Presentazione

Presentazione
Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

martedì 13 marzo 2012

LUMEN GENTIUM






















Cari amici ed amiche.


Ieri, ho partecipato ad un seminario organizzato dall'Unità pastorale di San Leone Magno, presso la Parrocchia di San Giovanni Battista di Roncoferraro, Mantova.

Il seminario è stato moderato da don Giovanni Telò, parroco di Villa Garibaldi, e da don Alberto Bertozzi, parroco di Roncoferraro.

Esso ha trattato il tema della Costituzione dogmatica sulla Chiesa "Lumen Gentium", uno degli atti del Concilio Vaticano II.

Il tema della serata è stato il concetto di santità.

Ogni cristiano, sia egli prete o laico, è chiamato ad essere santo.

La I lettera di San Paolo ai Tessalonicesi (capitolo 4, versetto 3): "Certo la volontà di Dio è questa, che vi santifichiate.".

Il Compendio del catechismo della Chiesa cattolica dice:


"Tutti i fedeli sono chiamati alla santità cristiana. Essa pienezza della vita cristiana e perfezione della carità, e si attua nell'unione intima con Cristo, e in lui, con la Santissima Trinità. Il cammino di santificazione del cristiano, dopo essere passato attraverso la Croce, avrà il suo compimento nella Resurrezione finale dei giusti, nella quale Dio sarà in tutte le cose.".


Quindi, la santità è la metà di chi sceglie il cammino cristiano.

Durante la Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia (2005), il Santo Padre, Papa Benedetto XVI, ha affermato che i santi son o la scia luminosa di Dio che egli stesso ha tracciato e traccia ancota.

Il settimo capitolo della "Lumen Gentium" si intitola: "Indole escatologica della Chiesa pellegrinante e la sua unione con la Chiesa celeste".

La parola "escatologia" deriva dal greco "éskhatos" e significa "ultimo".

L'escatologia cristiana ha che vedere con il giorno del giudizio.

Per la dottrina cattolica, la morte non è la fine di tutto ma è il distacco dell'anima dal corpo.

L'anima viene giudicata da Dio mentre il corpo si decompone.

Il giudizio (chiamato "particolare") sarà di salvezza (Paradiso), di condanna (Inferno) o di purificazione (Purgatorio).

L'anima si ricongiungerà al corpo nel giorno della resurrezione dei morti, nel giudizio finale, quando sorgeranno "nuovi cieli e una terra nuova" (II Lettera di Pietro, capitolo 3, versetto 13).

Quindi, la Chiesa pellegrinante (o dei viatori) è la Chiesa che va verso la "Chiesa celeste", la Chiesa dei santi, quella che vede Dio in faccia e vivono in perfetta comunione con la Santissima Trinità, di fronte agli angeli e ai santi.

L'ultimo capitolo della "Lumen Gentium" è dedicato alla Vergine Maria, la Madre di Dio.

Ella è subordinata alla figura di Cristo ma è anche "figura della Chiesa, nell'ordine della carità e della perfetta unione con Cristo" (n. 63).

Il Concilio Vaticano II raccomanda il culto mariano, un atto che non consiste in un passeggero sentimentalismo, (...) bensì procede dalla fede vera, dalla quale siamo portati a riconoscere la preminenza della Madre di Dio, e siamo spinti al filiale amore verso la Madre nostra e all'imitazione delle sue virtù" (n. 67) .

Nelle due immagini che ho messo qui sopra è illustrata la "scaletta" dell'evento di ieri che è terminato con una preghiera di don Tonino Bello.

Leggetela.

L'evento è proseguito con un dibattito.

Ho preso la parola io che ho provato ad illustrare il concetto di santità, citando l'esperienza di San Tommaso Moro, di cui ho parlato ieri, nell'articolo intitolato "San Tommaso Moro, l'esempio perfetto del politico cattolico", http://italiaemondo.blogspot.com/2012/03/san-tommaso-moro-lesempio-perfetto-del.html.

Parlando di San Tommaso Moro, ho detto egli non maledisse il re (che lo fece uccidere) né predicò contro la monarchia e l'istituzione.

Al tempo stesso, però, egli restò fedele alla sua idea.

Egli prese come modello Cristo. Cristo, infatti, non si conformò alle idee del mondo ma non predicò nemmeno delle rivoluzioni.
Don Giovanni Telò ha risposto dicendo che il santo è una figura che va controcorrente.

Egli, poi, ha continuato dicendo che oggi andare controcorrente è più difficile, per via della secolarizzazione.

