Presentazione

Presentazione
Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

venerdì 18 febbraio 2011

FINI E LA STORIA DELLA DESTRA


Cari amici ed amiche.
Questo articolo, intitolato "Dov'è la destra che non c'?", è stato scritto da Filippo Giorgianni, che è tra i miei interlocutori su Facebook.
Gli faccio i miei complimenti per questo bell'articolo che mi è piaciuto.
Tra l'altro, Filippo è un giovane e leggere queste cose così ben scritte da un giovane fa piacere e dimostra che, in realtà, noi giovani non siamo rappresentati da chi spacca le vetrine o da chi fa atti di bullismo nelle scuole.
Tra Filippo Giorgianni, Morris Sonnino, Riccardo Di Giuseppe ed altri, devo dire che ho degli ottimi interlocutori.
Detto, questo, parliamo un po' della storia della destra e di quello che sta accadendo oggi, prendendo spunto anche dall'articolo di Giorgianni.
La destra è quella parte politica che si rifà ai valori tradizionali di un determinato Paese.
Ad esempio, nell'Inghilterra uscita dal periodo di Oliver Cromwell (1649-1660) si formarono due fazioni, quella dei Whigs e quella dei Tories.
I Whigs rappresentavano la sinistra, con i ceti mercantili, il presibiterianesimo ed il Governo parlamentare.
I Tories erano rappresentati dai proprietari terrieri e dalla struttura gerarchica della Chiesa anglicana.
Essi erano il "partito del re" ed erano inclini a simpatizzare con i cattolici.
Questi due poli furono i primi esempi di destra e di sinistra secondo la moderna accezione.
Con il tempo, però cambiarono i contenuti.
Proprio perché incline a rifiutare le gerarchie religiose (e spesso era anticlericale) la sinistra assunse sempre di più il termine di "partito progressista". Per progressismo si intese proprio il rifiuto della della società corrente, Chiesa compresa.
Ciò si palesò nella Rivoluzione francese del 1789.
L'ala più estrema dei rivoluzionari (rappresentata dai giacobini e dagli herbertisti) si pose a sinistra dell'aula.
Quindi, in nome della "liberazione del popolo" la sinistra propose l'eliminazione di tutto il vecchio sistema.
La destra, al contrario si rifaceva a quei valori tradizionali, come quelli espressi dalla Chiesa, e rifiutava lo sradicamento della società corrente.
Con l'affermazione del socialismo marxista, nel XIX secolo, le cose cambiarono.
Il marxismo divenne l'idea trainante della sinistra, proprio perché più vicino ai suoi principi fondanti.
La destra, invece, si arricchì.
In essa non ci furono più solo i nobili e la Chiesa gerarchica ma anche quella borghesia che, durante la Rivoluzione inglese del XVI secolo e quella francese del 1789, erano schierati contro di essa.
Da qui nacque la dicitura moderna di destra e di sinistra.
Esse rappresetavano due diversi tipi di società.
La sinistra si eresse a difensore del proletariato, si mise contro la Chiesa e la borghesia. Essa fu statalista ed assistenzialista.
La destra, invece, difese i valori religiosi e volle un'economia basata sulla sussidiarietà e sulla proprietà privata.
Del resto la sussidiarietà fu proposta dalla dottrina sociale della Chiesa (nei Paesi cattolici) e dall'etica protestante (nei Paesi protestanti).
In Italia, cosa avvenne?
Qui in Italia, il processo di formazione di una destra e di una sinistra fu particolare.
Dopo la sua unificazione (1861) ci furono una "Destra storica" ed una "Sinistra storica" .
Esse, però, furono molto simili e (di fatto) non portarono cambiamenti, nel loro avvicendarsi.
Ciò fu dovuto sia al fatto che l'Italia si fosse unita solo nel 1861 (mentre altri Stati come l'Inghilterra, la Francia, la Spagna e gli USA erano più antichi ed ebbero istituzioni più consolidate) e sia perché lo Stato si formò contro la Chiesa.
Le cose cambiarono quando ci furono la manifestazione del marxismo, con il "Biennio rosso" (1919-1920), e la crisi dello Stato liberale. Questa crisi portò all'affermazione del fascismo, che i ceti borghesi (e quindi legati alla destra) videro come una garanzia.
