Cari amici ed amiche. Oggi è la IV domenica di Quaresima e nelle nostre chiese, durante le Sante Messe, verranno letti i brani del I Libro di Samuele (capitolo 16, versetti 1b-4, 6-7, 10-13), del Salmo 22 (23), della Lettera di San Paolo apostolo agli Efesini (capitolo 5, versetti 8-14) e del Vangelo secondo Giovanni (capitolo 9, versetti 1-41). Proprio il brano del Vangelo è il punto centrale dell liturgia di oggi. Esso parla di una persona cieca dalla nascita che mendicava. Gesù ed i suoi discepoli lo videro. Questi ultimi a Gesù chiesero delle colpe cieco e dei suoi genitori, per via della sua condizione. Gesù rispose loro dicendo che né il cieco e né i suoi genitori ebbero colpe ma che quella persona era in quella condizione perché fossero manifestate i lui le opere di Dio. E così, Gesù sputò per terra, fece del fango con la saliva e mise quel fango sugli occhi del cieco. Poi disse al cieco di andarsi a lavare alla piscina di Siloe. Appena tornò da quel posto, il cieco ci vide. Intanto, Gesù si era allontanato. Allora la gente rimase stupita e incominciò a fare domande. Lui spegò tutto. Anche i farisei si interessarono del caso ed incominciarono a chiedergli di quanto era successo. Allora, lui spiegò ogni cosa. Alcuni dei farisei incominciarono a dirgli che Gesù era un peccatore. Altri , invece, dissero che era un profeta. Visto il dissenso, i farisei chiamarono i genitori del cieco e gli chiesero se loro figlio fosse nato in quelle condizioni e come fosse possbile una simile guarigione. I genitori risposero che loro figlio nacque cieco ma che non seppero coe potesse essere guarito, anche per paura di essere espulsi dalla sinagoga. Allora, i farisei incominciarono a fare nuove domande al cieco e gli dissero che Gesù era un peccatore. Il cieco, allora, disse loro che non ascoltarono e chiese se volessero diventare discepoli di Gesù. Essi gli risposero dicendo che loro sono discepoli di Mosè ma non sapevano dove fosse Gesù. Allora il cieco rispose con queste belle parole: "Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che se uno onora Dio e fa la sa volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto fare nulla". I farisei risposero: "Sei nato tutto nel peccato e insegni a noi?". Lo cacciarono. Gesù seppe che cieco che egli guarì fu cacciato, lo trovò e gli chiese se credeva nel Figlio dell'uomo. Egli gli rispose domandandogli chi fosse. E Gesù gli rispose con queste parole: " Lo hai visto: è colui che parla con te". Ed egli gli disse: "Credo, Signore!". Si prostrò così davanti a lui. Gesù allora disse: "E' per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi". Alcuni farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: "Siamo ciechi anche noi?". Gesù rispose loro: "Se foste ciechi, non avreste nessun peccato, ma siccome dite:" Noi vediamo", il vostro peccato rimane". Ho fatto un riassunto del brano del Vangelo, perché esso è molto lungo. Il senso di questo brano va ben oltre quello che è il miracolo in sé. Gesù si trovò di fronte ad una persona cieca dalla nascita. Secondo la mentalità della società di allora, nascere ciechi significava avere il peccato dentro di sé. Ora, Gesù fece un gesto altamente simbolico. Fece del fango con la sua saliva e mise quel fango sugli occhi del cieco. Il fango comparve già nel Libro della Genesi, come materiale usato da Dio per fare l'uomo. Dio fece l'uomo con il fango e poi gli insufflò l'alito di vita, la "Ruah", secondo i termini ebraici. Quindi, il fango rimanda alla creazione. Inoltre, la cecità è anche un simbolo di qualcosa che manca. Con gli occhi noi possiamo vedere la luce e tutti gli oggetti. Quindi, la cecità è simbolo di tenebra. E poi, gli occhi sono "gli specchi dell'anima". Da essi si possono vedere tutti i sentimenti umani. Poi, Gesù invitò il cieco a lavarsi nella piscina di Siloe. La piscina di Siloe era il luogo dei proseliti, ossia di quei non ebrei che si volevano convertire all'Ebraismo e che, quindi, dovevano fare dei particolari rituali di purificazione. Lì, il cieco ebbe la vista. Questo passaggio del Vangelo è altamente simbolico. Infatti, l'acqua rimanda al Battesimo, che