Presentazione

Presentazione
Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

domenica 4 luglio 2010

DA ROSETO DEGLI ABRUZZI AL GRAN SASSO D'ITALIA, UN ITINERARIO NELLA VALLE DEL VOMANO


Cari amici ed amiche.


Visto che è estate, vorrei proporvi un itinerario che potrebbe essere molto interessante.
Esso si sviluppa in Abruzzo e in parte risale la valle del fiume Vomano, in territorio della Provincia di Teramo.
Tra l'altro, mio padre è di quelle parti, quindi qualche cosa conosco.
Incominciamo il "viaggio" parlando di Roseto degli Abruzzi.
Questo Comune, il cui sito è http://www.comune.roseto.te.it/ è un centro molto importante.
Rinomato centro balneare, al pari di Riccione, Cattolica e Porto Sant'Elpidio, Roseto degli Abruzzi è anche un paese ricco di storia e si trova tra le foci dei fiumi Todino e Vomano.
Qui vorrei aprire una polemica.
Infatti, certe persone, affermano che questo Comune non esiste.
Ora, dopo avere letto quello che ho scritto, spero che si ricredano.
Risalendo quest'ultimo fiume, si arriva a Morro d'Oro, celebre per l'antichissima Abbazia di Santa Maria di Propezzano. Da Morro d'Oro si passa al Comune di Notaresco.
Qui è presente la Chiesa di San Clemente al Vomano, un esempio di arte romanico-abruzzese.
Passati i Comuni di Castellalto e di Cellino Attanasio (noto per i calanchi detti "bolge"), si arriva a quello di Canzano, borgo che ha radici antichissime.
Esso occupa un preesistente insediamento preistorico.
Molto belle sono la Chiesa di San Salvatore (romanica) e quella quattrocentesca della Madonna dell'Alno.
Tra le specialità culinarie della zona, è noto il Tacchino alla canzanese.
Da lì si può fare un salto anche a Teramo, il capoluogo di Provincia.
Pare che questa città fosse stata fondata dai Fenici. Nel 410 fu rasa al suolo dai Visigoti.
Molto bella è la cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo, risalente al XII secolo.
Da Teramo si va a Montorio al Vomano, centro che conosco, avendoci i parenti.
Secondo alcune fonti, questa città risale al X secolo AD.
Nella sua storia ci furono famiglie importanti, come quella dei Carafa, quella di Papa Paolo IV.
Negli anni '90 ci fu un crollo della piazza che portò alla luce un'antica rete di gallerie sotterranee.
Andando verso il Gran Sasso incontriamo il Comune di Tossicia, altro Comune a me familiare, essendo mio padre originario di quelle parti.
Qualcuno l'ha definito "antica capitale della Valle Siciliana".
Legati a questo Comune furono Aurelio Simmaco de Jacobiti, umanista vissuto nel XV secolo, e Giorgio Vincenzo Pigliacelli, giurista e patriota della Repubblica napoletana, vissuto nel XVIII secolo.
Passato il territorio comunale di Colledara, attraverso la frazione di Ornano Grande, si arriva in territorio del Comune di Isola del Gran Sasso, alle pendici del "Gigante", altro nome con cui la montagna viene chiamata.
Qui vi è il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata, santo a cui anch'io sono legato.
La storia di questo santuario (nella foto) può essere letta sul sito http://www.sangabriele.org/.
Da San Gabriele, si può andare a Castelli, un bellissimo borgo noto per le ceramiche, che l'abbelliscono.
Spero di avere dato un suggerimento per una possibile vacanza che riunisca il sacro ed il profano, la cultura ed il divertimento.
In seguito, parlerò anche della Sicilia, che è la terra di mia madre e che ha tanti tesori da scoprire.
Cordiali saluti.

venerdì 2 luglio 2010

PONTE SULLO STRETTO ED A3

Cari amici ed amiche.

