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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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martedì 10 luglio 2012

Blatte? Sono un problema per Napoli!

Cari amici ed amiche.

A Napoli è emergenza blatte.
Le blatte sono chiamate anche scarafaggi e sono insetti molto prolifici e pericolosi.
Il capoluogo partenopeo è invaso da questi insetti. 
Questi insetti sono dannosi poiché portano con sé virus, batteri, protozoi e nematodi.
Questi microrganismi possono generare malattie gravi come la salmonellosi (il agente eziologico è la Salmonella typhi) o la malattia del legionario (il cui agente eziologico è la Legionella pneumoniae).
Ora, ci sarebbe da chiedersi il perché di ciò.
Di sicuro, quanto accaduto riguardo alla spazzatura ha pesato non poco.
La spazzatura che si è accumulata si è mostrata un ottimo cibo ed un ottimo rifugio per questi orribili insetti.
Ora, bisognerà fare il possibile per fare sì che questa emergenza sia contenuta, favorendo la raccolta differenziata e l'uso dei compostori e costruendo i termovalorizzatori.
Se non si facesse così, il problema potrebbe peggiorare.
Cordiali saluti.

Commento di San Tommaso d’Aquino al Padre nostro, Introduzione

Cari amici ed amiche.

L'amico Giovanni Covino (SEFT) ha pubblicato questo testo su Facebook:

"Tra tutte le preghiere la più eccellente è certamente quella del “Signore”, o “Padre nostro”.


Essa possiede in sommo grado i cinque requisiti che ogni preghiera ben fatta deve avere: essere cioè sicura, retta, ordinata, devota e umile.


1. È sicura


La preghiera, infatti, deve darci la sicurezza di poterci accostare “con piena fiducia al trono della grazia” (Eb 4,16), e “con fede, senza esitare”, perché, come dice S. Giacomo, “non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l'animo oscillante e instabile” (Gc 1,6 7).

Ebbene, questa preghiera dà senz’altro molta fiducia perché è stata composta dal nostro Avvocatopresso il Signore, l'Intercessore sapientissimo “nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della scienza” (Col 2, 3) e del quale si dice: “Abbiamo un avvocato presso il Padre: Gesù Cristo giusto. Egli è vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo” (1 Gv 2,1 2). Giustamente S. Cipriano dice: “Avendo come avvocato dinnanzi al Padre il Cristo, che è difensore per i nostri peccati, lasciamo parlare il nostro Avvocato”.

La sicurezza diventa ancora più grande e la nostra fiducia viene poi ulteriormente incoraggiata se si pensa a questo: che colui che ci ha insegnato questa preghiera, è lo stesso che, insieme al Padre, ha il compito di esaudirla, adempiendo quanto è detto nel salmo 91,15: “Mi invocherà e gli darò risposta”.

Per questo San Cipriano dice: “E una preghiera da amico e di familiare quella con la quale preghiamo Dio usando le sue stesse parole”.

E indubbiamente è questa la ragione per cui questa preghiera non si recita mai senza frutto, sicché essa ci ottiene tra l'altro, come dice S. Agostino, anche la remissione dei peccati veniali.



2. È retta



Ogni preghiera deve essere retta. Infatti ogni persona che prega deve chiedere a Dio le grazie che sono un bene per lui. San Giovanni Damasceno insegna che la preghiera è una “una richiesta a Dio di cose che sono un bene per noi”.

Ecco perché molte volte la preghiera non viene esaudita: perché vengono chieste cose che non sono un bene per noi, come dice S. Giacomo: “Chiedete e non ottenete perché chiedete male” (Gc 4,3).

Sapere che cosa chiedere è difficilissimo, perché è difficilissimo conoscere quali siano i veri beni da desiderare. Si chiede infatti lecitamente nella preghiera solo quello che è lecito desiderare. Lo rilevava già S. Paolo quando scriveva ai Romani: “Nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare” (Rm 8,26).

Il Cristo però, che è nostro Maestro, ci ha personalmente insegnato quello che dobbiamo chiederequando i discepoli gli chiesero: “Signore, insegnaci a pregare” (Lc 11,1). Perciò la nostra preghiera è rettissima quando chiediamo al Signore le cose che lui stesso ci ha insegnato a chiedere. Insegna in proposito S. Agostino: “Se vogliamo pregare in modo retto e conveniente, qualunque sia la parola che usiamo, dobbiamo chiedere solo ciò che è contenuto nella Preghiera del Signore”.



