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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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sabato 19 febbraio 2011

HELL'S KITCHEN? PERCHE' NON FARE UN REALITY SIMILE ANCHE QUI IN ITALIA?





Cari amci ed amiche.


Vi invito visionare questo filmato preso da Youtube.
Esso è uno spezzone di un "reality show" che da un po' di tempo seguo su "Fox".
La sua prima versione fu prodotta nel Regno Unito dal 2004 al 2009. Nel 2005 iniziò la versione statunitense.
Questo reality si chiama "Hell's Kitchen" ed è una sorta di ristorante in cui de squadre di cuochi cucinano e devono fare tutto nel miglior tempo e nella migliore qualità.
Il tutto avviene sotto il controllo del celebre chef Gordon Ramsay (nella foto) che conduce il programma.
I cuochi devono fare tutto ciò che i clienti chiedono e lo chef Ramsay visiona tutti piatti, prima di farli servire.
Quando c'è qualcosa che non va si sentono le urla dello chef che, a volte, caccia i cuochi dalla cucina.
I cuochi vengono di volta in volta eliminati, finché non restano i migliori per la finale.
Chi dimostra di sapere fare bene le cose vince.
Io non sono un amante dei reality show ma devo dire che questo mi piace.
Qui, infatti, si devono "sudare sette camicie" per vincere e solo chi dimostra di essere il migliore può vincere.
I cuochi devono lavorare sotto la pressione dello chef che urla e rimprovera pubblicamente i concorrenti per vincere.
Io trovo questo reality istruttivo perché per ottenere un risultato bisogna faticare e (forse) ai nostri giovani non farebbe male ribadire questo concetto, magari usando proprio un reality show.
Inoltre, a chi (come me) ama la cucina, piace vedere nuove ricette.
Io mi chiedo il perché non si faccia un reality simile anche qui in Italia.
Del resto, la nostra cucina è invidiata in tutto il mondo ed i nostri piatti sono apparentemente semplici ma hanno delle regole perché riescano bene.
Ad esempio, per fare il ripieno dei Tortelli di zucca (tipico piatto di Mantova e provincia), non si deve lessare la zucca ma la si deve cuocere in forno.
Oppure si deve sapere che per fare il ripieno dei Tortelli di zucca mantovani si devono mettere gli amaretti tritati mentre per fare il ripieno dei Cappellacci (tipico piatto di Ferrara e provincia) no.
Io penso che sarebbe interessante fare un "Hell's Kitchen" anche qui in Italia.
Cordiali saluti.

SALVAGUARDIAMO IL MINCIO!


Cari amici ed amiche.
Questo articolo parla di situazioni problematiche del fiume Mincio e nel suo parco.
Nel 2009, io scrissi un articolo su "Italia chiama Italia" che toccava il problema.
L'articolo può essere letto, seguendo il link http://www.italiachiamaitalia.net/news/121/ARTICLE/15641/2009-05-25.html.
In quell'articolo, riportai le dichiarazioni fatte da un ex-consigliere comunale di Roncoferraro (Mantova) che parlò dello stato del fiume.
Io riportai testualmente le parole dell'ex-consigliere che definì il Mincio "una discarica a cielo aperto".
Qualcuno se ne ebbe a male e lo scrisse anche su internet.
A me dispiace che quel signore che fece quel post su Facebook avesse preso male questo mio articolo.
Quanto riportato ieri dalla " Gazzetta di Mantova", sta confermando le parole che scrissi due anni fa.
Detto questo, vorrei precisare dicendo che io non mi sono mai permesso di gettare fango su niente e su nessuno.
Quando scrivo su "Italia chiama Italia", su questo blog o su qualsiasi altro sito, io mi limito a criticare quello che non va, magari anche aspramente, ma non mi è mai passato nemmeno per l'anticamera del cervello di "gettare fango" o "sputtanare" niente e nessuno.
Di certo, non voglio fare una brutta figura o beccarmi una querela!
E poi, io amo il Mincio, che scorre anche nella mia zona, e a quel fiume io voglio bene.
In esso c'è la storia della mia terra natia.
Pensate allo storico incontro tra Attila e Papa Leone, di cui parlai nell'articolo intitolato "Dove avvenne l'incontro tra Attila e Papa Leone tra Attila e Papa Leone Magno", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/11/dove-avvenne-lincontro-attila-e-papa.html.
Inoltre, a livello naturalistico, la zona del Mincio e pregevole.
Purtroppo, in alcuni punti da Monzambano alla foce nel Po, il Mincio ha grossi problemi, dovuti in buona parte all'incuria e all'inciviltà dell'uomo.
Nell'area di Governolo (frazione del Comune di Roncoferraro) il Mincio ha delle criticità dovute a ciò.
Le foto della "Gazzetta di Mantova" dimostrano ciò.
Quindi, la ma volontà e quella di sensibilizzare tutti a fare sì questo nostro fiume sia valorizzato e difeso.
Tra l'altro, si potrebbe sfruttare il porto di Governolo, oggi inattivo, per fare un circuito turistico che abbia al centro il Mincio.
Ne parlai nell'articolo intitolato "Una nuova via per Ostiglia, una greenway da Mantova a Governolo", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/08/una-nuova-via-per-ostiglia-una-greenway.html.
Il Mincio è una risorsa per il nostro territorio.
Cordiali saluti.

