Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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martedì 22 giugno 2010

COMMENTO AL BLOG DI ALEX NERI

Cari amici ed amiche.

Vorrei esprimere un commento al blog di Alex Neri, un giovane di 22 anni.
Io l'ho guardato e devo dire che è un bel blog.
Esprime dei concetti intelligenti, senza mai offendere ma con grande schiettezza.
Del resto, l'autore di questo blog è un romagnolo di Cesena, una persona di centro-destra che vive in una regione tipicamente rossa, come l'Emilia-Romagna.
Infatti, il suo compito è "dare voce a un popolo di centro-destra che, pur essendo numericamente superiore, vive all'ombra di una sinistra che si atteggia da protagonista".
Capisco perfettamente Alex.
Io che vivo nella Provincia di Mantova, la rossa Provincia di Mantova, so cosa vuole dire il ragazzo.
Forse, la sinistra ha tanto successo in queste zone più per una paura di cambiare un sistema consolidato che non per un vero consenso.
In pratica è una sorta di "conformismo" o di "docilità".
Forse, iniziative come quelle di Alex vanno sostenute per fare finire questo "conformismo".
Vi invito pertanto a visitare il blog http://alexneri87.blogspot.com.
Cordiali saluti.

LA POLITICA, I GIOVANI E LA COMUNICAZIONE


Cari amici ed amiche.


Tra il 1452 ed il 1455 ci fu una rivoluzione. Essa non si sviluppò con spade ed armi da fuoco ma con la parola.
Sto parlando della realizzazione della "Bibbia di Gutenberg", il primo libro che fu stampato dal Johann Gutenberg (1394-1468) e che fu il capostipite dei mass media, per come li conosciamo noi oggi.
Qui si vide il potere della parola che arrivava quasi in tempo reale alle masse.
Che fine avrebbero fatto, ad esempio, le dottrine di Martin Lutero e quelle della Riforma cattolica se non ci fosse stata la stampa?
Dopo questa nacquero il telegrafo, il telefono, la radio, la televisione ed internet.
Oggi, noi abbiamo internet, un mezzo potente che può portare varie nozioni da un capo all'altro della Terra.
Parlando dell'Italia e della sua politica, vale la pena di fare delle considerazioni.
Oggi, tra la società civile ed il mondo politico c'è troppa distanza.
Questo è deleterio perché, da un lato, non favorisce il ricambio della classe dirigente e, dall'altro, favorisce l' "anti-politica" ed il qualunquismo.
Quest'ultimi sono rappresentati dal "grillismo" , dal comico Beppe Grillo (nella foto), che propone un'idea sbagliata di una politica "tutta marcia e corrotta".
E' chiaro che ciò sia una visione sbagliata e per nulla costruttiva.
In politica, come negli altri ambiti della società, ci sono cose buone e cose cattive.
Però, al comico genovese va riconosciuto un merito.
Al Grillo, infatti, va riconosciuto il merito di avere saputo fare girare le informazioni grazie ad internet.
Entrando in queto modo nelle case degli italiani ha favorito la partecipazione della società civile nella vita pubblica.
Io credo che i partiti (e la politica in generale) debbano sfruttare la rete proprio per proporre progetti, favorire il confronto con i cittadini ed informare.
In pratica, devono affrontare e battere Grillo con le sue stesse armi.
In questo, i giovani possono avere un ruolo importante.
Essi, infatti, hanno una migliore conoscenza della rete e coome scrissi nel post dedicato a "Liberamente" (http://italiaemondo.blogspot.com/2010/06/liberamente.html) tra di loro ci sono energie fresche.
Già ci sono delle buone iniziative.
Pensiamo, per esempio, al "Minzolini Fans Club" su Facebook.
Pensiamo anche alla stessa fondazione "Liberamente" o all'"Anti-UAAR".
D'altra parte, vorrei rammentare le parole del Venerabile Giovanni Paolo II che disse queste parole:
"Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà e di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!
Oggi così spesso, l'uomo non sa cosa si porta dentro, nel profondo del suo animo, del suo cuore. Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra.
E' invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione.
Permettete, quindi-vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia-permettete a Cristo di parlare all'uomo. Solo lui ha parole di vita, sì! Di vita eterna. (...)".
Credo che anche questa possa essere un'occasione di mettere in pratica questa parole e di "non avere paura".
La rete unita, ad una buona organizzazione sul territorio, può contribuire molto a fare circolare le idee ed i progetti.
Cordiali saluti.









lunedì 21 giugno 2010

BASTA CON LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE!

