Cari amici ed amiche.
Quando nel post "Dalla Romagna all'Abruzzo un piccolo itinerario" ( http://italiaemondo.blogspot.com/2010/06/dalla-romagna-allabruzzo-un-piccolo.html ) parlai di San Leo, mi venne fatto notare che questo Comune non è più della Regione Marche (Provincia di Pesaro-Urbino) ma dalla Regione Emilia-Romagna (Provincia di Rimini) venni corretto da un signore che aveva commentato il post.
Infatti, avevo tralasciato il fatto che nel 2009 vi fu un referendum con cui i Comuni dell'Alta Valle del Marecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant'Agata Feltria e Talamello) passarono dalle Marche alla Romagna.
Effettivamente, questa fu stata una soluzione giusta.
Basti pensare che una persona di San Leo o di Sant'Agata Feltria debba prendere l'autostrada a Rimini (svincoli di Rimini Nord-Bellaria Sant'Arcangelo e di Rimini Sud) per andare agevolmente a Pesaro.
Questa situazione dimostra che i confini di molte Regioni non tengono conto delle caratteristiche culturali di una determinata realtà locale.
Un esempio è a sette chilometri da casa mia, ed è il Comune di Villimpenta, in Provincia di Mantova.
Esso confina con due Comuni lombardi (Castel d'Ario e Roncoferraro) e con tre veneti (Sorgà, Nogara e Gazzo Veronese).
Inoltre, il dialetto parlato a Villimpenta è più simile al veneto (veronese) che non al mantovano.
Quindi, come gli abitanti dell'Alta Valle del Marecchia si posero la questione di un passaggio dalla Marche all'Emilia Romagna, i villimpentesi potrebbero fare altrettanto, passando dalla Lombardia al Veneto.
Non si può non parlare di alcuni Comuni veneti come Lamon, che vorrebbero passare al Trentino -Alto Adige.
Lo stesso discorso vale anche per Castel d'Ario, anch'esso confinante con il Veneto.
Un'altra situazione simile riguarda la Provincia di Novara, provincia del Piemonte che confina con la Lombardia ed il cui capoluogo è più orientato verso Milano, o la zona di Orte, al confine tra Umbria e Lazio.
In vista il federalismo (che è una cosa molto positiva), queste situazioni potrebbero emergere.
Cordiali saluti.
The Liberty Bell of Italy, una voce per chi difende la libertà...dalla politica alla cultura...come i nostri amici americani, i quali ebbero occasione di udire la celebre campana di Philadelphia nel 1776, quando fu letta la celeberrima Dichiarazione di Indipendenza. Questa è una voce per chi crede nei migliori valori della nostra cultura.
Il mio libro
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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino
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venerdì 11 giugno 2010
giovedì 10 giugno 2010
ALCUNE LEGGENDE



Cari amici ed amiche.
Voglio stuzzicare la vostra fantasia raccontandovi alcune leggende e tradizioni popolari.
Incominciamo dalla mia Mantova, che è ricca di storia, di tradizioni e, per l'appunto di leggende.
Ad esempio, per quanto concerne il ritrovamento del Preziosissimo Sangue di Cristo, che secondo la tradizione fu portato a Mantova dal centurione Longino, si disse che fu Sant'Andrea a rivelare ad un mendicante cieco il luogo di ubicazione di tale reliquia.
A Mantova, però, ci sono altre leggende.
Una di questa vede come protagonista l'ultimo esponente della famiglia Bonacolsi, Rinaldo, detto "Passerino".
Il 16 agosto 1328 i Gonzaga sconfissero i Bonacolsi e divennero signori di Mantova.
I figli di Passerino e quelli del fratello Butirone furono murati vivi nella "Torre della Fame", nel castello di Castel d'Ario.
Fu una vendetta contro Passerino che fece murare vivi nella stessa torre Pico della Mirandola ed i suoi due figli.
Qui c'è la leggenda. Il corpo di Passerino venne mummificato e tenuto dai Gonzaga.
Una strega aveva detto a Ludovico I Gonzaga di tenere la mummia, altrimenti la loro signoria avrebbe cessato di esistere. Nel XVIII secolo, l'ultima duchessa di Mantova gettò questa mummia nel lago. Alla sua morte il ducato di Mantova cessò di esistere.
Un'altra leggenda riguarda il Santuario della Beata Vergine Maria di Grazie, che si trova a Curtatone.