venerdì 18 febbraio 2011

I SIMBOLI DELL'ITALIA UNITA














































Cari amici ed amiche.


Ringrazio la signora Alessandra Spanò che, su Facebook, mi ha inoltrato questo articolo, commentando quanto da me scritto su Vincenzo Gioberti, http://thecandelabra.blogspot.com/2011/02/se-avessero-dato-ascolto-gioberti.html.
Da qui, voglio prendere lo spunto su una questione, incominciando a porre una domanda.
L'Italia unita ha dei simboli?
Molti vedono nella figura di Giuseppe Garibaldi un simbolo dell'Italia unita.
In realtà, Garibaldi non può essere considerato un simbolo dell'Italia unita.
Infatti, molti lo vedono come colui che unì l'Italia.
In realtà, quando sbarcò a Marsala, egli fece stragi di innocenti e ciò è documentato.
Vi invito a visionare questo video preso da Youtube.
Ancora oggi, c'è chi dubita di Garibaldi e questi dubbi sono pienamente legittimi.
Un simbolo è qualcosa che unisce, come dice l'etimologia del termine che deriva dal greco "symballein", ossia "ciò che unisce". Il suo opposto è "diaballein" , ossia "ciò che divide". Da qesto vocabolo deriva il termine "diavolo".
Quindi, Garibaldi è più "diavolo" che "simbolo" e questo paragone mi sembra azzeccato, visto il noto anticlericalismo del personaggio che chiamò i suoi asini Pionono e Santissima Trinità, che definì Papa Pio IX "un metro cubo di letame" e che urlava slogan che dicevano frasi come:
"Preti alla vanga!".
Garibaldi non può essere considerato un simbolo dell'Italia unita.
I veri simboli sono altri e la storia ce li consegnò.
Uno di questi è, senza dubbio, Giulio Cesare (101-100 BC-11 BC).
Perfino Dante Alighieri, lo citò tra le persone positive. Infatti, nella sua "Divina Commedia", egli lo mise nel Limbo, il luogo in cui andavano le anime buone non battezzate.
Cesare fu un grande condottiero e scrittore. Citato anche da uomini di cultura di grande respiro europeo (come Geoffrey Chaucer), Cesare portò la cultura di Roma nel mondo ed unì l'Italia sotto un'unica bandiera ed un'unica identità.
L'Italia, però, non fu solo Giulio Cesare.
Roma fu "Caput mundi" ma divenne anche il cuore della cristianità.
San Pietro, il vicario di Cristo sulla Terra, vi si insediò e tutti i suoi successori, i Papi, ne fecero il loro centro.
Quindi, il Crocifisso è simbolo dell'Italia, un simbolo imperituro che qualcuno, in nome del "politicamente corretto" vorrebbe rimuovere.
Di conseguenza, anche la Vergine Maria, a cui molte delle nostre chiese disseminate dalle Alpi alla Sicilia sono consacrate, ed i numerosi Santi e Beati (come San Benedetto da Norcia, San Francesco d'Assisi, Santa Chiara, Santa Caterina da Siena, Beato Giovanni XXIII e San Pio di Pietrelcina) sono simboli dell'Italia.
Può essere considerato un simbolo dell'Italia anche l'imperatore bizantino Giustiniano I (482 AD-565AD).
Egli salvò il diritto romano e con lui l'Italia fu unita sotto un'unica bandiera, prima che arrivassero il Longobardi nel 568 AD.
