Presentazione

Presentazione
Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

giovedì 24 maggio 2012

I Rothschild in Italia

 
 
Cari amici ed amiche.

 Vi voglio parlare di una famiglia che fa parlare di sé, i Rothschild.
Il nome significa "Scudo Rosso" e fu usato da questa famiglia ebrea askenazita fin dal 1577.
Il primo esponente famoso di questa fu un tale Izaak Elchanan Rothschild,
Tuttavia, questa famiglia diventò nota nel XVIII secolo, con Mayer Anschel Rothschild, il figlio di un cambiavalute nato nel ghetto di Francoforte nel 1744. Questi creò un istituto di credito e lo affidò ai suoi cinque figli. Lo stemma dei Rotschild è un pugno chiuso con cinque frecce, ricrdando il Salmo 127 che recita: "Come frecce nelle mani di un guerriero".
II cinque figli furono:

Amschel Mayer Rothschild (1773-1855), ramo di Francoforte.
Salomon Mayer Rothschild (1774-1855), ramo di Vienna.
Nathan Mayer Rothschild (1777-1836), ramo di Londra.
Calmann Mayer Rothschild (1788-1855), ramo di Napoli.
Jakob Mayer Rothschild (1792-1868), ramo di Parigi.

Vi voglio parlare dei Rothschild di Napoli, quelli capeggiati da Calmann Mayer Rothschild.
I Rothschild di Napoli fecero prestiti allo Stato Pontificio e ai vari re di Napoli.
Tuttavia, intorno al 1830, Napoli incominciò a seguire la Spagna, passando all'emissione di obbligazioni convenzionali che incominciò ad influenzare la crescita e la redditività della banca.
Con l'unificazione italiana (1861), ci fu il declino delle vecchie aristocrazie ed anche per i Rothschild ci fu il declino.
La famiglia dovette chiudere la banca di Napoli e poté contare solo sul sodalizio con la Banca Vaticana, sodalizio che continuò fino al XX secolo.
Anche nel nord dell'Italia, i Rothschild ci furono.
Il ramo viennese, quello di Jakob Mayer Rothschild, operò anche a Milano e a Mantova.
Non lontano da casa mia, a Susano di Castel d'Ario, vi è un ex-convento domenicano, nella cui chiesa (che purtroppo oggi è sconsacrata) vi è sepolto Emilio Gonzaga, uno degli eroi della Battaglia di Lepanto (1571).
In questo convento, già noto per avere avuto a che fare con i Gonzaga, i vescovi-principi di Trento ed i Cybo d'Este, i Rothschild operarono direttamente.
Anzi, il convento (di cui ho parlato nell'articolo intitolato "Riconsacriamo la chiesa di Susano") potrebbe essere stato un luogo molto importante.
Quindi, i rapporti tra i Rothschild e la Chiesa non furono negativi.
In quel periodo, il convento fu già soppresso ma ci fu la duchessa di Modena.
Come mai, quindi, sui Rothschild girano tante leggende nere, come quelle che dice che essi vogliano conquistare il mondo?
Io penso che la modalità con cui i Rothschild vennero trattati sia stata simile a quella con cui furono trattati i Cavalieri dell'Ordine Templare.
Come questi monaci-cavalieri, i Rothschild erano banchieri.
I Cavalieri Templari erano fortemente invisi ai re, per la loro autonomia e ricchezza, ed infatti un re, il sovrano di Francia Filippo IV, li fece cadere in disgrazia.
La stessa cosa potrebbe essere avvenuta ai Rothschild.
Guarda caso, i Rothschild erano fortemente invisi a coloro che sostenevano l'idea di uno Stato che abbia la supremazia su tutto, proprio come il re francese che eliminò i Cavalieri Templari.
Per certi versi, il caso di re Filippo IV (detto "Il Bello") fu uno degli esempi di totalitarismo, di uno Stato che voleva controllare le ricchezze e, di conseguenza, chi vive in esso..
Ciò fu aggravato dal clima di antisemitismo che stava emergendo.
In pratica, i Rothschild, furono attaccati sia perché erano ricchi (come i Cavalieri Templari) e sia perché erano ebrei.Tutte le tesi complottiste furono usate, guarda caso, dai regimi totalitari, come il nazismo ed il comunismo.
Di sicuro, i Rothschild erano legati all'aristocrazia e quando essa andò in declino, andarono in declino anche loro.
Per certi versi, erano legati anche alla Chiesa.
Quindi, avevano tutto l'interesse al fatto che la Chiesa fosse forte.
Guarda caso, tutte quelle ideologie che Plinio Correa de Oliveira definì "rivoluzionarie", erano ideologie anticlericali, egualitariste e totalitarie.
Queste idee rappresentavano il rifiuto di Dio.
L'ebreo, si sa, era attaccato a Dio, attraverso la sua religione.
Quindi, il nazismo ed il comunismo furono prodotti di queste idee.
Riflettiamoci sopra.
Qui sotto, vi è l'albero genealogico dei Rothschild.
Cordiali saluti.
 

