Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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venerdì 30 dicembre 2011

FELICE ANNO NUOVO!

Cari amici ed amiche.

Il 2011 sta per chiudersi e devo pur dire qualcosa.
Nelle Messe che si celebreranno oggi, sarà cantato il "Te Deum" che in latino recita:

"Te Deum laudamus:
te Dominum confitemur.
Te aeternum patrem,
omnis terra veneratur.

Tibi omnes angeli,
tibi caeli et universae potestates:
tibi cherubim et seraphim,
incessabili voce proclamant:

"Sanctus, Sanctus, Sanctus
Dominus Deus Sabaoth.
Pleni sunt caeli et terra
majestatis gloriae tuae."

Te gloriosus Apostolorum chorus,
te prophetarum laudabilis numerus,
te martyrum candidatus laudat exercitus.

Te per orbem terrarum
sancta confitetur Ecclesia,
Patrem immensae maiestatis;
venerandum tuum verum et unicum Filium;
Sanctum quoque Paraclitum Spiritum.

Tu rex gloriae, Christe.
Tu Patris sempiternus es Filius.
Tu, ad liberandum suscepturus hominem,
non horruisti Virginis uterum.
Tu, devicto mortis aculeo,
aperuisti credentibus regna caelorum.
Tu ad dexteram Dei sedes,
in gloria Patris.
Iudex crederis esse venturus.


Te ergo quaesumus, tuis famulis subveni,
quos pretioso sanguine redemisti.
Aeterna fac
cum sanctis tuis in gloria numerari.

Salvum fac populum tuum, Domine,
et benedic hereditati tuae.
Et rege eos,
et extolle illos usque in aeternum.

Per singulos dies benedicimus te;
et laudamus nomen tuum in saeculum,
et in saeculum saeculi.

Dignare, Domine, die isto
sine peccato nos custodire.
Miserere nostri, Domine,
miserere nostri.

Fiat misericordia tua, Domine, super nos,
quem ad modum speravimus in te.
In te, Domine, speravi:
non confundar in aeternum"

e tradotto in italiano suona:

"Noi ti lodiamo, Dio,
ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre,
tutta la terra ti adora.
A Te cantano tutti gli angeli
e tutte le potenze dei cieli
e i Cherubini e i Serafini,
con voce incessabile:
Santo, Santo, Santo
il Signore Dio degli eserciti.
I cieli e la terra
sono pieni della [maestà della] tua gloria.
Ti acclama il coro glorioso degli apostoli
e [il numero lodevole de]i profeti
e la candida schiera dei martiri;
In tutto il mondo
la santa Chiesa proclama Te
Padre d'immensa maestà
il Tuo venerabile e unico vero Figlio
e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria,
Tu sei il Figlio eterno del Padre,
per la salvezza dell'uomo,
non hai disdegnato il ventre di una Vergine.
Vincitore della morte,
hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio,
nella gloria del Padre.
[Crediamo che] verrai a giudicare
(il mondo alla fine dei tempi).
Dunque Ti chiediamo: soccorri i tuoi servi
che hai redento col tuo Sangue prezioso.
Fa che siano contati coi Tuoi Santi
nella gloria eterna
Salva il tuo popolo, Signore,
e benedici la tua eredità.
e guidali
e sorreggili in eterno
Ogni giorno Ti benediciamo,
lodiamo il tuo nome per sempre.