Con i Longobardi, l'Italia si divise per tredici secoli restò divisa.
Ma ci sono ancora altri simboli.
Uno di questi, fu l'imperatore Federico II di Svevia (1194-1250).
Egli favorì le scienze e le arti.
Promosse la "Scuola siciliana", da cui Dante Alighieri attinse molto per le sue opere.
Quindi, questo imperatore contribuì a forgiare la nostra lingua, l'italiano, ed ebbe il progetto di unire l'Italia e la Germania in un unico grande impero universale che avesse proprio nell'Italia il suo centro.
Le sue idee furono troppo avanti rispetto al periodo in cui visse.
Anche l' Ordine dei Cavalieri Templari può essere considerato un simbolo dell'Italia. In esso si riunivano molti italiani provenienti da varie parti.
Le sue "mansioni" e le sue "precettorie" erano dislocate ovunque, dalle Alpi alla Sicilia.
Lo stesso si può dire per l' Ordine degli Ospitalieri.
Anche lo stesso Dante Alighieri (1265-1321), il "padre della nostra lingua" può essere considerato un simbolo della nostra terra.
Lo stesso si può dire di Cristoforo Colombo (1451-1506), di Leonardo da Vinci (1452-1519), di Galileo Galilei (1564-1642), di Alessandro Volta (1745-1827) e di tanti altri pittori, scrittori, poeti, uomini di scienza ed esploratori che si succedettero fino ai giorni nostri e che oggi tutti ci invidiano.
Da ciò si può desumere che l'Italia non avrebbe avuto bisogno di Garibaldi per essere unita.
Peccato che nessuno lo capì in tempo.
Lo capirono, invece, gli architetti che fecero la Concattedrale di San Giovanni Battista a La Valletta, capitale di Malta.
Vi invito a guardare la foto in alto, che avevo trovato su Facebook e che mi era piaciuta e che avevo salvato sul mio computer. Sono appassionato di arte.
Spero che l'autore della foto non si dispiaccia se la metto qui.
In questa foto è raffigurata una statua di un angelo che decora l'interno della Concattedrale.
Questa statua regge uno scudo che reca la scritta "Italia".
Questa chiesa risale al XVI secolo.
Questo significa che l'idea di un'Italia unita era preesistente a Garibaldi.
Termino con una mia poesia, poesia che porterò anche ad un evento che si terrà domenica 06 marzo presso il ristorante "Il Nespolo" che si trova a San Biagio, in Provincia di Mantova.
Questo evento è l' "VIII Pranzo dei Poeti Mantovani" ed è organizzato dal cenacolo dei poeti mantovani "Al Fogolèr". L'evento inizierà alle ore 10:00.
Io sarò tra gli ospiti. Per partecipare, ci si deve prenotare.
La poesia è dedicata allo sbarco a Marsala ed è intiatolata "L'ARVULU DI MENNULI NSANGUINATU", ossia, "IL MANDORLO INSANGUINATO".
Buona lettura.
L'ARVULU DI MENNULI NSANGUINATU
Cusì...comu dissi l'Apostulu chì lu Signuri amete...
da lu Mare vinni la Fera...di miricanu sangue vestita...
et cusì 'n Marsala fù la porta di lu Nfernu...
et vinni...cù lu focu...la Morti...
pè tanti nnucenti...poscia la Candelora...'n finisce di mmernu...
et cuntru Diu...finìu unu regnu di sèculi...
et russi vinniru...li janchi ciuri d'onne àrvulu di mènnuli!
Cordiali saluti.