 

 
 

 Mayer Amschel Rothschild (1744-1812), banchiere
fondatore della dinastia
x 1770 : Gertrude Schnapper (1753-1849)
│
└──> Kalmann Mayer Rothschild (1788-1855), banchiere
     fondatore del ramo « di Napoli »
     x 1818 : Adelheid Herz (1800-1853)
     │
     ├──> Charlotte von Rothschild (1819-1884)
     │    x 1836 : Lionel de Rothschild (1808-1879)
     │    │         vedi ramo di  Londra
     │    │
     │    └──> Mayer Carl von Rothschild (1820-1886)
     │         x 1842 : Louise von Rothschild (1820-1894)
     │         │         vedi ramo di  Londra
     │         │
     │         ├──> Adelheid (Adèle) von Rothschild (1843-1922)
     │         │    x 1862 : Salomon de Rothschild (1835-1864)
     │         │              vedi ramo di  Parigi
     │         │
     │         ├──> Emma Louise von Rothschild (1844-1935)
     │         │    x 1867 : Sir Nathan Mayer von Rothschild (1840-1915)
     │         │              vedi ramo di  Londra
     │         │
     │         ├──> Clementine Henriette von Rothschild (1845-1865)
     │         │
     │         ├──> Laura von Rothschild (1847-1931) 
     │         │    x 1871 : Nathan von Rothschild (1844-1884)
     │         │              vedi ramo di  Londra
     │         │
     │         ├──> Hannah von Rothschild (1850-1892)
     │         │    
     │         ├──> Margarethe von Rothschild (1855-1905)
     │         │    x 1878 : Agénor de Gramont (1851-1925)
     │         │
     │         └──> Bertha Clara von Rothschild (1862-1903)
     │              x 1882 : Alexandre Berthier, 3 principe di Wagram (1836-1911)
     │
     ├──> Adolph Carl von Rothschild (1823-1900)
     │    x 1850 : Julie von Rothschild (1830-1907)
     │              vedi ramo di  Vienna
     │
     └──> Wilhelm Carl von Rothschild (1828-1901)
          x 1849 : Mathilde von Rothschild (1832-1924)
          ├──> Adeleheid von Rothschild (1853-1935)
          │    x 1877 : Edmond de Rothschild (1845-1934)
          │              vedi ramo di  Parigi
          │
          ├──> Minna Caroline von Rothschild (1857-1903)               
               x 1878 : Maximilian Benedict Goldschmidt (1843-1940)
              (Goldschmidt-Rothschild en 1878, baron von Goldschmidt-Rothschild en 1907)
               │
               └──> Lili von Goldschmidt-Rothschild (1883-1925)
                    x 1906 : Philipp Schey von Koromla (1881-1929)
                         vedi ramo di  Worms

Amicizie Spirituali - Blog: Terremoto... tutto ciò che accade ha un significat...


Cari amici ed amiche.

