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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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martedì 16 novembre 2010

DOVE AVVENNE L'INCONTRO TRA ATTILA E PAPA LEONE MAGNO?



Cari amici ed amiche.

Vi voglio parlare di una storia misteriosa.
Dove avvenne l'incontro tra Attila, il re degli Unni, e Papa Leone Magno?
Dopo essere stati sconfitti dal generale Flavio Ezio e da un esercito romano integrato da truppe visigote, franche, alamanne e di altre tribù barbare, nella battaglia dei Campi Catalaunici del 451, gli Unni si diressero verso l'Italia. Attila, infatti, rivendicò la mano di Onoria, la sorella dell'imperatore che gli fu promessa in matrimonio.
Nel 452 puntarono su Trieste ma si fermarono ad Aquileia, città importante per il commercio e sede di un importante Patriarcato.
Cinsero d'assedio la città e la attaccarono ma fu inutile.
Proprio quando stettero per andarsene, Attila vide una cicogna abbandonare una torre delle mura della città con il suo piccolo.
Egli (che fu molto superstizioso) intese ciò come un segnale positivo.
Ebbe ragione!
Infatti, una parte delle mura crollò e Attila poté entrare nella città che venne rasa al suolo.
Da Aquileia si diressero poi a Padova.
La città venne saccheggiata e gli abitanti fuggirono verso est, in una zona lagunare sul Mare Adriatico.
Così venne fondata Venezia!
Da Padova, Attila si mosse a Milano.
La città cadde senza resistere (gli abitanti aprirono le porte agli Unni) e Attila si stabilì nel Palazzo reale.
Infatti, Milano fu capitale del'Impero romano d'Occidente.
Il palazzo aveva un dipinto con raffigurati i Cesari che schiacciavano gli Sciti.
Lui lo face modificare, facendo raffigurare gli stessi Cesari che chiedevano pietà e che vuotavano le borse d'oro davanti al suo trono.
L'imperatore Valentiniano III partì da Ravenna e andò a Roma.
Poi, Attila ripartì verso sud ed incontrò un'ambasciata costituita dal console Avienno, il prefetto Trigezio e Papa Leone I, detto "Magno".
Qui vi è il mistero.
Secondo le cronache, l'incontro avvenne sulle sponde del fiume Mincio.
Qual è il punto esatto?
Secondo una tradizione orale, l'incontro avvenne a Salionze, in provincia di Verona.
Questa tradizione fu avallata dal fatto che la strada che conduceva Verona a Milano passasse proprio sul Mincio, proprio a Salionze.
Questa teoria fu sostenuta dal professor Giorgio Vandelli.
Vi è però un'altra teoria che dice che il re unno ed il Papa non si fossero incontrati a Salionze ma nella zona di Roncoferraro, in provincia di Mantova, precisamente a Governolo.
Questa zona, che conosco molto bene, è prossima alla confluenza tra Mincio e Po.
Questa zona si chiamava "Agro Venetum Ambulejo".
Essa fu una zona di collegamento tra l'Europa ed il Mediterraneo.
Inoltre, secondo una tradizione esoterica, le confluenze tra fiumi sono punti di particolare energia.
Forse, il grande Papa potrebbe avere tenuto conto della superstiziosità di Attila.
Tra l'altro, il vicariato in cui si trova Roncoferraro è dedicato proprio a San Leone Magno.
Decisivi in questo senso, furono necessari anche gli studi di Gabriele Bertazzolo nel 1614.
Bertazzolo fece costruire una chiesetta dedicata a San Leone Magno.
Di questa chiesetta non resta nulla, a causa di un'alluvione che la distrusse.
Vi è, però, un'altra teoria che dice che Attila ed il Papa si fossero incontrati in un altro luogo.
Sempre nel Mantovano, nel Comune di Curtatone, vi è una località chiamata Ponteventuno.
Nella locale chiesa, a ricordo di ciò è stato fatto un affresco che raffigura Attila ed il Papa.
Gli abitanti di Ponteventuno ne sono convinti perché si riteneva che in passato il Mincio avesse avuto un corso diverso rispetto a quello attuale.
Effettivamente, molti fiumi diversi rispetto a quelli di oggi.
Bisogna tenere conto anche del fatto che, con la decadenza dell'Impero romano d'Occidente, non vi fosse più stata la manutenzione delle varie opere di bonifica.
Comunque, a prescindere dal luogo in cui avvenne, l'incontro tra Attila ed il Papa ebbe il suo effetto.
Attila si ritirò e non distrusse Roma e né rivendicò la mano di Onoria.
Pare che egli fosse rimasto colpito dal coraggio del Papa ed ebbe la visione di un uomo anziano (forse San Pietro) che dietro il Pontefice si agitava e minacciava lo stesso re Unno.
La leggenda più accreditata dice che Attila i fosse fermato quando il Papa gli mostrò il crocifisso.
A prescindere da tutto, essere santi vuole dire anche questo.
Un santo mette a repentaglio anche sé stesso per salvare gli altri.
Gesù nostro Signore insegnò questo e Papa Leone I eseguì.
Per questo, egli è santo.
Cordiali saluti.







