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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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sabato 18 agosto 2012

Dal sito "Lo Straniero" di Antonio Socci, IL DISASTRO DEI CATTOLICI IN POLITICA (avremo un Meeting colonizzato dalla tecnocrazia finanziaria al potere? O il grido di libertà del popolo ciellino si farà sentire?)

Cari amici ed amiche.

Sul sito di Antonio Socci "Lo Straniero", è comparso questo articolo intitolato "IL DISASTRO DEI CATTOLICI IN POLITICA (avremo un Meeting colonizzato dalla tecnocrazia finanziaria al potere? O il grido di libertà del popolo ciellino si farà sentire?)":

"“E’ doveroso che, nella vita pubblica, i cattolici siano sempre più numerosi”, ha affermato il cardinale Bagnasco, presidente della Cei. Infatti i giornali di ieri hanno titolato: “Bagnasco: più cattolici in politica”.
DI PIU’ ?
Ma siamo sicuri che manchino? A me pare che tutti si dicano cattolici. Dagli ultradestri di Forza Nuova ai comunisti Vendola e Crocetta, da Tonino Di Pietro a Silvio Berlusconi, da Monti a Tremonti, da Rosy Bindi a Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi, da Leoluca Orlando a Raffaele Lombardo o Totò Cuffaro, dall’ex pannelliano ed ex verde Rutelli al post-socialista Sacconi, dall’ex radicale Roccella al caso politico del momento, il sindaco Renzi, dall’ex musulmano Magdi Allam a Borghezio, dalla Binetti a Ignazio Marino, da Mantovano a Buttiglione, perfino da Prodi a Sgarbi (che mi pare si dica cattolico).
E’ il caso di dire: troppa grazia…
Uno dei pochi a dirsi pubblicamente ateo (abbracciando le battaglie laiciste), Gianfranco Fini, con coerenza tutta finiana ambisce ad essere tra i fondatori della “Cosa Bianca”, cioè il nuovo raggruppamento cattolico. Le cui colonne – a difesa del valore della famiglia – oltre a Fini, sarebbero Casini e Passera (non è divertente?).
Mentre per l’altro pilastro – quello dello stato sociale (rivendicato da Olivero delle Acli, un altro dei fondatori, insieme al cislino Bonanni) – il Corriere suggerisce il nome di Emma Marcegaglia, notoriamente paladina degli operai e della dottrina sociale della Chiesa.
A sintesi di tutto – valore della famiglia e valori sociali – sempre secondo il Corriere c’è Luca Cordero di Montezemolo, che è davvero un simbolo vivente, per le masse cattoliche, di devozione e di battaglie per la famiglia e la giustizia sociale…
Il tutto in alleanza con il duo Bersani-Vendola che – di fronte alla grande emergenza economica del Paese – come prima idea ha lanciato quella delle “unioni gay” (la cosa che, come si sa, più sta a cuore agli operai e alla casalinga di Voghera).
Ma oltre alla “coerenza di valori”, nella futura alleanza fra Cosa bianca e sinistra c’è anche un’ammirevole coerenza politica e programmatica.
Perché mentre il nuovo centro di Casini intende rappresentare il “partito di Monti”, per riportare il tecnocrate a Palazzo Chigi dopo il 2013, il duo Bersani-Vendola con cui si allea è dichiaratamente “contro Monti” (Vendola-Fassina) e “per superare Monti” (Bersani). Come si vede: poche idee, ma molto confuse.
Non è chiaro poi cosa abbiano a che fare i cattolici con la tecnocrazia finanziaria rappresentata da Monti, da sempre contrapposta alla Chiesa (già Pio XI, nella “Quadragesimo anno”, tuonava contro l’ “imperialismo internazionale del denaro”).
I PALETTI DELLA CHIESA
E’ evidente allora che la richiesta di Bagnasco in realtà non riguarda il numero di politici cattolici. Ma la qualità e la loro direzione di marcia.
Probabilmente il suo intervento è stato provocato dal crollo del centrodestra il cui governo per la Chiesa fu perfino più favorevole di quelli della Dc.
Alla Cei e anche alla Segreteria di Stato vedevano assai di buon occhio la leadership e la candidatura di Alfano, che speravano si alleasse con l’Udc, ma poi tutto è naufragato.
Così Bagnasco ha riproposto i fondamenti di una seria presenza politica dei cattolici: i valori non negoziabili come base e i valori sociali come sviluppo. Ha posto dei paletti preventivi.
Perché la cosiddetta “Cosa bianca” non sembra nascere alla scuola del magistero Wojtyla-Ratzinger, né in continuità con la tradizione democristiana, ma sull’equivoca “operazione Todi”, uno degli episodi più umilianti di subalternità culturale e politica dei cattolici ai salotti laicisti del “Corriere della sera” (i più accanitamente anticattolici).
