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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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giovedì 6 gennaio 2011

DA BUENOS AIRES ALLA SICILIA,L'ARTE E LA DEVOZIONE

Cari amici ed amiche.


Prima di incominciare, faccio gli auguri di un Santo Natale sereno ai nostri fratelli ortodossi.
Che la loro devozione, unita alla nostra, possa essere di aiuto per tutti.
La devozione si esprime con le opere, la fede, i gesti e l'arte.
E' proprio così, la devozione si esprime anche tramite l'arte.
In fondo, Dio sta anche in tutte le belle cose.
Molto spesso, l'arte ha la funzione di educare l'uomo anche alla fede ed essa non si trova solo nel fasto delle belle chiese o dei musei ma anche in eventi culturali e nei parchi a tema.
Un esempio mi è stata segnalato dall'amica Silvia Beatriz Quadranti di San Nicolas (Argentina) che mi ha inviato delle foto di un parco a tema realizzato a Buenos Aires che mostra le vicende di Cristo in Terra Santa. Una di quelle foto è qui illustrata.
Esso è un revival di opere molto più antiche, come il Sacro Monte di Varallo Sesia (in Provincia di Vercelli).
Quest'opera fu fatta dal frate francescano Padre Bernardino Caimi (1425-1500) e tratta le vicende della Passione e della Crocifissione di Cristo, fino alla Pasqua.
Essa è raccontata da statue lignee e di terracotta ed è divisa in 45 cappelle sistemate in un percorso che porta alla Chiesa della Madonna del Cuore.
Vi sono raccontate le vicende di Cristo, come anche quelle di San Francesco d'Assisi. Tra angeli, demoni e genti varie, quel frate vissuto tra il XV ed il XVI secolo volle portare la Terra Santa in Piemonte.
Lo stesso si può dire degli autori del parco a tema in Buenos Aires.
Un altro esempio di arte pedagogica e devozionale è il Santuario della Beata Vergine Maria di Grazie che si trova nel Comune di Curtatone, in Provincia di Mantova.
Ne parlai nell'articolo http://italiaemondo.blogspot.com/2010/08/santuario-della-beata-vergine-di-grazie.html.
Le sue statue (che sono ex voto) incutono timore e rispetto, per la sacralità del luogo. Di fronte a questa sacralità, tutti sono eguali e tutti possono aspirare alla Salvezza.
Infatti, in quel luogo coesistono le statue di persone che uccisero altre persone come dei soldati e perfino quella di un boia che popolarmente è ricordato con il nome in dialetto mantovano "Giuanin d'la Masoeula" , che significa "Giovanni della Mazza".
Vi sono statue di persone umili e quella di potenti, tra i quali cito l'imperatore Carlo V d'Asburgo.
Di fronte alla sacralità del luogo tutti possono aspirare alla Salvezza, il giusto come il peccatore, l'umile come il potente.
Anche in Sicilia, vi sono esempi di arte devozionale, che spesso sfociano in leggende.
Una di queste tratta la statua di San Giacomo Maggiore Apostolo che si trova nella Chiesa parrocchiale dell'Assunta di Galati Mamertino, in Provincia di Messina.
Per la cronaca, in quella chiesa si sposarono i miei genitori.
Intorno a quella statua vi è una leggenda che dice che essa fu voluta dai contadini.
Il principe, che secoli fa governava la zona, la concesse ma pose delle condizioni.
La prima fu quella di essere devoti al Santo.
La seconda fu quella di esporre la statua in occasione di calamità naturali.
La terza fu quella di portare il santo per tre volte l'anno in processione per tutto il paese.
All'inizio, la devozione fu grande e le processioni furono partecipate.
Poi, però, la devozione si affievolì e ci fu chi rifiutò di portare la statua in processione, adducendo al suo peso.
Io, che nel 2000 fui a Galati Mamertino e presenziai alla processione, posso confermare.
La statua doveva essere portata da ventiquattro uomini. sei per ogni braccio della portantina.
Tenete conto del fatto che il paese si trova su un colle ed è pieno di viuzze con sali e scendi.
Quindi, servono quasi una cinquantina di uomini per portare quella statua.
Tornando alla storia, un giorno, il sacrestano aprì la chiesa e non trovò la statua.
Chiamò il prete e cominciò a chiedere se fosse stata rubata.
A un certo punto, arrivò una signora che disse di avere visto la statua che aveva vita propria e che camminava. Si stava allontando da Galati Mamertino.
Era arrabbiato con i galatesi che l'avevano abbandonato.
La gente lo implorava e gli chiedeva di fermarsi. Lui andava avanti.
Ad un certo punto arrivò il prete che gli urlò:
"Fermati Giacomo, in nome del Signore Gesù!".
Il Santo si fermò e rimase a Galati Mamertino, ove potrete ammirarlo.
L'arte può essere una testimonianza di fede e può avere una funzione pedagogica.
Ho portato all'attenzione solo alcune delle bellezze di questo tipo ma ve ne sono altre.
Guarda caso, queste testimonianze sono molto presenti in Italia e ove sono gli italiani.
Sarà un caso?
Cordiali saluti.





