Presentazione

Presentazione
Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

lunedì 5 settembre 2011

I GIOVANI E LA FEDE, UNA TESTIMONIANZA


Cari amici ed amiche.

Voglio parlare del rapporto tra i giovani e la fede. Lo voglio fare, portando una tesimonianza di un giovane, Angelo Fazio. Angelo è uno studente palermitano che ha fatto una scelta di vita che deve fare riflettere.
Leggete quanto mi ha scritto su Facebook:

"Caro Antonio Gabriele, ti scrivo quel messaggio che ti avevo promesso qualche giorno fa, riguardante la mia esperienza religiosa. Mi scuso per il ritardo, ma in questi giorni gli impegni non sono mancati (ho un esame universitario oramai imminente). Vorrei iniziare parlando brevemente del rapporto fra me e la Santa Madre Chiesa. E’ da dire che per molto tempo, nella mia vita, non sono stato un fervente cattolico, bensì un credente tiepido. Ebbene, iniziai ad avvicinarmi alla Fede, quando notai che la Chiesa era aggredita da tante parti. Hai presente la reazione del mondo islamico inviperito dopo il discorso del Pontefice a Ratisbona nel settembre 2006? Oppure, sempre in quel periodo, dovetti sentire le frasi gratuite e false da parte di alcuni dei miei amici sulla condotta del Papa e sulle posizioni della Chiesa (solite cose del tipo ”Chiesa retrograda che rivuole il medioevo”, ”le ricchezze del Vaticano mentre l’Africa muore di fame” e cose del genere, talmente ripetitive e prive di verità che sembrano uscire fuori dallo stampino, oltre che mancare di rispetto e memoria riguardo ai tanti meriti che la Chiesa ha avuto nell’edificare la nostra civiltà e nella difesa dei più deboli in ogni tempo). La mia reazione stupì anche me, perché quando la Chiesa subiva tali vili aggressioni, provavo un malessere interiore che mi spingeva a pormi delle domande, perché sentivo che ad essere colpita era una parte di me è non un corpo esterno alla mia persona. Il mio avvicinamento alla Fede fu dunque un esercizio di reazione intellettuale ad attacchi contro qualcosa che cominciai a sentire mia, intimamente mia, talmente da sentirmi male per Essa, se Costei veniva aggredita. Così cominciò uno straordinario percorso d’indagine, un’esplorazione delle realtà ecclesiali e delle persone che le compongono. Trattasi di un percorso in divenire, che, ancora ben lungi dal concludersi, ha un obiettivo ben preciso: quello di trovare il mio posto nella Chiesa.Certo, in questi anni ne ho scoperte di cose straordinarie! E di certo, ancora ne scoprirò prossimamente, con l’aiuto della Divina Provvidenza. Ho capito l’importanza di una Fede vissuta all’interno dell’unica, vera Chiesa, della Validità degli insegnamenti dei Romani Pontefici e del Primato Petrino, dell’esempio dei nostri Santi, della via indicata dai nostri Padri, del rapporto tra Fede e Ragione, di una Fede che arrivi a Cristo per il tramite della Vergine Maria, dell’esempio coraggioso di tanti sacerdoti e laici che compongono la Chiesa seguendo, ognuno il proprio carisma e la sua posizione, e tante altre cose. Ma ci fu un evento, qualche anno dopo, che consolidò il mio avvicinamento spirituale e intellettuale al Cattolicesimo Romano, ovvero la conversione in diretta mondiale, avvenuta (per mano di un battesimo somministrato da Benedetto XVI) la notte di Pasqua del 2008 di Magdi Cristiano Allam, un uomo da me molto ammirato anche in precedenza, poiché da mussulmano aveva sfidato la fatwa di condanna a morte emessa da Hamas contro di lui, che si batteva per un Islam dove non prevalessero gli istinti fondamentalisti e assassini. Ora che questa straordinaria figura di persona ricolma di coraggio e abnegazione per una causa che riguarda il futuro della nostra civiltà, si convertiva alla mia Fede, per me era una conferma di straordinario valore della bontà della mia scelta e una ragione molto valida per proseguire in questa via. Adesso vorrei trattare dall’altra questione che mi riguarda e che di certo complica il percorso, ovvero la mia peculiarità: infatti io sono un laico votato al celibato. A dispetto di una Fede giovane, è da sempre (dalla più tenera età) che mi sento chiamato a questo stile di vita anche se prima davo delle spiegazioni decisamente diverse a questo stato di cose. Erano delle ragioni, per così dire, “laiche” e ancora oggi non sono del tutto scomparse dal mio orizzonte. Infatti, io ho da sempre provato una grande attrazione per persone celibi che donarono la loro vita ad una causa suprema, che identifica i destini di una maggiore collettività, piuttosto che una sola persona. Per molto tempo ho coltivato una grande passione per gli eroi celibi (e ancora oggi ritengo che un eroe celibe e solitario abbia un fascino particolare, senza per questo voler sottovalutare lo straordinario merito delle persone sposate che compiono un gesto davvero eroico, con i sacrifici che fanno per mantenere una famiglia). La mia conoscenza della storia mi ha portato a conoscere e ammirare Thomas Edward Lawrence, il leggendario “Lawrence d’Arabia”, archeologo, agente segreto e condottiero inglese, un’icona del ventesimo secolo e la cui sposa era un’intera nazione (i popoli arabi, per i quali si sentì tradito a causa delle politiche coloniali dei governi inglese e francese dopo la grande guerra). Nell’ambito narrativo mi concedo ancora oggi (e non credo che questa sia un’abitudine malsana) una moderata passione nei confronti di quelle serie televisive, oppure cinema, letteratura e fumetti che narrano di eroi di questa estrazione, laddove questa non urti con la Fede, che, ovviamente è più importante. Cerco di discernere, dunque, muovendomi all’interno di una strana commistione di elementi laici e religiosi. L’eroe del cinema americano di un tempo era molto spesso un celibe, specie nel genere western, ad esempio il cowboy che dopo aver servito la collettività e aiutato i deboli, scompare all’orizzonte rifuggendo alle ricompense. Uno di questi esempi è “The Lone Ranger”, personaggio creato dalla matita di Fran Striker nel 1938 come fumetto e che, in un secondo momento, passò ad essere una serie televisiva facendo, saltuariamente, delle apparizioni sul grande schermo, l’ultima delle quali, nel 1981 con il film “The Legend of Lone Ranger”. Costui è un eroe solitario texano a cavallo, interpretato da Clayton Moore negli anni cinquanta, che infiammò gli animi di generazioni di americani per alcuni decenni e che da questa parte dell’oceano è in pratica sconosciuto, oppure il “pistolero senza nome” motivo trainante del cinema “spaghetti-western” di Sergio Leone. Poi venne la conversione, la scoperta della Fede e passai dall’attrazione per il celibato (in un certo senso) “romantico” e sostenuto da idee prettamente laiche a quello di tipo religioso, poiché vidi che questi ideali, che all’inizio erano poco chiari e sbiaditi, adesso, non solo non sparivano, ma addirittura ricevevano un consolidamento spirituale a dir poco confortante. E’ da allora, con l’adeguato supporto sacerdotale, sto crescendo in questa via, poiché tale inclinazione rappresenta il leit-motiv della mia esistenza e sostanzia il più profondo del mio essere. Le ragioni che hanno rafforzato questa convinzione sono molteplici: 1.Il celibato non ha solo una dimensione utilitaristica (avere un po’ di tempo in più per gli altri). Per quanto l’elemento tempo sia rilevante, non è certamente quello decisivo (infatti, a volte, tale principio si ritrova ad essere sconfessato dalla realtà pratica). Come giustamente diceva Benedetto XVI, esso è profezia per il Regno di Dio, quando non ci sarà più la mediazione sacramentale. Un’ottima spiegazione è data dal Pontefice nel libro-intervista di Peter Seewald “Luce del mondo”, che trattava del celibato, inteso però come quello sacerdotale. 