FINI E LA STORIA DELLA DESTRA


Cari amici ed amiche.
Questo articolo, intitolato "Dov'è la destra che non c'?", è stato scritto da Filippo Giorgianni, che è tra i miei interlocutori su Facebook.
Gli faccio i miei complimenti per questo bell'articolo che mi è piaciuto.
Tra l'altro, Filippo è un giovane e leggere queste cose così ben scritte da un giovane fa piacere e dimostra che, in realtà, noi giovani non siamo rappresentati da chi spacca le vetrine o da chi fa atti di bullismo nelle scuole.
Tra Filippo Giorgianni, Morris Sonnino, Riccardo Di Giuseppe ed altri, devo dire che ho degli ottimi interlocutori.
Detto, questo, parliamo un po' della storia della destra e di quello che sta accadendo oggi, prendendo spunto anche dall'articolo di Giorgianni.
La destra è quella parte politica che si rifà ai valori tradizionali di un determinato Paese.
Ad esempio, nell'Inghilterra uscita dal periodo di Oliver Cromwell (1649-1660) si formarono due fazioni, quella dei Whigs e quella dei Tories.
I Whigs rappresentavano la sinistra, con i ceti mercantili, il presibiterianesimo ed il Governo parlamentare.
I Tories erano rappresentati dai proprietari terrieri e dalla struttura gerarchica della Chiesa anglicana.
Essi erano il "partito del re" ed erano inclini a simpatizzare con i cattolici.
Questi due poli furono i primi esempi di destra e di sinistra secondo la moderna accezione.
Con il tempo, però cambiarono i contenuti.
Proprio perché incline a rifiutare le gerarchie religiose (e spesso era anticlericale) la sinistra assunse sempre di più il termine di "partito progressista". Per progressismo si intese proprio il rifiuto della della società corrente, Chiesa compresa.
Ciò si palesò nella Rivoluzione francese del 1789.
L'ala più estrema dei rivoluzionari (rappresentata dai giacobini e dagli herbertisti) si pose a sinistra dell'aula.
Quindi, in nome della "liberazione del popolo" la sinistra propose l'eliminazione di tutto il vecchio sistema.
La destra, al contrario si rifaceva a quei valori tradizionali, come quelli espressi dalla Chiesa, e rifiutava lo sradicamento della società corrente.
Con l'affermazione del socialismo marxista, nel XIX secolo, le cose cambiarono.
Il marxismo divenne l'idea trainante della sinistra, proprio perché più vicino ai suoi principi fondanti.
La destra, invece, si arricchì.
In essa non ci furono più solo i nobili e la Chiesa gerarchica ma anche quella borghesia che, durante la Rivoluzione inglese del XVI secolo e quella francese del 1789, erano schierati contro di essa.
Da qui nacque la dicitura moderna di destra e di sinistra.
Esse rappresetavano due diversi tipi di società.
La sinistra si eresse a difensore del proletariato, si mise contro la Chiesa e la borghesia. Essa fu statalista ed assistenzialista.
La destra, invece, difese i valori religiosi e volle un'economia basata sulla sussidiarietà e sulla proprietà privata.
Del resto la sussidiarietà fu proposta dalla dottrina sociale della Chiesa (nei Paesi cattolici) e dall'etica protestante (nei Paesi protestanti).
In Italia, cosa avvenne?
Qui in Italia, il processo di formazione di una destra e di una sinistra fu particolare.
Dopo la sua unificazione (1861) ci furono una "Destra storica" ed una "Sinistra storica" .
Esse, però, furono molto simili e (di fatto) non portarono cambiamenti, nel loro avvicendarsi.
Ciò fu dovuto sia al fatto che l'Italia si fosse unita solo nel 1861 (mentre altri Stati come l'Inghilterra, la Francia, la Spagna e gli USA erano più antichi ed ebbero istituzioni più consolidate) e sia perché lo Stato si formò contro la Chiesa.
Le cose cambiarono quando ci furono la manifestazione del marxismo, con il "Biennio rosso" (1919-1920), e la crisi dello Stato liberale. Questa crisi portò all'affermazione del fascismo, che i ceti borghesi (e quindi legati alla destra) videro come una garanzia.
In realtà, il fascismo non fu di destra.