martedì 4 gennaio 2011

ANGLICANORUM COETIBUS? UNA SFIDA!

Cari amici ed amiche.

La recente Costituzione apostolica "Anglicanorum coetibus" deve essere commentata in modo approfondito.
Di certo, questa apertura del Sua Santità, Papa Benedetto XVI, è molto importante sia per il mondo anglicano che per noi cattolici romani.
Essa è la migliore testimonianza dell'inclusività della Chiesa cattolica, una Chiesa che vuole essere "un coro fatto da tante voci diverse che cantano un unico canto".
Vi invito a leggere il link http://www.cantualeantonianum.com/2009/11/la-celebrazione-cattolica-secondo-luso.html.
Questo sito illustra proprio la liturgia della nuova "Chiesa cattolica di rito anglicano".
Ora qui voglio toccare un punto importante.
Com'è noto, la liturgia anglicana si serve del "Book of Common Prayer" , il testo liturgico redatto nel 1549 dall'arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer (nella foto, 1489-1556).
Ora, va detto che, quando era in vita, Cranmer fu visto come un eretico.
Fu scomunicato da Papa Clemente VII, insieme a re Enrico VIII, e fu quello che diede l'impulso alla Riforma in Inghilterra, sotto re Edoardo VI (1537-1553).
La regina Maria I Tudor (1516-1558) odiava Cranmer, sia per ragioni religiose che personali, visto che fu colui che annullò il matrimonio tra sua madre, la regina Caterina d'Aragona, e suo padre, re Enrico VIII.
La regina lo fece finire al rogo nel 1556.
Ora, con la nuova Costituzione apostolica l'operato di Cranmer viene, di fatto, riabilitato.
Infatti, questi ex-anglicani passati al cattolicesimo possono continuare ad utilizzare il "Book of Common Prayer".
Mi rifiuto di credere che il Santo Padre accetti l'adozione di un libro nella Chiesa, senza averne prima verificato la bontà.
Se il libro scritto da Cranmer può essere usato nell'ambito della Chiesa cattolica, magari con i dovuti accorgimenti, vuole dire che esso è valido.
Di conseguenza, qui vi è una vera e propria riabilitazione di un personaggio che era, ai suoi tempi, visto come un eresiarca.
Questo è un passaggio storico molto importante e mi spiace che sia passato inosservato.
Io penso che, riabiltando l'opera di Cranmer, si aprano nuovi spazi nel dialogo tra noi cattolici e gli anglicani ed il mondo riformato in generale.
Certo, qualche mio correligionario ultratradizionalista potrebbe storcere il naso.
Io, sinceramente, non ho paura degli anglicani che, anzi, possono arricchire la nostra Chiesa. La tradizione anglicana è molto antica. Pensate al rito di Sarum. Io avrei più paura dei catto-comunisti, quei miei correligionari che si sono appiattiti di fronte a certe ideologie politiche che spesso si sono poste in contrasto con i valori cattolici.
Esteriormente, essi sono con Cristo. In cuor loro, invece, sono con Karl Marx, un uomo che si pose contro Dio. Basti pensare alle posizioni dei comunisti, riguardo la famiglia e la vita.
Forse, qualche mio correligionario ultratradizionalista farebbe bene a tenere conto di questo fatto.
Inveire contro chi realmente crede in Dio, nel Crocifisso e nella Trinità (per dirla come la disse San Carlo I Stuart) e vuole vivere con noi da fratello e, magari, stare zitti di fronte a chi esteriormente si dice cattolico e partecipa a tutte le Sante Messe ma poi, di fatto, aderisce ad un pensiero che di cristiano non ha nulla è pura ipocrisia.
Termino, dicendo che questa nuova Costituzione apostolica è un riconoscimento del fatto che, pur essendo una, la Chiesa cattolica vuole tante voci al suo interno.
Del resto, il termine "cattolico" significa universale.
Un esempio di ciò ci fu dato dai Re Magi, che domani festeggeremo con la festa dell'Epifania.
Essi non erano ebrei (forse, erano zoroastriani) e né conoscevano quel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, che, grazie a Cristo, divenne il Dio di tutti.
Eppure, essi ebbero fede, portarono i doni a Gesù e diventarono parte della nostra tradizione cristiana.
Sono venerati come Santi e le loro spoglie si trovano nella cattedrale di Colonia, in Germania.
Se loro oggi fanno parte della nostra tradizione e, quindi, sono parte della Chiesa, a maggiore ragione devono essere riaccolti quegli anglicani che vogliono tornare i piena comunione con Roma.
Essi non sono nostri fratelli in Cristo?
La vera sfida per la Chiesa è quella di dovere fare capire che al suo interno possono coesistere tante voci che, però, pronunciano le stesse parole.
Cordiali saluti.