3. È ordinata



La preghiera deve essere ordinata, così come ordinato dev’essere il desiderio. Infatti la preghiera è interprete del desiderio.

Ebbene: il giusto ordine vuole che tanto nel desiderare come nel chiedere preferiamo i beni spirituali a quelli materiali e i beni del cielo a quelle della terra. Il Signore infatti ci ha ammonito: “Cercate innanzitutto il regno di Dio e la sua giustizia, e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta” (Mt 6,33). E questo ordine appunto il Signore ci ha insegnato ad osservare nella sua preghiera, nella quale ci fa domandare prima i beni celesti e poi quelli terreni.



4. È devota



La preghiera deve essere anche devota, perché l'abbondanza della devozione rende il sacrificio dell'orazione accetto a Dio, secondo quanto dice il salmista: “Nel tuo nome alzerò le mie mani; mi sazierò come a lauto convito, e con voci di gioia ti loderà la mia bocca” (Sal 63,5 6).

La devozione si stempera se la preghiera è prolissa. Per questo il Signore stesso ci ha comandato di evitare lungaggini. Pregando non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole” (Mt 6,7). S. Agostino, scrivendo a Proba, le dà il seguente avvertimento: “Lungi dalla preghiera le molte parole. Non manchi però il molto supplicare finché dura il fervore”. Ecco perché il Signore ha voluto che questa preghiera fosse breve.

La devozione, poi, sgorga dalla carità, e cioè dall'amore di Dio e del prossimo. E questi due amori vengono raccomandati nella preghiera del Pater.

L'amore di Dio viene stimolato quando, rivolti a Lui, lo chiamiamo “Padre”.

L’amore del prossimo invece viene stimolato quando, in comunione con tutti, preghiamo per tutti dicendo al plurale: “Padre nostro”. E “rimetti a noi i nostri debiti”. L’amore del prossimo infatti conduce a questo.



5. È umile



Da ultimo, la preghiera deve essere umile perché Dio “si volge alla preghiera dell'umile e non disprezza la sua supplica” (Sal 102,18). Vedi anche la parabola del fariseo e del pubblicano (Lc 18,10 14) e la preghiera di Giuditta: “Tu sei il Dio degli umili, sei il soccorritore dei derelitti” (Gdt 9,11).

E questa umiltà viene osservata nel Padre nostro. Infatti si ha vera umiltà quando uno non presume assolutamente nelle proprie forze, ma aspetta tutto dalla potenza divina alla quale si rivolge supplichevole.
".

Il Padre nostro è la preghiera fondamentale della nostra fede.
Ci fu insegnata da Gesù Cristo in persona.
Essa è una preghiera di origine ebraica, poiché deriva dal Kaddish, ma essa è rivolta a tutti.
Quindi, essa è preghiera di origine ebraica ma è anche una preghiera universale, una preghiera da rivolgere ad un Dio che si fa chiamare "Padre", un Dio che ama l'umanità e che 2012 anni fa amò così tanto il genere da mandare il suo unico Figlio.
Questo non va dimenticato.
Cordiali saluti.




Dal blog "Campari e de Maistre", viva le paritarie! Però...

Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo scritto da Riccardo Facchini sul blog "Campari & de Maistre".
Esso è intitolato "Viva le paritarie! Però..." e recita:

"Taglia che ti ritaglia era inevitabile che, sotto la scure della spending review di Montiana ispirazione, finissero anche le scuole paritarie. Sì, proprio quelle che, secondo l'italiano medio, "non devono pià na lira dallo Stato". Detto fatto: secondo le ultime dichiarazioni del ministro Profumo, sarebbero infatti ben 60 i milioni in meno che nel 2013 entreranno nelle casse di quelle che, ancora per molti, sono soltanto "le scole private".

Ovviamente l'italiano medio non sa neanche cosa significhi la parolina "sussidiarietà" (spesso abusata dai politici, ma comunque valida) e non ha idea di quanto la scuola paritaria faccia risparmiare allo Stato italiano. Il Miur ha infatti calcolato che, grazie alla rete delle paritarie, lo Stato giunge a risparmiare fino a sei miliardi. Da dove proviene quindi l'ancestrale odio, molto italiano, per la scuola "privata" nonostante, conti alla mano, questa rappresenti un'opportunità e non una palla al piede per il nostro sistema educativo?
Dopo 13 anni vissuti sui banchi di una struttura paritaria cattolica le ho sentite veramente tutte e posso finalmente affermare che le ragioni si riducono sostanzialmente a due:l'approccio ideologico di una certa parte politica e il conseguente feticismo del "pubblico" maturato nel corso di decenni dagli italiani.