2.Un argomentazione che mi ispira molto in questo senso è quello della vita casta, intesa come “vita angelica sulla terra”, una tradizione che risale ai padri della Chiesa e che è stata (parzialmente) messa da parte dopo il Concilio Vaticano II, ma che è ancora valida (perché la sapienza dei padri non viene mai messa da parte!). Dicevano loro, in particolare San Giovanni Crisostomo, che la vita verginale (nel caso specifico quella monastica, sul quale il Santo scrisse un trattato), è un tipo di vita umana che è decisamente un’imitazione di quella angelica. I monaci, come gli angeli, non si sposano, lottano contro satana, hanno una perfetta armonia fra loro e sono al servizio di tutti. 3. Di notevole importanza è il discorso del distaccamento dal mondo e quindi il problema dedicare la propria vita ad un ideale sovrannaturale. Sappiamo che anche nell’Antico Testamento ci sono degli esempi di persone celibi, ovvero i profeti Geremia, Elia ed Eliseo. In particolare, Elia è un esempio di vita decisamente al di fuori dal comune, uomo combattivo, coraggioso e mai morto (è stato rapito su un carro di fuoco, e portato al cielo, stando a quanto dice la Scrittura). Su un piano più squisitamente ideale invece, amo molto parlare di un personaggio dei racconti del ciclo arturiano, ovvero sir Galahad (figlio di sir Lancillotto e di Elena di Cobernic), il cavaliere casto e celibe, perfeto in tutto, conosciuto per la sua nobiltà e purezza. Rimase celibe e offrì la sua spada al servizio di re Artù. Egli fu l’unico personaggio di questi straordinari racconti medievali a cui fu dato il privilegio di vedere il Sacro Graal. Siccome è chiaro i personaggi dei racconti cavallereschi arturiani possono certamente avere un valore anche per l’uomo reale e contemporaneo, ho trovato una spiegazione che riguarda proprio Galahad, e che contiene una significativa soluzione alla mia personale controversia su come condurre una vita sovrannaturale, nel mondo, amando il mondo pur non cedendo alle sue lusinghe. E questa spiegazione la trovi in una foto che ho postato nel mio profilo di Facebook, su cui mi permetto di taggarti, sperando di farti cosa gradita, così potrai leggerla (dato che vedo che Galahad è fra i tuoi interessi nel tuo profilo, penso che ti potrebbe fare piacere).4. Infine è fondamentale il fatto che la Chiesa, per volere di Pio XII, nel 1948, tramite la Costituzione Apostolica “Provvida Mater” , riconobbe la possibilità dei laici di consacrarsi pur rimanendo nel mondo tramite la creazione dei cosiddetti “Istituti secolari”, ovvero associazioni composte da laici celibi. Da siffatte realtà sono venute fuori persone del calibro dei Servi di Dio Giorgio La Pira (sindaco siciliano di Firenze) e Giuseppe Lazzatti (uno dei rettori dell’Università cattolica), oppure la Venerabile Armida Barelli. Anche varie organizzazioni religiose prevedono la consacrazione interna dei membri (Comunione e Liberazione, Opus Dei, Focolarini, ecc…). Seguendo l’evoluzione di ciò che scriveva Papa Pacelli più di mezzo secolo fa, ho potuto notare che sono in molti, fra quelli “del mestiere” a sostenere che i laici consacrati rappresentano l’unica categoria di fedeli che realizza la piena identificazione cristologica nel mondo. Oltre a questo, ho anche scoperto che la paternità può realizzarsi pure sul piano spirituale e che la vita celibataria può essere straordinariamente feconda, nel senso di una procreazione prettamente spirituale di idee che danno i loro frutti. Se ti interessa approfondire questi punti, ti segnalo qualche link sull’argomento: qualche articolo qua e la, qualche scritto di don Giuseppe Tomaselli (straordinaria figura di sacerdote ed esorcista salesiano siciliano morto in odore di santità che si è occupato dell’argomento), e la stessa costituzione apostolica Provvida Mater , succitata. http://www.preghiereagesuemaria.it/libri/vita%20angelica%20sulla%20terra.htm http://www.miliziadisanmichelearcangelo.org/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=282 http://www.seccagrande.com/seccagrande/15giorni/la%20verginita%20nel%20mondo.htm http://www.intratext.com/ixt/ITA2237/_P2.HTM http://www.apostoline.it/perscegliere/laici/vita_donare_modello.htm http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/apost_constitutions/documents/hf_p-xii_apc_19470202_provida-mater-ecclesia_it.html Come vedi, il percorso fatto fino ad oggi non è concluso ed ha come scopo, quello di capire dove vivere questa mia particolare inclinazione (magari in un istituto secolare o qualcosa del genere), ma l’obiettivo è anche più profondo: dare un significato alla mia esistenza, più precisamente un significato di redenzione. E’ bene non avere fretta in questi casi, perché Dio ha i suoi tempi e di certo Lui prima o poi provvederà.Come vedi, il percorso fatto fino ad oggi non è concluso ed ha come scopo, quello di capire dove vivere questa mia particolare inclinazione (magari in un istituto secolare o qualcosa del genere), ma l’obiettivo è anche più profondo: dare un significato alla mia esistenza, più precisamente un significato di redenzione. E’ bene non avere fretta in questi casi, perché Dio ha i suoi tempi e di certo Lui prima o poi provvederà. Ma il modo come ho parlato fino ad ora in questa mail (nell’enfasi posta sullo stile di vita celibatario), potrebbe fare pensare che io sottovaluti la scelta dei miei fratelli e delle mie sorelle sposati o fidanzati, ebbene, posso assicurare che non è così. Lungi da me avere simili opinioni. Ho grande stima per questa straordinaria categoria di persone, ammiro molto la loro scelta, i loro sacrifici e il loro ruolo insostituibile nel mostrare l’amore di Dio per la Sua Chiesa, e nel permettere il disegno meraviglioso della creazione. Proprio oggi, poco prima di scrivere questo messaggio ho provato una grande gioia nel fare gli auguri ad una giovane coppia di sposi che ha da poco avuto il terzo figlio, che è stato battezzato proprio oggi. E’ mia intima convinzione che ogni fedele debba fare il suo dovere nel posto che il Disegno Divino gli ha riservato: sacerdoti, sposi e laici consacrati sono parte di un Grande disegno, in cui ognuno fa la sua parte, tre categorie fondamentali di fedeli, di cui nessuna è superiore alle altre, non esistono gradi e gerarchie che classifichino queste scelte di vita (o inclinazioni), trattasi di tre ruoli insostituibili e la Chiesa non può fare a meno di nessuna delle tre. Proprio al meeting di Comunione e Liberazione, svolto recentemente a Rimini, vi è stato un vivace dibattito con un esponente ebraico, il prof.Joseph Weiler, il quale, nel sostenere la posizione dell’Ebraismo nell’ambito dibattito, ha detto una frase molto bella e significativa, un’affermazione che ho fatto immediatamente mia. Paragonando gli Ebrei ai Memores Domini (i membri celibi di CL), ha detto il prof.Weiler che “il ruolo dei Memores Domini è importante, ma non tutti possono diventarlo, perché altrimenti il mondo finirebbe!”. Aggiungo che, una cosa che mi piacerebbe realizzare (purtroppo non ci sono ancora riuscito e dunque questo rimane un obiettivo per il futuro) è instaurare un dialogo proficuo con altre persone che hanno fatto tale scelta (magari coetanei, sarebbe preferibile), al fine di sostenersi a vicenda, confrontare le argomentazioni, più semplicemente capire meglio il perché di questo stato di cose… Come vedi,il percorso è ancora lungo e io cerco di percorrerlo al fine di crescere interiormente, tuttavia alcune cose sono abbastanza chiare: ovvero, sono consapevole di un sentire verso l’esistenza che è decisamente diverso dall’ortodossia delle inclinazioni umane, ma al tempo stesso, per merito di essa sento una grande pace interiore e uno spirito di grande fiducia e soddisfazione. Mi appresto a concludere, sperando di non essermi dilungato eccessivamente (ti avevo detto che l’argomento è piuttosto complesso e non si può, dunque, esaurire in poche righe) e spero che perdonerai i deliri che ho messo in questo messaggio; tuttavia come immaginerai, solo un tipo un po’ squinternato può operare una scelta del genere. Spero di esserti stato utile. A presto, Angelo".