Essere cristiani oggi costa di più perché si viene criticati ed accusati di bigottismo.

Ha parlato anche don Andreano Cirelli, il parroco di Governolo che ha detto che per è arduo lui dire che alcune persone non possono essere salvate perché gli sembra di bestemmiare contro la Salvezza data data dalla Croce.

Don Giovanni è intervenuto dicendo che l'uomo è libero di scegliere anche di non conformarsi al volere di Dio.

Egli ha citato anche dei sinistri personaggi della storia, come Adolf Hitler e Josef Stalin.

Il parroco di Villa Garibaldi, ha domandato se essi meritino o meno la salvezza, ricordando che il dittatore tedesco uccise più di 6.000.000 di persone mentre quello sovietico ne uccise più di 17.000.000.
Questi personaggi scelsero questa strada di morte ed essi si assunsero la responsabilità di avere ucciso parecchie persone.

Egli ha poi detto che Dio è misericordioso e che l'uomo è libero anche di non accettare la sua proposto.

Però, quest'ultimo sarà tenuto a rendere conto delle proprie azioni.

Quindi, l'uomo ha una responsabilità.

Un altro intervento ha poi sviscerato la questione della Chiesa e dei suoi uomini che non sempre sono conformi con il messaggio delle Scritture.

Don Giovanni ha risposto, affermando che la Chiesa è stata definita "sancta et moeretrix", ossia "santa e peccatrice".

Egli ha poi riportato la denuncia del Papa che affermato che nella Chiesa vi sia anche molta sporcizia.

Purtroppo, l'uomo è debole ed è esposto anche alla tentazione del potere inteso come fine e non come mezzo, come servizio.

Don Giovanni ha poi citato Papa Giovanni Paolo II che ha chiesto scusa agli ebrei, ai cristiani di altre confessioni, agli schiavi e ad altri, durante il Giubileo del 2000.

Ha parlato anche il parroco di Barbasso, don Ernesto Novello, che ha detto che il concetto di santità non sia solo un concetto del "non fare" ma anche del "fare" e ha detto che chi deve giudicare è Dio.

Ha parlato anche don Alberto Bertozzi, che ha voluto portare la questione a livello delle parrocchie locali.

Egli ha citato la situazione della sua parrocchia di competenza, in cui, a suo dire, le persone vanno d'accordo tra loro e collaborano.

Don Giovanni ha risposto dicendo che nella sua parrocchia ci sono tante persone che si impegnano e che pregano con grande devozione.

Ha detto che queste persone sono sulla strada della santità.

Concludo, dicendo che ho trovato la serata molto interessante.

Se ne dovrebbero fare di più.

Conoscere certi temi è importante, soprattutto per chi si professa cristiano.

La "Lumen Gentium" può essere trovata in un libricino pubblicato dalle Edizioni Paoline.

L'indirizzo è Via Francesco Albani 21-20149 Milano. Il sito è http://www.paoline.it/.

A me il libricino è stato dato da don Giovanni, che ringrazio sentitamente.

Cordiali saluti.

























lunedì 12 marzo 2012

LEGA DA SOLA A ELEZIONI,UN ERRORE CHE PAGANO I CITTADINI | mauriziolupi.it

Cari amici ed amiche.

Qui sotto c'è una riflessione dell'onorevole Maurizio Lupi sul rapporto Lega Nord-Popolo della Libertà.
Io penso che la decisione della Lega Nord di correre da sola alle elezioni amministrative sia un errore che i cittadini rischiano di pagare.
Tuttavia, anche il PdL dovrebbe assumere un maggiore controllo sul governo ed impedirgli di essere troppo tecnocratico.
Inoltre, il partito deve fare in modo che il governo Monti porti avanti tanta parte del programma del 2008.
Cordiali saluti.



LEGA DA SOLA A ELEZIONI,UN ERRORE CHE PAGANO I CITTADINI mauriziolupi.it

LA SINDONE? PUO' ESSERE AUTENTICA!

Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo sul sito "Vatican Insider" che è intitolato "

L'immagine della Sindone frutto di una radiazione", seguendo il link http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/13344/. Ringrazio l'amico Angelo Fazio che ha messo l'articolo su Facebook.

Secondo uno studio (che è stato riportato in quell'articolo), pare che l'immagine sulla Sindone sia il frutto di radiazioni emesse dal corpo che è stato avvolto dal telo di lino.

Sembra quasi il lenzuolo sia stato "marchiato" da un'aura emessa dal cadavere che esso avvolse.

Inoltre c'è da chiedersi come abbia fatto l'immagine a conservarsi per tutto questo.

