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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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giovedì 21 ottobre 2010

DALLA SCIENZA ALLA RELIGIONE, L'AMICIZIA ITALIA-USA SARA' FONDAMENTALE!


Cari amici ed amiche.
Voglio portare alla vostra attenzione un argomento fondamentale.
In un certo senso, è collegato all'articolo di questa mattina, quello intitolato "Nucleare, nuove polemiche nel Mantovano", http://italiaemondo.blogspot.com/2010/10/nucleare-polemiche-mantovano.html.
Come ho scritto nel succitato articolo, il nucleare porta ricerca.
Purtroppo, qui in Italia si fa troppo poca ricerca scientifica.
Questo è dovuto in parte ad un nostro vizio nella formazione che tende a fare sì si che si punti di più sulla cultura umanistica ed in parte ad altri vizi culturali, come la scarsa meritocrazia.
Ad esempio, basti pensare al triste fenomeno delle "baronie" nelle università, fenomeno che il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini sta combattendo.
Questo fa sì che chi vuole fare seriamente ricerca scientifica debba andare via dall'Italia.
Io credo che sia ora di cambiare rotta e credo che una cosa del genere si possa fare rafforzando l'amicizia tra l'Italia e gli Stati Uniti d'America.
Io penso che gli USA siano un serio interlocutore per migliorare il nostro approccio con la ricerca scientifica, da quella che riguarda la medicina a quella che tratta l'agricoltura.
Su questo tema, ho fatto vari articoli.
Uno di questo scritto su "Italia chiama Italia" (http://www.italiachiamaitalia.net/news/121/ARTICLE/18712/2009-11-07.html ed un altro scritto su questo blog, il cui link è http://italiaemondo.blogspot.com/2010/10/ogm-basta-con-le-ideologie.html, sono esempi di ciò.
Italia ed USA possono collaborare in tanti settori della ricerca scientifica.
Si può fare ciò, ad esempio, mandando i nostri giovani nelle università statunitensi e facendo venire i ricercatori americani qui da noi.
Anzi, si potrebbe fare di più.
Si potrebbe fare ciò non solo al livello dell'università ma anche a quello delle Scuole Superiori.
Per esempio, si potrebbero fare venire i ricercatori americani per collaborare nella ricerca nel settore dell' agricoltura o ad insegnare nelle nostre università.
Mentre, i nostri giovani potrebbero fare dei periodi di stage negli USA.
Così potrebbe esserci uno scambio di conoscenze che porterebbe un reciproco vantaggio.
Infatti, i nostri amici americani amano il nostro Paese ed in questo modo potrebbero conoscerlo meglio mentre i nostri giovani potrebbero vedere qualcosa ed acquisire conoscenze nuove, un nuovo "know how".
Forse, mettendo i nostri giovani a confronto con i loro coetanei statunitensi e con il loro ambiente di studio si potrebbe fare in modo che i primi prendano coscienza del fatto che vi possa essere un modo serio di fare ricerca e si potrebbe contribuire a migliorare la nostra Istruzione e che i secondi possano conoscere meglio l'Italia.
Io credo che questo "gemellaggio culturale" con gli USA possa andare anche oltre la scienza.
Per esempio, ci potrebbe essere uno scambio culturale per ciò che riguarda la politica.
Noi potremmo imparare dai nostri amici americani a fare politica senza baruffe ma sempre in modo costruttivo.
Gli USA hanno una politica di scuola anglosassone, una politica in cui la contrapposizione non porta alla visione dell'avversario politico come un nemico.
E' il modo corretto di fare politica.
Anche nella religione può esserci qualcosa di utile in una possibile collaborazione.
Ad esempio, negli USA c'è una grande Chiesa cattolica (anche se minoritaria) e questa Chiesa è destinata a crescere, sia per l'arrivo di immigrati dall'America Latina e sia per le conversioni dall'anglicanesimo. Di questa cosa parlai nell'articolo http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/cosa-sta-succedendo-alla-chiesa.html.
Soprattutto ora che il Papa ha creato la Costituzione Apostolica "Anglicanorum coetibus" (link http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_constitutions/documents/hf_ben-xvi_apc_20091104_anglicanorum-coetibus_en.html).
Questo fa sì che vi siano nuovi preti.
Ora, qui in Italia c'è una crisi di vocazioni e capita che nei paesi manchino i sacerdoti.
Questo è sicuramente un male.
Quindi, si potrebbero fare venire dei nuovi presuli anche dagli USA, anche gli ex-anglicani, che possono essere sposati.
Per questi ultimi, una cosa del genere potrebbe essere un modo per inserirli meglio nella Chiesa cattolica.
E' un po' come il viaggio-studio.
Se un ragazzo va in viaggio-studio per conoscere una nuova lingua e si trova in un ambiente completamente straniero dovrà imparare quella lingua e sarà più stimolato a farlo.
Questo discorso vale anche per i preti ex-anglicani che sono sposati.
Se si trovano in un contesto come il nostro, in cui prevale il cattolicesimo di rito latino, essi potrebbero acquisire maggiori conoscenze della cattolicità.
Anzi, sarebbe utile sia a loro stessi e sia alla comunità di cui potrebbero divenire parroci.
Quest'ultima imparerebbe a conoscere meglio la realtà cristiana e la sua complessità.
Sarebbe utile per tutti approfondire le relazioni tra l'Italia e gli USA.
Cordiali saluti.






