Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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domenica 20 marzo 2011

ATTACCO ALLA LIBIA, HA RAGIONE ANCHE LA LEGA NORD!

Cari amici ed amiche.

Ieri è iniziato l'attacco alla Libia da parte della Francia, degli USA e di altre forze.
Anche l'Italia appoggia questa missione e ciò è condivisibile.
Tuttavia, vi sono state delle perplessità da parte della Lega Nord. Trovo che anche questa posizione sia condivisibile e legittima.
Se, da una parte, bisogna rendere inoffensivo un dittatore come Gheddafi che sta facendo un massacro, dall'altra, bisogna porsi il problema di quello che si farà in futuro, a missione conclusa.
Una volta reso inoffensivo Gheddafi, si dovrà fare in modo che, da una parte, non si affermino in Libia dei movimenti fondamentalisti e, dall'altra, che non vi sia un'invasione di profughi verso l'Italia.
Quindi è giusto rendere Gheddafi inoffensivo ma a tempo stesso si dovranno i due possibili problemi che ho citato prima e che sarebbero molto gravi, qualora essi si verificassero.
Inoltre, il fondamentalismo potrebbe diffondersi a "macchia d'olio" anche nelle altre aree del Nord Africa, alcune della quali (come Tunisia ed Egitto) sono instabili.
Quindi, ci sarebbero gravi rischi per l'Europa (Italia compresa), per lo Stato di Israele e per gli ebrei ed i cristiani nel Nord Africa.
Quindi, in tale senso, le perplessità della Lega Nord sono più che condivisibili.
Quindi, una volta, centrato l'obiettivo della mission, servirà un "Piano Marshall" per la Libia.
Cordiali saluti.

sabato 19 marzo 2011

STRADE MANTOVANE, ANCORA PROBLEMI!

Cari amici ed amiche.

A completamento dell'articolo intitolato "Provincia di Mantova, servono strade nuove", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/03/provincia-di-mantova-servono-strade.hml, vi mostro un'altra criticità delle strade mantovane. Questa è la SP 80, all'altezza di Barbassolo, frazione del Comune di Roncoferraro. Questa località è chiamata anche "Pompa d'Oro". Qui vi è una brutta strettoia con due curve consecutive. Nel febbraio dell'anno scorso vi fu uno spaventoso incidente che uccise una persona. Le immagini si commentano da sole.

Cordiali saluti.

ELEZIONI PROVINCIALI DI MANTOVA, IL CENTRODESTRA DEVE VINCERE


Cari amici ed amiche.
Io credo che il centrodestra possa vincere le elezioni provinciali che si terranno il 15 maggio.
Per vincere, però, dovrà uscire dai suoi confini attuali, cercando di strappare al centrosinistra Comuni importanti come Roncoferraro, Villimpenta e Castel d'Ario ed altri, Comuni in cui la sinistra comanda ma, di fatto, governa in minoranza.
Ad esempio, qui a Roncoferraro, il sindaco Candido Roveda (Partito Democratico) vinse le elezioni comunali del 2009 prendendo il 48,1% dei voti. Questo significa che da un lato vi è una sinistra impopolare e dall'altro un centrodestra che, per limiti suoi, non riuscì ad imporsi localmente.
Se il centrodestra vorrà vincere le elezioni provinciali dovrà organizzarsi meglio su questi territori.
Non è possibile che, nel Comune di Roncoferraro, il centrodestra vinca le elezioni politiche, quele europee e quelle regionali ma perda quelle comunali!
C'è qualcosa che non va!
Se vorrà vincere le elezioni provinciali, il centrodestra dovrà fare come il generale romano Scipione l'Africano che sconfisse il generale cartaginese Annibale portando la guerra in Nord Africa.
In pratica, dovrà uscire dalle zone in cui è forte (come l'Alto Mantovano) e cominciare ad interloquire anche con chi sta in quelle zone "rosse", ossia governate dalla sinistra.
In queste zone c'è lo scontento verso la sinistra.
Ad esempio, qui a Roncoferraro, nella zona adiacente alle Scuole Materne "Adolfo Rodoni" (nella frazione di Villa Garibaldi) manca un parcheggio adeguato e, per fare retromarcia, un'automobile deve salire sulla strada, su cui le automobili sfrecciano.
Le strade sono piene di buche e non in condizioni buone, come la Strada Provinciale 80, che citai nell'articolo intitolato "Provincia di Mantova, servono strade nuove", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/03/provincia-di-mantova-servono-strade.html.
E' ora di iniziare a parlare di queste cose.
Cordiali saluti.

