Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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mercoledì 12 maggio 2010

29 MAGGIO 1453, CADDE L'IMPERO ROMANO!











Cari amici ed amiche.




Nel XV secolo, l'Impero bizantino (o Impero romano d'Oriente) era ridotto alle sole Costantinopoli e parte della Morea.


Lo storico Braudel paragonò la capitale ad "un cuore rimasto miracolosamente vivo in un corpo oramai da tempo".


In effetti, del glorioso Impero bizantino era rimasto ben poco.


Tra la VERGOGNOSA IV CROCIATA del XIII secolo (che fece sdegnare anche il papa), le guerre civili e le conquiste dei Turchi ottomani, nel XV secolo l'impero era ridotto ai minimi termini, come dimostra la cartina.


I Turchi minacciarono Costantinopoli ma fino al regno del sultano Mehmet II Fatih (29 marzo 1432-3 maggio 1481) non riuscirono mai a prenderla.


Anzi, ci furono periodi di convivenza. Il 03 febbraio 1451 morì il sultano Murad II e suo figlio Mehmet gli succedette.


Questi fu molto ambizioso e puntò le sue attenzioni e le sue brame sulla capitale bizantina. La sua ambizione fu così smisurata che a commettere efferati delitti, come l'omicidio del suo fratellastro.

Egli, incominciò subito ad avere un atteggiamento ambiguo verso l'imperatore bizantino Costantino XI nonostante avesse firmato l'accordo di pace del padre.

Da uomo saggio qual era, Costantino iniziò a diffidare di Mehmet ed aveva ragione.

Nell'aprile 1451 il sultano iniziò a costruire sul Bosforo una fortezza, la Boghaz Kesen.

Da lì, i Turchi avrebbero preso il controllo del Bosforo ed avrebbero potuto attaccare Costantinopoli.

Oltre a fare la fortezza, gli Ottomani iniziarono a saccheggiare le zone limitrofe suscitando le proteste sia dei Bizantini che dei Genovesi di Pera.

L'imperatore, allora, fece arrestare tutti i Turchi che erano in città e chiudendone le porte e cercò di convincere il sultano a recedere. Per tre volte mandò ad Adrianopoli (allora capitale dell'Impero ottomano) le ambascerie con doni. La terza volta, Mehmet, fece giustiziare gli ambasciatori. Il 26 novembre, i Turchi attaccarono una nave veneziana. Il comandante Antonio Rizzo fu portato a Didymoteicho ed impalato. I membri dell'equipaggio vennero segati in due.

Il 31 agosto 1451 la fortezza fu completata.

Costantino iniziò subito a trattare con l'Occidente. Papa Niccolò V acconsentì e il 20 maggio 1452 mandò il cardinale Isidoro con 200 arcieri napoletani.

Per motivi che nulla ebbero a che fare con gli ideali, si mossero anche Venezia e Genova, che temevano dei grossi danni ai loro interessi se Costantinopoli fosse caduta.

I Genovesi mandarono da Chio ottimo materiale da guerra e ottimi soldati.

Venezia, invece, usò la diplomazia, facendo promesse ma mandò poche navi.

Qui ci fu il colpo di scena. Il 12 dicembre 1452, nella basilica di Hagia Sophia (nella foto), Costantino XI proclamò la RIUNIFICAZIONE TRA LE CHIESE GRECO-ORTODOSSA E CATTOLICO-ROMANA.

Purtroppo, solo la corte imperiale accettò questo mentre la gente e molti prelati (come Gennadio Scolario) non riconobbero la riunificazione.

Anzi, ci furono coloro che come il Mega Logoteta Loukas Notaras affermarono di preferire il turbante turco alla mitra papale.

I preti cattolici venivano insultati. Con l'intento di indurre Venezia ad intervenire Costantino fece fermare le navi occidentali.

Il 5 aprile 1453 Mehmet intimò a Costantino la resa.

Lo storico bizantino Michele Doukas, scrisse molto bene di ciò.