E così, il mistero continua ma sembra che le prove dell'autenticità della Sacra Sindone siano sempre più presenti.

Cordiali saluti.

LA POLITICA ESTERA ITALIANA? E' INSUFFICIENTE!



Cari amici ed amiche.


Il recente caso di Franco La Molinara e quello dei due marò che sono prigionieri in India dimostrano la politica estera italiana è debole.

Infatti, nel caso dei due marò, non riesce a fare valere i suoi diritti, poiché l'incidente con i due pescatori indiani è avvenuto in acque internazionali.

Quindi, stando al diritto internazionale, vale la legge del Paese della bandiera della nave.

Quindi, vale la legge della bandiera italiana.

Per quanto riguarda Franco La Molinara, l'italiano che è stato rapito in Nigeria e che stato ucciso durante il blitz dell'esercito britannico, l'Italia non ha saputo fare un'azione coordinata con la Gran Bretagna.

Da qui è nato il problema.

Io penso che il caso La Molinara sia dovuto anche ad un riflesso della crisi dell'Unione Europea che vede la Gran Bretagna sempre più staccata dal blocco continentale, un blocco in cui la Germania sta cannibalizzando gli altri Stati.

Inoltre, sembra che la politica estera italiana sia confusionaria e raffazzonata.

Ciò non va bene per l'immagine del nostro Paese.

Cordiali saluti.

SAN TOMMASO MORO, L'ESEMPIO PERFETTO DEL CATTOLICO IMPEGNATO IN POLITICA

Cari amici ed amiche.

L'amico Angelo Fazio ha messo su Facebook questo articolo del blog "Filia Ecclesiae" (http://filiaecclesiae.wordpress.com/).
L'articolo recita:

"Beati quelli che sanno ridere di se stessi,perché non finiranno mai di divertirsi.
Beati quelli che sanno distinguere una montagna da un ciottolo,perché eviteranno molti fastidi.
Beati quelli che sanno riposare e dormire senza trovare scuse:diventeranno saggi.
Beati quelli che sanno ascoltare e tacere:impareranno cose nuove.
Beati quelli che sono abbastanza intelligenti per non prendersi sul serio:saranno apprezzati dai loro vicini.
Beati quelli che sono attenti alle esigenze degli altri, senza sentirsi indispensabili:saranno dispensatori di gioia.
Beati sarete voi se saprete guardare seriamente le cose piccole e tranquillamente le cose importanti:andrete lontano nella vita.
Beati voi se saprete apprezzare un sorriso e dimenticare uno sgarbo:il vostro cammino sarà pieno di sole.
Beati voi se saprete interpretare sempre con benevolenza gli atteggiamenti degli altri, anche contro le apparenze:sarete presi per ingenui, ma questo è il prezzo della Carità.
Beati quelli che pensano prima di agire e che pregano prima di pensare:eviteranno tante stupidaggini.
Beati soprattutto voi che saprete riconoscere il Signore in tutti coloro che vi incontrano:avrete trovato la vera luce e la vera sapienza.".

Prima di incominciare, devo ringraziare l'amico Angelo Fazio, a cui faccio i miei auguri per il suo ventiseiesimo compleanno.
Ora, tratto la questione.
Queste sono le beatitudini di San Tommaso Moro (Londra 7 febbraio 1478-Londra 6 luglio 1535).
Egli fu un politico inglese del XVI che fu fatto martirizzare da re Enrico VIII per non averlo riconosciuto come capo della Chiesa anglicana e per essere rimasto fedele a Roma.
Ora, questo santo fu l'esempio perfetto di quello che dovrebbe essere un politico cattolico di oggi.
Il cattolico impegnato in politica non deve essere un rivoluzionario perché Gesù stesso non fu un rivoluzionario.
Gesù non predicò né la fine dell'Impero romano né la distruzione del Giudaismo.
Semmai, Egli cambiò il Giudaismo nella forma ma rimase pio e fedele ad esso nella sostanza.
Anzi, per certi versi fu conservatore.
Inoltre, Egli non predicò la distruzione dell'Impero Romano ma semplicemente predicò l'idea di uno Stato garante del benessere del popolo e non divinità del popolo.
Il cattolico deve fare così.
San Tommaso Moro fece esattamente questo.
Egli fu contrario allo scisma operato dal re nel 1534, uno scisma voluto per ragioni politiche e "di letto", ma non si mise mai contro il proprio sovrano, né contro lo Stato.
Se seguite il link http://youtu.be/5Sn2sEMFPVk, potrete vedere un video di don Andrea Gallo.
Don Gallo non è un esempio di cattolicesimo che parla seriamente di politica.
Anzi, a mio giudizio, sarebbe ora che i suoi superiori prendano provvedimenti contro di lui.
Don Gallo vuole proporre Gesù come rivoluzionario.
Ma, come ho detto prima, nostro Signore non fu rivoluzionario.
Il cattolicesimo impegnato in politica è ben altra cosa.
Il cattolicesimo impegnato in politica è con le istituzioni ma con senso critico verso di esse, qualora facciano delle azioni contro la dignità dell'uomo.
San Tommaso Moro fece esattamente questo.
Allora, cari cattolici che, come me, siete in politica o parlate di politica, studiate la biografia di questo grande santo inglese.
Cordiali saluti.