ITALIA NON FARE COME LA SPAGNA DI ZAPATERO!




Cari amici ed amiche.
Inizio con una buona notizia.
La Corte europea per i diritti umani di Strasburgo ha assolto l'Italia che era stata citata a causa della questione dei crocifissi appesi sui muri delle scuole e degli uffici pubblici.
In pratica, la sentenza dice che non c'è alcun obbligo di rimuovere i crocifissi perché non pregiudicano la laicità e la libertà religiosa.
Vi invito a leggere questo articolo, seguendo il link http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/394013/.
Che male può fare un crocifisso?
Nessuno!
Il crocifisso è simbolo della nostra cultura e dei nostri valori fondanti.
La nostra cultura nasce da un intreccio tra mondo classico greco-romano e tradizione giudaico-cristiana.
La tradizione giudaico-cristiana fu quella che salvò tutto il nostro background di opere classiche dall'arrivo delle orde distruttive dei barbari.
Inoltre, se oggi noi dobbiamo togliere i crocifissi, domani dovremmo togliere le croci dai campanili delle chiese, dovremmo imporre ai preti di non indossare il clergyman o l'abito talare in pubblico, non dovremmo più fare suonare le campane e togliere i capitelli dalle strade?
Era questa l'intenzione di chi avrebbe voluto togliere il crocifisso.
Questa non sarebbe stata laicità ma un qualcosa un vero e proprio atto di fondamentalismo anticattolico, se non anticristiano, fondamentalismo che, purtroppo, sta imperversando in Spagna, con il Governo di Zapatero.
Lì, purtroppo, vi sono grossi problemi.
Leggete l'articolo scritto dal professor Massimo Introvigne sul quotidiano "La Bussola Quotidiana", seguendo il link http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-oggi-in-spagna-domani-in-italia-1321.htm.
Lì stanno succedendo delle cose indicibili.
Come dice l'articolo, Zapatero sta trovando la sponda in una parte della magistratura e in alcune lobbies anticattoliche per fare una politica che nulla ha di laico.
La legge sul matrimonio gay fu, la cui approvazione è sul video qui sopra che è scaricato da Youtube, fu solo il primo passo di questa politica distruttiva.
Nel novembre 2010, a Madrid, ci fu un episodio che fu molto simile a quello che successe qui in Italia nel 2008, quando fu impedito al Papa di visitare l'università romana "La Sapienza".
Un gruppo formato da studenti e docenti dell'Università Autonoma ha minacciato di fare delle contestazioni se l'arcivescovo di Madrid, S.E il cardinale Rouco Varela, fosse entrato nel plesso.
Inoltre, il 09 gennaio 2011, la cappella dell'Università di Barcellona è stata chiusa al culto perché la polizia non garantiva la sicurezza durante le funzioni religiose che erano contestate da gruppi anticattolici.
Nell'Università di Madrid c'è stata , addirittura, una profanazione della cappella che è stata occupata da ragazze che si sono spogliate e hanno fatto atti sessuali di lesbismo, a loro dire, per manifestare in favore dei diritti delle lesbiche.
Ora faccio una mia considerazione.
E' questa la vera "laicità"?
Assolutamente no!
Il vero laico rispetta la religiosità, specie se questa è maggioritaria.
Il vero laico può non andare chiesa a seguire la Messa (se non crede è libero di farlo) ma non impedisce a chi crede di andarci.
La politica di Zapatero è molto pericolosa!
Lui rischia di spaccare il suo Paese e di creare una contrapposizione talmente forte che può portare anche ad atti estremi.
Del resto, il Venerabile Papa Giovanni Paolo II, in merito alla mancata menzione delle radici giudaico-cristiane nella Costituzione dell'Unione Europea aveva detto che un atto simile avrebbe potuto portare ad estremismi laicisti e a fondamentalismi religiosi.
In Spagna sta succedendo questo e ciò è molto pericoloso!
Del resto, la Spagna è un Paese in cui il Cristianesimo è molto radicato.
Pensiamo ai numerosi Santi spagnoli o al Cammino di Santiago di Compostela che è anche intinerario culturale europeo.
Questo deve fare capire la pericolosità dell'operato di Zapatero.
L'Italia non lo imiti.
Cordiali saluti.