Qui sotto c'è un articolo di un blog italiano e cattolico del Regno Unito, il blog delle "Amicizie Spirituali".
Come persona che abita in una zona colpita dal terremoto, la Provincia di Mantova, ringrazio l'autore per la premura.
Come ho già scritto questa mattina, nell'articolo intitolato "Terremoto, aspetti psicologici", il terremoto ha cambiato le nostre vite.
Tante nostre certezze sono state spazzate via.
Prima, ci sentivamo sicuri.
Oggi, le cose sono cambiate.
Forse, volendo dare un interpretazione religiosa ed escatologica a tutto ciò, il buon Dio ci ha voluto fare fare un bel bagno di umiltà e ha voluto farci capire che noi abbiamo usato male la nostra libertà.
Di sicuro, questi fatti non saranno dimenticati.
Essi ci hanno segnati.
Ad esempio, da quella maledetta notte, non riesco a chiudere occhio.
Di positivo, vi è il fatto che il terremoto abbia innescato anche la solidarietà umana.
Ad esempio, su Facebook c'è stato un tam tam di persone che volevano sapere come stavo e se c'erano problemi e che mi scrivevano delle parole buone.
Io ho proposto al Comitato Manifestazioni di Roncoferraro di dare ai terremotati il cibo che sarà invenduto nella "Festa del Pesce".
Sui social network vengono segnalate varie iniziative di solidarietà.
Porto alla vostra attenzione una di queste:

"Comprate il parmigiano “caduto” e aiutare un caseificio colpito dal terremoto


Siamo nella zona (anzi dell’epicentro) del terremoto che domenica scorsa ha colpito l’Emilia Romagna.


Gianluca Diegoli, mago del web-marketing e blogger di lungo corso ha ricevuto via email l’appello dell’azienda agricola Cusumaro, il cui magazzino di stagionatura del Parmigiano Reggiano in località Solara a Bomporto di Modena è stato gravemente danneggiato dal sisma.


Per ripristinarlo, i Cusumaro hanno bisogno di vendere subito il formaggio, a pezzi, perché non può più essere stagionato.
E lo fanno a prezzi ridotti.


“Parmigiano Reggiano di varie stagionature. Chi fosse interessato può inoltrare direttamente gli ordini entro giovedì 24 a:


059 901755 / 346 1779737
elisa.casumaro@yahoo.it


Sul sito dissapore.com c’è anche un modulo di prenotazione.


I prodotti disponibili anche sotto vuoto sono:


parmigiano reggiano 14 mesi € 11,50
parmigiano reggiano 27 mesi € 13,00,
crema spalmabile €11,00.


Il formaggio si ritira martedì 29 maggio tra le 12.00 e le 18.30 nella sede del Comitato Arci di Modena in via IV novembre, 40/L – zona direzionale Cialdini.


L’appello inizia con una frase che non ha bisogno di particolari commenti:
“Chiediamo a tutti non tanto una mano, quanto l’opportunità di rialzarci con il nostro lavoro”. [Minimarketing, Azienda Casumaro]
Da http://www.dissapore.com".

Termino, facendo una considerazione.
Io penso che la solidarietà umana non debba manifestarsi solo nei momenti di disgrazia ma ogni giorno.
Forse, dovremmo riflettere su ciò.
Cordiali saluti e buona lettura.


Amicizie Spirituali - Blog: Terremoto... tutto ciò che accade ha un significat...: Questa notte, verso le 4, la terra ha tremato. Stavo sognando... d'un tratto gli occhi si sono spalancati contro la mia volontà, il cerve...

Sono convinto, presto ci saranno nuove tasse.commento all'articolo di Giuseppe Sagliocco

Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo scritto da Giuseppe Sagliocco sul suo blog.
Esso è intitolato "Sono convinto, presto ci saranno nuove tasse".
Ora, da cattolico, sono contrario all'eutanasia come all'accanimento terapeutico.
Ora, sull'Euro si sta facendo solo accanimento terapeutico.
Non si può salvare una moneta già destinata a fallire.
L'Euro è come la Fonthill Abbey, un mastodontico edificio costruito da muratori ubriachi e sulle fondamenta di una casupola di campagna. 
Questa moneta non ha un'istituzione politica che la sostiene.
Anche un bambino capirebbe la fallacia di questo progetto
A mio modesto parere, è inutile e dannoso continuare a tassare i cittadini, per salvare l'Euro.
Se l'Euro deve fallire, che fallisca pure.
Questo governo sta tassando i cittadini oltre la misura.
Così si rischia solo di fare indebitare le famiglie, di fare chiudere le aziende e di creare altra disoccupazione, che si aggiungerebbe a quella che c'è già.
Io stesso sono disoccupato e la cosa non mi piace. 
Alla luce del risultato elettorale,  Popolo della Libertà deve rompere con Monti.
Se non lo fa, rischia di dare l'Italia in mano a questa sinistra anticapitalista, egualitarista, giustizialista, anti-israeliana, anticlericale e fautrice dell'odio sociale o ai populisti di Beppe Grillo.
Così, il futuro sarebbe oscuro.
Cordiali saluti.  




1974, la partita che unì la Germania-commento alla nota di Angelo Fazio




Cari amici ed amiche.

Leggete questa nota scritta dall'amico Angelo Fazio:

"In Germania si è soliti dire che “un pezzo del Muro di Berlino era già caduto nel 1974”, è l'artefice di ciò si chiama Jurgen Sparwasser.
Il 22 giugno del 1974, si gioca ad Amburgo, una partita di calcio che va molto oltre il semplice significato sportivo: nell'ambito del primo turno del campionato mondiale (disputato, quell'anno, in Germania Occidentale), si incontrano le due Germanie.
L'Est contro l'Ovest, è raro che accada durante tutta la storia della divisione del paese: i significati extra-sportivi di tale partita sono alle stelle.
Il governo della DDR, per l'occasione, permette a qualche migliaio di suoi cittadini di varcare il confine.
Nessuno nell'Est si illude più di tanto (neppure fra i membri del governo): la squadra della DDR è solo un gruppo di atleti non professionisti (come era tipico dei paesi socialisti), alcuni provenienti da altre discipline.
Invece la Germania Ovest è una potenza del calcio mondiale, i suoi giocatori sono delle rinomate star: Berti Vogts, Sepp Maier, Franz Bekhenbauer, Paul Breitner, Gerd Muller, solo per citarne alcuni.
“Sarà sicuramente una disfatta” si mormora, un po' in tutti gli ambienti politici e sportivi della DDR.
Invece succede l'inverosimile: al 77' minuto, l'attaccante della Germania Est Jurgen Sparwasser raccoglie un lancio con un controllo fortuito, supera Berti Vogts e beffa il portiere Sepp Maier in uscita, con un tiro ben piazzato. E' 1-0.
I tedeschi dell'Ovest non riescono a reagire e perdono la partita.
Ha vinto l'Est, non ci crede nessuno. Ciò ha dell'incredibile: gli odiati cugini capitalisti filo-americani, sono stati sconfitti!
Una squadra di semi-professionisti ha sconfitto una delle grandi del calcio!
A riportare le cose alla realtà, ci penserà il proseguo del torneo: la vittoria della DDR è poco più che platonica.
Difatti, la squadra tedesca dell'Est, sarà eliminata al turno successivo, mentre la Germania Occidentale, arriverà addirittura a vincere il mondiale (e questo rende questa sconfitta del primo turno contro i cugini, poco più che un incidente di percorso).
Tuttavia, se il risultato (a livello sportivo) non vale molto, il suo significato propagandistico ha un significato straordinario.
Il regime utilizzerà ampiamente questa vittoria e Sparwasser, verrà dipinto come un eroe nazionale, il paladino del socialismo che ha sconfitto gli odiati capitalisti dell'occidente. Ciò anche aldilà della volontà del protagonista della partita, che si ritiene solo un'atleta che ha fatto il suo dovere.
La storia, però, non finisce qui.
Dopo la carriera da calciatore, Sparwasser ha un sogno: diventare professore di educazione fisica, ma si sa com'è nei regimi tirannici: le persone non sono del tutto libere di scegliere per le proprie vite, specie gli “eroi di regime”, o, per meglio dire i burattini di questo.
Sparwasser ottiene una cattedra di pedagogia dello sport all'Università di Dresda, ma il governo, per lui, ha stabilito che dopo il ritiro dal calcio, Jurgen dovrà divenire allenatore del Magdeburgo.
Questa è una società che ha dato tanto lustro al calcio della DDR e che, adesso, naviga in cattive acque. Questo non giova alla propaganda di regime: bisogna provvedere per riportare questa squadra ad alti livelli.
Sparwasseer, peraltro, è anche originario di Magdeburgo, quindi, lui può essere l'uomo giusto per rilanciare questa squadra. Ecco che, dunque gli viene imposto dal regime di rinunciare all'insegnamento per sedersi su quella panchina.
Lui però non ci sta: troppo grande è il desiderio di insegnare educazione fisica e così Sparwasser sceglie di ribellarsi al regime e opporsi a questa imposizione. Così decide per la fuga clandestina nell'Ovest
Nel 1988, si presenta l'occasione giusta: nel territorio della Germania Federale si gioca una partita per beneficenza fra vecchie glorie del calcio tedesco, Spaewasser viene invitato e il suo governo (ignaro del suo piano di fuga) gli concede il permesso di recarsi nell'Ovest per tale esibizione.
Contemporaneamente, la moglie, riesce, quasi per caso, ad ottenere anche lei un visto per seguire il marito: così i controlli della STASI sono elusi e la fuga viene posta in essere.
I membri del governo della DDR sono increduli e furenti. “No! Sparwasser no!”, esclamano Eric Honeker e compagni: l'eroe nazionale, il “figlio prediletto della DDR”, l'operaio che ha umiliato i ricchi e odiati cugini dell'Ovest, ha operato una defezione in piena regola!
Per la propaganda socialista dell'Est è un duro colpo: c'è chi parla di alto tradimento.
Ma questo stato di cose non dura a lungo, più tardi è l'89, ovvero l'anno della caduta del Muro di Berlino e la Germania ritorna ad essere un paese unito.
In Germania sono pronti a giurarlo: il colpo sferrato da Sperwasser (tramite la sua fuga) è stato fatale per il regime della DDR. Un fatto che ha, certamente, velocizzato gli eventi che avrebbero portato alla fine del sogno di Eric Honeker, ovvero, al fatidico 1989, anno della caduta di quel Muro che ha rappresentato la divisione di un paese (e la conseguente sofferenza collettiva per un popolo intero e tante famiglie, i cui membri vennero separati dalla politica), nonché del mondo intero in due blocchi, per diversi decenni, in quella situazione geopolitica che storici e politologi sono soliti chiamare “guerra fredda”.
Ma c'è di più, sebbene, alla caduta del Muro, sono passati ben quindici anni rispetto al 1974, dopo il 9 novembre del 1989, le immagini di quel gol segnato contro i tedeschi dell'Ovest, vengono riproposte di continuo dalle trasmissioni televisive, molti programmi sportivi delle TV tedesche lo adottano come loro sigla introduttiva.
Difatti, quel gol, dagli eventi del 1989 in poi, ha modificato radicalmente il suo significato, ma non ha diminuito la sua importanza: non più il gol della propaganda socialista contro gli odiati capitalisti, bensì una rete su cui si può ricostruire un'identità collettiva di un paese intero costretto per troppi anni alla divisione politica, certamente un evento sportivo utile e strumentale a celebrare un'unità nazionale ritrovata.
Oggi, tutti i tedeschi, (indipendentemente dal lander di cui sono originari), sono grati al sessantenne Jurgen Sparwasser, per ciò che questo ex atleta ha fatto per il bene del paese. Questa persona è, giustamente, molto amata in tutte le regioni tedesche.
Lui non è un semplice ex calciatore, ma molto di più: è l'uomo che diede due picconate decisive al muro di Berlino (prima con il gol del 1974 e poi con la fuga del 1988), in situazioni diverse e in momenti differenti della sua vita, e si capisce bene il sentimento di gratitudine della Germania verso di lui.
E' fin troppo ovvio: questa è una gratitudine che va molto oltre lo sport e le sue manifestazioni, e che abbraccia i destini di un'intera nazione.
".