GIOVANI, FATE POLITICA...MA CON CERVELLO!


Cari amici ed amiche.
Mi voglio rivolgere, soprattutto, a quei miei coetanei che vogliono cimentarsi in politica.
A loro voglio dire che fanno bene a volere fare politica e spero di potere essere utile, dando loro qualche consiglio.
La politica è una cosa seria perché essa serve a garantire la giusta convivenza civile tra persone e l'amministrazione.
Senza di essa, vi sarebbe l'anarchia.
Ciò comporta parecchie responsabilità.
Il primo consiglio che do è quello di non cadere nelle provocazioni fatte da chi non è dello stesso pensiero.
Molto spesso, chi provoca la fa perché non ha idee.
Il secondo consiglio che voglio dare è quello di essere sempre corretti nei rapporti umani, sia con gli alleati che con gli avversari.
In politica I RAPPORTI UMANI CONTANO!
In politica devono esserci alleati ed avversari ma non nemici.
Soprattutto tra alleati bisogna essere leali e corretti.
Mi raccomando!
Il terzo consiglio che voglio dare è quello di parlare con la gente.
Faccio mie le parole del Servo di Dio, Papa Giovanni Paolo II, che disse "Non abbiate paura".
Bisogna parlare con le categorie (commercianti, industriali ed altri), con i coetanei e con gli anziani.
Il quarto consiglio che voglio dare è quello di toccare temi sensibili come il lavoro e le cose più vicine al sentire della gente.
Il quinto consiglio che voglio dare è quello di non chiudersi nel proprio "orticello" dando la priorità alla realtà locale ed escludendo quello che c'è al di fuori, anche le innovazioni.
Il sesto consiglio che do è quello di non usare toni offenssivi verso nesuno.
Magari, si può fare della goliardia su una foto satirica. Ad esempio si può fare un commento goliardico come "il soggetto può essere il modello per fare un "buriel"*" o quant'altro su una foto satirica su Facebook ma non si deve offendere nessuno.
Specialmente su internet, non devono esserci parole fuori posto.
Queste, infatti, rimangono nel tempo e possono essere usate contro chi le ha scritte.
Il settimo consiglio che voglio dare è quello di non tentare di buttare giù il sistema urlando o facendo cose peggiori.
Quindi, non bisogna ascoltare la voce di chi dice che si devono abolire i partiti, che bisogna operare contro di essi, che la politica è mafia o quant'altro.
Bisogna, invece, lavorare per migliorare il sistema e questo si può fare anche stando in esso e nei partiti.
Con questi "consigli" spero di potere dare un aiuto a quei miei coetanei che vogliono mettersi in gioco facendo politica.
La politica è una cosa molto seria e serve tanta responsabilità delle proprie azioni.
Cordiali saluti.
*Chi non è mantovano non sa che il 06 gennaio (giorno dell'Epifania di nostro Signore) noi abitanti dei paesi delle terre virgiliane facciamo le "Feste dei Buriel".
Il "buriel" è una pira di legna che ha sulla cima un fantoccio raffigurante una "vecia" (vecchia, una "Befana") che rappresenta l'anno passato.
A questa pira si dà fuoco.
Questa festa ha una funzione beneaugurante per l'anno nuovo che si apre poiché bruciando il fantoccio si eliminano le sofferenze dell'anno passato.
La festa è accompagnata da fiumi di "vin brulè", ceci bolliti e, in qualche caso, cotechino.
Particolarmente bella è la festa che si fa a Revere. Lì vi è una "Befana" che scende da una finestra dell'antica torre e vi sono molti giochi pirotecnici.
E' una festa paesana che affianca quella religiosa della venuta dei Re Magi da Gesù.