CHE IRRESPONSABILI!


Cari amici ed amiche.

Leggete il terzo commento all'articolo intitolato "Caso Fini, un possibile scenario", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/11/caso-fini-un-possibile-scenario.html.
Il commento dice:
"Stai già piangendo? Ah ah ah ah!
E' finita, a casa. E in tribunale.
Era ora!"
Chi fa dei commenti simili è solo un irresponsabile!
Infatti, il suo stupido odio verso il presidente Berlusconi ed il centro destra supera ogni buon senso.
A questo "signore" e a tutti quelli che la pensano come lui, vorrei chiedere se credono di migliorare le cose, una volta tolto il presidente Berlusconi.
Io penso proprio di no. Anzi...le cose potrebbero anche andare peggio.
Un "Governo tecnico" non si può fare, perché non c'è la maggioranza che possa sostenerlo.
Quindi, l'unica soluzione è il voto!
E poi, il centro sinistra è unito solo dall'antiberlusconismo e non ha un progetto politico!
Antiberlusconiani, state zitti o, se volete parlare, dite qualcosa di più responsabile e costruttivo!
Sapete solo gettare fango ma non tenete conto delle reali conseguenze di ciò che potrebbe avvenire.
Cordiali saluti.

lunedì 15 novembre 2010

GOVERNABILITA', UNA PROPOSTA (con articolo su "Italia chiama Italia")

Cari amici ed amiche.



Dal commento firmato dall'onorevole Giorgio Stracquadanio all'articolo "Caso Fini? E fallito il parlamentarismo italiano!" (http://italiaemondo.blogspot.com/2010/11/caso-fini-e-fallito-il-parlamentarismo.html), vorrei lanciare questa idea, che spero venga recepita da chi dovere. Raccolgo così la "sfida" (nel senso buono del termine) che è stata lanciata dall'onorevole Stracquadanio. Un po' di brainstorming non fa certamente male. Io credo che sia davvero arrivato il momento di superare il parlamentarismo e di passare al presidenzialismo di tipo americano o comunque simile.
Il sistema parlamentare si sta mostrando molto deficitario.
Un nuovo sistema potrebbe essere fatto in questo modo:


  1. Presidente della Repubblica. La carica di presidente della Repubblica non dovrebbe più essere più eletta dal Parlamento ma dal popolo. Sarebbe anche capo del Governo, di cui potrebbe nominare e deporre i ministri. Ovviamente, deciderebbe la politica del governo stesso. Manterrebbe la prerogativa di capo delle forze armate ma non potrà più sciogliere il Parlamento e né essere il presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Al popolo, egli sarebbe tenuto a rendere conto del proprio operato.

  2. Vice-presidente della Repubblica. Questa carica avrebbe il compito di sostituire il presidente della Repubblica, quando questi dovesse essere all'estero, in caso di malattia, di morte o di impeachment. Sarebbe anche il Senato.