Innanzitutto, ringrazio Angelo per tutti gli spunti che mi dà, compreso quest'ultimo. Possiamo dire che tanta parte dei miei articoli. E' un bravo ragazzo, a cui auguro ogni bene sia a livello professionale (e negli studi) che umano che rimanga sempre il ragazzo umile e di parola. Gli avevo chiesto se poteva spiegarmi (anche solo scrivendo due righe) la sua esperienza spirituale. Non solo mi ha risposto positivamente ma ha mantenuto la parola. Ora, una testimonianza simile deve farci riflettere, anche perché è molto profonda. In primo luogo, capisco Angelo, quando parla di certe frasi dette dai suoi amici, di fronte alla sua scelta. Anch'io ho avuto qualche situazione analoga. Nel 2005 andai in Abruzzo (la terra di mio padre) e visitai il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata. Mandai delle cartoline a dei miei amici. Tempo dopo, venni a sapere che uno di questi e la sua famiglia risero perché "avevo mandato loro il santino". Infatti, nella cartolina vi era raffigurata la statua di San Gabriele nell'urna. Oggi la fede è irrisa. Forse, mai come in questi tempi i giovani sono lasciati in balia di loro stessi. A loro viene proposto un mondo del successo immediato, anche calpestando il loro prossimo. In questo mondo, la ricchezza materiale ed il benessero vengono posti in primo piano mentre "quello che conta veramente" , ossia i valori umani e Dio stesso, possono stare (al massimo) nella vita privata. Chi, in qualche modo, esce da questi "canoni" viene irriso e preso per bigotto, se non per matto. Oggi, molti ragazzi parlano di ragazzi e ragazze, di discoteche, di jeans, di calcio e di soldi. Per carità di Dio, nessuno dice che essi non debbano parlare di queste cose (anzi, ci mancherebbe altro, visto che, tra l'altro, anch'io sono tifoso di calcio, precisamente del Milan) ma ci sono ben altri valori, come l'impegno nella società, verso il prossimo e verso Dio, e di argomenti un po' più profondi. Angelo, ad esempio, ha scritto della sua passione per la storia medioevale ed il ciclo arturiano. Egli ha dimostrato di essere una persona che vuole conoscere. Questo gli fa onore. Bisogna stimolare i giovani ad essere curiosi verso il sapere. Perché un giovane che ha sete di sapere è un giovane capace di relazionarsi anche con gli altri e di affrontare meglio la vita.
Oltre a ciò, perché diventi una persona capace, un giovane deve avere dei valori, come il rispetto verso l'altro, l'attaccamento al valore della famiglia ed il rispetto per la vita.
Purtroppo, con la crisi della famiglia ed il continuo attacco al concetto di sacralità della vita, i giovani sono molto disorientati.
A tutto, si uniscono la crisi della scuola (che ha perso, ad esempio, ogni riferimento alla meritocrazia) e la secolarizzazione.
Tutto ciò è correlato. Infatti, la crisi della famiglia e la perdita di quella concezione della sacralità della vita sono i prodotti della secolarizzazione, secolarizzazione che è figlia di un processo che iniziò secoli prima e che per secoli si protrasse (con il declino della Chiesa, la Riforma protestante, l'Illuminismo, la Rivoluzione francese e la nascita del socialismo scientifico) e che portò ad una certa concezione rivoluzionaria che si espresse nella fine degli anni '60. In questa concezione, l'uomo può fare quello che vuole, anche senza rispettare gli altri. Da questo pensiero perverso nacque quell'idea di egualitarismo che fece (e tuttora fa) parecchi danni. La scuola, risentì parecchio di questo pensiero, poiché le tolse ogni concezione di una sana logica mertocratica, una logica in cui il successo viene visto come una cosa dovuta a tutti e non come una cosa guadagnata da chi se lo merita. E' logico che tutto ciò abbia indebolito la fede nei giovani.
Tutto ciò è favorito da certi ceti "intellettuali". Questi ultimi vedono nella Chiesa quell'organo "reazionario" che va contro le libertà e cercano di spacciarla così. Nella sua esuberanza, il giovane dà ascolto a queste "sirene" che parlando del motto che dice che per essere liberi si deve fare ciò che si vuole sempre. La realtà è ben diversa. Infatti, non può esserci la libertà senza la resoponsabilità verso il prossimo e verso e verso Dio. La Chiesa insegna questo. Per questo, è molto osteggiata.
Va detto, però, che oggi tanti giovani stanno capendo che la persona veramente libera non è quella che pensa a sé stessa ma quella che comprende di avere delle responsabilità verso il prossimo ed anche verso Dio. Forse, per quell'esuberanza di cui ho parlato prima, esuberanza che li porta ad andare contro rispetto a quello che vogliono i loro genitori ed un certo tipo di società, molti giovani stanno riscoprendo il gusto della fede e la piena coscienza della responsabilità verso Dio e verso il prossimo.
Per questo motivo, ad esempio, nella recente Giornata Mondiale della Gioventù, ben 2.000.000 di giovani si sono recati a Madrid a seguire il Santo Padre Benedetto XVI e stanno aumentando i giovani che fanno volontariato. Sembra quasi una reazione verso questo mondo sempre in cui le persone sono sempre più indifferenti le une verso le altre e verso Dio. Ognuno cercherà Dio seguendo la propria strada, la propria vocazione. C'è chi, come Angelo, ha scelto il celibato. C'è chi si fa addirittura prete e chi, invece, ha scelto il proprio cammino impegnandosi per gli altri, anche sposandosi. Le vie sono tante, dal sacerdozio, al volontariato fino ad arrivare alla politica. Di quest'ultimo caso, abbiamo validi esempi, come San Tommaso Moro, che è uno dei miei punti di riferimento, insieme a San Gabriele dell'Addolorata e a re Carlo I Stuart, un Santo anglicano, che fu martirizzato anche per avere cercato di difendere i cattolici.
Cordiali saluti.