Partiamo dal primo: non si può negare che esistano nel Belpaese ancora partiti politici, uomini e pensatori che vedano lo Stato come un Ente provvidenziale e benevolo a cui affidarsi "dalla culla alla bara". L'educazione della prole non può quindi sfuggire a questo percorso obbligato e deve essere, secondo molti, del tutto delegata alla scuola pubblica, con lo scopo di formare il perfetto cittadino. Come? Ovviamente mediante l'insegnamento di programmi scolastici (formulati da qualche burocrate del ministero) o - nella migliore delle ipotesi - monolitici e vetusti o - peggio ancora - "alla moda", insegnati da professori che si considerano impiegati piuttosto che docenti. Ah, ovviamente, la famiglia, nel percorso formativo del fanciullo, giunge così a valere come il due di coppe, soprattutto se non in grado di sostenere la retta di una paritaria. Retta che, senza contributi pubblici, non può fare altro che aumentare di anno in anno, sancendo la progressiva chiusura di numerosi istituti.



Questo genere di approccio, con l'annessa propaganda e disinformazione, ha purtroppo provocato e alimentatol'acritica fiducia dell'italiano nei confronti della scuola pubblica. Fateci caso, nessun altro servizio in Italia - giustizia, sanità - gode ormai di altrettanta stima.
Perché? Semplice: perché ce ne freghiamo dell'educazione e della formazione dei giovani. Se il medico dell'ospedale sotto casa mi fa una diagnosi sbagliata io, giustamente, mi arrabbio perché toccano quello che percepisco come un interesse primario. Se subisco un torto da un giudice, idem. Ma in Italia le famiglie sottovalutano ormai a tal punto la formazione della prole da preferire il "parcheggio-scuola-pubblica" a un'istituzione paritaria con cui confrontarsi e con cui concordare il percorso educativo migliore.


Ben vengano, quindi, gli articoli di protesta di Avvenire (che, quando si parla di schei, è sempre in prima linea), di Tempi o del Sussidiario che, bene o male, argomentano con le mie stesse tesi. A questi devo però aggiungere un paio di osservazioni autocritiche, provenienti anch'esse dall'esperienza personale, per chiarire meglio quale sia il mio punto di vista.
Da circa tre anni bazzico infatti, per arrotondare, il giro dei centri studi per il recupero di anni scolastici e delle paritarie (la maggiorparte laiche, in Italia rappresentano il 43% del totale delle scuole paritarie) ad essi collegati. Ragazzi, non prendiamoci in giro: esse non subiscono i controlli di rito atti a garantire la loro "paritarietà" e sono veri e propri diplomifici (meglio che non dico altro sennò perdo il posto). Quindi vanno bene le levate di scudi a favore delle paritarie, ma almeno non giungiamo - in quanto cattolici - a difendere anche l'indifendibile. Le paritarie rappresentano un patrimonio dell'Italia soltanto nel momento in cui svolgono appieno la loro funzione educativa, e non quando si trasformano in ancora di salvezza per i lavativi. Il diploma non è un diritto a cui giungere con ogni mezzo, lecito o meno.


Certo, sono profondamente convinto che l'abolizione del valore legale del titolo di studio e la piena applicazione dell'autonomia scolastica risolverebbero molti problemi. Ma questa è tutta un'altra storia...
".

Io penso che ogni famiglia abbia il diritto di scegliere se mandare i propri figli ad una scuola pubblica o ad una privata.
Invece, qui si tende a fare in modo che le famiglie scelgano la scuola pubblica.
Ora, la "spending review" di montiana ispirazione ha provocato anche dei tagli alle sovvenzioni per le scuole private.
Io trovo che questo sia vergognoso.
In pratica, si vuole delegare l'educazione alla scuola pubblica.
Pensate, una scuola privata a cui vengono tolti i fondi non potrà sopravvivere, se non aumentando i costi sulle famiglie dei suoi alunni.
Ora, chi non può permettersi di scegliere una scuola privata è costretto ad andare in quella pubblica.
In una democrazia, un cittadino deve pur avere il diritto di scegliere.
Egli deve avere il diritto di scegliere anche la scuola da fare frequentare ai propri figli.
Il provvedimento di Monti rischia di negare questo diritto.
Questo è vergognoso.
Io penso che si debba puntare all'eccellenza.
In base al principio della sussidiarietà, si dovrebbe fare in modo che siano sovvenzionate solo quelle scuole che possano creare progetti virtuosi, a prescindere dal fatto che esse siano pubbliche o private.
Ci sono scuole pubbliche che sono pessime e prendono soldi dallo Stato.
Questo non  è giusto.
Dalla scuola dipende il futuro dei figli.
Cordiali saluti.