In realtà, il fascismo non fu di destra.
Esso si originò dal socialismo. Il suo fondatore, Benito Mussolini, era un socialista anticlericale che fu espulso dal partito per il suo interventismo nella I Guerra mondiale.
Quindi, il fascismo fu un "prodotto della sinistra".
Poi, però, quando dovette assumere il potere, il fascismo abbracciò idee di destra e divenne, quindi, partito trasversale.
Mussolini fece il Concordato con la Santa Sede (che fu una cosa di destra) ma fece la guerra alla Chiesa per ciò che riguardò l'educazione perché voleva che fosse lo Stato ad avere il predominio su questo settore, cosa che fu tipicamente di sinistra.
Già il fatto che si rifacesse all'Antica Roma, trascurando tutta la storia cristiana dell'Italia dimostrò ciò. Una destra vera si rifà ai valori della patria, valori che si stratificarono in ogni epoca.
Inoltre, come un partito di destra, protesse i ceti industriali e borghesi ma applicò tutti i principi dell'assistenzialismo e dello statalismo, come in qualsiasi Stato gestito dalla sinistra.
Da tutto ciò, derivò anche la situazione attuale.
Il Movimento Sociale Italiano, figlio dell'oramai caduto fascismo, venne collocato a destra mentre la sinistra fu sempre più rappresentata dal Partito Comunista italiano.
Qundi, a differenza di quanto accadde negli altri Paesi, in Italia non si formò una vera destra e la sinistra fu massimalista e non riformista.
Questo fece sì che la Democrazia Cristiana fosse l'unico partito a rappresentare lo Stato librale, anche se spesso fece compromessi, specie con i comunisti
Solo con l'arrivo in politica del presidente Silvio Berlusconi (1994), finalmente si formò la destra, secondo la dicitura moderna, quindi una destra simile ai repubblicani americani o ai conservatori britannici.
Con Alleanza Nazionale (l'ex-Movimento Sociale Italiano) di Gianfranco Fini e Forza Italia (il partito del presidente Berlusconi) vennero raccolte tutte le forze della destra e di quel centro afferente ad essa.
A questi due partiti si unì la Lega Nord, con l'idea di federalismo.
Questo è il modo di agire di una vera destra moderna.
Una vera destra moderna è laica ma non laicista ed è cattolica ma non confessionale. Non è statalista, è per la sussidiarietà ed è contro l'assistenzialismo.
Ciò non piace a Gianfranco Fini e la recente rottura con il presidente Berlusconi lo dimostra.
Infatti, Fini ha capito che, per vincere, la destra deve prendere voti al centro ma non ha capito che una destra moderna ed occidentale deve rifiutare ogni rimasuglio di fascismo come l'anticlericalismo e lo statalismo.
Il fatto che abbia assunto certe posizioni in merito a temi come le coppie di fattoo la procreazione assistita o sul caso di Eluana Englaro dimostra che in lui è rimasto quell'antico "germe dell'anticlericalismo fascista".
Inoltre, il fatto che faccia la guerra alla Lega Nord, dimostra solo la volontà di mantenere lo statalismo e l'assistenzialismo.
Questo è stato notato anche dai suoi stessi sostenitori, che oggi lo stanno abbandonando.
Questi ultimi credevano di vedere in "Futuro e Libertà per l'Italia" una destra moderna e, invece, ha rivisto il fascismo di un partito in cui vi è un leader (Gianfranco Fini) che non ammette la democrazia interna (e questo fa sorridere, visto che, quando era ancora nel Popolo della Libertà, lo stesso Fini accusava il presidente Berlusconi di "cesarismo") e che, di fatto, ha assunto le succitate idee che non sono di destra.
Insieme all'"Italia dei Valori" di Antonio Di Pietro, "Futuro e Libertà per l'Italia" rappresenta oggi un "partito ibrido", come il fascismo ed il peronismo argentino.
In essi coesistono idee di destra e di sinistra.
E' chiaro, però, che una vera destra non possa ammettere queste cose.
Fini farebbe bene a non arrabbiarsi con il presidente Berlusconi e dargli la colpa del fatto che la gente scappi dal suo partito ma dovrebbe riflettere e prendersela con sé stesso!
Cordiali saluti.