Appeso alla volta di questa chiesa vi è un coccodrillo imbalsamato.
La tradizione vuole che esso fosse stato un animale preso dai Gonzaga, per il loro parco.
Un giorno la bestia scappò e si imbatté in due fratelli.
Uno venne ucciso da essa ma l'altro riuscì a sconfiggerla dopo che chiese aiuto alla Madonna.
E così il coccodrillo fu imbalsamato ed appeso alla volta della chiesa in catene.
Il suo significato fu molto semplice. Nel "Bestiario" medioevale il coccodrillo (come tutti i rettili) rappresenta il drago, il diavolo.
Ora, il coccodrillo incatenato ha la funzione di tenere il male lontano dalla chiesa.
Ora, ci spostiamo nella non lontana Provincia di Cremona, a Crema.
Qui vi è una bellissima cattedrale in stile gotico-lombardo.
Anche questa chiesa fu teatro di una leggenda.
Tra il 1159 ed il 1160 ci fu un assedio da parte dei Ghibellini dell'imperatore Federico I Barbarossa.
La città di Crema fu distrutta.
Gli assedianti entrarono nella cattedrale e fecero un'opera sacrilega di distruzione.
Ad un certo punto, presero il crocifisso, che aveva la posizione delle statue guelfe e gli diedero fuoco.
Ad un certo punto, quando il fuoco ne lambì i piedi, il crocifisso ritrasse le gambe.
Furono fatti degli studi ed effettivamente, vi è una traccia di movimento.
Andiamo nel Lazio, precisamente, nel castello di Fumone, in Provincia di Frosinone.
Qui Papa Celestino V (fra il 1209 ed il 1215-19 maggio 1296) visse gli ultimi dieci mesi di prigionia.
Fu murato vivo in una cella.
Si racconta che alla sua morte, sul muro di questa cella comparve una croce luminosa.
Ci spostiamo in Sicilia, precisamente, nel Santuario della Madonna di Tindari, nel Comune di Patti, in Provincia di Messina.
Questo santuario fu costruito su precedenti opere bizantine.
Questo luogo che si trova su un monte a strapiombo sul mare è da sempre meta di pellegrinaggi.
Durante uno di questi successe un fatto strano.
Una pellegrina giunta da lontano andò nella chiesa per vedere la Madonna. Aveva con sé sua figlia.
Vide che era nera e rimase delusa. Ad un certo punto la sua bambina cadde in mare ma si salvò miracolosamente.
Una spiaggia si creò con il ritiro del mare.
Un'altra leggenda è ambientata poco lontano, nel Monte Soro. Si trova vicino a Galati Mamertino, il paese d'origine di mia madre.
Un giorno un pastore perse una pecora. Era tarda sera.
Ad un certo punto si accorse che da una montagna proveniva una luce.
Era come una sorta di porta. Entrò e vide che vi era una mercato.
Tutti i mercanti incominciarono a chiedergli se voleva comprarsi qualcosa.
Si fermò al banco del fruttivendolo e comprò un'arancia.
Uscì di questo luogo da sogno. Una volta uscito, si voltò e vide che non vi era più niente.
Credendo, per l'appunto, di avere sognato, toccò la tasca e trovò che l'arancia era ancora lì.
Però ci fu un fatto strano.
L'arancia era d'oro.
Concludiamo il nostro viaggio a Palermo e parliamo dell'imperatore Federico II (26 dicembre 1194-13 dicembre 1250).
Questo imperatore è sepolto a Palermo.
Di lui si sa molto.
Diede un forte impulso alla letteratura e alla cultura.
Su di lui, vi sono anche delle leggende.
Una di queste, dice che egli fosse stato in possesso dell'anello di re Salomone, un oggetto con poteri citato in alcuni testi apocrifi.
Ho detto solo alcune di queste leggende ma ce ne sono altre.
Servirebbe un blog più lungo per raccontarle tutte.
Sono vere e false? Solo Dio lo sa!
Intanto, esse potrebbero essere un modo per fare conoscere le nostre bellezze storiche ed artistiche.
Cordiali saluti.
MA QUANTA DISINFORMAZIONE!
Cari amici ed amiche.
Ma quanta disinformazione!
Questa mattina ho parlato con un signore che accusava l'esercito israeliano di avere sbagliato ad attaccare i "pacifisti" a bordo della nave turca "Marmara" e di essersi reso colpevole di avere causato la morte di diciannove persone.