Si parla tanto del Ponte sullo Stretto di Messina, una grande infrastruttura che unirà la Sicilia al continente.
Cominciamo subito a smentire certe dicerie che vengono dette da chi è contrario a quest'opera.
La prima, riguarda la questione sismica.
Chi è contrario a quest'opera dice che essa non non si può fare perché sotto la superficie di quel braccio di mare largo tre chilometri vi è una faglia.
Ora, nel mondo vi sono situazioni analoghe. Pensiamo al Golden Gate Bridge di San Francisco o a quello sull'akashy Kaikyò, in Giappone.
Lì vi sono situazioni sismiche importanti, per la presenza di vulcani e faglie, ma i ponti reggono e sono sicuri.
Un'altra diceria, riguarda l'ambiente.
Infatti, c'è chi dice che il Ponte sullo Stretto possa rovinare il mare.
Questa è una sciocchezza colossale.
Infatti, lo Stretto di Messina è oggi solcato da traghetti e battelli che fanno la spola tra Villa San Giovanni e Reggio Calabria (sponda calabrese) e Messina (sponda siciliana) ed è molto inquinato a causa degli olii che essi perdono.
Inoltre, in quel braccio di mare vi è un importante ecosistema. Esso potrebbe trarre giovamento dalla presenza del ponte.
C'è anche chi dice che il ponte possa rovinare lo skyline dello Stretto.
Questo è sbagliato.
Semmai, lo potrebbe migliorare.
Il Ponte sullo Stretto serve perché oggi andare dalla Sicilia al continente e viceversa è difficile.
Le difficoltà aumentano durante le estati, quando gli imbarchi ai traghetti sono molto affollati.
Questo non aiuta la Sicilia e né la Calabria.
Certo, a monte del ponte dovranno esserci delle strutture adeguate.
Anche a questo, ad esempio, sono funzionali i lavori sull'A3 Salerno-Reggio Calabria, che per certi versi può diventare una risorsa.
Guardate l'articolo http://www.italiachiamaitalia.net/news/121/ARTICLE/12241/2008-11-28.html.
Questo articolo fu scritto da me.
Essa, creerebbe molti posti di lavoro ed i suoi tratti che verranno dismessi potrebbero essere riutilizzati.
Un esempio, è il tratto compreso tra Gioia Tauro e Scilla, che oggi è cantierizzato.
Questo tratto verrà sostituito da una nuova sede autostradale che scorrerà all'interno.
L'attuale sede sarà dismessa.
C'è chi ha proposto un possibile riutilizzo.
L'ex assessore regionale Michelangelo Tripodi ha proposto di riconvertire la sede autostradale in un parco solare.
Potrebbe essere utile così come potrebbe essere utile la proposta che ho fatto e che rilancio.
Io ho proposto di riconvertire in "greenway" parte del tratto compreso tra Buonabitacolo-Padula (Salerno) e Lagonegro nord (Potenza) che sarà dismesso e sostituito da una variante del tracciato.
Leggete il post http://italiaemondo.blogspot.com/2009/05/una-greenway-da-sicignano-degli-alburni.html.
Questo tratto (che consta della galleria "Costarelle") sarà dismesso.
Esso potrebbe essere riutilizzato per farci passare la "greenway", un itinerario cicloturistico che potrebbe valorizzare la zona del Cilento e del Vallo di Diano.
Quindi, le infrastrutture sono una risorsa.
Leggete anche l'articolo http://www.italiachiamaitalia.net/news/133/ARTICLE/17143/2009-08-25.html.
Non dobbiamo dimenticarlo.
Cordiali saluti.

BASTA CON I TONI VIOLENTI!

Cari amici ed amiche.