ai tempi di Gesù era praticato dagli ebrei, come rituale di purificazione. In pratica, tutta questa vicenda ha un valore altamente simbolico. Gesù, il Figlio di Dio, il Cristo, è la Luce del mondo. Egli è in grado di rimettere i peccati e le colpe. I farisei, che non capirono, trattarono male l'uomo. Qui c'è un altro significato simbolico. Vi è una cecità fisica, quella del mendicante, ma vi è anche una cecità ben peggiore che è rappresentata dall'ipocrisia, dalla chiusura mentale dalla grettezza e dal peccato. I farisei, che si dicevano illuminati dalla Parola di Dio e uomini retti, in realtà erano ipocriti. Essi praticavano tutti rituali ed ostentavano una fede irreprensibile. Nei fatti, però, le loro erano tutte pratiche esteriori che non avevano nulla di vero. Anche oggi vi sono queste situazioni di chiusura mentale (come il rifiuto dell'ascolto dell'altro, la non lettura ed il rifiuto del confronto) e di peccato. Anzi, oggi i ciechi sono molti. E allora, recuperiamo un po' di senno, con l'acqua che purifica. Quest'acqua può essere trovata anche tramite il sacramento della confessione. Spesso, riuscire a prendere coscienza e ad esporre i propri limiti è un atto di vero eroismo. Io penso che leggere questi brani della Bibbia sia anche un modo per riflettere. Cordiali saluti.
The Liberty Bell of Italy, una voce per chi difende la libertà...dalla politica alla cultura...come i nostri amici americani, i quali ebbero occasione di udire la celebre campana di Philadelphia nel 1776, quando fu letta la celeberrima Dichiarazione di Indipendenza. Questa è una voce per chi crede nei migliori valori della nostra cultura.
Il mio libro
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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino
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sabato 2 aprile 2011
COMMENTO ALLE LETTURE DELLA IV DOMENICA DI QUARESIMA
Cari amici ed amiche. Oggi è la IV domenica di Quaresima e nelle nostre chiese, durante le Sante Messe, verranno letti i brani del I Libro di Samuele (capitolo 16, versetti 1b-4, 6-7, 10-13), del Salmo 22 (23), della Lettera di San Paolo apostolo agli Efesini (capitolo 5, versetti 8-14) e del Vangelo secondo Giovanni (capitolo 9, versetti 1-41). Proprio il brano del Vangelo è il punto centrale dell liturgia di oggi. Esso parla di una persona cieca dalla nascita che mendicava. Gesù ed i suoi discepoli lo videro. Questi ultimi a Gesù chiesero delle colpe cieco e dei suoi genitori, per via della sua condizione. Gesù rispose loro dicendo che né il cieco e né i suoi genitori ebbero colpe ma che quella persona era in quella condizione perché fossero manifestate i lui le opere di Dio. E così, Gesù sputò per terra, fece del fango con la saliva e mise quel fango sugli occhi del cieco. Poi disse al cieco di andarsi a lavare alla piscina di Siloe. Appena tornò da quel posto, il cieco ci vide. Intanto, Gesù si era allontanato. Allora la gente rimase stupita e incominciò a fare domande. Lui spegò tutto. Anche i farisei si interessarono del caso ed incominciarono a chiedergli di quanto era successo. Allora, lui spiegò ogni cosa. Alcuni dei farisei incominciarono a dirgli che Gesù era un peccatore. Altri , invece, dissero che era un profeta. Visto il dissenso, i farisei chiamarono i genitori del cieco e gli chiesero se loro figlio fosse nato in quelle condizioni e come fosse possbile una simile guarigione. I genitori risposero che loro figlio nacque cieco ma che non seppero coe potesse essere guarito, anche per paura di essere espulsi dalla sinagoga. Allora, i farisei incominciarono a fare nuove domande al cieco e gli dissero che Gesù era un peccatore. Il cieco, allora, disse loro che non ascoltarono e chiese se volessero diventare discepoli di Gesù. Essi gli risposero dicendo che loro sono discepoli di Mosè ma non sapevano dove fosse Gesù. Allora il cieco rispose con queste belle parole: "Proprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che se uno onora Dio e fa la sa volontà, egli lo ascolta. Da che mondo è mondo, non si è mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto fare nulla". I farisei risposero: "Sei nato tutto nel peccato e insegni a noi?". Lo cacciarono. Gesù seppe che cieco che egli guarì fu cacciato, lo trovò e gli chiese se credeva nel Figlio dell'uomo. Egli gli rispose domandandogli chi fosse. E Gesù gli rispose con queste parole: " Lo hai visto: è colui che parla con te". Ed egli gli disse: "Credo, Signore!". Si prostrò così davanti a lui. Gesù allora disse: "E' per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perché coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechi". Alcuni farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: "Siamo ciechi anche noi?". Gesù rispose loro: "Se foste ciechi, non avreste nessun peccato, ma siccome dite:" Noi vediamo", il vostro peccato rimane". Ho fatto un riassunto del brano del Vangelo, perché esso è molto lungo. Il senso di questo brano va ben oltre quello che è il miracolo in sé. Gesù si trovò di fronte ad una persona cieca dalla nascita. Secondo la mentalità della società di allora, nascere ciechi significava avere il peccato dentro di sé. Ora, Gesù fece un gesto altamente simbolico. Fece del fango con la sua saliva e mise quel fango sugli occhi del cieco. Il fango comparve già nel Libro della Genesi, come materiale usato da Dio per fare l'uomo. Dio fece l'uomo con il fango e poi gli insufflò l'alito di vita, la "Ruah", secondo i termini ebraici. Quindi, il fango rimanda alla creazione. Inoltre, la cecità è anche un simbolo di qualcosa che manca. Con gli occhi noi possiamo vedere la luce e tutti gli oggetti. Quindi, la cecità è simbolo di tenebra. E poi, gli occhi sono "gli specchi dell'anima". Da essi si possono vedere tutti i sentimenti umani. Poi, Gesù invitò il cieco a lavarsi nella piscina di Siloe. La piscina di Siloe era il luogo dei proseliti, ossia di quei non ebrei che si volevano convertire all'Ebraismo e che, quindi, dovevano fare dei particolari rituali di purificazione. Lì, il cieco ebbe la vista. Questo passaggio del Vangelo è altamente simbolico. Infatti, l'acqua rimanda al Battesimo, che ai tempi di Gesù era praticato dagli ebrei, come rituale di purificazione. In pratica, tutta questa vicenda ha un valore altamente simbolico. Gesù, il Figlio di Dio, il Cristo, è la Luce del mondo. Egli è in grado di rimettere i peccati e le colpe. I farisei, che non capirono, trattarono male l'uomo. Qui c'è un altro significato simbolico. Vi è una cecità fisica, quella del mendicante, ma vi è anche una cecità ben peggiore che è rappresentata dall'ipocrisia, dalla chiusura mentale dalla grettezza e dal peccato. I farisei, che si dicevano illuminati dalla Parola di Dio e uomini retti, in realtà erano ipocriti. Essi praticavano tutti rituali ed ostentavano una fede irreprensibile. Nei fatti, però, le loro erano tutte pratiche esteriori che non avevano nulla di vero. Anche oggi vi sono queste situazioni di chiusura mentale (come il rifiuto dell'ascolto dell'altro, la non lettura ed il rifiuto del confronto) e di peccato. Anzi, oggi i ciechi sono molti. E allora, recuperiamo un po' di senno, con l'acqua che purifica. Quest'acqua può essere trovata anche tramite il sacramento della confessione. Spesso, riuscire a prendere coscienza e ad esporre i propri limiti è un atto di vero eroismo. Io penso che leggere questi brani della Bibbia sia anche un modo per riflettere. Cordiali saluti.
EBRAISMO E CATTOLICESIMO, INSIEME, CONTRO IL NICHILISMO, GRAZIE AI GIOVANI
Vi invito a leggere questo articolo, seguendo il link http://www.asianews.it/notizie-it/Ebrei-e-cattolici-contro-la-società-secolare,-nichilista-e-barbarica-21188.html.
Ringrazio l'amico Riccardo Di Giuseppe (http://riccardodigiuseppe.blogspot.com/) che l'ha messo su Facebook.
Mi trovo sostanzialmente d'accordo con quanto scritto in quell'articolo ma voglio sottolineare un punto.
Nell'articolo vi è scritto che si deve puntare sui giovani.
Questo è un punto molto importante e va sottolineato.
Innanzitutto, bisogna creare il dialogo tra i giovani ebrei e noi, coetanei cattolici.
Bisogna puntare sia sui mass media ed i social-network e sia "sul campo" , ossia condividendo esperienze, magari anche nel campo sociale e non solo culturale.