DA DON STURZO A DON LURIO
E’ pur vero che a Todi, Bagnasco fece un ottimo intervento per bocciare l’intenzione dichiarata del “Corriere” – gran burattinaio del convegno – di condannare l’epoca Ruini.
Ed è vero che lo stesso Bagnasco ribadì la centralità dei “valori non negoziabili” come base anche per una sana politica sociale (lo ha ripetuto in queste ore).
Tuttavia a Todi non ha prevalso la linea Bagnasco, ma quella del Corriere. Infatti l’evento è poi servito per le manovre politiche che hanno portato al potere Monti, Passera e Riccardi.
E non è mai stato ufficialmente sconfessato dalla Cei (solo a mezza bocca). “Avvenire” sembra talora l’organo ufficioso di Riccardi, dell’ Udc e di Monti.
Del resto a Todi non si sono viste idee, ma solo le ambizioni di tanti personaggi in cerca di notorietà o di poltrone. Insomma un balletto politichese. Cosicché la “cosa bianca” che nasce da lì non sarà all’insegna di don Sturzo, ma casomai di don Lurio.
Quello che è successo da Todi in poi pone anche un altro problema. Ieri, sul “Corriere”, il presidente delle Acli, Andrea Olivero, ha sostenuto che è finita la “supplenza” esercitata dai vescovi, in politica, dopo la fine della Dc.
Poi ha aggiunto: “proseguire su una strada simile, significherebbe tradire la linea del Concilio e la responsabilità del laicato in politica”.
Vero. Ma non è ancora più fondamentalista e anticonciliare il diretto coinvolgimento di associazioni ecclesiali nell’agone politico, come è accaduto a Todi?
E che dire poi della nomina a sottosegretario dell’ambizioso Riccardi, definito da tutti “fondatore della Comunità di S. Egidio”?
Ce la vedete voi Chiara Lubich a sgomitare per avere un posto da sottosegretario o da ministro?
Si tratta di capire se la Comunità di S. Egidio è un soggetto ecclesiale (e allora sembra inopportuno che il suo fondatore corra da politico), o da sempre è un soggetto politico (ma allora si smetta di considerarlo movimento ecclesiale).
Del resto a Todi c’erano anche altri movimenti ecclesiali (quasi tutti) dunque è stata davvero la débacle della laicità proclamata dal Concilio. Mancava – opportunamente – Comunione e liberazione, ma c’era la Compagnia delle opere.
IL CASO CL
E proprio CL è l’altro enigma che sconcerta i vescovi. Il movimento di don Giussani infatti è sempre stato la realtà ecclesiale più vivace, coraggiosa, culturalmente consapevole e socialmente creativa.
Negli ambienti della Cei però, dopo la morte di don Giussani, hanno la sensazione di assistere a un ripiegamento intimistico che sta portando CL proprio a quella “scelta religiosa” di cui Giussani – poi con Giovanni Paolo II e Ruini – fu il più strenuo avversario.
Alla Cei guardano con preoccupazione sia il diminuito slancio missionario, sia la vistosa ritirata del movimento dalla sua tradizionale presenza negli ambienti giovanili e di lavoro, nella vita pubblica, nel mondo della cultura, della scuola e delle iniziative sociali.
Del tutto incomprensibili, alle gerarchie, appaiono poi i segnali sulla politica.
Dall’intervista al “Corriere” del 20 gennaio di don Carron (attuale responsabile del movimento) in cui si annunciava che non esistono politici di CL, alla lettera dello stesso Carron a “Repubblica”, interpretata da tutti non solo come uno storico siluramento di Formigoni (con tutto quel che rappresenta), ma pure come un’immotivata colpevolizzazione di CL, per di più sulle colonne del giornale da sempre più ostile al Movimento e alla Chiesa.
E poi dall’apoteosi di Napolitano al Meeting dell’anno scorso (con tanto di mostra risorgimentale che buttava al macero quarant’anni di elaborazione culturale ciellina), all’apertura del Meeting di quest’anno affidata al premier Monti, presentato da Vittadini, con un seguito di conferenze per ben sette ministri, Passera incluso (il Papa ha deciso di non andare).
Sarà inevitabile dunque la strumentalizzazione politica del Meeting. E diventeranno più vistose le divisioni interne già presenti sia sul caso Formigoni-Simone, che sul recente attacco di Giorgio Vittadini a Maurizio Lupi in quanto berlusconiano (Vittadini invece è indulgente col governo Monti).
In questa confusione i cattolici rischiano di diventare le foglie di fico di poteri e ideologie diverse. Perdendo ogni originalità e identità.  ".