Scrisse queste parole:

"Essendo tutto pronto per l'attacco a Costantinopoli, a parere di Maometto (Mehmet) egli mandò un messaggero che disse all'imperatore:" Tutto è pronto per l'attacco e ciò che ho deciso da molto tempo è sul punto di realizzarsi. Di fronte al nostro ordine di arrenderti cosa rispondi? Ti conviene uscire dalla città e andare dove vuoi con i signori della tua corte, con le loro ricchezze. In questo modo il tuo popolo non avrà alcun danno né da parte nostra, né da parte tua, mentre se rifiuti o resisti, è sicuro che perderai la vita, i tuoi beni e quelli dei tuoi e lascerai che il tuo popolo venga disperso nel mondo prigioniero dei Turchi".

L'imperatore rispose:" Se vuoi fare come i tuoi antenati e vivere in pace con noi, loderemo Dio. Le nostre città, i nostri paesi sono stati presi a forza. Lasciali liberi e noi ti concederemo un tributo annuale il più alto possibile e la pace sarà fatta. Quanto a consegnare la città, non è in potere di un cittadini di qualsiasi posizione, e una soluzione ci rimane: morire".

Qui si dimostro la grandezza di Costantino XI.

Mehemet, nella sua ingordigia, arrivò a dire: "Se non sarò io a prendere la città sarà la città a prendere me".

Il 06 aprile, i turchi iniziarono a cannoneggiare la città. Il giorno dopo crollò parte della Porta Chiarisii ma venne subito riparata.

L'08 aprile, i Turchi iniziarono a riempire il fossato e Mehmet fece un sopralluogo vicino a Costantinopoli prima di avere altri cannoni.

Il 09 ed il 10 aprile, l'ammiraglio della flotta turca Balta-oghlu attaccò due castelli e saggiò le difese del Corno d'Oro.

Dal 12 al 17 aprile, iniziò il vero e proprio bombardamento turco.

Il 18 aprile, poiché le mura furono demolite ed il fossato fu coperto il comandante genovese Giovanni Giustiniani Longo eresse una palizzata di legno. I Giannizzeri turchi attaccarono la palizzata con torce ed uncini. Bizantini e Genovesi combatterono (sotto il comandante genovese) fianco a fianco e respinsero l'attacco.

Il 20 aprile Balta-oghlu fece catturare tre galee genovesi affittate da Papa Niccolò V ed un trasporti bizantino con grano.

Ci fu uno scontro navale tra Turchi e Genovesi che misero in difficoltà i propri avversari, grazie alla loro competenza. I Turchi non ebbero la meglio. Il giorno dopo Balta-oghlu venne accusato di tradimento da Mehmet e privato dei gradi e dei beni. Sulle mura riprese il bombardamento turco che fece crollare una torre, la Bactinian.

Se si fosse ordinato un attacco su tutta la linea i Turchi avrebbero sfondato ma il sultano non era alle mura.

In seguito un italiano suggerì a Mehmet il modo per superare il Corno d'Oro. Fece così un diversivo per distrarre i defensori ma non riuscì a vincere.

L'assedio si protrasse per un mese.

Il 28 maggio, ci fu una messa in Hagia Sophia.

L'imperatore prese la Comunione e Greci e Latini pregarono insieme ed intonarono la formula del "Kyrie Eleison" .

Costantino fece una cosa irrituale per la corte bizantina.

Abbracciò i soldati italiani.

Il 29 maggio, alle ore una e mezza del mattino, i Turchi fecero l'attacco con i Basci-Bazuok. Dopo due ore di cannonate la palizzata crollò ed i soldati anatolici si trovarono di fronte l'imperatore ed i Bizantini che li massacrarono.

In seguito, guidati da Mehmet, i Giannizzeri attaccarono. Lo scontro durò quattro ore.

Le campane suonarono ed i cristiani iniziarono a pregare. Per un' ora si combattè corpo a corpo. Una cinquantina Turchi entrarono nella Kerkoporta che era stata lasciata aperta. I difensori li avrebbero uccisi tutti se il comandante genovese Giustinani Longo non fosse stato ferito. Fu portato via.

Questo segnale venne interpretato dai Genovesi come una ritirata.

Costantino rimase solo. Egli, suo cugino Teofilo, don Francisco de Toledo e Giovanni Dalmata bloccarono per un po' la porta. Poi, strappatosi le insegne imperiali l'imperatore si gettò nella mischia.

