Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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lunedì 26 dicembre 2011

IL MARTIRIO DI SANTO STEFANO


Cari amici ed amiche.

E' passato il Santo Natale ed oggi è il giorno di Santo Stefano Protomartire.
Ne parla il libro degli Atti degli Apostoli (capitoli 6-7, versetti 1-15-1-60).
Il brano del succitato libro che viene letto nelle Messe di oggi recita:

"[1] In quei giorni, mentre aumentava il numero dei discepoli, sorse un malcontento fra gli ellenisti verso gli Ebrei, perché venivano trascurate le loro vedove nella distribuzione quotidiana.

[2] Allora i Dodici convocarono il gruppo dei discepoli e dissero: "Non è giusto che noi trascuriamo la parola di Dio per il servizio delle mense.

[3] Cercate dunque, fratelli, tra di voi sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza, ai quali affideremo quest'incarico.

[4] Noi, invece, ci dedicheremo alla preghiera e al ministero della parola".

[5] Piacque questa proposta a tutto il gruppo ed elessero Stefano, uomo pieno di fede e di Spirito Santo, Filippo, Pròcoro, Nicànore, Timòne, Parmenàs e Nicola, un proselito di Antiochia.

[6] Li presentarono quindi agli apostoli i quali, dopo aver pregato, imposero loro le mani.

[7] Intanto la parola di Dio si diffondeva e si moltiplicava grandemente il numero dei discepoli a Gerusalemme; anche un gran numero di sacerdoti aderiva alla fede.

[8] Stefano intanto, pieno di grazia e di fortezza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo.

[9] Sorsero allora alcuni della sinagoga detta dei "liberti" comprendente anche i Cirenèi, gli Alessandrini e altri della Cilicia e dell'Asia, a disputare con Stefano,

[10] ma non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava.

[11] Perciò sobillarono alcuni che dissero: "Lo abbiamo udito pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio".

[12] E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo trascinarono davanti al sinedrio.

[13] Presentarono quindi dei falsi testimoni, che dissero: "Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge.

[14] Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno distruggerà questo luogo e sovvertirà i costumi tramandatici da Mosè".

[15] E tutti quelli che sedevano nel sinedrio, fissando gli occhi su di lui, videro il suo volto come quello di un angelo.

[1] Gli disse allora il sommo sacerdote: "Queste cose stanno proprio così?".

[2] Ed egli rispose: "Fratelli e padri, ascoltate: il Dio della gloria apparve al nostro padre Abramo quando era ancora in Mesopotamia, prima che egli si stabilisse in Carran,

[3] e gli disse: Esci dalla tua terra e dalla tua gente e và nella terra che io ti indicherò.
[4] Allora, uscito dalla terra dei Caldei, si stabilì in Carran; di là, dopo la morte del padre, Dio lo fece emigrare in questo paese dove voi ora abitate,

[5] ma non gli diede alcuna proprietà in esso, neppure quanto l'orma di un piede, ma gli promise di darlo in possesso a lui e alla sua discendenza dopo di lui, sebbene non avesse ancora figli.

[6] Poi Dio parlò così: La discendenza di Abramo sarà pellegrina in terra straniera, tenuta in schiavitù e oppressione per quattrocento anni.

[7] Ma del popolo di cui saranno schiavi io farò giustizia, disse Dio: dopo potranno uscire e mi adoreranno in questo luogo.

[8] E gli diede l'alleanza della circoncisione. E così Abramo generò Isacco e lo circoncise l'ottavo giorno e Isacco generò Giacobbe e Giacobbe i dodici patriarchi.

[9] Ma i patriarchi, gelosi di Giuseppe, lo vendettero schiavo in Egitto. Dio però era con lui

[10] e lo liberò da tutte le sue afflizioni e gli diede grazia e saggezza davanti al faraone re d'Egitto, il quale lo nominò amministratore dell'Egitto e di tutta la sua casa.

[11] Venne una carestia su tutto l'Egitto e in Cànaan e una grande miseria, e i nostri padri non trovavano da mangiare.

[12] Avendo udito Giacobbe che in Egitto c'era del grano, vi inviò i nostri padri una prima volta;

[13] la seconda volta Giuseppe si fece riconoscere dai suoi fratelli e fu nota al faraone la sua origine.

[14] Giuseppe allora mandò a chiamare Giacobbe suo padre e tutta la sua parentela, settantacinque persone in tutto.

[15] E Giacobbe si recò in Egitto, e qui egli morì come anche i nostri padri;

[16] essi furono poi trasportati in Sichem e posti nel sepolcro che Abramo aveva acquistato e pagato in denaro dai figli di Emor, a Sichem.