Ringrazio l'amica Irene Bertoglio che ha messo l'articolo su Facebook.
Come ho detto tante volte, non servono tanti politici cattolici.
Servono dei buoni politici cattolici che siano coerenti con il loro credo.
I politici cattolici devono combattere tutti i totalitarismi, dal nazismo al comunismo, fino alla tecnocrazia.
I politici cattolici devono tornare a parlare di famiglia e di sussidiarietà.
I politici cattolici devono difendere la vita. 
I politici cattolici devono dire no al terrorismo islamico e stare con chi combatte il terrorismo islamico, come lo Stato di Israele.
I politici cattolici devono essere a favore della scienza e contro lo scientismo, ossia quella posizione ideologica che vede nella scienza un potere illimitato dell'uomo e non una risorsa per l'uomo.
I politici devono rigettare il comunismo, il nazismo e la tecnocrazia.
I politici cattolici non possono essere centristi.
Il centrismo è il peggiore nemico del cattolicesimo poiché lo svilisce.
Infatti, il centrismo fa sì che il cattolico si schieri a seconda delle convenienze e lo porta anche a schierarsi con movimenti anticattolici.
Basti pensare ai cattolici del centrosinistra o anche all'Unione di Centro.
I cattolici devono stare nei partiti che rispecchiano realmente i valori del cattolicesimo.
Cordiali saluti. 


Lavoro e religione

Cari amici ed amiche.

L'amico Fabio Trinchieri ha messo sul suo blog "Zoom Italia" un articolo intitolato "Suicidi economici".
Purtroppo, questa crisi sta creando problemi alle aziende e disoccupazione.
Io che sono disoccupato so di cosa si tratta.
Purtroppo,a complicare le cose, ci si mette la burocrazia.
Ora, nel mio curriculum,  io ho messo anche la religione che professo, il cattolicesimo romano.
Purtroppo, c'è chi mi critica per il fatto che io metta ciò, poiché,  a dire di alcuni,  la gente dice che io venga preso per idiota e che il mio curriculum venga preso per poco serio.
Altri, dicono che io non debba mettere la religione poiché (a loro dire) essa sarebbe un fatto privato.
Io penso una cosa.
La religione non è un fatto un strettamente privato.
Ad esempio, un ebreo osservante non mangia le carni di maiale, quelle di coniglio e quelle di cavallo e non mischia carne e latticini.
Ora, il datore di lavoro non può non tenere conto di ciò, specie se la sua fabbrica ha una mensa.
Lo stesso discorso può valere per noi cattolici.
Noi cattolici possiamo mangiare tutto ma nei periodi di Quaresima pratichiamo il digiuno e l'astinenza dalle carni di venerdì e cerchiamo di mangiare di magro.
Quindi, la religione non è un fatto privato.
A questo punto, mi viene da pensare che il mondo del lavoro stia favorendo gli atei.
Comincio a pensare che il fatto che io dichiari di essere cattolico stia pesando sulla mia situazione e mi sfavorisca nella ricerca del lavoro. 
Certo, se una cosa del genere dovesse essere un dato di fatto, sarebbe a rischio lo Stato di diritto.
Questa non sarebbe una vera laicità.
Cordiali saluti. 

Il diabete, una piaga!

Cari amici ed amiche.