  3. Parlamento. Il Parlamento manterebbe il potere legislativo. Esso rimarrebbe bicamerale ma le due Camere avrebbero compiti diversi, in funzione della riorganizzazione in senso federale dello Stato. La Camera dei Deputati manterebbe le funzioni attuali e rimarrebbe elettiva con sistema proporzionale e con preferenza. Il Senato verrebbe, invece, eletto su base regionale e con sistema proporzionale. Ad essere eletti senatori, sarebbero i primi due candidati più votati in assoluto in ciascuna Regione. Quindi, ogni Regione eleggerebbe due senatori, tranne il Trentino-Alto Adige. Per questa Regione, i senatori sarebbero quattro, due per la Provincia di Trento e due per quella di Bolzano. Escludendo il Presidente, il Senato sarebbe quindi composto da 42 senatori eletti nelle Regioni e dai 7 senatori eletti all'estero. Per entrare in Senato, basta essere cittadini dai 30 anni in sù. I senatori diventerebbero rappresentanti delle Regioni e avrebbero il potere di presentare leggi ma non quello di proporre le leggi tributarie. Potrebbero solo modificarle. Le proposte dovrebbero passare per le due Camere, per diventare legge. In caso di parere discordante tra le due Camere si dovrebbe creare una commissione mista che serva a trovare l'accordo. Il presidente della Repubblica dovrà avere l'appoggio del senato per concludere i trattati internazionali. Il Senato avrebbe anche la funzione di processare il presidente della Repubblica, in caso di impeachment. I capi di accusa verrebbero formulati dalla Camera. Il Presidente della Camera non sarebbe più eletto dalla stessa ma dal popolo. A questa carica accederebbe il deputato più eletto. I presidenti delle due Camere presiederebbero il Consiglio Superiore della Magistratura, i cui "membri laici" verrebbero eletti solo dalla Camera. Le presidenze delle Commissioni parlamentari spetterebbero alle forze politiche di opposizione, quelle che non esprimono il presidente della Repubblica ed il Governo. Lo stesso discorso varrebbe per le presidenze del Copasir e la Commissione di Vigilanza.

  4. Governo. Il Governo dipenderebbe dal Presidente della Repubblica. Esso non avrebbe più bisogno della fiducia in Parlamento. Verrebbe abolita la carica del Presidente del Consiglio.

  5. Corte costituzionale. La Corte Costituzionale sarebbe composta da 12 giudici. Quattro sarebbero eletti dal Parlamento, quattro dal Consiglio Superiore della Magistratura e quattro sarebbero nominati dal presidente della Repubblica.

  6. Impeachment del Presidente della Repubblica. Una procedura di impeachment contro il presidente della Repubblica potrebbe essere aperta qualora questi venisse accusato di omicidio, appartenenza alla criminalità organizzata, pratiche di terrorismo, eversione, reati contro la persona (come stupro o pedofilia) e l'abuso di potere. Il capo di accusa verrebbe fatto dalla Camera mentre in Senato il presidente verrebbe processato dal Presidente della Corte Costituzionale. In caso di provata colpevolezza, egli verrebbe costretto a dimettersi e a dare il mandato al suo vice che sarebbe tenuto a portare avanti il mandato del suo predecessore dimissionato. Il Senato nominerebbe il nuovo Vice-presidente. Tramite elezioni suppletive, verrebbe sostituito il Senatore che prenderebbe il posto il posto del Vice-presidente. In caso di rifiuto di assunzione dell'incarico da parte del Vice-presidente, si tornerebbe al voto democratico. Perché il presidente sia processabile devono esserci indizi seri del reato che gli viene contestato. Una commissione speciale della Camera dovrebbe, poi, vagliare e verificare le prove. Terminata la verifica, la Camera dovrebbe poi fare il capo d'accusa, se queste prove dovessero essere credibili. Anche i ministri del Governo potrebbero essere trattati allo stesso modo.
  7. Consiglio Superiore della Magistratura. Il CSM non sarebbe più presieduto dal Presidente della Repubblica ma dai Presidenti di Camera e Senato. I suoi "membri laici" diventerebbero 14 e non più 15. Infatti, il quindicesimo sarebbe il Presidente della Camera. I "membri laici" sarebbero sette parlamentari (quattro deputati e tre senatori) di partiti di governo e gli altri sette di quelli di opposizione.