domenica 4 settembre 2011

ITALIA PAESE DI MERDA, COMMENTO ALL'ARTICOLO DI RICKY FILOSA SU "ITALIA CHIAMA ITALIA"




Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo scritto da Ricky Filosa, direttore di "Italia chiama Italia".
Questo articolo è intitolato "Ecco perché l'Italia è un Paese di merda" ed è stato scritto in risposta a Silvana Mangione, membro del Consiglio Generale degli Italiani all'estero, che aveva scritto un articolo intitolato "Presidente Berlusconi, l'Italia non è un Paese di merda!", articolo con cui aveva criticato il presidente Berlusconi che, in una telefonata privata ed intercettata, aveva definito l'Italia un "Paese di merda".
Come il direttore Filosa, del quale condivido quanto l'articolo, vorrei dare una risposta garbata alla signora Mangione.
Innanzitutto, già il fatto che si intercettino delle telefonate private e che le si pubblichino dimostra che c'è qualcosa di veramente anomalo (e squallido) in questo Paese. Non è possibile che la privacy delle telefonate venga sistematicamente violata e che tutti i contenuti (anche quelli privati e che nulla hanno a che fare con le indagini) vangano pubblicati sui giornali o che finiscano nel telegiornali. Non ci si rende conto che così vengono rovinate delle vite?
Inoltre, è evidente che qui ci sia anche uno squilibrio tra politica e magistratura. Una parte di quest'ultima tende a fare politica. L'esempio fatto dal direttore Filosa (quello che parla della vicenda di Clemente Mastella, Ministro di Grazia e Giustizia del Governo Prodi) lo dimostra.
La vera democrazia si fonda sull'equilibrio tra magistratura e politica. Ergo, la politica faccia la politica e la magistratura faccia la magistratura.
Inoltre, riguardo a noi giovani, alla signora Mangione voglio dire una cosa.
Come ha, giustamente, detto il direttore, molti di noi devono vivere con degli stipendi di 400 o 500 Euro al mese, senza i contributi e lavorando per otto ore, sei giorni su sette, nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, rimangono disoccupati, come me.
Alla signora Mangione vorrei fare questa domanda.
Sa perché c'è questa situazione?
Il motivo è molto semplice. In passato non si riformò il mercato del lavoro e tutto ciò che ruota intorno ad essi, per fare contenti i sindacati. Oggi queste riforme servono e quando il Governo le vuole fare, arrivano i sindacati che (con le opposizioni) iniziano a protestare. In pratica, noi ci troviamo di fronte ad un Paese fermo e che ha bisogno di riforme in cui, però, chi ebbe privilegi in passato fa di tutto per impedire che si facciano, mantenendo lo status quo, che, purtroppo, garantisce che in passato beneficiò di quella situazione. Lo stesso discorso vale anche per le riforme strutturali, come ad esempio il federalismo o privatizzazioni. Io, ad esempio, sarei favorevole a privatizzare varie strutture, da quelle che gestiscono i servizi idrici alla RAI. I cittadini avrebbero molto da guadagnarci. Purtroppo, c'è chi non vuole tutto ciò ed il cittadino paga. Chi da questo sistema ottenne dei vantaggi, difficilmente vorrebbe cambiare perché sarebbe costretto a rinunciare ad essi.
In questo Paese manca la meritocrazia. Purtroppo, non vanno avanti i migliori ma chi ha "appoggi". L'esempio è l'università, verso la quale è stata fatta una riforma che, guarda caso, è osteggiata dai "baroni" che fino ad ora hanno fatto il bello ed il cattivo tempo. Ne parlai sul mio blog "Italia e mondo", nell'articolo del 21 dicembre del 2010, quello intitolato "Giovani dite no alla violenza!". Pensate alla vicenda di Norman Zarcone il ventisettenne palermitano che si suicidò, gettandosi dal balcone della Facoltà di Lettere dell'Università di Palermo perché non vide che ogni opportunità gli fu tolta da altri che ebbero dei vantaggi dal sistema.
Inoltre, alla signora Mangione vorrei fare quest'altra domanda.
Le sembra normale che vengano definita "legittime manifestazioni del dissenso in democrazia" certe manifestazioni violente?
Prendiamo, ad esempio, quanto sta succedendo in Val di Susa. Vi sono dei comitati che protestano contro la realizzazione della ferrovia ad Alta Velocità Lione-Torino, un'opera che fa parte di un progetto europeo che contempla la costruzione di un lungo asse ferroviario che unisce Lisbona a Kiev. Io penso che l'unica motivazione che possa rendere impossibile le realizzazione di quest'opera sia un problema tecnico, cosa di parlai il 21 agosto scorso, nell'articolo (scritto sempre sul mio blog "Italia e mondo") che è intitolato "TAV, botta e risposta con l'Associazione Civica Mantovana" .
Purtroppo, al contrario di quanto si dice, qui vi sono delle motivazioni politiche e di un'errata concezione della difesa del territorio, in cui tutti sono d'accordo nel volere fare le infrastrutture (di cui l'Italia ha bisogno) ma, quando si arriva al dunque, arriva il comitato di turno che fa di tutto per bloccare i lavori perché teme che gli operai "calpestino le rose del proprio giardino". Purtroppo, quanto sta succedendo in Val di Susa va ben al di là della semplice manifestazione. Il recente ritrovamento di mortai rudimentali in una caverna di Chiomonte (Torino) ed il fatto che il sindaco dello stesso Comune oggi sia sotto scorta per avere espresso un parere favorevole alla TAV dimostrano ciò, come lo dimostrarono i precedenti scontri tra poliziotti e manifestanti. Alla signora Mangione chiedo se tutto ciò sia normale o meno.
Inoltre si parla tanto di "unità d'Italia" ma siamo noi Italiani stessi ad essere divisi.
Purtroppo, tanti di noi, si sentono prima di destra o di sinistra e poi si sentono italiani.
E così, ci sono insulti ed offese anche a livello personale. Io ne so qualcosa.
Tra l'altro, l'Italia è il Paese più litigioso e in cui ci sono più cause.
Non si può essere "prima italiani e poi di destra o di sinistra"?
Trovo vergognoso il fatto che un presidente del Consiglio venga sistematicamente insultato dai propri avversari. Intorno a lui c'è un clima di odio personale, un clima che, purtroppo, portò a quell'atto di violenza del 13 dicembre scorso, in cui un folle gli lanciò una statuetta che lo ferì e rischiò di ucciderlo.
Alla signora Mangione chiedo se sia normale o meno tutto ciò.
Ora, termino esprimendo il mio cordoglio ai familiari di Mino Martinazzoli, l'ex segretario del Partito Popolare Italiano (già Democrazia Cristiana) che ieri è venuto a mancare.
Io non mi sono mai riconosciuto nelle idee di Martinazzoli e del suo partito ma esprimo il mio cordoglio, almeno per rispetto, quel rispetto che oggi non c'è.
Spero che la signora Magione e tutti noi riflettiamo.
Forse, il nostro Paese non è così immacolato.
Cordiali saluti.