Morì in guerra. I Turchi vinsero ed entrarono nella città.

Arrivati alla basilica di Hagia Sophia, buttarono giù la porta ad asciate. Sgozzarono i preti che dicevano messa, uccisero le persone in preghiera e stuprarono i bambini sugli altari.

La chiesa venne trasformata in moschea alla sera.

Il corpo di Costantino XI venne decapitato e sventrato. La testa fu messa sulla Colonna di Costantino (come scherno verso il distrutto Impero romano d'Oriente) e fatta girare per l'Impero ottomano come monito.

In seguito, la salma dell'imperatore venne sepolta in una fossa comune, pare presso la Porta di San Romano.

Che dire di tutto ciò?

Si sarebbe potuto evitare se tutta l'Europa avesse attaccato i Turchi. Invece, i grandi stati fecero poco e ci fu quella catastrofe.

Il millenario Impero bizantino cessò di esistere. Anzi cessò di esistere l'Impero romano, perché i Bizantini furono i veri eredi della civiltà dei Cesari.

Quando arrivarono i Turchi, i libri della biblioteca costantinopolitana vannero bruciati.

Andò via un intero patrimonio culturale, con una civiltà che lasciò la sua impronta dappertutto.

Anche qui nel Mantovano. Non a caso ho fatto un'istanza al Comune di Roncoferraro per proporre un evento culturale dedicato all'Impero bizantino e spero che tale istanza sia accolta.

Quanto a Costantino XI, che dire? "SANTO SUBITO"!

E' già santo per i cristiani orientali ma anche noi cattolici gli dobbiamo molto. Tra l'altro fu in comunione con Roma quando morì.

Tra l'altro, il 20 maggio ci sarà la sua festa. Credo che vada ricordato con grande onore e magari sarebbe giusto rivolgere a lui le nostre richieste di intercessione.

Cordiali saluti.










martedì 11 maggio 2010

CAFFA, LA PRIMA GUERRA BATTERIOLOGICA




Cari amici ed amiche.

Oggi si parla tanto di "guerra batteriologica" ma pochi sanno che essa è una "pratica" molto vecchia e, purtroppo, fu sperimentata da noi italiani.

Nel Basso Medioevo, la Repubblica marinara Genova ebbe un impero commerciale. Sul Mediterraneo e sul Mar Nero ci furono numerosi "fondachi" ed "empori" della "Respublica superiorem non reconoscens" detta anche "Dominante" come anche altre regioni. Esempi furono la Corsica e Chios.

Essa fu talmente potente che nel 1261 riuscì ad aiutare l'imperatore bizantino Michele VIII Paleologo a riprendersi il trono di Costantinopoli, da cinquantacinque anni in mano agli imperatori latini d'Oriente e (de facto) in mano ai Veneziani, con cui i Genovesi furono in guerra.

Proprio a Costantinopoli, Genova aveva due quartieri, Galata e Pera.

Proprio da questi due quartieri, Genova controllava altre comunità, tra le quali quella di Caffa, in Crimea.

In questa città (che oggi si chiama Teodosia e si trova nell' attuale Ucraina) fu sotto l'influenza dei Cazari (popolo seminomade di origini turche e di religione sciamanica ma poi in buona parte convertita all'ebraismo) e quella dell'Impero bizantino.

Dal 1266 il capo mongolo Mengu Temur ( discendente di Cingis Khan e capo del Khanato dell'Orda d'Oro) vendette terre ai Genovesi che ne fecero una colonia.