Il video qui sopra mostra uno spezzone della III stagione del reality show "Hell's Kitchen", il reality show di Gordon Ramsay.
Questa stagione era stati vinta dello chef Rahman Harper, detto Rock.
Ora, in questa stagione del noto reality show era comparso anche un personaggio simpatico, un cuoco asiatico di nome Aaron Song.
Questi, purtroppo, dovette lasciare la competizione al terzo episodio per motivi di salute.
Purtroppo, il 30 novembre 2010, Aaron è morto a causa del diabete.
Ora, vi voglio parlare di questa malattia.
Il termine diabete deriva dal greco significa "perdere, passare", dall'esigenza di dovere continuare ad urinare dei malati di questa malattia.
Esistono tanti tipi di diabete, come il diabete insipido ed il diabete mellito.Nel sentire comune, però, per diabete si intende solo il diabete mellito.
Ora, provo a parlare di questa malattia.
Il nostro corpo ha un sistema di regolazione degli zuccheri nel sangue.
Vi è il fegato che funge da organo glucostato.
Quando c'è troppo glucosio nel sangue, il fegato lo prende e lo immagazzina come glicogeno.
Quando c'è poco zucchero, il fegato fa il processo inverso.
Inoltre, ci sono due ormoni proteici che sono prodotti dalle insule di Langheras nel pancreas.
Questi ormoni sono l'insulina ed il glucagone.
L'insulina è l'ormone ipoglicemizzante e fa in modo che lo zucchero passi dal sangue alle cellule.
Il glucagone fa il processo inverso e blocca lo zucchero nel sangue.
Ora, se questo equilibrio tra insulina e glucagone dovesse alterarsi a favore di quest'ultimo, vi sarebbe il diabete mellito.
In pratica, se manca l'insulina, lo zucchero non entra più nei tessuti e resta in circolo nel sangue.
Questo determina degli scompensi inimmaginabili.
Mancando lo zucchero, le cellule devono vivere in un altro modo.
Per avere l'energia, le cellule sono costrette ad usare gli acidi grassi e gli amminoacidi.
Questo processo, però, si interrompe poiché manca l'acido ossalacetico, un prodotto che deriva dalla parziale "digestione" degli zuccheri.
Quindi, mancando l'acido ossalacetico, si forma tanto aceti-coenzima A.
Quest'ultimo, viene rimesso in circolo nel sangue e si trasforma in trigliceridi e colesterolo.
Questo crea altri problemi.
Con la presenza di questo grasso, si formano sulle pareti dei vasi gli accumuli di grassi.
Questi poi fanno sì che il sangue si coaguli su di essi, formando i trombi.
I trombi restringono il lume dei vasi, facendo sì che il cuore pompi più forte e si affatichi.
I trombi poi si staccano, entrando in circolo nel sangue, ed andando ad intasare i piccoli vasi sanguigni.
Ciò può portare a conseguenze gravi, come la cancrena (per i vasi degli arti), la cecità (per i vasi degli occhi), l'infarto miocardico (per i vasi del cuore) e l'ictus (per i vasi del cervello).
La vita del paziente è in serio pericolo.
Inoltre, la presenza di acetil-coenzima A favorisce la formazione di corpi chetonici, ossia di composti con il gruppo chetonico, come l'acetone.
Questo abbassa il pH del sangue, facendo denaturare le proteine e mettendo in serio pericolo la vita del paziente.
Ora, esistono due tipi di diabete mellito,  il diabete di tipo 1 e quello di tipo 2.
Il primo è una malattia autoimmune che distrugge le cellule B dellle insule di Langheras, favorendo l'insulino-deficienza.
Ci sono fattori genetici, ambientali ed autoimmunitari.
Quello di tipo 2, invece, è dovuto a fattori genetici e allo stile di vita.
A questo tipo di diabete sono esposti gli obesi e le persone che non hanno una corretta alimentazione.
La cura si può fare attraverso l'iniezione di insulina.
Questa però è prelevata dal maiale.
Ora, ci sono progetti di produzione di insulina umana a basso costo, attraverso l'ingegneria genetica.
Infatti, si può trovare il gene che codifica per l'insulina e poi impiantarlo in un batterio tramite trasduzione virale.
Il batterio inizierà a produrre insulina umana in grande quantità.
Qui sotto che la mappa che mostra la presenza del diabete nel mondo.
Prevalenza di diabete nel mondo nel 2000 (per 1.000 abitanti) - la media mondiale è del 2.8%.
██ nessun dato
██ ≤ 7.5
██ 7.5–15
██ 15–22.5
██ 22.5–30
██ 30–37.5
██ 37.5–45
██ 45–52.5
██ 52.5–60
██ 60–67.5
██ 67.5–75
██ 75–82.5
██

Vista la prevalenza, ci si deve preoccupare.
Il diabete è una malattia sociale.
Cordiali saluti.


venerdì 17 agosto 2012

Fermate Ahmadinejad!

Cari amici ed amiche.