Io gli ho fatto notare che se quei "signori" avessero voluto fare realmente una missione umanitaria, avrebbero potuto fare ispezionare sé stessi e la nave dall'esercito israeliano.
Perché non l'hanno fatto?
Avevano qualcosa da nascondere?
E poi, certi video fanno vedere che i "pacifisti" (o meglio "pacifinti") sparavano dai boccaporti.
Alla faccia della pace.
Molti giornali italiani stanno facendo disinformazione.
A mio modo di vedere, in essi prevale l'ideologia politica.
Questo non è fare un buon servizio.
Cordiali saluti.
Ma quanta disinformazione!
Questa mattina ho parlato con un signore che accusava l'esercito israeliano di avere sbagliato ad attaccare i "pacifisti" a bordo della nave turca "Marmara" e di essersi reso colpevole di avere causato la morte di diciannove persone.
Io gli ho fatto notare che se quei "signori" avessero voluto fare realmente una missione umanitaria, avrebbero potuto fare ispezionare sé stessi e la nave dall'esercito israeliano.
Perché non l'hanno fatto?
Avevano qualcosa da nascondere?
E poi, certi video fanno vedere che i "pacifisti" (o meglio "pacifinti") sparavano dai boccaporti.
Alla faccia della pace.
Molti giornali italiani stanno facendo disinformazione.
A mio modo di vedere, in essi prevale l'ideologia politica.
Questo non è fare un buon servizio.
Cordiali saluti.
UN VIAGGIO NELL'ITALIANA BUENOS AIRES

Cari amici ed amiche.
Voglio farvi fare un breve "viaggio virtuale" in quella che è la massima "città italiana al di fuori dell'Italia", la capitale della Repubblica di Argentina Buenos Aires.
Con i suoi 3.050. 728 abitanti, essa è una delle massime città sudamericane ed è uno dei più fiorenti porti fluviali.
Essa fu fondata dallo spagnolo Pedro de Mendoza il 02 febbraio 1536 ma la sua è una storia tutta italiana.
Il suo nome deriva dal Santuario di Santa Maria di Bonaria, che si trova a Cagliari.
Dal secolo XIX conobbe l'immigrazione, specie italiana.
Oggi, la capitale argentina è la "massima città italiana al di fuori dell'Italia" e potenzialmente ha un numero di italiani pari al doppio della città di Roma.
Questa italianità si vede nei quartieri (detti barrios) come La Boca.
Qui gli abitanti vengono chiamati xeneizes (genovesi) per le loro origini liguri.
Altri quartieri hanno nomi che riconducono all'Italia.
Esempi sono il barrio Palermo, con la statua di Giuseppe Garibaldi, la neoromanica chiesa della Parrocchia di Nuestra Senora de Guadalupe, le vie alberate e le sue eleganti costruzioni che ricordano quelle in stile spagnolo antico, ed il barrio Villa Devoto, con la bellissima Escuela Antonio Devoto, dedicata al possidente di origini liguri Antonio Devoto, che fu onorato anche da re Vittorio Emanuele III.
Vicino al Convento de Santo Domingo vi è il Mausoleo di Manuel Belgrano (barrio Montserrat).
Non dimentichiamoci di Plaza del Congreso (sempre nel barrio Montserrat), con il palazzo neoclassico che ospita il Parlamento.
Nel barrio La Boca, vi è il coloratissimo Caminito, via ove vissero molti degli immigrati italiani.
Buenos Aires è un pezzo di "Italia fuori dall'Italia", come lo sono altre comunità di nostri connazionali residenti nel resto del Sud America (come ad esempio in Brasile, in Venezuela e nell'Uruguay), nel Nord e nel Centro America (come ad esempio, in Canada, negli USA, in Costarica e nei Caraibi), in Europa, in Oceania e in altre parti del mondo.
In un certo senso, visto che si avvicinano i mondiali di calcio, ciò spiega anche la tentazione di tifare squadre nazionali come Argentina o Uruguay.
In fondo molti loro giocatori hanno radici italiane.
Cordiali saluti.
mercoledì 9 giugno 2010
ISRAELE IN EUROPA!

Cari amici ed amiche.
Leggete il link http://www.jihadwatch.org/2010/06/gaddafi-we-await-the-day-when-turkey-joins-the-european-union-to-serve-as-a-trojan-horse.html.
E' un articolo che ha dell'inquietante. Ringrazio l'amica Sveva Orlandini del Minzolini Fan Club di Facebook che me l'ha inviato.