mercoledì 20 ottobre 2010

NUCLEARE, POLEMICHE NEL MANTOVANO







Cari amici ed amiche.
Secondo certi rumors pare che la Provincia di Mantova sia stata scelta come sito atto ad accogliere una centrale atomica.
Se tutto ciò dovesse essere vero, nel Mantovano dovrebbe sorgere la centrale.
Il sito va sicuramente bene.
Infatti, nel Mantovano scorrono fiumi (Po, Chiese, Oglio, Mincio e Secchia) e grossi canali (come ad esempio il Fissero-Tartaro, la Tartagliona, lo Scaricatore Mincio, il Molinello, la Carzolana e la Barbassola) e quindi vi è disponibilità di acqua.
Questa è la mappa della rete di fiumi e canali della Provincia di Mantova.
Una centrale atomica ha bisogno di acqua e noi (uso la prima persona perché sono mantovano) ne abbiamo.
Inoltre, il Mantovano è un'area sicura dal rischio sismico.
Questi sono già due aspetti che devono fare pensare all'opportunità che può dare la realizzazione di una centrale atomica.
Ho fatto un articolo sul nucleare in Svezia. Per trovarlo, seguite il link http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/il-nucleare-conviene.html.
Gli Svedesi non sono un popolo che disprezza l'ambiente. Anzi, possiamo dire l'opposto.
Eppure, loro non hanno problemi con il nucleare.
Qui nel Mantovano, invece, ci sono già quelli che polemizzano e che fanno di tutto per non fare arrivare il nucleare.
Ci sono associazioni, persone comuni e sindaci che si oppongono a questo progetto.
Un esempio, l'amministrazione comunale di Roncoferraro si oppone a questo progetto e mise questa sua contrariaretà per iscritto nel suo programma, quando corse alle elezioni comunali che si tennero l'anno scorso.
Così fecero (e fanno) altri amministratori locali.
Io non condivido queste posizioni.
Secondo me, l'energia nucleare potrebbe risolvere molti problemi.
Il primo, riguarda (per esempio) l'inquinamento dell'aria.
Qui nel Mantovano, a causa della conformazione pianeggiante del territorio vi sono ristagni di fumi provenienti dalle aziende e dalle auto. Dovete pensare che la pianura Padano-Veneta è come una "grossa tazza" . Infatti, è grossomodo un "triangolo di terra" circondato dalle montagne (Alpi ed Appennini) su due lati. Quindi questa terra è scarsamente ventilata.
Se si realizzasse una centrale nucleare molto potente, ad esempio, si potrebbe spegnere qualche centrale termoelettrica o quantomeno redurne l'attività.
Infatti, le centrali termoelettriche producono emissioni di gas serra.
Inoltre, una riduzione delle emissioni di gas serra (H2O, CO, CO2, N2O e CH4) è richiesta anche dal Protocollo di Kyoto.
Inoltre, una centrale nucleare creerebbe lavoro, il che non mi dispiacerebbe.
Quindi, credo che sia ora di abbandonare certe posizioni ideologiche che negli anni non fecero altro che fare danni.
Quindi, ben venga la centrale atomica.
Qualcuno mi dirà che non amo il mio territorio e forse mi attaccherà.
A me non interessa.
Anzi, leggendo questo articolo, forse si potrà capire l'esatto contrario e che forse una centrale atomica (certamente fatta a regola d'arte e nel rispetto di tutte le norme di sicurezza) potrebbe essere una "mano santa" per Mantova e la sua provincia.
Del resto, anche il presidente USA Barack Obama (che i vari "ambientalisti" di oggi vedono come il "Messia") non chiude alla possibilità di usare l'energia atomica.
Dunque, ognuno faccia un'analisi.
Cordiali saluti.