Ringrazio Angelo Fazio, che mi ha fatto leggere questa sua nota, dimostrando il suo grande acume.
Noi tutti, spesso e volentieri, parliamo di un calcio che divide.
Quella partita del 1974, invece, unì una nazione, la Germania.
Quel goal di Jurgen Sparwasser cambiò la storia.
Il regime comunista della Germania del'Est l'aveva eretto ad eroe nazionale.
Sparwasser, però, aveva in mente un altro goal.
Lo fece nel 1988, durante un incontro tra vecchie glorie della Germania dell'Ovest e quella Germania dell'Est.
Proprio in quella occasione, egli fuggì.
Così, l'eroe nazionale di quel Paese comunista decise di andarsene, dimostrando che la Germania dell'Est, lo Stato tanto voluto dai comunisti (che consideravano la Germania come una "Terra Santa", poiché vi nacque  Karl Marx), altro non fu che una farsa.
Questo fece crollare il mito della "Germania proletaria".
Cordiali saluti.

Terremoto, aspetti psicologici

Cari amici ed amiche.

Che il terremoto ci abbia cambiati tutti è cosa nota.
Ne stavo parlando in chat su Facebook con l'amica Sara Astrologo.
L'anno scorso ero andato in Sicilia, a Galati Mamertino,  il paese di mia madre.
Nella zona c'era il terremoto ma non avevo visto quello che ho visto qui da me, nella notte tra sabato e domenica scorso.
Io mi sarei aspettato un evento un evento di simile in Sicilia, vista la storia del territorio, e non qui, nella Pianura Padana.
Credo di potere parlare a nome di tutti noi mantovani e degli emiliani.
Questo evento è stato scioccante!
Mi credereste se vi dicessi che per tre notti non ho dormito?
L'aspetto psicologico di questa tragedia è stato molto forte per il fatto che essa sia stata inattesa.
Fino a sabato scorso, tutti dicevano: "Qui da noi non potranno succedere certe cose!".
Poi, in quella stramaledetta notte le cose sono cambiate.
Certe nostre certezze sono scemate.
Siamo stati come i passeggeri di prima classe del Titanic.
Questi, infatti, dicevano che la nave non sarebbe affondata.
Sappiamo tutti come andò a finire.
Noi dovremo andare avanti, tenendo conto anche di quello che è successo e  del fatto che esso possa ripetersi.
Dobbiamo andare avanti con una maggiore consapevolezza dei rischi.
Cordiali saluti.

mercoledì 23 maggio 2012

Biogas di Castelletto Borgo, la schizofrenia del partito Democratico Mantovano


Cari amici ed amiche.

