Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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giovedì 8 marzo 2012

LE PROPOSTE DI POLARIS PER SUPERARE LA CRISI

Cari amici ed amiche.

Su Facebook, l'amico Marco Stella mi ha riportato queste proposte della rivista "Polaris" per combattere la crisi:

"Presentate le proposte di Polaris
6 marzo 2012. Alla Biblioteca Rispoli, in piazza Grazioli, Roma, il Centro Studi Polaris ha proposto le sue misure nei confronti della crisi, del debito e dell’Europa.
Presentazione generale del presidente Paolo Caioli che ha spiegato come una filosofia economica basata sullo sviluppo, sulla salvaguardia delle risorse nazionali, su concezioni sociali e sulla non sottomissione alle imposizioni di casta e di finanza sia tecnicamente possibile.Se si presentano soluzioni fattibili e si mandano a spasso i falsi profeti e coloro che parlano di ineluttabilità del disastro si può in effetti cambiar rotta.A questo sforzo si dedica il Centro Studi Polaris che ha prodotto un programma alternativo partendo da questi presupposti e che intende riuscire a trasformarlo in progetto di legge disponibile per chiunque lo voglia proprorre o applicare.
Quindi il caporedattore Gabriele Adinolfi ha esposto un progetto per l’Europa, unita ma confederata, con controllo politico sulla Banca Centrale, a sviluppo armonico ma autonomo di tre aree omogenee tra loro (sulle direttrici Parigi-Berlino-Mosca; Roma-Budapest-Kiev; Madrid-Roma-Atene) e con lo sviluppo di relazioni economiche, energetiche e diplomatiche sulle direttrici mediterranea ed eurasiatica. Per perseguire questi obiettivi – ha proseguito Adinolfi – bisogna uscire dal fondamentalismo calvinista e monetarista che oggi domina le burocrazie continentali e si deve anche spostare l’obiettivo da quello oggi imperante e assolutistico di “stabilità finanziaria e controllo dell’inflazione” ad un trittico che includa “crescita del Pil” ed “equità sociale”. Serve più Europa ma diversa Europa, una terza Europa tra eurocrati ed euroscettici.
Daniele Lazzeri ha posto l’accento sulla forza dell’Euro che non ritiene a rischio e ha definito la macelleria sociale oggi in atto come l’effetto di due fattori congiunti. La dittatura del fondamentalismo monetarista da un lato (che rastrella il risparmio ed il demanio senza concedere nulla) e la sottomissione dell’attuale classe politica italiana che, a differenza di altre che gestiscono le rispettive cessazioni di sovranità portando comunque a casa dividendi d’interesse nazionale, funge da esecutrice testamentaria per conto terzi fino a sabotare non solo gli asset strategici italiani ma anche le linee di sviluppo estero incompatibili con interessi geopolitici delle potenze, europee o extracomunitarie, cui i governanti italiani fanno riferimento.
Giampaolo Bassi ha spiegato ogni punto del progetto “Combattere la crisi”, approntato da un’équipe di economisti, fra cui lui stesso, che fa parte del Centro Studi.In chiusura di un primo ciclo di studi il progetto (che proponiamo separatamente) è ora aperto a discussione e ad accogliere qualsiasi apporto anche volontario (redazione@centrostudipolaris.org ). Dopo di che si opererà nell'obiettivo di farne la base di una proposta di legge.Durante l’esposizione puntigliosa, Bassi non ha perso occasione di rammentare come diverse leggi comunitarie siano costantemente aggirate in Germania e in Francia da misure protezionistiche locali, e ha anche sottolineato che l’Italia, ufficialmente terzo contribuente della UE ma fattualmente primo per la sua incapacità di metterne a frutto i fondi che ritornano puntualmente al mittente, abbia un peso contrattuale che non sfrutta mai per incapacità o indolenza dei suoi politici. Bassi ha poi esposto i vari punti del programma che punta a risanare le finanze e a ricomprare il debito estero.
X X X PROPOSTA IN PUNTI XXX
Spesa, sviluppo, debito pubblico
1. Riacquisto progressivo e rapido dei titoli del debito pubblico in mano estera.
2. Emissione di 300 miliardi di titoli di Stato btps al 2 % a 10 anni, garantiti da riserve auree e di valuta, solo a cittadini, banche ed istituzioni residenti al fine di perseguire la realizzazione del punto 1.
3. De- listing dei titoli italiani dal mercato MTS
4. Obbligo per banche ed assicurazioni di investimento in titoli di Stato italiani con limiti di acquisto (tier 1)
5. Costituzione immediata di un fondo chiuso con apporto per 300 miliardi di beni pubblici (immobili statali e degli enti locali, quote azionarie, beni non strumentali delle aziende pubbliche, diritti onerosi come le licenze tv, emissione co2, ecc). Rendimento minimo del fondo: 2 % .
6. Investimento forzoso, cioè sostituzione di assets, agli italiani, in proporzione progressiva alla ricchezza detenuta (il rapporto debito/pil scende al di sotto del 100%)