Così si potrà creare l'"humus culturale" per potere dare (insieme) una risposta a questa società che, effettivamente, è sempre più nichilista.
Io penso che, se non si facesse questo, tutto il discorso fatto rischierebbe di essere privo di valore.
Noi giovani siamo il futuro e, soprattutto, abbiamo accesso a tecnologie che mettono in contatto una parte del mondo con quella ad essa opposta.
Dobbiamo sfruttare questa tecnologia per fare ciò perché ciò è utile all'umanità.
Io penso che, a livello di noi giovani, il dialogo tra ebrei e cattolici sia buono.
Cito, per esempio, Morris Sonnino che è uno dei miei interlocutori su Facebook e che spesso mi dà delle idee da mettere negli articoli su questo blog.
Se lo conoscessi direttamente, potrei definirlo amico (nel senso stretto del termine, poiché l'amicizia non si fa sui social network) ma con lui il dialogo è molto positivo.
I social-network e tutti gli altri mass-media possono essere utili ma credo che il "lavoro sul campo" sia il modo migliore per creare un vero dialogo tra giovani, dialogo che sta alla base di tutto.
Sarebbe il modo migliore per mettere in pratica le parole del Venerabile Papa Giovanni Paolo II, parole che ho citato nell'articolo intitolato "Papa Giovanni Paolo II, San Gabriele e i giovani" (http://italiaemondo.blogspot.com/2011/04/papa-giovanni-paolo-ii-san-gabriele.html).
Si dimostrerebbe così che noi giovani non abbiamo paura.
Cordiali saluti.
venerdì 1 aprile 2011
PAPA GIOVANNI PAOLO II, SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA ED I GIOVANI
Cari amici ed amiche.
Il 02 aprile di sei anni fa si spense il Santo Padre, Papa Giovanni Paolo II.
Voglio ricordarlo, facendo riferimento anche alla sua visita fatta nel 1985 ad un luogo a e caro, il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, che si trova in Provincia di Teramo e che spesso ho visitato, essendo anche di origine abruzzese, per parte di padre.
La foto è stata presa dal sito http://www.sangabriele.org/ e mostra anche l'urna con il Santo, che era raffigurata anche nella famosa "cartolina" irrisa dal mio amico.
Ora, San Gabriele dell'Addolorata è il Patrono di Abruzzo e Protettore dei Giovani.
Proprio il rapporto con i giovani fu uno dei temi cruciali del grande Papa polacco.
Egli fu giovane e della sua esperienza giovanile fece un esempio da seguire.
Prima dovette combattere contro la tirannia nazista e poi contro quella comunista.
Quindi, la sua giovinezza fu turbolenta. Egli cercò di contrastare chi volle sostituirsi a Dio (Hitler) e chi volle negare Dio (Stalin), non facendo la guerra con le armi ma con la Parola.
Però, egli fece della fede il fulcro della sua vita e la propose ai giovani, quando al secolo si chiamava Karol Wojtyla ed era una prete che insegnava all'Università Jagellonica, a Cracovia.
Egli propose la fede ai giovani parlando come i giovani e relazionando il tutto alla loro vita e al loro sentire.
Questo distingue un grande personaggio da un personaggio comune.
Il grande personaggio sa parlare al cuore. Per dirla come la disse il beato cardinale John Henry Newman, "Hearth speaks to heart".
Con la sua propensione allo sport e a tutte le attività vicine ai giovani, egli seppe farsi "giovane tra i giovani".
Quando divenne Papa, il 16 ottobre 1978, egli si propose di "farsi missionario tra i giovani", coloro che erano (e sono tuttora) più esposti a certe idee, come quella di ottenere tutto e subito, il materialismo ed il concetto di libertà inteso come il "fare ciò che si vuole sempre, anche a scapito degli altri".
Per questo, egli organizzò eventi come la "Giornata Mondiale della Gioventù".
Egli, inoltre, volle fare capire un'altra cosa. Essere cristiani vuole dire anche non seguire certe mode.
Leggete i commenti all'articolo initolato "Ateismo, perché cresce in Europa?", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/03/ateismo-perche-cresce-in-europa.html.
L'interlocutore critica la Chiesa per il fatto che rifiuti ed osteggi il matrimonio gay e l'adozione di figli da parte di coppie gay.
Ora, al mio interlocutore rispondo dicendo che la Chiesa sta facendo la sua missione.
Essere cristiani non vuole dire seguire la moda del tempo.