[17] Mentre si avvicinava il tempo della promessa fatta da Dio ad Abramo, il popolo crebbe e si moltiplicò in Egitto,

[18] finché salì al trono d'Egitto un altro re, che non conosceva Giuseppe.

[19] Questi, adoperando l'astuzia contro la nostra gente, perseguitò i nostri padri fino a costringerli a esporre i loro figli, perché non sopravvivessero.

[20] In quel tempo nacque Mosè e piacque a Dio; egli fu allevato per tre mesi nella casa paterna, poi,

[21] essendo stato esposto, lo raccolse la figlia del faraone e lo allevò come figlio.

[22] Così Mosè venne istruito in tutta la sapienza degli Egiziani ed era potente nelle parole e nelle opere.

[23] Quando stava per compiere i quarant'anni, gli venne l'idea di far visita ai suoi fratelli, i figli di Israele,

[24] e vedendone uno trattato ingiustamente, ne prese le difese e vendicò l'oppresso, uccidendo l'Egiziano.

[25] Egli pensava che i suoi connazionali avrebbero capito che Dio dava loro salvezza per mezzo suo, ma essi non compresero.

[26] Il giorno dopo si presentò in mezzo a loro mentre stavano litigando e si adoperò per metterli d'accordo, dicendo: Siete fratelli; perché vi insultate l'un l'altro?

[27] Ma quello che maltrattava il vicino lo respinse, dicendo: Chi ti ha nominato capo e giudice sopra di noi?

[28] Vuoi forse uccidermi, come hai ucciso ieri l'Egiziano?

[29] Fuggì via Mosè a queste parole, e andò ad abitare nella terra di Madian, dove ebbe due figli.

[30] Passati quarant'anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alla fiamma di un roveto ardente.

[31] Mosè rimase stupito di questa visione; e mentre si avvicinava per veder meglio, si udì la voce del Signore:

[32] Io sono il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe. Esterrefatto, Mosè non osava guardare.

[33] Allora il Signore gli disse: Togliti dai piedi i calzari, perché il luogo in cui stai è terra santa.

[34] Ho visto l'afflizione del mio popolo in Egitto, ho udito il loro gemito e sono sceso a liberarli; ed ora vieni, che ti mando in Egitto.

[35] Questo Mosè che avevano rinnegato dicendo: Chi ti ha nominato capo e giudice?, proprio lui Dio aveva mandato per esser capo e liberatore, parlando per mezzo dell'angelo che gli era apparso nel roveto.

[36] Egli li fece uscire, compiendo miracoli e prodigi nella terra d'Egitto, nel Mare Rosso, e nel deserto per quarant'anni.

[37] Egli è quel Mosè che disse ai figli d'Israele: Dio vi farà sorgere un profeta tra i vostri fratelli, al pari di me.

[38] Egli è colui che, mentre erano radunati nel deserto, fu mediatore tra l'angelo che gli parlava sul monte Sinai e i nostri padri; egli ricevette parole di vita da trasmettere a noi.
[39] Ma i nostri padri non vollero dargli ascolto, lo respinsero e si volsero in cuor loro verso l'Egitto,

[40] dicendo ad Aronne: Fà per noi una divinità che ci vada innanzi, perché a questo Mosè che ci condusse fuori dall'Egitto non sappiamo che cosa sia accaduto.

[41] E in quei giorni fabbricarono un vitello e offrirono sacrifici all'idolo e si rallegrarono per l'opera delle loro mani.

[42] Ma Dio si ritrasse da loro e li abbandonò al culto dell'esercito del cielo, come è scritto nel libro dei Profeti:

[43] Mi avete forse offerto vittime e sacrifici
per quarant'anni nel deserto, o casa d'Israele?
Avete preso con voi la tenda di Mòloch,
e la stella del dio Refàn,
simulacri che vi siete fabbricati per adorarli!
Perciò vi deporterò al di là di Babilonia.

[44] I nostri padri avevano nel deserto la tenda della testimonianza, come aveva ordinato colui che disse a Mosè di costruirla secondo il modello che aveva visto.

[45] E dopo averla ricevuta, i nostri padri con Giosuè se la portarono con sé nella conquista dei popoli che Dio scacciò davanti a loro, fino ai tempi di Davide.

[46] Questi trovò grazia innanzi a Dio e domandò di poter trovare una dimora per il Dio di Giacobbe;

[47] Salomone poi gli edificò una casa.

[48] Ma l'Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d'uomo, come dice il Profeta:

[49] Il cielo è il mio trono
e la terra sgabello per i miei piedi.
Quale casa potrete edificarmi, dice il Signore,
o quale sarà il luogo del mio riposo?

[50] Non forse la mia mano ha creato tutte queste cose?