7. Provvedimenti sulle banche: separazione per legge fra banca commerciale e di medio/lungo termine; abolizione della valutazione del rating ad opera di società private quale parametro obbligatorio da tenere in considerazione per l'acquisto di titoli da parte delle banche ; abolizione dei derivati e di prodotti strutturati o imposta diretta allo 0,5% sull'ammontare del nozionale a cui il derivato fa riferimento; abolizione delle posizioni di trading ed investimento di proprietà diverse dal finanziamento a famiglie, imprese, Stato; obbligo per le fondazioni di riacquistare la maggioranza azionaria delle banche controllate. Costituzione di una banca di credito speciale pubblica (nuova IMI).
8. Riduzione aliquote irpef progressivo a partire dal 3% in un anno; abbattimento dell’irap; riduzione delle aliquote iva del 3%; cancellazione dell’Ici (oggi Imu) su prima casa.
9. Nuova legge alla “francese” delineante i settori ad interesse nazionale.Tutela della produzione italiana e del marchio italiano e misure contro la delocalizzazione che contemplano sia strumenti giuridici dissuasivi che incentivi per le imprese che abbiano per obiettivo - e tengano in conto - il recupero del gettito fiscale annuo oggi perduto con le delocalizzazioni.
10. Utilizzo della cassa depositi e prestiti come fondo sovrano e per politica economica ed industriale.
11. Acquistare la maggioranza relativa o proteggere le quote di maggioranza relativa non solo di Telecom, ma anche di Finmeccanica (e di tutte le società del gruppo), Enel, ENI, FS, Alitalia ecc... Si valuti lo stesso intervento anche in altre aziende d'interesse strategico, tra cui la grande distribuzione/vendita di prodotti alimentari (in questo caso si potrebbe creare anche una newco ad hoc).
12. Avviare immediatamente la formazione di una società di rating europea a partecipazione italiana in proporzione al Pil, a nomina politica e a controllo pubblico.
13. Creazione di un fondo pensione (a rendimento minimo garantito) costituito da titoli di Stato dove far confluire gli accantonamenti previdenziali dei risparmiatori.
14. Controllo della spesa pubblica tramite la creazione di parametri di efficienza minima riguardo l' erogazione di tutti i servizi pubblici (a partire da quelli vitali e fondamentali, come per es. la sanità, a scendere) che devono essere soddisfatti prima di dirottare il denaro pubblico verso spese non indispensabili.I parametri di efficienza e d’indispensabilità variano a seconda della natura e della funzione dei diversi enti ma sono resi omogenei da una scala di valori comuni di utilità sociale.Mobilitazione su base volontaria e gratuita degli anziani per servizi di utilità sociale.
15. Emissione dei titoli di Stato a scadenza quinquennale destinati a pagare stipendi e pensioni oltre soglie significative (ad es. sopra 150.000 euro lordi annui).Ad integrazione, pensioni e stipendi pubblici, compresi quelli degli eletti, si fissano ad un tetto di 200.000 euro lordi annui (in caso di cumulo il tetto resta invariato ed il surplus viene utilizzato per il risanamento economico e per la promozione sociale).
16. Limitazione dei rimborsi elettorali da un periodo di cinque ad uno di due anni e dietro certificazione e rendicontato. Spese annesse e derivate. Rimborsi per portaborse e affini fino a un tetto di 18.000 euro lordi annui mediante assunzione diretta da parte della Camera o del Senato tramite contratto che scade automaticamente con la legislatura, qualunque sia la sua durata. Attivazione di un servizio di "trasparenza online" sull’anagrafe patrimoniale degli eletti presso le istituzioni (anche enti locali) dal momento dell’avvenuta elezione fino a dieci anni dopo il mandato.Obbligo per gli alti dirigenti pubblici di raggiungere obiettivi di corretta ed efficiente gestione del proprio incarico. Per questo motivo percepiranno mensilmente il 70% del loro stipendio, a fine anno e dopo valutazione, se avranno raggiunto standard qualitativi sufficienti, riceveranno in un'unica soluzione la restante parte o una percentuale di questa in caso di cattiva gestione.Gli standard sono fissati su rapporti qualità/costi e non esclusivamente sul contenimento della spesa ma anche sul servizio sociale fornito.
17. Sviluppo. Istituzione di un Fondo per il finanziamento delle imprese innovative e a componente azionaria giovanile tramite l’utilizzo del 50% di quanto recuperato sui tagli a stipendi pubblici oltre soglie significative (vedi punto 15).
18. Attivazione di un servizio "trasparenza online" che permetta ai cittadini di consultare su web tutte le spese pubbliche, con una struttura ad albero di utilizzo intuitivo, in modo da pubblicizzare i costi: dalla penna agli stipendi dei dipendenti statali, agli immobili, agli investimenti. Si possono prevedere alcune deroghe alla publicizzazione della spesa per la Difesa."