Degnati oggi, Signore,
di custodirci senza peccato.
Pietà di noi, Signore,
pietà di noi.
Sia sempre su di noi, Signore, la Tua misericordia,
dato che abbiamo sperato in Te.
In Te, Signore, ho sperato:
[fa] che io non sia confuso in eterno.".
Queste sono le Messe di ringraziamento di quello che di positivo è accaduto in quest'anno e per auspicare che l'anno venturo sia buono.
Quest'anno è stato caratterizzato da cose non belle, come la crisi e la caduta del governo qui in Italia, gli episodi di violenza in tutto il mondo e le calamità naturali.
L'augurio è che l'anno che verrà possa essere migliore.
Per quello che mi riguarda, quest'anno ho avuto cose buone ed altre meno.
Sicuramente, tra queste ultime, cito la mancanza del lavoro, nonostante le numerose domande fatte, e l'esperienza politica qui a Roncoferraro (Mantova) che non decolla.
Più volte avevo meditato, ad esempio, di lasciare Facebook, a cui mi ero iscritto, principalmente, in funzione della mia azione politica.
Tuttora, medito la stessa cosa.
Qui a Roncoferraro (Mantova) regna l'immobilismo.
Comunque, non ho ancora perso la speranza, né per il lavoro né per il mio impegno politico e culturale.
Per contro, sono riuscito a centrare alcuni obiettivi.
A livello di impegno culturale, ad esempio, sono riuscito a dare una cittadinanza e a riabilitare la figura di re Carlo I Suart nel panorama culturale e religioso.
Infatti, questo personaggio è oggi citato sul sito "Santi e Beati".
Quelli del sito hanno preso spunto di un mio scritto.
Questa è una soddisfazione.
Questa è solo una delle cose buone.
Al mondo, auguro che la crisi economica cessi e che cessi anche la violenza.
Il mio augurio è che nell'anno venturo ci sia anche maggiore solidarietà tra gli uomini.
Auguro a tutti un sereno anno nuovo.
Termino, ringraziando l'amica Stephanie Caracciolo Tamagno Arriera che mi ha contattato dall'Uruguay e che su Facebook ha messo la foto che riportato qui sopra.
Cordiali saluti.




CRISTIANI, COSA STA SUCCEDENDO IN EUROPA?


Cari amici ed amiche.

Leggete questo scritto sul blog "Fides et forma" che è intitolato "Presepe e tradizione: dagli USA lezione di stile ad una Chiesa italiana "confusa ed infelice"".
Questo articolo fa da contraltare a quello che accaduto qui in Italia, a Rieti.
La notizia è stata riportata dal giornale online "Sacri Palazzi" e parla del vescovo di Rieti che non ha fatto fare il presepe.
Essa è intitolata "A Rieti hanno abolito il presepe".
Sembra quasi, però, che questa "malattia" stia colpendo la cristianità di tutta l'Europa.
L'Eco di San Gabriele riporta una notizia allarmante dalla Francia.
Secondo questa notizia, in Francia hanno chiuso formalmente ben sessanta chiese.
Nel Paese transalpino, circa 64% della popolazione si professa cattolico ma solo il 4,5% si dice praticante.
Per contro, vi è un aumento esponenziale dell'Islam.
Il più noto esponente islamico francese, il rettore della moschea di Parigi, Dalil Boubakeur, ha chiesto alla Chiesa cattolica di potere usare le chiese chiuse per la preghiera del venerdì.
In pratica, le chiese diventerebbero delle moschee.
Inoltre, si stanno costruendo ben 150 nuovi luoghi di culto islamici contro le sole venti nuove chiese cattoliche.
Questo "vento della secolarizzazione" sta facendo danni in tutta Europa.
In Spagna, sono state fatte leggi apertamente anticattoliche (come la legge che regolamenta il matrimonio gay) e vi sono state manifestazioni anticattoliche.
In Germania, vi è una scristianizzazione sempre più forte.
Ad oggi, a Berlino, i "senza Chiesa" sono superiori di numero sia ai cattolici sia a protestanti.
La scristianizzazione si è fatta forte anche nei Paesi scandinavi e in Repubblica Ceca.
A Malta è stata approvata la legge che favorisce il divorzio.
E in Italia, che succede?
In Italia succede quello che succede in Europa, se pur con effetti minori.
E' vero, qui in Italia certi valori reggono ancora ma la secolarizzazione si fa sentire sempre di più.
Infatti, c'è chi vorrebbe togliere i crocifissi dalle scuole.
A Natale, in alcune scuole, le maestre non fanno cantare le canzoni della festa ai bambini né fanno fare i presepi.
Inoltre, anche nei Paesi vi sono sempre meno luminarie natalizie né si fanno fare i presepi, se non nelle parrocchie.
E' quello che è accaduto anche qui da me, a Roncoferraro, in provincia di Mantova.
Perché sta succedendo questo?
Una spiegazione si potrebbe trovare nell'approccio che una parte del mondo cattolico ha avuto negli anni verso il mondo che lo circonda.
Anziché cercare di portare i suoi valori nel mondo, questa parte del mondo cattolico si è fatta contaminare dai disavalori dello stesso.
Ad esempio, la Chiesa è contraria al matrimonio gay.
Una parte del mondo cattolico vorrebbe il matrimonio gay e definisce la propria fede "un fatto personale".
Ciò è sbagliato.
Infatti, questo atteggiamento non incoraggia a proporre la fede come valore per la società.
Se San Paolo avesse fatto della sua fede "un fatto personale", la Chiesa non sarebbe esistita.
La fede non può essere un "fatto privato e personale".
Essa esprime i valori di una persona.
Questa concezione relativista sta dando spazio a manifestazioni anticattoliche e persino ad opere di vera blasfemia.
A tale proposito, vi invito a leggere questo articolo sul blog del Circolo di Plinio Correa de Oliveira che è intitolato "Il Presepe secondo Sodoma e Gomorra".
Quell'articolo parla di un presepe in cui Gesù Bambino è accudito da due San Giuseppe.
Stiamo cadendo molto in basso.
Io credo che la speranza sia nei giovani.
I giovani che credono in certi valori ci sono.
Cito, ad esempio, Angelo Fazio, un giovane studente di scienze politiche che ha fatto una scelta coraggiosa di votarsi al celibato, di rifuggire il divertimento e di vivere per le grandi cause.
So che si deve laureare e, pertanto, gli faccio i miei auguri.
Cito anche Filippo Giorgianni e Stefania Ragaglia, altri due giovani che portano certi valori.
Cito anche Irene Bertoglio, una ragazza impegnata nel sociale e che ha scritto un libro intitolato "La Penna e il coraggio". Sarei curioso di leggerlo.
Cito pure Riccardo Di Giuseppe, un giovane abruzzese che si è impegnato in politica sul suo territorio e che vuole fare molto per gli altri come anche Ivan Vassallo, un giovane di Malta che si impegna molto nel campo culturale, e Francesca Padovese, una ragazza di Concordia Sagittaria (Venezia) che fa volontariato all'AVIS.
Posso citare altri giovani validi.
Giovani simili vanno incoraggiati e devono essere valorizzati.
Nel mio piccolo, citandoli su questo blog, spero di potere contribuire a fare ciò.
Sono persone da affidare alla protezione di di San Luigi Gonzaga e di San Gabriele dell'Addolorata, i patroni dei giovani.
Cordiali saluti.