GESU' CONFIDO IN TE

Cari amici ed amiche.

Leggete questa nota che ho preso dal blog "Stand Up and Fight" dell'amica Francesca Padovese.
Essa parla del culto della Divina Misercordia e di Suor Faustina Kowalska.
Ecco qui il testo:

"Oggi, seconda Domenica di Pasqua, la Chiesa celebra la Festa della Divina Misericordia che Gesù ci ha domandato di celebrare, promettendoci in questa occasione una particolare effusione della Sua misericordia. Festa istituita dal beato Giovanni Paolo II°. Festa che ci aiuta a volgere lo sguardo verso Gesù misericordioso, che mai ci fa mancare il Suo aiuto e la Sua protezione.

Gesù scelse Suor Faustina Kowalska e la fece diventare lo strumento attraverso il quale richiamare il Vangelo della Sua misericordia agli uomini moderni.

Qui potete leggere la sua biografia.

LA SUA MISSIONE Per svolgere la sua missione Suor Faustina ricevette da Gesù 3 potentissimi strumenti:

  1. L’Immagine di Gesù Misericordioso. Nel Febbraio del 1931 Gesù le apparve nell’abito bianco della sua Resurrezione con due raggi, uno chiaro e l’altro rosso, che ricordassero l’acqua e il sangue usciti dal suo fianco sulla croce, come simbolo del perdono e della grazia donati a noi con la Redenzione. « Chi venererà questo quadro non andrà perduto; lo difenderò nell’ora della morte», le aveva detto Gesù, aggiungendo: «Offro all’umanità un recipiente per attingere alla fonte della mia misericordia». In questa apparizione Gesù era raffigurato come apparve agli apostoli nel Cenacolo. Nel 1934 a Wilno, si mostrò nella medesima figura, ma sullo sfondo del cielo della sera e con i due raggi che progressivamente si allargavano dall’Istituto delle Suore allla città e al mondo intero.
  2. La festa di Gesù Misericordioso nella seconda Domenica di Pasqua. Promise per quell’occasione una particolare effusione della sua misericordia: «Aprirò tutti gli sbocchi della mia clemenza verso gli uomini. L’anima che in quel giorno avrà ricevuto i sacramenti della Riconciliazione e della Santa Comunione, otterà pien remissione delle colpe e dei cstighi».
  3. Un vasto movimento d’anime che comprenda: a) conventi di vita contemplativa dove si implora la misericordia divina per il mondo; b) conventi di vita attiva per diffondere nella Chiesa il culto alla misericordia e istruire religiosamente i piccoli; c) una raccolta di laici che assumano come compito l’esercizio della preghiera e delle opere di misericordia.

Sanata Suor Faustina non vide attuata quaggiù la sua missione, ma ne ebbe la chiara visione e, morendo, poté dire di se stessa: «La mia missione continuerà nell’altra vita. O anime dubbiose, solleverò per voi il sipario che nasconde il cielo, affinché non continuiate a offendere il cuore di Dio, diffidando della sua misericordia. Dio è amore e misericordia».

Le tre pomeridiane: ora della Misericordia. Una manifestazione del culto alla misericordia, che ci richiama la passione di Gesù come un evento di costante attualità, è il ricordo dell’ora della morte di Gesù, alle tre pomeridiane d’ogni giorno. Il Salvatoree vuole che quest’ora non ci lasci indifferenti: «Alle tre pomeridiane implora la misericordia specialmente per colore che vivono in peccato e, sia pure per breve tempo, rifletti sulla mia passione, incominciando da quell’abbandono in cui fui lasciato nell’ora della morte. È un’ora di misericordia senza fine, per il mondo intero. Non rifiuterò nulla all’anima che chiede nel nome della mia passione. Cerca a quell’ora di fare la Via Crucis, se i tuoi doveri non lo impediscono. Se non puoi, entra per un istante in cappella e venera il mio Cuore pieno di misericordia nell’Eucarestia. Se sei impedita anche di far questo, raccogliti almeno un attimo in preghiera sul luogo stesso dove tu ti trovi».

Ecco una brevissima preghiera di Faustina Kowalska, che possiamo reciare alle tre di ogni pomeriggio: «O Gesù, tu sei appena morto e già una sorgente di vita è sgorgata per le anime. O sorgente di vita, incomprensibile misericordia di Dio, avvolgi il mondo intero e riversati su di noi. O acqua e acqua, che scaturisci dal cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te!».

La Coroncina della Divina Misericordia. Il 13 settembre 1935, Beata Suor faustina, vedendo un angelo sul punto d’eseguire un tremento castigo sull’umanità, fu ispirata a offrire al Padre, «il corpo e il sangue, l’anima e la divinità del suo dilettissimo Figlio in espiazione dei nostri peccati e di quelli di tutto il mondo» . Va notato che la «divinità che qui si offre al Padre, è la nostra professione di fede nella divinità» del Redentore, in quell’evento, cioè, per cui «il Padre ha tanto amato il mondo da dare il proprio Figlio, l’Unigenito, affinché chi crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv. 3,16). Mentre la suora ripeteva la preghiera, l’angelo era impotente a mettere in atto quel castigo. Il giorno dopo fu detto di usare le medesime parole sotto forma di una coroncina da recitare sui grani del rosario.

Come recitare la Coroncina.

La Novena della Divina Misericordia.Gesù domanda, attraverso Suor Faustina, che la seconda Domenica di Pasqua (ottava di Pasqua, già «Domenica in Albis») sia dedicata alla sua misericordia con uan celebrazione pubblica e solenne. Inoltre le chiese di prepararsi a questa festa della sua misericordia con una Novena che incomincia il Venerdì Santo e si conclude alla vigilia della seconda Domenica di Pasqua. Nello spirito che deve animare il culto alla misericordia, questa Novena ha come intenzione «la conversione del mondo intero, affinché ogni anima conosca la misericordia del Signore e glorifichi l’infinità sua bontà». Non vi si parla delle nostre necessità particolari, ma è certo che occupandoci delel necessità di tutti, otterremo anche per noi personalmente la beneveolenza divina: «Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt. 5,7).

Qui il testo della Novena.

Concludo suggerendovi questa pagina sul diario scritto da Santa Faustina (se volete legegrlo on- line andate qui).

Dio, che sei infinita misericordia, abbi pietà del mondo intero!".

Ora, esprimo il mio giudizio. Prima di tutto, faccio i miei complimenti a Francesca, per il testo che ha scelto. Per i contenuti che esprime, ho scelto questo brano, per fare una "continuazione" dell'articolo di ieri, quello intitolato "Responsabilità tra fratelli". In secondo luogo, noi cristiani dobbiamo perdonarci vicendevolmente le nostre colpe. Nessuno di noi è immune dal peccato. L'uomo, infatti, ha delle fragilità e può sbagliare. Forse, se ogni uomo si ficcasse in testa questo principio, non ci sarebbero più tanti "criticoni" che guardano i difetti degli altri e non i propri. Dio stessi perdona i nostri peccati e se lo fa lui perché non possiamo farlo noi? Siamo forse superiori a Dio? Io non credo proprio. E allora, riflettiamo e chiediamo un'intercessione anche a Suor Faustina Kowalska che della Divina Misericordia fece la sua missione. Anche questa è una delle responsabilità che ci sono tra di noi.