giovedì 17 febbraio 2011

EPIDEMIE, MA QUALE COMPLOTTO...

Cari amici ed amiche.

Quest'anno l'influenza è stata forte. Purtroppo, c'è stato qualche decesso, dovuto più alle complicanze, come la broncopolmonite, o alle condizioni della persona, come l'età o lo stato di salute precario.
Il virus che causa questa malattia fa parte della famiglia delle Orthomixoviridae (nella foto) ed è un virus ad RNA-. Per capire meglio, rileggete l'articolo intitolato "Cos'è un virus'?", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/cose-un-virus.html.
Come spesso accade, quando ci sono delle epidemie o pandemie, c'è chi parla di "complotti" fatti da chissà quale potere occulto che mette in giro dei microrganismi.
Capisco che a certe persone piacciano le storie di complotti, i romanzi polizieschi e quant'altro ma dire che le epidemie siano frutto di complotti mi sembra davvero esagerato.
Infatti, la storia è sempre stata costellata di epidemie e pandemie.
Prendiamo, ad esempio, la caduta dell'Impero romano che avvenne nel 476 AD.
Di ciò scrissi nell'articolo intitolato "La fine dell'Impero romano d'Occidente", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/11/la-fine-dellimpero-romano-doccidente.html.
Oltre le cause politiche, a fare cadere l'Impero romano d'Occidente furono anche le malattie, come il vaiolo, la lebbra e la peste.
Infatti, espandendosi, l'impero venne a contatto con altri popoli e con malattie che i Romani non conoscevano e che in Italia non ebbero mai visto.
Essi non svilupparono le giuste difese immunitarie e né le contromisure atte ad affrontare le epidemie.
Scrissi anche un altro articolo che fu intitolato "Storia e malattie", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/12/storia-e-malattie.html.
Una cosa analoga avvenne nel XVI secolo, quando gli Europei sbarcarono nelle Americhe.
Gli indigeni non furono sterminati tanto dalle armi quanto dalle malattie.
Gli Europei, infatti, portarono con sé delle malattie che gli indigeni non conoscevano.
Questi ultimi non svilpparono le difese immunitarie contro di esse.
Quindi, anche il comune raffreddore, che è causato dal Rhinovirus, causava delle stragi di indigeni.
Inoltre, bisogna tenere conto di un'altra cosa.
I microrganismi, protisti, batteri e virus hanno un genoma.
Il genoma è un qualcosa che può ricombinarsi o mutare.
Faccio un esempio "a prova di stupido".
Parlo del virus dell'influenza.
Un virus infetta il mio corpo e causa l'influenza, da cui guarisco.
Durante la mia malattia, io contagio delle persone.
Ora, non è detto che il virus che infettato la persona contagiata da me sia lo stesso virus che ha infettato il sottoscritto.
Entrando nel mio corpo, il virus può ricombinarsi geneticamente ed uscire con caratteristiche diverse da quelle originali. Quindi può avere antigeni diversi ed il sistema immunitario della persona che infetterà potrebbe non avere le difese preparate ad affrontarlo.
Faccio un altro esempio, sempre "a prova di stupido".
La scarlattina è causata da uno strepetococco, un batterio di forma sferica, Gram+ e che con i suoi simili si dispone a catenelle.
Ora, questo strepetococco non farebbe nulla se non venisse infettato da un virus batteriofago che nel altera il genoma e che lo rende virulento.
Anche un uso sbagliato delle medicine da parte dell'uomo può essere pericoloso.
Prendiamo ad esempio la Shigella, un bacillo facente parte della famiglia delle Enterobatteriacee, Gram-, generalmente, catalasi positiva, ossidasi negativa, fermentante gli zuccheri con produzione di acidi e non di di gas e non fermentante il lattosio.
Ora, questo batterio causa delle dissenterie ma vi sono degli antibiotici che possono contrastarlo.
Purtroppo, nel 1952, furono isolati dei ceppi che si dimostrarono resistenti agli antibiotici.
Questo avvenne perché vi fu una mutazione del genoma.
Del resto, si stanno facendo degli studi, proprio sulle mutazioni dei batteri.
Ad esempio, suscitano molto interesse lo storie intorno alle mummie di Palermo.
Ne parlai nell'articolo intitolato "Mummie di Palermo, un patrimonio di scienza e di cultura", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/08/mummie-di-palermo-un-patrimonio-di.html.
Di ciò parlò l'antropologo Dario Piombino nella trasmissione "Mistero", trasmissione che va in onda su "Italia 1".
Potete vedere il video, seguendo il link http://www.video.mediaset.it/video/mistero/puntate/210194/il-mistero-delle-mummie.html.
Quindi, parlare di complotti allorché vi sia un'epidemia mi sembra fuori luogo e pericoloso.
Basti pensare a quello che successe nel XIV secolo, con la "Peste nera".
Scrissi di ciò nell'articolo intitolato "La peste nera, una tragedia che fece finire un'era", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/10/la-peste-nera-una-tragedia-che-fece.html.
Durante quel periodo, la gente perse ogni riferimento con la realtà e iniziò a cercare un capro espiatorio.
Gli ebrei furono il capro espiatorio ed iniziarono a comparire dei "predicatori" , i "flagellanti".
I "flagellanti", spesso e volentieri, sfuggivano anche al controllo della Chiesa e ad essa disobbedivano.
Con le loro predicazioni deliranti, i "flagellanti" aizzavano la gente disperata contro gli ebrei.
Tanti innocenti morirono!
Per questo, può essere pericoloso parlare di "complotti". Infatti, certe teorie possono spingere certe menti malate a cercare i capri espiatori (che possono essere individati negli gli ebrei, in un deteminato governo, in un determinato Paese, perfino in noi cristiani o in quant'altro) contro cui aizzare la gente.
Certo, oggi ci sono le biotecnologie e se queste dovessero finire in mani sbagliate potrebbero essere pericolose.
Però, parlare di "complotti" ad ogni epidemia influenzale è pura fantascienza ed è fuori dalla realtà e che, al massimo, può andare bene per scrivere un romanzo.
Bisogna credere alla scienza, che è un dono di Dio, e non alla fantascienza.
Cordiali saluti.