CORDOGLIO PER L'ONOREVOLE TREMAGLIA

Cari amici ed amiche.

Voglio esprimere il mio messaggio di cordoglio per l'onorevole Mirko Tremaglia, che oggi si è spento ed è mancato all'affetto dei suoi cari.

A prescindere dal percorso politico che ha intrapreso, a lui va riconosciuto il fatto di avere dato il diritto di voto ai nostri connazionali che abitano all'estero.

Questa è una cosa molto importante e dimostra la caratura di un uomo che, a prescindere dal percorso politico che ha intrapreso e che (pur rispettando) io non ho mai condiviso, si è impegnato seriamente per quell'"Italia che si trova fuori dall'Italia".

A noi giovani sta ora il compito di portare avanti questa sua "mission" per fare in modo che i nostri connazionali in tutto il mondo possano sentirsi italiani a tutti gli effetti.

Lui ha aperto la via, noi dobbiamo portare avanti la sua opera.

Pertanto, esprimo le mie più sincere e sentite condoglianze ai parenti e agli amici dell'onorevole Tremaglia.

Cordiali saluti.



VALORI E RAPPORTI UMANI


Cari amici ed amiche.

Ho letto questo articolo della rivista L'Eco di San Gabriele (che compie 100 anni) che è intitolato "Cosa vuole Dio da me?" e che recita:

"Vorrei sapere cosa vuole Dio da me… Mi chiamo Barbara, ho appena compiuto 19 anni
e posso riassumere così il momento di confusione o, forse meglio, di incompletezza
che sto vivendo. Vengo da una famiglia cattolica e praticante e di conseguenza la mia strada
è stata contrassegnata dalla fede e dalla religione, tant’è che da piccola nutrivo il desiderio di farmi suora… Mi sono diplomata senza problemi, i prof mi giudicano intelligente, ho una bella
cerchia di amici con cui condivido emozioni ed esperienze, ho un ragazzo e a livello di svaghi non mi faccio mancare niente. Anche per quanto riguarda l’aspetto economico i miei genitori, pur con sacrifici, non mi fanno mancare niente. Insomma, dovrei considerarmi
una ragazza felice e appagata ma purtroppo non è così. Negli anni mi sono allontanata dalla chiesa a causa dei suoi tanti divieti - secondo me assurdi -e dagli atteggiamenti di un parroco
straniero le cui prediche, a mio avviso, avevano poco a che fare con gli insegnamentidi Cristo. Non avverto più, da tempo, la necessità di andare a messa e di confessarmi, anche se non ho mai
persa la fede in Dio. Quella di Dio, però, sta diventando sempre più una
presenza “passiva” che non accende il mio cuore come invece accadeva da bambina. Lo so, un conto è sognare altra cosa invece è vivere la vita di tutti i giorni con i suoi alti e bassi e le sue
contraddizioni, ma sinceramente questa vita da “adulta” non mi riempie più. Ho tutto ma nello stesso tempo è come se mi mancasse qualcosa; non sono contenta di come vivo la quotidianità
ma non so nemmeno come potrei cambiarla per sentirmi meglio. Per capirci, non so cosa Dio voglia da me… La mia felicità è solo apparente, dentro non
sono serena. Ma neanche pensare a Diomi aiuta a stare meglio. Spero tu possa perdonare la mia confusione nell’esprimerti il mio stato d’animo, ma ciò è quello che sto vivendo.
Ciao".

Questa è la risposta di padre Luciano Temperilli:


"Forse, amica, ti stai affacciando sul mistero della vita. Finora l’hai vissuta come un regalo, forse anche un po’ dovuto o preteso, in cui gli angioletti del cielo, l’affetto della famiglia, i desideri realizzati dalla generosità e dal benessere, gli amici che ti hanno fatto da corona
sono stati sufficienti a lasciarti vivere serenamente. Ora ti sei accorta che è finito questo mondo incantato, ti sei accorta che vivi, o meglio, che sei tu che vivi e sei chiamata a dare senso alla “quotidianità” che, diciamolo, spesso ci appare ripetitiva e banale. E questo,
soprattutto per chi ha coltivato sogni irrealizzabili, è la premessa per cocenti delusioni. È un po’ lasciare il nostro piccolo paradiso in cui tutto era bello e ordinato per ritrovarsi nel disordine della natura e della società. In questo contesto è giusto reinterrogarsi sui valori, sulla fede, su Dio, sui rapporti. Bisogna però superare la tentazione di banalizzare o svalutare quanto
finora ha sostenuto la vita. Non ci si può fermare in superficie ma bisogna scendere
nelle profondità. Ad esempio: dichiari assurdi i divieti della chiesa.
Forse questo aspetto merita un approfondimento.
Ci sarà pure un motivo, non sarà solo il gusto di dire no! Così il prete straniero: bisognerà approfondire forse sia il vangelo che conoscere il prete! Così la domanda cosa Dio vuole da te.
Ma per cercare la risposta bisognerà pure mettersi in ascolto! E l’ascolto passa attraverso la lettura, lo studio, il confronto, la preghiera, frequenza dei sacramenti! Insomma più che cercare se stessi nelle cose, nel mondo, nella religione, in Dio si dovrebbe cercare quanto
tutto questo dice a noi, il senso che dona alla nostra vita. Perché è pur vero che “Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole ed è subito sera” (Quasimodo) però se chiudiamo la finestra impediamo anche al raggio di sole di illuminare la nostra vita. In altre parole se ci si chiude in se stessi si scopre il peso e l’angoscia della propria solitudine. Se si va in profondità si scopre che la nostra solitudine invoca una relazione, gli altri e l’altro, cioè Dio. Ma
non può esistere una relazione senza frequentarsi. Così per le persone, così per Dio. Se chiudiamo la porta e non vogliamo ascoltare chi bussa per incontrarci, potremo illuderci della nostra autosufficienza ma non ci rimarrebbe altro da vedere che il vuoto della nostra stanza.
Se uno invece è disposto ad aprire la propria porta può consolarsi con l’improvvisata di un amico o abbellire la propria stanza per un incontro atteso,
con pazienza e vigilanza.".

Io commento sia lettera di Barbara e sia la risposta di padre Luciano.
La lettera è quella di una persona che ha messo in discussione tutto ciò che la circonda.
Per la ragazza in questione valgono le parole della Lettera agli Ebrei (capitolo 5, versetti 13-14) che recita:

"[13] Ora, chi si nutre ancora di latte è ignaro della dottrina della giustizia, perché è ancora un bambino.