Cipro e la presidenza dell'Unione Europea

Cari amici ed amiche.

Stimo molto Angelo Fazio perché si interessa di argomenti seri.
Io e lui abbiamo in comune molte passioni, come la storia, la religione e la geopolitica.
Lui mette sempre degli articolo molto interessanti.
Uno di questi è quello intitolato "Cipro guida l'UE tra molte difficoltà, crisi e Turchia in primis".
Com'è noto, dal 1 luglio, Cipro ha assunto la presidenza dell'Unione Europea.
Questa è un'incognita.
Com'è noto, Cipro è governata da un partito di ispirazione marxista, il Partito Progressista dei Lavoratori del premier Dimitris Christofias, un partito anti-americano, anti-britannico e filo-cubano.
Ora, è chiaro che una situazione del genere rischi di creare grossi problemi tra l'Unione Europea e gli USA.
Inoltre, la posizione di Christofias potrebbe creare problemi anche nell'approccio che l'Unione Europa dovrebbe avere verso la questione mediorientale.
Ad esempio, il suo anti-americanismo potrebbe spingerlo ad assumere posizioni contro Israele.
Inoltre, vi è il problema della crisi economica.
Cipro ha bisogno di ben 1,8 miliardi di Euro per ricapitalizzare la Cyprus Popular Bank.
Questa condizione creerà problemi, come creerà problemi anche l'altra questione, quella turca.
Com'è noto, nel 1974, l'esercito turco occupò il nord dell'isola.
In seguito, esso creò la Repubblica turca di Cipro Nord, uno Stato riconosciuto solo dalla Turchia.

La vecchia moneta, la Lira di Cipro, teneva insieme le due parti del'isola.
Con il passaggio della Repubblica di Cipro all'Euro, le cose cambiarono.
Mentre la parte greca, che era entrata nell'Unione Europea, aveva adottato l'Euro.
La Repubblica di Cipro Nord aveva adottato la Nuova Lira turca.
Oggi, di fatto, l'isola è divisa in due Stati, dei quali uno indipendente e l'altro dipendente dalla Turchia.
La città di Nicosia è divisa da un muro, come lo era Berlino.
Questo è aggravato dalla situazione in Turchia.
Com'è noto, in Turchia sta montando un certo tipo di islamismo ultraconservatore ed il vecchio Stato laico voluto Kemal Ataturk è messo a dura prova.
Ciò si riflette anche su Cipro Nord.
Anche questa è un'altra incognita sul futuro dell'Unione Europea.
Cordiali saluti. 




lunedì 9 luglio 2012

Da "Italia chiama Italia" , Italiani all'estero, il PdL nel Mondo? Ci vorrebbe un miracolo

Cari amici ed amiche.


Ricky Filosa, direttore di "Italia chiama Italia", mi ha segnalato questo suo articolo che è stato da lui scritto sul suo giornale che è intitolato "Italiani all'estero, il PdL nel mondo? Ci vorrebbe un miracolo?":

"Quando qualcuno dice che non è importante avere un coordinatore mondiale per il PdL nel Mondo non so se ridere o piangere. Ma come si fa ad essere così ottusi?

Il Pd ha un responsabile Italiani nel mondo, ce l'ha anche Futuro e Libertà, ce l'ha anche l'Udc, che ha stretto una forte alleanza con il Maie di Ricardo Merlo per quanto riguarda gli italiani all'estero. Un coordinatore mondiale per i connazionali residenti oltre confine ce l'ha l'Italia dei Valori e persino la Lega Nord. Ma perchè il PdL, che si vanta di essere un partito forte, di alto consenso, il maggior partito d'Italia - almeno fino alle prossime elezioni - deve rimanere indietro?