Io credo che oggi sia molto difficile un ingresso della Turchia nell'Unione Europea.
Trovo, invece, possibile ed auspicabile un ingresso di Israele nell'Unione Europea.
Israele è una nazione con un'ottima agricoltura.
Essa si è sviluppato su un terreno difficile grazie all'ingegno israeliano. Pensiamo alle tecnologie usate per la gestione dell'acqua in campo agricolo.
Io credo che in ciò possa dare un forte contributo all'Europa.
E poi, Israele ha prodotti di eccellenza come, l'olio d'oliva, i pompelmi ed i vini.
Inoltre, questo Stato ha una buona industria. Pensiamo ai centri ricerca della Intel e della Microsoft. Ottime sono anche l'ìndustria militare e quella chimico-farmaceutica.
Inoltre, Israele ha sviluppato anche una forte tecnologia nel campo sanitario.
Pensiamo alla robotica, che viene usata per risolvere il problema delle persone con disurbi motori.
Ottima è anche la ricerca biotecnologica, sempre applicata in campo sanitario.
Anche sul piano culturale, Israele ha delle ottime cose.
Pensiamo al teatro Yiddish, proveniente dalle comunità ebraiche askenanzite (dell'Europa centro-orientale).
La lingua Yiddish discende dall'alto-tedesco, è scritta con l'alfabeto ebraico ed ha molti vocaboli ebraici e neolatini.
E' quindi una lingua che ha visto anche la storia di noi Europei.
Molto buona è anche l'istruzione.
Il tasso di alfabetizzazione è circa del 95%.
L'obbligo scolastico va dai 3 ai 18 anni (e questa è musica per le mie orecchie) ed è diviso in materna primaria (I-VI), media (VII-IX) e superiore (X-XII). Al termine del XII anno si consegue il baccalaureato, dopo un severo esame.
Sono ottime le rinomate università come la Hebrew University of Jerusalem (che si trova a Gerusalemme) o la Technion-IIT di Haifa.
Oltre a questo, Israele ha in comune con noi Europei molte cose.
Lì nacque la religione della maggioranza di noi Europei, il Cristianesimo.
Su quella terra, la Terra Santa, camminò, operò,visse, morì e risorse Gesù Cristo.
La presenza di Israele in Europa darebbe un senso all'Europa stessa.
Inoltre, e qui parlo da italiano, in Israele ci sono anche degli italiani. Ci sono israeliani di origine italiane.
Quindi, ritengo giusto che l'Italia rafforzi i legami con Israele.
Se fosse per me, Israele entrebbe in Europa anche subito.
Inoltre, esso è l'unico stato democratico del Medio Oriente.
Non dobbiamo lasciarlo solo.
Cordiali saluti.
ECUMENISMO
Cari amici ed amiche.
Porto alla vostra attenzione alcuni eventi.
Il 29 maggio 1453 cadde Costantinopoli. Capeggiati dal sultano Mehmet II, i Turchi Ottomani conquistarono Costantinopoli e martirizzarono l'imperatore bizantino Costantino XI.
29 agosto 1526, i Turchi vinsero a Mohàcs. I Turchi sconfissero i cristiani e minacciarono Vienna.
01 agosto 1571, i Turchi presero Famagosta. In seguito ad una fatwa che prevedeva anche la conquista di Spagna e Sicilia, Turchi presero Cipro e uccisero barbaramente il governatore veneziano Marcantonio Bragadin.
Grazie a Dio ci fu la Battaglia di Lepanto che li sconfisse.
Questi sono solo tre eventi che ebbero in comune parecchie cose.
Tra queste, vi furono le divisioni nel Cristianesimo.
Questi eventi ebbero queste contingenze.
Prendiamo, ad esempio, la caduta di Costantinopoli. Ad essa contribuirono sia la separazione tra la Chiesa ortodossa e quella cattolica e sia la presenza dei movimenti ereticali, come quello dei Bogomili.
Il bogomilismo era un movimento eretico-esoterico.
Esso sorse nell'attuale Bulgaria nel X, ad opera di un monaco di nome Bogomil.
I bogomili non riconoscevano il valore dell'Antico Testamento e ritenevano che Dio avesse avuto due figli, il primogenito Satanel ed il secondogenito San Michele.
Satanel si ribellò a Dio e diventò il diavolo. Dio lo scacciò ma gli diede l'autorizzazione di creare la Terra e l'uomo.