ROBERTO COTA E' IL PRESIDENTE DEL PIEMONTE


Cari amici ed amiche.
Il 29 maarzo 2010, qui in Italia, ci sono state le elezioni regionali.
In Piemonte, il candidato presidente di centro destra Roberto Cota fu eletto con il 47, 32 % dei voti e sconfisse il presidente uscente di centro sinistra Mercedes Bresso che rimase ferma al 46, 90%.
Quest'ultima, il giorno dopo, si appellò al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) del Piemonte per chiedere il riconteggio dei voti perché, a parere suo e della sua coalizione, alcune liste minori del centro destra sarebbero state irregolari, per alcune presunte firme false.
A dire del centro sinistra, vi sarebbero stati circa 12.000 voti da annullare.
Il vantaggio con cui Cota vinse era di 9286 voti.
Ieri, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso dell'attuale presidente e ha fermato il riconteggio.
Si è risolto, quindi, un contenzioso che per mesi non ha fatto altro che creare un clima di sospetto e di incertezza.
Quindi, Roberto Cota è a tutti gli effetti il presidente del Piemonte!
Auguro buon lavoro al presidente Cota.
Cordiali saluti.

CHI UCCISE LA REGINA MARIA STUART?



Cari amici ed amiche.
Porto alla vostra attenzione un possibile enigma.
Siamo in Inghilterra, nel 19 maggio 1568, e una regina fu imprigionata. La regina in questione fu la sovrana di Scozia Maria Stuart (08 dicembre 1542-08 febbraio 1587).
Colei che la fece imprigionare fu la regina d'Inghilterra Elisabetta I Tudor (07 dicembre 1533-23 marzo 1603).
Nel 1585 venne alla luce un complotto contro la regina inglese, il Complotto Babington e in seguito alle ispezioni delle lettere di Maria si scoprì che in esso era coinvolta anche quest'ultima.
Nel 1586, Maria fu processata e condannata a morte per decapitazione. La sentenza fu messa nel castello di Fotheringay nell'08 febbraio 1587.
Detta così, sembra che non vi fosse stato niente di strano.
Bisogna, però, guardare bene gli avvenimenti ed i personaggi.
Incominciamo da Maria.
Fu consacrata regina di Scozia a soli nove mesi e già nella sua infanzia ebbe a che fare con il re d'Inghilterra Enrico VIII (1491-1547) che volle darla in sposa a suo figlio, il futuro re Edoardo VI (1537-1553).
Poi, dal 10 luglio 1559 al 05 dicembre 1560 fu regina consorte di Francia.
Rimasta vedova del marito re Francesco II, tornò in Scozia, un Paese diverso da come lo lasciò.
Infatti, esso passò dal cattolicesimo al protestantesimo, sotto l'influenza del riformatore calvinista John Knox.
La Scozia protestante ebbe, quindi, una regina cattolica.
Fu regina di Scozia e il 29 luglio 1565 sposò Henry Stuart, Lord Darnley.
Il matrimonio fu infelice. Incapace politicamente e violento, nel 1566, Darnley fece uccidere il confidente di Maria, il maestro di cappella Davide Rizzio (o Riccio, di origini piemontesi) per gelosia, una gelosia infondata perché pare che Rizzio fosse omosessuale.
Sebbene cattolico, Darnley fece ciò con l'aiuto dei protestanti Ruthven e Morton.
Maria si arrabbiò con il marito e lo esautorò.
Il 19 giugno 1566 nacque suo figlio, il futuro re Giacomo. Darnley, che era malato di vaiolo (anche se pare che la sua vera malattia fosse stata la sifilide) andò a curarsi ad Edimburgo.
Qui si pianificò la sua morte che avvenne nel febbraio del 1567.
Un'ombra si allungò quindi sulla regina che venne vista come complice in questo assassinio e che era sempre più invisa sia ai protestanti e sia ai cattolici, dopo che il 15 maggio dello stesso anno ebbe sposato James Hepburn, il conte di Bothwell, un avventuriero protestante, che pare avesse ucciso Darnley e che, dopo un rapimento della regina ed un suo presunto stupro nel castello di Dunbar, l' avesse convinta a sposarlo.