lunedì 3 gennaio 2011

COPTI, UN PATRIMONIO DA SALVARE

Cari amici ed amiche.

Quanto successo nel giorno di Capodanno ad Alessandria d'Egitto è stato gravissimo!
Come tutti voi già sapete, nella città egiziana vi è stato un gravissimo attentato contro una chiesa copto-ortodossa.
Questo è stato un atto molto grave sia dal punto di vista religioso, che da quello politico e culturale.
E' stato grave dal punto di vista religioso perché è stata attaccata una comunità inerme che, agli occhi dei terroristi, aveva la "colpa" di essere una religione diversa dalla loro.
E' stato un atto grave dal punto di vista politico perché chi ha fatto questo ha puntato a destabilizzare il Governo laico del presidente Hosni Mubarak e a portare l'Egitto sull'orlo di una guerra civile.
E' stato un atto molto grave anche sul piano culturale.
Infatti, i copti sono una comunità molto antica.
Essi sono la maggiore comunità cristiana d'Egitto. Tale comunità fu fondata nel I secolo AD.
Alessandria ne divenne il centro, anche perché vi riposavano le spoglie di San Marco.
Queste ultime vennero portate a Venezia nel 828 AD, dopo che in Egitto e ad Alessandria arrivarono gli Arabi (VII secolo AD) che islamizzarono ed arabizzarono la popolazione.
Quindi, oggi, quella copta è la più antica comunità etnica e religiosa d'Egitto.
Infatti, i copti discendono dalle popolazioni preesistenti all'invasione araba del VII secolo, quando l'Egitto era ancora una provincia dell'Impero Bizantino.
Essi discendono da Bizantini, Romani e da quegli antichi Egizi che videro come sovrani Cleopatra, i Tolomei, Alessandro Magno ed i Faraoni.
Sono andato a ritroso nel tempo per farvi capire meglio la situazione.
Quindi, i copti non sono discendenti di arabi musulmani che divennero cristiani ma sono una vera e propria comunità autoctona dell'Egitto.
Esistono copti-ortodossi e copti-cattolici.
I primi non sono in comunione con la Chiesa cattolica, in quanto si separarono da essa, in quanto
non approvarono il Concilio di Calcedonia (451 AD) che affermava che le due nature di Cristo (quella umana e quella divina) coesistevano.
Per i copti ortodossi, la natura di Cristo è una ed in essa si uniscono quella divina e quella umana.
Essi riconoscono l'autorità del Patriarca d'Alessandria (il "Papa copto") che è successore di San Marco.
L'attuale Patriarca è Shenouda III.
Accanto ai copti ortodossi, esistono i copti cattolici.
Questa Chiesa iniziò a formarsi nel XVII secolo, con l'arrivo in Egitto di Francescani e Gesuiti.
Nel 1741 il vescovo copto di Gerusalemme Amba Athanasios si fece cattolico e una parte della sua comunità passò alla Chiesa di Roma.
In seguito, il vescovo Athanasios tornò alla Chiesa copto-ortodossa ma rimase una linea di vescovi copti fedeli a Roma.
Oggi, vi è anche un Patriarcato copto-cattolico di Alessandria.
L'attuale Patriarca è il S.E. il Cardinale Antonios Naguib.
Le differenze tra copti cattolici e copti ortodossi stanno nel fatto che i primi riconoscano la teoria cristologica del Concilio di Calcedonia e l'autorità del Papa.
I rapporti tra cattolici e copti ortodossi sono migliorati molto con il Concilio Vaticano II e con l'opera del Servo di Dio, Papa Giovanni Paolo II, il quale, nel 1988, fece una nota congiunta con il Papa copto Shenouda III.
In questa nota vi è scritto:
"Crediamo che il nostro Signore, Dio e Salvatore Gesù Cristo, il Verbo Incarnato è perfetto nella sua Divinità e nella sua Umanità. Ha reso la sua Umanità una con la sua Divinità senza mescolanza, commistione o confusione. La sua Divinità non è stata separata dalla sua Umanità neanche per un momento o per un batter d'occhio. Al contempo pronunciamo anatema sulla dottrina di Nestorio e di Eutiche.".
Inoltre, i copti contribuirono molto a fare conoscere il patrimonio dell' Antico Egitto.
Pensiamo a Jean Francois Champollion (1790-1832) che usò anche dei testi copti per potere decifrare i geroglifici egizi.
Nella lingua copta, infatti, esistono elementi del vecchio idioma egizio.
Quindi, i copti sono un patrimonio importante.
Chi vuole cancellarli fa un danno a tutta l'umanità perché essi sono testimonianze viventi, "pietre vive", di tanta parte della nostra storia.
Da cristiano, condanno questa cosa anche sul piano religioso e concordo con le parole del Santo Padre Benedetto XVI.
Cordiali saluti.