Qui ci fu la guerra batteriologica. Caffa venne attaccata da Tartari popoolazione mongola convertita all'Islam.
L'attacco avvenne tra il 1346 ed il 1347.
Gli assedianti (capeggiati da Gani Bek) catapultarono entro le mura corpi di malati di peste, della quale il focolaio fu la Cina.
I Genovesi, tentarono di impedire il diffondersi della Yersinia pestis, gettando fuori i cadaveri ma le pulci li infettarono.
In fuga, i Genovesi salparono alla volta di Costantinopoli, capitale dell'Impero bizantino che era in grave crisi.
Dopo la IV Crociata (1202-1204) e le guerre civili sotto gli imperatori Andronico II e Andronico III l'impero si disgregò e i Turchi ottomani (che nel 1301 si insediarono in Anatolia, tra Brussa, Eskisehir e Nicea) ne stava conquistando le terre.
Quindi, quei poveri Bizantini dovettero prendersi anche la croce della peste.
Questi Genovesi andarono poi in Europa occidentale e portandosi dietro il morbo che nel 1348 fece una vera e propria pandemia.
Si calcola che circa un quarto della popolazione europea morì di questo morbo.
Questo ebbe un effetto devastante sull'Europa, che già aveva altri problemi. Infatti, il XIV secolo fu un periodo più freddo (infatti ci fu una glaciazione) e molti raccolti andarono male. le cronache dell'inglese Thomas Walsingham e dell'italiano Agnolo di Tura raccontano ciò.
La peste generò il terrore in Europa. Il cloramfenicolo fu scoperto solo nel 1947.
Ne fu una dimostrazione l'iconografia nell'arte (un esempio è nella foto che raffigura un affresco di subiaco, Roma) e ci furono fenomeni estremi come le flagellazioni, l'uccisione di molti ebrei (accusati di essere gli "untori") e la jacquerie, assalti ai signori e ai loro castelli da parte dei contadini.
I signori poi reagirono con feroci repressioni.
Quindi, la guerra batteriologica non punta a solo a distruggere un nemico sul campo a a destabilizzarlo sul suo territorio. Anche le attuali forme di terrorismo puntano a questo. Tenendo conto del fatto che la popolazione è più numerosa di quella XIV si dovrà stare molto attenti.
Cordiali saluti.


PALAZZO TE, ARTE E MISTERO




Cari amici ed amiche.





Se venite a Manatova, oltre il Palazzo ducale, il Duomo, la Sinagoga Norsa, la Rotonda di San Lorenzo, il Palazzo d'Arco e la Basilica di Sant'Andrea, visitate il Palazzo Te.


Esso fu edificato su un'isola lacustre tra il 1525 ed il 1534 su commissione del duca Federico II Gonzaga.


Il nome deriva dal luogo chiamato Tejeto (ossia "luogo delle capanne").


Quest'opera fu fatta da Giulio Romano.


Il Palazzo Te ricorda le antiche ville romane. E' a pianta quadrata un'esedra sul lato orientale. Grazioso è il bugnato all'esterno.


I suoi portici sono sostenuti da colonne tuscaniche ruvide.


Belle sono le decorazioni degli ambienti.


Molto graziosa è la "Loggia d'onore", con affreschi che raccontano la storia biblica di re Davide.


Tra le sale, non sono da perdere la "Sala dei Cavalli" (i cui affreschi mostrano i cavalli della scuderia dei Gonzaga), la "Sala di Amore Psiche" (il cui tema degli affreschi è il mito di Amore e Psiche), la "Sala delle Aquile" (sulla cui volta è affrescata la storia della caduta di Fetonte), la "Sala dei Cesari" (con i bassorilievi) e la "Sala dei Giganti".


Quest'ultima (nella foto) mostra la storia della caduta dei Giganti dall'Olimpo.


E' molto bella ed ha un soffitto a cupola. In origine non aveva finestre e l'unica luce fu quella del caminetto.


I suoi affreschi narranno della caduta dei Giganti dal Monte Olimpo. E' chiaro il riferimento all'imperatore Carlo V.


I personaggi sono tutti disposti su una spirale che parte dalla base dei muri e finisce al centro della volta, ove è raffigurato Giove che scaglia i fulmini contro i Giganti che sono schiacciati dagli edifici che crollano.