Anche il volere il matrimonio gay è una "moda".
Perfino Papa Giovanni Paolo II era contrario al matrimonio gay.
Egli non era certamente un Papa del Medio Evo o del XVI secolo ma pose sempre la famiglia come valore da salvaguardare.
Un Cristianesimo che "segue la moda" è un Cristianesimo morto.
Tra l'altro, il libro del Levitico dice qualcosa sulle unioni gay.
Con questo, né Papa Giovanni Paolo II e né nessun altro cattolico o cristiano si sono mai sognati di fomentare odio contro i gay, anche perché Cristo è misericordioso e ci insegnò ad amare il nostro prossimo come noi stessi, ma l'unione gay non può essere presa come un esempio di famiglia.
Basti pensare allo scontro tra il Premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero e la Santa Sede.
Fare un "Cristianesimo alla moda" significa uccidere il Cristianesimo.
Se ora la Chiesa "benedicesse" i matrimoni gay, poi cosa farebbe?
Arriverebbe a "benedire" il divorzio e l'eutanasia?
Allora, tanto, varrebbe non farsi più battezzare!
E allora, cerchiamo di capire le cose!
Voglio ricordare le frasi dette da Papa Giovanni Paolo II, al momento del suo insediamento, che recitano:
"Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!".
Queste parole erano rivolte a noi giovani.
Esse mi hanno dato lo spunto per questa poesia:
A MISSIUNI D'U BEATU PAPA
Cusì...quandu su la Gran Seggia s'assittau..
di sanza scantu esse...a tutta la ghjuventù..
Ghjuvan Paulu, di Roma lu Gran Vescu, lu Pater et Pastor,
cusì gridau...comu di purtari la cruci...
onne ghjornu...fici iddu pè questa missiuni...
pè da lu mondu livari lu bughju...cù la Luci!
Cordiali saluti.
POLITICA, BASTA CON LE PROVOCAZIONI!
Cari amici ed amiche.
V invito a visionare il video (preso da Youtube) che mostra quanto successo alla Camera dei Deputati l'altro ieri.
Ora, il Ministro della Difesa, onorevole Ignazio La Russa, ha sbagliato a reagire in quel modo ma chi lo ha provocato ha fatto una cosa ben peggiore.
Prprio così, l'opposizione, che è divisa al so interno e che non ha una proposta politica alternativa sta facendo di tutto per aumentare la tensione.
Questo non va bene!
E' frutto di una scellerata politica irresponsabile.
Ha sbagliato anche il presidente della Camera Gianfranco Fini che, di fatto, è il capo di una fazione.
Bene ha fatto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a richiamare tutti.
Però, l'opposizione ha la maggiore parte delle colpe.
E' un atteggiamento irresponsabile, soprattutto se si tiene conto del rischio di una vera e propria invasione (uno"tsunami umano", per dirla come l'ha detta il presidente Berlusconi) proveniente dal Nord Africa e di tutto ciò che essa potrebbe comportare. Cordiali saluti.
giovedì 31 marzo 2011
APPELLO AL COORDINAMENTO PROVINCIALE DEL PDL DI MANTOVA
Cari amici ed amiche.
Voglio fare un appello, in particolare, a voi del Popolo della Libertà della Provincia di Mantova.
Come tutti voi già sapete, domenica 15 maggio vi saranno le elezioni provinciali.
Noi del centrodestra abbiamo un un ottimo candidato presidente, l'onorevole Gianni Fava (Lega Nord) e la sinistra è in grave crisi.
Il fatto che, come candidato presidente, la sinistra abbia scelto un civico come Alessandro Pastacci (sindaco di Quistello) dimostra che essa è in frantumi e non è nemmeno in grado di esprimere un suo candidato.
Inoltre, i tutti questi anni, la sinistra non ha operato bene nella Provincia.
La Provincia di Mantova, infatti, soffre di un grave immobilismo.
Vi è una carenza a livello di infrastrutture e vi sono problemi ambientali.
La Provincia di Mantova merita di essere governata in un altro modo. Ad esempio, bisogna coinvolgere i giovani, puntando sulla tecnologia, anche per quello che riguarda quei lavori "pesanti", come l'agricoltura.
Bisogna fare sì che vi sia un'amministrazione più vicina ai cittadini.
Bisogna tutelare l'ambiente. Ad esempio, va salvaguardato il nostro fiume Mincio, di cui scrissi nell'articolo intitolato "Salvaguardiamo il Mincio", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/02/salvaguardiamo-il-mincio.html.