DIRITTI ACQUISITI E PRIVILEGI


Cari amici ed amiche.
Prendo spunto da una nota degli amici del "Minzolini Fan Club".
Colgo l'occasione per complimentarmi con loro. Seguo sempre il loro network e spero di farlo conoscere anche al di fuori di Facebook, anche citando le sue note.
Sveva Orlandini, Maria Teresa Bargelli, Anna Maria Mimma Raggi, Vito Schepisi, Ivana Pareschi ed altri stanno lavorando bene. Per me è un piacere averli come interlocutori.
Essi cercano di creare una "piattaforma" su cui confrontarsi.
Mi piace veramente. E' uno dei miei network preferiti, insieme al giornale "Italia chiama Italia".
In questa nota si parla dello Stato e di certi "diritti" che in realtà sono "privilegi".
Effettivamente, ci sono certe situazioni di "diritti" che in realtà sono "privilegi".
Ad esempio, i Comuni, specie quelli amministrati dalla sinistra, concedono con facilità servizi agli immigrati, non appena questi iniziano a battere i pugni sui tavoli e a protestare.
Purtroppo, per noi italiani questa cosa non vale e quei servizi elargiti con tanta solerzia all'immigrato, che magari si mette a battere i pugni e a strillare come un assatanato, vengono dati con maggiore parsimonia a chi è italiano ed è bisognoso Leggete questo mio vecchio articolo su "Italia chiama Italia", http://www.italiachiamaitalia.net/news/121/ARTICLE/11228/2008-10-07.html.
Non voglio sembrare razzista ma questa è, purtroppo, una verità nota a tutti.
Inoltre, anche sulle pensioni va detta una cosa.
Purtroppo, noi paghiamo certi errori fatti in passato, specie negli anni '60, in cui si andava in pensione anche a quant'anni, età in cui si può benissimo continuare a lavorare.
Gli anni '60 furono un disastro, leggete l'articolo intitolato "Il sessantotto ed i giovani d'oggi", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/12/il-sessantotto-ed-i-giovani-doggi.html.
Quegli anni furono un disastro sia a livello culturale che economico.
Lo stesso discorso vale per la scuola e l'università.
Infatti, è molto difficile fare delle serie riforme sulla scuola e l'università (senza che vi siano becere manifestazioni con urla ed invettive) perché lì si crearono dei ceti privilegiati.
Si sa, togliere dei privilegi non è facile!
Infatti, chi li ha se li tiene e difficilmente sarebbe disposto a rinunziare ad essi, anche se dovesse andarne del bene del Paese.
E' logico che un diritto dato a pochi cessi di essere un diritto e diventi un privilegio.
Servono delle riforme che possano cambiare il quadro e migliorare il sistema che, altrimenti, potrebbe collassare.
Ringrazio chi su Facebook e in altre sedi mi ha fatto gli auguri di buon compleanno.
Non credevo di ricevere così tanti auguri e se qualcuno mi avesse detto che ci sarebbe stata una cosa del genere, gli avrei riso in faccia.
Non credevo di essere così seguito anche su questo blog.
Pertanto dico a tutti voi una parola:
GRAZIE!
Cordiali saluti.