Posso anche essere d'accordo sul fatto che un eventuale coordinatore mondiale debba essere un "esterno", non uno degli eletti all'estero ne' un possibile candidato, per evitare conflitti d'interesse. Del resto questa è la posizione sostenuta da sempre daItaliaChiamaItalia. Ma chiarito questo, come può pensare il PdL di non avere un coordinatore mondiale?

Può esistere un'orchestra senza direttore? Può esistere una scuola senza dirigente scolastico - quello che una volta veniva chiamato preside -, si può costruire una nave in un cantiere che non abbia un capo-progetto? A me sembra una totale follia.

In un'orchestra senza direttore ciascuno suonerebbe il proprio strumento a modo suo, seguendo un proprio ritmo, senza alcun coordinamento; una nave senza capo-progetto verrebbe costruita male e sarebbe a rischio senza un ordine preciso. In una scuola senza preside insegnanti e alunni non avrebbero un punto di riferimento nelle decisioni e nelle responsabilità più importanti.

Sostenere che un partito all'estero debba avere il proprio coordinatore a me sembra pure superfluo, una banale ovvietà. Se dobbiamo discutere pure su questo, tanto vale abbandonare ogni speranza di rilancio del Popolo della Libertà oltre confine. Anche se effettivamente, a questo punto, con le Politiche del 2013 che ormai sono più vicine di quanto qualcuno possa pensare - il tempo passa in fretta, molto in fretta - non so davvero se un coordinatore serio e capace possa concretamente riuscire a fare la differenza per il PdL nel Mondo. A questo punto, ci vorrebbe un miracolo.

ricky@italiachiamaitalia.com Twitter @rickyfilosa
. ".

Sono sostanzialmente d'accordo con quanto scritto ed aggiungo una cosa.
Il problema non riguarda il Popolo della Libertà all'estero o in Italia.
Il problema è generale.
Anche qui in Italia vi sono situazioni in cui il partito versa in grosse difficoltà e ne ho parlato nel commento all'articolo.
Basti pensare al mio Comune, Roncoferraro, Provincia di Mantova.
Qui c'è un problema politico con il gruppo in Consiglio comunale, che si è completamente appiattito sulle posizioni della sinistra e da cui la gente si è staccata.
Anche il caso di Castiglione delle Stiviere, sempre in Provincia di Mantova, è un paradigma di ciò.
Questo Comune era una roccaforte del centrodestra ma nelle ultime elezioni ha vinto il centrosinistra.
Questo è avvenuto perché il centrodestra si è diviso ed il Popolo della Libertà si è frammentato nelle varie correnti dirette dai vari "generali senza esercito".
Questi ultimi non hanno fatto altro che litigare, un po' come fecero i polli di Renzo, citando Alessandro Manzoni.
Ora, lo stesso discorso vale per il PdL all'estero.
Ci sono troppi "generali senza esercito".
Ci sono troppe persone che vogliono avere il comando e ciò non va bene.
Per, esempio, io non condivido una certa presa di posizione contro l'onorevole Massimo Romagnoli che ha formato il Movimento della Libertà, una sorta di movimento dentro il partito.
Romagnoli ha cercato di creare un movimento che surrogasse il partito che all'estero non ha un coordinatore.
Sarebbe il caso di puntare su Romagnoli e fare in modo che sia lui a costituire il coordinamento del partito all'estero.
Serve anche una riorganizzazione dal basso del partito, tramite i congressi.
Il partito dovrebbe fare i congressi anche all'estero.
Cordiali saluti.


Feliz 9 de julio!

Cari amici ed amiche.

Oggi, in Argentina, si festeggia l'indipendenza.
Proprio nel 9 luglio 1816, l'Argentina diventò uno Stato indipendente, sotto la guida del generale José de San Martin.
La dichiarazione avvenne a Tucumàn.
Da lì in poi, il Paese sudamericano ebbe fasi alterne.
Fu un Paese in bilico tra la tradizione cristiana e la rivoluzione che invece puntava a sradicare il Cristianesimo.
Nel decennio 1945-1955, il Paese ebbe a che fare con il peronismo, una dottrina politica ibrida tra destra e sinistra, con tutte le sue luci e le sue molte ombre.
L'Argentina di oggi è figlia di tutto ciò.
Anche oggi in quel Paese ci sono delle inquietudini.
Prendiamo, ad esempio, l'istituzione del matrimonio omosessuale o la facilitazione dell'aborto.
L'Argentina è anche il Paese la cui capitale ha il maggior numero di italiani ed italo-discendenti.
In Argentina, infatti, andarono a vivere molti italiani.
Anche questi contribuirono a fare grande questo Paese.
Ad ogni modo, agli Argentini vanno fatto i migliori auguri di un felice 9 luglio.
Cordiali saluti.