A mio modesto parere, la debolezza di questa Unione Europea sta nel fatto che essa sia fondata solo sulla moneta (l'Euro) senza un'istituzione politica confederata che controlli il tutto.
In pratica, qui c'è' una situazione anomala in cui la moneta non è controllata da nessuna istituzione politica.
Ad esempio, il Dollaro americano è controllato dalla Federal Reserve e, a sua volta, quest'ultima deve rendere conto alle istituzioni politiche, come il Congresso.
Lo stesso vale per le valute di altre realtà politiche.
Al contrario, l'Euro fa riferimento solo alle banche.
Da qui nascono tutti i problemi.
Cordiali saluti.

Per la "Festa della Donna" consiglio: Sheperd's Pie-Sformato del pastore - Ricetta - Cucina di stagione



Cari amici ed amiche.

Per la "Festa della Donna" consiglio lo "Sformato del Pastore", in inglese "Sheperd's Pie".
In esso vi è la tradizione di una nazione, l'Irlanda.
In questo piatto vi sono l'antica tradizione pastorizia del popolo irlandese ed un alimento che approdò in quell'isola nel 1588, dopo la distruzione dell'"Invencible Armada" spagnola ad opera degli Inglesi, e che sfamò intere generazioni di irlandesi, la patata.
Seguendo il link http://youtu.be/neeerXQbrW4, potete vedere Gordon Ramsay che, durante una puntata della trasmissione "Kitchen Nightmares", lo prepara.
Cordiali saluti.




Sformato del pastore - Ricetta - Cucina di stagione

IL PDL, STA RISCHIANDO GROSSO!

Cari amici ed amiche.

Anche l'onorevole Angelino Alfano (nella foto) ha ammesso che, per salvare l'Italia, il Popolo della Libertà ha perso un alleato qual è la Lega Nord e non è riuscito ad allearsi con l'Unione di Centro.
Il presidente Berlusconi aveva dato le dimissioni perché questa Italia si era dimostrata un Paese ingovernabile e di fronte alla crisi, con grande senso di responsabilità, il Popolo della Libertà aveva deciso di appoggiare il governo Monti.
Tuttavia, oggi, il partito potrebbe pagare un prezzo altissimo.
Ha perso un alleato come la Lega Nord, un alleato che è sempre stato fedele.
Dunque, vi è il rischio concreto che alle prossime elezioni amministrative tante vittorie, che sarebbero state a portata di mano della coalizione del centrodestra, possano non essere più così scontate.
Un'eventuale batosta elettorale, però, è solo il minimo di ciò che potrebbe capitare al partito.
Infatti, ricordo che nel 1994 il presidente Berlusconi decise di scendere in campo e di portare delle novità nella politica italiana.
La sua proposta politica consisteva nel fare sì che i governi fossero realmente eletti dal popolo e non nominati dal Parlamento.
Inoltre, egli propose un nuovo schema, il bipolarismo.
Con la scelta di appoggiare Monti, con il Partito Democratico ed il Terzo Polo, siamo tornati alla politica della I Repubblica, una politica in cui i governi e le coalizioni venivano decise dai partiti in Parlamento, senza tenere conto del volere del popolo.
Il rischio è che molti elettori del PdL abbandonino il medesimo.
Io sento molti elettori del PdL che sono diventati insofferenti di fronte a questa situazione.
Io penso che il partito faccia bene ad essere responsabile ma, a tempo stesso, io credo che debba pensare anche a ricostruire il centrodestra, partendo dall'alleanza con la Lega Nord.
Inoltre, io penso che il partito debba incominciare a porre delle condizioni più serie al governo Monti.
Il Popolo della Libertà è il partito che si è sempre battuto per fare sì che i cittadini siano meno gravati dalle tasse.
Il PdL deve incominciare a fare pressioni sul governo perché incominci a parlare di sviluppo e di taglio delle tasse.
Qui ci sono in gioco l'immagine della politica ed il progetto politico del PdL.
Nell'articolo scritto su "Italia chiama Italia" ed intitolato "
Alfano: 'PdL si occupa dei problemi degli italiani, non di poltrone'" (il cui link è http://www.italiachiamaitalia.it/articoli/detalles/5111/Alfano%20O%20PdLOsiOoccupaOdeiOproblemiOdegliOitaliani%20OnonOdiOpoltrone%20.html), l'onorevole Angelino Alfano ha pienamente ragione.
Il PdL non si occupa di poltrone ma dei problemi della gente.
Tuttavia, vorrei fare notare che per occuparsi dei progetti della gente bisogna avere il potere e quindi sedersi su quelle poltrone.
Mi si scusi la brutalità, ma la realtà è questa.
Se si è all'opposizione non si conta nulla.
Il PdL sta rischiando di finire all'opposizione.
Voglio lanciare un questo grido di allarme.
Termino, esprimendo un parere sul caso Boni e sulle polemiche che sono sorte.
Da mantovano, posso dire che Davide Boni abbia governato bene la Provincia di Mantova, quando era presidente di quest'ultimo.
Io penso che non si debbano fare dei processi mediatici. Fino a prova contraria, Boni è un presunto innocente.
Cordiali saluti.