domenica 2 gennaio 2011

COME MORI' RE ENRICO VIII?

Cari amici ed amiche.



Il 28 gennaio 1547 morì un sovrano.
Il sovrano di cui sto parlando non è niente poco di meno che Enrico VIII Tudor, re d'Inghilterra e d'Irlanda.
Nato e Greenwich il 28 giugno 1491 e divenuto re il 23 giugno 1509, questo monarca divenne a noi noto per tante questioni, positive e negative.
Con la sua multiforme vitalità, egli preparò le basi della potenza marittima inglese e garantì al suo Paese ordine e lavoro.
Fu amante della cultura. Infatti, conosceva il latino, il francese e lo spagnolo, era una scrittore ed amava l'arte e l'architettura.
Ad esempio, egli fece fare la chiesa di San Pietro ad Vincula a Londra, in perfetto stile Tudor, evoluzione del gotico con l'arco policentrico, detto anche "arco Tudor".
Questo fu molto lodevole.
Purtroppo, la sua immagine fu rovinata ai nostri occhi da azioni negative da egli stesso commesse.
Infatti, questo re non fu solo un uomo colto e vitale ma fu anche una persona incline alla crudeltà e spesso preda della sua ingordigia di potere.
Nel 1534, per il fatto che la Curia romana e l'allora Papa Clemente VII gli avessero negato il divorzio da Caterina d'Aragona (per potere sposare Anna Bolena), re Enrico VIII separò la Chiesa inglese da Roma (Atto di supremazia) ed eliminò tutti gli oppositori, tra i quali il vescovo di Rochester Giovanni Fisher ed l'umanista, politico e suo amico Tommaso Moro.
Ne parlai nell'articolo http://italiaemondo.blogspot.com/2011/01/combattere-il-buon-combattimento.html.
Il suo regno fu un regno di terrore.
Soppresse i monasteri e fece uccidere molti monaci. Di questo tema parlai nell'articolo http://italiaemondo.blogspot.com/2010/06/inghilterra-dissoluzione-dei-monasteri.html.
Si sposò per sei volte.
Dal 1509 al 1533 fu sposato con Caterina d'Aragona che gli diede una figlia che si chiamava Maria e che dal 1553 al 1558 regnò con il nome di Maria I Tudor o "Maria la Cattolica". Caterina morì per malattia nel 1536,
Dal 1533 al 1536 fu sposato con Anna Bolena che gli diede una figlia di nome Elisabetta che regnò dal 1558 al 1603, con il nome di Elisabetta I
Anna Bolena fu fatta decapitare dal marito perché accusata diu adulterio e di stregoneria.
Dal 1536 al 1537, Enrico VIII fu sposato con Jane Seymour che gli diede il figlio maschio che prima non ebbe e che tanto lo ossessionò, Edoardo VI.
Quest'ultimo regnò dal 1547 al 1553. Jane morì di parto.
Dal 06 gennaio 1540 al 09 luglio 1540, egli fu sposato con Anna di Cleves da cui divorziò per una sua repulsione verso la sposa.
Dal 28 luglio 1540 al 23 novembre 1541, Enrico fu sposato con Caterina Howard.
Questo matrimonio finì tragicamente perché la moglie accusata di adulterio e venne fatta decapitare.
Dal 12 luglio 1543 fino alla sua morte, Enrico VIII fu sposato con Caterina Parr.
Quest'ultima morì nel 1548.
Quindi, re Enrico VIII arrivò anche a fare uccidere alcune sue mogli.
Ora sorge una domanda.
Come morì il re?
Re Enrico VIII non rovinò solo la sua fama e la sua salute spirituale ma anche la sua salute fisica.
Nell'ultimo periodo, egli era diventato obeso.
Infatti, la sua alimentazione fu sregolata. Egli mangiava molti piatti di carne ed amava la cucina molto sostanziosa.
Inoltre, beveva molto. Amava i vini della Toscana.
Questo gli provocò, sicuramente, dei problemi cardio-circolatori e, vista la forte presenza di purine nella sua alimentazione, egli si ammalò di gotta, ossia di un accumulo di acido urico nei tessuti che porta alla formazione di noduli nelle articolazioni (detti tofi) che posso creare dolori.
Inoltre, egli fu anche molto promiscuo nei rapporti sessuali.