Confermo la mia solidarietà e la mia vicinanza agli amici Riccardo e Morris (che ho citato nel post http://italiaemondo.blogspot.com/2010/07/difesa-degli-amici-riccardo-e-morris.html).
Tra l'altro, essi vengono attaccati continuamente anche su Facebook.
Sono veramente disgustato da tutto ciò!
Avrei voluto parlare di un altro argomento ma visto il clima che si respira devo fare questo appunto.
Ai "falchi" che usano le piazze per aizzare le folle (ed avere consenso) dico che E' ORA DI FINIRLA!
Hanno stancato!
Basta con i "popoli viola", "V-Day"e quant'altro!
Così si avvelena solo il clima!
E' questo quello che vogliono?
Io non voglio tutto ciò, come penso la maggioranza degli italiani!
C'è un imbarbarimento generale che va dal bullismo nelle scuole fino alla politica.
Non è possibile che chi ha un certo pensiero debba essere SISTEMATICAMENTE bollato come "mafioso", "porco", "servo del potere" e quant'altro!
Io, ad esempio, scrivevo nei forum di "Affari Italiani" e venivo insultato da alcuni forumisti.
Ho anche subito qualche minaccia.
Questo non è un clima da Paese civile.
Così si rischia di arrivare ad episodi molto gravi!
Già c'è stato l'episodio della statuetta tirata contro il presidente Berlusconi.
C'è chi minimizza il tutto dicendo che fu solo il gesto di uno squilibrato.
Io rispondo dicendo che non metto in dubbio il fatto che fare quel gesto fosse stato uno squilibrato ma questi fu influenzato da questo clima teso e becero.
Ciò non si può negare!
Riflettiamo e fermiamoci, finché siamo in tempo!
Chi semina vento raccoglie tempesta!
Cordiali saluti.

giovedì 1 luglio 2010

IL FURTO CHE SALVO' SAN NICOLA


Cari amici ed amiche.
Vorrei parlarvi della storia di San Nicola.
Questo santo nacque a Patara di Licia (in Licia, regione meridionale dell'Anatolia) tra il 260 ed il 280AD.
Fu figlio di una famiglia cristiana e benestante.
Prematuramente, a causa della peste, rimase orfano ed ereditò la fortuna dei genitori che egli usò per aiutare i bisognosi.
Si disse che quando venne a conoscenza della situazione di un ricco decaduto che voleva fare prostituire le sue tre figlie (perché non aveva la dote per farle sposare), egli prese ingenti quantità di denaro, le avvolse in un panno e per tre notti consecutive le gettò nella casa dell'uomo, dando alle tre figlie la dote per il matrimonio.
Vi è anche un'altra leggenda che disse che egli risuscitò tre bambini uccisi da un malvagio e folle macellaio che ne mise le carni sotto sale per venderle.
Da qui, forse, provenne la fama di protettore dei bambini e di persona molto generosa da cui nacque la storia di Babbo Natale.
In seguito, Nicola si trasferì a Myra (l'attuale Demre, sempre in Licia), ove venne ordinato sacerdote e venne acclamato vescovo.
Nel 305 AD, durante le persecuzioni di Diocleziano, fu esiliato ed imprigionato.
Fatto liberare dall'imperatore Costantino I riprese la sua attività e lottò contro l'eresia ariana.
Non si sa se partecipò al Concilio di Nicea ma, secondo una leggenda, in un momento di ira, egli prese a schiaffi il teologo Ario.
Aiutò molto la popolazione di Myra, riuscendo ad ottenere la riduzione delle imposte dall'imperatore, a causa di una crisi.
Presumibilmente, morì il 06 dicembre 343AD.
Il suo corpo riposò nella cattedrale di Myra, fino 1087.
Qui, avvenne il fatto importante.
Il 26 agosto 1071, ci fu un fatto molto grave.
In una battaglia che ebbe luogo a Manzicerta (allora in Armenia, oggi in Turchia) i Bizantini comandati dall'imperatore Romano IV Diogene vennero rovinosamente sconfitti dai Turchi Selgiuchidi, comandati dal sultano Alp Arslan.
I Turchi conquistarono l'Anatolia (che divento parte del Sultanato di Rum) e da lì minacciarono Costantinopoli e l'Europa.
Anche questo spinse gli Europei a fare la I Crociata.
Ci fu anche una forte competizione tra Venezia e Bari che vollero le ossa di San Nicola.
Una spedizione barese (costituita da sessantadue marinai, tra i quali vi furono i sacerdoti Grimoldo e Lupo) giunse a Myra e portò via le ossa del santo, che si trovavano in una città oramai insicura.
Il 09 maggio, i marinai giunsero a Bari e, secondo una leggenda, depositarono le ossa ove si fermarono i buoi che trainavano il carico della barca.
In realtà, esse furono custodite nella Chiesa benedittina di San Michele Arcangelo, sotto la custodia dell'abate Elia, che divenne vescovo di Bari.
L'abate fece fare una nuova chiesa (l'attuale basilica, nella foto) che venne consacrata due anni dopo da Papa Urbano II.
Venezia non si rassegnò e durante la I Crociata andarono a Myra e portarono via quello che baresi lasciarono.
Questi resti vennero traslati nell'Abbazia di San Nicolò al Lido.
Altri resti del santo si trovano a Soriano di Cimino, in Provincia di Viterbo.
Questa storia che può sembrare sacrilega, in realtà, fu la salvezza del santo.
Infatti, dopo Manzicerta, l'Anatolia passò ai Turchi.
Venne in parte riconquistata dai Bizantini, con la I Crociata, ma durò poco.
Nel XIII ci furono il Sacco di Costantinopoli e la nascita dell'Impero latino d'Oriente (che durò fino 1261) e successivamente ci furono delle guerre civili che distrussero l'impero.
I Turchi ottomani conquistarono le sue terre e distrussero tanta parte del patrimonio cristiano.
Se queste ossa non fossero state trafugate, forse avrebbero potuto finire male.
Forse, quelle spedizioni fecero una cosa più importante dell'avere dato un Patrono a Bari e delle reliquie a Venezia e a Soriano di Cimino.
Esse potrebbero avere salvato un importante patrimonio.
Cordiali saluti.