mercoledì 7 marzo 2012

LA DONNA, LA STORIA, IL CRISTIANESIMO ED I GIORNI NOSTRI






Cari amici ed amiche.




Oggi è l'8 marzo ed è la festa della donna.

Ora, è giusto e doveroso condannare ogni discriminazione e violenza contro le donne.

Tuttavia, va fatta una considerazione.

Molto spesso vengono fatte delle manifestazioni che hanno più un carattere politico che non quello della sensibilizzazione verso il problema della violenza contro le donne.

Molto spesso, coloro che fanno queste manifestazioni non tengono conto del fatto che le donne abbiano già un posto nella storia.

Vi cito alcuni esempi.

Parliamo dell'imperatrice Teodora (497-548).

Se non fosse stato per lei, suo marito, l'imperatore Giustiniano I, avrebbe lasciato il trono dell'Impero Romano d'Oriente, dopo la rivolta di "Nika" nel 532.

Un altro esempio è Matilde di Canossa (1046-1115).

Ella combatté in difesa del Papa e contro l'imperatore Enrico IV, contribuendo alla caduta di quest'ultimo.

Un altro ancora è Santa Giovanna d'Arco (1347-1380).

Ella salvò la Francia, impedendo all'Inghilterra di conquistarla.

Un altro esempio ancora è la regina d'Inghilterra Enrichetta Maria di Borbone (1609-1669), la moglie di San Carlo I Stuart.

Ella cercò di perorare la causa del marito durante la Guerra Civile inglese (1642-1660).

Un altro esempio ancora è Bernadette Soubirous (nella foto in alto, 1844-1879).

Ella portò un messaggio di conversione.

Un altro esempio ancora è Mafalda di Savoia (1902-1944).

Ella morì nel campo di concentramento nazista di Buchenwald, aiutando molte persone.

Quindi, la donna ha già un posto nella storia.

Non servono manifestazioni per pretendere di avere visibilità nella storia.

Le donne ce l'hanno già.

La donna, però, è prima di tutto madre.

Oggi, tante donne che oggi dicono che l'aborto sia un diritto atto a difendere la propria femminilità dicono una grande sciocchezza.

Le grandi donne della Bibbia, come Eva, Sara, Ruth e Maria (la madre di Cristo), furono grandi personaggi (poiché influenzarono la storia) e furono madri.

Tra l'altro, faccio notare un'altra cosa.

I simbolo della Festa della Donna è la mimosa.

Ora, questo fiore fa parte della famiglia delle acacie.

L'acacia è il simbolo della massoneria.

La Festa della Donna, così com'è stata impostata, non è una festa cristiana.

Quindi, mi viene da ridere quando c'è chi cerca di trovare un nesso cristiano in questa festa che di di cristiano non ha nulla e che, anzi, spesso ha toni anticlericali.

Comunque, senza la donna il mondo è destinato a cadere.