[14] Il nutrimento solido invece è per gli uomini fatti, quelli che hanno le facoltà esercitate a distinguere il buono dal cattivo. ".

Finché era minorenne, Barbara aveva la sua cerchia di amici, l'affetto dei suoi genitori ed ogni cosa quasi come se fossero scontati.
Crescendo, l'approccio al mondo cambia e spesso si impara ciò in maniera dolorosa.
Molto spesso, tante cose che prima erano scontate poi non lo sono più ed ogni cosa viene messa in discussione.
Lo so bene io, che ho perso tante amicizie che davo per scontate (e forse non so se ne troverò di nuovo) e che, crescendo, mi sono trovato di fronte problemi che prima non conoscevo.
Ho dovuto mettere in discussione ogni cosa.
Commentndo anche la lettera di padre Luciano, faccio una considerazione.
Oggi noi viviamo l'epoca della grande comunicazione e di internet.
Possiamo comunicare con il mondo intero.
Eppure, paradossalmente, si è soli.
Può sembrare paradossale ma è così.
Molti pensano che internet possa facilitare (se non surrogare) le relazioni umane.
La realtà non è così.
I rapporti umani (per essere tali) devono essere vissuti in prima persona.
Rapporti come l'amicizia o l'amore sono rapporti di comunione e di condivisione dei valori.
Un'autentica comunione non può esserci attraverso internet.
Internet tende a "drogare" certe situazioni.
Apre il mondo ad ogni uomo e mette in comunicazione parecchie persone tra loro in modo facile.
I rapporti umani, però, non sono così.
Essi vanno vissuti giorno per giorno e condividendo gioie e dolori con il proprio prossimo.
Lo stesso discorso vale per il rapporto con Dio.
Essere "amici di Dio", significa essere presenti nel luogo in cui egli si trova, ad esempio, andando a Messa, e cercare di ricordarsi che lui c'è per noi.
Anche il rapporto con Dio va vissuto in prima persona.
Visto che siamo ancora in periodo natalizio, ricordatevi di ciò.
Ricordatevi, ad esempio, di un vostro amico lontano e che non vedete da molto tempo.
Telefonategli, mandategli un biglietto di auguri o andate a farglio visita.
Fareste una cosa buona per lui, per voi stessi ed anche agli occhi di Dio.
Chi è cattolico può chiedere anche l'intercessione di San Gabriele dell'Addolorata, che è raffigurato qui sopra.
Lui che è patrono dei giovani conobbe certe vicende inerenti ai rapporti umani e a quelli con Dio.
In vita, lui fu un vero cristiano.
Quello che Cristo ci trasmise ci insegna a metterci in discussione ogni giorno.
Cordiali saluti.

giovedì 29 dicembre 2011

RICHIESTA DI DIVULGAZIONE DI QUESTO PUNTO DI VISTA

Cari amici ed amiche.

Su Facebook, l'amico Marco Stella mi ha inoltrato questa nota:


"Cari amici della stampa locale o referenti politici di qualunque partito, leggete questo punto di vista e datemi una mano a diffondere, penso che la maggior parte di voi possa apprezzare questo concetto.

DIETRO LA LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI DEGLI ESERCIZI

COMMERCIALI QUALE RISCHIO SI NASCONDE?