[51] O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo; come i vostri padri, così anche voi.

[52] Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori;

[53] voi che avete ricevuto la legge per mano degli angeli e non l'avete osservata".

[54] All'udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui.

[55] Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra

[56] e disse: "Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio".

[57] Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui,

[58] lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo.

[59] E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: "Signore Gesù, accogli il mio spirito".

[60] Poi piegò le ginocchia e gridò forte: "Signore, non imputar loro questo peccato". Detto questo, morì. ".

L'esperienza di Santo Stefano ci insegna ad essere veramente cristiani.
Essere cristiani è un costo.
Lo so bene io, che, ad esempio, vengo visto da alcuni come "bigotto" ed "ipocrita" ed ho anche perso qualche amicizia, ma lo sanno ancora di più quei cristiani in ogni parte del mondo rischiano la vita per la loro fede.
Pensate, ad esempio, a quello che sta accadendo in Nigeria.
Lì li chiese sono assaltate dai fondamentalisti islamici e le persone sono uccise.
Il cristiano è chiamato a testimoniare la propria fede in qualsiasi modo, anche rimettendoci la vita.
Il vero martire non è quello che si fa saltare in aria, uccidendo tante persone innocenti, cosa che certi esponenti di certe religioni fanno.
Chi si fa esplodere uccidendo delle persone è solo un folle omicida.
Il martire, invece, è un testimone.
Infatti, egli mostra la sua fede e la difende anche pagando con la propria vita e senza serbare il rancore verso i propri avversari.
A volte, basta poco per testimoniare la propria fede.
Questa mattina, ad esempio, io sono andato ad ascoltare la Messa all'Istituto Geriatrico "Antonio Nuvolari" di Roncoferraro.
Avrei potuto andare a Messa in chiesa alle 08:00 o alle ore 11:00.
Invece, ho preferito andare a Messa alla casa di riposo, anche per essere vicino agli anziani che si trovano lì.
A volte, invece, la fede va testimoniata anche pagando con la propria vita.
Pensiamo a quello che succede nei Paesi islamici piuttosto che in quelli comunisti, in cui i cristiani hanno forti restrizioni e rischiano la vita.
Purtroppo, però, certi "germi" sono presenti anche nel nostro Occidente.
Sto parlando del relativismo.
In questo caso, i cristiani possono andare a Messa senza rischiare la vita ma si sta affermando una mentalità in cui la fede deve essere relegata all'ambito privato e chi cerca di parlare di certi temi viene irriso e definito "contro la modernità, la ragione e la scienza".
Già altre volte l'Europa dimenticò Dio e pagò il prezzo di ciò.
Ci furono tanti martiri.
Pensiamo, ad esempio, a padre Massimiliano Kolbe e a padre Giuseppe Girotti, che morirono nei lager nazisti, piuttosto che ai cristiani morti a Butovo (in Russia) ad opera dei sovietici.
Prima che arrivassero queste tragedie ci fu la dimenticanza di Dio da parte della gente europea.
Allora, noi cristiani abbiamo il dovere di testimoniare la nostra fede ogni giorno.
Se non lo fecessimo, non saremmo degni di essere chiamati cristiani e la nascita di Gesù (che ieri abbiamo festeggiato) sarebbe stata inutile.
Cordiali saluti.

sabato 24 dicembre 2011

ADESTE FIDELES LAETI TRIUMPHANTES...




Cari amici ed amiche.

Vi invito a leggere questi brani del libro del profeta Isaia (capitolo 9, versetti 1-6):

"[1] Il popolo che camminava nelle tenebre
vide una grande luce;
su coloro che abitavano in terra tenebrosa
una luce rifulse.

[2] Hai moltiplicato la gioia,
hai aumentato la letizia.
Gioiscono davanti a te
come si gioisce quando si miete
e come si gioisce quando si spartisce la preda.

[3] Poiché il giogo che gli pesava
e la sbarra sulle sue spalle,
il bastone del suo aguzzino
tu hai spezzato come al tempo di Madian.

[4] Poiché ogni calzatura di soldato nella mischia
e ogni mantello macchiato di sangue
sarà bruciato,
sarà esca del fuoco.

[5] Poiché un bambino è nato per noi,
ci è stato dato un figlio.
Sulle sue spalle è il segno della sovranità
ed è chiamato:
Consigliere ammirabile, Dio potente,
Padre per sempre, Principe della pace;

[6] grande sarà il suo dominio
e la pace non avrà fine
sul trono di Davide e sul regno,
che egli viene a consolidare e rafforzare
con il diritto e la giustizia, ora e sempre;
questo farà lo zelo del Signore degli eserciti. ",

del Salmo 95 (96):

"[1] Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore da tutta la terra.
[2] Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunziate di giorno in giorno la sua salvezza.