Termino con una poesia Umberto Saba che parla della donna:




"A MIA MOGLIE




Tu sei come una giovane
una bianca pollastra.
Le si arruffano al vento
le piume, il collo china
per bere, e in terra raspa;
ma, nell'andare, ha il lento
tuo passo di regina,
ed incede sull'erba
pettoruta e superba.
È migliore del maschio.
È come sono tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio,
Così, se l'occhio, se il giudizio mio
non m'inganna, fra queste hai le tue uguali,
e in nessun'altra donna.
Quando la sera assonna
le gallinelle,
mettono voci che ricordan quelle,
dolcissime, onde a volte dei tuoi mali
ti quereli, e non sai
che la tua voce ha la soave e triste
musica dei pollai.





Tu sei come una gravida
giovenca;
libera ancora e senza
gravezza, anzi festosa;
che, se la lisci, il collo
volge, ove tinge un rosa
tenero la tua carne.
se l'incontri e muggire
l'odi, tanto è quel suono
lamentoso, che l'erba
strappi, per farle un dono.
È così che il mio dono
t'offro quando sei triste.





Tu sei come una lunga
cagna, che sempre tanta
dolcezza ha negli occhi,
e ferocia nel cuore.
Ai tuoi piedi una santa
sembra, che d'un fervore
indomabile arda,
e così ti riguarda
come il suo Dio e Signore.
Quando in casa o per via
segue, a chi solo tenti
avvicinarsi, i denti
candidissimi scopre.
Ed il suo amore soffre
di gelosia.




Tu sei come la pavida
coniglia. Entro l'angusta
gabbia ritta al vederti
s'alza,
e verso te gli orecchi
alti protende e fermi;
che la crusca e i radicchi
tu le porti, di cui
priva in sé si rannicchia,
cerca gli angoli bui.
Chi potrebbe quel cibo
ritoglierle? chi il pelo
che si strappa di dosso,
per aggiungerlo al nido
dove poi partorire?
Chi mai farti soffrire?




Tu sei come la rondine
che torna in primavera.
Ma in autunno riparte;
e tu non hai quest'arte.
Tu questo hai della rondine:
le movenze leggere:
questo che a me, che mi sentiva ed era
vecchio, annunciavi un'altra primavera.




Tu sei come la provvida
formica. Di lei, quando
escono alla campagna,
parla al bimbo la nonna
che l'accompagna.
E così nella pecchia
ti ritrovo, ed in tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio;
e in nessun'altra donna. "




e con una composta da me.



"INNO ALLA DONNA NEL TEMPO




Si in commendare homo pure…
in Historia stando e in scripta…
come vero romano recitò nomen
mulier sua domina fu e mater;




e che Redemptor generò Maria…
come a Oloferne contra Giuditta…
e d’Orleans la Pulzella libera…
sua la terra fece come d’angli …
Elisabetta reina Tudor e…
di Cascia Rita si rimembrino;




e che su Nika Giustiniano…
Megale Basileus e proprio sposo…
in animo Teodora mise…
nullo si ha a ponere in oblio…
ché il tempo cantò anche la donna.




ANTONIO GABRIELE FUCILONE
RONCOFERRARO (MN)".




Cordiali saluti.










IL VERO VOLTO DI LUCIO DALLA




Cari amici ed amiche.




L'amica Stefania Ragaglia mi ha inoltrato questo testo su Facebook:



"Papanews
Il cattolico Lucio Dalla
di Bruno Volpe
CITTA' DEL VATICANO - Quando l'abito non fa il monaco. E neppure il marxista. Da sempre additato come una delle voci musicali della sinistra, e in particolare del comunismo, l'artista Lucio Dalla racconta in esclusiva la sua verità a 'Petrus'.
Maestro, Lei per anni ha partecipato ai Festival dell'Unità e ai raduni comunisti. A Settembre, invece, si è esibito alla cattolicissima 'Agorà dei Giovani' di Loreto. Sarà mica stato folgorato sulla via di Damasco?
"La ringrazio per l'opportunità che mi dà per sfatare questa leggenda: non sono mai stato né marxista, né comunista. Se mi sono esibito alle manifestazioni di sinistra è perché sono un professionista: gli organizzatori mi hanno pagato ed io ho cantato. Punto. Non credo che un cattolico - perché io tale sono - debba rifiutare le offerte che gli vengono fatte solo per una questione ideologica....
Si racconta che Lei sia una sorta di 'maniaco della perfezione' nel lavoro.
"E' così. Io credo nella ricerca del bello, nella santità e nella mistica del lavoro, che poi vuol dire santificarsi per mezzo della propria professione".
Una logica che coincide con quella di San Josemarìa Escrìva, il fondatore dell'Opus Dei.
"Esatto. Sa, apprezzo molto questo Santo".
Lucio Dalla cattolico e devoto dell'Opus Dei: chi l'avrebbe mai detto?
"Che c'è di male? Trovo il messaggio di San Josemaria di straordinaria attualità. Il Santo spagnolo non faceva del lavoro un idolo, ma affermava che qualsiasi attività, anche la più semplice, deve essere eseguita con scrupolo, professionalità e dedizione. Così ci si santifica nel lavoro e si
santifica il lavoro".
Ci parli di qualche altro segno distintivo del Dalla credente.
"Certo. Reputo l'aborto, ad esempio, una cosa negativa. La vita va difesa sempre e comunque, dal suo momento inziale sino alla fine naturale....
Cerco di contrastare ogni forma di ateismo e di secolarismo, fenomeni che, lamentabilmente, mortificano purtroppo i nostri tempi".
Ha letto l'Enciclica del Santo Padre sulla Speranza: che impressione Le ha fatto?
"L'ho trovata ineceppibile. Papa Benedetto XVI ha dimostrato ancora una volta di essere un grande e fine intellettuale. Qualche 'bello spirito' vuol farlo passare per nemico della ragione, ma il livello della sua catechesi è così elevato da sfuggire a quelle menti che ricercano, nel mondo attuale,
solo l'insulto. Il Papa afferma, saggiamente, che fede e ragione devono e possono essere amiche e che non sono affatto categorie contrapposte. Io la penso come lui".
Se dovesse dedicare una canzone al Pontefice, quale sceglierebbe?
"Senza dubbio la mia 'Inri', nella quale si parla di due angeli, uno che rappresenta il bene, l'altro che rappresenta il male. Dio, nella sua perfezione, ha creato il concetto di libertà. La libertà, però, non rappresenta un arbitrio, ma implica la responsabilità. Ognuno può scegliere tra bene e male, e Dio non lancia anatemi. Alla fine giudicherà nella sua
infinita misericordia, e sarà giudice sì severo ma buono. La salvezza è alla portata di tutti. Molti si chiedono, ed è spesso causa di crisi della fede: come è possibile la presenza del male nel mondo? Le sofferenze servono a
forgiare e fortificare la nostra fede.... Del resto, il diavolo nel deserto ha tentato Gesù, che seppe resistere dandoci un altro grandissimo esempio di fortezza davanti alle tentazioni".
Sappiamo che Lei si interessa anche di dialogo interreligioso.
"Sì, e lo ritengo necessario, a condizione di non perdere la propria identità".
Da addetto ai lavori, che ci dice del canto gregoriano?
"Solo gli ignoranti lo possono screditare. Rappresenta un patrimonio della nostra storia. E poi a me piace anche la Messa tridentina per la sua ricchezza di spiritualità. Bene ha fatto il Papa a liberalizzarla".
Maestro Dalla, per terminare: l'Italia può avere speranza in un futuro migliore?
"Guai a vivere senza speranza. Ma ognuno deve fare attivamente la propria parte senza rassegnazione".".




Ringrazio l'amica Stefania Ragaglia, che stimo.

Esprimo volentieri un mio parere. Lo faccio da mantovano, da persona che vive in un contesto simile a quello del defunto Lucio Dalla.

Infatti, com'è noto, Lucio Dalla era emiliano.

Ora, Mantova e la sua provincia sono un po' come l'Emilia-Romagna.

Come nella Provincia di Mantova, in Emilia-Romagna c'è una "coesistenza" (che per certi versi è anomala) tra una forte tradizione religiosa e l'ideologia marxista.

Spesso e volentieri in zone come l'Emilia-Romagna (o la Provincia di Mantova) diventa difficile distinguere un cattolico da un comunista.

A meno che una persona non sia apertamente schierata contro quell'ideologia che in quelle zone è dominante (come il sottoscritto) diventa difficile fare una distinzione tra l'essere cattolico e l'essere comunista.

Conosco tante persone che alla domenica vanno in chiesa e quando votano mettono la croce sul simbolo del Partito Democratico o dei partiti propriamente comunisti.

Dal mio punto di vista, dal punto di vista di una persona che vive in quel contesto ma che a tempo stesso ne rifiuta l'ideologia dominante, ciò è inconcepibile.

Spesso e volentieri mi confronto (e a volte mi scontro) con loro.

Però, in quel contesto c'è questa sorta di "compromesso".

E così, ci sono i "comunisti da oratorio", coloro che frequentano i gruppi parrocchiali ed i circoli ARCI o che leggono la Bibbia ed "Il capitale".

Chi la pensa in modo diverso o dissimula o si confronta e si scontra.

Io tendo a scegliere la seconda opzione.

Certamente, Lucio Dalla agiva da professionista.