Il 15 giugno ci fu la rivolta e la regina fu sconfitta a Camberry Hill.
Maria fu deposta ed imprigionata a Loch Leven da cui scappò il 02 maggio 1568, alla volta dell'Inghilterra.
Il resto di questa storia, è all'inizio di questo testo.
Per quanto riguarda Elisabetta I, questa fu la figlia di re Enrico VIII e della sua seconda moglie Anna Bolena. Il matrimonio portò allo scisma anglicano nel 1534.
Durante quel periodo l'Inghilterra fu in ascesa ma ebbe anche parecchie tensioni religiose.
Infatti, cambiò ben tre religioni, passando dal cattolicesimo scismatico di re Enrico VIII, al protestantesimo di Edoardo VI (1537-1553) al cattolicesimo intransigente di Maria I (1553-1558).
Quando salì al trono, nel 17 novembre 1558, Elisabetta trovò quindi un regno spaccato.
Nel 1559, ripristinò l'anglicanesimo, se pur in una forma più moderata rispetto a quello di Edoardo VI.
Quindi, uno potrebbe dire che Elisabetta aveva tutto l'interesse ad uccidere Maria.
Infatti, i sudditi inglesi cattolici non riconoscevano Elisabetta come regina e nel 1570 fu scomunicata da Papa Pio V.
I cattolici, infatti, riconoscevano proprio Maria Stuart come regina d'Inghilterra.
Ella, infatti, era imparetanta con i Tudor e suo marito Darnley era figlio di Margherita Tudor, la sorella maggiore di re Enrico VIII.
Quindi, aveva diritto alla successione al trono inglese.
Invece, qui successe il fatto strano.
Elisabetta non riconobbe la deposizione di Maria perché credeva nel diritto divino dei sovrani.
Inoltre, Maria fu trattata con ogni riguardo, anche durante la prigionia.
Perché questo?
Può esserci questa ipotesi che potrebbe dire qualcosa di diverso da quello che dice la storia ufficiale e che potrebbe essere clamorosa!
Forse, Elisabetta potrebbe NON AVERE VOLUTO LA MORTE DI MARIA ma AL CONTRARIO potrebbe AVERE CERCATO DI PROTEGGERLA.
Infatti, Elisabetta NON AVEVA FIGLI E NE' ERA SPOSATA. Inoltre, era avanti con gli anni.
In pratica, ELISABETTA POTREBBE SCELTO MARIA COME SUA EREDE e potrebbe avere inscenato la sua incarcerazione per proteggerla.
Se ciò fosse vero, sarebbe clamoroso e la regina Elisabetta I sarebbe riabilitata.
In effetti, ci furono delle cose strane.
In primisi, Elisabetta ripristinò l'anglicanesimo ma lo rivide in senso più cattolico, quindi più moderato.
Inoltre, almeno all'inizio, cercò di non perseguitare i cattolici e solo dopo, con i complotti Ridolfi e Babington ci furono le persecuzioni.
Quindi, se non fu lei a volere la morte di Maria chi ebbe l'interesse di ciò?
Ma la risposta potrebbe essere in coloro che stavano intorno ad Elisabetta come il diplomatico Francis Walsingham (1532-1590) che fu tra i sostenitori della condanna di Maria ed il ministro William Cecil (1520-1598).
Potrebbero essere stati loro a forzare la mano della regina Elisabetta e volere la morte di Maria.
Se ciò dovesse essere vero la regina Elisabetta potrebbe essere stata una vittima di un gioco forse più grande di lei.
A tale vicenda, ho dedicato una poesia.
LISABBETTA ET MARIA
Certu lu populu tuttu bivìu..
comu la tarra di la Ngriterra...
lu sangue nto calici...cusì 'n nomu di Diu...
et dui funu li riggini...Lisabbetta et Maria...
ma più grande d'elle puru fù lu jocu...
et pè quella assittata l'autra murìu...
et cusì su lu mari si addumau lu focu!
Cordiali saluti.

martedì 19 ottobre 2010

COME SAREBBE STATA L'ITALIA SENZA IL PRESIDENTE BERLUSCONI?

Cari amici ed amiche.