PALIO DI SIENA, UN'OPERA BLASFEMA

Cari amici ed amiche.

Su Facebook mi è arrivata una nota di "Il Jester" (http://www.iljester.it).
In questa nota si è parlato di una cosa che quantomeno mi ha lasciato perplesso, per non dire altro.
Si è parlato di un drappone raffigurante San Giorgio che verrà usato per il Palio di Siena.
Purtroppo, il Santo non è stato raffigurato con l'aureola ma con la kefiah araba !
Qui si rasenta la BLASFEMIA!
Qui non si è capito che questo buonismo non porta all'integrazione ma alla distruzione della nostra civiltà!
Una civilità inizia ad essere distrutta quando ne vengono distrutti i simboli.
Riflettiamo!
Cordiali saluti.

A DIFESA DEGLI AMICI RICCARDO E MORRIS

Cari amici ed amiche.

Leggete il link http://www.bresciapoint.com/informazione/599-simpatizzanti-del-pdl-popolo-dellamore-contro-emergency.html.
Trovo ingiusto quanto scritto su questo link nei confronti degli amici Riccardo Di Giuseppe e Morris Sonnino.
Queste due persone, insieme ad altre, sono state attaccate dagli autori di quel sito.
Sia Sonnino che Di Giuseppe sono nella mia "lista amici" di Facebook.
Sonnino è una persona con cui spesso mi confronto. Lui commenta spesso le mie note sul social network.
E' un ragazzo di venticinque anni ma, da quello che scrive, ne dimostra di più.
E' molto preparato.
A quelli del PdL della sua zona, direi di tenerlo d'occhio. E' bravo e va valorizzato!
Quanto a Di Giuseppe, mi confronto molto spesso anche con lui.
E' un ragazzo intelligente e solleva delle questioni molto importanti.
Tra l'altro, è titolare del blog http://riccardodigiuseppe.blogspot.com/.
E' interessante.
Non mi sembra che loro abbiano detto qualcosa di offensivo verso nessuno.
Quindi, trovo ingiusto il fatto che Sonnino e Di Giuseppe vengano definiti "fake".
Tra l'altro, di recente, ho saputo che qualcuno ritiene che anche il sottoscritto sia un "fake".
Smentisco categoricamente questa affermazione. Chi ha lavorato con me, può confermare quello che dico.
Inoltre, non trovo giusto attaccare delle persone con un articolo anonimo.
Infatti, l'articolo nel link che si trova all'inizio di questo post non ha il nome dell'autore.
Sonnino e Di Giuseppe non sono soli.
Molti sono vicini a loro.
Cordiali saluti.

mercoledì 30 giugno 2010

MANTOVA, PROVINCIA A RISCHIO DI DISGREGAZIONE

Cari amici ed amiche.