Cari amici ed amiche.

Leggendo il blog di Alessandra Boga "Mille e una donna" (http://milleeunadonna.blogspot.com/) mi è venuto in mente di fare questa riflessione.
Oggi, ci sono ancora troppi di casi violenza contro le donne.
In certi Paesi, esse vivono in una condizione di inferiorità, per non dire di segregrazione.
Pensiamo a molti Paesi islamici.
Anche qui in Italia vi sono stati casi drammatici.
Pensiamo al caso drammatico di Hina Saleem, la ragazza pakistana che nel 2006 fu uccisa dal padre a soli 20 anni perché si rifiutava di adeguarsi ai costumi islamici ed amava un ragazzo italiano e cattolico.
Pensiamo al caso di Sanaa Dafani, la marocchina che fu uccisa dal padre per un motivo analogo. Aveva solo 18 anni.
Coloro che fecero questo, devono essere puniti severamente!
Bene sta facendo l'onorevole Suoad Sbai (PdL), che ha preso una posizione di dura condanna contro queste fatti orrendi.
Queste cose non devono più ripetersi come non devono i ripetersi i numerosi casi di violenze in famiglia, che troppo spesso non vengono denunciati.
Gli episodi di stalking e di violenza vanno denunciati!
Lo dico da italiano (che vive in un Paese in cui grazie a Dio ci sono i diritti), da cattolico e da uomo.
Cordiali saluti.

LIBERAMENTE

Cari amici ed amiche.

Trovo molto positiva l'iniziativa del Ministro dell'Istruzione, dell'Univrrsità e della Ricerca, onorevole Mariastella Gelmini (nella foto).
L'onorevole Gelmini ha fondato "Liberamente", una fondazione che ha la funzione di avvicinare i giovani alla politica.
Essa nasce nell'ambito del Popolo della Libertà e del centro-destra e valorizza e riconosce la leadership del presidente Silvio Berlusconi.
Questa fondazione (promossa anche dai ministri Sandro Bondi e Franco Frattini e dal resposabile dei club della Libertà Mario Valducci) ha la funzione di creare un "ponte" tra la società civile ed una politica che troppo spesso sembra lontana.
Come ho già detto, questa fondazione ha anche la funzione di avvicinare i giovani alla politica.
Io credo che essa possa dare a molti giovani lo stimolo ad impegnarsi e ad essere coinvolti nella realtà in cui vivono.
Ci sono tanti giovani validi e volenterosi. Un esempio è l'amica Sveva Orlandini, con cui ogni tanto mi confronto su Facebook, ove gestisce il "Minzolini Fans club".
Purtroppo, questi giovani non sono valorizzati.
Molto spesso, specie nei livelli locali come i piccoli Comuni, nella scelta delle persone da mettere nell' "agone politico" ci si basa più su rapporti di amicizia e di simpatia personale che non sulle reali capacità e sui meriti delle persone.
Ad esempio, un atteggiamento simile tende ad influenzare le scelte dei candidati e della "squadra" da mettere alle elezioni locali.
Questo fa scadere le classi dirigenti locali perché non valorizza chi ha le reali capacità.
Una fondazione come "Liberamente" potrebbe cambiare realmente le cose e potrebbe aiutare chi realmente si impegna e ha dei meriti. Ciò eviterebbe la "fuga dei giovani" verso le liste civiche, se non dalla politica in generale, che viene così dipinta come un male.
La politica è fatta da persone. Se ci si disinteressa di essa (dicendo frasi come "partiti sono tutti uguali" o "la politica è marcia") la qualità della classe dirigente non migliora. Anzi, peggiora.
La politica fa parte della nostra realtà. In essa e nei partiti ci sono cose che non vanno ma ci sono anche tante cose buone. Il qualunquismo non aiuta e q uesto va capito.
Quindi, ben venga "Liberamente".
Questa fondazione dovrà essere uno spazio per avere u confronto proficuo su grandi temi (come la questione di Israele, quella delle riforme, quella dell'etica o quella degli italiani nel mondo) e sulle questioni delle realtà locali.
Per questo, se mi è permesso dare un suggerimento ai promotori, ritengo che una fondazione simile debba avere un'organizzazione capillare.
Questo rafforzerebbe anche la stessa organizzazione territoriale del PdL.
Auguro quindi buona fortuna a "Liberamente".
Cordiali saluti.

domenica 20 giugno 2010

ESISTERA' ANCORA IL BELGIO?