Forse, però, io credo che egli abbia teso anche a dissimulare la propria ideologia.

Cordiali saluti.

STORIA DELLA PIZZA











Cari amici ed amiche.

Il video qui sopra mostra uno spezzone di una puntata della VIII stagione del noto reality show condotto dallo chef Gordon Ramsay "Hell's Kitchen".

Esso mostra una cena italiana.

E' da notare una vera e propria gag in cui il concorrente Rob McCue (che nella vita reale è uno chef di uno studio legale) ha bruciato una pizza e Ramsay l'ha "invitato" mangiarsela.

E' stata molto simpatica la reazione di un altro concorrente, il barman di Chicago (oggi chef) Trevor McGrath, che ha affermato:



"E' questa sarebbe una punizione, fare mangiare ad un grassone la sua pizza bruciata?".



Ora, citata questa vera e propria gag, voglio parlare dell'argomento dell'articolo, la pizza.

La pizza è un piatto tutto italiano.

Anzi, possiamo dire che la pizza sia figlia di una tradizione molto antica.

Pensate, pare che essa risalga all'Antica Roma, ove era nota una certa pietanza chiamata "picea".

La "picea" era il piatto dei pescatori che condivano della pasta di pane con i rimasugli del pesce pescato o con del garum, una salsa liquida fatta con le interiora di pesce.

In tutto il bacino del Mare Mediterraneo si facevano delle focacce schiacciate che potevano essere azzime o meno.
In Egitto e in Grecia si facevano delle focaccie come in altre parti.

Pensiamo alle "matzo" di Israele o alle "offa" dell'Antica Roma.

Le "offa" erano delle piccole focacce di farro.

La "picea" poteva essere un "matzo" o una "offa" condita con rimasugli di pesce o di garum.

Tenete conto del fatto che la comunità ebraica romana sia molto antica.

La "picea" fu, quindi, un'antenata della pizza e fu un piatto dei poveri.

Fu una sorta di "cibo di strada".

Pare che il termine "pizza" sia una storpiatura della parola "picea".

Secondo alcuni, il suo luogo d'origine della prima pizza è Penne, un Comune della Provincia di Pescara.

Secondo le cronache, qui fu fatta una "pizza" intorno al 1200.

All'inizio, la pizza fu condita con una salsa bianca costituita da strutto, formaggio, basilico e pepe.

Nel 1540 arrivò in Europa il pomodoro. Esso raggiunse l'Italia alla fine del XVI secolo.

La sua coltivazione e diffusione ci furono nel XVII secolo.

Proprio nel XVII, la pizza fu condita con il pomodoro, assieme al formaggio e all'olio d'oliva.

In un suo viaggio in Italia, lo scrittore francese Alexander Dumas il vecchio (1802-1870) descrisse i vari condimenti della pizza.

Nel 1889, un cuoco napoletano di nome Raffaele Esposito fece una pietanza in onore della regina Margherita di Savoia.

Essa fu un pane schiacciato condito con salsa di pomodoro, mozzarella e basilico.

Oggi, questa pietanza è ancora apprezzata e si chiama "Pizza Margherita" e fu fatta in onore della regina e dela bandiera italiana, con il verde del basilico, il rosso del pomodoro ed il bianco della mozzarella.

Nel XIX e nel XX secolo, molti italiani emigrarono nelle Americhe.

Qui portarono anche la pizza.

Ben presto, essa divenne quasi un piatto nazionale negli Stati Uniti d'America ed il termine "pizza" entrò di diritto nella lingua inglese.

A Chicago, la città del concorrente di "Hell's Kitchen" Trevor Mc Grath, nacque una pizza caratteristica.

Essa è una focaccia ripiena di formaggio Parmigiano-Reggiano, salsiccia e peperoni e che è ricoperta di salsa di pomodoro.


Qui in Italia, esistono tante pizze.

Una di questa è la "Pizza Margherita" ma vi sono anche la "Pizza alla romana" , che è condita con salsa di pomodoro, mozzarella ed acciughe sott'olio, quella alla "capricciosa" , che è condita con salsa di pomodoro, mozzarella, carciofini, prosciutto cotto, olive e funghi sott'olio, e tante altre.

In Sicilia, vi è una pizza chiamata "Sfincione"

Essa è tipica della zona di Palermo ed è una pizza condita salsa di pomodoro, cipolle, formaggio pecorino grattugiato, sarde salate formaggio "primo sale" siciliano, origano ed olio.

Secondo alcuni, la sua origine sarebbe araba ma il fatto che ci siano le sarde salate potrebbe volere dire che le sue origini possano essere molto più antiche.