Questo sistema semplificherebbe molto la politica. Toglierebbe cariche elettive (come il presidente del Consiglio) e ridurrebbe anche gli immobili pubblici. Spero di avere dato uno stimolo per fare del buon brainstorming. Di certo, si accettano suggerimenti e critiche. Ovviamente, queste ultime dovranno essere costruttive. Tutto questo processo dovrebbe accompagnare il federalismo, che si sta già facendo. Termino, dicendo che è giusto che la gente parli anche delle proprie istituzioni, ovviamente, in modo costruttivo. Chissà se questa proposta verrà ascoltata. Intanto, vi invito a leggere l'articolo da me scritto su "Italia chiama Italia", http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/24099/2010-11-15.html. Sono vicino al presidente Berlusconi, che sarebbe un ottimo Presidente della Repubblica.

Cordiali saluti.

FLAVIUS AETIUS

"Mihi heri et tibi hodie".

Quandu fù ammazzatu...comu di Sira Ghjesù scrivìu...

cusì ellu, Flavius Aetius, dissi...

cusì a l'ochji di Valintinianu mpiraturi...

chì mai "razzi" ci dissi...si 'n Governolo solu vinni Attila...

et mai nte banni di Roma...cù tutta l' orda...

ché com' ebbe la Palora lu Papa...ebbe ellu cundutteru la spata...

et cusì pè manu di Massimu quellu curunatu murìu...

cusì ngratu...et cascau lu Mperiu...pè questu tradimentu...

et sanza l'omu forti...la ghjenti salvà pudìa solu Diu!

CASO FINI, UN POSSIBILE SCENARIO

Cari amici ed amiche.



Nell'articolo intitolato "Italia, che rischio", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/11/italia-che-rischio.html, ho parlato della vicenda del generale romano Flavio Ezio e ho fatto il paragone con quanto sta succedendo ora, con il presidente Berlusconi.
Ezio fu un uomo capace che sconfisse gli Unni nella battaglia dei Capi Catalaunici (451 AD) e che volle riformare l'Impero romano d'Occidente, oramai in grave crisi.
Venne fatto uccidere dall'imperatore Valentiniano III e da lì fino al 476 AD, l'Impero romano d'Occidente non ebbe più nessun uomo in grado di fermarne il declino.
Si avvicendarono i vari "imperatori-marionetta" (come Libio Severo e Glicerio), sotto il dominio di vari generali (spesso di origine barbara, come Ricimero e suo nipote Gunderico) che contribuirono a portare l'impero alla rovina.
Quello che sta succedendo ora è simile a quanto accadde in quella vicenda.
Qui si vuole eliminare il presidente Berlusconi dalla scena politica.
Questo è chiaro a tutti.
Il problema non è rappresentato solo dalla volontà di eliminare un uomo che per questo Paese sta facendo tanto ma anche dalle conseguenze che potrebbero esserci dopo tutto ciò.
Infatti, qui si rischia di andare verso una deriva pericolosa.
Il maggiore pericolo per la democrazia è la rottura tra il popolo e la politica.
E' evidente che vi sarebbe una rottura tra popolo e politica, se dovesse cadere il governo del presidente Berlusconi e se si dovesse fare un esecutivo tecnico e con maggioranza diverse da quella uscita nel 2008.
Sicuramente, il legame tra politica e popolo si rescinderebbe e la politica diventerebbe autoreferenziale.
Con questa situazione, la storia del nostro Paese potrebbe farsi oscura.
Emergerebbero forze extra-parlamentari, giustizialiste e populiste, come le forze di estrema destra, quelle di estrema sinistra e movimenti antipolitici come, ad esempio, il "Movimento 5 Stelle" di Beppe Grillo.
Questo governo sta portando avanti delle riforme importanti, come il federalismo. Se dovesse cadere, questo processo riformatore si fermerebbe e potrebbero esserci nuovi problemi.
Ad esempio, il federalismo risolverebbe gli squilibri attuali.
Ad oggi, ci sono 5 Regioni (Valle d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sardagna e Sicilia) che possono tenersi i soldi delle loro tasse e hanno dei poteri speciali.
Le Regioni del Sud non possono sostenere del tutto lo Stato.
Quindi, tutta la spesa dello Stato sarebbe sostenuta solo dalle Regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
Questo rischierebbe di generare gravi tensioni.
Il governo tecnico non sarebbe in grado di governare perché non avrebbe una maggioranza forte ed unita politicamente.
Il governo sarebbe ostaggio di piccole forze politiche che minaccerebbero di farlo cadere ogni dì.
Il futuro potrebbe essere oscuro.
Vi sarebbe una grave instabilità da cui non verranno fuori altro che perdita di competitività, tensioni sociali e problemi di governabilità.
Leggete anche quanto troverete nel link http://www.adnkronos.com/AKI/English/Politics/?id=3.1.1255297314.
Di questo link, devo ringraziare l'amico Carlos Echavarria di Miami (http://carlosechevarria.blogspot.com/) che segue con interesse le vicende italiane.
Anche all'estero, hanno capito il gioco di Fini e dei suoi.
Futuro e Libertà per l'Italia si assumano la responsabilità di ciò.
Cordiali saluti.