Incise sulle pareti questa sala, sui disegni sono state trovate delle scritte particolari, alcune esoteriche.
Una di queste è il monogramma di Cristo, ossia "IHS" (Iesus Homini Salvator) e un'altra recita "Hic fuit rex Mathias" (Qui fu re Mattia), anche se non risulta che l'imperatore Mattia II d'Asburgo (1557-1619) fosse mai venuto a Mantova.
Oltre a ciò, altri luoghi hanno cose "misteriose".
In uno dei loggiati vi sono affreschi con geroglifici egizi. Secondo il pensiero rinascimentale, il geroglifico è la lingua di Dio.
Inoltre, il luogo più caratteristico è la Grotta. Questo ambiente, usato come stanza da bagno. era decorato con conchiglie e giochi d'acqua, che oggi non ci sono più.
In realtà, pare che questo luogo avesse avuto a che fare con Vincenzo I Gonzaga e la sua mania dell'alchimia, cosa di cui ho parlato nel post http://italiaemondo.blogspot.com/2010/05/alchimia-la-radice-della-chimica.html.
Lì pare che ci fossero stati molti alchimisti.
La simbologia della stanza lo dimostra.
Il Palazzo Te è un vero e proprio libro sulla mantalità del Rinascimento, con tutte le sue contraddizioni.
Cordiali saluti.

L'ISLAM, LA TOLLERANZA E LA LIBERTA'.


Cari amici ed amiche.

Si parla spesso di "Islam tollerante". Cominciamo a dare una spiegazione di ciò.
La questione, infatti, è molto più complessa.
In buona parte dei Paesi in cui la religione islamica è maggioritaria chi non è musulmano può pregare secondo la sua fede in forma privata.
Quindi, i cristiani ed ebrei possono pregare. Anche la storia dice questo. Nei territori che furono del Califfato arabo e, in seguito dell'Impero ottomano, gli ebrei ed i cristiani potevano pregare, almeno a livello privato.
Questa è la TOLLERANZA. Essa ha una dimensione puramente privata.
Il problema però si pone quando le minoranze ebraiche e cristiane vogliono esprimere il loro pensiero nella vita pubblica di quei Paesi in cui la maggioranza è islamica.
Qui sorgono i problemi e proviamo a spiegare il perché.
A differenza di quanto accade per noi cristiani, per i musulmani non vi è una separazione tra "sfera temporale" e "sfera spirituale".
Quindi, ciò provoca una commistione tra religione e politica.
Inoltre, nell'Islam non vi è una Chiesa stabile (come da noi cattolici) ma il tutto è affidato agli imam che possono interpretare il Corano in modo più o meno rigido e molto spesso in quel contesto si tende a non vedere di buon occhio ciò che va fuori dal dettame religioso .
Quindi, ci si trova di fronte ad una religione che molto spesso detta anche la vita sociale e quella politica e che, nella sua concezione, tende a non vedere di buon occhio tutto ciò che sta al di fuori del Corano.
Come dice Magdi Cristiano Allam, per noi cristiani, Dio si fece uomo in Gesù Cristo. Per i musulmani, Dio si fece carta nel Corano.
Nel Cristianesimo, vi è anche una nozione di laicità. Infatti, Gesù stesso fu un laico, non essendo stato della tribù di Levi ma di quella di Giuda.
Quindi il suo messaggio pose una separazione tra politca e religione, come anche il detto del Vangelo:" Date a Cesare quel che è di Cesare e date a Dio quel che è di Dio".
Nell'Islam, tutto questo non c'è' e tutto quanto accade nel mondo deve essere conforme al dettato religioso.
Da qui sorgono i problemi.
Tutto ciò che, in qualche modo, non è riconosciuto come conforme al Corano, in quel contesto rischia di venire visto come contro Dio stesso.
Di conseguenza, nei Paesi islamici non è facile costruire sinagoghe e chiese così come non è facile che un non musulmano possa entrare nel governo o diventi capo di Stato.
Inoltre, i problemi sono maggiori quando un musulmano decide liberamente di convertirsi al Giudaismo o al Cristianesimo oppure quando giudei e cristiani decidano di manifestare pubblicamente il proprio pensiero in quei Paesi.
Questa concezione danneggia anche quei musulmani più illuminati che vogliono manifestare un pensiero laico che è fondamentale per la LIBERTA' DI CULTO. A differenza della tolleranza, la libertà di culto ha anche una dimensione pubblica e nei Paesi a maggioranza islamica questo è un aspetto spesso problematico.
Quindi, tolleranza e libertà di culto non sono sinonimi.
Chi dice che nei Paesi islamici vi sia tolleranza può anche avere ragione, anche se ciò non sempre accade. In certi casi la religione arriva anche ad intromettersi negli aspetti della vita privata delle persone, anche con metodi poco pacifici.
Non ha certamente ragione quando dice che in essi vi sia libertà di culto.
La storia lo dimostra. Basti pensare ai Califfati arabi in cui i cristiani e gli ebrei potevano avere il loro culto ma dovevano portare segni di inferiorità e non potevano aspirare a cariche alte, senza una conversione all'Islam.
Nell'Impero ottomano, i sultani concedevano la tolleranza ai sudditi cristiani ma dovevano pagare delle tasse in più.
Oltre a ciò, ci furono anche gli episodi di violenza, come quanto accadde nella basilica di Hagia Sophia a Costantinopoli il 29 maggio 1453 o a Famagosta (Cipro, foto) nel 1571.
Da tutto questo, noi dobbiamo trarre una riflesslione.
Cordiali saluti.

