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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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giovedì 15 dicembre 2011

UNA RICETTA PER IL NATALE, LONZA DI MAIALE CON PURE' DI CIPOLLA BIANCA


Cari amici ed amiche.

Vi do una ricetta per il pranzo di Natale, la lonza di maiale arrosto con purè di cipolla bianca.

Ingredienti (per 6 persone):

1 Kg di lonza di maiale, 3oo g di bacon grasso o di lardo a fette, 2 spicchi d'aglio, 1 rametto di rosmarino, 2 0 3 chiodi di garofano, sale e pepe macinato.
Per il sugo: brodo di carne*, 2 porri, 2 costole di sedano.
Per il purè: 8 cipolle bianche grosse, 3 bicchieri di latte abbondanti, burro, sale e noce moscata.

Preparazione.

Stecchettate la carne con gli spicchi d'aglio tagliati a metà, le foglioline di rosmarino ed i chiodi di garofano tritati. Avvolgetela nel bacon. Verrà fuori un bell'arrosto che condirete all'esterno con sale e pepe e legherete con dello spago.
Mettete la carne in una teglia e cuocetela in forno moderato per un'ora, voltandola di tanto in tanto.
Quando la tirate fuori dal forno, togliete la carne dalla teglia e mettetela in un'altra.
Preparate il sugo di accompagnamento facendo mettendo i porri, le carote ed il sedano tagliati a dadini nella teglia in cui è stata cotta la carne.
Mettete la teglia sul fornello e fatela scaldare su fuoco moderato.
Una volta fatte soffriggere le verdure, copritele con 5 o 6 mestoli di brodo di carne.
Fate bollire il tutto.
Una volta fatti bollire il brodo e le verdure, passateli al setaccio.
Otterrete così il sugo.
Per fare il purè, prendete le cipolle, pelatele, tagliatele a metà e mettetele a bollire in acqua salata.
Una volta fatte bollire, togliete le cipolle dall'acqua e passatele nel passatutto.
Mettete la purea ottenuta in un tegame, aggiungetevi il latte, due o tre fiocchi di burro e ed una spruzzata di noce moscata grattugiata.
Mescolate il tutto, scaldandolo a fuoco vivo e fatelo addensare.
Servite la carne calda e tagliata a fette. Accompagnatela con il sugo ed il purè.
Potete mettere il sugo in una salsiera, così che ogni commensale possa versarlo sulla carne.
L'idea del sugo e del purè mi è venuta guardando le trasmissioni dello chef Gordon Ramsay.
Infatti, Ramsay mostrato il purè ed il sugo, rispettivamente, in una puntata della VI edizione di Hell's Kitchen e nella puntata di "Cucine da incubo UK", quando aveva visitato il ristorante Fenwick Arms .
Il sapore dolce della cipolla bilancia quello forte della carne e del suo sugo.

NB (*): per fare il brodo di carne servono 100 g di punta di petto di manzo, mezza gallina (o mezzo cappone) ed un bel pezzo (circa 100 g) di ossa di manzo o di vitello con midollo (come il ginocchio, lo stinco o la coda) che devono essere fatti bollire in una bella pentola d'acqua per tre o quattro ore con una cipolla intera, due costole di sedano intere, due carote intere, un porro intero, qualche spicchio d'aglio ed erbe, come qualche foglia di timo, uno o due chiodi di garofano ed una o due foglie di alloro.
Cordiali saluti...e buon appetito.


COM'ERA CASTEL D'ARIO NEL MEDIO EVO?

Cari amici ed amiche.