Tuttavia, Dio ebbe compassione per l'uomo e mandò il suo secondogenito San Michele, facendolo entrare in Maria dal suo orecchio destro. Egli si incarnò e diventò il Cristo che salvò l'umanità.
Il bogomilismo si diffuse in Serbia e nell'attuale Bosnia-Erzegovina.
I bogomili furono l'elite che, di fatto, tradì l'Impero bizantino e che portò alla rottura tra questo ed territori balcanici nel XIV secolo.
Con l'arrivo dei Turchi essi si convertirono all'Islam perché lo ritennero più vicino ai loro valori di quanto non lo fossero la Chiesa cattolica e quella ortodossa, vista da loro come sataniche.
Oltre a ciò, dal 1054, la Chiesa d'Oriente fu separata da quella cattolica.
Tutto ciò determinò il declino e la caduta dell'Impero bizantino e l'avanzata dei Turchi Ottomani.
Nel caso di Mohàcs e di Cipro, la Cristianità fu lacerata dalla Riforma protestante e dalle guerre di religione che ne seguirono.
Dico tutto questo perché vorrei fare notare che il Cristianesimo è più debole quando è diviso.
Serve quindi IL RILANCIO DELL'ECUMENISMO. L'Ecumenismo (dal greco oikumene) è quel movimento che promuove una riconciliazione tra cristiani.
I primi tentativi di ristabilire l'unità dei cristiani furono fatti nel XIII secolo (concilio di Lione) e nel XV secolo (Concilio di Ferrara-Firenze).
La cosa non portò alcun effetto.
Solo nel XIX, con il Movimento di Oxford (in Gran Bretagna) ci fu la prima vera azione ecumenica.
In ambito cattolico, però, essa ci fu con il Concilio Vaticano II (1962-1965).
Da lì ad oggi molte cose sono state fatte.
C'è dialogo e colleborazione tra le Chiese cristiane.
Un grande impulso, lo diede il Venerabile Giovanni Paolo II (18 maggio 1920-02 aprile 2005) che si scusò con gli ortodossi della Quarta Crociata (1202-1204).
Certo, ci sono ancora le difficoltà.
Ad esempio, ancora oggi vi sono alcune Chiese evangeliche che ritengono il Papa l'Anticristo così come ci sono alcuni cattolici che non vogliono l'Ecumenismo ed anche alcuni ortodossi che fanno altrettanto, magari rivangando fatti accaduti secoli fa.
Purtroppo, però, la storia dice che le divisioni nel Cristianesimo non fanno bene.
Ho citato alcuni eventi ma se ne possono citare altri. Soprattutto ora, che c'è un estremismo islamico molto forte (non solo nei Paesi musulmani ma anche nelle città d'Europa) e che minaccia noi ed i nostri valori, il Cristianesimo deve essere unito.
In fondo non crediamo tutti nell'Unico Dio, nel Crocifisso e nella Trinità, come scrisse San Carlo I Stuart (19 novembre 1600-30 gennaio 1649) al Papa?
Se l'aveva capito lui, perché noi non dovremmo fare altrettanto?
Quei cristiani che continuano a mostrarsi ostili verso gli altri che credono nell'Unico Dio, nel Crocifisso e nella Trinità, vanno contro lo stesso dettato biblico e non aiutano il Cristianesimo.
Quello dell'Ecumenismo è un cammino difficile ma necessario.
La posta in gioco è alta.
Cordiali saluti.
Porto alla vostra attenzione alcuni eventi.
Il 29 maggio 1453 cadde Costantinopoli. Capeggiati dal sultano Mehmet II, i Turchi Ottomani conquistarono Costantinopoli e martirizzarono l'imperatore bizantino Costantino XI.
29 agosto 1526, i Turchi vinsero a Mohàcs. I Turchi sconfissero i cristiani e minacciarono Vienna.
01 agosto 1571, i Turchi presero Famagosta. In seguito ad una fatwa che prevedeva anche la conquista di Spagna e Sicilia, Turchi presero Cipro e uccisero barbaramente il governatore veneziano Marcantonio Bragadin.
Grazie a Dio ci fu la Battaglia di Lepanto che li sconfisse.
Questi sono solo tre eventi che ebbero in comune parecchie cose.
Tra queste, vi furono le divisioni nel Cristianesimo.
Questi eventi ebbero queste contingenze.