LUTERO ED IL NAZISMO, COMMENTO ALL'ARTICOLO DI "PAPALEPAPALE.COM"


Cari amici ed amiche.

Su "Papalepapale.com", ho trovato un articolo molto interessante. Esso è intitolato "Lutero sconosciuto (nascosto): l'anticipatore della "Soluzione finale"". In questo articolo si parla di un Martin Lutero (1483-1546) che già faceva discorsi fortemente antisemiti e che parlava di roghi di ebrei e quant'altro. Quasi quattrocento anni dopo, purtroppo, questa cosa fu attuata da quell'assatanato di Adolf Hitler. Ora, faccio una mia considerazione.
Quello che fece Martin Luther (italianizzato, Martin Lutero) fece veramente parte di quel percorso che portò a quel triste periodo in cui Hitler salì al potere e fece morire più di 6.000.000 di persone. Questo percorso incominciò con la "Bolla d'Oro" , di cui parlai nell'articolo intitolato "Bolla d'Oro, l'inizio del cammino verso il baratro!" e passò attraverso figure, come per l'appunto Martin Lutero, Gottlieb Fichte, Friedrich Nietzsche, Anton Drexler, Karl Haushofer ed Houston Chamberlain, fino ad arrivare ad Adolf Hitler. Com'è noto, Lutero fu colui che tradusse la Bibbia dal latino al tedesco e la dottrina a cui egli diede inizio (il protestantesimo) adottò la celebrazione della Messa in lingua volgare. L'uso della Messa in lingua e non più in latino potrebbe essere letto come un'arma a doppio taglio. Se, da una parte, avvicina il popolo a Dio, dall'altra, esso può essere inteso come il rifiuto dell'universalità della Chiesa cattolica, in nome del nazionalismo, uno dei fondamenti dell'ideologia nazista.
Quindi, Lutero contribuì all'edificazione dell'ideologia nazionalista, che fu uno dei fondamenti del nazismo.
Certo, il nazismo ebbe un'altra radice, quella socialista. Qui dobbiamo "scomodare" Karl Marx (1818-1883), che di certo contribuì all'ideologia tedesca di quegli anni.
Se guardate la bandiera del Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi (così si chiamava il Partito nazista), noterete dei particolari che lo riallacciano al socialismo.
Uno di questi è il colore rosso. Queste sono le parole dello stesso Mein Kampf di Adolf Hitler:
"Il rosso è linea sociale del movimento, il bianco, la linea nazionalista, e la svastica nera, il richiamo a lottare per la vittoria dell'ariano.".
Ho trovato il brano in questione nel libro della Selezione dalla Reader's Digest "Europa Misteriosa", che è in mio possesso.
Quindi, tre erano i fondamenti del nazismo, il socialismo, il nazionalismo e l'esoterismo.
Questo dimostra due cose.
La prima, come il fascismo (che, se pur con qualche differenza, ha delle analogie), il nazismo non fu di destra.
La seconda, il nazismo non ebbe nulla di cristiano e fu il frutto di quel processo di cui prima parlai. Dalla "Bolla d'Oro" fino al nazismo, il popolo cristiano tedesco divenne sempre più tedesco e sempre meno cristiano. L'avvento del socialismo di Karl Marx (che si affermò tra gli operai) peggiorò di molto la situazione. Quindi, per certi versi, il nazismo fu il "fratello" del comunismo. Lutero contribuì a ciò perché spezzò il legame che c'era tra tanta parte dei tedeschi e Roma, il centro della cristianità. Vi invito a rileggere un mio articolo che parlava di Lutero e che è stato ripreso dal blog di Riccardo Di Giuseppe. L'articolo è intitolato "Lutero, chi era e che che cosa ci ha lasciato? di Antonio Gabriele Fucilone". Leggendo l'articolo, troverete scritto che egli incitò la nobiltà tedesca contro la Chiesa. Quindi, Lutero ebbe una parte fondamentale nella costituzione dell'ideologia nazionalista, che unita a quella esoterica e a quella socialista fondò il nazismo. Uno degli errori di Lutero fu proprio il ricorso al nazionalismo. Se non avesse commesso questo errore e se avesse tenuto conto della Tradizione della Chiesa cattolica, avrebbe avuto più seguito. Che nella Chiesa di allora ci fossero stati grossi problemi fu vero ma quanto propose Lutero non solo non risolse tali problemi ma ne creò altri poiché frantumò la cristianità e contribuì a fare crescere nel popolo tedesco la "pianta" del nazionalismo.
Riguardo agli ebrei, va detto che Lutero ragionava come un uomo del suo tempo. Inoltre, egli non visse nella Parigi, nella Firenze o nella Roma rinascimentale ma in un remoto borgo della Sassonia, ove vi era una mentalità chiusa ed incline alla superstizione ed anche all'ignoranza. Questo già dice tutto. Il nazismo si fondò anche all'ingnoranza. Noi cristiani abbiamo il dovere di riparare gli errori passati. Se non lo facessimo, che cristiani saremmo?
Cordiali saluti.





sabato 3 settembre 2011

FESTIVALETTERATURA 2011, UNA RISORSA PER MANTOVA E NON SOLO

Cari amici ed amiche.

Anche quest'anno, Mantova ospiterà il "Festivaletteratura" . L'evento decorrerà dal 07 all'11 settembre. In questa edizione del "Festivaletteratura" si parlerà di social-network e di tutto ciò che essi hanno portato, di scritture creative, delle letture di oggi e di domani e di molto altro. Ora, faccio una mia considerazione. Trovo che molto buono portare la cultura nelle piazze. Oltretutto, le piazze di Mantova sono già di per sé ricche di storia e di cultura. In quelle piazze successero eventi molto importanti. Un esempio è raffigurato nel quadro di Domenico Morone che è intitolato "La cacciata dei Bonacolsi" , l'evento che nel 1328 AD segnò la storia di Mantova, quando i Corradi di Gonzaga divennero signori della città, cacciando i Bonacolsi. Su quel dipinto è raffigurata Piazza Sordello, con la cattedrale di San Pietro che ancora aveva la vecchia facciata in stile gotico-veneziano. Le piazze di Mantova sono già dei ricchi libri di storia le cui parole sono scritte sulla pietra. Fare di queste piazze dei luoghi di cultura e dedicati alla cultura è il migliore modo per valorizzarle. Per questo il "Festivaletteratura" è un momento importante di aggregazione tra persone e di cultura. Per saperne di più, consultate il sito http://www.festivaletteratura.it/. Il sapere rende liberi.
Infatti, solo sapendo e conoscendo le cose si può avere un giusto senso critico della realtà ed affrontarla meglio.
Allora, auguro che l'evento sia un successo e che dia a Mantova la giusta visibilità.
Cordiali saluti.

IL SIONISMO, LA LAICITA' E NOI

Cari amici ed amiche.