Un mio amico mi ha fatto avere un articolo del sito svizzero "Ticino News" che è intitolato "Iran: Ahmadinejad, Israele tumore canceroso, scomparirà."
Il tiranno iraniano Mahmud Ahmadinejad è tornato con le sue frasi vergognose e sconcertanti!
In pratica, egli ha affermato: "Israele è un tumore canceroso e presto scomparirà".
Io spero che l'ONU prenda atto di questa cosa e che si muova in modo deciso contro questo personaggio squallido!
Israele ha il diritto di esistere!
Non ci sono se e ma, Israele ha il diritto di esistere.
Ora, questo inverecondo personaggio continua con le sue minacce ed i suoi insulti verso una grande nazione democratica, civile e rispettosa degli altri, cosa che di certo non è il suo Iran!
Qualcuno lo faccia tacere!
Io sono una persona che usa toni pacati.
Però, di fronte ad una situazione come questa mi arrabbio molto!
Al dittatore iraniano, vorrei fare una semplice domanda:

Che male gli ha fatto Israele?

A me risulta che lo Stato di Israele non abbia mai fatto del male a nessuno!
Quindi, finiamola!
Inoltre, qui in Italia ci sono certi "Soloni" che dicono che non sia giusto attaccare così l'Iran e che, in fondo, la questione sia legata solo agli interessi petroliferi degli Americani e che chi si schiera con Israele sia a favore di questi ultimi che schiavizzano le popolazioni povere.
Questi "Soloni" dovrebbero solo tacere!
Qui c'è un Paese che è minacciato pesantemente e questi qui fanno dei ragionamenti che non stanno in cielo né in terra!
Io sto con Israele!
Qualche solito buonista mi dirà: "Sei dalla parte di coloro che sfruttano i poveri" o mi urlerà: "Assassino! Tu hai le mani sporche di sangue!" 
Io rispondo: "Non me ne frega niente!".
Cordiali saluti e scusate questa mia irruenza ma non posso tollerare certe cose!  

 

Gesù, Vero Pane

Cari amici ed amiche.

Sul sito "La Parola.it", troverete le letture delle Sante Messe di questa sera e di domani.
Molto interessante è il brano del Vangelo secondo Giovanni (capitolo 6, versetti 51-58) che recita:

"In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».
Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda.
Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me.
Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno».
Parola del Signore".

Ora, Gesù non volle incitare tutti al cannibalismo.
Egli volle fare capire che la Salvezza (quella vera) si sarebbe potuta concretizzare solo dopo la sua morte sulla croce e la sua resurrezione.
Morendo sulla croce e risorgendo, Gesù Cristo sconfisse il peccato, la causa della morte.
Questo dà il valore all'Eucaristia.
Nell'Eucaristia, memoria dell'Ultima Cena, vi sono il corpo ed il sangue di Cristo.
Quel pane e quel vino diventano il corpo del sangue di Cristo.
Per questo motivo, quando noi cristiani ci accostiamo a questo sacramento, dobbiamo farlo in totale grazia di Dio, perché esso sia efficace.
Cordiali saluti. 

Intimidazioni al Comitato "Addiopizzo"? Un segno di debolezza della mafia!

Cari amici ed amiche.

Sul suo blog "Zoom Italia", l'amico Fabio Trinchieri ha pubblicato un articolo intitolato "Messina, intimidazioni contro i ragazzi di "Addiopizzo".
I ragazzi del Comitato "Addiopizzo" di Messina, un'associazione che combatte il fenomeno del "pizzo", i soldi che i commercianti e gli imprenditori sono costretti a versare alla mafia (per avere salve la propria attività e la propria incolumità), sono stati intimiditi.
I ragazzi hanno riferito di essere stati insultati e minacciati da un gruppo di persone che urlavano: "La mafia non esiste!".
La cosa è avvenuta durante i festeggiamenti dell'Assunta, a Messina. 
Ora, io vorrei dire una cosa.
Spesso, le minacce sono un segno di debolezza e non di forza.
Se i mafiosi (o coloro che agiscono per loro) hanno minacciato questi ragazzi, significa che questi ultimi danno loro fastidio e che essi sono una minaccia.
Se la mafia non si sentisse minacciata, non minaccerebbe né insulterebbe (o non farebbe minacciare ed insultare) coloro che le si oppongono.
La mafia è in difficoltà e chi si oppone ad essa deve continuare a farlo.
Questi ragazzi meritano il mio sostegno!
Amo la Sicilia e posso dire che essa sia abitata da tante brave persone.
La mafia non rappresenta quell'isola!
Cordiali saluti. 





Il pane "Challah"? E' una ricetta familiare!