Prendiamo, ad esempio, la caduta di Costantinopoli. Ad essa contribuirono sia la separazione tra la Chiesa ortodossa e quella cattolica e sia la presenza dei movimenti ereticali, come quello dei Bogomili.
Il bogomilismo era un movimento eretico-esoterico.
Esso sorse nell'attuale Bulgaria nel X, ad opera di un monaco di nome Bogomil.
I bogomili non riconoscevano il valore dell'Antico Testamento e ritenevano che Dio avesse avuto due figli, il primogenito Satanel ed il secondogenito San Michele.
Satanel si ribellò a Dio e diventò il diavolo. Dio lo scacciò ma gli diede l'autorizzazione di creare la Terra e l'uomo.
Tuttavia, Dio ebbe compassione per l'uomo e mandò il suo secondogenito San Michele, facendolo entrare in Maria dal suo orecchio destro. Egli si incarnò e diventò il Cristo che salvò l'umanità.
Il bogomilismo si diffuse in Serbia e nell'attuale Bosnia-Erzegovina.
I bogomili furono l'elite che, di fatto, tradì l'Impero bizantino e che portò alla rottura tra questo ed territori balcanici nel XIV secolo.
Con l'arrivo dei Turchi essi si convertirono all'Islam perché lo ritennero più vicino ai loro valori di quanto non lo fossero la Chiesa cattolica e quella ortodossa, vista da loro come sataniche.
Oltre a ciò, dal 1054, la Chiesa d'Oriente fu separata da quella cattolica.
Tutto ciò determinò il declino e la caduta dell'Impero bizantino e l'avanzata dei Turchi Ottomani.
Nel caso di Mohàcs e di Cipro, la Cristianità fu lacerata dalla Riforma protestante e dalle guerre di religione che ne seguirono.
Dico tutto questo perché vorrei fare notare che il Cristianesimo è più debole quando è diviso.
Serve quindi IL RILANCIO DELL'ECUMENISMO. L'Ecumenismo (dal greco oikumene) è quel movimento che promuove una riconciliazione tra cristiani.
I primi tentativi di ristabilire l'unità dei cristiani furono fatti nel XIII secolo (concilio di Lione) e nel XV secolo (Concilio di Ferrara-Firenze).
La cosa non portò alcun effetto.
Solo nel XIX, con il Movimento di Oxford (in Gran Bretagna) ci fu la prima vera azione ecumenica.
In ambito cattolico, però, essa ci fu con il Concilio Vaticano II (1962-1965).
Da lì ad oggi molte cose sono state fatte.
C'è dialogo e colleborazione tra le Chiese cristiane.
Un grande impulso, lo diede il Venerabile Giovanni Paolo II (18 maggio 1920-02 aprile 2005) che si scusò con gli ortodossi della Quarta Crociata (1202-1204).
Certo, ci sono ancora le difficoltà.
Ad esempio, ancora oggi vi sono alcune Chiese evangeliche che ritengono il Papa l'Anticristo così come ci sono alcuni cattolici che non vogliono l'Ecumenismo ed anche alcuni ortodossi che fanno altrettanto, magari rivangando fatti accaduti secoli fa.
Purtroppo, però, la storia dice che le divisioni nel Cristianesimo non fanno bene.
Ho citato alcuni eventi ma se ne possono citare altri. Soprattutto ora, che c'è un estremismo islamico molto forte (non solo nei Paesi musulmani ma anche nelle città d'Europa) e che minaccia noi ed i nostri valori, il Cristianesimo deve essere unito.
In fondo non crediamo tutti nell'Unico Dio, nel Crocifisso e nella Trinità, come scrisse San Carlo I Stuart (19 novembre 1600-30 gennaio 1649) al Papa?
Se l'aveva capito lui, perché noi non dovremmo fare altrettanto?
Quei cristiani che continuano a mostrarsi ostili verso gli altri che credono nell'Unico Dio, nel Crocifisso e nella Trinità, vanno contro lo stesso dettato biblico e non aiutano il Cristianesimo.
Quello dell'Ecumenismo è un cammino difficile ma necessario.
La posta in gioco è alta.
Cordiali saluti.
martedì 8 giugno 2010
GIOVANI, LAVORO E POLITICA
Cari amici ed amiche.
Si parla tanto del fatto che qui in Italia il 30% dei giovani è disoccupato. Certo è una cifra importante, di cui, purtroppo, anch'io faccio parte.
Proviamo a fare un'analisi.