Esso si originò dal socialismo. Il suo fondatore, Benito Mussolini, era un socialista anticlericale che fu espulso dal partito per il suo interventismo nella I Guerra mondiale.
Quindi, il fascismo fu un "prodotto della sinistra".
Poi, però, quando dovette assumere il potere, il fascismo abbracciò idee di destra e divenne, quindi, partito trasversale.
Mussolini fece il Concordato con la Santa Sede (che fu una cosa di destra) ma fece la guerra alla Chiesa per ciò che riguardò l'educazione perché voleva che fosse lo Stato ad avere il predominio su questo settore, cosa che fu tipicamente di sinistra.
Già il fatto che si rifacesse all'Antica Roma, trascurando tutta la storia cristiana dell'Italia dimostrò ciò. Una destra vera si rifà ai valori della patria, valori che si stratificarono in ogni epoca.
Inoltre, come un partito di destra, protesse i ceti industriali e borghesi ma applicò tutti i principi dell'assistenzialismo e dello statalismo, come in qualsiasi Stato gestito dalla sinistra.
Da tutto ciò, derivò anche la situazione attuale.
Il Movimento Sociale Italiano, figlio dell'oramai caduto fascismo, venne collocato a destra mentre la sinistra fu sempre più rappresentata dal Partito Comunista italiano.
Qundi, a differenza di quanto accadde negli altri Paesi, in Italia non si formò una vera destra e la sinistra fu massimalista e non riformista.
Questo fece sì che la Democrazia Cristiana fosse l'unico partito a rappresentare lo Stato librale, anche se spesso fece compromessi, specie con i comunisti
Solo con l'arrivo in politica del presidente Silvio Berlusconi (1994), finalmente si formò la destra, secondo la dicitura moderna, quindi una destra simile ai repubblicani americani o ai conservatori britannici.
Con Alleanza Nazionale (l'ex-Movimento Sociale Italiano) di Gianfranco Fini e Forza Italia (il partito del presidente Berlusconi) vennero raccolte tutte le forze della destra e di quel centro afferente ad essa.
A questi due partiti si unì la Lega Nord, con l'idea di federalismo.
Questo è il modo di agire di una vera destra moderna.
Una vera destra moderna è laica ma non laicista ed è cattolica ma non confessionale. Non è statalista, è per la sussidiarietà ed è contro l'assistenzialismo.
Ciò non piace a Gianfranco Fini e la recente rottura con il presidente Berlusconi lo dimostra.
Infatti, Fini ha capito che, per vincere, la destra deve prendere voti al centro ma non ha capito che una destra moderna ed occidentale deve rifiutare ogni rimasuglio di fascismo come l'anticlericalismo e lo statalismo.
Il fatto che abbia assunto certe posizioni in merito a temi come le coppie di fattoo la procreazione assistita o sul caso di Eluana Englaro dimostra che in lui è rimasto quell'antico "germe dell'anticlericalismo fascista".
Inoltre, il fatto che faccia la guerra alla Lega Nord, dimostra solo la volontà di mantenere lo statalismo e l'assistenzialismo.
Questo è stato notato anche dai suoi stessi sostenitori, che oggi lo stanno abbandonando.
Questi ultimi credevano di vedere in "Futuro e Libertà per l'Italia" una destra moderna e, invece, ha rivisto il fascismo di un partito in cui vi è un leader (Gianfranco Fini) che non ammette la democrazia interna (e questo fa sorridere, visto che, quando era ancora nel Popolo della Libertà, lo stesso Fini accusava il presidente Berlusconi di "cesarismo") e che, di fatto, ha assunto le succitate idee che non sono di destra.
Insieme all'"Italia dei Valori" di Antonio Di Pietro, "Futuro e Libertà per l'Italia" rappresenta oggi un "partito ibrido", come il fascismo ed il peronismo argentino.
In essi coesistono idee di destra e di sinistra.
E' chiaro, però, che una vera destra non possa ammettere queste cose.
Fini farebbe bene a non arrabbiarsi con il presidente Berlusconi e dargli la colpa del fatto che la gente scappi dal suo partito ma dovrebbe riflettere e prendersela con sé stesso!
Cordiali saluti.