Citando un mio vecchio post (http://italiaemondo.blogspot.com/2010/06/da-villimpenta-san-leo-confini-incerti.html) ed il caso dei Comuni della Valmarecchia che nel 2009 cambiarono regione.
Infatti, dopo un referendum avvenuto nel 2006, sette comuni (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria, e Talamello) passarono dalla Regione Marche all'Emilia-Romagna e dalla Provincia di Pesaro-Urbino a quella di Rimini .
La decisione è oggi sub-judice, in seguito al ricorso fatto dalla Regione Marche il 13 ottobre 2009.
Purtroppo, questo tema è delicato e potrebbe non riguardare solo questi Comuni marchigiani.
Una Provincia a rischio è ahimè quella di Mantova.
Dico "ahimè" perché è la mia Provincia.
Proviamo a capire insieme la situazione.
Guardando la cartina, potrete capire che la Provincia di Mantova è periferica rispetto alle altre Province alla Regione Lombardia.
Essa confina con due Province lombarde (Cremona e Brescia), due venete (Verona e Rovigo) e quattro emiliane (Parma, Reggio Emilia, Modena e Ferrara).
Inoltre, di noi mantovani si dice che "non si sa se siamo veneti, lombardi o emiliani".
In effetti, se si va verso nord-ovest (Castiglione delle Stiviere, Asola e Castelgoffredo), la parlata degli abitanti tende al bresciano.
Se si va ad ovest (Canneto sull'Oglio, Bozzolo, Gazzuolo, Commessaggio e Sabbioneta) il dialetto ha maggiori affinità con il cremonese.
Se si va nord-est e ad est, (Monzambano, Roverbella, Castelbelforte, Castel d'Ario, Villimpenta ed in parte anche Roncoferraro) la parlata tende al veneto.
Se si va a sud del Po, l'inflessione è quella emiliana.
A parte la questione dei dialetti, ve n'è una anche geopolitica e di gestione.
Ad esempio, una larga fetta dei roncoferraresi, dei villimpentesi e casteldariesi è nata a Nogara (Verona) o in altri ospedali del vicino Veneto.
Tutto ciò, insieme alla situazione di perifericità rispetto la resto della Lombardia, potrebbe indurre qualche Comune a fare quello che fecero i succitatati sette Comuni dell'Alta Valmarecchia.
Se ciò dovesse accadere si creerebbero numerosi problemi anche all'interno di molti Comuni.
Pensiamo, ad esempio, a Roncoferraro.
Esso è un Comune grosso che ha una superficie di 63 Km2 e che consta del capoluogo (Roncoferraro, per l'appunto) e di undici frazioni che sono Pontemerlano, Castelletto Borgo, Cadè, Villa Garibaldi, Barbassolo, Nosedole, Casale, Governolo, Garolda e Barbasso.
E' una realtà molto complessa, ove vi è il campanilismo tra il capoluogo e la frazione più importante, Governolo.
Ora, se a Roncoferraro dovesse verificarsi una situazione simile a quella di San Leo, di Pennabilli o di un altro Comune dell'Alta Valmarecchia e dovesse esserci un referendum che ne decreterebbe il passaggio al Veneto, potrebbe capitare che a Roncoferraro e in alcune frazioni prevalgano i SI' e a Governolo ed in altre prevalgano i NO.
Questo potrebbe portare alla spaccatura del Comune di Roncoferraro. Un discorso analogo si può fare per Marmirolo, con la frazione di Pozzolo.
Oltre ai cambi di Regione potrebbero verificarsi anche i passaggi di Comuni mantovani alle altre Province lombarde.
Ad esempio, potrebbe verificarsi il passaggio di Castelgoffredo alla Provincia di Brescia.
E' solo un esempio, intendiamoci!
Certamente, la politica provinciale non ha aiutato ad inserire bene la Provincia di Mantova nel contesto lombardo.
Serve quindi una nuova politica provinciale che mantenga tutti i Comuni del Mantovano attaccati al veloce "treno lombardo".
Anzi, serve una politica che faccia diventare la provincia virgiliana protagonista nella Lombardia.
Certamente, il caso dell'Alta Valmarecchia è un precedente che deve fare riflettere.
Cordiali saluti.

Translate

Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.