domenica 14 novembre 2010

ITALIA, CHE RISCHIO!







Cari amici ed amiche.

Da tifoso del Milan, vorrei festeggiare la vittoria nel derby per come si deve ma non posso non tenere conto dell'attuale situazione politica italiana.
Com'è noto, alla Camera dei Deputati, il Partito Democratico e l'Italia dei Valori hanno approntato una mozione di sfiducia contro il Governo e Futuro e Libertà per l'Italia, Alleanza per l'Italia, l'Unione di Centro, i Liberaldemocratici ed il Movimento per l'Autonomia stanno facendo la stessa cosa.
Ai membri di questi partiti vorrei chiedere se hanno più a cuore l'interesse del nostro Paese o l'odio (spesso becero) verso il presidente Berlusconi.
A parere mio (e di molti cittadini italiani) è valida la seconda ipotesi, ossia l'odio becero nei confronti del presidente Berlusconi e del centro destra.
Forse loro non sanno (o non vogliono sapere) che fare una crisi di Governo adesso significa gettare il Paese nel caos.
E poi, questo Governo ha fatto tante cose buone.
Pensate, ad esempio, alla lotta alla criminalità organizzata. Ben 28 su 30 superlatitanti sono stati arrestati.
Il Governo ha ripristinato pienamente l'articolo 41 bis, quello sul carcere duro per terroristi e mafiosi.
Chi, oggi, vuole la caduta del Governo rischia di buttare in mare quanto è stato fatto di buono.
Il bello è che molti di quelli che vogliono la caduta del Governo non vogliono le elezioni.
Essi vogliono un Governo "tecnico" o "di transizione" .
Un'idea simile è assurda ed anacronistica.
E' assurda perché si rischia di bloccare il cammino delle riforme (che tanto servono a questo Paese) ed è anche ancronistica perché sarebbe un ritorno a quelle mene odiose della I Repubblica, che nessun italiano di buon senso vorrebbe.
Se dovesse cadere il Governo, l'unica soluzione possibile sarebbe il voto.
E poi, che maggioranza potrebbe avere un eventuale "Governo tecnico" o "di transizione", visto che al Senato il Popolo della Libertà e la Lega Nord sono maggioranza anche senza Futuro e Libertà per l'Italia e senza il Movimento per l'Autonomia?
Inoltre, è noto che fare le cose "contro" non vada mai bene.
L'esempio classico fu il Governo Prodi, la cui maggioranza fu cementata dall'odio nei confronti del presidente Berlusconi.
Unì intorno a sé comunisti, liberali, socialisti, giustizialisti, cattolici e quant'altro. Queste forze eterogenee furono unite solo dall'avversione verso il presidente Berlusconi. Per il resto erano sempre in lite tra loro.
Nel 2006 venne eletto, non governò (anzi fece solo danni) e nel 2008 cadde.
Per fare un paragone storico, il presidente Berlusconi è come il generale romano Flavio Ezio (390-454), colui che, con un esercito composto da truppe romane, visigote, franche e di altre tribù barbare, sconfisse gli Unni di Attila nel 451.
Ezio aveva l'idea di rinnovare l'Impero romano d'Occidente (oramai in rovina), trasformandolo in una "confederazione" di Stati. In pratica riprese l'idea già avuta dal generale Stilicone. Solo questa idea avrebbe potuto salvare l'impero. Si parlava già di federalismo, che coincidenza!
Fu ucciso dall'imperatore Valentiniano III nel 455.
Morto Ezio, Valentiniano venne ucciso poco dopo ed il suo posto venne preso da Petronio Massimo che a sua volta venne ucciso nell'occasione del secondo Sacco di Roma operato dai Vandali di Genserico, che fu chiamato contro di lui da Licinia Eudossia, già moglie di Valentiniano III che fu costretta a sposarlo.
L'Impero romano d'Occidente si stava avviando verso la fine.
La storia potrebbe ripetersi anche oggi, per l'Italia.
Chi, oggi, vuole rovinare il Governo ed il presidente Berlusconi, sappia che poi dovrà assumersi le responsabilità di eventuali conseguenze.
Cordiali saluti.