[3] In mezzo ai popoli raccontate la sua gloria,
a tutte le nazioni dite i suoi prodigi.

[4] Grande è il Signore e degno di ogni lode,
terribile sopra tutti gli dei.

[5] Tutti gli dei delle nazioni sono un nulla,
ma il Signore ha fatto i cieli.

[6] Maestà e bellezza sono davanti a lui,
potenza e splendore nel suo santuario.

[7] Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,

[8] date al Signore la gloria del suo nome.
Portate offerte ed entrate nei suoi atri,

[9] prostratevi al Signore in sacri ornamenti.
Tremi davanti a lui tutta la terra.

[10] Dite tra i popoli: "Il Signore regna!".
Sorregge il mondo, perché non vacilli;
giudica le nazioni con rettitudine.

[11] Gioiscano i cieli, esulti la terra,
frema il mare e quanto racchiude;

[12] esultino i campi e quanto contengono,
si rallegrino gli alberi della foresta

[13] davanti al Signore che viene,
perché viene a giudicare la terra.
Giudicherà il mondo con giustizia
e con verità tutte le genti. ",

della lettera di San Paolo a Tito (capitolo 2, versetti 11-14):

"[11] È apparsa infatti la grazia di Dio, apportatrice di salvezza per tutti gli uomini,

[12] che ci insegna a rinnegare l'empietà e i desideri mondani e a vivere con sobrietà, giustizia e pietà in questo mondo,

[13] nell'attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo;

[14] il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga, zelante nelle opere buone. ",

e del Vangelo secondo Luca (capitolo 2, versetti 1-14):

"[1] In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra.

[2] Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio.

[3] Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città.

[4] Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme,

[5] per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.

[6] Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.

[7] Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

[8] C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge.

[9] Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento,

[10] ma l'angelo disse loro: "Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo:

[11] oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore.

[12] Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia".

[13] E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva:

[14] "Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama". ".

Questo è il vero significato del Natale.
Oggi, è nata una speranza per tutti gli uomini, un vero invito a rifiutare il male.
Come si può essere malvagi di fronte ad un Dio che scelse di farsi piccolo in Gesù Bambino?
Allora, il Natale è una delle massime manifestazioni dell'amore di Dio verso gli uomini.
Noi dobbiamo andare a lui ed amare chi ci è prossimo.
Se non facessimo ciò, non avrebbe senso festeggiare il Natale.
Cordiali saluti ed auguri di un buon Santo Natale.








UN AUGURIO SPECIALE

Cari amici ed amiche.

Ho fatto gli auguri a mezzo mondo (anche a chi non conosco) e li hi fatti volentieri ma questa volta, visto che ne ho la possibilità, voglio farli a delle persone che per me sono state speciali.
La foto qui sopra risale al 1999 e mi ritrae con i miei compagni di classe della V A del settore chimico-biologico dell'Istituto Professionale per i Servizi Sociali "Don Primo Mazzolari" di Mantova.
Il 1999 fu l'anno in cui mi diplomai.
Quindi, fu l'ultimo anno in cui ebbi queste persone come compagni di classe.
Dopo il 1999, salvo alcune eccezioni, ci siamo persi di vista.
La routine quotidiana ci ha certamente allontanati.
Alcune di queste persone si sono fatte le loro famiglie e tutte loro hanno potuto realizzare i loro sogni.
Spero, un giorno, di potere reincontrare queste persone che per me sono state veramente importanti.
Non sono un ingrato e non mi dimentico di chi mi ha fatto del bene.
Intanto, faccio a loro e ai loro cari i miei auguri di un sereno Santo Natale.
Cordiali saluti.

QUANNO NASCETTE NINNO, DEDICATO AGLI ITALIANI NEL MONDO




Cari amici ed amiche.

Dedico questo video agli Italiani nel mondo, a cui auguro un sereno Santo Natale.
Cordiali saluti ed auguri.

venerdì 23 dicembre 2011

BUON NATALE!






Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
Accarezza il malato e l'anziano!
Spingi gli uomini a deporre le armi
e a stringersi in un
universale abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri creati
dalla miseria e dalla disoccupazione,
dall'ignoranza e dall'indifferenza,
dalla discriminazione e dall'intolleranza.
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi liberandoci dal peccato.
Sei Tu il vero e unico Salvatore,
che l'umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della Pace, dono di pace all'intera umanità,
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo
e di ogni famiglia.
Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia!
Amen.

(Preghiera di Giovanni Paolo II)

Cari amici ed amiche.