Una delle cause di questa disoccupazione giovanile sta nell'istruzione (scuola ed università).
Qui in Italia, l'istruzione è fine a sé stessa.
Mi spiego meglio.
Qui in Italia non c'è collegamento tra istruzione e mondo del lavoro.
Ad esempio, negli altri Paesi, le aziende investono negli studenti. Esse seguono gli studenti e fanno fare loro degli stages, magari pagati.
Così, le aziende hanno una persona già formata e pronta per essere assunta.
Qui in Italia, tutto questo non avviene.
Le aziende non investono negli studenti e non li seguono ma vogliono avere la pesona già formata per fare quel determinato mestiere.
Inoltre non si fanno gli stages e se li fanno molto spesso non sono pagati.
Perché questo?
Un po' è colpa delle aziende italiane ma molta parte di essa è dell'istruzione stessa.
Diciamo pure che la "mentaltà di sinistra" ha fatto presa e ha fatto molti danni.
Essa, punta ad avere tanti diplomati e laureati perché, nella sua concezione, tuto ciò significa avere una migliore democrazia.
In realtà, questo significa avere fatto solo un'istruzione di quantità ma non anche di qualità.
Infatti, in questa mentalità sono mancati i criteri meritocratici e soprattutto si è puntato più su un insegnamento teorico ed umanistico che non su un insegnamento pratico e scientifico.
Questo rende l'istruzione poco appetibile alle aziende che vogliono anche molta pratica.
E poi, come ho già detto, manca la meritocrazia.
I "baroni" delle università rappresentano il caso più eclatante ma anche certi modi di fare nelle Scuole Superiori (come certe valutazioni date con "manica larga") sono esempi di mancanza di meritocrazia.
Trovo, pertanto, corretto l'operato del Ministro dell'Istruzione e dell'Università Mariastella Gelmini.
Inoltre, se si facesse un insegnamento più pratico, forse si riuscirebbe ad arginare la "mortalità scolastica", ossia l'abbandono delle scuole di molti studenti che non arrivano nemmeno al diploma.
Quelli come me, che sono abituati al molto studio, sono riusciti ad arrivare al diploma ma molti altri hanno abbandonato gli studi.
Inoltre, vi è la questione dei ricercatori.
Qui in Italia, anche per quanto ho affermato prima, non si fa ricerca.
Molti giovani ricercatori sono costretti così ad andare all'estero.
Questo è un danno per il Paese.
In Parlamento è stato votato (con voto bipartisan) un provvedimento che agevola le assunzioni di giovani ricercatori che sono stati all'estero.
E' un buon provvedimento che però da solo non basta.
Serve un cambio di mentalità e quanto detto prima potrebbe essere un'idea.
Inoltre, le istituzioni devono essere più vicine ai giovani.
Non mi riferisco tanto al Governo (che sta facendo tanto ma che è troppo distante) ma alle Regioni, alle Province e ai Comuni.
Ci sono Regioni che stanno facendo molto.
Un esempio?
La Regione Lombardia, una regione che ha messo in campo strumenti come la "Borsa Lavoro" per aiutare i giovani.
Tra l'altro, la Regione Lombardia è anche virtuosa in termini di costi.
Essa costa ad ogni cittadino lombardo circa 36 Euro annui, un costo molto basso.
Altre Regioni costano molto di più e non offrono servizi migliori.
Realtà simili vanno aiutate da tutti (aziende comprese) perché possano rendere efficaci i loro operati e possano diventare d'esempio.
La società civile deve sorreggerle di più.
Per quanto riguarda il rapporto tra giovani e politica, io credo che anche qui, a volte, vi sia poca meritocrazia.
Ove questa meritocrazia c'è, si vede e i giovani partecipano di più alla vita politica e sociale della propria comunità, con un giovamento per tutti.
Ci sono tante energie che non vengono valorizzate perché molto spesso (specie in certe realtà locali come, ad esempio, i Comuni) è molto difficile portare avanti le proposte di cambiamento.
A volte, vi è l'idea che il cambiamento sia sempre "in peggio" e si prerferisce mantenere lo status quo, anche quando non piace.
Basti vedere, ad esempio, la questione della "Case dell'Acqua", da me sollevata a Roncoferraro.
Spero di avere detto qualcosa di interessante e di avere dato qualche motivo di riflessione.
Cordiali saluti.
Si parla tanto del fatto che qui in Italia il 30% dei giovani è disoccupato. Certo è una cifra importante, di cui, purtroppo, anch'io faccio parte.