Sulla Gazzetta di Mantova è apparso un articolo che parla del caso dell'impianto di produzione di biogas che si vorrebbe costruire a Castelletto Borgo, una frazione del comune di Roncoferraro e di quello di Mantova.
Di questa cosa ne hanno parlato molti.
Basti leggere quello che c'è scritto su questo blog, l'articolo intitolato "Centrale a biogas di Castelletto Borgo, un chiarimento".
L'anno scorso, giovedì 30 giugno, c'era stata una riunione organizzata una riunione, in cui il sindaco di Roncoferraro, Candido Roveda, aveva praticamente detto che non poteva fare nulla per impedire la costruzione di questa centrale.
Io ero presente.
In pratica, il sindaco aveva avuto il classico atteggiamento pilatesco, poiché aveva detto di comprendere le preoccupazioni dei cittadini ma che ne contempo non avrebbe potuto fare nulla.
Intanto, il Comitato dei cittadini di Castelletto Borgo (che non vuole l'impianto) aveva iniziato ad attaccare l'imprenditore che voleva costruire questo impianto.
Ora, sulla Gazzetta di Mantova è comparso l'articolo che dice che la sezione di Mantova del Partito Democratico aiuterà il Comitato dei cittadini di Castelletto Borgo, pagando le spese per il ricorso al TAR.
Mi sembra una posizione schizofrenica.
La Provincia di Mantova è governata dal Partito Democratico, come il Comune di Roncoferraro.
Fino a circa due anni fa, anche il Comune di Mantova era governato dal centro sinistra.
Qualcuno di questi organi avrà dato l'autorizzazione all'imprenditore agricolo che oggi vuole fare questa centrale?
La maggior parte di questi organi è gestita dal Partito Democratico, lo stesso che oggi ha detto di volere aiutare il Comitato dei cittadini di Castelletto Borgo, che non vuole l'impianto.
Tra l'altro, il Comune di Roncoferraro aveva fatto un Piano Regolatore che non era stato condiviso dall'imprenditore agricolo.
In pratica, il Comune gli aveva messo le case vicino.
Quindi, la colpa di questo pateracchio non è stata dell'imprenditore agricolo.
In pratica, c'è una guerra tra un Comitato di cittadini, che certamente ha ragione a temere per la salubrità del suo territorio, ed un imprenditore, che fa il suo legittimo interesse.
Anche lui ha ragione.
L'errore è stato commesso dalle istituzioni che non hanno evitato questa situazione.
Innanzitutto, il Comune di Roncoferraro avrebbe dovuto ascoltare anche le ragioni dell'imprenditore.
Inoltre, durante la riunione del 30 giugno, mi risulta che il sindaco abbia che il Comune non abbia partecipato alla Conferenza dei Servizi.
Questo non va bene.
Alle Conferenze dei Servizi si deve partecipare.
Esse sono i luoghi in cui gli stakeholders si confrontano e cercano le soluzioni per dirimere le questioni.
Ora, il Partito Democratico aiuta il Comitato dei cittadini di Castelletto Borgo.
Questa è schizofrenia.
Cordiali saluti.

Augusta e San Domenico

Cari amici ed amiche.

Anche per ringraziare Filippo Giorgianni, per la vicinanza dimostratami in queste ore non belle a causa del terremoto, vi voglio parlare di una festa che si tiene ad Augusta (in Provincia di Siracusa), il paese della sua ragazza,  l'amica Stefania Ragaglia .
Vi voglio parlare della festa di San Domenico.
Sul blog di Giuseppe Carrabino, ho trovato questo interessante testo del 1602 che è stato tratto dalla "Cronichetta del Convento di San Domenico":

"Venne una volta in Augusta un’armata turchesca di galere, e sbarcati in terra et messi in ordine li squadroni per andare a sacchheggiare la città e bruciarla, comparve S.Domenico col proprio habito a cavallo a un fiero e bravo cavallo, con una lancia alle mani, accompagnato da moltitudine grande di cavalleria e correndo verso l’esercito turchesco con tanto furore, velocità e terribilità, che pareva volesse annichilire e devorare la terra ed anco il mare, onde li turchi furono costretti ad imbarcarsi in fretta, gettandosi molti in mare e lasciando sparse per quelle campagne le armi, come scimitarre, frecce et simili et anco molte giubbe e turbanti, per l ogrande spavento che ebbero.".

Ogni santo è legato ad una tradizione di devozione.
Per esempio, a Galati Mamertino, in Provincia di Messina, c'è la festa di San Giacomo (che si tiene nel mese di agosto) e che è legata alla tradizione che vide la statua del santo fuggire, quando il popolo abbandonò la devozione verso di lui.
Di sicuro, un Santo Patrono è un amico della comunità.
Tenete conto anche del fatto che la Sicilia sia stata in passato una terra di confine tra l'Occidente cristiano, il mondo greco-bizantino e l'Oriente arabo-islamico.
Quest'ultimo, cercò in tutti modi di impadronirsi di nuovo dell'isola, dopo che questa fu tolta dai Normanni nel 1091.
San Domenico, quindi, rappresenta questa volontà della cristianità siciliana di difendersi dall'attacco islamico.
A ciò, va aggiunta anche l'influenza spagnola.
Forse, credo che si debba recuperare il senso della tradizione.
Molto spesso, le processioni di santi ed i festeggiamenti vengono visti come folclore.
In realtà, esse portano con sé un bagaglio storico e culturale molto più sostanzioso.
Cordiali saluti.



Translate

Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.