venerdì 18 marzo 2011

IL PRESIDENTE BERLUSCONI FISCHIATO? E' UNA VERGOGNA!

Cari amici ed amiche.

Il discorso fatto nell'articolo intitolato "Unità d'Italia, non ci sia retorica", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/03/unita-ditalia-non-ci-sia-retorica.html, debba valere anche per i giorni nostri?
Ieri, vi è stato l'episodio spiacevole a Roma.
Sia al Gianicolo e sia nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato contestato ed insultato da alcuni squadristi.
E' stata una contestazione becera, soprattutto, quella nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, vista la sacralità del luogo.
E' questo il "senso patriottico" della sinistra?
Per esempio, qui a Roncoferraro il sindaco Candido Roveda è di sinistra.
La sua politica non mi piace come non piace a molti roncoferraresi.
Eppure, contro di lui, non c'è stata nessuna contestazione né da parte mia e né da parte degli altri.
Questo è senso civico.
L'essere italiani si vede anche dal senso civico.
Quelli che ieri hanno contestato il presidente Berlusconi non hanno avuto senso civico.
E poi, mi risulta che la sinistra non sia mai stata molto patriottica.
Leggete questo discorso di Palmiro Togliatti:
"E' motivo di particolare orgoglio per me l'avere abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica. Io non mi sento legato all'Italia come alla mia Patria, mi considero cittadino del mondo, quel mondo che noi vogliamo vedere unito intorno a Mosca agli ordini del compagno Stalin.
E' motivo di particolare orgoglio per me l'avere rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più.
Come cittadino sovietico mi sento di valere diecimila volte di più del migliore cittadino italiano.".
Ieri, coloro che erano nel vecchio Partito Comunista Italiano (e che oggi sono nel Partito Democatico) vanno all'Altare della Patria a deporre fiori.
Negli anni passati, quelli della loro scuola ritenevano il patriottismo come una cosa "borghese" o "fascista".
Oggi, le stesse persone dicono di essere i migliori patrioti.
E' logico che il loro atteggiamento sia dettato dalla loro viscerale avversione verso il presidente Berlusconi ed il centrodestra.
Questo non mi sembra patriottismo ma ipocrisia.
Non basta deporre delle ghirlande per essere patrioti.
Il vero patriota cerca sempre il confronto civile con la sua parte avversa e non mostra spocchia contro di essa ma si mette sul suo stesso piano, perché agisce per il bene del Paese (o della comunità) in cui vive.
Riflettiamo!
Cordiali saluti.

giovedì 17 marzo 2011

UNITA' D'ITALIA, NON CI SIA RETORICA!






Cari amici ed amiche.