Questi sono solo alcuni temi.
Questa sfida si può vincere?
Sì! Questa sfida si può vincere!
Per vincere questa sfida, però, servono passione, organizzazione e coesione.
Il PdL mantovano deve correre unito e ben organizzato sul territorio.
Deve sapere captare tutto il malcontento dei cittadini e dare ad essi una risposta, una proposta realmente alternativa di governo del territorio e di tutte le sue risorse.
Per fare ciò, deve parlare con la gente.
Se parla con la gente, la gente lo seguirà.
Il PdL mantova stringersi intorno all'onorevole Fava e con lui dovrà lavorare. Non ci dovranno al suo interno essere figure che, pur di avere una propria visibilità, rischiano di mandare a monte tutto il progetto.
Queste figure vanno messe da parte.
La posta in gioco è elevata.
Il centrodestra ha fatto passi da gigante nella Provincia di Mantova. La "ciliegina sulla torta" è stata la vittoria di Nicola Sodano alle elezioni comunali del capoluogo. La Provincia di Mantova non è più un inespugnabile feudo della sinistra.
Ora, facciamo il "grande salto di qualità", vincendo alle elezioni provinciali.
Il PdL dovrà essere anche bene organizzato sul territorio.
Sinceramente, mi fa specie il fatto che in certe zone non abbia un'organizzazione.
Mi riferisco, ad esempio, a Roncoferraro.
Qui, ad oggi, vi è una vera e propria "diaspora" delle forze del PdL che rischiano di disperdersi in circoli e circoletti. Da un lato, la nascita di circoli "fiancheggiatori" può essere positiva, perché riempirebbe il vuoto lasciato dal PdL, ma dall'altra potrebbe essere una cosa negativa perché se dovessero nascere tanti circoli che si ispirano o che dicono di isprarsi al PdL, si rischia di avere una frammentazione e, magari, la nascita dei circoli che potrebbero non essere pienamente conformi ai principi del partito.
Di fatto, a Roncoferraro, non vi è un coordinamento comunale.
Chi dovrebbe rappresentare il partito nel Consiglio comunale, oggi dice di non rappresentarlo più e, a volte, vota con la sinistra, che governa il Comune.
Non vi è un circolo organizzato, cosa che, invece, c'è negli altri Comuni come quello di Villimpenta.
In pratica, un roncoferrarese che vuole iscriversi al PdL deve andare a Mantova.
Io penso che sia arrrivato il momento di esaminare la situazione del PdL mantovano Comune per Comune e di risolvere tutte le situazioni critiche, come quella di Roncoferraro.
Cito Scipione l'Africano.
Questo grande generale romano, il cui nome latino fu Publius Cornelius Scipio, ottenne (nel 202 BC) la decisiva vittoria su Annibale e Cartagine.
Sapete come fece?
Portò la guerra in Nord Africa, a Zama, e lì sconfisse i Cartaginesi.
Il centrodestra dovrà fare lo stesso, ossia cercare di vincere anche dove la sinistra è forte.
Tutti dovranno collaborare per fare vincere il centrodestra e ci, letteralmente, si dovrà "consumare le suole".
Solo così si potranno vincere queste elezioni.
Anche io sarò disponibile a collaborare.
Una vittoria del centrodestra in Provincia di Mantova avrebbe anche una risonanza a livello nazionale.
Cordiali saluti.
LIBIA, UNA CHIESA EROICA!
Cari amici ed amiche.
In Libia, Paese musulmano, vi sono anche comunità cristiane.
Vi è anche una Chiesa cattolica. Il suo sito è http://www.catholicinlibya.com/.
La Chiesa libica ha radici antiche. Pensiamo a quel Simone di Cirene, colui che portò la croce di Gesù Cristo.
Prima del colpo di Stato del 1969, la Chiesa cattolica libica era fiorente, anche per la presenza degli Italiani.
Nel 1970, gli Italiani vennero espulsi e molte chiese vennero chiuse.
La bella cattedrale di Tripoli, dedicata al Sacro Cuore, venne riconvertita in moschea.
Sempre a Tripoli, la chiesa della Madonna della Guardia è oggi una palestra di judo mentre quella di Santa Maria degli Angeli è aperta al culto della Chiesa anglicana.
Le uniche chiese cattoliche oggi aperte al culto sono la chiesa di San Francesco in Dahara (a Tripoli) e quella dell'Immacolata Concezione (a Bengasi).