La storia del Comune di Castel d'Ario è appassionante.
Questo Comune mantovano, che non lontano da Roncoferraro (ove abito io) ha una storia molto antica.
Il nome "Castel d'Ario" deriva dal castello che si trova lì e che pare che fosse stato eretto su un forte che fu di un signore romano di nome Ario.
Però, il nome può ricondurre agli ariani, i seguaci di un'eresia cristologica che fu fondata da Ario (256 AD-336 AD), un prete originario di Alessandria d'Egitto che negò la divinità di Gesù.
In pratica, per gli ariani, Gesù fu il primogenito delle creature, il Salvatore ed intermediario tra uomo e Dio ma non fu Figlio di Dio.
Gli ariani erano presenti nell'Italia del nord.
Si racconta, ad esempio, che il vescovo di Milano Sant'Ambrogio non concesse l'uso di una chiesa agli ariani.
Inoltre, quando vennero in Italia, gli Ostrogoti di Teodorico (489 AD) si stabilirono nel nord dell'Italia.
Gli Ostrogoti erano ariani.
Ora, però, c'è da chiedersi come fosse stato il paese in epoca medioevale.
Questa riflessione mi è venuta entrando nella sua chiesa parrocchiale, la chiesa dell'Assunzione della Vergine Maria. L'interno di essa è mostrato nella foto in alto.
Questa chiesa è in stile neoclassico e risale al XVIII secolo.
Essa fu progettata e costruita dal nobile architetto (e forse massone) veronese Girolamo Dal Pozzo (1718-1800).
L'interno della chiesa è sfarzoso.
Mi hanno colpito molto le sue statue, le sue raffigurazioni dei Santi Tommaso, Simone, Filippo, Andrea, Giacomo e Bartolomeo, i dipinti del pittore veronese Gian Domenico Cignaroli (che risalgono al 1765) ed i suoi stucchi.
Mi hanno colpito di più il bassorilevo policromo che raffigura la Madonna della Cintura ed il fonte battesimale che risale al 1420 e ha un'iscrizione che recita "Egregius prelatus erat sub tempore cuius hoc Baptisma fecit Ludovicus stirpe libarda MCCCXXVIII".
Ora, quest'ultimo mi ha incuriosito
La chiesa risale al XVIII secolo ma il fonte battesimale è anteriore.
Questo significa che esso appartenne ad un'altra chiesa, magari la chiesa precedente a quella che noi oggi vediamo.
La chiesa di Castel d'Ario ha l'abside rivolta ad occidente.
Le chiese medioevali e quelle della prima parte del XV secolo hanno l'abside rivolta ad est, dalla parte opposta.
Infatti, l'oriente è la direzione di Gerusalemme.
Quindi, se prima della chiesa attuale ce ne fosse stata una preesistente sullo stesso punto, quest'ultima avrebbe avuto l'abside rivolta ad est.
In pratica, ove c'è l'abside della chiesa attuale, prima potrebbe esserci stato l'ingresso e viceversa.
Nel Medio Evo, le chiese erano il fulcro di un centro abitato.
Se al posto della chiesa attuale ce ne fosse stata un'altra, la piazza di Castel d'Ario potrebbe essere stata ove oggi c'è Via Grigolli, la via che passa dietro il luogo di culto.
Quindi, l'impianto urbanistico del paese sarebbe cambiato di molto dal Medio Evo ad oggi.
Se l'attuale chiesa non fosse stata costruita in luogo di una precedente, il discorso cambierebbe e allora ci sarebbe da chiedersi dove potrebbe essersi trovato il vecchio luogo di culto.
Inoltre, nel chiesa parrocchiale di Villagaribaldi, frazione del Comune di Roncoferraro, vi è un bassorilievo che fu trovato vicino a Bazza, frazione del Comune di Bigarello, la cui parrocchia fa capo al parroco di Villagaribaldi.
Quel bassorilevo, che potrebbe essere stato una decorazione di un portale di una chiesa risale al XV secolo ed è di stile tardogotico, proprio come il fonte battesimale di Castel d'Ario.
Quindi, il bassorilievo di Villagaribaldi ed il fonte battesimale di Castel d'Ario potrebbero avere fatto parte dello stesso stesso edificio.
C'è da chiedersi quale sia il luogo in cui questo potrebbe essere stato.
Mi ha incuriosito anche il bassorilevo che raffigura la Madonna della Cintura.
Esso risale al XVII, lo stesso periodo in cui fu fondata la chiesa di Susano.
Guarda caso, il convento di Susano venne soppresso nel XVIII secolo, secolo in cui sorse la chiesa di Castel d'Ario.
Inoltre, la chiesa di Susano era una chiesa mariana, dedicata, manco a dirlo, a Santa Maria Assunta.
Il bassorilievo di Castel d'Ario potrebbe provenire da Susano?
Io credo che si debba indagare su ciò.
Cordiali saluti.

POLITICA, SERVE COERENZA!

Cari amici ed amiche.