Molti turisti che visitano l’Italia ritengono abbastanza strano il costume italiano della pausa pranzo prolungata per molti degli esercizi commerciali. Tra questi turisti anche gli amici brasiliani hanno commentato con me in più di un’occasione questa curiosa usanza. Ma l’immagine classica delle cittadine di provincia che tra mezzo giorno e le quattro si svuotano, potrebbe avere i giorni contati visto che già dal governo precendente, ma con maggior enfasi da questo nuovo governo, si vogliono intraprendere quelle liberalizzazioni atte a scompaginare la tradizione. Se per me la tradizione è figlia della Tradizione, intendendo la prima come costume e la seconda, quella con la maiuscola, come filosofia, per altri è solo una zavorra da gettare per volare verso un’Italia più dinamica e concorrenziale. Ma tra chi come me ha una visione della società corporativa, protezionista ed un po’ cristallizzata e chi al contrario è per la la liberalizzazione totale mi sa tanto che il classico in medio stat virtus è la più saggia presa di posizione. Il Paese ha bisogno di ravvivare la sua economia? Giusto. Ma è poi così scontato che la liberalizzazione in tutti i campi (nell’articolo mi riferisco a quella degli esercizi commerciali) faccia poi così bene all’economia? Snoccioliamo la questione partendo appunto da come funziona nei paesi americanizzati tipo Brasile, dove vivo da oltre un decennio. Ebbene qui ci sono orari d’apertura e di chiusura abbastanza regolari, ma manca la pausa pranzo e di fatto il funzionamento di un normale negozietto è di circa 10 ore, mentre da noi è di circa 8. Altra questione è l’orario dei centri commerciali ossia ad orario continuato dalle 10 di mattina alle 9 o 10 di sera e qui stiamo sfiorando le 12 ore (la questione dei centri commerciali è giá in atto pure da noi). Ebbene chi può permettersi di avere un numero di funzionari tale da poter restare aperto 12 ore, visto che le leggi stabiliscono che il lavoratore ne faccia 8? I grandi gruppi commerciali, le multinazionali e le transnazionali e di fatti in Brasile sono sorti come funghi i vari Zara, C&A e decine di negozi che vendono gli stessi prodotti a Barcellona e New York piuttosto che São Paulo, Rio o Kyoto. E quei paesi dove la “liberalizzazione” è ancora maggiore e dove gli esercizi commerciali possono realmente farsi gli orari a piacimento? La cosa è molto peggiore, non si ha solamente la concorrenza sleale tra grandi gruppi e negozzietti, ma la sicura scomparsa di questi ultimi incapaci di reggere la concorrenza per l’impossibilità di garantire orari di apertura così flessibili. È questo che si vuole per l’Italia? Distruggere completamente il commercio locale, colpire la piccola azienda a gestione familiare? Soluzioni ve ne sono. È possibile rinnovare conservando, ed anche se può sembrare un’affermazione che nega sé stessa sono certo del fatto che sia relmente possibile affrontare i cambiamenti globali, che ormai hanno raggiunto anche i nostri costumi più secolari, in modo da non danneggiare le categorie che per centinaia d’anni hanno fatto fiorire la nostra economia. Nel merito della liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali i regolatori di tale trasformazione dovrebbero essere i municipi e le associazioni commerciali. Nulla deve esser imposto dall’alto, ma dev’esser creato e seguito passo a passo dalle associazioni di categoria e dai municipi. Regolamenti municipali stesi di accordo con le esigenze dei commercianti devono regolare tale argomento, ma se il governo dovesse intraprendere realmente la strada delle liberalizzazioni è difficile che i piccoli comuni e le deboli associazioni locali riescano ad ostacolare il buldozzer della globalizzazione. L’ideale sarebbe che il Governo si limitasse ad emanare una legge quadro aprendo la possibilità di flessibilizzare gli orari degli esercizi, legge che trasferisse però il potere di dar l’ultima parola e definire le regole per il commercio ai municipi. Ed al turista che si voleva comprare la camicia alle 2 del pomeriggio ma ha trovato i negozi chiusi gli dico: “mangiati una pizza, beviti un litrozzo di vino, fatti una penichella e comprati una bella camicia made in Italy alle dopo le 4”

È così che ha sempre funzionato il mio Paese e non vedo perché dovrebbe esser diverso.

Marco Stella".


Questa nota è interessante e vale la pena di commentarla.
Io penso che qui in Italia non riesca a fare una seria politica di liberalizzazione.
Il motivo è molto semplice:
QUI IN ITALIA MANCA LA CULTURA DELLA LIBERALIZZAZIONE.
Ad esempio, durante il II Governo Prodi (2006-2008), l'allora Ministro delle Attività Produttive, Pierluigi Bersani, aveva promosso delle liberalizzazioni, tra cui quella della vendita dei farmaci da banco nei supermercati.
La misura fu molto popolare.
Peccato che essa abbia favorito le cooperative, che già hanno una situazione di vantaggio fiscale.
Inoltre, qui in Italia c'è tanta burocrazia.
Essa fa comodo a parecchie persone.
Pensiamo, ad esempio, alla gestione pubblica dell'acqua e ai "carrozzoni" che ci sono dietro di essa.
Se ci fosse una liberalizzazione vera, tanta parte dei burocrati andrebbe a casa e subito i sindacati e tutte le associazioni ad essi legati scenderebbero in piazza.
Questa è l'Italia!
Cordiali saluti.