Proviamo a fare un'analisi.
Una delle cause di questa disoccupazione giovanile sta nell'istruzione (scuola ed università).
Qui in Italia, l'istruzione è fine a sé stessa.
Mi spiego meglio.
Qui in Italia non c'è collegamento tra istruzione e mondo del lavoro.
Ad esempio, negli altri Paesi, le aziende investono negli studenti. Esse seguono gli studenti e fanno fare loro degli stages, magari pagati.
Così, le aziende hanno una persona già formata e pronta per essere assunta.
Qui in Italia, tutto questo non avviene.
Le aziende non investono negli studenti e non li seguono ma vogliono avere la pesona già formata per fare quel determinato mestiere.
Inoltre non si fanno gli stages e se li fanno molto spesso non sono pagati.
Perché questo?
Un po' è colpa delle aziende italiane ma molta parte di essa è dell'istruzione stessa.
Diciamo pure che la "mentaltà di sinistra" ha fatto presa e ha fatto molti danni.
Essa, punta ad avere tanti diplomati e laureati perché, nella sua concezione, tuto ciò significa avere una migliore democrazia.
In realtà, questo significa avere fatto solo un'istruzione di quantità ma non anche di qualità.
Infatti, in questa mentalità sono mancati i criteri meritocratici e soprattutto si è puntato più su un insegnamento teorico ed umanistico che non su un insegnamento pratico e scientifico.
Questo rende l'istruzione poco appetibile alle aziende che vogliono anche molta pratica.
E poi, come ho già detto, manca la meritocrazia.
I "baroni" delle università rappresentano il caso più eclatante ma anche certi modi di fare nelle Scuole Superiori (come certe valutazioni date con "manica larga") sono esempi di mancanza di meritocrazia.
Trovo, pertanto, corretto l'operato del Ministro dell'Istruzione e dell'Università Mariastella Gelmini.
Inoltre, se si facesse un insegnamento più pratico, forse si riuscirebbe ad arginare la "mortalità scolastica", ossia l'abbandono delle scuole di molti studenti che non arrivano nemmeno al diploma.
Quelli come me, che sono abituati al molto studio, sono riusciti ad arrivare al diploma ma molti altri hanno abbandonato gli studi.
Inoltre, vi è la questione dei ricercatori.
Qui in Italia, anche per quanto ho affermato prima, non si fa ricerca.
Molti giovani ricercatori sono costretti così ad andare all'estero.
Questo è un danno per il Paese.
In Parlamento è stato votato (con voto bipartisan) un provvedimento che agevola le assunzioni di giovani ricercatori che sono stati all'estero.
E' un buon provvedimento che però da solo non basta.
Serve un cambio di mentalità e quanto detto prima potrebbe essere un'idea.
Inoltre, le istituzioni devono essere più vicine ai giovani.
Non mi riferisco tanto al Governo (che sta facendo tanto ma che è troppo distante) ma alle Regioni, alle Province e ai Comuni.
Ci sono Regioni che stanno facendo molto.
Un esempio?
La Regione Lombardia, una regione che ha messo in campo strumenti come la "Borsa Lavoro" per aiutare i giovani.
Tra l'altro, la Regione Lombardia è anche virtuosa in termini di costi.
Essa costa ad ogni cittadino lombardo circa 36 Euro annui, un costo molto basso.
Altre Regioni costano molto di più e non offrono servizi migliori.
Realtà simili vanno aiutate da tutti (aziende comprese) perché possano rendere efficaci i loro operati e possano diventare d'esempio.
La società civile deve sorreggerle di più.
Per quanto riguarda il rapporto tra giovani e politica, io credo che anche qui, a volte, vi sia poca meritocrazia.
Ove questa meritocrazia c'è, si vede e i giovani partecipano di più alla vita politica e sociale della propria comunità, con un giovamento per tutti.
Ci sono tante energie che non vengono valorizzate perché molto spesso (specie in certe realtà locali come, ad esempio, i Comuni) è molto difficile portare avanti le proposte di cambiamento.
A volte, vi è l'idea che il cambiamento sia sempre "in peggio" e si prerferisce mantenere lo status quo, anche quando non piace.
Basti vedere, ad esempio, la questione della "Case dell'Acqua", da me sollevata a Roncoferraro.
Spero di avere detto qualcosa di interessante e di avere dato qualche motivo di riflessione.
Cordiali saluti.
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