lunedì 10 maggio 2010

ITALIA, UNA BELLA FIGURA IN EUROPA


Cari amici ed amiche.


Se il Piano Salva-Stati è stato approvato, il merito è stato soprattutto dell'Italia e del governo del presidente Silvio Berlusconi.
L'esecutivo ha lavorato alacremente e con grandissimo impegno per evitare che la crisi greca potesse espandersi agli altri Stati ed evitare un "nuovo '29".
Già, infatti, se quel piano non fosse stato approvato, ci sarebbe stato un crollo dell'Euro, con un effetto domino su tutto il globo, USA compresi.
I soldi sarebbero stati carta straccia e ci sarebbe stata solo miseria.
Invece, tutto ciò è stato evitato, grazie ad un piano di salvataggio con una somma pari a 7 miliardi di Euro.
Il governo del presidente Berlusconi è stato formidabile per il suo impegno nel portare avanti questo piano che altrimenti, con molta probabilità, sarebbe naufragato, con gli effetti sopra citati.
Questo piano rappresenta anche la lotta contro la speculazione.
L'Italia ha dimostrato di essere in prima linea per una giusta politica in Europa.
Cordiali saluti.


L'IMPERO CHE (FORSE) MORI' COL PIOMBO


Cari amici ed amiche.

Sulla caduta dell'Impero Romano d'Occidente (avvenuta nel 476 AD) si sono dette tante cose, così come sulle sue cause. Però potrebbe esserne stata tralasciata una.
I Romani, amavano molto i vini. Basta vedere i famosi scavi di Pompei, per capirlo.
Essi amavano anche trattare il vino in vari.
Uno di questi trattamenti fu la bollitura in caldaie.
Fatto bollire il vino veniva ridotto ad uno sciroppo molto dolce.
Questo sciroppo era chiamato sapa e veniva usato per dolcificare cibi e bevande.
Ora, però, qui vi fu il problema.
Le caldaie erano fatte di PIOMBO ed il vino in ebollizione reagiva con essa formando l'acetato di piombo (o acetato piomboso, in quanto il piombo è bivalente, (CH3COO) 2Pb)).
Questo composto è un sale dell'acido acetico e del piombo.
Questo sale era presente nella sapa e le dava il sapore dolce.
Il piombo è tossico. Esso reagisce con i gruppi -SH degli enzimi e li inattiva.
Ad avere il piombo, non fu solo la sapa ma anche l'anche l'acqua. Infatti, le reti romane idriche erano avanzate ma i tubi erano fatti di piombo.
Questo potrebbe avere generato numerosi casi di letargia e turbe mentali, che sono sintomi tipici del saturnismo.
Forse, da qui si possono spiegare i comportamenti folli di alcuni imperatori (come Caligola, Nerone, Domiziano, Commodo o Eliogabalo) e forse anche la fine di personaggi come il "Magister Militum" Ricimero (405-472) e conoscere meglio le cause della caduta dell'impero.
Cordiali saluti.

domenica 9 maggio 2010

STATO E CHIESA, UN RAPPORTO STORICAMENTE COMPLESSO


Cari amici ed amiche.