Cari amici ed amiche.
E' una domanda che viene spontanea.
Esisterà ancora il Belgio?
Alle elezioni del 13 giugno 2010 vi è stato un successo dei separatisti fiamminghi del partito "Nuova Alleanza Fiamminga".
In questo Paese vi è la storica divisione etnica tra Fiamminghi, popolazione di lingua olandese che si trova nelle Fiandre, e Valloni, popolazione di lingua francese che si trova in Vallonia. Accanto a questi due gruppi etnici, vi è anche una minoranza tedesca nella zona di Liegi. La capitale Bruxelles/Brussel è bilingue.
Oggi questa divisione si sta facendo sentire.
Perché questo?
Un motivo sta nella storia di questo Paese che nacque con la Rivoluzione belga del 1830. Esso venne riconosciuto nel 1839.
Questa rivoluzione, che portò il Belgio a staccarsi dai Paesi Bassi, venne iniziata dalla minoranza francofona, liberale e cattolica, che rifiutò l'amministrazione dei Paesi Bassi, di lingua olandese e protestante.
Il primo re del Belgio fu Leopoldo I di Sassonia-Coburgo-Gotha, legato alla Gran Bretagna, anche per legami familiari.
Infatti, il 02 maggio 1816, egli sposò Carlotta Augusta del Galles, figlia del re di Gran Bretagna Giorgio IV di Hannover. Fu anche zio e consigliere della regina Vittoria, della quale anche il marito fu della stessa casata.
Quindi, per tutto il XIX secolo, il gruppo francofono riuscì ad avere una posizione privilegiata. Dal 1830 al 1898, il francese fu la sola lingua ufficiale.
La lingua francese si diffuse anche nelle sue colonie, come il Congo (oggi Repubblica democratica del Congo) ed il Rwanda.
La situazione si rovesciò nel XX secolo, in cui vi fu il dramma della neutralità del Paese che fu violata dalla Germania che lo invase, sia durante la I Guerra Mondiale che durante la seconda.
Qui, infatti la popolazione fiamminga crebbe sia nel numero che a livelo economico e l'industria estrattiva del carbone (che fu il punto di forza delle regioni francofone) andò in crisi.
Le Fiandre (di lingua fiamminga) crebbero e diventarono un punto di forza del Paese. Città come Brugge, Gent o Antwerpen (i cui nomi francesi sono Bruges, Gand e Anvers, meglio da noi conosciuta come Anversa) sono centri vitali dell'economia del Paese.
Oggi, questo situazione sta lasciando strascichi ed è accentuata dalla crisi.
La popolazione di lingua fiamminga sente come una "zavorra" la situazione della Vallonia francofona.
Quindi, è chiaro che oggi il Belgio rischia di dividersi.
Però, anche qui sorgono dei problemi e delle incognite.
Il primo riguarda la capitale, Bruxelles. Essa è capitale sia dei Fiamminghi (che la chiamano Brussel) che dei Valloni.
Se dovesse esserci la sventurata ipotesi di divisione del Belgio, Bruxelles di quale Stato sarebbe capitale?
Solo Dio sa come andranno a finire le cose.
Di certo, il "caso belga" deve fare riflettere anche noi che stiamo qui in Italia.
Noi, abbiamo una storia diversa del Belgio. A differenza del Paese de "La Brabantina", noi non abbiamo una questione etnica.
Abbiamo, però, la questione di un Paese che per tredici secoli fu diviso e le cui aree ebbero storie diverse e si svilupparono in modo diverso. Esso fu unito con un processo sbagliato ed innaturale fu sviluppato su altrettanto innaturale sistema centralista che venne rafforzato durante il periodo fascista.
Oggi, noi portiamo un pesante fardello di tutto ciò.
Infatti, vi sono aree del nostro Paese che hanno problemi e l'equilibrio complessivo potrebbe spezzarsi, con rischi molto gravi.
In questo senso, il federalismo è la soluzione perché responsabilizzerebbe le classi politiche locali di quelle aree che oggi sono in difficoltà, anche a causa di certi malgoverni.
Queste aree saranno indotte a produrre rimettendo a posto l'equilibrio.
Io credo che il Sud Italia abbia le risorse per fare bene.
Basta responsabilizzare le sue classi politiche, ponendo fine a certe misure assistenzialistiche che negli anni precedenti portarono a questa situazione.
Per il principio di sussidiarietà, ci sono regioni (come Lombardia e Veneto) che producono ma che devono versare tanta parte dei loro soldi al Governo centrale mentre ce ne sono altre che non sono in grado di produrre la stessa ricchezza e che versano meno soldi al Governo centrale.
Ora è chiaro che vi è uno squilibrio, aggravato dal fatto che le cinque regioni a statuto speciale (Val d'Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Sardegna e Sicilia) possano tenersi più soldi e che alcune regioni mal governate abbiano fatto tanti sprechi di soldi provenienti da quelle ricche, proprio per la sussidiaretà.
E' chiaro che l'equilbrio potrebbe spezzarsi, con conseguenze gravi e con il vero pericolo di una pericolosa disaffezione di una parte dei cittadini verso l'Italia.
La Lega Nord, in questo senso, ha capito la situazione.
Serve il federalismo, che stimolando le regioni del Sud a produrre, rimetterebbe tutto in equilibrio e creerebbe le condizioni per una vera sussidiarietà.
Io dico che si deve fare qualcosa, altrimenti il rischio è che noi diventiamo un altro Belgio.
Cordiali saluti.