Alcuni amici su Facebook (Paola Maria Vettore, Angelo Fazio, Donatella Cosco, Arild Kare Edvardsen e Stefania Ragaglia) mi hanno fatto avere delle foto ed io le ho messe su questo blog.
La preghiera del Beato Giovanni Paolo II mi è stata inoltrata dall'amica Stefania Ragaglia.
Domani sarà il Santo Natale di Nostro Signore.
Questa festa non è un semplice scambio di auguri e regali o il fare il presepio e l'albero di Natale.
Il Natale è la festa in cui ogni uomo deve ritrovare sé stesso nel suo rapporto con gli altri e con Dio, quel Dio che si fece uomo in Gesù Cristo suo Figlio Unigenito.
Se non ci si ricordasse di questo, i regali, i biglietti di auguri, gli alberi di Natale ed i presepi sarebbero delle belle cose (molto poetiche) ma non avrebbero alcun significato intrinseco.
Invece, il Santo Natale è la festa in cui l'uomo si trova nudo ed innocente di fronte a Dio, come fu nudo ed innocente quel bambino che nacque a Betlemme 2011 anni fa, quel bambino che nonostante fosse Dio si fece uomo ed accettò la condizione umana, ad eccezione del peccato.
A volte, basta poco per essere realmente umani a Natale.
Cito, come esempio, la storia di alcuni ragazzi austriaci che andarono in Terra Santa, a Betlemme.
Questi accesero una lampada per un loro amico, un bambino malato di Linz.
Da questo gesto, nacque una pratica, quella della lampada della pace di Betlemme che viene distribuita per tutta l'Europa.
Una di queste è qui, nella parrocchia di Roncoferraro, Mantova.
Quei ragazzi fecero un gesto che fu apparentemente insignificante ma che in realtà contò molto.
Questa storia è stata raccontata dal nostro parroco, don Alberto Bertozzi, durante la Messa.
Mi ha commosso a tal punto che ad essa ho dedicato una mia poesia intitolata "U carusu di Lentia".
Questa storia ci insegna che anche solo una parola buona detta a chi vive in difficoltà può fare molto.
Quando le persone considerano i loro simili come importanti, si ridà a questi ultimi una dignità ed una speranza di essere realmente umani.
Ricordiamoci ciò.
Ora vi faccio leggere due mie poesie, tra cui quelle che ho citato

U CARUSU DI LENTIA


Sicuru...accussì fù di caritati l'opira...

et certu 'n viritati...bona ntâ Casa di lu Pani...

la cità di Bethlehem...chì fù...comu hè...

quannu accende ficiru di luci...

accussì 'n spiranza chjuca una xhiamma...

chisti figghi d'Austria...comu dissiru di Cristu palori et vuci...

pì chiddu malatu carusu di Lentia...

et accussì vinni l'Amuri...pì l'Europa...di Diu la potentia.




KALA CHRISTOUGENNA


Kala Christougenna!


Sì...a lo core di ‘gnuno et a lo so’ pensiero...

move da mio la vuci come da questa penna...

chì si tu ùn fussi...o Speme...sì ntô Battendiero...

poscia lo Buscu Salvaticu...sì ntâ so’ gura...

sé a jittari l’omo avarìa ntâ pavura!


Kala Christougenna!


Sì a voi, de la Ngriterra...Santu Carlu rè,

chì come ntâ vita...aviste in more duluri,

come voi...o Santu Custantinu mpiraturi...

chì martyr fuste a la Porta di Santu Rumanu ntâ Città...

et a li Santi Fabianu et Gabriele...

come de la nostra Ghjesgia...a l’altri movo a cantà!


Kala Christougenna!


Sì a te pure...o me’ amicu errante Cristianu...

et fratellu quasi chì fusti...eiu movo te a pirdunari,

quellu chì facistu, forse per di politica mali questu talianu,

et pace...chì in lutto tu pur abbia...ché ùn sè tu Ghjuda...

ma in error com’eiu chì sò et Santu chì niuno a fari avarìa!


Kala Christougenna!


Sì...a voi de la mio famidda et me’ amici,

co’ lo curato Mazzolari et Santa Paula,

et a lo mondo tuttu et a li me’ nimici...

chì sii et ghjustu, come chì nascìu Ghjesù, sì ntô core...

et come Diu...fari questu move ntô Amore...

festo da me vostru...Antone Gabriele Fucilone!


Kala Christougenna!

Kala Christougenna!

Kala Christougenna!