Questa foto mi è stata inoltrata dall'amico Franco Carreri (segretario della Lega Nord di Roncoferraro) mostra dei sindaci del Mantovano che oggi manifestano a Mantova (in piazza Mantegna) con la CGIL, CISL e UIL contro la manovra del governo Monti.
La didascalia recita:

"COERENZA:

In piazza a Mantova la rabbia
contro la manovra dei professori
La manovra finanziaria di Monti che taglia le pensioni, reintroduce l’Ici e mette in atto una drastica politica di tagli non piace ai lavoratori. A Mantova Cgil,Cisl e Uil hanno protestato insieme per reclamare un cambiamento
MANTOVA. Centinaia di lavoratori hanno manifestato insieme a Cgil, Cisl e Uil, contro la manovra economica del Governo. La pioggia non ha fermato il presidio, allestito in piazza Mantenga. La rabbia dei lavoratori si è fatta sentire. Tra gli striscioni delle organizzazioni sindacali, sventolavano anche quelli delle Rsu di Levoni, Cartiera Burgo, Mec Carni, Corneliani, insieme al comitato “Se non ora Quando”. Tra la folla i sindaci Candido Roveda di Roncoferraro con il vice Armando Trazzi e Dimitri Melli di Pegognaga.

Esigua la rappresentanza dei 70 Comuni mantovani. Alcuni hanno portato fotomontaggi che ritraevano il Papa mentre baciava Monti e ringraziava per non avere applicato l'Ici sui beni della Chiesa. Una signora di Goito ha esposto a chiare lettere il suo malcontento scrivendo: “A.A.A. posto di lavoro offresi in cambio di pensione. Rivolgersi a ragazza privilegiata del'53. Per fare cassa la casta sta svendendo le figlie, le madri e perfino le nonne."".

Ora, faccio un mio commento.
In un momento di crisi della politica (come quello attuale) chi fa politica deve atteggiarsi mostrando coerenza.
Questa foto mostra alcuni sindaci che manifestano contro la manovra del governo Monti.
Il sindaco che sta al centro, quello con la barba, è Candido Roveda, il sindaco di Roncoferraro, il mio Comune.
Ora, io mi ricordo che nelle passate sedute del Consiglio comunale, il sindaco Roveda attaccava il governo del presidente Berlusconi, per via dei suoi provvedimenti.
Mi ricordo che il suo partito, il Partito Democratico, con in testa il suo segretario, l'onorevole Pierluigi Bersani, chiedeva le dimissioni del presidente Berlusconi.
Mi ricordo del Partito Democratico che parlava di una necessità di coesione.
Mi ricordo del Partito Democratico che apprezzava Monti.
Ora, non mi sembra che questa manifestazione sia coerente con quanto detto prima.
Il Partito Democratico parlava di coesione ma i suoi membri non vanno d'accordo tra loro stessi.
Basti pensare alla posizione del suo responsabile economico, Stefano Fassina.
Il Partito Democratico diceva di apprezzare Monti e diceva che il presidente Berlusconi era la causa di tutti i mali italiani ed ora i suoi stessi esponenti manifestano contro quello stesso governo che è sostenuto dai senatori e dai deputati che li rappresentano
Ciò non sembra un atteggiamento coerente.
Cordiali saluti.



STORIA DELL'HANUKKAH


Cari amici ed amiche.

Vi parlo della storia di una festa ebraica, l'Hanukkah.
Per farlo mi avvalgo di un testo de "Il Giornale di Trani" che è stato ripreso su Facebook dall'amica Donatella Cosco:

"Accensione dei lumi di Chanukkà nella sinagoga Scolanova di Trani

La comunità ebraica di Trani celebrerà la festa di Chanukkà dell'anno ebraico 5772 che quest'anno cade dalla sera del 21 alla sera del 28 dicembre.
Al tramonto di giovedi 22 dicembre anche parte degli ebrei della comunità madre di Napoli saranno alla Sinagoga Scolanova di Trani per accendere i lumi di Chanukkà.
Il rabbino capo di Napoli e Italia meridionale Rav Shalom Bahbout presiederà l'accensione dei lumi e terrà una lezione sulla festa.
La festa di Chanukkà (termine ebraico che significa "inaugurazione") è chiamata altresì Chàg Haurim (festa dei lumi) e dura otto giorni.
Era l'anno 165 prima dell'era volgare allorquando gli Israeliti guidati da Giuda Maccabeo, figlio del sacerdote Mattatià, affrontarono e sconfissero gli occupanti siriani, entrando a pieno diritto in Gerusalemme.
Giuda Maccabeo riconsacrò il Bet Hamikdash (Santuario) abbattendo gli idoli fatti installare dal re Antioco IV Epifane di Siria (sotto il cui governo era caduto Israele) e ripristinando la sovranità della Torà e dei Suoi precetti sul popolo ebraico.
Il Talmud racconta che nel Tempio appena riconsacrato fu trovata una piccola ampolla di olio puro con il sigillo del Sommo Sacerdote.
L'olio poteva bastare per un solo giorno ma avvenne un grande miracolo: l'olio bruciò per otto giorni, diffondendo una bellissima luce e dando così la possibilità ai sacerdoti di preparare l'olio nuovo.
Fu così che i Maestri proclamarono che il 25 del mese ebraico di Kislèv gli Ebrei celebrassero l'avvenimento del miracolo dell'olio che non si consumò.
Per otto sere viene accesa una fiammella in più sulla Channukkia, un candelabro a 9 braccia (otto fiamme oltre allo shammash, il lume che serve ad accendere gli altri lumi); in tale occasione è d'uso gustare tipici dolci ebraici.
Channukkà è una festa molto sentita e vissuta; persino nel Campo di concentramento di Buchenwald centinaia di deportati, pur isolati dalla vita fuori dai Lager, riuscirono non solo a tenere il giusto conteggio del calendario ebraico ma anche ad accendere le fiammelle della Channukkia bruciando pezzi interi di margarina sul fuoco della lampada a nafta che illuminava la camerata.
La sera del 22 dicembre gli Ebrei di Trani e di Napoli celebreranno la Channukkà accendendo un enorme candelabro forgiato da un fabbro barlettano nella Sinagoga Scolanova.
A prescindere dai suoi significati religiosi, Chanukkà è l'esempio storico della salvaguardia dell'identità e dei valori ebraici, gelosamente custoditi e difesi in ogni epoca dal popolo d'Israele; ma è grazie all'universalità dei propri valori (monoteismo, riposo del Sabato, superiorità di una Legge divina e morale su ogni aspetto della vita quotidiana) che anche chi non è Ebreo ha piacere a partecipare a questa bellissima festa ebraica.
L'Ebraismo è elemento fondamentale della cultura e della storia di Trani; sarà anche per questo che, in base ad una usanza consolidata, le Autorità comunali (invitate la sera del 22 dicembre alla Sinagoga Scolanova) accendono il primo lume della Channukkia (lo shammash) in segno di condivisione di valori inestinguibili come la libertà e la multiculturalità della quale la Festa dell'olio che non si consumò è uno dei simboli più riusciti.".

L'articolo in questione parla della comunità ebraica di Trani, che festeggia nella sinagoga Scolanova, noto luogo di culto ebraico che si trova a Trani, in Puglia.
In realtà, l'Ebraismo fu un elemento forte in molte città.
Cito, per esempio, Roma, Livorno, Bologna e Mantova.
A Mantova, la mia città, l'Ebraismo lasciò un'impronta molto forte.
Pensate, ad esempio, che nel periodo dei Gonzaga, l'8% della produzione culturale mantovana proveniva dagli ebrei e c'erano ben cinque sinagoghe, di cui una di rito askenazita.
Anche l'archiatra (il medico di corte) era ebreo, nonostante (all'epoca) ai medici ebrei non fosse consentito curare i cristiani.
Gli ebrei erano presenti anche al sud.
Oltre a Trani, ad esempio, una forte comunità ebraica era presente anche a Messina.
Pensate, nel paese natale di mia madre, Galati Mamertino (in Provincia di Messina) molte persone portano il cognome "Emanuele" .
Questo cognome è di chiare origini ebraiche e, molto probabilmente, le persone che portano il cognome "Emanuele" sono discendenti dei "conversos", ossia degli ebrei convertiti al cattolicesimo durante il periodo spagnolo.
Un'altra comunità ebraica molto forte era quella di Siracusa.
Qui vi è un quartiere che si chiama Giudecca.
Nei seminterrati dei palazzi della Giudecca sono state trovate le vasce usate per i bagni rituali.
Quindi, l'Ebraismo è sempre stato presente nella vita culturale italiana.
Come cristiani, anche noi abbiamo un elemento giudaico nella nostra cultura.
Infatti, nella nostra Bibbia vi sono i quarantasei libri del Vecchio Testamento, libri che risalgono alla tradizione ebraica e trentanove dei quali sono in comune con la Bibbia ebraica.
Inoltre, Gesù stesso era un ebreo come lo erano la Vergine Maria, San Giuseppe e gli Apostoli.
Tra l'altro, l'Hanukkah ebraico coincide proprio con il nostro Santo Natale.
Questo dimostra che le vie del Signore sono infinite e che noi e gli ebrei siamo fratelli, pur con le differenze.
Cordiali saluti.

mercoledì 14 dicembre 2011

LAVORO E RIFORME, HA RAGIONE L'ONOREVOLE ALFANO

Cari amici ed amiche.