BASTA STRADE INSANGUINATE!

Cari amici ed amiche.

Faccio un po' come Emanuele Carioti (titolare del sito http://www.ematube.it) che in suo vecchio video girato sul tratto Bologna-Firenze dell'austostrada A1, ha parlato anche di guida sicura e pulita.
Proprio così! E' ora di dire basta con le strade insanguinate.
Gli incidenti stradali dipendono da tre fattori.
Il primo fattore è la condizione dell'automobilista.
Infatti, colui che guida ha una responsabilità verso sé stesso e verso gli altri. Pertanto è tenuto a rispettare il codice della strada e non deve prendere sostanze (come alcool e stupefacenti) che ne possono influenzare il comportamento.
Il secondo fattore è rappresentato dalle condizioni del veicolo.
E' logico, infatti, che per circolare in modo sicuro, il veicolo debba avere tutte le sue parti in regola.
Provate ad immaginare, ad esempio, un'auto con i freni non funzionanti o con le gomme lisce.
Diventerebbe un pericolo per chi la guida e per tutti coloro che camminano su quella strada.
Il terzo fattore è rappresentato dalle condizioni della strada.
Ad esempio, una strada con buche o come quella del "Molinello" (di cui ho parlato nel post http://italiaemondo.blogspot.com/2010/05/roncoferraro-mantova-la-strada-della.html) rappresenta un pericolo.
Sui primi due fattori, si deve intervenire con una buona educazione stradale, specie dei giovani che prendono la patente, e con sanzioni severe, ove servono.
Ad esempio, qui a Roncoferraro c'è chi ha l'abitudine di parcheggiare l'auto sulle strisce pedonali che si trovano tra la tabaccheria e la chiesa parrocchiale.
Lì, ad esempio, si dovrebbe multare di più.
Lì si crea una situazione di pericolo per i pedoni, anche perché nel centro abitato molte auto vanno forte, oltrei limiti.
Inoltre, serve un'educazione stradale più accurata che contempli anche la gestione del veicolo.
Per quanto riguarda il terzo fattore, serve un grande piano di manutenzione delle strade, anche radicale.
Ad esempio, io avrei in mente il modo per mettere in sicurezza la strada del "Molinello", come anche quella della "Pompa d'Oro" che si trova sempre nel territorio comunale di Roncoferraro, nella frazione di Barbassolo.
Oggi, si è fatto molto (come l'ammodernamento di varie autostrade) ma si deve fare ancora altro.
Non devono più ripetersi casi come quelli citati nel link http://italiaemondo.blogspot.com/2010/06/da-alessandro-nobile-federico-marchetti.html.
Cordiali saluti.

venerdì 18 giugno 2010

FONTHILL ABBEY, SOGNO, PAZZIA O AVANGUARDIA?