Ieri ci sono stati festeggiamenti e giubilo per le celebrazioni del 150° anno dell'unità d'Italia. La cosa è stata certamente sentita anche dagli italiani all'estero, come dimostra il seguente articolo su "Italia chiama Italia", http://www.italiachiamaitalia.net/news/150/ARTICLE/25147/2011-02-27.html. Anche qui nel mio Comune, Roncoferraro, in Provincia di Mantova, la festa è stata molto sentita. Infatti, Roncoferraro è Comune risorgimentale. Durante la I Guerra d'Indipendenza (1848), Roncoferraro era dentro il famoso "Quadrilatero" compreso tra Mantova, Peschiera, Verona e Legnago e fu la patria di uno dei più importanti soldati di Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Nuvolari (1820-1897). Egli finanziò la "Spedizione dei Mille" ed ospitò Garibaldi ed i suoi nella sua villa di famiglia, villa che esiste ancora, anche se da parecchi anni è proprietà della famiglia di imprenditori tessili Corneliani. Il video da me girato ed esposto qui sopra la mostra e mostra anche la targa dedicata a Nuvolari. Mi scuso da subito per la cattiva qualità del video. Ho avuto problemi tecnici. Ora, voglio fare una considerazione. Amare l'Italia non significa non avere una visione critica (ma sempre costruttiva) del processo che portò alla sua unificazione. E' evidente che nel processo che portò all'unificazione del nostro Paese ci furono parecchie luci ma anche altrettente ombre. Negare ciò significa non avere una visione obiettiva e complessiva della storia. Ricordo sempre le parole del senatore Marcello Dell'Utri, un grande bibliofilo, che dice che la storia va letta senza alcun pregiudizio. Io, ad esempio, sono in contatto con un gruppo di giovani meridionalisti. Ciò è strano a dirsi, vista anche la mia posizione ideologica, che è"border line" tra Popolo della Libertà e Lega Nord. Loro, propongono documenti storici che propongono una visione altenativa del Risorgimento. Vi invito a consultare il blog "Istituto di ricerca storica delle Due Sicilie" , seguendo il link http://istitutoduesicilie.blogspot.com. Coloro che gestiscono questa attività sono dei giovani molto bravi, visto il loro impegno. E' raro trovare dei giovani che lavorano così alacremente sul campo della cultura. Ora, voglio porre una domanda a tutti e voi e spero che capiate il senso delle mie parole. Chi si pose contro Garibaldi potrebbe avere avuto delle ragioni valde come potrebbero averle coloro che oggi lo contestano? La risposta è sì. Non tutto quello che fu fatto da Garibaldi e dai suoi fu positivo. Tra l'altro, anche lo stesso Giuseppe Nuvolari staccò da Garibaldi e da suo fedelissimo amico e luogotenente (al quale lo stesso Garibaldi offrì il suo letto per dormirvici e per un certo tempo affidò le sue proprietà) divenne suo contestatore. Leggete l'articolo, seguendo il link http://ilfaroligure.altervista.org/nuvolari.htm. Dunque, cerchiamo di guardare negli occhi la realtà. Anzi, il migliore modo per amare l'Italia e creare della discussione (ovviamente, costruttiva) sulla storia. Solo così, si potrà celebrare bene l'unità del nostro Paese. In caso contrario, si rischia di cadere in ampollose celebrazioni di un qualcosa che non esiste e in una retorica partigiana, che nulla ha a cha fare con una sana manifestazione di vero e genuino patriottismo. Tenendo conto del fatto che per fare queste celebrazioni si siano usati dei soldi pubblici, ci deve essere una riflessione. Perciò, mi dispiace che il Comune di Roncoferraro non abbia preso in considerazione la mia proposta di fare, nell'ambito delle celebrazioni, una "tavola rotonda" per discutere il Risorgimento, sia con fonti pro-Garibaldi e sia con fonti contro. Mi dispiace non per me, perché non mi sarebbe venuto niente in tasca, ma perché si è persa un'occasione di confronto. Allora sì, che vi sarebbe stata una "vera celebrazione dell'unità d'Italia", una "festa della riconciliazione" perché anche quelle idee di "controcultura" sul Risorgimento avrebbero avuto una cittadinanza. Vale il detto latino "In medio stat veritas", ossia "La verità sta nel mezzo". Del resto, l'essere italiano era un concetto preesistente rispetto a Garibaldi. La foto che mostra la statua che decora la concattedrale di La Valletta (Malta) e che ritrae un angelo che regge uno scudo con la scritta "Italia", lo dimostra. Tra l'altro, pubblicai questa foto anche in un precedente articolo che potrete leggere seguendo il link http://thecandelabra.blogspot.com/2011/02/i-simboli-dellitalia-unita.html. Dunque, celebrare l'unità d'Italia, senza un'ottica storica completa, rischia solo di dare una visione distorta della realtà. Ciò sarebbe un grave danno.
Cordiali saluti.