Ieri, nella trasmissione condotta da Bruno Vespa "Porta a Porta", il segretario del Popolo della Libertà, onorevole Angelino Alfano, ha detto delle cose interessanti e condivisibili.
Infatti, ha affermato che il mondo del lavoro e l'imprenditoria sono rimasti indietro di trent'anni.
Infatti, ha affermato che molti imprenditori italiani delocalizzano le loro aziende e vanno ad operare all'estero perché qui in Italia c'è una burocrazia pesante ed il lavoro costa di più.
L'onorevole Alfano ha pienamente ragione.
Noi siamo rimasti indietro di trent'anni.
Infatti, mentre il resto del mondo cambiava, qui in Italia non si riusciva a fare nessuna riforma che serviva.
Questo avvenne perché il sistema italiano era malato.
Infatti, la politica ristagnava perché si fondava su un sistema di consociativismo, un "grande compromesso" , tra certe forze cattoliche e quelle della sinistra comunista.
Queste forze erano un po' come i "due ladri che di giorno litigavano e di notte si spartivano la refurtiva".
Questo sistema faceva comodo a chi sosteneva questo "asse".
Per questo, si pensò a mantenere lo status quo, status quo di cui beneficiarono in pochi.
Tra questi pochi, cito, ad esempio, i sindacati che ebbero un forte potere di ricatto.
Infatti, ogni volta che la classe politica faceva una proposta di riforma, i sindacati protestavano e facevano scioperi.
Anche le cooperative ebbero (ed hanno tuttora) dei benefici, come alcuni vantaggi fiscali, a scapito delle aziende private.
Oggi, noi paghiamo il prezzo di tutto ciò.
Questo prezzo è pagato da noi giovani che, ad esempio, non riusciamo a trovare lavoro (ed io ne so qualcosa, poiché sono disoccupato) e lo paga anche l'imprenditoria italiana.
Noi italiani abbiamo passione, cultura e creatività.
Il prodotto "Made in Italy" è apprezzato in ogni parte del mondo.
Se, però, le aziende italiane continuano a produrre in Romania o in Bulgaria (piuttosto che in Cina) non si può più parlare di "Made in Italy".
Questo toglie anche posti di lavoro a noi giovani.
Bisogna fare delle riforme serie che abbattano il costo del lavoro e che favoriscano la produzione delle aziende italiane qui in Italia.
Anzi, bisogna favorire anche la nascita di nuove aziende, incominciando a tagliare la burocrazia.
In questo, il federalismo può fare la sua parte, riducendo la burocrazia.
Bisogna favorire la libertà d'impresa.
Steve Jobs divenne quello che divenne incominciando a lavorare in un garage.
Se Jobs fosse stato italiano e se il garage fosse stato qui in Italia, la Guardia di Finanza sarebbe venuta a sanzionarlo e l'avrebbe trattato da criminale.
La "Apple" non sarebbe mai esistita.
Inoltre, credete anche che Gordon Ramsay sarebbe diventato il noto chef che è, se fosse stato italiano e se avesse vissuto qui in Italia?
Sicuramente, se avesse tentato di aprire il suo primo ristorante qui in Italia, Ramsay si sarebbe trovato con un mare di carte bollate e pratiche da sbrigare.
Questo è un sistema che scoraggia noi giovani dal fare ogni cosa.
Per questo, molti talenti italiani lasciano il nostro Paese e portano l'eccellenza all'estero
Bisogna portare il nostro Paese al XXI secolo, altrimenti rischiamo di avere tanti disoccupati e dissipare il nostro patrimonio culturale e di talenti.
Purtroppo, non mi sembra che la manovra del governo Monti vada in questa direzione.
Cordiali saluti.

DON GIORGIO, PARLA ANCORA?

Cari amici ed amiche.