Giuseppe prese di notte il bambino e sua madre per fuggire in Egitto,perché lasciò nella notte dell'ignoranza gli increduli.


Cari amici ed amiche.

Leggete questa nota scritta da Enzo Gallo su Facebook e riportata sullo stesso social-network dall'amico Angelo Fazio:

"Quando Giuseppe prese il bambino e sua madre per fuggire in Egitto, li prese di notte e nelle tenebre, perché lasciò nella notte dell’ignoranza gli increduli da cui si allontanò; ma quando egli ritornò in Giudea nel Vangelo non si parla né di notte né di tenebre perché alla fine del mondo gli Ebrei, ricevendo la fede figurata da Cristo che ritorna dall’Egitto, saranno illuminati.

Affinché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per bocca del profeta (Os.11,1) “Dall’Egitto ho chiamato il mio figlio” (Mt. 2,15). Coloro che negano la verità dei libri ebrei, dicono in quale luogo della versione dei Settanta si legga ciò, ma poiché lì essi non lo troveranno noi diremo che ciò è scritto nel libro del profeta Osea, come ci attestano gli esemplari che noi abbiamo recentemente pubblicato.

Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia (Ger.31,15) : “ Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; è Rachele che piange i suoi figli” (Mt.2,17-18). Da Rachele è nato Beniamino, nella cui tribù non si trova Betlemme. Ci si chiede dunque perché Rachele piange i figli di Giuda cioè di Betlemme, come se fossero suoi figli? Risponderemo brevemente che Rachele fu sepolta vicino Betlemme, in Efrata; e che la sua sepoltura in questo luogo le ha fatto ricevere il nome di madre di Betlemme e dei suoi abitanti; o poiché Giuda e Beniamino erano due tribù limitrofe e che Erode aveva ordinato di uccidere i bambini, non solamente in Betlemme ma anche in tutti i suoi dintorni. ".


Come dice il titolo, uno dei grandi mali dell'uomo è l'ignoranza.
Per ignoranza, però, non si deve intendere il non conoscere le nozioni.
Infatti, il non conoscere le nozioni non è necessariamente una colpa poiché una persona potrebbe non avere potuto conoscere le stesse.
La vera ignoranza è il rifiuto del sapere e del confronto con le varie situazioni della realtà in cui si vive.
La vera ignoranza è il rifiuto ostinato dell'altro, che non è necessariamente lo straniero, secondo una certa convinzione politica, ma può essere anche il vicino di casa o un parente.
Un esempio di ignoranza può essere anche una mancanza verso un familiare in difficoltà o verso un amico.
E così, furono frutti dell'ignoranza eventi drammatici, come la strage degli innocenti, che fu operata da Erode il Grande, o regimi criminali, come nazismo e comunismo, fino ad arrivare ai fondamentalismi, come quello islamico.
Dall'ignoranza nasce l'odio e dall'odio nascono le guerre, gli stupri e tutto ciò che di male può fare l'uomo.
Cordiali saluti. .



IL DISCORSO DI MONTI? NON MI SEMBRA CHE APPORTI NOVITA'!



Cari amici ed amiche.

Il video qui sopra mostra un pezzo della conferenza di fine anno che è stata tenuta dal presidente del Consiglio Mario Monti, che ha ricevuto la tessera dell'Albo dei Giornalisti.
Il suo non mi sembra un discorso improntato al cambiamento.
In pratica, il premier ha detto che la "fase 2" è il proseguimento della "fase 1", quella dell'ultima manovra economica che ha portato nuove tasse.
Noi ci troviamo in un sistema bloccato che ha bisogno di vere riforme, sia delle istituzioni (federalismo) e sia di vari settori della società (come il mercato del lavoro).
Anche dal suo discorso, non mi sembra che l'azione del presidente Monti sia in grado di fare ciò.
In primo luogo, con questa pressione fiscale è difficile riuscire a parlare di crescita.
Le aziende sono tartassate come i semplici cittadini.
Per pensare alla crescita servono riforme vere, come l'abolizione di certi privilegi.
Ad esempio, incominciamo a togliere i privilegi fiscali delle cooperative.
Esse non sono associazioni no-profit ma sono vere e proprie aziende.
Se incominciassimo a fare così, l'Italia andrebbe già meglio.
Su Facebook, ho letto questa riflessione dell'onorevole Gianni Fava (Lega Nord) che recita:

"Grazie Monti e grazie Napolitano Un amico ha appena inviato questo messaggio:Ahi Ahi, ora sono davvero dolori. Con l’asta di titoli di stato a media e lunga scadenza appena conclusa è stata spazzata via la speranza che le banche sarebbero intervanute ancora una volta sul mercato primario (come ieri) a comprare anche scadenze a medio o lungo termine.Invece niente, nisba, l’asta appena conclusa si è rivelata un disastro epocale in considerazione del regalone che la BCE ha appena fatto anche al nostro sistema bancario. Ieri le banche sono intervenute facendo il calcolo si poter rivedere il denaro investito nei prossimi 6 mesi(Buona Fortuna…), oggi invece no. 5 7 e 10 anni fanno paura e non c’è accordo che tenga.Vorrei fare notare che “salva Italia” del governo Monti è pienamente approvata e operativa da giorni e che, udite udite, oggi verrà annunciata la mirabolante fase 2 per la crescita. Comunque ecco il miserabile risultato raccolto dal governo dei meglio studiosi e cattedratici italiani All’asta di oggi sono stati collocati 6,2 miliardi di Btp a fronte dei 7,5 miliardi offerti: i Btp triennali erano stati richiesti, a fronte di un’offerta massima di 3 miliardi, per 3,462 mld ma il Tesoro ha preferito assegnarne 2,537 mld.Si tratta di un importo quindi inferiore all’offerta. I decennali, con scadenza 1 marzo 2022, sono stati interamente collocati per un importo massimo offerto di 2,5 mld (a fronte di richieste pari a 3,391 mld). Per i Btp decennali con scadenza 1 settembre 2021, l’importo collocato (1,176 mld) e’ stato inferiore ai 2 mld offerti. Le richieste degli operatori erano ammontate a 1,856 mld.ASTA BTP, A DIECI ANNI RENDIMENTO CALA AL 6,98%. Il rendimento dei Btp a 10 anni all’asta di oggi e’ calato al 6,98% dal record storico dall’introduzione dell’Euro del 7,56% dall’asta di fine novembre. RENDIMENTI CCT A 7 ANNI SALGONO AL 7,42% Nell’asta odierna i rendimenti dei Cct a 7 anni sono saliti al 7,42% dal 4,52% di fine agostoSPREAD BTP/BUND SALE SOPRA 520 PUNTI DOPO ASTA = Lo spread tra Btp decennali e Bund equivalenti e’ salito a 522 punti base dopo la comunicazione dei risultati dell’asta di Btp. I rendimenti dei titoli a dieci anni, sebbene calati, restano vicini alla soglia d’allarme del 7%, e il Tesoro non e’ riuscito a collocare l’importo massimo previsto. Vorrei puntualizzare:il tesoro ha preferito assegnare solo 2,537 mld di BTP a 10 anni…. cioè per assegnarli tutti avrebbe dovuto accettare rendimenti insostenibili. I CCT a 7 anni invece se ne sono volati al 7,42% al massimo di sempre. Aspetto con ansia il servizietto televisivo in cui ci verrà propinato che in fondo, l’asta dei BTP è andata bene visto che i rendimenti sono calati dal massimo. In realtà l’asta dei BTP è stata un completo e totale fallimento. NON SIAMO RIUSCITI A COLLOCARLI!
E'evidente che chi e' andato in asta ieri non sono operatori di mercato, che altrimenti avrebbero comprato anche sulle scadenze lunghe della curva. Queste operazioni sono a mio parere solo dannose per la gestione del debito pubblico, perche' quando arriveranno le aste corpose, a partire da meta' gennaio, sara' evidente a molti speculatori che vi e' Margine per spingere ancora piu' in alto il costo del finanziamento italiano. Monti deve fare in fretta con misure di finanza straordinaria: o la banca centrale acquista pesantemente sulle aste di gennaio-marzo oppure saranno i cittadini italiani a dover forzosamente comprare titoli.
".

L'onorevole Fava mi trova d'accordo.
Questa operazione del governo mi sembra quella che fece re Enrico VIII nel 1540, quando dissolse in monasteri in Inghilterra.
Il re rivendette le terre monastiche ma il guadagno che ebbe non fu così elevato.
Intanto, re Enrico VIII distrusse tanta parte del patrimonio storico e culturale del suo Paese.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.