mercoledì 16 marzo 2011

SPEDIZIONE DEI MILLE? UN'OPERAZIONE DI INTELLIGENCE!

Cari amici ed amiche.

Oggi, giovedì 17 marzo cade il 150° anno dell' unità d'Italia.
Oggi è anche il giorno di San Patrizio, grande "Apostolo d'Irlanda" e simbolo delle genti di quel Paese.
Intorno alla figura di San Patrizio, tutti gli irlandesi, cattolici o anglicani che siano, si uniscono.
San Patrizio è un simbolo di un popolo anche perché sta al di sopra delle differenze confessionali che, nei secoli passati, insanguinarono l'Irlanda.
Lo stesso non si può dire per Giuseppe Garibaldi e vi spiego il perché.
La "Spedizione dei Mille", infatti, fu un pretesto per muovere guerra al Regno delle Due Sicilie e poterlo annettere al Regno di Sardegna.
Il Regno di Sardegna aveva il progetto di creare uno Stato italiano sotto la guida dei Savoia.
Per farlo, però, avrebbe dovuto muovere guerra agli altri Stati italiani, come lo Stato Pontificio ed il Regno delle Due Sicilie.
Allora, iniziò una serie di contatti, grazie a Cavour, ed il pretesto fu fornito proprio da Garibaldi che il 5 maggio 1860 partì da Quarto (Genova), insieme a più di 1000 uomini. Questo gruppo fu molto eterogeneo e tra le cose che lo tennero insieme ci fu l'anticlericalismo.
Pensiamo anche ad alcuni preti, come Alessandro Gavazzi, sacerdote giansenista, che divenne protestante.
L'11 maggio 1860 arrivò a Marsala e qui sfruttò il malcontento del popolo verso il governo napoletano, che fu figlio anche della fiera volontà di indipendenza siciliana, provocando, di fatto, la fine del Regno delle Due Sicilie.
Fu questo il pretesto che cercava il Regno di Sardegna che, così, poté annettersi il Regno delle De Sicilie.
La "Spedizione dei Mille" fu, di fatto, un'operazione di intelligence atta a destabilizzare il Regno delle Due Sicilie, che, in quanto Stato sovrano, non poteva essere attaccato. Con la scusa di rimettere l'ordine, il Regno di Sardegna ebbe la "benedizione" di tutti e poté annettersi il Regno delle Due Sicilie.
Oggi, una cosa del genere sarebbe inaccettabile.
Sarebbe come se noi italiani, oggi, facessimo una spedizione simile in Svizzera, per creare disordine e, con la scusa di rimettere le cose a posto, ci annettessimo il Paese elvetico.
E' solo un esempio, per farvi capire meglio.
Garibaldi è, quindi, una figura che ancora oggi divide. Chi lo ammira lo ritiene un esempio e chi lo osteggia.
Io penso che l'Italia esistesse da molto tempo prima di Garibaldi.
La storia lo dimostra, come scrissi nell'articolo intitolato "I simboli dell'Italia unita", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/02/i-simboli-dellitalia-unita.html.
Forse, i regnanti e le genti del tempo non lo capirono. Se lo avessero capito, non ci sarebbe stato bisogno di Garibaldi.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.