Come ho già detto, la "picea" romana aveva il garum. Guarda caso, il garum proveniva anche della salatura delle sarde.


Termino, ora, con la ricetta della tradizionale "Pizza alla Margherita".



Ingredienti (per quattro persone):



500 gr di farina

25 gr di lievito di birra

1/2 cucchiaio di sale

200 ml di acqua tiepida

300 gr di mozzarella (meglio se è di fior di latte)

200 gr di pomodori pelati

origano q.b.

olio extravergine d'oliva q.b.

due o tre foglie di basilico.




Preparazione:

Mettete la farina al centro di una spianatoia e fate una fontana.

Sbriciolate il lievito, scioglietelo in acqua tiepida e aggiungeteci il sale e un po' d'olio.

Versate l'acqua con il lievito sulla farina ed impastate, fino ad ottenere un impasto elastico.

Fate una palla di pasta e fatela lievitare (per circa un'ora) finché non ha raddoppiato le proprie dimensioni.

Una volta lievitata, dividete la pasta in palline da 130 grammi l'una.

Fate lievitare le palline per circa 30 minuti e poi tiratele con un matterello o a mano.

Mettete la pasta per pizza nelle teglie e copritele di pomodori pelati schiacciati, basilico, mozzarella tagliata a dadini, olio ed origano.

Irrorate le pizze con olio e mettetele in forno a 220 °C per circa 15 o 20 minuti.

Buon appetito.


Mangiare una pizza significa conoscere la storia di un Paese ricco di cultura, l'Italia.

Cordiali saluti.

























LETTERA APERTA AGLI AMICI DELLA LEGA NORD E DEL POPOLO DELLA LIBERTA'

Cari amici ed amiche.

Mi rivolgo, in particolare, agli amici della Lega Nord e del Popolo della Libertà, il mio partito.
Innanzitutto, esprimo la mia solidarietà a Davide Boni (nella foto), il Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia.
Da mantovano, dico che egli lavorò molto bene, quando fu presidente della Provincia di Mantova (1995-1997).
Io penso che ora non sia giusto fare dei processi mediatici contro il presidente Boni.
Del resto, debbo notare che ultimamente vi siano dei veri e propri attacchi mediatici contro la Lega Nord.
Basti pensare all'articolo di "Famiglia Cristiana" che è intitolato "Il dio dei leghisti? Non esiste!" ed il cui link è http://www.famigliacristiana.it/informazione/news_2/articolo/il-dio-dei-leghisti-non-esiste_160212123207.aspx.
Ai cari signori di "Famiglia Cristiana", vorrei dire che farebbero bene a studiare di più certe cose.
Loro dicono che la Lega Nord è inconciliabile con la fede cattolica.
Io rispondo dicendo che la fede cattolica è inconciliabile con il comunismo.
Anzi, il comunismo è intrinsecamente satanico, poiché nega certi valori come la famiglia.
Del resto, se il Beato Pio XII scomunicò i comunisti, ci sarà stato un perché?
Non mi risulta, invece, che la Chiesa abbia mai scomunicato i leghisti.
Agli amici della Lega Nord voglio dire che gli elettori del loro partito e del Popolo della Libertà sono oramai mischiati.
Spesso e volentieri, essi lavorano in sinergia.
Perché ci sia un centrodestra riformatore, non si può prescindere dall'asse Popolo della Libertà e Lega Nord.
Mi voglio rivolgere anche agli amici del PdL, il mio partito.
Io penso che appoggiando Monti e seguendo i centristi, noi del Popolo della Libertà abbiamo perso molto.
Abbiamo perso un grande alleato qual è la Lega Nord e non ci siamo accattivati il Terzo Polo.
Questo l'ha detto anche l'onorevole Angelino Alfano, il segretario del partito.
Di sicuro, il partito ha voluto avere una posizione responsabile di fronte alla crisi che è in atto.
Tuttavia, essere responsabili non significa doversi appiattire su un' idea di politica che è estranea all'attuale sentire comune delle persone.
Oggi, noi siamo tornati indietro di trent'anni, con la politica dei "grandi centri" dei "pentapartiti", una politica in cui i governi furono decisi dal Parlamento e non dal popolo.
Così non va.
Fu questa politica a rendere l'Italia il Paese ingovernabile che è ora.
Il PdL fa bene ad essere responsabile ma deve incominciare a pensare al futuro, riprendendo quanto propose il presidente Berlusconi nel 1994.
Se non dovesse fare così, ci sarebbe la fine del centrodestra.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.