giovedì 17 febbraio 2011

EPIDEMIE, MA QUALE COMPLOTTO...

Cari amici ed amiche.

Quest'anno l'influenza è stata forte. Purtroppo, c'è stato qualche decesso, dovuto più alle complicanze, come la broncopolmonite, o alle condizioni della persona, come l'età o lo stato di salute precario.
Il virus che causa questa malattia fa parte della famiglia delle Orthomixoviridae (nella foto) ed è un virus ad RNA-. Per capire meglio, rileggete l'articolo intitolato "Cos'è un virus'?", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/cose-un-virus.html.
Come spesso accade, quando ci sono delle epidemie o pandemie, c'è chi parla di "complotti" fatti da chissà quale potere occulto che mette in giro dei microrganismi.
Capisco che a certe persone piacciano le storie di complotti, i romanzi polizieschi e quant'altro ma dire che le epidemie siano frutto di complotti mi sembra davvero esagerato.
Infatti, la storia è sempre stata costellata di epidemie e pandemie.
Prendiamo, ad esempio, la caduta dell'Impero romano che avvenne nel 476 AD.
Di ciò scrissi nell'articolo intitolato "La fine dell'Impero romano d'Occidente", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/11/la-fine-dellimpero-romano-doccidente.html.
Oltre le cause politiche, a fare cadere l'Impero romano d'Occidente furono anche le malattie, come il vaiolo, la lebbra e la peste.
Infatti, espandendosi, l'impero venne a contatto con altri popoli e con malattie che i Romani non conoscevano e che in Italia non ebbero mai visto.
Essi non svilupparono le giuste difese immunitarie e né le contromisure atte ad affrontare le epidemie.
Scrissi anche un altro articolo che fu intitolato "Storia e malattie", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/12/storia-e-malattie.html.
Una cosa analoga avvenne nel XVI secolo, quando gli Europei sbarcarono nelle Americhe.
Gli indigeni non furono sterminati tanto dalle armi quanto dalle malattie.
Gli Europei, infatti, portarono con sé delle malattie che gli indigeni non conoscevano.
Questi ultimi non svilpparono le difese immunitarie contro di esse.
Quindi, anche il comune raffreddore, che è causato dal Rhinovirus, causava delle stragi di indigeni.
Inoltre, bisogna tenere conto di un'altra cosa.
I microrganismi, protisti, batteri e virus hanno un genoma.
Il genoma è un qualcosa che può ricombinarsi o mutare.
Faccio un esempio "a prova di stupido".
Parlo del virus dell'influenza.
Un virus infetta il mio corpo e causa l'influenza, da cui guarisco.
Durante la mia malattia, io contagio delle persone.
Ora, non è detto che il virus che infettato la persona contagiata da me sia lo stesso virus che ha infettato il sottoscritto.
Entrando nel mio corpo, il virus può ricombinarsi geneticamente ed uscire con caratteristiche diverse da quelle originali. Quindi può avere antigeni diversi ed il sistema immunitario della persona che infetterà potrebbe non avere le difese preparate ad affrontarlo.
Faccio un altro esempio, sempre "a prova di stupido".
La scarlattina è causata da uno strepetococco, un batterio di forma sferica, Gram+ e che con i suoi simili si dispone a catenelle.
Ora, questo strepetococco non farebbe nulla se non venisse infettato da un virus batteriofago che nel altera il genoma e che lo rende virulento.
Anche un uso sbagliato delle medicine da parte dell'uomo può essere pericoloso.
Prendiamo ad esempio la Shigella, un bacillo facente parte della famiglia delle Enterobatteriacee, Gram-, generalmente, catalasi positiva, ossidasi negativa, fermentante gli zuccheri con produzione di acidi e non di di gas e non fermentante il lattosio.
Ora, questo batterio causa delle dissenterie ma vi sono degli antibiotici che possono contrastarlo.
Purtroppo, nel 1952, furono isolati dei ceppi che si dimostrarono resistenti agli antibiotici.
Questo avvenne perché vi fu una mutazione del genoma.
Del resto, si stanno facendo degli studi, proprio sulle mutazioni dei batteri.
Ad esempio, suscitano molto interesse lo storie intorno alle mummie di Palermo.
Ne parlai nell'articolo intitolato "Mummie di Palermo, un patrimonio di scienza e di cultura", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/08/mummie-di-palermo-un-patrimonio-di.html.
Di ciò parlò l'antropologo Dario Piombino nella trasmissione "Mistero", trasmissione che va in onda su "Italia 1".
Potete vedere il video, seguendo il link http://www.video.mediaset.it/video/mistero/puntate/210194/il-mistero-delle-mummie.html.
Quindi, parlare di complotti allorché vi sia un'epidemia mi sembra fuori luogo e pericoloso.
Basti pensare a quello che successe nel XIV secolo, con la "Peste nera".
Scrissi di ciò nell'articolo intitolato "La peste nera, una tragedia che fece finire un'era", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/10/la-peste-nera-una-tragedia-che-fece.html.
Durante quel periodo, la gente perse ogni riferimento con la realtà e iniziò a cercare un capro espiatorio.
Gli ebrei furono il capro espiatorio ed iniziarono a comparire dei "predicatori" , i "flagellanti".
I "flagellanti", spesso e volentieri, sfuggivano anche al controllo della Chiesa e ad essa disobbedivano.
Con le loro predicazioni deliranti, i "flagellanti" aizzavano la gente disperata contro gli ebrei.
Tanti innocenti morirono!
Per questo, può essere pericoloso parlare di "complotti". Infatti, certe teorie possono spingere certe menti malate a cercare i capri espiatori (che possono essere individati negli gli ebrei, in un deteminato governo, in un determinato Paese, perfino in noi cristiani o in quant'altro) contro cui aizzare la gente.
Certo, oggi ci sono le biotecnologie e se queste dovessero finire in mani sbagliate potrebbero essere pericolose.
Però, parlare di "complotti" ad ogni epidemia influenzale è pura fantascienza ed è fuori dalla realtà e che, al massimo, può andare bene per scrivere un romanzo.
Bisogna credere alla scienza, che è un dono di Dio, e non alla fantascienza.
Cordiali saluti.