Consultate questo sito, seguendo il link http://www.storico.org/sionismo-nascita.htm. Esso parla del sionismo, quel movimento sorto nel 1897 a Basilea e fondato dal rabbino Theodor Herlz che affermava il diritto di autodeterminazione del popolo ebraico mediante l'istituzione di uno proprio Stato, il futuro Israele. Ringrazio l'amico Angelo Fazio che su Facebook ha messo il materiale da cui prendere spunto. Per gli ebrei, quel periodo fu brutto. Infatti, ci furono i nazionalismi e movimenti contro gli ebrei. Quel periodo altro non fu che l'anticamera di quello che successe nella prima metà del XX secolo, la I Guerra Mondiale, l'insorgere del comunismo in Russia, le crisi, l'insorgere del fascismo e del nazismo, la II Guerra Mondiale e la Shoah.
In questo turbinio di eventi il popolo ebraico pagò un prezzo elevato. Pensiamo agli ebrei uccisi in Russia (nel regime zarista, con il progrom, e nel regime di Stalin) o nella Shoah.
Quindi, nel popolo ebraico iniziò a sentirsi l'esigenza di avere un proprio Stato in cui potere trovare una casa e difendersi.
Ora, sorge una domanda.
Il sionismo fu (ed è tuttora) una forma di vendetta contro noi cristiani?
La risposta è no.
Infatti, l'attuale Israele è senza dubbio uno Stato a maggioranza ebraica ma non è Stato laico in cui chi non professa la religione ebraica non è escluso dalla società e né vede i suoi diritti violati.
Ergo, io, che non sono ebreo ma cattolico, se dovessi andare in Israele, troverei la chiesa in cui pregare, seguire la Santa Messa e prendere la Comunione e non verrei preso a calci dalla popolazione, anche per il semplice fatto che porti un crocifisso intorno al collo.
Certo, la maggioranza della popolazione è di religione ebraica e la maggioranza comanda (come in ogni forma di democrazia) ma le minoranze hanno i loro diritti.
Questa è la laicità.
Infatti, il termine "laicità" deriva dal greco "laos", ossia popolo.
Tenere conto del popolo significa tenere conto anche della sua religiosità predominante, quando questa c'è.
Ora, proviamo a portare questo concetto anche su di noi italiani ed europei.
Qui in Italia si è frainteso completamente il concetto di laicità.
Secondo i "teorici di questa laicità all'europea", che è figlia del penserio della Rivoluzione francese e della visione marxista, possono parlare tutti, ad eccezione della Chiesa cattolica che spesso viene bistrattata ed accusata anche di cose che non ha fatto, mentre ci sono cose peggiori fatte da altri enti che vengono taciute.
E' chiaro che questa non sia più laicità ma un vero e proprio fondamentalismo che non è diverso da quello di qualsiasi religione.
Esso, infatti, non tiene conto della realtà del popolo, il "laos". Il popolo ha una religione maggioritaria che viene attaccata da certi ceti "intellettuali" che si dicono "difensori della laicità", a volte con il "placet" delle istituzioni civili.
Questa non è più laicità.
Ora, pongo un'altra domanda.
Il mondo cattolico e la Chiesa, come hanno reagito?
La Chiesa ha sempre cercato di instaurare un dialogo.
Tuttavia, alcune sue frange hanno frainteso ciò, andando verso un vero e proprio sincretismo religioso.
Vi invito a leggere questo articolo de "Il Giornale" . Il suo link è http://www.ilgiornale.it/interni/il_prete_prega_allah__dentro_chiesa__tradisce_sua_fede/02-09-2011/articolo-id=543236-page=0-comments=1. Ringrazio l'amica Anna Maria Pacchiotti che ha segnalato questo link su Facebook.
In questo articolo si parla di un prete comasco, un tale don Lino Cerutti, che nella sua chiesa, la Basilica di San Paolo a Cantù, ha fatto distribuire dei volantini con delle preghiere islamiche che esaltavano l'Islam come religione eccelsa.
E' chiaro che questo sia un concetto sbagliato di dialogo.
Il dialogo avviene tra diverse idee. Se uno dei due interlocutori si adagia alle idee dell'altro, il dialogo cessa perché uno dà ragione all'altro e non è più in grado di ribattere. Noi italiani ed europei dobbiamo imparare il concetto di laicità. Quello che certi ceti politici ed intellettuali ci hanno propinato fino ad ora non è un vero concetto di laicità ma è solo confusione. Dunque, bisogna stare attenti. Cordiali saluti.





RESPONSABILITA' TRA FRATELLI

Cari amici ed amiche.

Il brano del Vangelo che sarà letto durante le Messe di questa sera e di domani sarà del Vangelo secondo Matteo (capitolo 18, versetti 15-20).
Esso recita questa parole:

"[15]"Se il tuo fratello commette una colpa, và e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello;

[16] se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.

[17] Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.

[18] In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.

[19] In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà.

[20] Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro". ".

Ora, faccio qualche mia considerazione. Ogni uomo è responsabile verso il suo prossimo. Deve fare di tutto perché il proprio prossimo non vada in rovina.
Se poi non ci riesce, non può prendersi alcuna responsabilità ma non può lasciare nulla di intentato. Infatti, se non fa nessun tentativo di salvare il proprio prossimo (anche rimproverandolo) la colpa della sua rovina ricade anche su di lui, che non l'ha impedita.
Essere credenti non vuole dire essere immuni dal peccato.
Anche noi credenti possiamo peccare.
Però, noi abbiamo un'arma che è la fede in Gesù Cristo Figlio, colui che ci insegnò ad amare Dio prima di tutto e ad amarci gli uni altri.
Anche la correzione rientra tra le manifestazioni d'amore a Dio e al prossimo.
Chi corregge il proprio prossimo ama Dio, perché obbedisce ai suoi comandamenti, ed ama il suo prossimo, perché lo salva dalla rovina. Certo, correggere non significa porsi al di sopra del prossimo e giudicarlo ma aiutarlo e stare con lui.
Una vera comunità cristiana è una comunità unita.
Forse, noi oggi abbiamo perso tanti valori.
Abbiamo messo in discussione valori fondamentali, come quello dello famiglia, e ci siamo chiusi nel nostro individualismo.
Addirittura, si sta affermando l'idea in cui la tecnologia possa sostituire valori importanti, come l'amicizia.
Pensate all'uso dei social-network.
Ora, l'amicizia è una cosa diversa. Va vissuta. Infatti, il rapporto con il prossimo va vissuto.
L'uso dei social-network può dare l'inizio ad un rapporto d'amicizia ma poi questo deve svilupparsi autonomamente. Quando ero andato in Sicilia, mi sarebbe piaciuto, ad esempio, conoscere direttamente coloro che da Facebook mi seguono, come Angelo Fazio, Vittorio Leo, Alessandra Spanò, Filippo Giorgianni e Stefania Ragaglia, almeno per ringraziarli degli spunti interessanti che mi danno per i miei articoli. Li ho citati nel mio articolo intitolato "Il mio viaggio in Sicilia".
I rapporti umani vanno vissuti veramente e solo così ci può essere il concetto di responsabilità.
Lo stesso discorso vale per altri ambiti, come il sesso.
Leggete questa bellissima nota che è stata pubblicata proprio da Stefania Ragaglia (Symposium: Sominium Scipionis) su Facebook. Stefania ha preso un brano del "Manifesto della destra divina-difendi, conserva, prega!", di Camillo Langone Edizione Vallecchi 2009.