Prima di incominciare, vorrei annunciare che da oggi tutti i commenti che si faranno su questo blog saranno moderati.
Questa decisione è stata presa in seguito ai continui attacchi da parte di certi lettori che spesso si trincerano dietro l'anonimato.
Questi "signori" non hanno fatto altro che pubblicare commenti offensivi contro la mia persona e gli altri lettori.
Ringrazio i miei amici di Facebook Riccardo Di Giuseppe, Sveva Orlandini, Francesca Padovese ed altri che mi hanno segnalato la cosa.
Ho deciso, quindi, di prendere dei provvedimenti.
Pertanto, tutti i commenti offensivi NON SARANNO PUBBLICATI E SARANNO CESTINATI!
Visto che questo blog è seguito all'estero, ho ritenuto giusto fare ciò per una questione di decoro.
Qui è permesso (anzi è bene che ci sia) il confronto anche tra posizioni diverse ma deve esserci sempre il rispetto tra persone ed idee.
Questo principio si chiama tolleranza ed è un principio che vale per tutte le società civili più evolute.
Chi scrive commenti offensivi non manca di rispetto solo al sottoscritto ma anche a chi legge questo blog.
Detto questo, vi voglio porre una domanda.
Come sarebbe stata l'Italia se nel 1994 il presidente Berlusconi non fosse sceso in campo?
Come direbbero i nostri amici inglesi ed americani, "good question"!
Provo a dare una risposta, partendo dalla politica antecedente al 1994. Faccio una "carrellata" molto sintetica di quanto successe.
Prima del 1994, infatti, vi era la situazione in cui, di fatto, la democrazia era bloccata.
Infatti, dal 1946 fino al 1989, al governo vi era la Democrazia Cristiana (DC) e all'opposizione il Partito Comunista Italiano.
Ora, era necessario che ci fosse un governo sostenuto dalla DC poiché ad essa non c'erano altre forze mederate che le fossero alternative e che fossero capaci di contrastare i comunisti.
Inoltre, c'era la "Guerra fredda".
In realtà, ci furono tensioni.
Il 25 marzo 1960 si tentò di creare un governo di centro destra guidato da Fernando Tambroni.
Questo erano un governo monocolore della DC che però era appoggiato dal Movimento Sociale Italiano, il partito di destra.
Purtroppo, ci furono tensioni. Tra queste, cito i fatti di Genova del 30 giugno 1960 e la strage di Reggio Emilia del 07 giugno dello stesso anno.
Il governo dovette dimettersi il 26 luglio 1960.
Negli anni '60 e '70 ci furono altre tensioni. Alcune di queste furono causate da movimenti separatisti (in Alto Adige), altre da movimenti di estrema sinistra (Brigate Rosse) ed altre ancora di estrema destra.
Ci furono anche le contestazioni del '68.
Il 09 marzo 1978 le Brigate Rosse rapirono il presidente della DC Aldo Moro. Il 09 maggio, questi fu ucciso.
Qui nacque il centro sinistra.
Dapprima (dal 1978 al 1979) ci fu un governo presieduto da Giulio Andreotti che prevedeva l'appoggio dei comunisti.
Negli anni '80 nacque il "pentapartito" , ossia una coalizione di governo in cui ci furono la DC, il Partito Socialista Italiano, il Partito Socialista Democratico, il Partito Repubblicano ed il Partito Liberale.
Questo generò l'ingovernabilità.
Infatti, dal 1981 al 1991 cambiarono ben 9 governi.
Questo fu l'utimo atto della "I Repubblica".
Infatti, ci furono grandi cambiamenti.
Nel 1989 cadde il Muro di Berlino. Con esso venne meno il blocco sovietico e di conseguenza il Partito Comunista Italiano diventò Partito Democratico della Sinistra il PDS.