Oggi, la Chiesa cattolica libica è di circa 40.000 persone (per lo più non libiche) e, pur avendo la possibilità di professare la propria fede, ha delle limitazioni.
Eppure è vitale ed anche molti libici si sono interessate ad essa e qualcuno di loro si è convertito.
Nonostante tutto, la Chiesa cattolica libica resiste e tuttora resiste anche di fronte a quello che sta succedendo.
Il vescovo di Tripoli, Sua Eccellenza Monsignor Giovanni Martinelli, ha detto di non volere lasciare il Paese e che lo avrebbe lasciato solo se lo avessero cacciato.
Ora, noi dobbiamo essere vicini a cattolici in Libia.
Mentre loro si trovano in quella situazione che è nota a tutti ma sono forti, qui da noi c'è chi vorrebbe una Chiesa più "moderna" e legata a certe esigenze oppure c'è chi cerca di zittirla, perché tocca certi temi.
Leggete i commenti fatti sull'articolo intitolato "Ateismo, perché cresce in Europa?", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/03/ateismo-perche-cresce-in-europa.html.
Mentre in Libia, per trovare delle chiese aperte al culto, si deve andare a Tripoli o a Bengasi, qui da noi, che abbiamo chiese anche in piccoli borghi, c'è chi vorrebbe zittire la Chiesa.
Cordiali saluti.
ECCO IL CLIMA IN CUI VIVIAMO!
Cari amici ed amiche.
Guardate questo video che ho visto ieri su LA 7 e che oggi ho scaricato da Youtube.
Ieri l Ministro della Difesa, onorevole Ignazio La Russa, è stato attaccato ed insultato da una folla di beceri manifestanti all'ingresso del Palazzo di Monte Citorio, sede della Camera dei Deputati, mentre stava scendo da esso, dopo una giornata molto pesante in quel ramo del Parlamento, in cui vi è stata una vera e propria bagarre.
Trovo vergognoso tutto questo.
Come uomo di destra (afferente al Popolo della Libertà) e come italiano io sono solidale con il presidente Berlusconi, con il ministro La Russa, con tutto il Governo e con tutto il centrodestra.
Trovo vergognosa una simile cosa.
E poi, coloro che stanno all'opposizione hanno il coraggio di dire che c'è un regime!
Si vergognino anche loro!
Loro sanno solo urlare come delle aquile ma non propongono nulla di intelligente.
Loro avvelenano il clima, instillando odio tra le persone.
Sulla bagarre che vi è stata nell'aula di Monte Citorio, bagarre tra il ministro La Russa, il presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini e l'onorevole Dario Franceschini, mi rifaccio a quanto detto dall'onorevole Massimo Corsaro (PdL) che ha affermato che una barzelletta inizia e finisce. Ieri è finita la barzelletta sulla neutralità del presidente della Camera.
Infatti, Fini è uscito dalla maggioranza ed è passato all'opposizione, fondando un suo partito.
Non si limita a ciò ma arriva anche ad assumere atteggiamenti ostili verso il Governo e la maggioranza.
Ora, nessuno vuole un presidente della Camera dei Deputati asservito alla maggioranza.
Però, il presidente della Camera deve garantire l'imparzialità, cosa che Fini non sta facendo.
Il fatto che quelli dell'opposizione arrivino sistematicamente all'insulto verso gli esponenti del Governo e la maggioranza dimostra ciò e che Fini non non censuri certe esternazioni, dimostra ciò.
Se io fossi il presidente della Camera e se ci fosse una persona come il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro, che spesso usa toni sguaiati, io non esiterei a buttarlo fuori dall'aula.
Lo stesso discorso varrebbe se ad usare gli stessi toni fosse un deputato della maggioranza.
Il presidente della Camera deve essere super partes.
Invece, Fini lascia correre certi comportamenti dell'opposizione e questo dimostra che non garantisce più l'imparzialità ma che si comporta da capo di un partito di opposizione.
A mio avviso, dovrebbe dimettersi!
Non credo di essere il solo a pensarla così.
E poi, chissà perché ogni volta che si vuole fare una riforma della giustizia, devono sempre esserci certi episodi di disordine?
E' ora di finirla!
La giustizia va riformata perché non è ammissibile che vi siano guasti come, ad esempio, i processi lunghi!
L'attuale situazione non è da Paese civile.
Cordiali sauti.
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