di responsabilità e ridurre le spese.
Ad esempio, qui a Roncoferraro (in Provincia di Mantova), il Comune (amministrato dal centrosinistra) eroga il servizio scuolabus ad una famiglia marocchina che risiede in paese e che, quindi, può portare tranquillamente i propri figli alla Scuola Materna, che è non è lontana da casa suaù. Quindi, la scuola può essere raggiunta a piedi. Tra l'altro, a Roncoferraro c'è anche il servizio "
Piedibus". Che senso ha mantenere questo servizio, visto che c'è chi, pur risiedendo in paese, usa il pulmino?
Se io fossi il Sindaco, farei usare il pullmino solo a chi risiede in una zona troppo lontana dai plessi scolastici. Chi risiede vicino ai plessi scolastici, potrebbe andare a piedi o con mezzo proprio.
Questa manovra, fatta più di tagli che di tasse, serve a mantenere i conti pubblici a posto.
Vale il detto che dice: " Vivi oggi, per crescere domani!".
Cordiali saluti.