sabato 13 novembre 2010

UNA CHIESA REALMENTE UNIVERSALE


Cari amici ed amiche.
Leggete l'interessante articolo dell'Antiuaar, "L'Unione dei Cristiani Cattolici e Razionali", seguendo il link http://antiuaar.wordpress.com/2010/11/12/i-cattolici-superano-anglicani-e-protestanti-in-inghilterra-e-germania/.
Qui si parla della situazione in Inghilterra che vede una Chiesa cattolica che, pur essendo minoranza, è molto più attiva nella vita pubblica di quanto non sia la Chiesa anglicana.
I cattolici in Regno Unito stanno crescendo nel numero.
Questa è crescita è dovuta, in particolare, alla conversione di britannici al cattolicesimo.
Essa, in realtà, è una conversione di massa.
Infatti, spesso e volentieri, a convertirsi non sono i singoli fedeli ma intere parrocchie, con i rispettivi parroci.
Questo è un fenomeno interessante.
Questo fenomeno portò, di fatto, alla nascita della Costituzione Apostolica "Anglicanorum Coetibus" , di cui parlai nell'articolo http://italiaemondo.blogspot.com/2010/10/dalla-scienza-alla-religiobe-lamicizia.html.
Anzi, grazie a questo provvedimento preso da Sua Santità Benedetto XVI, oggi possiamo parlare di una "Chiesa cattolica di rito anglicano" che con quelle di riti orientali (siriaco, caldeo, malabrese, maronita, greco-bizantino, armeno, etiopico, ebraico e copto) e e le altre Chiese particolari d'occidente (come quella ambrosiana e quella mozarabica), si è formato così, un universo di Chiese dette "sui iuris", ossia di Chiese che riconoscono pienamente la Comunione con Roma ed il Santo Padre ma che conservano riti e liturgie particolari e distinte da quelle del rito latino.
Tutto ciò indica che nella Chiesa cattolica si sta creando una visione di una Chiesa realmente universale.
Questa universalità non è più solo dovuta a un nome (infatti, il termine "cattolico" significa "universale") ma è anche un dato di fatto poiché nella Chiesa si trovano ora voci ed esperienze religiose diverse che si confrontano tra loro e che coesistono. Pensiamo ai greco-cattolici, con la liturgia bizantina, ai maroniti, che dicono Messa in aramaico (la lingua di Gesù), ai cattolici di rito ebraico, la piccola comunità di cattolici che si trova in Israele e che dice Messa nella lingua ebraica, o ai cattolici-anglicani, quelli provenienti dall'anglicanesimo, con il loro "Book of Common Prayer" (redatto nel 1549 dall'arcivescovo Thomas Cranmer) e, magari, con San Carlo I Stuart.
Questo è molto importante perché così la Chiesa è in grado di parlare realmente alla gente.
Una Chiesa realmente in grado di parlare alla società è una Chiesa capace di confrontarsi con le realtà di oggi, che spesso sono messe in contrasto con essa e con la dottrina cristiana.
Pensiamo, ad esempio, alla scienza.
Oggi c'è chi pone contrasto tra scienza e fede.
In realtà, fede e scienza possono coesistere.
La scienza, infatti, non è contro Dio ma, anzi, serve per il bene dell'umanità.