Mi permetto di farvi leggere anche questo messaggio che mi è stato inviato dall'onorevole Mario Mauro, il vice-presidente del Parlamento Europeo:

"La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Il contributo che un'Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche….L'Europa non è stata fatta: abbiamo avuto la guerra.….L'Europa non potrà farsi una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto….“
Robert Schuman – 9 maggio 1950

Papa Benedetto XVI pochi giorni prima della sua elezione al Soglio Pontificio, analizzando la situazione dell’Europa e la problematica relativa alle sue radici cristiane, affermava che: “nel dibattito intorno alla definizione dell’Europa, non si gioca una qualche nostalgica battaglia di retroguardia della storia, ma piuttosto una grande responsabilità per l’umanità di oggi” Una responsabilità di tutti gli europei, di tutti i cittadini e di tutti i politici. Se l'Europa non è capace di una memoria storica che le permetta di mantenere viva la sua tradizione culturale e religiosa, non potrà pretendere di spiccare il volo.
Guardando in faccia alla gravissima crisi economico finanziaria di oggi che mette in dubbio la costruzione europea non possiamo dimenticare cosa c’è alla base di quel progetto. Dobbiamo oggi con forza riaffermare lo spirito europeista dei padri fondatori. Oggi, come 60 anni fa, c’è il rischio che la crisi inasprisca le divisioni a tal punto da far crollare tutto il progetto, e storicamente, quando i paesi europei sono stati divisi, si sono fatti la guerra. Non siamo in grado di prevedere che tipo di guerra ci aspetta, di certo rischiamo di finire nell’ignoto, in un buco nero senza uscita. Il Santo Natale è una grande occasione per ricordarci che l’unità politica dell’Europa è nata grazie al comune ideale cristiano di chi l’ha fondata. Oggi più che mai abbiamo bisogno che venga riaffermato il coraggio dei padri fondatori di intraprendere la via del perdono e della fratellanza, di costruire una nuova, migliore, pacifica e comune Europa.".

Ora, vi faccio i miei auguri in varie lingue dei Paesi in cui questo blog è più letto o, almeno, ci provo:
Buon Natale, Merry Christmas, Joyeux Noel, Froehliche Weihnacten, Bon Nadal i un Bon Any Nou, Feliz Navidad, Boas Festas e Feliz Natal, Kala Christougenna, Mo' adim Lesimkha, Id' milad said oua sana saida, Nollaig chridheil huibh, Nollaig Shona Dhuit, Nadolig Llawen, God Jul and (Och) Ett Gott Nytt Ar, Shub Naya Baras, Hyvaa joulua, Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom, Wesolyc Swiat Bozego Narodzenia, Gun Tso Sun Tan' Gung Haw Sun, Sarbatori Vesele, Gezur Krislinjden, Sretan Bozic, Vesele Bozicne, Pace e salute, Bonu Nadale e prosperu Annu Nou, Bon Natali e Bon cap' i l'annu, LL Milied Lt-tajjeb, Natale hilare et Annum Faustum!
Cordiali saluti e di nuovo auguri.

Nollaig chridheil huibh

Nollaig chridheil huibh

Nollaig chridheil huibh




DOV'E' LA TESTA DI SAN GIOVANNI FISHER?






Cari amici ed amiche.