Cari amici ed amiche.
Mettete insieme tanti soldi ed una mente eccentrica. A quest'ultima date carta bianca e vedrete cosa succederà. Accanto a risultati sorprendenti, tipiche del genio unito alla sregolatezza, vi sono anche clamorosi fallimenti ed opere fallaci.
Fu proprio il caso di William Beckford, possidente inglese vissuto tra il XVIII ed il XIX secolo.
All'età di dieci anni, Beckford ereditò un'importante ricchezza (ottenuta dalle piantagioni di canna da zucchero in Giamaica) e ricevette un 'educazione principesca.
Studiò musica con Mozart ed architettura con William Cozens, progettista della Somerset House di Londra.
All'età di ventuno anni scrisse Vathek, un libro romantico lodato dal poeta George Gordon Byron.
Lui affermò di averlo scritto in francese in una sola notte.
Viaggiò in lungo e in largo per l'Europa. Venne anche in Italia.
Certo, la sua mente fu davvero eccentrica.
Lo dimostrò, proprio con l'opera a cui dal 1794 iniziò a dedicarsi.
Si trattò di "Fonthill Abbey", un'abbazia neogotica che lui volle fare costruire nella sua tenuta di Fonthill, nel Wiltshire.
Fin dai preparativi di quest'opera iniziarono a vedersi le sue stranezze. Quando voleva passeggiare per la tenuta, faceva lavorare i contadini tutta la notte, perché tagliassero gli alberi sul sentiero che intendeva percorrere.
Intorno alla proprietà fece erigere un muro alto tre metri, per tenere lontani gli occhi indiscreti.
Quando iniziarono i lavori, egli costrinse i muratori a lavorare giorno e notte.
Non contento, prelevò altri quattrocento operai dal cantiere della Saint George's Chapel di Windsor (cappella ove sono sepolti i re Enrico VIII e Carlo I Stuart) e nessuno poté lavorare in pace.
Lui fu molto impaziente di vedere il "capolavoro" completato.
Somministrò così forti dosi di alcol agli operai, facendoli ubriacare.
Questa impazienza fu un male.
Non fece fare le fondamenta adeguate e fece costruire l'abbazia su quelle della preesistente casa di campagna.
Beckford giurò di consumare il pranzo di Natale nell'abbazia.
Riuscì a finirla in quel periodo. Era un edificio magnifico ed imponente, con torri altere, guglie, statue e pinnacoli.
Al centro aveva una grande torre ottagonale.
Riuscì a consumare il pranzo di Natale in quell'abbazia ma subito dopo la festa la sensazione che essa non avrebbe retto divenne reale.
I locali crollarono.
Nel 1800 crollò anche la torre ottagonale, che fu ricostruita.
Secondo la descrizione di un contemporaneo di Beckford, Fonthill Abbey fu "un deserto di magnificenza, uno scintillante spreco di ozio laborioso, una cattedrale trasformata in trastullo".
Ventidue anni dopo il crollo della torre, Beckford si ridusse sull'orlo del fallimento e perse due proprietà per un'azione legale.
Dovette vendere così il suo "capolavoro" ma forse ci guadagnò.
Appena il nuovo proprietario andò nell' "abbazia", la torre crollò nuovamente.
Oggi, di quest'opera resta poco.
A prescindere di questo risultato così poco lusinghiero, Beckford rispecchiò la "sete di Medioevo" di quegli anni, come se fosse stata una reazione all'Illuminismo.
Inoltre, egli fu un "apripista" del Romanticismo, che fu ricco di spiritualità e di voglia di riscoprire le epoche passate.
Nel Romanticismo si fecero edifici in stile neobizantino, neoromanico, neogotico e neo rinascimentale, quasi a volere rievocare le epoche e le civiltà precedenti.
Inoltre, in Europa si rivalutò molto anche la spiritualità cristiana, in contrapposizione al deismo e al razionalismo illuminista.
Forse, se oggi ci sono edifici come il Palazzo di Westminster (a Londra), la Cattedrale di La Plata (in Argentina), la Chiesa del Sacré Coeur a Moulins (Francia), il Palazzo episcopale di Astorga (in Spagna), la Cappella dell'Ospedale Militare nel quartiere Baggio (Milano), la Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio a Roma, il Palazzo municipale di Cagliari, la Chiesa anglicana di Napoli, quella di Palermo e tanti altri edifici pregevoli il merito fu anche di Beckford.
Inoltre, anche Antoni Gaudì (che realizzò la "Sagrada Familia" a Barcellona), deve qualcosa anche a questo pazzerello possidente inglese che ebbe un sogno giusto ma che lo realizzò nel peggiore dei modi.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.