Tommaso d'Aquino, Liber de veritate catholicae fidei, I, 6

Cari amici ed amiche.

L'amico Giovanni Covino (SEFT) mi ha fatto avere questo brano del "Liber de veritate catholicae fidei":

"Prestando fede a queste verità, che la ragione umana non è in grado di controllare, non si fa un atto di leggerezza, quasi prestando fede a dotte favole. Poichè la stessa sapienza divina, che tutto conosce in modo completo, si degnò di rivelare i suoi segreti agli uomini; mostrando il suo intervento e la verità del suo insegnamento e della sua ispirazione con argomenti adatti: confermando cioè cose che sorpassano la conoscenza naturale con opere visibili superiori alle capacità di tutta la natura. Vale a dire con la guarigione prodigiosa di malattie, con la risurrezione dei morti, con le mutazioni miracolose dei corpi celesti, così da riempire col dono dello Spirito Santo uomini ignoranti e semplici, facendo loro conseguire all'istante somma sapienza ed eloquenza.


In considerazione di ciò, per l'efficacia delle prove suddette e non già per violenza di armi, nè per attrattiva di piaceri e, cosa mirabilissima, in mezzo alla tirannia dei persecutori, una turba innumerevole non solo di persone semplici, ma anche di uomini sapientissimi, abbracciò la fede cristiana; nella quale vengono predicate cose che tascendono qualsiasi intelletto umano, mentre insegna a tener a freno i piaceri della carne, e a disprezzare tutte le cose del mondo. Ora, l'adesione degli animi dei mortali a queste cose è insieme il più grande dei miracoli, ed esige l'intervento manifesto dell'ispirazione divina, per disprezzare le cose visibili nel solo desiderio di quelle invisibili. E questo non avvenne improvvisamente o per caso, ma per disposozione divina, come è evidente dalla predizione fattane in precedenza dagli oracoli di molti profeti, i cui libri sono stati conservati religiosamente fino a noi, come testimonianza della nostra fede.



Questa mirabile conversione del mondo alla fede cristiana è SEGNO CERTISSIMO degli antichi miracoli, così da non essere necessaria la loro ripetizione, apparendo così EVIDENTI NEI LORO EFFETTI. Sarebbe infatti il più strepitoso dei miracoli, se il mondo fosse stato indotto a credere cose tanto ardue, a compiere azioni tanto difficili e sperare cose tanto alte da uomini semplici e poveri, senza prodigi mirabili.


Se ’l mondo si rivolse al cristianesmo,
diss’io, sanza miracoli, quest’uno
è tal, che li altri non sono il centesmo...

Dante Alighieri, Paradiso, canto XXIV vv. 106-108
".

Io penso che, con la cultura materialista di oggi, si voglia legare la fede ai miracoli.
Ergo, secondo l'attuale modo di agire,  se c'è il miracolo si crede e se non c'è non si crede.
La fede, però, è qualcosa di più.
Credere in Dio deve prescindere dal miracolo.
Il termine "fede" deriva di "fidarsi", "avere fiducia".
L'uomo che crede in  Dio deve avere fiducia di Dio.
Questa è la vera fede ed essa si dovrà tradurre in opere degne.
Il miracolo può servire a rafforzare la fede o a dare la scintilla che possa fare scaturire essa.
Nel brano dei Vangeli che parlano delle tentazioni di Gesù si parla del diavolo che invita Gesù a buttarsi dal Tempio di Gerusalemme.
Questa è una tentazione che subiamo tutti noi.
In pratica, secondo il piano del diavolo, Gesù avrebbe dovuto buttarsi dal tempio per fare credere gli altri che egli fosse il messia.
Il piano di Dio, però, era diverso.
Dio non volle che gli uomini credessero in lui per i miracoli ed in funzione di essi.
Nei piani di Dio,  la fede avrebbe dovuto essere l'amore dell'uomo verso di lui, un amore incondizionato, come del resto è incondizionato l'amore che egli dà all'uomo.
Allora, riflettiamo!
Cordiali saluti. 





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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.