Torno a parlare di un argomento che mi appassiona, la storia inglese.
Parlo, in particolare, delle esecuzioni di due martiri della nostra fede, San Giovanni Fisher e San Tommaso Moro.
Com'è noto, questi due grandi santi furono decapitati perché rifiutarono di riconoscere il re Enrico VIII Tudor come capo supremo della Chiesa anglicana.
San Giovanni Fisher fu vescovo di Rochester ed avvocato della regina e prima moglie di re Enrico VIII, Caterina d'Aragona, durante la causa di divorzio del sovrano.
Questi si fece annullare il matrimonio dall'arcivescovo di Canterbury Thomas Cranmer e, segretamente, sposò Anna Bolena, una damigella di Caterina d'Aragona che divenne sua amante e che fu la sorella minore di un'altra sua amante, Maria Bolena.
Il matrimonio avvenne nel 1533.
Questo innescò lo scisma anglicano, la rottura tra la Chiesa inglese e Roma, con l'"Act of Supremacy" del 3 novembre 1534.
Il re obbligò tutti i vescovi ed i prelati a riconoscere lui e non il Papa (che rifiutò di annullare il matrimonio tra lui e Caterina d'Aragona) come Capo Supremo della Chiesa anglicana e a giurare nelle sue mani.
Il 13 aprile del 1534, il vescovo Fisher fu arrestato e processato, con l'accusa di lesa maestà.
Fu imprigionato.
Altri vescovi, come Stephen Gardiner e Cuthbert Tunstall, erano andati da lui per convicerlo a giurare.
Fisher non si fece convincere ed il 22 giugno 1535 fu decapitato.
Quindici giorni dopo, toccò ad un altro personaggio che fu arrestato con San Giovanni Fisher, San Tommaso Moro.
Questi era stato uno scrittore, un politico ed un avvocato molto apprezzato. Fu amico di re Enrico VIII.
Anche questi si rifiutò di riconoscere il re come Capo Supremo della Chiesa anglicana e fu arrestato e tradotto alla Torre di Londra.
I suoi cari cercarono di convincerlo ad appoggiare re Enrico VIII ma egli rifiutò.
Il 06 luglio 1535, Tommaso fu decapitato.
Secondo le cronache, quando seppe della decapitazione di re Tommaso, re Enrico VIII guardò Anna Bolena con rabbia e le disse: " Questo è avvenuto per colpa vostra!".
Poi, il re si ritirò nei suoi appartamenti e pianse.
Dell'esecuzione di San Giovanni Fisher, si dice che il suo corpo fosse stato spogliato e gettato in una fossa comune senza cerimonie.
La sua testa, invece, fu portata al cospetto della nuova regina Anna Bolena che volle vederla.
Ella rimase disgustata perché le parve che la sua bocca le stesse dicendo cose terribili, visto che lo scisma anglicano fa causato dal suo matrimonio con re Enrico VIII.
Iniziò a schiaffeggiare quella testa ma si ferì.
Si racconta che il segno le fosse rimasto sulla mano fino alla morte.
Secondo le cronache ufficiali, la testa fu poi issata su una picca sul ponte di Londra, per essere gettata nel Tamagi e sostituita da quella di San Tommaso Moro.
La testa di San Tommaso Moro fu recuperata in seguito da sua figlia Margaret Roper, dietro pagamento.
Oggi, i corpi di San Giovanni Fisher e di San Tommaso Moro si trovano nella cappella di San Pietro ad Vincula, a Londra.
La testa di San Tommaso Moro si trova a Canterbury, presso la chiesa di San Dunstan.
Dov'è, invece, la testa di San Giovanni Fisher?
Le cronache ufficiali dicono che essa fosse stata gettata nel Tamigi ma potrebbe non essere stato così.
Giovanni Fisher fu molto apprezzato e, al tempo di re Enrico VIII, i cattolici inglesi erano ancora tanti, se pur in pericolo.
Essi erano consci del fatto che servissero dei testimoni della loro fede.
San Guovanni Fisher era sicuramente uno di questi.
Quindi, potrebbe essere stato possibile che la testa di San Giovanni Fisher fosse stata salvata da qualche anima pia che si trovava a corte o forse da Caterina d'Aragona, che era costretta ad abbandonare la corte e a vivere nel castello di Kimbolton.
Era pur sempre la "Principessa vedova di Galles".
Tecnicamente, le sarebbe stato possibile.
A Londra, Caterina godeva ancora del favore di molti, tanto che dopo il matrimonio del re con Anna Bolena, i sudditi portavano ancora suo vessillo.
Del resto, San Giovanni Fisher era stato anche il suo avvocato.
Potrebbe avere fatto ciò, senza che gli altri sapessero, dietro pagamento.
Risulta difficile credere che la testa di un personaggio simile fosse stata gettata nel fiume, come quella di qualsiasi traditore, vero o presunto.
Del resto, durante il regno di re Enrico VIII caddero molte teste.
Quindi, la testa che fu gettata nel Tamigi potrebbe non essere stata quella di San Giovanni Fisher.
Se ciò dovesse essere vero, ci sarebbe da chiedersi dove fosse la testa di San Giovanni Fisher.
La verità potrebbe essere nota solo a Dio, ai personaggi che vissero in quell'epoca (e che di certo non possono parlare) o a qualcuno dei loro discendenti, ammesso ci sia.
Cordiali saluti.

QUEL BAMBINO DA' IL NOME AI MIEI ORFANI E A TUTTI NOI (P. ALDO TRENTO)

Cari amici ed amiche.

Leggete questo brano che mi è stato inoltrato su Facebook dall'amica Irene Bertoglio:

"Vedo una differenza dolorosa tra quel Bimbo fatto carne e i miei bambini. Lui ha avuto la grazia di una mamma affettuosa e di San Giuseppe, ha avuto una famiglia, mentre i miei bambini sono abbandonati e quasi tutti vittime delle peggiori violenze, come un abuso sessuale o l'abbandono. Gesù ha avuto Maria come mamma e San Giuseppe, loro hanno me, un povero uomo, un peccatore, un essere tanto limitato che l'unica cosa che posso comunicargli è il fatto di adorare in loro Gesù. I bebè dipendono totalmente da noi. Quanto dolore già all'alba della loro vita! Esiste una somiglianza impressionante tra i Santi Innocenti e questi bambini, che condividono dalla tenera età questo dolore, quella sofferenza da cui è arrivata la salvezza del mondo, la salvezza tua e mia. Ognuno è lì con il suo incosciente carico di dolore e solo la nostra premura amorosa gli permetterà, nel tempo, quando prenderanno coscienza di loro stessi e della loro realtà, di non perdersi e di continuare a sorridere. Siamo stati scelti da Cristo per essere per loro come Giuseppe e Maria sono stati per Gesù. Avvicinandomi ogni giorno alla loro culla non posso non riconoscere che sono stati pensati, formati dal Mistero, e che sono relazione col Mistero. Prendendo Lucia in braccio, una bimba affetta da Aids, frutto di una grave violenza ed abbandonata da sua madre che vive per strada, il mio pensiero va all'affermazione del profeta: "Prima di formarti nel ventre di tua madre Io ho pronunciato il tuo nome". Che commozione, perchè nessuno dei miei bimbi dipende dalla modalità traverso cui è stato concepito. Dio già prima aveva pronunciato il loro nome, così come ha pensato al mio, al tuo. Penso inoltre alle bambine madri che fanno parte di questa grande famiglia. Sono ragazze giovani, che hanno dagli 11 ai 15 anni. Quando mi trovo davanti a loro sperimento un grande dolore nel cuore perchè ognuna è stata vittima di violenza e i bambini che partoriscono sono il frutto di questa violenza. Nonostante ciò, anche per loro e per i loro bimbi il Verbo si è fatto carne. Stando al loro fianco non posso che pregare in silenzio alcuni versi del Cantico 49 di Isaia: Sion ha detto: "Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato". Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, Io invece non ti dimenticherò mai.".

Prima di fare la mia riflessione, desidero ringraziare Irene, una ragazza che si impegna molto nella società e cerca di fare del bene.
I suoi genitori ed i suoi cari non possono fare altro che essere contenti di lei.
Lo stesso discorso vale per altri, come Angelo Fazio, Vittorio Leo, Stefania Ragaglia, Filippo Giorgianni, Riccardo Di Giuseppe, Morris Sonnino, Francesca Padovese, Arild Are Edvardsen ed altri.
Per me è un piacere averli come interlocutori su Facebook.
Sono questi i veri giovani e non quelli che aspirano al "Grande Fratello" o quelli dei centri sociali che spaccano le vetrine e profanano le chiese.
Ora, esprimo il mio commento.
Queste parole di P. Aldo Trento hanno una profonda verità.
Incarnandosi in Gesù Bambino, Dio si fece piccolo come noi e come noi provò il dolore e la gioia, la rabbia e tutti gli altri sentimenti umani.
In Gesù, Dio si fece umano in tutto, meno che nel peccato.
Anche lui subì angherie dal suo prossimo e provò sensazioni del tutto umane.
La sua famiglia, la Beata Vergine Maria ed il suo sposo San Giuseppe, furono rifiutati da tutti gli alberghi e dovettero fare nascere Gesù in una stalla.
In quanto Dio, egli avrebbe potuto incarnarsi in un uomo potente e Gerusalemme.
Invece, si fece bambino e nacque in una mangiatoia e Betlemme e, quando divenne adulto, dovette subire l'onta della croce.
Noi dobbiamo capire, perciò, che Dio vuole stare con gli umili di cuore e le persone che vivono situazioni problematiche ma che vogliono alzare la testa per fare del bene a loro stesse e agli altri.
Oggi, ci sono tante situazioni problematiche che toccano chi è indifeso.
Pensiamo ai molti bambini che subiscono violenze di ogni tipo.
Pensiamo a chi è malato e che spesso è lasciato solo o che, addirittura, è visto come un peso per la società.
Pensiamo ai giovani che hanno subito atti di bullismo. Io, visto che ho avuto qualche esperienza, ne so qualcosa.
Spesso, tutto ciò non viene notato dalla società.
Anzi, spesso la società osteggia certe cose.
Lo fa, ad esempio, presentando come "terapeutico" l'aborto o come "una via di pietas umana per un malato" l'eutanasia.
L'aborto non ha nulla di terapeutico e l'eutanasia non ha niente di caritatevole.
Festeggiare il Natale significa anche essere consci di ciò e fare dei gesti a ciò conformi.
Io, ad esempio, se Dio vuole, andrò ad ascoltare la Messa di Santo Stefano presso la Casa di Riposo "Antonio Nuvolari" di Roncoferraro (Mantova).
Non è molto ma spero di avere dato un segnale per fare capire che il tempo di Natale non è il tempo in cui si ricevono i doni e si scambiano gli auguri ma è anche il tempo in cui si cerca di dare qualcosa a chi è più debole.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.