Infatti, si sposò per sei volte ma ebbe anche delle relazioni extra-coniugali, da cui nacquero dei figli illegittimi. Pensiamo ad Enrico FitzRoy, I duca di Richomond (1519-1536), che nacque da una relazione con Elizabeth Blount.
Da ciò si può presumere che egli avesse contratto la sifilide, una malattia che si trasmette per via sessuale ed il cui agente eziologico è un batterio, il Treponema pallidum.
Questa malattia genera ulcere e gli stadi gravi porta problemi al sistema nervoso centrale, all'apparato cardio-circolatorio e ad altre parti del corpo.
Essa può generare anche la demenza.
Forse, già incline alla paranoia di suo, re Enrico VIII potrebbe essere peggiorato a livello mentale proprio a causa della sifilide.
Inoltre, a causa di un incidente, egli si fece male ad una gamba.
Forse, perché venuta a contatto con un batterio, il Clostridium perfringens, la ferita andò in cancrena. Questo lo portò alla morte.
Su questo re si può dire molto.
Lui si rovinò con le sue stesse mani.
Il suo regno promise bene all'inizio.
Egli iniziò facendo delle buone politiche, promuovendo la cultura, schierandosi con la Chiesa cattolica e creando le basi per la potenza navale inglese.
La sua sete di potere lo portò alla rovina.
La sua ossessione del figlio maschio che non arrivava lo portò alla rottura con la Chiesa cattolica e creò incertezza religiosa nel regno.
Infatti, lo scisma causò inquietudini religiose in Inghilterra.
Se molti (come il ministro Thomas Cromwell, conte di Essex) abbracciarono le idee luterane, re Enrico VIII rimase cattolico, almeno nel dogma.
E così, i protestanti finivano al rogo (come eretici) mentre i cattolici che rimasero fedeli al Papa vennero decapitati, come traditori.
La Torre di Londra fu piena di prigionieri, molti dei quali vennero condannati a morte.
La morte di re Enrico VIII non accontentò né i cattolici e né i protestanti.
Questi ultimi, con il successore Edoardo VI, ebbero la meglio (perché in Inghilterra si diffuse la Riforma) ma la situazione si rovesciò con Maria I e ci furono guerre di religione, che vennero sopite dalla regina Elisabetta I che ristabilì l'anglicanesimo come "Via media" tra cattolicesimo e protestantesimo ma poi, con gli Stuart, ci fu lo scontro tra Parlamento e Corona che portò alla Guerra Civile (1642-1660), di cui cadde vittima re Carlo I Stuart nel 1649.
Certamente, tutto ciò fu causato dalla decisione di re Enrico VIII che, assumendo anche il governo della Chiesa, aumentò il proprio potere e creò problemi con il Parlamento, istituzione riconosciuta dalla Magna Charta Libertatum del 1215.
Quindi, se pur indirettamente, re Enrico VIII ebbe una responsabilità anche nella fine di re Carlo I Stuart.
Di certo, su re Enrico VIII si diffusero vari aneddoti, più o meno veritieri.
Uno di questi dice che durante il suo funerale ci fu un incidente.
La sua bara cadde e si incrinò.
Dalla fessura iniziò ad uscire un liquido scuro.
Arrivò un cane e lo leccò.
Secondo alcuni, una cosa del genere non sarebbe mai successa se il re fosse rimasto fedele al Papa.
Del resto, su di lui ci furono delle profezie.
Una di queste fu di una suora e mistica di nome Elisabetta Barton, detta "Vergine del Kent".
Ella fu fatta decapitare nel il 20 aprile 1534 perché disse di avere visto l'Inferno con il posto riservato a re Enrico VIII.
Alcuni mesi dopo, il 03 novembre dello stesso anno, re Enrico VIII fece votare al Parlamento l'Atto di Supremazia, con cui ruppe con Roma.
La storia ci parla di questo personaggio che oggi riposa nella Cappella di San Giorgio di Windsor che, nel bene e nel male, disse la sua sula storia di un Paese molto importante, il Regno Unito.
Cordiali saluti.