SINISTRA IPOCRITA!

Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo, seguendo il link http://www.fisacpiemonte.net/wordpress/2011/02/berlusconi-non-piace-alle-donne/
Da quell'articolo ho preso anche la foto.
Quando sento parlare ceti moralisti e certe moraliste di oggi, non so se mettermi a ridere o arrabbiarmi!
Molte di queste persone erano le stesse che nel '68 manifestavano ed urlavano slogan inneggiando all'"aborto come segno di civiltà e progresso" e all'"amore libero", praticando anche sesso promiscuo.
Molte di queste persone erano le stesse che fumavano spinelli e (magari) si drogavano con dietilamide-25 dell'acido lisergico (LSD).
Molte di queste persone erano le stesse che attaccavano la Chiesa.
Queste persone ricordano tutto ciò?
Oggi, queste stesse persone manifestano disdoro e si arrabbiano di fronte al presunto "caso Ruby", in cui è coinvolto il presidente Berlusconi e parlano bene del mondo cattolico o meglio di quegli ecclesiastici cattocomunisti che attaccano il Governo.
Per loro, valgono i brani del Vangelo secondo Matteo (capitolo 7, versetti 1-5) e secondo Luca (capitolo 6, versetti 23-26).
L'atteggiamento d queste persone è pura ipocrisia, unita a becero livore.
Tenete conto anche del fatto che il presidente Berlusconi è un presunto innocente!
Questa sinistra è solo piena di ipocrisia.
Si ricordino, però, di quello che fecero nel '68 molti signori e molte signore della sinistra.
Loro fecero un gran danno alla società.
Cordiali saluti.



FUTURO E LIBERTA' A PEZZI? NESSUNA MERAVIGLIA!


Cari amici ed amiche.
Il partito politico fondato da Gianfranco Fini, "Futuro e Libertà per l'Italia" , sta cadendo a pezzi.
Ieri, in occasione della votazione della fiducia al decreto "Milleproroghe" in Senato, il senatore di"Futuro e Libertà per l'Italia" Giuseppe Menardi ha lasciato il partito e ha votato sì alla fiducia.
Ben sei senatori di "Futuro e Libertà per l'Italia" non hanno votato contro il Governo. Infatti, qualcuno di loro ha votato a favore ed altri si sono astenuti.
E' evidente che ora stiano venendo fuori le contraddizioni nel partito di Fini.
Si è sempre detto di destra e in Sicilia governa con il Partito Democratico, dopo avere fatto un ribaltone e sta facendo tante altre aperture al centro sinistra.
La linea ambigua di Fini mette a disagio chi si è sempre riconosciuto nel centrodestra.
Potremmo vederne delle belle!
Cordiali saluti.

mercoledì 16 febbraio 2011

RE CARLO I STUART, SI APRA UN PROCESSO DI CANONIZZAZIONE!