FUKUSHIMA UN ANNO DOPO




Cari amici ed amiche.

Un anno fa ci fu la tragedia di Fukushima, in Giappone.
Ci fu un terremoto a cui seguì lo tsunami. Ci furono morti e danni gravi e ci fu anche un grosso problema alla centrale nucleare che si trovava in quella zona.
Ora, ad un anno di distanza sembra che qui in Italia le polemiche sul nucleare non si siano mai sopite.
Anzi, i morti furono usati come pretesto dagli anti-nuclearisti per fare sì che gli italiani dicessero no al nucleare nel referendum del 12 giugno scorso.
Questi ultimi ottennero l'effetto desiderato e, per il momento, il nucleare non si fa.
Intanto, noi abbiamo il problema energetico e credo che presto o tardi quell'assurdo referendum dovrà essere messo in discussione.
Comunque, quella tragedia dovrà essere ricordata a prescindere dalle varie convinzioni politiche.
Di fronte alla natura l'uomo non è nulla.
Cordiali saluti.

domenica 11 marzo 2012

IX EDIZIONE DEL PRANZO DEI POETI MANTOVANI





Cari amici ed amiche



Oggi, c'è stata la IX edizione del "Pranzo dei Poeti Mantovani".


L'evento è stato organizzato dal Cenacolo dei poeti dialettali mantovani "Al Fogolèr", presso il ristorante "Il Nespolo", che si trova a San Biagio, uina frazione del Comune di Bagnolo San Vito.

Hanno partecipato ad essi i cenacoli trentini, capitanati da Elio Fox, quelli veronesi, quelli ferraresi ed altri poeti.

Tra questi ultimi, oltre al sottoscritto, hanno partecipato anche il noto poeta dialettale mantovano Alfredo Facchini ed un ragazzo di dodici anni che ha recitato una poesia in dialetto lucano.

L'evento è iniziato alle ore 10.30, con il discorso di Sergio Aldrighi, presidente del "Fogolèr", che ha parto un convegno con due realtori che hanno trattato la storia della parlata mantovana. Ha cominciato un a dei relatori, il professor Giancarlo Gozzi, che parlato di una storia del dialetto mantovano che è legata ai trovatori provenzali. Infatti, il dialetto mantovano fa parte di quei dialetti che sono definiti "gallo-italici". Esso si sviluppò attraverso le contaminazioni portate dai pellegrini francesi e dai trovatori provenzali. Il dialetto mantovano, infatti, ha molte affinità con le parlate della Provenza. Sembra quasi un caso, ma queste parole si ricollegano alla ricerca che ho fatto sui catari e Roncoferraro (http://italiaemondo.blogspot.com/2011/12/la-provenza-i-catari-e-roncoferraro.html) .

Poi, ha parlato il professor Giancarlo Malacarne.

Questi ha parlato della storia della poesia dialettale e del senso stesso della poesia.

Egli ha detto che chi fa poesia deve sapere ciò che scrive e declama.

Il professor Malacarne ha letto alcuni brani antichi.

Uno di questi fu scritto dal marchese Francesco II Gonzaga (1466-1519).

In questi brani antichi si nota che il mantovano di allora fu più simile al veronese.

Poi cambiò.

Questo deve farci riflettere.

Guarda caso, sembra che la parlata mantovana attuale, che è simile a quella emiliana, si sia sviluppata con l'avvento dei Gonzaga.

Inoltre, il professor Malacarne ha detto che è un bene scrivere poesie e ha suggerito di conoscere le varie forme poetiche, come il madrigale, il sonetto, il carme, la rima baciata, il verso libero e l'assonanza.

Poi, è iniziato il dibattito.

Ha preso la parola il poeta Alfredo Facchini, detto "Fredon".