Si sa, il rapporto tra Stato e religione è storicamente molto complesso.

Durante la Roma imperiale, vi era un sincretismo religioso e l'imperatore era anche il Pontenfice Massimo.

Con l'avvento del Cristianesimo (con gli editti di Milano, nel 313 AD, e di Tessalonica, nel 380 AD), la situazione cambiò.

Si passò dal politeismo sincretista greco e romano al monoteismo di tipo giudaico del cristianesimo.

Sul piano politico, il quadro mutò radicalmente tra Occidente ed Oriente e favorì la divisione dell'Impero Romano, tra l'Impero d'Occidente (con capitale Milano e poi Ravenna) e quello d'Oriente, con capitale Costantinopoli.

In Occidente, la Chiesa fu sempre indipendente dall'imperatore. In Oriente, l'imperatore proteggeva la Chiesa ed era un "sommo sacerdote". Infatti, presiedeva i concili, emanava decreti religiosi ed era alla testa delle processioni.

Infatti, a Costantinopoli, il rapporto Stato-Chiesa si sviluppò sul modello di Melchizedek, il re-sacerdote.

Nel 476 AD cadde l'Impero romano d'Occidente (che di fatto cessò di esistere anni prima).

I regni romano-barbarici furono esperienze transitorie e spesso problematiche nel rapporto tra Stato e Chiesa.

Un esempio fu qui in Italia il Regno degli Ostrogoti di Teodorico (454 AD-526AD). Qui, il re ostrogoto, proclamò il Cristianesimo ariano come religione di Stato. Questo generò problemi con i Romani, di religione cattolica.

Con l'arrivo dei Bizantini dell'imperatore Giustiniano, che nel 553 AD distrusse il regno ostrogoto il cattolicesimo tornò ad essere reliogione di Stato ma ci furono problemi tra il Papa e l'imperatore. Infatti, com'è stato detto, a Costantinopoli vi fu la figura del sovrano-sacerdote alla Melchizedek. Questo non piacque al Papa. Giustiniano volle trovare un accordo che non ci fu.

Anzi, fu proprio lui a cominciare una nuova concezione, il cesaropapismo.

Le cose si aggravarono in seguito, con l'imperatore Leone III Isaurico (675-741, nella foto). Forse, spaventato dalla minaccia islamica verso il suo impero, Leone fece il decreto dell'iconoclastia. Egli, infatti, ritenne che il culto delle icone fosse vicino al paganesimo.
Anche se poi il decreto fu ritirato, questo incrinò ulteriormente i rapporti con Roma e favorì i Longorbardi che nel frattempo avevano occupato l'Italia.

Sul fronte opposto, in Gallia nel 496 AD, il re dei Franchi Clodoveo si convertì al Cristianesimo.

Questo fu fonte di approvazione dell'aristocrazia gallo-romana e tra i Franchi e Romani di Gallia ci fu una vera e propria fusione.