Cari amici ed amiche.
Il 02 febbraio del 1626, Carlo Stuart, Principe di Galles, venne incoronato re nell'Abbazia di Westminster e divenne re con il nome di Carlo I.
Di lui, ho detto molto. Ne ho parlato anche nell'articolo intitolato "In memory of King Charles I", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/in-memory-of-king-charles-i.html, articolo con cui ho commemorato il suo martirio.
Proprio in virtù di ciò, vorrei lanciare una mia proposta e spero che chi di dovere la recepisca.
Propongo l'apertura di un processo formale di canonizzazione di questo personaggio nell'ambito della Chiesa cattolico-romana.
Perché canonizzare re Carlo I?
Già Santo della Chiesa anglicana (che lo festeggia il 30 gennaio), questo sovrano d'Inghilterra fu martirizzato anche per la sua vicinanza al cattolicesimo.
Già quando era principe ereditario (forse perché influenzato dalla madre, la regina Anna, una danese convertita al cattolicesimo) Carlo ebbe una certa propensione verso la fede cattolica.
Questa sua propensione si notò quando suo padre, re Giacomo I , lo mandò in Spagna, per trattare il matrimonio con l'Infanta Maria Anna.
Fu accompagnato dal favorito del padre, George Villiers, I duca di Buckingham.
Carlo mostrò rispetto per la religione cattolica. Entrava nelle chiese, si genufletteva e pregava.
Quando una processione eucaristica passava davanti alle sue finestre, egli si affacciava.
Inoltre, amava tenere discorsi di materia religiosa e confrontarsi, al punto che il duca di Buckingham si allarmò e riferì tutto a re Giacomo I che impedì al figlio di fare altri discorsi di questo tipo.
Il matrimonio con l'Infanta non si fece ma Carlo sposò ugualmente una cattolica, la principessa francese Enrichetta Maria di Borbone. Ella era una cattolica molto zelante.
Nonostante avesse fatto mandare via tutta la sua servitù francese, Carlo concesse alla moglie di mantenere il cappellano cattolico e, quindi, il diritto di avere la Messa.
Nel 1638, la regina fece tenere una Messa di Requiem per il gesuita Richard Blount nella sua cappella a Corte.
Egli incominciò a fare una politica religiosa che, di fatto, riavvicinò la Chiesa anglicana alle tradzioni cattoliche.
Reintrodusse pratiche cattoliche nell'anglicanesimo.
Ciò, spiacque al Parlamento che il 04 gennaio 1642 tentò di fare arrestare la moglie che si prodigò per fare delle alleanze a sostegno di Carlo con i Paesi cattolici e con Papa Urbano VIII.
Da qui scoppiò la Guerra Civile che finì tragicamente con la vittoria dei Puritani di Oliver Cromwell e la condanna a morte del re, che venne resa esecutiva il 30 gennaio 1649. L'esecuzione è riprodotta da questo filmato preso da Youtube.
Durante la Guerra Civile, la Corte protesse molti sacerdoti cattolici.
Per questo, io credo che sia opportuno aprire un formale processo di canonizzazione di re Carlo I.
Tra l'altro, bisogna tenere conto del fatto che re Carlo abbia una particolare da parte di quei settori tradizionalisti della Chiesa anglicana, quei settori che oggi vedono l'"esodo" di intere parrocchie anglicane verso il cattolicesimo, in funzione del nuovo ordinariato creato con la Constitutio Apostolica "Anglicanorum Coetibus", di cui parlai nell'articolo "Anglicanorum coetibus, una sfida", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/anglicanorum-coetibus-una-sfida.html.
Inoltre, va ricordato che gli anglicani canonizzarono anche i nostri Santi come San Tommaso Moro e San Giovanni Fisher, che vennero martirizzati da re Enrico VIII nel 1535, per non avere accettato la scisma.
Se gli anglicani fecero così con questi nostri Santi, io credo che, a maggiore ragione, noi cattolici dobbiamo canonizzare re Carlo I.
Tra l'altro, vale un passo del Vangelo secondo Marco, in cui Gesù dice:
"Chi non è contro di noi è per noi". Questo passo si trova nel capitolo 9, versetto 40.
Di sicuro, re Carlo I non fu contro di noi.
Cordiali saluti.

GIUDICI, SIAMO ARRIVATI ALL' ASSURDO


Cari amici ed amiche.