Cari amici ed amiche.

Dal sito "Labna-amore in cucina", ho trovato questa ricetta di un pane ebraico, il pane "Challah".
Questa ricetta mi ha incuriosito.
Questa è la ricetta:



La challah è un pane molto simile al pain brioche, ma è un po’ meno dolce e più compatto.

[ricetta updatata al 06/07/2012 con le indicazioni della signora Garelik, che fa indubitabilmente la migliore challah che io abbia mai provato]

Per fare 8 grandi trecce di pane (challot) servono:

4 bicchieri di acqua tiepida
2 cubetti di lievito fresco o 20 g di lievito disidratato in grani o 2 bustine di lievito secco in polvere per pane
1 cucchiaio di zucchero
1 bicchiere di olio di semi leggero
1 bicchiere di zucchero
2 uova
2 cucchiai di sale
2 kg di farina
2 tuorli d’uovo per spennellare il pane
semi di sesamo o semi di papavero per decorare il pane

Sciogliete in una ciotola capiente il lievito con l’acqua tiepida (non calda!) e il primo cucchiaio di zucchero, poi fate riposare un paio di minuti per riattivare il lievito, specie se usate quello granuloso.
Aggiungete nella ciotola il resto dello zucchero, l’olio, il sale e le uova, dunque amalgamate il tutto; aggiungere poi anche la farina, ma lentamente, due bicchieri per volta.
Quando l’impasto diventa compatto e non si attacca più alle mani lavoratelo bene su un piano infarinato per una decina di minuti, poi trasferitelo in una ciotola leggermente unta e fatelo lievitare per un’ora coperto da un panno umido, almeno finchè non raddoppia.
Una volta che l’impasto è ben lievitato fate le forme (e se fate l’hafrashat – dico alle lettrici ebree! – ricordatevi di prelevare la parte di impasto necessaria!): la treccia semplice di tre rotoli è facilmente realizzabile e di sicuro effetto, mentre per le trecce complicate rimando all’efficacissimo tutorial di Belinda su YouTube, 5 strands challah bread.
Disponete le trecce o i nodini di impasto su teglie ricoperte di carta da forno e fate lievitare il tutto ancora mezz’ora.
A lievitazione ultimata, spennellate le challot con 2 tuorli diluiti in un po’ d’acqua e cospargetele di semi di sesamo o papavero, poi infornatele nel forno già caldo a 200°.
Fate cuocere le challot a 200° per una decina di minuti, poi abbassate la temperatura a 180° e fate cuocere per ancora una ventina di minuti; il tempo di cottura dipende dal forno (circa 25/30 minuti, di solito), ma si nota subito se la challah è cotta: acquista in superficie un bel colore, tra il marrone e il dorato, sprigionando un profumino che richiamerebbe anche la più sbadata delle cuoche…

Tradizionalmente, la challah si copre durante il kiddush e la benedizione con un panno finemente ricamato; quando la benedizione finisce, il capofamiglia spezza una delle challot in piccole parti, vi sparge sopra un po’ di sale e ne offre ai commensali. Tuttavia, la challah è un pane adatto a ogni occasione, sia ai pasti che per colazione e merenda.

P.S. Diffidate di chi mette in questa ricetta il burro invece dell’olio, o peggio il latte o lo yogurt! Nessun ebreo lo farebbe mai, perchè è vietato mescolare i derivati del latte con la carne e di Shabbat qualsiasi famiglia ebraica mangia senz’altro la carne!

Ora, io un prodotto simile l'ho già mangiato, anche se non professo religione ebraica.
In Sicilia, ci sono delle brioches molto simili.
Queste brioches sono semi-dolci che vengono mangiate con la granita o con la crema di nocciole, la famosa "Nutella". 
Io credo che la ricetta di queste brioches possa essere stata presa dalla tradizione ebraica, un po' come la "Sfogliata di Finale Emilia" o il Baccalà Fritto, della tradizione romana. 
Il cibo (specialmente il buon cibo) si sa è cultura.
Del resto, in Sicilia ci furono fiorenti comunità ebraiche.
Basti pensare a Messina, la città nel cui territorio affondano le radici della mia famiglia.
Forse, noi abbiamo attinto dalla cultura ebraica più di quanto si possa immaginare.
Forse, anche un dolce "cattolico" come il Pandoro può avere un retaggio ebraico. 
In fondo c'è una similitudine!
Anche per questo l'antisemitismo è stupido.
Cordiali saluti.  

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.