Quindi, ciò che è fatto per il bene dell'umanità non è contro Dio.
Purtroppo è l'uomo che, perdendo ogni tensione verso la sfera trascendentale e sotto l'influsso di idee materialiste come, ad esempio, il marxismo, ha posto la scienza come unica risposta assoluta a tutte le problematiche.
Questa concezione ha snaturato la scienza, togliendole l'anima.
Da qui, purtroppo, sono nati i mostri.
Pensiamo al nazismo con Josef Mengele che fece degli esperimenti allucinanti sulle persone.
Addirittura, praticò l'eugenetica, ossia una pratica con cui si voleva creare una razza umana nuova, intervenendo sui geni.
Oggi, si vuole riprendere questa pratica.
Con il "nobile pretesto" di combattere le malattie ereditarie, in realtà, si vuole praticare l'eugenetica.
Oggi, la Carta fondamentale dei diritti dell'Unione Europea vieta queste pratiche.
Purtroppo, però, nel mondo scientifico (ed in parte di quello politico) vi è chi spinge per una maggiore "liberalizzazione" delle pratiche eugenetiche.
Questo non deve succedere.
La scienza, deve essere rivolta al bene umano.
In tante altre cose, la scienza è buona.
Per esempio, parliamo delle SCP, Single Cell Proteins (Proteine Unicellulari), che sono proteine ricavate da esseri unicellulari (come i lieviti) e che, una volta separate dagli acidi nucleici, possono essere sostanza utile per nutrire le persone.
Parliamo, di certe cure antitumorali, che puntano al "suicidio cellulare", ossia alla riduzione della vascolarizzazione del tumore, che non sarebbe più nutrito e che, di fatto, non potrebbe più crescere.
Pensiamo alla recente scoperta (che è stata fatta in Canada) delle cellule del sangue ricavate dalla pelle.
Sarebbe una rivoluzione nel campo delle trasfusioni, senza ad esempio, il rischio di rigetto.
Pensiamo alle cure contro il morbo di Alzheimer e quello di Parkinson che si stanno sperimentando in Israele.
Pensiamo agli OGM, di cui parlai in vari articoli, tra quello intitolato "OGM? BASTA CON LE IDEOLOGIE ANTIAMERICANE E QUANT'ALTRO!", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/10/ogm-basta-con-le-ideologie.html.
Pensiamo allo studio del vaccino anti-AIDS che si sta facendo proprio qui in Italia.
Questo vaccino rigenera il sistema immunitario e, in particolare, i linfociti T helper, che sono quelli che innescano la difesa immunitaria specifica, senza la quale, il nostro corpo resterebbe indifeso.
Questo smentisce chi dice che, sotto il presidente Berlusconi, l'Italia non sia attenta alla cultura e alla ricerca.
Una Chiesa capace di parlare a tutti e che è inclusiva rispetto a realtà diverse (mantenendo Cristo e i tutti suoi dogmi come base) è, quindi, una Chiesa capace di muovere più coscienze verso il bene e dare la giusta direzione anche alla scienza.
Cordiali saluti.


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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.