Ringrazio l'amico Morris Sonnino per gli spunti che spesso mi dà.
Questo articolo parla di un caso assurdo in cui i giudici di Milano non hanno concesso la sospensioone del processo a Giuseppe Grossi, ex amministratore delegato dell Sadi che è sotto inchiesta per presunte irregolarità in alcune operazioni di bonifica.
Ebbene, il giudice non ha concesso il legittimo impedimento e quandi la sospensione del processo, nonostante l'imputato debba sottoporsi ad un trapianto di cuore.
Qui siamo all'assurdo!
Tra l'altro, ieri ho visto un pezzo della trasmissione "Ballarò", trasmissione che è condotta da Giovanni Floris e che va in onda su RAI 3.
Tra gli ospiti, vi era (in collegamento dagli USA) il professor Edward Luttwak, noto economista.
Il professor Luttwak ha affermato che la scarsa quantità di investimenti stranieri in Italia è dovuta anche alla giustizia che non funziona per come dovrebbe, che fa processi lunghi e che tende a fare vere e proprie persecuzioni.
Anche negli USA stanno capendo quello che sta succedendo.
Il presidente Berlusconi ha ragione!
Tra l'altro, la sinistra continua a fare i paragoni con gli altri Paesi e dice che nemmeno il presidente americano è immune dalla giustizia.
Peccato, però, che la sinistra abbia tralasciato un piccolo particolare.
Le procedure di impeachment verso il presidente USA non sono fatte dai giudici ma dal Parlamento.
In una democrazia sana il potere giudiziario non si intromette in sfere che non gli competono, cosa che troppo spesso accade qui da noi.
Cordiali saluti.

SE AVESSERO DATO ASCOLTO A GIOBERTI...


Cari amici ed amiche.
Leggete questo brano tratto da "Il primato morale e civile degli Italiani", opera dell'uomo politico torinese Vincenzo Gioberti:
"Indicibili sarebbero i beni che l'Italia riceverebbe da una confederazione politica sotto l'autorità moderatrice del pontefice. Perché tale collegamento accrescerebbe la forza e la potenza dei vari principi, senza daneggiare la loro indipendenza. Eliminerebbe le cause delle discordie, delle guerre, delle rivoluzioni interne, e metterebbe un ostacolo insuperabile alle invasioni straniere.".
Vincenzo Gioberti (1801-1852) fu tra coloro che nel Risorgimento teorizzavano la nascita di una "Confoederatio Italica" sotto la presidenza del Papa.
Effettivamente, leggendo le sue opere, sembra quasi che egli avesse visto in anticipo le conseguenze portate da quanto fece Giuseppe Garibaldi, di cui scrissi in vari articoli, come quello intitolato "Ommo se nasce brigante se more", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/02/ommo-se-nasce-brigante-se-more.html.
Il politico piemontese teorizzò la nascita di una confederazione sotto la presidenza del Papa.
Io penso che parte delle teorie di Gioberti siano da rivalutare.
In pratica, Gioberti teorizzava la nascita di uno "Zollverein italiano", simile a quello che ci fu in Germania nel 1834.
Anzi, un processo di unificazione simile a quello tedesco sarebbe stato il migliore.
Infatti, in Germania le divisioni sociali erano maggiori.
In Germania, ad esempio, il popolo era diviso a livello religioso.
A nord vi erano i luterani e a sud i cattolici.
Inoltre, specie nell'area protestante, vi era una forte secolarizzazione.
Leggete l'articolo intitolato "Lourdes", http://italiaemondo.blogspot.com/2011/02/lourdes.html.
A Berlino, solo 20% dei matrimoni veniva celebrato in chiesa.
Inoltre, durante il periodo del cancellieriato di Otto von Bismarck (18615-1898) ci fu la Kulturkampf , un'ondata di anticlericalismo che si caratterizzò con un vero e proprio attacco contro la Chiesa cattolica tedesca, in nome del nazionalismo tedesco.
Esso aprì la strada al nazismo che, come tutti i regimi totalitari, era contro la Chiesa.
In Italia, invece, sarebbe stato più facile fare uno "Zollverein".
Infatti, vi era una religione nettamente maggioritaria (quella cattolica) e e la secolarizzazione era meno forte. Ciò avrebbe favorito l'unificazione ed avrebbe evitato quella campagna militare violenta che fu causata da Garibaldi contro il Regno delle Due Sicilie, l'annessione di tutti gli Stati italiani da parte del Regno di Sardegna, il centralismo che massacrò il Sud e lo scontro la tra lo Stato e la Chiesa e, forse, anche l'insorgere del fascismo.
Quindi, le teorie di Gioberti vanno in parte rivalutate perché esse furono più vicine alla realtà italiana.
Cordiali saluti.

Translate

Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.