Questo vide la DC impreparata e andò in crisi.
Emersero nuovi partiti come la Lega Nord, un partito che nacque dall'unione di vari movimenti di protesta e che rivendicavano una maggiore autonomia delle regioni del Nord.
A ciò, si unì lo scandalo di "Tangentopoli" (1992) che, di fatto, distrusse il ceto politico che governava il Paese.
Qui, emerse il presidente Silvio Berlusconi che nel 1994 decise di formare Forza Italia, una forza politica nuova e formata da gente proveniente dal mondo del lavoro e non solo da politici di professione.
Il resto è storia recente.
Ora, torniano alla domanda dell'inzio.
Sicuramente, se non ci fosse stato il presidente Berlusconi, la storia dell'Italia avrebbe potuto prendere delle tinte molto fosche.
Infatti, l'ex-Partito Comunista Italiano, che divenne Partito Democratico di Sinistra, aveva acquisito molta forza, anche alla luce della crisi della Democrazia Cristiana e di tutti gli altri soggetti politici, anche in seguito al clima di giustizialismo instaurato durante il periodo dello scandalo di "Tangentopoli" , un clima che si esasperò al tal punto da non colpire solo chi era veramente corrotto ma anche tante persone che alla fine non c'entravano nulla.
Di conseguenza, al PDS sarebbe risultato facile proporsi come forza atta a formare un governo.
Gli sarebbe bastato unire attorno a sé le forze dei democristiani di sinistra e parte dei socialisti per fare una coalizione, che effettivamente fece.
Dall'altra parte non avrebbe avuto degli oppositori.
Infatti, il Movimento Sociale Italiano si trasformò in Alleanza Nazionale (con la "svolta di Fiuggi" del 1993) ed creò un partito che attirò anche pezzi dell'area cattolica e liberale laica.
Da sola, però, Alleanza Nazionale non avrebbe avuto la forza di fare una coalizione in grado di essere alternativa alla sinistra.
La Lega Nord era di per sé una forza regionalista e di protesta ed Alleanza Nazionale la vedeva lontana da sé in quanto quest'ultima aveva una carattere fieramente nazionale e difficilmente avrebbe capito le istanze leghiste.
Quindi, la Lega Nord sarebbe rimasta confinata nel suo "limbo" e questo sarebbe potuto essere pericoloso.
Leggete questo mio articolo scritto l'anno scorso su "Italia chiama Italia". Il suo link è http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/16128/2009-06-19.html.
Infatti, se non ci fosse stato il presidente Berlusconi, la Lega Nord non sarebbe diventata una forza di governo. Sarebbe rimasta una forza di protesta.
Alla lunga, questo avrebbe generato una situazione rischiosa.
Infatti la Lega Nord diventò forte ma se non fosse diventata forza di governo (e quindi non fosse stata in grado di mettere in pratica le sue istanze) ci sarebbe potuto essere il rischio di perdere la presa sulla sua base. Questo sarebbe stato molto grave perché la Lega Nord non sarebbe più stata in grado di controllare certe tensioni che sarebbero potute sfociare anche in atti di terrorismo come quelli fatti dall'ETA in Spagna o dell'IRA in Ulster.
Quindi, la "discesa in campo" del presidente Berlusconi fu fondamentale perché, da un lato, riuscì a creare una coalizione di governo che non fosse di centro sinistra e, dall'altro, fece diventare la Lega Nord una seria forza di governo capace di smorzare le tensioni e di portare delle istanze che, se messe in pratica, potrebbero rinnovare il nostro Paese.
Cordiali saluti.