Anzi, fu proprio la Chiesa a ricostruire l'unità europea, sotto una nuova identità romana e cristiana.
Ciò culminò con la nascita del Sacro Romano Impero di Carlo Magno (800AD).
Questo determinò un'evoluzione nei rapporti tra Stato e Chiesa.
Infatti, la Chiesa aveva bisogno dello Stato, per potere convertire i popoli e fare il suo magistero.
Nel frattempo, lo Stato aveva bisogno della Chiesa, per potere esercitare il suo potere.
Si creò un rapporto che fu spesso difficile.
L'esempio più classico, furono la "lotta per le investiture" e la nascita della figura del "vescovo-conte" .
Qui, l'imperatore voleva avere potere anche sulla Chiesa ed investire i vescovi che spesso erano anche i suoi vassalli.
Il Papa, dal canto suo, volle avere l'autonomia dall'imperatore e rivendicò una supremazia anche su di egli.
Ci furono attacchi al Papa e scomuniche di imperatori (come nel caso di Enrico IV) e la cosa si risolse solo nel 1122, con il Concordato di Worms tra l'Imperatore Enrico V ed il Papa Callisto II.
Secondo questo concordato all'imperatore spettavano le nomine secolari mentre le investiture dei vescovi spettavano al Papa.
Ci furono altre lotte tra Papa ed Impero e solo la decadenza del potere politico dei due soggetti nel XIV secolo determinò la vera fine delle lotte.
Nel frattemò, nel 1054, si consumò la rottura definitiva tra Roma e Costantinopoli. La Chiesa d'Oriente si separò con l'impulso del Patriarca Michele I Cerulario (1000-1059) che entrò in rotta di collisione con Papa Leone IX. Ci fu così lo Scisma d'Oriente. Questo creò poi dei problemi.
Nel XIV ci fu il declino dei "due Soli", ossia il Papato e l'Impero e presero piede le grandi monarchie nazionali, come la Spagna, la Francia e l'Inghilterra.
Queste monarchie nacquero intorno alle Chiese locali e anche su di esse i re vollero esercitare il loro controllo.
L'Europa era ancora cattolica ma era frammentata in varie Chiese nazionali.
Nel frattempo, nel 1453, l'Impero Romano d'Oriente (Impero Bizantino) cessò di esistere. I Turchi Ottomani di Maometto II conquistarono Costantinopoli.
Se la Chiesa fosse stata unita, forse quell'impero si sarebbe potuto salvare.
L'unità cattolica dell'Europa cessò con la Riforma protestante (1517).
Qui il rapporto Stato-Chiesa giocò un ruolo fondamentale.
Infatti, ove i movimenti promossi da Lutero, Calvino ed altri riformatori ebbero l'appoggio dello Stato, la Riforma si affermò. Fu il caso, ad esempio, della Svezia, ove il re Gustavo I Eriksson Vasa (1496-1560), aderì alla Riforma, distrusse il potere della Chiesa cattolica svedese e ne incamerò i beni.
Un caso a parte fu l'Inghilterra di re Enrico VIII (1491-1547) che nel 1534 fece votare al Parlamento l'Act of Supremacy, con cui divenne il Capo Supremo della Chiesa inglese.
Dopo il Concilio di Trento (1545-1563), ci furono altri problemi interni alla Chiesa e nel rapporto tra questa e gli Stati. Con l'Umanesimo, il Rinascimento e l'Epoca Moderna, si affermò una mentalità laica, con la scienza (da Niccolò Copernico a Galileo Galilei e da Keplero e Ticone) e la letteratura ma crebbero anche altre idee condizionarono il rapporto tra Chiesa e Stati.
Nella Francia di re Luigi XIV (1638-1715) ci fu il gallicanesimo. In Austria si affermò il giuseppinismo e nel Portogallo il ministro Pombal (1699-1782) espulse i Gesuiti.
Gli stati cattolici riconoscevano la loro Chiesa ma i monarchi volevano assumerne in controllo.
Questa cosa i aggravò con la Rivoluzione francese nel 1789.
Nel 1790 fu fatta in Francia la Costituzione Civile del Clero che rese i preti ed i vescovi eleggibili ma lese il legame tra la Chiesa gallicana e Roma.
Questo lacerò il clero e la società francese e portò ad uno scontro che trasformò la Francia nel primo Stato che agiva contro la Chiesa.
Sotto l'impulso di Jacques-René Hébert (1715-1794) vi fu una vera e propria politica di scristianizzazione. I vari "Christomoques" portarono avanti così le loro ideologie. La Rivoluzione francese ed il periodo napoleonico, lasciarono la loro impronta.
Basti pensare al comunismo che puntò a togliere Dio dalla vita pubblica.
Nel XX secolo, Dio fu tolto dalla vita pubblica e fu sostituito da idee nichiliste come quelle di Karl Marx e Friedrich Nietzsche.
Il risultato fu la nascita di quei mostri ideologici chiamati Nazi-fascismo e Comunismo.
Oggi, noi dobbiamo recuperare il concetto di "laicità positiva" in cui non ci sia uno Stato contro la Chiesa ma uno Stato autonomo dalla Chiesa ma non contro di essa. Un esempio di ciò c'è ed è rappresentato dagli USA.
Solo così si può evitare il ripetersi di certe tragedie.
Cordiali saluti.






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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.