Egli ha detto che non si può definire poesia un componimento con due versi e sul quotidiano "La Voce di Mantova", nella pagina dedicata alla poesia, compaiono delle poesie che, a suo parere, sono delle baggianate.
Inoltre, ha parlato del fatto che una poesia debba essere fruibile a tutti.

Poi, ha declamato una sua poesia dedicata a questi componimenti che non ha giudicato positivamente e ha fatto un'osservazione sul "Fogolèr", definendolo poco coeso.

Sinceramente, io penso che in quest'ultimo frangente, il "Fredon" abbia sbagliato.

Lo dico con il massimo rispetto per il personaggio.

Il "Fogolèr" si impegna da anni a svolgere eventi come questo.

Se non fosse coeso, il "Fogolèr" non farebbe molta strada.
A me, sembra che il cenacolo stia lavorando bene. Se porta avanti degli eventi, vuole dire che funziona.

Questa osservazione ha innescato qualche polemica.

Poi, il dibattito è proseguito.

Ci sono state altre domande sul dialetto.

Poi, c'è stata la declamazione delle poesie.

Prima hanno cominciato i trentini, poi i veronesi, i comaschi, i ferraresi e, dulcis in fundo, sono arrivati i mantovani.

Tra questi ultimi, hanno iniziato quelli non iscritti al "Fogolèr".

Io sono stato il secondo di questi.

Prima di me, c'è stato un ragazzino di dodici anni di Viadana che ha declamato una poesia in dialetto lucano.

Era molto bella.

Poi, è stato il mio turno.

Io ho declamato una poesia intitolata "SATOR", che potrete leggere qui sotto.

Hanno concluso la "kermesse" i poeti del "Fogolèr", con le loro belle poesie in dialetto mantovano.

Poi, c'è stato il pranzo.

L'antipasto è consistito in salumi misti, cotechino e polenta molle.

I primi piatti erano due ed erano i tortellini in brodo ed i bigoli (maccheroni al torchio) al ragù d''anatra.

Il secondo era lo stracotto d'asino e come contorni c'erano polenta abbrustolita e verdure gratinate.

Vi sono stati tre dessert che erano la macedonia di frutta, il tiramisù e la torta alla crema di limone.

C'è stato anche il brindisi.

Durante le pause tra le varie portate, ci sono state declamazioni di poesie e canti.
Ha cantato l'otttimo Wainer Mazza.

Il "Fredon" ha composto e declamato una poesia in cui mi ha citato, per il mio dialetto siciliano, che non ha capito.

Non so se abbia voluto farmi un complimento o se abbia voluto polemizzare con me.

Io l'ho presa come un complimento.

Il fatto che un poeta che vanta un importante curriculum come il "Fredon" mi abbia citato vuole dire che io ho fatto qualcosa di importante.

Il pranzo è stato buono, ad eccezione dei bigoli che, a mio parere (e non solo), erano un po' sconditi.

Oltre ad avere portato le mie poesie, a quell'evento ho portato anche una poesia dell'amico Angelo Fazio, con cui su Facebook ho instaurato molte sinergie e proficui scambi di materiale.

L'ho messa nello stesso fascicolo delle mie poesie, la cui copertina è raffigurata nella foto in alto.

C'è anche la mia firma.

Nella foto in basso c'è la poesia di Fazio che ho fatto leggere alla poetessa Katia Tonini, autrice del libro "In dla fumana dal tenp" .

La casa editrice è la "E.Lui" di Reggiolo.Per saperne di più, contattate, il cenacolo "Al Fogolèr" che si trova in Piazza Adua n°10, presso il Centro Sociale di Pietole di Virgilio, in Provincia di Mantova.

Lei ha detto che Fazio ha fatto una bella poesia.

Ho lasciato il fascicolo all'amico Claudio Quarenghi, a cui ho chiesto di commentare la poesia di Fazio.

L'evento mi è paciuto molto.

Mi sono divertito molto e ho conosciuto molta gente.

Ho potuto fare conoscere le mie poesie e mettermi a confronto con altri.

Per me è sempre un piacere partecipare a questi eventi.

Questa è la mia poesia:




SATOR

Ira...chì ùn abbia l'omu...
cù l'Alfa et l'Omega et si chiddi tene...
tuttu 'n vuluntati...cù u Patri nostru 'n chisti palori:

“SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS”.

Hè chista di Diu vuluntati:
"Yerushalayim l'omu sempri avi a purtari!"
Sì...accussì avi a fari...picchì murìu so' Figghiu...pì livari i piccati!




Cordiali saluti.


















Translate

Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.