Don Giorgio De Capitani, parroco di Rovagnate (Lecco) è tornato ancora a fare discutere.
Dopo avere augurato un ictus al presidente Berlusconi (per saperne di più, leggete l' articolo sul quotidiano "Libero") questo prelato torna a fare discutere.
Sul suo sito è comparso questo articolo intitolato "Lefebvriani, o vi convertite al Vangelo radicale di Cristo, o rimanete dove siete, nel vostro cimitero!".
Ringrazio l'amico Andrea Casiere che mi ha segnalato l'articolo su Facebook.
Con questo articolo, il prelato ha attaccato la Fraternità Sacerdotale di San Pio X, fraternità capeggiata dal vescovo Marcel Lefebvre che aveva rotto con la Santa Sede per non avere riconosciuto il Concilio Vaticano II.
Ora, io ho criticato i lefebvriani per il semplice fatto che un cattolico debba essere obbediente al Papa e per il fatto che alcuni esponenti della loro fraternità (come il vescovo Richard Williamson ed il prete don Abrahamowicz) abbiano avuto delle uscite quantomeno spiacevoli sulla Shoah, con delle frasi negazioniste.
Ora, però, io credo che volere la Messa in latino non sia un reato.
Se io voglio che sia celebrata una Messa secondo il rito tridentino, perché questa non mi deve essere concessa?
Anzi, purtroppo, va detto che il Concilio Vaticano II ebbe delle pecche.
La prima fu la non condanna delle idee marxiste.
Il marxismo è un'ideologia perniciosa perché è un inganno.
Infatti, con le parole come "pace" e "diritti", il marxismo allontana gli uomini da Dio.
Mi sembra che questo sfugga a don Giorgio, un parroco che, a mio giudizio, non sta facendo un buon servizio alla Chiesa.
Io che leggo quanto riportano i siti come Pontifex.roma, Messainlatino.it e ed il sito di Plinio Correa de Oliveira mi sento offeso da questo "signore" che dovrebbe parlare delle cose di Dio.
Per grazia di Dio, le chiese non sono "case del popolo" o centri sociali.
Cordiali saluti.

ITALIANI ALL'ESTERO E POLITICA, COMMENTO ALL'ARTICOLO DI ANDREA VERDE SU "IL FUTURISTA"


Cari amici ed amiche.

Su "Il Futurista" l'amico Andrea Verde (un nostro connazionale che risiede a Parigi) ha scritto questo articolo che è intitolato "Tremaglia, Razzi e il suk degli italiani all’estero".
In questo articolo si parla della questione dei deputati eletti all'estero.
In particolare, sono citati l'onorevole Mirko Tremaglia, l'esponente di Futuro e Libertà che (quando era ministro degli Italiani nel mondo) aprì al voto degli italiani all'estero, e l'onorevole Antonio Razzi (nella foto), l'ex-deputato dell'Italia dei Valori eletto all'estero che il 14 dicembre dell'anno scorso diede la fiducia al governo del presidente Berlusconi.
Io trovo sbagliato definire Razzi un "venduto" per il semplice fatto che fosse passato dal centro sinistra al centro destra (e che avesse dato la fiducia al governo del presidente Berlusconi) così come trovo sbagliato definire "onesti" o "intelligenti" quei parlamentari che fecero il percorso inverso, passando dal Popolo della Libertà all'Unione di Centro (piuttosto che ad Alleanza per l'Italia o al gruppo misto) o facendo altri partiti che (come Futuro e Libertà) passarono all'opposizione.
In verità, ciò che è veramente malato è il sistema.
Ad esempio, la nostra Costituzione non prevede il vincolo di mandato per i parlamentari, come per i consiglieri regionali, quelli provinciali e quelli comunali.
Ergo, una volta eletto, un parlamentare (o un consigliere regionale, piutto che quello provinciale o quello comunale) può fare quello che vuole, indipendentemente dal fatto che egli faccia ciò per un cambiamento di idea (che ci può stare) e per un interesse personale.
Inoltre, come ho già scritto in passato, finché c'è questa sistema centralista (che spreca soldi a destra e a manca) e non si fa il federalismo, ci saranno sempre queste situazioni che creano disagio.
A causa di queste situazioni, tutti noi, sia noi che risiediamo qui in Italia che i nostri connazionali che risiedono all'estero, continuiamo (e continueremo) a pagare.
I nostri connazionali all'estero pagheranno di più per il fatto che si vedranno ridotte tutte le strutture del nostro Paese che a loro servono.
Questo è molto grave.
Io penso che anche gli italiani all'estero debbano fare sentire la loro voce.
Anche per questo, ho scritto che il federalismo è una necessità.
Con il federalismo, i soldi potranno essere spesi meglio, anche per gli italiani all'estero.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.