"(Genesi 38 , 9-10)

Sono un uomo e conosco la plastica. Perciò sorrido quando esperti e non esperti definiscono il preservativo “un metodo sicuro”. Se sono persone intellettualmente oneste non riescono a tenere il punto neanche per un minuto, da quanto il punto è intenibile. Nei giorni dell’assalto al papa, quando l’infeconda Europa si scagliò contro Benedetto XVI che in volo verso l’Africa aveva osato mettere in dubbio l’efficacia dell’oggetto, su “Repubblica” l’infettivologo Moroni dovette semismentirsi nel giro di due righe: >. Per imparare a governare il cappuccetto ci vuole un po’ di tempo, quasi quanto per imparare a governare l’amore e comunque, anche dopo anni di pratica, in quei momenti è facile dimenticarsi tutto. Il maschio smanioso giustamente si dice allupato e nessuno ha mai visto un lupo, una bestia, preoccuparsi di profilassi. Il cazzo, antica saggezza, non vuole pensieri. Se comincia a riflettere sulle conseguenze, sulla possibilità di prendersi malattie o accollarsi figli, si immalinconisce e si ammoscia. L’amore fisico è per sua natura irresponsabile, > per dirla alla Rimbaud. Le contorsioni verbali dell’insigne infettivologo mi fecero venire in mente una favola, che tanto favola non è, di Cappuccetto Rotto. >, certo, ma è solo un vago auspicio, se nemmeno un luminare è in grado di spiegarci in che modo si può essere certi che ciò non avvenga: si vede che all’Università di Milano, dove insegna, dopo tante ricerche non se ne sono ancora venuti a capo. Per capire come stanno davvero le cose non bisogna studiare il Catechismo della Chiesa cattolica , non >, non >, che potrebbero veicolare pregiudizi antiscientisti, bensì il materiale esplicativo fornito da Akuel, la marca dei preservativi reperibili in ogni farmacia. L’espositore è su tutti i banconi, non fate finta di non averlo mai visto. Uno dei numerosi modelli si chiama Sicuro e basta il nome per gettare un’ombra sull’affidabilità della gamma restante. Un altro si chiama Nudo: >. Un altro ancora si chiama Nulla. Secondo l’infettivologo Moroni, secondo il presidente della Commissione Europea Barroso, secondo i nemici del Papa (Francia o Spagna azzanna azzanna) che in quei giorni abbaiarono da tutti i media, si dovrebbe affidare un intero continente, l’Africa, a Nulla. Mi sono andato a leggere le istruzioni per l’uso presenti in ogni confezione. Prima però vorrei chiedere alle persone molto sensibili di lasciar perdere, di passare ad altro capitolo: non vorrei disgustarle, l’argomento è quello che è. Siete ancora qui? Bene, allora vado avanti. >. Sembra di capire che prima di ogni incontro potenzialmente torrido sia indispensabile fare un salto dalla manicure. Chissà se nei villaggi del Camerun esiste questa figura professionale, nemmeno a Parma ne ho mai conosciuta una, frequento negozi di barbiere in cui è già molto che ci sia un barbiere, così le unghie me le taglio a casa da solo, malissimo. >. Pur essendo un maschio di lungo corso questa operazione non riesco a capirla bene, ho comunque il sospetto che per eseguirla alla perfezione ci vogliano almeno tre mani. >. E se lei prima di cominciare ha voluto accostare le persiane tu che fai, come ti assicuri, usi gli occhiali a infrarossi? >. Molti sanno che dopo l’esito anche la donna più feroce si percepisce romantica e gradisce che l’uomo rimanga per qualche minuto dentro di lei. Nel caso contrario, quello con rapida estrazione e fuga, si senta trattata come una prostituta. Sentimento e sicurezza sono in questa fase più incompatibili che in altre. Mi tocca dirlo: Akuel e il professor Moroni (forse anche Barroso) caldeggiano tempi e modi che sono tipici dei rapporti mercenari. Non è finita qui, le istruzioni sono fitte e l’azienda produttrice non ci risparmia una lunga serie di avvertenze finali, ognuna con la sua faccetta imbronciata messa di fianco, a beneficio dei tardi di comprendonio. > . Il mondo è pieno di signori con la patente scaduta, con il libretto scaduto, con la bolletta scaduta, chissà quanti di loro controllano la scadenza dei cappuccetti. >. Non fatemi entrare in dettagli, vi prego, voglio soltanto condividere con voi la mia impressione che questi oggettini in lattice sembrano potersi danneggiare praticamente con tutto, forse anche con lo sguardo. E ho saltato anche qualche faccetta scura altrimenti facevamo notte. Arrivato alla fine del papiello ritorno all’introduzione, che avevo dimenticato di leggere. Qui nessuna faccetta ma ulteriori mani avanti. >. Siamo d’accordo, di sicuro nella vita c’è solo la morte. >. Ci siamo intesi benissimo, nonostante il linguaggio reticente, peccato che l’Aids provenga in primo luogo da Sodoma. Pertanto chiunque sappia leggere l’italiano può verificare, recandosi in farmacia come ho fatto io, che la Akuel conferma una per una le parole di Bendetto XVI: >. […] Il sesso sicuro non è sicuro, l’amore a rischio, invece, è una grande opportunità […] Il calo del desiderio dell’uomo occidentale è dovuto innanzitutto a una sensazione sgradevole di cui non si parla e che però serpeggia da quando gli anticoncezionali sono diventati di massa: l’inutilità di un gesto sempre più ridotto ai suoi dati meccanici, e che si vuole programmaticamente privo di conseguenze. [...] E così dopo una vita perfettamente igienica ci si troverà perfettamente soli, con l'unico conforto di non aver mai preso una malattia sessualmente trasmissibile. Per salvarsi da un simile destino bisogna cominciare a stare attenti a come si parla, è sufficiente limitare l'uso della parola > perchè la vita suoni meno insensata e cupa. Io l'ho fatto e uno dei miei massimi vanti è quello di non aver mai usato la più abominevole espressione contemporanea: >. Se ne fa un uso continuo in televisione, il grande media spermicida. Forse gli autori rischiano il licenziamento se a intervalli regolari non la mettono in bocca a lui o a lei. A me piace parlare di >[...]. Nella sua prima enciclica, la più urgente, il capo dell'istituzione più eterofila che ci sia, la Chiesa, non è mai stato così chiaro: non esiste netta separazione fra eros e agape, l'amore fisico è amore a tutti gli effetti. Il che è molto logico: se Dio è amore ed è ovunque, perchè proprio lì, in quel momento dovrebbe esserci? Parlare di amore fisico aiuta a ricomporre la pericolosa, manichea e non cristiana divisione fra corpo e anima. E magari ridare alla faccenda un po' di slancio romantico, il vento nei capelli, il brivido di non sapere come andrà a finire.".

Oggi si è perso questo senso della responsabilità verso il prossimo, a vantaggio del piacere e dell'interesse personale. Anche il sesso rientra in questa categoria perché oggi viene visto come una manifestazione di pura voluttà e non come un qualcosa di più profondo o il coronamento di un qualcosa di più grande, l'amore tra uomo e donna, o come una sorta di gara, in cui chi fa più sesso è il più "fico" e degno di rispetto. Bisogna recuperare i valori di base e riconsiderare anche la verginità come un valore. Tra i "valori di base" vi è sicuramente la responsabilità nel rapporto tra persone. Cordiali saluti.





Translate

Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.