CASO BATTISTI, DUE PAROLE


Cari amici ed amiche.
Come molti, non posso condividere la posizione presa dall'oramai ex-presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva che ha deciso di non estradare qui in Italia Cesare Battisti, lo scrittore che fece parte del gruppo terroristico ed eversivo dei "Proletari Armati per il Comunismo" (PAC) e che nel 1978 e nel 1979 uccise delle persone.
Le sue vittime furono Antonio Santoro, un maresciallo della Polizia penitenziaria di Udine che fu ucciso il 06 giugno 1978, Lino Sabbadin, un macellaio di Mestre (Venezia) che fu ucciso il 16 febbraio 1979 per avere resistito ad una rapina, Pierluigi Torregiani, un gioielliere milanese che fu ucciso sempre il 16 febbraio 1979, dopo che uccise un rapinatore il 22 gennaio, e Andrea Campagna, un agente della DIGOS che aveva partercipato ai primi arresti legati al caso Torregiani e che fu ucciso il 19 aprile 1979.
Tra le vittime va contato anche il figlio di Pierluigi Torregiani, Alberto, che oggi vive paralizzato su una sedia a rotelle, dopo essere stato coinvolto nella sparatoria che uccise il padre.
Campagna e Santoro sono stati insigniti della Medaglia d'oro al merito civile "alla memoria".
Vi invito a consultare il sito dell'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo (AVITER).
Il suo link è http://www.vittimeterrorismo.it/. Ci sono importanti testimonianze di quegli anni duri. Io spero che i giovani leggano ciò. Certe cose non devono più ripetersi!
Perché certe cose non si ripetano, si deve mantenere la memoria degli eventi passati!
Per questo, il succitato link può essere trovato anche nela voce "Link preferiti" di questo blog.
Battisti fu condannato in contumacia all'ergastolo.
Infatti, proprio nel 1979, Battisti fu arrestato ma due anni dopo fuggì e andò in Messico.
Successivamente andò in Francia, dove divenne scrittore, e nel 2007 si trasferì in Brasile, ove venne arrestato. Il resto è storia recente. Il 18 novembre 2009, il Supremo Tribunal Federal di Brasilia sentenziò che Battisti non poteva avere un rifugiato politico e che quindi doveva essere estradato in Italia.
Egli fece parte di un pericoloso gruppo eversivo, i "Proletari Armati per il Comunismo" (PAC), che voleva fare cadere lo Stato di diritto, rapinando ed uccidendo barbaramente della gente innocente e che faceva il proprio dovere.
Spero che l'oramai ex-presidente brasiliano si renda conto che questa sua decisione non è condivisibile. Anzi, è molto infelice!
Lula temeva che, qui in Italia, Battisti potesse essere ucciso.
Per questo motivo non avrebbe concesso l'estradizione.
All'oramai ex-presidente, vorrei dire che l'Italia è un Paese civile e che nessuno avrebbe ucciso nessuno.
Battisti deve scontare la pena qui in Italia!
Uccise delle persone innocenti e tentò di fare cadere lo Stato di diritto.
Quindi, non può essere considerato un rifugiato politico!
Io spero che la nuova presidentessa brasiliana Dilma Rousseff ribalti questa decisione e che conceda l'estradizione.
C'è tanta gente che chiede giustizia ed è giusto che la ottenga.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.