MASADA, SUICIDIO O MARTIRIO?


U VIAGHJU DA MASADA IN PRAGA
"Metzadà shenìt lo trippòl.".
Mai! Sì...mai cusì avarà a cascari...
com'una roccia...chì Diu hè...ancora...
Metzadà...casa ultima pè di lu destinu jucari...
di Eleazar Ben Yair...in gran valuri...
et di lu populu...chì martyr si ficiru in locu questu...
ché più di la vita a tene ebbenu lu Signuri...
et Santu Cristofuru a taliari cusì questu viaghju...
fors'ebbe...fin'in Praga nti li nosci anni...
cuntru la fauci et lu marteddu...di gran curaghju...
induve a mustrà ebbe...lu so' figghiu chì fù Ghjuvanni!
Cari amici ed amiche.
Dopo questa mia poesia, vi parlo di un fatto storico importante.
Siamo nel 73 AD. Siamo in Terra Santa, territorio che in quegli anni era parte dell'Impero Romano.
Siamo nella Giudea sud-orientale, presso una fortezza a 400 metri dal Mar Morto.
Il nome di questa fortezza era Masada.
Nel 70 AD,i soldati romani di Tito (il figlio dell'imperatore Vespasiano) avevano il Tempio di Gerusalemme e da due anni assediavano Masada.
Quando erano riusciti a prenderla, avevano trovato dei cadaveri.
Quei cadaveri appartenevano ad un gruppo di ebrei, gli zeloti.
Il loro capo era un tale Eleazar Ben Yair.
Queste persone preferirono morire piuttosto che essere catturate e venire private della loro fede. Si erano suicidate.
Anche i soldati romani rimanevano ammirati di fronte a tale coraggio.
Ora, sorge una domanda.
Eleazar e la sua gente fecero peccato?
Nella tradizione giudaica (e cristiana) l'uomo non può disporre della vita.
Dio solo può dare la vita e toglierla.
Il sesto comandamento del Decalogo (valido per gli ebrei e per noi cristiani) dice:
"Non uccidere".
Questo non vale solo per l'omicidio ma anche per il suicidio.
Tuttavia, vi sarebbe una considerazione da fare.
Quel gesto di Eleazar e dei suoi, in realtà, fu indotto dalla situazione.
Essi furono costretti a scegliere tra la morte ed una vita di schiavitù, in cui sarebbero state tolta loro anche la libertà di culto e la fede.
In pratica, sarebbero stati costretti all'apostasia.
Preferirono la morte.
Quindi, la chiave di lettura di tutto ciò può essere non quella del suicidio ma quella del martirio, ossia una testimonianza della fede anche con il sacrificio della propria vita.
Essi, in pratica, morirono per difendere la loro fede e come testimoni di essa.
In un certo senso, Eleazar ed i suoi potrebbero essere paragonati ai nostri martiri, come San Pietro, Santa Lucia, Santa Caterina di Alessandria e tanti altri.
Con questa chiave di lettura, ad esempio, si può leggere anche la vicenda del giovane patriota cecoslovacco Jan Palach che il 19 gennaio del 1969 si diede fuoco e morì dopo tre giorni. Egli, che fu un cristiano evangelico, fece quel gesto perché preferì morire piuttosto che essere costretto a rinunziare ai propri valori che furono sotto l'attacco del comunismo.
A volte, le cose non sono come sembrano.
Cordiali saluti.

lunedì 18 ottobre 2010

PEDOFILIA? VA COMBATTUTA!

SAINT MARY MACKILLOP

Questu puru lu seculu nosciu ci dici...

chì d'ammazzari...com'autru...solu ùn staci lu mali...

et chì 'n questu bughju puru staci una xhiamma...

comu di sarvari...certu ancu lu sali!

Cusì...ci desi quest'antiqua tarra pè l'omu lariu...

comu pè quellu 'n appinniri chì si sarvau...in largasìa...

l'Australia...tarra di Santi chì si fici...et più ùn fù Purgatoriu,

cusì lu vive ci dissi surella Maria!

Cusì...questu lu bon Diu c'ebbe annunziatu...

lu bon cori...ch'ebbe ella...caminu si fici et carrughju,

cuntru lu mali...puru nta Chjesa...di feriscia li nnucenti,

di ghjusta dinunzia...pè lu Vancelu ibi...et di curaghju!

Cari amici ed amiche.

Con questa poesia voglio omaggiare Santa Maria della Croce, Suor Mary MacKillop, la prima Santa australiana. Ella (15 gennaio 1842-08 agosto 1909) fu una personalità molto importante e credo che per l'Australia, una terra che, in un certo senso fu di redenzione, sia un vero onore. Infatti, Suor MacKillop incarnava in sé i valori cristiani di quella terra e nel contempo seppe essere all'avanguardia, specie per ciò che riguarda un tema molto importante, quello della pedofilia. Questa suora, infatti, fu una delle prime persone a denunciare apertamente i casi di pedofilia tra i religiosi. Ella, però, non si pose come "nemica dei preti o della Chiesa" (altrimenti non sarebbe stata nemmeno Santa) ma, anzi, lei vide nella pedofilia un male che deturpa il sacerdozio perché per colpa di un prete pedofilo ci vanno di mezzo tanti altri (che sono la maggioranza di loro) che non lo sono. Il Santo Padre Benedetto XVI ha saputo cogliere bene il messaggio nobile di questa Santa. I preti pedofili sono una minoranza. Purtroppo, spesso e volentieri, c'è chi "ci marcia sopra" e cavalca lo scandalo in modo strumentale. Possiamo dire che vi sono certi massi media che usano questi scandali non per fare una denuncia seria e costruttiva ma per fomentare l'anticlericalismo e magari tenere alto il proprio audience. Comunque, va detto che i casi di pedofilia vanno denunciati. Lo disse quella nobile Santa australiana e lo dice ora il Santo Padre.

Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.