SINISTRA IPOCRITA!

Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo, seguendo il link http://www.fisacpiemonte.net/wordpress/2011/02/berlusconi-non-piace-alle-donne/
Da quell'articolo ho preso anche la foto.
Quando sento parlare ceti moralisti e certe moraliste di oggi, non so se mettermi a ridere o arrabbiarmi!
Molte di queste persone erano le stesse che nel '68 manifestavano ed urlavano slogan inneggiando all'"aborto come segno di civiltà e progresso" e all'"amore libero", praticando anche sesso promiscuo.
Molte di queste persone erano le stesse che fumavano spinelli e (magari) si drogavano con dietilamide-25 dell'acido lisergico (LSD).
Molte di queste persone erano le stesse che attaccavano la Chiesa.
Queste persone ricordano tutto ciò?
Oggi, queste stesse persone manifestano disdoro e si arrabbiano di fronte al presunto "caso Ruby", in cui è coinvolto il presidente Berlusconi e parlano bene del mondo cattolico o meglio di quegli ecclesiastici cattocomunisti che attaccano il Governo.
Per loro, valgono i brani del Vangelo secondo Matteo (capitolo 7, versetti 1-5) e secondo Luca (capitolo 6, versetti 23-26).
L'atteggiamento d queste persone è pura ipocrisia, unita a becero livore.
Tenete conto anche del fatto che il presidente Berlusconi è un presunto innocente!
Questa sinistra è solo piena di ipocrisia.
Si ricordino, però, di quello che fecero nel '68 molti signori e molte signore della sinistra.
Loro fecero un gran danno alla società.
Cordiali saluti.



FUTURO E LIBERTA' A PEZZI? NESSUNA MERAVIGLIA!


Cari amici ed amiche.
Il partito politico fondato da Gianfranco Fini, "Futuro e Libertà per l'Italia" , sta cadendo a pezzi.
Ieri, in occasione della votazione della fiducia al decreto "Milleproroghe" in Senato, il senatore di"Futuro e Libertà per l'Italia" Giuseppe Menardi ha lasciato il partito e ha votato sì alla fiducia.
Ben sei senatori di "Futuro e Libertà per l'Italia" non hanno votato contro il Governo. Infatti, qualcuno di loro ha votato a favore ed altri si sono astenuti.
E' evidente che ora stiano venendo fuori le contraddizioni nel partito di Fini.
Si è sempre detto di destra e in Sicilia governa con il Partito Democratico, dopo avere fatto un ribaltone e sta facendo tante altre aperture al centro sinistra.
La linea ambigua di Fini mette a disagio chi si è sempre riconosciuto nel centrodestra.
Potremmo vederne delle belle!
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.